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Lunedì, 26 Ottobre 2020

Venerdì, 13 Dicembre 2019 - nelPaese.it

Si è tenuto martedì 3 dicembre, presso il Comune di Alatri, l’incontro periodico del Tavolo Permanente Inclusione del Distretto Socio-Assistenziale “A” della provincia di Frosinone, ampliato ai rappresentanti delle Associazioni di Categoria della Cooperazione Sociale e del Terzo Settore.

Un incontro importante, che ha instaurato un clima collaborativo tra i rappresentanti del Distretto e quelli del mondo imprenditoriale e associativo, per far fronte ai sempre crescenti problemi derivanti dall’aumento della povertà nella regione e nelle aree più periferiche e marginali del territorio.

Nel corso dell’incontro sono stati trattati temi specifici come le procedure operative legate al Reddito di Cittadinanza, con particolare focus sul ritardo nell’attivazione delle piattaforme informatiche e la carenza di personale presso i Centri per l’Impiego. In riferimento a questo, la pubblicazione dell’Avviso Distrettuale per la costituzione del Registro dei Soggetti Ospitanti rappresenterà un’importante opportunità per ampliare la platea di attori con cui poter avviare percorsi di inclusione sociale. La Cooperazione sociale, soprattutto quella di tipo B, su questo tema si pone come strumento privilegiato di politiche attive, soprattutto in riferimento al personale più svantaggiato e meno appetibile per il mercato del lavoro.

Nel corso dell’incontro sono state esposte, da parte della Cooperazione sociale, perplessità in merito alla breve durata dei tirocini e alla loro effettiva capacità di rappresentare strumenti efficaci per l’inserimento lavorativo. Il Distretto, su questo tema, si è reso disponibile a studiare la possibilità di rendere rinnovabile la durata del percorso.

Anche sul versante formazione, verranno studiate congiuntamente modalità per una maggiore professionalizzazione degli utenti in carico presso i Centri per l’Impiego, allo scopo di rendere questi ultimi degli strumenti maggiormente efficaci per la ricerca di personale da parte delle imprese.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre trattato il tema dei PUC (Progetti Utili alla Collettività), che vedranno i Sindaci pienamente coinvolti nell’individuazione dei posti disponibili per lo svolgimento delle attività. Molte quindi le criticità emerse, accompagnate però dall’importante impegno di lavorare congiuntamente per trovare soluzioni efficaci alle sempre più variegate esigenze dell’utenza di riferimento.

Pubblicato in Lazio

Inaugurata ieri a Casa Cini la mostra "Luoghi comuni – uno sguardo sulla città", organizzata da cooperativa sociale CIDAS,  in collaborazione con l'Università degli Studi di Ferrara e il Laboratorio di Studi Urbani, nell'ambito del VII Convegno Nazionale di Antropologia Applicata organizzato dalla Società Italiana di Antropologia Applicata – SIAA, che quest'anno si tiene a Ferrara dal 12 al 14 dicembre.

Al saluto iniziale dell'Arcivescovo di Ferrara Mons. Gian Carlo Perego è seguito l'incontro con Maria Luisa Parisi, antropologa di CIDAS, Giacomo Brini, fotografo professionista e presidente del festival di fotografia Riaperture, che ha realizzato percorsi fotografici in collaborazione con le persone richiedenti asilo e rifugiate accolte nei progetti di accoglienza e integrazione di CIDAS nei territori di Ferrara e Bologna.

Le rappresentazioni mediatiche delle città oggi sviluppano immaginari che necessitano di osservazioni approfondite e analisi consapevoli. In che modo i linguaggi visivi possono contribuire a re-immaginare lo spazio pubblico e come può l'antropologia offrire nuove rappresentazioni dei contesti urbani? Questi i temi attorno ai quali si è ragionato durante l'incontro. 

Venerdì 13, dalle 13 alle 19, è possibile visitare la mostra fotografica che si compone di quattro percorsi. "Luoghi Comuni", che dà il titolo all'evento, propone le foto delle attività per l'integrazione realizzate da CIDAS nell'ambito dei progetti SPRAR/SIPROIMI (Sistema di Protezione per titolari di protezione Internazionale e per i Minori stranieri non accompagnati) per persone vulnerabili a Ferrara e a Bologna dove, insieme alla cooperativa CADIAI, si occupa di disagio psico-sanitario.

"A casa loro. Ri-tratti di famiglia" espone gli scatti che Michele Lapini ha realizzato con le famiglie che accolgono i rifugiati nelle loro case, nell'ambito del progetto Vesta.

"Futuri Prossimi" racconta per immagini l'idea di passato, presente e futuro delle ragazze e dei ragazzi, tra cui richiedenti asilo e rifugiati, che hanno partecipato al laboratorio organizzato dal festival di fotografia Riaperture, curato da Giacomo Brini.

Infine "Bologna d'aMer" è una collettiva su Bologna realizzata attraverso gli sguardi di chi giunge da lontano e vive questa città da una prospettiva diversa, con un focus su centro, periferia e spazi verdi. 

Pubblicato in Migrazioni

Sarà presentato in anteprima nazionale nel carcere di Poggioreale lunedì 16 dicembre 2019 alle ore 9,30 il docufilm realizzato dalla regista Cristina Mantis e prodotto dal gruppo Gesco, che racconta la storia del Progetto IV Piano rivolto alle persone detenute e con problemi di tossicodipendenza.

Il Progetto IV Piano realizza da cinque anni un centro diurno socio-riabilitativo all'interno della Casa Circondariale di Poggioreale, ponendosi l'obiettivo generale di attuare la legge nazionale che garantisce ai detenuti le stesse prestazioni offerte ai cittadini liberi. È promosso dal Dipartimento Dipendenze della Asl Napoli 1 Centro con la sua Unità Operativa Semplice Dipartimentale Strutture Intermedie in collaborazione con la UOS Serd Area Penale e in stretta integrazione con la Direzione della Casa Circondariale di Poggioreale e con il gruppo Gesco.

Il Progetto IV Piano ha delineato uno spazio collettivo di attività socio-riabilitative diverse all'interno della Casa Circondariale che ha la funzione di contenere la sofferenza legata alla privazione della libertà riempiendo lo spazio vuoto della detenzione.

Da oltre cinque anni nel Padiglione Roma il Progetto realizza laboratori di animazione artistica di tipo socio-riabilitativo (teatro, scrittura, sport, musica, giardinaggio, apprendimento della lingua per i migranti) con i detenuti che presentano problematiche di dipendenza e gestisce uno sportello per l'implementazione delle misure alternative alla detenzione.

Il Progetto offre anche l'opportunità di rielaborare la propria esperienza e di progettare un programma in una comunità terapeutica esterna più adeguato ad affrontare le problematiche individuali, con l'obiettivo di modificare i comportamenti a rischio legati all'uso di droghe che hanno spinto a commettere il reato.

Il docufilm sottolinea bene l'attenzione particolare dedicata nell'ultimo anno del progetto IV Piano alle relazioni affettive implementando gli incontri tra i detenuti e i loro familiari in aree della Casa Circondariale rese più "umane", come quella denominata "il giardino di dentro", uno spazio antistante il Padiglione Roma che è stato attrezzato, con la collaborazione attiva della Polizia Penitenziaria, con grandi aiuole con la finalità di realizzare uno spazio verde dentro il carcere. 

Il film di Cristina Mantis restituisce il racconto di una strategia complessa condivisa dalle istituzioni pubbliche napoletane, penitenziarie e sanitarie con il concorso delle risorse del terzo settore, che ha sperimentato, realizzando importanti risultati, un modo innovativo di lavorare nell'area della penalità rivolta alle dipendenze.

La presentazione sarà l'occasione per far conoscere la proposta di una nuova e più ampia riconfigurazione del Progetto IV Piano frutto del confronto tra il Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria, il Direttore della Casa Circondariale e il Dipartimento Dipendenze con la sua UOSD Strutture Intermedie.

 

 Interverranno Antonio Fullone Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria; Maria Luisa Palma Direttore della Casa Circondariale di Poggioreale; Ciro Verdoliva Direttore Generale della Asl Napoli 1 Centro; Riccardo De Facci Presidente Nazionale del CNCA; Samuele Ciambriello Garante Regionale dei Detenuti; Luigi Romano Presidente Regionale dell'Associazione Antigone; Cristina Mantis regista; Sergio D'Angelo Presidente del gruppo di imprese sociali Gesco; Stefano Vecchio Direttore del Dipartimento Dipendenze Asl Napoli 1 Centro.

Parteciperanno:

Marinella Scala Responsabile Progetto IV Piano e UOSD Strutture Intermedie; Adriana Pangia  Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli; Giulia Leone Direttore del Padiglione Roma; Caterina Butera Responsabile UOS SerD Area Penale; rappresentanti di Amnesty international.

Pubblicato in Campania

Una storia di migranti che arriva dalla Sicilia, anche perché siciliana è la compagnia che sabato 14 (ore 19) e domenica 15 dicembre (ore 18) porterà al Teatro Tram lo spettacolo "Miracolo", reduce dalle ultime rappresentazioni di successo in Grecia (a Salonicco e Atene), nell'ambito del progetto "Revolution".

Due fratelli (becchini precari) hanno il compito di seppellire un migrante, ma il cimitero della città è stracolmo. Da ciò scaturisce un agro divertissement in cui i due provano, senza riuscirci, a sbarazzarsi del corpo del defunto.

La genesi del testo – di Giuseppe Massa, che ne cura anche la regia – nasce all'interno di Write 2016, residenza creativa che coinvolge drammaturghi siciliani ed europei all'interno del monastero di Mandanici, Messina. "Miracolo" prende spunto dalle ondate migratorie che attraversano il Mediterraneo per investigare la progressiva disumanizzazione della nostra società. Da ciò nasce l'urgenza di analizzare questo processo di trasformazione mettendolo in relazione col concetto di santità. Questo dialogo- conflitto è dunque il fulcro dello spettacolo: santo vs umano; umano vs bestia; luce vs buio. San Lorenzo: "Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt (La mia notte non conosce tenebre, tutto risplende di luce)"; sentiamo l'esigenza di aggiungere un umile punto interrogativo al pensiero del martire.

Un testo dissacrante eppure sempre brillante, con un dialogo serrato tra i due fratelli Bernardo e Antonio (interpretati da Gabriele Cicirello e Paolo Di Piazza, sul palco insieme a Dorinne Raboude) sul destino di quella bara, tra improbabili soluzioni ed elementi poetici. Tra urla, disperazione, atmosfere beckettiane, tragico umorismo sul significato ultimo della morte, la pièce ripercorre le tracce dell'esistenza umana dal suo inizio alla sua fine.

La compagnia Sutta Scupa

La compagnia siciliana Sutta Scupa ha esordito con lo spettacolo omonimo nel 2006 al Rialto Sant'Ambrogio di Roma. Due momenti di Sutta Scupa vengono inseriti da Wim Wenders nel film "The Palermo Shooting" e il testo riceve una segnalazione al Premio Ubu 2006 alla voce "Nuovo testo italiano". Tra i riconoscimenti si segnala il premio "Miglior spettacolo" al festival del Museo Fratelli Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) per la collaborazione con l'UTE alla produzione di "Chi ha paura delle badanti"; nel 2016 vince il bando "MigrArti" indetto dal MiBACT e, attraverso un laboratorio rivolto ai migranti, sviluppa dal punto di vista drammaturgico "Nel fuoco". L'anno scorso, nell'ambito di "MigrArti 2018", produce Antigone Power, una riscrittura dall'Antigone di Sofocle realizzata da Ubah Cristina Ali Farah per la regia di Giuseppe Massa.

 

Pubblicato in Cultura

È nata la cooperativa “Steel Coop Valdarno”. I 9 soci fondatori, ex lavoratori Bekaert, e membri del comitato promotore che si è costituito nel maggio scorso per portare avanti il progetto della cooperativa, si sono riuniti oggi davanti al notaio per firmare l’atto costitutivo e approvare lo statuto della cooperativa in forma di spa. Il consiglio di amministrazione sarà formato da 3 membri e il presidente sarà Daniele Righi.

Legacoop Toscana ha accompagnato la nascita della nuova cooperativa verificando gli aspetti di fattibilità e seguendo gli aspetti formali e burocratici legati alla costituzione.

“In questi mesi abbiamo portato avanti il mandato che ci è stato dato dal Comitato promotore, cercando di valutare al meglio la sostenibilità del progetto – afferma Olmo Gazzarri di Legacoop Toscana -. Questa prima fase giunge a compimento con l’atto di questa mattina, i lavoratori hanno dimostrato la loro volontà con i fatti, impegnandosi in prima persona a diventare imprenditori. Noi continueremo a sostenerli per quanto nelle nostre possibilità, sia supportandoli negli aspetti normativi e mutualistici legati alla cooperativa, sia impegnandoci a coinvolgere quando sarà il momento gli strumenti finanziari della cooperazione”.

La cooperativa invierà il piano industriale redatto dal professor Gianni Tarozzi (il consulente incaricato da Legacoop Toscana) a Sernet, l’advisor incaricato per la reindustrializzazione dello stabilimento, e lunedì 16 dicembre lo presenterà al Ministero per lo Sviluppo Economico.

 

 

Pubblicato in Toscana
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