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Lunedì, 26 Ottobre 2020

Lunedì, 02 Dicembre 2019 - nelPaese.it

Innovare, rafforzare e consolidare il sistema dei servizi regionali per l’integrazione lavorativa dei migranti, approfondendo la conoscenza delle loro aspettative, dei loro bisogni e degli obiettivi del loro piano migratorio: queste le finalità di Lavoro Migrante – REILAB rete per l’inclusione il lavoro e il bene comune, progetto finanziato nell’ambito del FAMI PRIMA.

Lo strumento per poter raggiungere le suddette finalità è stato l’attivazione di Reilab Point nelle quattro province abruzzesi. Si tratta di sportelli rivolti ai cittadini di Paesi Terzi, in cui è possibile richiedere informazioni, ottenere assistenza per potenziare e valorizzare le proprie competenze, essere guidati in un percorso di integrazione lavorativa.

La Regione Abruzzo, in collaborazione con la Horizon Service Società Cooperativa Sociale di Sulmona, l’Associazione SMILE Abruzzo, la Caritas Diocesana di Avezzano e il Comitato Territoriale ARCI L’Aquila, ha attivato un Reilab Point anche a Sulmona. La sede del Reilab Point di Sulmona si trova in via Pola n. 64/G, presso la sede legale della Horizon Service Società Cooperativa Sociale.

Gli orari di apertura dello sportello sono i seguenti:

lunedì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30

martedì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30

mercoledì, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30

giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30

venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00

 

 

Pubblicato in Abruzzo

Secondo appuntamento formativo al Sud promosso dal Giornale Radio Sociale con Odg Puglia, insieme a Redattore Sociale, Forum Terzo Settore e Fondazione con il Sud Bari, mercoledì 4 dicembre, ore 9.30 – 13.30 nella sede Ordine dei giornalisti Puglia, strada Palazzo di Città, 5

“Intervista con il territorio. Raccontare il sociale attraverso lo sport” è il titolo del corso per la formazione dei giornalisti organizzato dal Giornale Radio Sociale insieme all’agenzia Redattore SocialeForum del Terzo Settore e il sostegno della Fondazione con il Sud. La partecipazione è gratuita e dà diritto a 4 crediti formativi.
L’incontro si terrà a Bari mercoledì 4 dicembre, dalle 9.30 alle 13.30 presso la Sede dell’Ordine dei giornalisti della Puglia e rientra in un ciclo di appuntamenti formativi per giornalisti incentrati sui temi del sociale, in programma nei prossimi mesi nelle regioni del Sud. I seminari punteranno a ragionare su come avvicinare i cittadini ai media e rafforzare la funzione sociale del giornalismo attraverso il racconto del “territorio”, che è la parola chiave del progetto e che sarà declinata in tutti i seminari attraverso ciascuna delle sei redazioni del Giornale Radio Sociale (società, diritti, economia, cultura, internazionale, sport).

Ripartire dal territorio per una nuova frontiera della comunicazione sociale: innovazione, responsabilità e strumenti del giornalismo che sceglie la strada e le periferie. Conoscere per raccontare: il territorio e le persone che lo abitano sono risorse preziose per la comunicazione sociale. Fatti di vita quotidiana, piccole grandi storie di dignità e di rifiuto del conformismo, di educazione alla vita sociale e di ribellione alla marginalità.

Lo sport è il terreno dell’emancipazione, dei diritti e delle pari opportunità. Per questo è importante raccontare questa nuova realtà (molto spesso senza risultato finale, senza record e senza supercampioni) utilizzando un linguaggio improntato sul rispetto delle persone di cui si parla e delle “storie” che si raccontano.

Il programma del seminario, organizzato in collaborazione con Ordine dei Giornalisti della Puglia, vedrà la presenza di importanti operatori dell’informazione, della comunicazione sociale e del non profit chiamati a un confronto sul ruolo dello sport sociale e del giornalismo attraverso il racconto di importanti esperienze che valorizzano il territorio e i beni comuni della Puglia.

Ad aprire la giornata i saluti di Piero Ricci, presidente Odg Puglia; Vincenzo Manco, esecutivo Forum nazionale Terzo Settore e presidente Uisp; Fabrizio Minnella, giornalista e responsabile comunicazione Fondazione con il Sud; Davide Giove, portavoce Forum Terzo Settore Puglia; Ivano Maiorella, direttore Giornale Radio Sociale. A seguire gli interventi di Elena Fiorani, responsabile sport Giornale Radio Sociale; Giampiero Bellardi, ex vicedirettore Rai Sport; Guido Torlai, vicedirettore Tgr Rai; Daniele Iacopini, giornalista di Redattore Sociale; Mara Cinquepalmi, associazione Giulia Giornaliste; Gianluigi De Vito, vice capo servizio sport della Gazzetta del Mezzogiorno.

Spazio poi alle esperienze locali con l’intervento di Mauro D’Alonzo, fondatore degli Atipici Rugby Bari, squadra nata nel 2014 con lo scopo di promuovere il rugby integrato come strumento di cambiamento sociale, favorendo il reinserimento e l’integrazione psichica di persone con vissuti di disagio di vario grado. Interverrò anche Monia Pavone, dell’Associazione Circo laboratorio mobile di Bari, che da 10 anni svolge attività di ginnastica acrobatica e circense, includendo anche utenti dei centri diurni e minori con difficoltà dell’apprendimento o autismo.

Il corso dà diritto a 4 crediti formativi per i giornalisti ed è necessario iscriversi sulla piattaforma S.I.Ge.F. La partecipazione è gratuita.
Sarà possibile seguire il seminario in diretta Facebook sulla pagina del Giornale Radio Sociale.

Pubblicato in Puglia

Il 3 dicembre, come consolidata tradizione, si celebra la Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità. Istituita dall’assemblea generale dell’ONU nel 1981 vede il MiBACT impegnato strenuamente per assicurare a tutti il diritto alla partecipazione e all’accesso ai luoghi e ai contenuti culturali.

Al fine di realizzare tali presupposti il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, ha disposto per martedì 3 dicembre 2019 visite guidate rivolte alle persone affette da disabilità uditive e visive. Attraverso queste attività, il Museo vuole fornire un’occasione di comunicazione e condivisione  del proprio patrimonio, anche alle persone con disabilità le quali possono contribuire ad uno sviluppo inclusivo e rappresentativo della società.

Il Museo è dotato di un percorso Braille e di alcune teche appositamente realizzate per le persone non vedenti e ipovedenti; attraverso questo percorso i visitatori sono accompagnati nella conoscenza del patrimonio culturale vibonese. Il motivo conduttore di questo allestimento è  "toccare per vedere", i visitatori perciò potranno toccare con le loro mani sia alcuni reperti originali sia delle riproduzioni, presenti nelle teche.

Nel corso della Giornata verranno inoltre organizzate visite guidate per persone con disabilità uditiva; le visite, accompagnate da un traduttore LIS, porteranno i visitatori nelle varie sale del Museo offrendo la possibilità di conoscere i vari reperti esposti e la storia che essi hanno da raccontare.

Visite guidate con percorso tattile dalle ore 11:00 alle ore 13:00. Visite guidate in LIS dalle ore 17:00 alle ore 19:00. Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, diretto dal dottor Gregorio Aversa, sempre ricadente nel Polo museale della Calabria, celebrerà questa ricorrenza promuovendo visite guidate inclusive ad ingresso gratuito per portatori di handicap e un familiare o altro accompagnatore.

 

Pubblicato in Cultura

Oltre 200 persone hanno preso parte all’Officina Giovani di Prato all’evento “Una serata per Prama” organizzato dalla Fondazione Noi-Legacoop Toscana a sostegno della campagna di crowdfunding “Tutti in cucina”. La raccolta fondi resterà attiva fino al 23 dicembre sulla piattaforma https://tuttincucina.starteed.eu/ e supporta la realizzazione di una cucina accessibile nell’ambito del progetto Prama, promosso da Fondazione AMI e AVIS Prato, che ha come obiettivo la nascita di un centro ludico motorio inclusivo dedicato a bambini e ragazzi, all’interno della palazzina AVIS in Sant’Orsola a Prato. Nelle intenzioni dei promotori, il centro avrà quattro grandi spazi inclusivi: arrampicata, palestra, area multisensoriale e uno spazio polivalente con cucina e sala incontri per attività ricreative e culturali, eventi ed esposizioni, ed è proprio su quest’ultimo spazio che si concentra la campagna di crowdfunding “Tutti in cucina”.

La cucina di Prama dovrà essere uno spazio inclusivo e accessibile a tutti, in cui potranno essere svolte attività ludiche e ricreative, formative e laboratoriali. I fondi raccolti saranno utilizzati per l'acquisto dei mobili della cucina, fatti su misura e accessibili anche a persone con disabilità. Se verrà superato l’obiettivo di 10.000€, si potrà eventualmente rilanciare con l'acquisto degli elettrodomestici e degli accessori per i laboratori.

L’evento di ieri sera all’Officina Giovani ha visto la partecipazione di soci delle cooperative aderenti a Legacoop Toscana arrivati da diverse parti della Toscana. Tra i presenti alla serata il presidente della Fondazione Noi-Legacoop Toscana Roberto Negrini e il presidente di AMI Prato Claudio Sarti. Ha portato il suo saluto anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni.

“Grazie allo strumento del crowdfunding tutti noi possiamo dare il nostro contributo affinché un progetto importante per il territorio di Prato veda la luce – afferma Roberto Negrini, presidente della Fondazione Noi-Legacoop Toscana -. Da qualche tempo abbiamo sposato una nuova modalità: andare nei territori, coinvolgendo le comunità per portare un sostegno concreto. L’evento di stasera è una testimonianza di questo approccio. La Fondazione Noi-Legacoop Toscana nasce proprio per supportare la realizzazione di interventi e attività a favore della qualità della vita sui territori e di uno sviluppo sostenibile”.

“Il progetto PRAMA – ricorda Claudio Sarti, presidente della Fondazione AMI Prato – sarà un centro pensato e organizzato a misura di bambino per divertirsi e giocare in uno spazio dedicato e attrezzato in vari ambiti. Un luogo dove il gioco e il divertimento non avranno limiti, rivolto a bambini e ragazzi fino ai 20 anni affetti da tutte le disabilità, in forma inclusiva e integrata. Grazie anche a ‘Una serata per PRAMA’ abbiamo raggiunto una buona parte dell’obiettivo per la realizzazione della Cucina inclusiva. Siamo onorati di collaborare con la Fondazione NOI - Legacoop Toscana, perché ha dei grandi valori che si sposano perfettamente con quelli della Fondazione AMI e in particolare del progetto PRAMA”.

I partecipanti alla serata hanno potuto assistere allo spettacolo di circo teatro “Cartoon Toylete” a cura della Compagnia Teatro nelle Foglie: uno spettacolo con protagonista El Niño del Retrete, un clown contemporaneo con uno sguardo alla tradizione, basato sulla manipolazione di oggetti, comicità e tecniche di circo che è stato rappresentato in tutto il mondo, in importanti festival internazionali e ha vinto vari premi.

 

Pubblicato in Toscana

Il 5 dicembre dalle 15 alle 17 presso il Laboratorio Aperto ex Teatro Verdi in via Castelnuovo 10 si tiene l'incontro “I servizi delI’Inps per i pensionati”.

Questo evento, curato da Cidas, sarà tenuto da funzionari delle Direzioni Provinciali INPS ed è frutto di un accordo territoriale tra INPS e Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto "Pane e Internet” che ha lo scopo di sviluppare le competenze digitali dei cittadini e promuovere la cultura digitale nel territorio regionale. 

L’incontro mira a far conoscere i servizi online dell’INPS e si rivolge a cittadini pensionati o che sono in corso di pensionamento e desiderano approfondire modalità e strumenti per dialogare meglio con i pubblici servizi.
Oltre alla navigazione nel sito, verranno illustrate le modalità di rilascio del PIN, del CU, il cedolino pensioni, i pagamenti, le domande in corso.

L’evento si tiene all’interno del Laboratorio Aperto di Ferrara, un progetto inserito nel network dei Laboratori Aperti della Regione Emilia Romagna, che sinergicamente collaborano per apportare un cambiamento tangibile in materia di innovazione su tutto il territorio regionale.

Il Laboratorio nasce come contenitore di attività che hanno come obiettivo comune la valorizzazione del patrimonio culturale e umano della città di Ferrara, ed è nato grazie al Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale POR FESR 2014-2020, ed al contributo del Comune di Ferrara. Il Laboratorio è gestito da Fondazione Giacomo Brodolini, ETT industria digitale e creativa internazionale specializzata in innovazione tecnologica ed experience design, MBS società di consulenza, e cooperativa sociale Cidas.

Sempre nell’ambito del progetto Laboratorio Aperto, presso l’ex Teatro Verdi è attivo il Punto di Facilitazione Digitale, uno sportello gestito da Cidas che ha lo scopo di supportare e affiancare i cittadini di tutte le età che vogliono acquisire competenze di base nell’uso dei propri dispositivi digitali. Il Punto di Facilitazione è aperto dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 13.00 e l'accesso è gratuito.

Per informazioni si può chiamare il numero 0532 861597, scrivere alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure consultare il sito www.luaferrara.it.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

"Il garante dei detenuti della regione Campania, con il contributo dell'Osservatorio sulla vita detentiva, ha organizzato un incontro di grande valore sociale, un momento di confronto con gli attori sociali e istituzionali che operano nell'ambito delle politiche attive del lavoro. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere, condividere e diffondere le esperienze maggiormente significative di inserimento lavorativo dei detenuti e riflettere sulla normativa vigente sugli sgravi fiscali o contributivi per garantire un futuro, soprattutto ai più giovani. Noi ad esempio in Campania dobbiamo essere orgoglioso della buona pratica e dell'esperienza realizzata nel carcere di Sant'Angelo dei Lombardi".

Così ha dichiarato la Presidente del Consiglio, Rosetta D'Amelio,  a margine del convegno sul "Carcere: il lavoro possibile, il lavoro negato" promosso e organizzato dal Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Commissione lavoro del Consiglio Regionale, Nicola Marrazzo, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, Adriana Pangia, il Presidente Gruppo Giovani Imprenditori, Vittorio Ciotola, il Provveditore campano dell'amministrazione penitenziaria, Antonio Fullone, il Professore Ordinario di "Diritto del Lavoro" dell'Università Luigi Vanvitelli, Fulvio Corso, la rappresentante dell'U.I.E.P.E., Giusi Forte, il portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali dei territoriali, Stefano Anastasia, il referente dell'Inps, Francesco Tedeschi, il Responsabile ANPAL (Agenzia strumentale del Ministero del Lavoro) regioni Campani e Calabria, Michele Raccuglia, il Presidente regionale Associazione Antigone, Luigi Romano, il Garante dei detenuti della regione Emilia-Romagna, Marcello Marighelli, e il Segretario regionale CGIL, Nicola Ricci.

"I dati sono molto eloquenti e indicano una difficoltà nell'applicare la legge Smuraglia - dichiara il Provveditore Antonio Fullone che snocciola le cifre regionali - su più di 7 mila detenuti, in Campania, risultano ammessi in attività lavorativa ai sensi art. 21 O.P., complessivamente 56 detenuti, di cui 3 stranieri e 4 non alle dipendenze dell'Amministrazione Penitenziaria. In base ai dati trasmessi dagli Istituti per il monitoraggio trimestrale (riferimento: terzo trimestre del 2019) – continua Fullone -  risultano assunti in totale solo 9 detenuti (di cui 3 donne), da imprese che beneficiano delle agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia. I detenuti sono così distribuiti: 2  ad Avellino (di cui 1 donna), 1 a Benevento, 1 a Poggioreale, 2  a Pozzuoli (donne), 3 a S. Angelo dei Lombardi.

Tutto ciò - rincara il Garante dei detenuti Samuele Ciambriello – nonostante lo stato italiano abbia confermato tutti gli ammortizzatori sociali necessari a far tornare i detenuti nel mercato del lavoro. Purtroppo non sempre gli imprenditori riescono a vedere il reale vantaggio economico nel portare la propria impresa in carcere o nell'assumere un detenuto all'esterno e molto spesso non si riesce a capire che un detenuto con profilo di formazione alto potrà rendere l'azienda competitiva sul mercato".

"Non bastano i lavori di pubblica utilità, come dimostrano la gran parte delle esperienze avute finora – conclude Stefano Anastasia, Garante del Lazio e dell'Umbria e  Portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali dei territoriali - c'è bisogno di formazione e inserimento lavorativo in attività produttive reali che garantiscano un effettivo reinserimento dei detenuti. Per fare ciò - è l'appello di Anastasia, a nome dei Garanti – occorre l'impegno e lo sforzo di tutti gli attori sociali e istituzionali, comprese le Regioni, che devono poter mettere in campo tutti i provvedimenti e gli adempimenti possibili per raggiungere questo obiettivo".

 

 

Pubblicato in Campania
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