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Lunedì, 26 Ottobre 2020

Mercoledì, 04 Dicembre 2019 - nelPaese.it

«Al danno si aggiunge la beffa. Almeno 5.000 lavoratori senza più occupazione, 11.000 sotto occupati con una riduzione delle ore lavorate e dello stipendio fino al 60%, un peggioramento nei servizi di pulizia nelle scuole e per le imprese il balzello della tassa sul licenziamento (Naspi) con un conto salato che potrebbe sfiorare i 100 milioni. C’è forse qualcuno al governo che l’aveva concepito come un tiro da tre punti, invece è solo una misura che distrugge l’economia».

Così in una nota congiunta ANIP – Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi, dopo che il governo ha esaminato gli emendamenti presentati in Aula al decreto-legge cd ' Scuola', ora al vaglio della Camera, respingendo tra gli altri quello sull’esonero del pagamento della Naspi per le imprese di pulizie. Così, dopo l’interruzione dell’appalto dovuta alla procedura internalizzazione prevista dalla legge di bilancio 2019, saranno le stesse imprese a farsi carico dell’iniqua ‘tassa sulla disoccupazione’.

«Avevamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto – si legge nella nota – tra Governo e parti datoriali per trovare una soluzione ed evitare una vera catastrofe. Così, invece, per lavoratori e imprese non resta che un salto nel buio Tutta l’Europa va avanti con il public procurement, solo l’Italia pensa a internalizzare i servizi. È una ricetta economica anacronistica che colpisce indistintamente le scuole che avranno meno servizi, l’occupazione e le imprese, autolesionismo puro. Ribadiamo la richiesta di avviare immediatamente un tavolo di confronto per l’apertura dello stato di crisi di tutto il settore».

Pubblicato in Lavoro

Numerosa affluenza di persone, che ha contribuito alla buona riuscita del concerto che si è svolto nella sala dei Notari a Perugia (28 dicembre). I fondi raccolti permetteranno a Re.Leg.Art Onlus di continuare nella propria missione che svolge ininterrottamente da 38 anni: l'inserimento lavorativo per persone diversamente abili.

Ad esibirsi è stata la corale Santo Spirito Volumnia che ha aperto il concerto con una magnifica e impegnativa composizione : Gloria in Re Maggiore un brano con una gran varietà di tecniche compositive che alternava momenti corali di grande impatto a numeri solistici dal carattere più intimistico e meditativo. Si sono esibiti il mezzosoprano Rosalba Petranizzi , i soprani Stefania Ubaldi , Nicoletta Ricciarelli e Buja Kim , il contralto Milena Regali  e il Tenore Giuseppino Orselli, sotto la guida del maestro In Sang Hwang e accompagnati dal Pianista Francesco Ragni. La seconda parte del programma prevedeva invece brani natalizi uno dei quali arrangiato dallo stesso Maestro.

“L'incasso del concerto, – ha affermato Silvia Romaniello Presidente della Relegart- patrocinato dalla Regione Umbria Assemblea Legislativa, dal Comune di Perugia e Legacoop Umbria, permetterà a persone come Roberto, che lavora in cooperativa da 30 anni, di continuare a rilegare libri, realizzare borse, fare cornici e far continuare a vivere la sua creatività. Invitiamo tutti per i regali di Natale nel nostro laboratorio e il punto vendita in Via Fiorenzo di Lorenzo a Perugia”

Pubblicato in Cultura

L’Azienda Ospedaliera dei Colli (Presidio ospedaliero Cotugno) e l’Associazione Arcigay Antinoo di Napoli hanno stipulato un protocollo d’intesa, unico nel suo genere anche su scala nazionale, per promuovere la cultura della promozione e della prevenzione delle malattie e delle infezioni sessualmente trasmesse, per contrastare la sierofobia (il pregiudizio, paura, avversione e discriminazione nei confronti delle persone sieropositive) e, soprattutto, per offrire tutta una serie di servizi alla cittadinanza e alla popolazione LGBT (Lesbian, Gay, Bisex e Trans), tra i più importanti lo screening gratuito per le principali infezioni a trasmissione sessuale e l’accesso alla PREP, secondo le linee del Ministero della Salute, entrambe senza impegnativa del medico di base.

“Un importante traguardo rincorso per anni e che ci auguriamo possa essere presto replicato come buona prassi sia sul territorio che nel resto del Paese”, dichiarano congiuntamente Daniela Lourdes Falanga e Antonello Sannino, rispettivamente Presidente e responsabile salute di Arcigay Napoli.

“Arcigay Napoli - aggiungono - è nata nel lontano 1984, in anni terribili per la nostra comunità, per la paura verso una malattia, l’AIDS, di cui si conoscevano soltanto gli effetti mortali e ci lega una storica collaborazione con il Cotugno. Oggi, averla formalizzata, per offrire servizi  concreti alla cittadinanza e per contrastare paure e pregiudizi ancora vivi, ci rende particolarmente felici e soddisfatti. Siamo certi che questo protocollo darà risultati eccezionali”.

“Il Cotugno è da sempre l’ospedale di riferimento per le malattie infettive in Campania e si occupa di HIV/AIDS e di malattie a trasmissione sessuale da anni. Con questo protocollo vogliamo essere ancora più presenti sul territorio fornendo screening gratuiti per prevenire e per avviare ai percorsi di cura migliori tutti quelli che ne avranno bisogno. L’impegno del personale dell’Ospedale Cotugno è quotidiano, ma solo continuando a parlare di HIV e di malattie a trasmissione sessuale potremo fare breccia nel pregiudizio e nella coscienza di tutti affinché la prevenzione diventi all’ordine del giorno e non una spiaggia dove correre ai ripari quando, ormai, è troppo tardi” dichiara Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. 

Per gli indigenti

Il 5 dicembre, alle ore 12, presso l’ospedale Monaldi, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Maurizio di Mauro, sottoscriveranno un protocollo di intesa per l’attivazione del progetto “Medicina Solidale” che prevede l’erogazione di prestazioni sanitarie gratuite a persone indigenti. 

Nel corso della presentazione del progetto sarà, inoltre, illustrata l’iniziativa Natale ai Colli, che prenderà il via il prossimo 7 dicembre con l’accensione delle luminarie natalizie nei tre presidi ospedalieri dell’azienda dei Colli e con momenti di musica e spettacolo e che, dal 9 al 13, vedrà il personale dei tre ospedali (Monaldi, Cotugno e CTO) erogare prestazioni sanitarie gratuite a persone bisognose di assistenza che saranno indicate proprio dalla Curia nell’ambito del progetto di Medicina Solidale. 

Pubblicato in Campania

L’impresa della sostenibilità - Il bilancio sociale come strategia per il futuro. Questo il tema del convegno promosso dall’associazione di rappresentanza Coopbund Alto Adige Südtirol. Protagonista della giornata, organizzata in corrispondenza del quarto sciopero globale per il clima, è stata l’Agenda 2030, un programma d’azione sottoscritto dalla comunità internazionale nel 2015 articolato in 17 obiettivi per una crescita economica inclusiva e sostenibile, che garantisca un lavoro dignitoso a tutti e contrasti i cambiamenti climatici.

Come ricordato dal presidente di Coopbund, Heini Grandi, “la cooperazione da sempre si è occupata di sostenibilità: (perché) è nel suo DNA” facendo inoltre riferimento ai tre pilastri che la compongono: “ecologia, economia, e sociale; ed essere sostenibili significa mantenere l’equilibrio fra questi aspetti”. Equilibrio che richiede l’impegno di molteplici soggetti anche se con gradi di responsabilità differenti.

Hanno quindi partecipato all’appuntamento il professor Szigeth della Libera Università di Bolzano, ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), l’istituto ARCO di Prato (action research for co-development), Legacoop Friuli Venezia Giulia e alcune imprese del territorio: la cooperativa sociale Oasis, il colosso dell’energia Alperia, la realtà di moda sostenibile Kauri distribution, nonchè lo Yunus Social Business Center dell’università di Firenze.

L’eterogeneità dei soggetti racconta la complessità del tema della sostenibilità a allo stesso tempo l’esigenza di una visione integrata delle problematiche per trovare soluzioni complessive. Anche se non mancano le iniziative, infatti, per attuare fino in fondo l’obiettivo della sostenibilità sociale, ambientale ed economica, è necessario un approccio sistemico e cooperativo, in grado di integrare le azioni di cittadini, piccole organizzazioni e grandi imprese.

Un obiettivo del convegno è stato mettere in rete le risposte già esistenti, per connettere le varie realtà evitando sovrapposizioni. In questo quadro si è approfondito il ruolo del bilancio sociale, riportato in voga dalla direttiva 2014/95/UE dell’Unione Europea, ed oggi reso sempre più centrale in seguito alla riforma del Terzo settore che lo rende obbligatorio per tutte le imprese sociali e per gli enti che superano il milione di euro di ricavi. Orientato alla valutazione d’impatto, il bilancio sociale può diventare uno strumento chiave sia per favorire la comunicazione fra imprese, sia per promuovere il cambiamento strategico in ottica di sostenibilità, attraverso una gestione efficace e senza sprechi di risorse.

La giornata si è conclusa con un laboratorio pomeridiano a cura della cooperativa sociale studio comune, in cui i cittadini sono stati accompagnati in una riflessione su come diventare “agenti del cambiamento”, anche a partire da piccole azioni quotidiane.

Pubblicato in Trentino-Alto Adige

Quarant’anni di cooperazione sociale sul territorio perugino diventano l’occasione per un dibattito regionale sulle “Prospettive per il welfare e la cooperazione sociale in Umbria”.

È questo il titolo del convegno che la Cooperativa sociale Borgorete terrà presso la sua nuova sede (che verrà inaugurata lo stesso giorno) il  9 dicembre a Collestrada, con la presenza del sociologo Flaviano Zandonai, della Regione Umbria, dell’Anci Umbria, del Comune di Perugia, del Sindacato e dei rappresentanti del Terzo Settore.

La storia della cooperativa risale al  1979 quando nascono, ad opera di un gruppo di giovani studenti e volontari impegnati socialmente, le  cooperative La Rete e Il Borgo.

La Rete, ad indicare il desiderio di un intervento sociale integrato nel territorio, Il Borgo, evocazione della vita di quartiere che aggrega, che è solidale, che è viva e condivisa.

Oramai da 12 anni la Rete e il Borgo sono un’unica cooperativa. “Borgorete, con circa 200 soci di cui 175 lavoratori,  cerca di essere a servizio della comunità locale, del nostro tessuto sociale e dell’emancipazione delle persone. Compiere 40 anni è un’occasione per interrogarsi ed interrogare i ‘compagni di viaggio’ sul senso dell’essere una cooperativa sociale oggi in Umbria, su cosa contraddistingue il nostro operato, su quali sono i suoi punti di forza e debolezza, su cosa va rilanciato e migliorato.

Un’occasione per rinnovare la propria mission, la propria idea di futuro e la propria azione, in maniera funzionale e critica.” dichiara il Presidente Carlo Alberto Rossetti.

Ecco dunque l’idea di un confronto fra gli attori del welfare locale umbro, dal neo eletto Consiglio Regionale alla media impresa cooperativa, dal sociologo al sindacato, per affrontare il tema del welfare e della risposta ai bisogni, vecchi e nuovi, di una società complessa in cui aumentano i disagi e le povertà economiche e culturali.

Intervengono tra gli altri Carlo Alberto Rossetti, presidente Borgorete, Flaviano Zandonai,  Paola Fioroni, Edi Cicchi, Andrea Bernardoni, Vincenzo Sgalla, il vicensindaco Gianluca Tuteri, Roberto Bonifazi. A seguire il taglio del nastro del presidente Legacoop Umbria Dino Ricci

 

 

Pubblicato in Umbria

Alla vigilia del consiglio direttivo del Gavi, l'Alleanza globale per i  Vaccini, questa settimana a Nuova Delhi, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede di bloccare immediatamente l'erogazione di un fondo residuo di 262 milioni di dollari alle multinazionali farmaceutiche Pfizer e GlaxoSmithKline (GSK) per il vaccino antipneumococcico, principale alleato nella lotta globale contro la polmonite che uccide ogni anno quasi un milione di bambini. MSF chiede invece di utilizzare questi fondi per supportare l'utilizzo e la diffusione della versione generica e più economica dello stesso vaccino, che dovrebbe entrare sul mercato a breve.  

"Pfizer e GSK hanno già raccolto molto più del dovuto dai fondi dei donatori, oltre ai quasi 50 miliardi di dollari ricavati in dieci anni di vendita del vaccino contro la polmonite.È ora che Gavi smetta di finanziare le farmaceutiche" dichiara Kate Elder, esperta di policy sui vaccini per la Campagna per l'Accesso ai Farmaci di MSF. "Invece di destinare ancora più fondi a Pfizer e GSK, Gavi dovrebbe aiutare i paesi a prepararsi per il nuovo fornitore che promette prezzi più bassi per il vaccino a livello globale." 

Gavi usa i fondi dei donatori per pagare e fornire i vaccini ai paesi più poveri. Considerando che spesso i nuovi vaccini impiegano più di dieci anni per essere distribuiti tra i paesi in via di sviluppo dopo la loro introduzione nei paesi ad alto reddito, nel 2007 Gavi e sei donatori (Italia, Regno Unito, Canada, Federazione Russa, Norvegia e la Fondazione Bill & Melissa Gates) hanno istituito un fondo speciale chiamato Advance Market Commitment (AMC) per accelerare l'implementazione globale del vaccino antipneumococcico nei paesi più poveri. 

Questo fondo mirava anche a incentivare i produttori di vaccini a sviluppare versioni idonee ed economicamente accessibili del vaccino antipneumococcico per i paesi più poveri. I donatori hanno impegnato 1,5 miliardi di dollari in un sussidio speciale che viene usato per compensare il prezzo base del vaccino richiesto da ciascuna azienda farmaceutica. Pfizer e GSK fanno pagare a Gavi circa 9 dollari per ogni bambino da vaccinare nei paesi più poveri e poi ricevono una cifra aggiuntiva dal sussidio, per un totale di 21 dollari erogati alle due farmaceutiche per ogni bambino. Nei paesi a medio reddito non titolati a ricevere il supporto di Gavi, Pfizer e GSK hanno chiesto fino a 80 dollari a bambino (attraverso la Supply Division dell'Unicef), con il risultato che molti di questi paesi non hanno mai iniziato a utilizzare il vaccino. 

Finora Pfizer e GSK hanno già guadagnato 1,2 miliardi di dollari attraverso il fondo AMC, mentre 262 milioni restano ancora a disposizione. Considerando che il fondo era nato per incoraggiare nuovi produttori a entrare nel mercato e favorire una riduzione dei prezzi, MSF chiede a Gavi di riservare i fondi rimanenti a un nuovo produttore che nel prossimo futuro sarà in grado di offrire un vaccino antipneumococcico più economico. 

Il primo vaccino antipneumococcico alternativo, realizzato da un'azienda indiana, dovrebbe essere disponibile nei prossimi mesi e costare molto meno di quelli prodotti da Pfizer e GSK. Il nuovo produttore ha dichiarato di voler vendere il vaccino a circa 6 dollari a bambino al Gavi e ai paesi più poveri, e a non più di 11 dollari ai paesi a medio reddito. 

Avere una versione economica darebbe una migliore opportunità di autofinanziarsi il vaccino ai paesi che non lo hanno ancora introdotto nei loro programmi e a quelli che perderanno il supporto di Gavi in futuro. Passare a una versione più economica potrebbe anche potenzialmente comportare un risparmio fino a 1 miliardo di dollari per il Gavi sul prossimo bilancio. 

"Speriamo che con la fine imminente del duopolio Pfizer/GSK, molti più paesi che non sono riusciti a proteggere i loro bambini contro la polmonite a causa dei prezzi elevati del vaccino potranno farlo in futuro" dichiara Miriam Alia, referente per le vaccinazioni e la risposta alle epidemie di MSF. "È inconcepibile che quasi 20 anni dopo la prima introduzione del vaccino antipneumococcico, oltre 55 milioni di bambini nel mondo non lo ricevano ancora." 

Circa un quarto dei paesi del mondo non è stato in grado di introdurre il vaccino per proteggere i bambini dalla polmonite, soprattutto a causa del prezzo elevato imposto da Pfizer e GSK. La polmonite causa oltre un quarto di tutti i decessi tra i bambini di età inferiore ai cinque anni a livello globale, quasi un milione di giovani vite ogni anno. Con l'introduzione di un prodotto più economico, questi paesi dovrebbero poter iniziare a utilizzare il vaccino regolarmente nei loro programmi di vaccinazione. 

"I donatori che finanziano il fondo AMC devono adottare misure urgenti per bloccare ulteriori sussidi a Pfizer e GSK per un vaccino da cui hanno già ampiamente guadagnato. È il momento di bloccare il duopolio Pfizer/GSK e preservare ogni ulteriore finanziamento pubblico per un vaccino davvero nuovo e più economico" continua Elder. 

L'accesso ai vaccini è una delle sfide della Campagna per l'Accesso ai Farmaci di MSF, nata vent'anni fa per promuovere l'accessibilità delle cure, stimolare la ricerca e sviluppo di terapie innovative e abbattere le barriere politiche, economiche e legali che impediscono alle persone di ricevere i trattamenti di cui hanno bisogno. Per fare la propria parte: www.msf.it/spazioallecure

 

Pubblicato in Salute
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