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Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 22 Febbraio 2019 - nelPaese.it

Nei primi mesi del 2018, la soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita riprende a crescere leggermente dopo la stasi registrata nel 2017. La stima della quota di persone di 14 anni e più che esprimono una elevata soddisfazione per la propria vita nel complesso passa dal 39,6% del 2017 al 41,4% dell’anno successivo.

In aumento anche la quota di persone soddisfatte della propria situazione economica, che raggiunge il 53,0% dal 50,5% del 2017. La soddisfazione per la dimensione lavorativa è stabile: il 76,7% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, sostanzialmente come nel 2017. Sono più soddisfatte del lavoro le donne (77,6%) rispetto agli uomini (76,1%).

Nel 2018, aumenta la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica stabile (dal 59,5% del 2017 al 62,5%) o migliorata (dal 7,4% all’ 8,1%). Anche il giudizio sull’adeguatezza delle risorse economiche familiari mostra segnali di miglioramento: la quota di famiglie che le valuta adeguate sale dal 57,3% del 2017 al 59,0% del 2018.

Le relazioni familiari confermano i più alti livelli di apprezzamento: nel 2018 il 90,1% delle persone si ritiene soddisfatto. Elevata e in leggero aumento la quota di individui molto o abbastanza soddisfatti per le relazioni amicali (dall’81,7% del 2017 all’ 82,5%).

È stabile e su livelli alti anche la soddisfazione  per il proprio stato di salute (80,7% delle persone di 14 anni e più) e  per il tempo libero (66,2%).

 

Pubblicato in Nazionale

Dieci linee di intervento per lo sviluppo dell’economia circolare. L’hanno firmata 11 associazioni di categoria: oltre a Legacoop e Confcooperative, Confindustria, Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani, CLAAI, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura e Confapi.

La “Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare” parte dal presupposto che per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo,è necessario un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso.

Per questo il documento individua 10 linee di intervento e punti programmatici che, attraverso un percorso di impegni concreti, sarà la base per l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali. I 10 punti affrontano aspetti di carattere regolatorio, normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche, alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare aduna capacità impiantistica virtuosa.

La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane in tema di economia circolare.  Con la firma di questo documento le Associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese.

 

Pubblicato in Economia sociale

Si terranno a Savona e Manarola (SP) il 26 e il 27 febbraio i due incontri che, nell'ambito del progetto Pelagos Plastic Free, hanno l'obiettivo di sensibilizzare cittadini e amministratori pubblici a ridurre l'inquinamento marino causato dai rifiuti plastici.

“L'obiettivo è confrontarsi con le amministrazioni locali che hanno già aderito all'accordo Pelagos che tutela i mammiferi marini per valutare insieme le buone pratiche che possono essere utilizzate per ridurre la produzione e migliorare la raccolta dei rifiuti evitandone la dispersione nell'ambiente - dichiara Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria - per questo li invitiamo a firmare le linee guida proposte nel nostro progetto e li sollecitiamo ad approvare ordinanze comunali "Plastic free". Un primo passo per diventare comuni liberi dalla plastica monouso come hanno già fatto, in Liguria, Vernazza e Bordighera”.

Il progetto Pelagos Plastic Free, condotto da Legambiente ed Expédition Med e finanziato dal Segretariato Pelagos, con la partecipazione del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Mareblu, Novamont e Unicoop Firenze, nasce dalla necessità di ridurre l'inquinamento marino causato dai rifiuti plastici, per proteggere le diverse specie di cetacei che vivono all'interno del Santuario dei Mammiferi Marini di cui anche la Liguria è parte. A tale scopo, Legambiente ha raccolto una prima lista di pratiche virtuose messe in campo da alcune amministrazioni e replicabili da altre.

“Tutti gli studi confermano che la cattiva gestione a monte è la principale causa della dispersione dei rifiuti anche in mare – aggiunge il Responsabile Mare di Legambiente Sebastiano Venneri - e che è urgente agire, in sinergia con le amministrazioni locali, gli operatori del mare e i cittadini, sensibilizzando e diffondendo le pratiche virtuose per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento”. 

A Savona il workshop "Pelagos Plastic Free, obiettivi e buone pratiche" si terrà martedì 26 febbraio presso la Sala Rossa del Comune dalle ore 10.00 alle 13.00 dove interverranno la Sindaco, Ilaria Caprioglio, Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, Sebastiano Venneri, Responsabile Mare Legambiente e Amministratori locali. 

A Manarola (Sp) il workshop si terrà mercoledì 27 febbraio nella sede del Parco Nazionale delle Cinque Terre dalle ore 10.00 alle 13.00 e interverranno Vincenzo Resasco, Vice Presidente Parco Nazionale delle Cinque Terre, Patrizio Scarpellini, Direttore Parco Nazionale delle Cinque Terre, Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, Sebastiano Venneri, Responsabile Mare Legambiente e Amministratori locali.

“Nell'ottobre scorso con le ultime adesioni, si è raggiunta la totalità delle firme dei comuni costieri della Liguria alla Carta di Partenariato del Santuario Pelagos - racconta Grammatico - oggi chiediamo un passo ulteriore. Non dimentichiamoci che la plastica rappresenta il 90% dei rifiuti dispersi nell'ambiente marino, e quello che vediamo galleggiare sul mare e arenarsi sulle spiagge è solo la punta dell'iceberg di un problema ben più complesso”.

 

Pubblicato in Liguria

Un'estesa epidemia di morbillo ha colpito la regione dell'ex-provincia di Katanga, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Dichiarata nel marzo del 2018, si è diffusa in un'area vasta come la Spagna e ha raggiunto tassi di mortalità estremamente alti in particolare tra i bambini al di sotto dei 5 anni. Le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno avviato una prolungata campagna di vaccinazione che ha consentito di immunizzare 231.646 bambini anche in aree remote e difficilmente raggiungibili. Natalie Roberts, coordinatrice dell'emergenza per MSF, descrive le difficoltà nel rispondere all'epidemia in un territorio così complesso.

Qual è la situazione in Katanga?

Nel marzo 2018 è stata dichiarata un'epidemia di morbillo in diversi distretti sanitari nelle province di Haut-Katanga, Haut-Lomami, Lualaba e Tanganyika, che un tempo formavano la provincia di Katanga. L'epidemia si è diffusa nel corso dell'anno. Entro dicembre, tutti i distretti sanitari delle quattro province hanno dichiarato casi confermati o sospetti di morbillo. Queste province ricoprono un'area vasta quanto la Spagna e nelle loro aree più remote le comunità vivono sparpagliate in villaggi difficili da raggiungere. Già prima dell'epidemia, i bisogni sanitari pediatrici erano enormi nell'area.

Qual è la migliore risposta a un'epidemia di morbillo su così vasta scala?

Le epidemie di morbillo si diffondono in aree dove non è stato vaccinato un numero di persone sufficientemente elevato. Per proteggere una popolazione deve essere vaccinato il 90-95% delle persone, meglio ancora se il 100%. Vaccinando le comunità non appena riscontriamo i primi casi di morbillo, cerchiamo di evitare che i bambini nell'area contraggano la malattia e che l'epidemia si diffonda. Per ottenere il miglior risultato dalle vaccinazioni di massa, dovremmo focalizzarci sulle aree in cui l'epidemia è appena iniziata, come stiamo facendo ora nella provincia di Lualaba. Ma a volte è già troppo tardi e non è possibile.

Nelle aree che per diversi mesi hanno già subito un'epidemia importante, una campagna di vaccinazione di massa non è necessariamente la risposta più appropriata. Spesso scoprire l'epidemia precocemente è difficile, perché ci vuole tempo per ottenere una conferma biologica dei casi a Kinshasa, dove si trova l'unico laboratorio autorizzato nel Paese. Anche la distribuzione dei vaccini e delle forniture mediche in queste aree remote può essere estremamente complessa e richiedere molto tempo. Quando l'epidemia ha già colpito una comunità, la vaccinazione di massa da sola ha un impatto limitato. Il vaccino non è una cura per i bambini già colpiti dal morbillo. Ma se si riesce ad accedere a queste aree, i bambini malati possono essere trattati non appena vengono individuati. Anche quando un'epidemia di morbillo è già diffusa, possiamo ancora salvare vite trattando i bambini colpiti dal morbillo e da altre malattie.

Quali possono essere le cause dell'alto tasso di mortalità tra i bambini?

Nei bambini colpiti dal morbillo è più alto il rischio di sviluppare altre patologie gravi, quali malnutrizione severa o infezioni del tratto respiratorio. Inoltre i bambini di questa regione soffrono spesso anche di malaria. È molto difficile garantire che i bambini che vivono nelle aree più remote possano accedere all'assistenza sanitaria di base, ed è per questo che arrivano tardi agli ospedali. Molti bambini non riescono mai ad accedere ai trattamenti medici e non vengono mai vaccinati. Le informazioni raccolte nelle comunità locali indicano che il tasso di mortalità tra i bambini al di sotto dei 5 anni è estremamente alto in alcune aree della provincia di Haut-Lomami. Molti bambini muoiono nelle comunità e il loro decesso non sono sempre viene registrato.

Cosa stanno facendo le équipe di MSF?

MSF ha lanciato a marzo una risposta d'emergenza nella provincia di Haut-Katanga. Da marzo a settembre, le équipe di MSF hanno vaccinato 231.646 bambini e curato 3.334 casi di morbillo in diverse aree. MSF ha impegnato una quantità significativa di risorse anche nella provincia di Haut-Lomami, soprattutto nei distretti sanitari più colpiti dall'epidemia in corso. Da dicembre 2018 a febbraio 2019, in collaborazione con il Ministero della Salute locale, le équipe di MSF hanno curato 393 bambini affetti da forme acute di morbillo negli ospedali locali e 2.957 casi più lievi in strutture ambulatoriali. Abbiamo vaccinato 64.629 bambini contro il morbillo anche a Malemba-Nkulu (Haut-Lomami) e stiamo continuando a vaccinare in altre aree.

La nostra priorità è utilizzare le cliniche mobili per cercare di raggiungere i bambini che vivono nelle aree più gravemente colpite, per trattare i bambini all'interno delle loro comunità e vaccinare quelli non ancora vaccinati. Ma incontriamo enormi difficoltà logistiche. Nella regione non esistono strade asfaltate e il viaggio può essere estremamente difficile, soprattutto nella stagione delle piogge. Muoversi tra le diverse regioni può richiedere giorni anche con veicoli fuoristrada. Per raggiungere le località più remote dobbiamo usare motociclette o addirittura canoe, il che rende impossibile trasportare grandi quantità di medicine, vaccini e cibo terapeutico.

Questa epidemia è anomala per la regione?

Dal 2011 l'ex-provincia di Katanga viene colpita da gravi epidemie di morbillo ogni due o tre anni. Il Ministero della Salute locale incontra le stesse difficoltà che incontriamo noi: carenza di forniture mediche nei distretti sanitari per le difficoltà di trasporto; carenza di corrente elettrica necessaria ai frigoriferi dove conserviamo i vaccini; difficoltà nel raggiungere le comunità. Di conseguenza, la copertura vaccinale di routine è insufficiente in molte regioni e le epidemie sono ricorrenti. MSF ha regolarmente portato avanti campagne di vaccinazione d'emergenza contro il morbillo nella regione. Sebbene il nostro obiettivo sia rispondere quanto prima all'epidemia, spesso non riusciamo a raggiungerlo per le difficoltà che dobbiamo affrontare. Cerchiamo costantemente di trovare soluzioni nuove e diverse a questo problema.

Oltre alle attività condotte nell'ex-provincia di Katanga, nei mesi di novembre e dicembre 2018 MSF ha condotto una vasta campagna di vaccinazione preventiva contro il morbillo nel distretto sanitario di Kamonia (provincia di Kasai) e ha vaccinato più di 42.600 bambini. L'anno scorso, le équipe MSF hanno vaccinato 461.611 bambini e trattato 10.736 bambini anche nelle province di Tshopo, Maniema e Ituri, supportando il Ministero della Salute nel rispondere a un'epidemia di morbillo nelle regioni di Kivu e Maniema.

Oltre al morbillo, MSF sta rispondendo anche a un'epidemia di colera nella regione di Lubumbashi. Più di 2.100 casi di colera sono stati registrati nella città, dove MSF sta supportando il Ministero della Salute nel curare i pazienti, garantire l'accesso al trattamento orale di reidratazione all'interno della comunità e aumentare le forniture di acqua e servizi igienico-sanitari nelle case e nelle aree più a rischio della città.

Infine, la risposta alle emergenze è una delle attività principali per MSF nel paese. Nel 2017 MSF ha lanciato 62 interventi di emergenza mentre dal 1° agosto 2018 le nostre équipe stanno rispondendo all'epidemia di Ebola in Nord Kivu e nella vicina provincia di Ituri. MSF gestisce Centri di trattamento Ebola nelle città di Butembo e Katwa, Centri di transito a Beni e Bwana Sura (distretto sanitario di Komanda) e un centro di isolamento a Bunia. MSF ha anche supportato la vaccinazione degli operatori in prima linea, e conduce attività di prevenzione e controllo dell'infezione, oltre che di sensibilizzazione tra gli operatori sanitari e le comunità colpite.

 

 

Pubblicato in Dal mondo

Quale può essere il ruolo della cooperazione nei processi di cambiamento contemporanei? Com'è percepito il mondo della cooperazione dagli stessi cooperatori? Quali sono le strade possibili per rinnovare il mondo cooperativo?

Sono alcune delle domande al centro di una ricerca curata dall'Istituto Cattaneo per conto di Legacoop Bologna, nell'ambito del percorso verso il congresso dell'associazione, in programma il prossimo mese di marzo.

La ricerca evidenzia come il valore più importante per i soci di cooperativa è la mutualità, seguito dall'attenzione alle condizioni di lavoro, dal senso di comunità e dall'innovazione, valore che compie un balzo deciso nella graduatoria dei valori dei soci. Tutti gli intervistati hanno messo all'ultimo posto gli ideali politici.

Dallo studio del Cattaneo emerge che i soci di cooperative sono più informati rispetto al resto della popolazione, hanno maggiore fiducia nelle istituzioni (60% i soci, 24% la media dei cittadini) e il loro impegno per la collettività è soprattutto all'interno di associazioni di volontariato, culturali e ricreative.

"La ricerca del Cattaneo sui soci ci dà delle conferme e ci pone delle sfide. La conferma è che i soci, cittadini attivi e consapevoli, vanno oltre la propria cooperativa. Sono un patrimonio collettivo di ancora maggior valore in una fase in cui prevale l'individualismo - commenta Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna - La sfida principale per il movimento cooperativo è quella dell'innovazione, del rinnovamento dei dirigenti, dell'investimento sui giovani, sulle nuove cooperative, sulla promozione di una azione collettiva del movimento cooperativo ispirata ai principi dell'Agenda 2030 dell'Onu sullo sviluppo sostenibile. In questa direzione ci dobbiamo muovere con ancora maggiore decisione, mettendo al centro della nostra azione e anche del dibattito congressuale, le esigenze che i soci esprimono".

La ricerca, coordinata da Maurizio Morini, direttore dell'Istitituti Cattaneo, e con la direzione scientifica dei docenti Paola Bordandini e Roberto Cartocci, si fonda su 563 interviste a soci cooperatori, precedute da una serie di focus group per la determinazione degli ambiti da analizzare e approfondire.

La ricerca è stata presentata nell'ambito dell'evento "Leggere la cooperazione", organizzato in collaborazione con Istituto Cattaneo e Pandora Rivista. Nell'occasione è stato presentato il numero speciale di Pandora, dedicato alla cooperazione. Il numero contiene una serie di riflessioni che hanno al centro  la domanda su quale possa essere il ruolo della cooperazione, in relazione alle principali tendenze globali - quarta rivoluzione industriale, disuguaglianze e povertà, sostenibilità - messe a fuoco attraverso contributi di esperti come De Biase, Giovannini, Magatti, Milanovic, Saraceno. A partire da queste analisi gli altri contributi tracciano percorsi possibili riguardo a temi come: cooperativismo di piattaforma, digitalizzazione, cooperazione come soluzione ai bisogni nati nel contesto della crisi, promozione della cooperazione tra i giovani.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Ieri la notizia del maestro che umilia lo scolaro dalla pelle nera a Foligno. Oggi la denuncia di un altro episodio grave a Roma: un bambino rom di 11 anni è stato ferito in metropolitana con un taglierino da un cittadino romano. A denunciarlo è l’Associazione 21 Luglio. "Voglio ammazzare gli zingari perchè mi hanno rotto il c...o", questo avrebbe gridato l’uomo.

“Era tutto fin troppo facile prevedere. Stiamo solo iniziando a raccogliere i frutti dell’odio seminato, dagli anni passati ad oggi, attraverso le parole gravi e irresponsabili di esponenti politici e rappresentanti istituzionali. La comparazione tra dati riferiti ai crimini d’odio di matrice razzista in Italia tra il 2017 e il 2018, ci parla di dati in aumento del 170%”, scrive l’associazione

“L’episodio di ieri, che ha visto come vittima un bambino rom di 11 anni, aggiunge un ulteriore elemento: quando le vittime sono donne o bambini, vuol dire l’asticella sta ulteriormente abbassandosi. Deridere un bambino nero in una classe umbra o ferire un suo coetaneo rom in un vagone della metropolitana romana, in Italia, non è più qualcosa di cui vergognarsi. Cadono tabù, svaniscono vergogne, e quando questo accade vuol dire che ci troviamo di fronte a un precipizio del quale nessuno conosce la profondità ed il danno che la caduta potrà provocare. Una cosa è certa, abbiamo davanti l’inizio di una fine le cui tragiche conseguenze nessuno sarà in grado di prevedere. O individuiamo gli anticorpi, o saremo tutti travolti”, aggiunge la 21 luglio.

Sempre a Roma la scorsa estate una bimba rom di 1 anno fu ferita da una pallottola a piombino sparata a distanza da un ex impiegato del Senato sempre a Roma.  La gravità di questa situazione lo confermano anche altri episodi di violenza razzista. A Napoli Yacoubou, operatore sociale senegalese e residente da anni in città, è stato aggredito con lo spray urticante. E questo fatto è avvenuto all’indomani delle minacce alla famiglia italiana che ha adottato un senegalese: scritte firmate da svastiche.

Se da tempo aggressioni e anche omicidi sono avvenuti per una matrice razzista oggi si è di fronte a una tragica normalità alimentata da una costante propaganda politica e istituzionale.

 

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È stata prorogata al 31 marzo 2019 la scadenza per partecipare alla prima edizione di Coopstartup Toscana, il programma di formazione e tutoraggio promosso da Legacoop Toscana e Coopfond che punta a favorire l’occupazione giovanile accompagnando lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative.

La “call for ideas” (candidature online sulla piattaforma www.coopstartup.it/toscana) chiama a raccolta gruppi di almeno 3 persone (in maggioranza di età inferiore a 40 anni) che intendano costituire una cooperativa con sede in Toscana e cooperative costituitesi nel corso del 2018 (con una maggioranza di soci sotto i 40 anni). Cinque i premi finali - 3 ordinari e 2 speciali - per un valore complessivo di 65mila euro, che saranno assegnati a settembre 2019.

Tutti i gruppi e le neocooperative che si iscriveranno al bando potranno partecipare subito a un programma di formazione gratuito sulla piattaforma di e-learning “10 steps and Go”, per acquisire conoscenze e competenze di base per la creazione di start up cooperative. I 10 team che supereranno la prima selezione accederanno a un percorso per trasformare l’idea iniziale in progetto di impresa: un corso di formazione in aula sulla gestione d’impresa, un affiancamento personalizzato con un tutor per la realizzazione del business plan e l’accompagnamento alla costituzione in cooperativa da parte di Legacoop Toscana (anche se non rientreranno tra i progetti vincenti). Tra i progetti d’impresa presentati, ne verranno selezionati 5 (3 per i premi ordinari e 2 per quelli speciali).

I 3 premi ordinari consisteranno in contributi a fondo perduto da 15mila euro ciascuno per l’avvio dell’impresa cooperativa. Gli ambiti suggeriti per la presentazione delle proposte sono: Salute, cambiamenti demografici e benessere; Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia; Energia sicura, pulita ed efficiente; Trasporti intelligenti, ecologici e integrati; Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime; Società inclusive, innovative e sicure; Salvaguardia e fruibilità del patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e paesaggistico; Promozione e valorizzazione turistica del territorio.

Per i 2 premi speciali, da 10mila euro l’uno, le proposte dovranno invece riguardare: il recupero di terreni incolti o di aziende agricole inattive e il sostegno del passaggio generazionale nelle aziende agricole (grazie al supporto di Flora Toscana); innovazioni nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei salumi oppure cooperative che decidano di operare sul territorio del Monte Amiata (grazie al supporto di GSI-Casa Modena).

Coopstartup Toscana vede il patrocinio di Regione Toscana, Anci Toscana e Università di Firenze, di Pisa e di Siena, il sostegno di Fondazione Noi Legacoop Toscana, Gruppo Unipol e Assicoop Toscana e il coinvolgimento di 20 cooperative provenienti da tutte le province toscane.

    

Pubblicato in Toscana

Bestest, InTribe, Transactionale e Work Wide Women sono levincitrici dell’acceleratore MIA – Miss In Action. Le 4 startup selezionate inizieranno fra pochi giorni il programma di accelerazione che supporta il talento digitale delle donne, contribuendo a far crescere la compagine femminile nell’ecosistema dell’innovazione italiano. Le 4 promesse dell’imprenditoria tecnologica al femminile avranno accesso a 3 mesi di formazione dedicata e sviluppo di prodotti e servizi, 2 mesi per la realizzazione di un prototipo pronto per il lancio sul mercato e all’evento finale per presentare i risultati agli investitori.

163 team di neo-imprenditrici si sono candidati per partecipare a MIA – Miss In Action. I principali settori dei progetti presentati sono stati: turismo, marketing e comunicazione, cultura ed entertainment, salute, fashion, food, education e infanzia. Le prime 5 Regioni per area di provenienza sono state: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Toscana.

10 finaliste hanno presentato i loro progetti innovativi ieri sera durante l’Innovation Day di MIA – Miss In Action, all’interno dello spazio creativo e culturale della Fabbrica del Vapore, raccontando con creatività e passione le loro idee, storie e modelli di business di fronte alla giuria di esperti, che ha scelto le vincitrici dell’acceleratore.

Le 4 vincitrici di MIA – Miss In Action

BESTEST (sviluppato dalla startup M2TEST) è il nuovo metodo diagnostico per l’analisi della struttura ossea umana a scopi medico-scientifici. Il test BEST (Bone Elastic Structure Test) è in grado di migliorare l’accuratezza della diagnosi di osteoporosi e di rischio di frattura delle ossa nei pazienti, grazie alla simulazione dell’applicazione di forze su una “biopsia virtuale dell’architettura ossea”, ottenuta da immagini radiografiche.

InTribe realizza progetti di customer insight data intelligence per produrre analisi evolute su esigenze, stili di vita, abitudini ed evoluzioni dei consumatori. Attraverso attività di gamification (giochi e contest) con tecnologie di Intelligenza Artificiale e machine learning, InTribe rende la partecipazione alle indagini di mercato interattiva e coinvolgente.

Transactionale (sviluppata dalla startup Flyer Tech) è la piattaforma che offre ai siti e-Commerce un nuovo strumento per: raggiungere nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti, premiandoli e monetizzando grazie alle tecnologie dei Big Data e di machine learning. Il sistema si basa sulla creazione di campagne di co-marketing tra e-Shop affini e non concorrenti, come collegare all’e-mail di conferma d'acquisto un’offerta promozionale di un altro partner.

Work Wide Women è il progetto di innovazione sociale focalizzato sull'inclusione femminile nel settore ICT. La prima piattaforma di social learning dedicata alla formazione femminile su skill digitali, nuove tecnologie e professionalità del futuro, lavorando insieme alle donne e alle aziende per creare reciproche opportunità di occupazione e accrescimento. 

La giuria di MIA – Miss In Action era formata da Digital Magics, le Società del Gruppo BNP Paribas e7 donne top manager, imprenditrici, business angel, rappresentanti delle istituzioni: Anna Amati, Vice Presidente META Group e socia IAG; Frieda Brioschi, imprenditrice e Professoressa IED; Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici, Comune di Milano; Alessandra Gritti, Amministratore Delegato Tamburi Investment Partners; Sandra Mori, Presidente Valore D e Data Privacy Officer Coca-Cola Europe; Valentina Parenti, Co-Founder e General Manager Gamma Donna e Fausta Pavesio, Business Angel e Investor Board Member Smartup Capital.

MIA – Miss In Action è un’iniziativa nata da un’idea di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano, sviluppata in partnership con BNP Paribas International Financial Services, BNP Paribas Cardif, Findomestic, Arval Italia e BNL Gruppo BNP Paribas.

 

 

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