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Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 25 Febbraio 2019 - nelPaese.it

Una donna che parla di donne. Il 14 marzo alle 21, il giorno che precede la festa dell’8 marzo. Michela Murgia, la celebre scrittrice, autrice dell’amato libro Accabadora Premio Campiello 2010, giornalista di «Donna Moderna» e «Il Messaggero», sale sul palcoscenico dell’Everest per la prima volta interpretando un monologo intenso, un’elaborazione incitante e senza veli con focus sul mondo femminile.

Quali sono gli ambiti in cui le donne contano? Quali sono i ruoli che le donne occupano nella società e nella cultura, oggi? Ci vuole spessore. Ci vuole che le donne inizino a ricoprire funzioni e cariche di spicco. Ci vuole qualcuno che ne parli e che inneschi un momento di riflessione sulle mansioni che la fetta femminile della società contemporanea oggi ricopre. L’appuntamento è tanto atteso perché Michela Murgia si è fatta conoscere al pubblico e ai lettori per la profondità culturale e per la preziosa capacità di saper trasmettere il proprio pensiero nel rispetto dello scambio di opinioni.

L’appuntamento si inserisce nella Stagione di Industria Scenica come proposta culturale legata a soddisfare le richieste del proprio pubblico e del territorio, dando vita a una vera azione di Partecipazione Culturale. La serata è curata e organizzata da Industria Scenica insieme al Circolo La Quercia, centro sociale e culturale dei Sardi - Associazione di promozione sociale e ricreativa. La Stagione Teatrale dell’Everest si rivolge al pubblico di Vimodrone e della Martesana e si propone, anche in modo più trasversale, a tutti i cittadini (adulti, giovani e famiglie) della Città Metropolitana di Milano interessati a un’offerta teatrale di qualità. schede spettacoli

I temi

Se arrivassero gli alieni domattina e cercassero di farsi un’idea del genere umano guardando ai luoghi della rappresentazione pubblica, probabilmente penserebbero che un virus misterioso abbia colpito tutte le persone di sesso femminile d’Italia, rendendole mute o incapaci di intendere e volere.

Il governo, i dibattiti televisivi e le prime pagine dei quotidiani traboccano di interventi maschili. Eppure le donne non sono una sottocategoria socioculturale ma più della metà del genere umano. Dopo aver interpretato in scena il premio Nobel Grazia Deledda nello spettacolo Quasi Grazia, Michela Murgia, autrice tra le più impegnate nelle battaglie civili, porta per la prima volta in teatro il suo punto di vista sulla ‘questione femminile’ con lo spettacolo Dove sono le donne?, un lucido monologo che supera per sempre gli angusti confini delle quote rosa

Pubblicato in Parità di genere

"Un'alternativa alla formazione OSS in Friuli Venezia Giulia": giovedì 28 febbraio la Cooperativa sociale Itaca, con il sostegno di Legacoopsociali Fvg, ospiterà, nella sede centrale di Pordenone in vicolo Riccardo Selvatico 16, la speciale giornata informativa "OSS, Itaca e CoHor" per presentare un'occasione formativa volta a fronteggiare la carenza di operatori socio sanitari in Friuli Venezia Giulia. Previsti due incontri nell'arco della mattinata, alle 11.30 la plenaria rivolta ad istituzioni e cooperative, mentre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16 lo sportello informativo per i singoli interessati.

Per la Cooperativa Itaca saranno presenti Chiara Pizzato - responsabile della Formazione e Luca Spagnol - responsabile dei processi infermieristici. Per il Consorzio CoHor, strumento unitario del movimento cooperativo umbro con sede a Perugia, interverranno il presidente Carlo di Somma, Sergio Filippi - componente del Cda, Aviano Rossi - coordinatore sanitario Corsi Oss, Vania Buiarelli - coordinatore Area Sociale Corsi Oss, Silvia Pappafava - responsabile Erogazione Corsi.

La proposta, che nasce per affrontare la carenza di OSS in Friuli Venezia Giulia, è quella di realizzare in convenzione con CoHor corsi OSS a pagamento ma a costi contenuti, rivolti a soggetti occupati o disoccupati. Ai partecipanti sarà offerto il servizio di valutazione del percorso professionale e formativo pregresso, riconosciuta eventualmente parte del percorso OSS e concessa la frequenza delle sole unità didattiche mancanti.

I corsi prevedono un modulo di base ed un modulo professionalizzante. Il modulo di base sarà finalizzato all'acquisizione di competenze di base, intese come requisiti per l'occupazione e lo sviluppo professionale all'interno dei settori socio assistenziali e socio sanitari, che si configurano come un insieme di capacità e competenze trasversali. La durata del modulo è di 200 ore di lezioni teoriche, con l'utilizzo di modalità formative attive e partecipative.

Il modulo professionalizzante sarà finalizzato all'acquisizione di saperi e tecniche professionali e relazionali tipici dell'attività e dei processi di lavoro propri dell'operatore socio sanitario. La durata del modulo è di 800 ore articolate in 250 ore di teoria con l'utilizzo anche di metodologie attive e partecipative, 100 ore di esercitazioni e simulazioni in aula, 450 ore di tirocinio in contesto lavorativo.

Sulla base del Regolamento regionale 4 marzo 2003, n. 4, la Regione Umbria quantifica il credito formativo da attribuire a titoli e servizi pregressi, in relazione all'acquisizione dell'attestato di qualifica di operatore socio sanitario. Per la parte teorica, sono tenuti in considerazione attestazioni di frequenza a corsi di aggiornamento della durata minima di 32 ore finalizzati all'assistenza socio sanitaria e assistenziale e certificati dall'ente gestore; nonché gli anni di servizio espletato fino ad un massimo di 8 anni.

Per la parte di tirocinio, viene riconosciuta tutta l'attività lavorativa svolta nell'ambito socio sanitario assistenziale. Tutti coloro i quali si trovino nelle condizioni di poter dimostrare il possesso dei crediti formativi, dovranno comunque frequentare, per quanto riguarda la formazione teorica, 190 ore di formazione in Umbria. Al termine dei percorsi formativi, gli allievi dovranno sostenere un esame finale di fronte ad una apposita commissione, costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale umbra.

Nel corso della giornata informativa, prevista il 28 febbraio nella sede Itaca di Pordenone, verrà presentata l'offerta formativa OSS della Regione Umbria e del CoHor nell'ottica di una co-progettazione del percorso. La Cooperativa sociale Itaca, con il sostegno di Legacoopsociali Fvg, ha inteso con questa iniziativa muoversi alla ricerca di alternative alla "formazione OSS" che in Friuli Venezia Giulia è rivolta o a personale disoccupato, con un'offerta formativa ridotta, oppure a personale occupato in possesso di 8 anni di esperienza lavorativa pregressa, oppure 2 anni di esperienza lavorativa oltre ad un credito formativo, ad esempio le competenze minime da 200 ore che da alcuni mesi sono proposte da alcuni enti formativi friulani dietro il pagamento di una quota di iscrizione. Peraltro, chi è occupato ma ha meno di 2 anni di esperienza in Friuli Venezia Giulia non ha possibilità di formarsi.

Il Consorzio CoHor è lo strumento unitario del movimento cooperativo umbro con sede a Perugia. Accreditato dalla Regione Umbria, ha l'obiettivo di implementare interventi di formazione e ricerca relativamente alle azioni di sistema necessarie allo sviluppo della cooperazione nel suo complesso. CoHor associa i due enti formativi promossi da Legacoop e Confcooperative, Aris Formazione e Ricerca e Irecoop Umbria, perché insieme è meglio.

Durante la giornata pordenonese del 28 febbraio sarà dedicato ampio spazio ai quesiti delle singole persone interessate, con riferimento al riconoscimento di specifici percorsi formativi e/o professionali pregressi.".

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Il tribunale civile di Roma dichiara illegittimo il Durc negativo emesso da Inps alla Cooperativa sociale aCapo - già Cooperativa Capodarco - che gestisce in tutta Italia importanti servizi per la PA come, ad esempio, il RECUP del Lazio oltre ai CUP di diverse ASL sul territorio nazionale.

L’INPS dovrà anche rifondere la cooperativa dei 3.284 euro indebitamente contestati. La sentenza, emessa il 14 febbraio scorso, stabilisce che non c’è stata violazione e che la posizione della cooperativa è da considerarsi regolare per tutto il periodo in causa (27/09/2017 – 4/01/2018). “Termina finalmente una vicenda kafkiana che ha messo a rischio chiusura per una somma irrisoria e non dovuta una cooperativa di più di 1.100 dipendenti, di cui il 34% disabili,– ha detto la presidente Roberta Ciancarelli – e che versa ogni anno 2 milioni di euro di contributi. L’emissione del Durc irregolare per un debito inesistenteha causato l’esclusione della Cooperativa da importantissime gare d’appalto. Parliamo di commesse pubbliche e gare in corso per un totale di 145 milioni di euro, di cui 57 milioni già aggiudicati alla cooperativa. È fondamentale – continua Ciancarelli- che oltre ad accertare la nostra piena regolarità contributiva, il giudice abbia chiarito anche l’illegittimità del provvedimento. Non si è trattato infatti di semplice errore da parte dell’Inps ma di un procedimento contrario alla legge, che non ha validità. Il giudice pertanto ha annullato il Durc e questo dovrà necessariamente portare le amministrazioni che hanno escluso aCapo da appalti e gare a trarre le dovute conseguenze. Ci attendiamo ora – conclude Ciancarelli- un atto di responsabilità da parte di tutte le amministrazioni interessate: annullino i provvedimenti di esclusione che, ora è certo, non avevano e non hanno alcuna ragion d’essere”.

La sentenza civile arriva dopo un anno e mezzo dall’accertamento dell’irregolarità. Un periodo nel quale la cooperativa, che nel frattempo ha cambiato ragione sociale in aCapo, ha cercato inutilmente di chiarire con l’ente e con le stazioni appaltanti l’inconsistenza della questione, ricorrendo anche sul piano amministrativo. Tutt’oggi è pendente un ricorso al Consiglio di Stato contro i provvedimenti di esclusione ricevuti nei mesi scorsi dalle diverse amministrazioni con gli appalti assegnati nel frattempo ad altre imprese.

La vicenda inizia nell’estate del 2017 con la richiesta da parte dell’allora Cooperativa Capodarco di vedersi restituire dall’INPS di Frosinone 372mila euro di crediti. Da questo contenzioso scaturiscono verifiche che portano l’agenzia a riconoscere un ulteriore credito di 24mila euro. A questo punto, però, l’ente riscontra il mancato versamento di 3.204 euro: scambia un credito per un debito. 
Il problema si è poi spostato su un passaggio tecnico che nulla aveva a che fare con la regolarità dei versamenti della cooperativa, dovuto al mancato inserimento di un codice fiscale che aveva generato un’ipotetica “squadratura”. 

Per l’avvocato Adalberto Perulli, che ha assistito in giudizio la cooperativa aCapo: "Possiamo parlare di una sentenza esemplare, molto ben motivata, con la quale il giudice del Lavoro ha finalmente accertato la piena regolarità contributiva e la correttezza del comportamento di aCapo in tutta questa vicenda, accogliendo in pieno le nostre ragioni. Oggi si chiarisce un punto fondamentale: l'Inps non può paralizzare le imprese per errori o irregolarità meramente formali come se si trovasse di fronte a pericolosi evasori, ma deve considerare la regolarità sostanziale. L’Inps non può giustificare i propri atti sulla base di circolari interne, che non sono fonti di diritto, ma deve attenersi alle previsioni di legge. L'Inps, in questa vicenda, si è trincerata dietro l'impossibilità di verificare la regolarità contributiva della cooperativa a causa delle caratteristiche tecniche e informatiche del proprio sistema. Oggi tutto questo viene sconfessato da una sentenza che rappresenta un indubbio passo in avanti sul fronte della difesa delle imprese e del diritto all’accertamento della loro regolarità contributiva".

Pubblicato in Lazio

Il 28 febbraio si celebrerà nel mondo la 12° giornata internazionale dedicata alle malattie rare, organizzata da Eurordis Rare Diseases Europe, un’alleanza no profit che raggruppa più di 800 associazioni di pazienti affetti da malattie rare di 70 paesi.

A partire dalle ore 10, nel Museo Interattivo Corporea di Città della Scienza si svolgerà l’incontro scientifico e divulgativo “Nutri-RARE: il cibo come medicina, ovvero uno sguardo nel passato remoto per immaginare il futuro prossimo”.

Le voci del mondo accademico, della scienza e della ricerca saranno quelle di Marina Melone e Simone Sampaolo del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate & Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, e di Giuseppe Sorrentino del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAFOM CNR).

L’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia (AIALD), presieduta da Valentina Fasano, si associa ai ricercatori per affrontare un tema complesso, al centro della riflessione promossa quest’anno da Eurordis: la interazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale, per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da malattie rare e dei loro familiari e caregivers. Si affiancano all’AIALD, l’Associazione Leucodistrofie Unite e Malattie Rare (AILU), presieduta da Erasmo Di Nucci e l’Associazione Neurofibromatosi (ANFA), nella figura del vicepresidente Michele Palomba.

Tra le azioni possibili e le opportunità terapeutiche nella gestione delle Malattie Rare, fondamentali si sono rivelate le dietoterapie. “C’è stata un'esplosione di interesse dei consumatori – spiega Marina Melone - per il ruolo di specifici alimenti o componenti alimentari fisiologicamente attivi, nel migliorare lo stato di salute, i cosiddetti alimenti funzionali. Chiaramente, tutti gli alimenti sono funzionali, in quanto sono dotati di gusto, aroma o forniscono valore nutritivo. Nell'ultimo decennio, tuttavia, il termine funzionale così come si applica agli alimenti, ha adottato una connotazione diversa: quella di fornire un beneficio fisiologico aggiuntivo oltre a quello di soddisfare i bisogni nutrizionali di base, e/o di entrare in una dieta con alimenti su misura per i pazienti con malattie rare”.

Ad ospitare l’evento è il Museo Corporea di Città della Scienza, science centre partenopeo di rilievo internazionale, un luogo che ha come mission fondante la divulgazione della scienza, con uno sguardo particolarmente rivolto ai giovani e giovanissimi. Qui, attraverso laboratori didattici, sarà possibile comprendere perché il principio "Che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo", sposato da Ippocrate quasi 2.500 anni fa, sta ora ricevendo così tanta attenzione da parte dei ricercatori e delle industrie farmaceutiche.

Infatti, “queste dietoterapie – continuano Marina Melone, Simone Sampaolo e Giuseppe Sorrentino – non sono qualcosa di pronto all'uso come i biscotti senza glutine o lo yogurt a basso contenuto di grassi, ma sono un complesso ‘cibo medico’, risultato di una ricerca avanzata multidisciplinare”.

Ad animare la mattinata di festa a Città della Scienza, si svilupperanno inoltre i laboratori “SHOW YOU RARE Mostra che ci sei a fianco di chi è raro”, con la partecipazione creativa del pittore Sergio Spataro. Così un pubblico “di passaggio”, sarà libero di incantarsi o sarà guidato a partecipare dagli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera- G. Rossini di Napoli.

“L’intento – dicono Valentina Fasano, Erasmo di Nucci e Michele Palomba – è quello di coinvolgere  giovani e meno giovani visitatori,  perché, nutrendo un processo di consapevolezza, sappiano riconoscere e ribaltare le resistenze psicologiche e culturali nei confronti di chi è in difficoltà e sviluppare una reale cultura dell’integrazione così da dare un senso all' impegno collettivo”.     

Per maggiori informazioni: https://it-it.facebook.com/adrenoleucodistrofia.it/; http://www.cittadellascienza.it/ https://www.rarediseaseday.org/

 

Pubblicato in Campania

Si terrà a Potenza martedì 26 Febbraio alle ore 09.30 presso lo Scambiologico –Piazzale Istria 1,3- il primo Ecoforum Basilicata. Nel corso dell’evento sarà presentata la decima edizione del rapporto “Comuni Ricicloni Basilicata” e verranno premiati i comuni virtuosi lucani e le migliori pratiche di riduzione dei rifiuti.

Il 2018 è stato l’anno dell’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare, ma il 2019 dovrà essere un anno determinante per la sua attuazione. Perché questo avvenga è necessario però rimuovere gli ostacoli non tecnologici che nel nostro Paese sono ancora presenti. L’economia circolare non è solo un modo per uscire dalle tante emergenze rifiuti ancora dislocate in Italia, vuol dire creare investimenti, occupazione ed economia sul territorio, ma bisogna avere il coraggio di andare in questa direzione.

L’iniziativa sarà l’occasione per presentare le nostre proposte concrete per un’economia circolare dei rifiuti. Raccolte differenziate di qualità, più impianti per il riciclo e il riuso dei rifiuti urbani e speciali, protagonismo della pubblica amministrazione e delle aziende, e coinvolgimento dei cittadini sono gli ingredienti principali per un’efficace gestione dei rifiuti.

Anche nella nostra regione sono sempre di più le amministrazioni che hanno puntato sulla raccolta differenziata con risultati di assoluta eccellenza, come dimostrano i tanti Comuni Ricicloni che premieremo durante l’Ecoforum. Tuttavia, occorre un ulteriore salto di qualità per avviare una reale economia circolare dei rifiuti.

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

“Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, dovrebbe sospendere il suo piano di riprendere le esecuzioni capitali dopo oltre quattro decenni, per giustiziare 13 persone per crimini legati alla droga”, ha dichiarato Amnesty International.

In una lettera aperta, il Segretario generale di Amnesty International, Kumi Naidoo, esorta il Presidente Sirisena a rispettare gli impegni internazionali dello Sri Lanka, a rispettare il diritto alla vita, e a evitare le esecuzioni che hanno dimostrato di non avere alcun effetto deterrente speciale sulla criminalità.

"Le esecuzioni, signor Presidente, non sono una dimostrazione di forza, ma un'ammissione di debolezza", scrive Kumi Naidoo nella lettera aperta. "Rappresentano il'incapacità di riuscire a creare una società in cui la protezione del diritto alla vita sia superiore alla tentazione della vendetta”.

"Per quelli di noi che credono che la vita umana debba avere il valore più alto, portarla via è l'atto più meschino. Ci è chiaro quando una persona commette un omicidio, ma scegliamo di dimenticarlo quando lo stato mette qualcuno a morte, infliggendo lo stesso dolore e la stessa perdita a coloro che non hanno alcuna responsabilità per il crimine ".

Ampi studi criminologici hanno dimostrato che la pena di morte non ha alcun effetto deterrente particolare. Le città di dimensioni simili di Hong Kong e Singapore hanno intrapreso strade diverse. Hong Kong ha abolito la pena di morte più di mezzo secolo fa, mentre Singapore la mantiene. Il tasso di omicidi in entrambe le città, tuttavia, è rimasto sorprendentemente simile. Anche nei paesi che mantengono la pena di morte, Kumi Naidoo sottolinea nella sua lettera "c'è un crescente riconoscimento del fatto che la pena di morte non è un deterrente efficace per i crimini legati alla droga".

La Repubblica islamica dell'Iran è stata uno più prolifici esecutori della pena capitale nel mondo, mettendo a morte migliaia di persone. Ma alla luce di questo fatto, l'Iran ha ora modificato le sue leggi sulla droga, con una conseguente riduzione significativa delle esecuzioni di persone condannate per reati connessi alla droga.

Kumi Naidoo ha anche avvertito lo Sri Lanka di non perseguire la via delle Filippine, che il Presidente Sirisena ha recentemente visitato ed elogiato come esempio da seguire. “Con il presidente Rodrigo Duterte”, scrive il segretario generale di Amnesty International, c'è stata “una tremenda ondata di esecuzioni extragiudiziali di sospetti reati di droga negli ultimi tre anni”.

“Lungi dal liberare le strade dal crimine, questa campagna omicida ha causato la morte di oltre 4.000 persone - tra cui decine di bambini - in quelli che potrebbero costituire crimini contro l'umanità ".

Le uccisioni nelle Filippine, che hanno principalmente colpito le persone che vivono in quartieri impoveriti, sono attualmente oggetto di un esame preliminare da parte dell'Ufficio del Procuratore presso la Corte penale internazionale. Nella lettera aperta, Amnesty International sollecita il presidente Sirisena a: interrompere immediatamente i piani per l’esecuzione di almeno 13 persone, e riesaminare tutti i casi di persone condannate a morte al fine di commutare le loro condanne a pene detentive; stabilire una moratoria ufficiale sulle esecuzioni, con l’intenzione di abolire la pena di morte, in linea con sette risoluzioni adottate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite dal 2007, tra cui la più recente risoluzione 73/175 del 17 dicembre 2018 che lo Sri Lanka ha sostenuto

 

 

 

 

Pubblicato in Dal mondo

Nella media del 2018 il numero di occupati supera il livello del 2008 di circa 125 mila unità. Si sono così recuperati i livelli pre-crisi. Eppure qualcosa si è perso: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all'appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno).

Una ripresa, quindi, a "bassa intensità lavorativa": più occupati ma per meno ore. Questa la diagnosi del rapporto “Il mercato del lavoro”, elaborato da ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal.

I migranti più esposti a sfruttamento: "L'aumento della quota di occupazione meno qualificata, accompagnata dalla marcata segmentazione etnica del mercato del lavoro italiano, ha favorito la presenza di lavoratori immigrati più disposti ad accettare lavori disagiati e a bassa specializzazione".

Tra il 2008 e il 2018 "gli stranieri sono passati dal 7,1% al 10,6% degli occupati". Nei servizi alle famiglie "su 100 occupati 70 sono stranieri".

Il testo integrale del volume si può scaricare qui.

(Fonte: Ansa)

 

Pubblicato in Lavoro

Due settimane dedicate al pluripremiato drammaturgo catalano Josep Maria Miró con due spettacoli, di cui uno in prima nazionale, a Firenze e Roma, e la presentazione della raccolta dei suoi testi teatrali nel libro edito da Cue Press.

Il Centro di Produzione Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi prosegue nella sua storica attività di promozione della nuova drammaturgia contemporanea portando in scena sia testi di autori largamente affermati all'estero ma quasi sconosciuti in Italia, come il francese Remi De Vos (“Alpenstock”), sia adattando alla scena le opere letterarie di prestigiosi autori internazionali come la turca Elif Shafak (“La bastarda di istanbul” con Serra Yilmaz) e il franco-belga Eric Emmanuel Schmitt (“L'intrusa” con Lucia Poli).

Fra i drammaturghi portati in scena in Italia, per la prima volta, dal Teatro di Rifredi figura Josep Maria Miró, autore e regista teatrale catalano di fama internazionale i cui testi sono tradotti in quindici lingue e prodotti in molti paesi, tra cui Argentina, Messico, Regno Unito, Francia, Italia, Stati Uniti, Cipro, Grecia, Germania, Russia, Croazia, Brasile, Uruguay, Porto Rico. Dalla stagione 2013-14 è membro del Comitato di lettura del Teatro Nazionale della Catalogna (TNC) e ha vinto, per due volte, il prestigioso Premio Born de teatre, oltra ad essere stato finalista al premio internazionale Stückmarkt 2009 promosso dal Berliner Festspiele tra autori di tutta l'Europa.

A questo autore, rappresentato per la prima volta in italia, con  grande successo di critica e di pubblico, con la messa in scena al Teatro di Rifredi lo scorso anno de “Il principio di Archimede”, saranno dedicati alcuni momenti in due tappe nazionali.

Andrà in scena in prima nazionale venerdì 1 e sabato 2 marzo, alle ore 21, presso il Teatro di Rifredi, lo spettacolo “Nerium Park”, di Josep Maria Miró, thriller nero in dodici quadri, ambientato in un modernissimo complesso abitativo appena fuori città, circondato da alti oleandri. Qui Bruno e Marta decidono di acquistare, con mutuo trentennale, un prestigioso appartamento di nuova costruzione, che appare come un’oasi di felicità immersa nel verde.

Col passare dei mesi, e con l'incombere della crisi economica, i due si accorgono di essere gli unici abitanti del parco, nascosto all’ombra di quel fiore, che ora non appare più così incantevole ma quasi ossessivo. Lo spettacolo racconta dodici mesi della loro vita in cui, a partire dal licenziamento del giovane, il rapporto di coppia diviene sempre più teso, la casa appare come una prigione di cui è impossibile liberarsi e uno strano individuo, che alberga nel caseggiato abbandonato, ossessiona la vita di Bruno e Marta, facendo emergere tra loro profonde discrepanze emotive. Così, quella che sembrava una storia d’amore, allietata anche dalla notizia dell’arrivo di un figlio, si trasforma in un crescendo di tensioni e suspense.

Per la sua prima produzione il Nuovo Teatro Sanità di Napoli, vincitore del premio Rete Critica come miglior progetto teatrale, mette in scena uno spettacolo che racconta, senza retorica, ciò che si nasconde dietro la cortina fiorita del perbenismo di questi anni, caratterizzati da un distacco umano molto in uso sui luoghi di lavoro, che si insinua poi nei rapporti personali, fino quasi a congelarli.

Diretto da Mario Gelardi – vincitore, negli anni, di numerosi riconoscimenti fra cui il Premio Flaiano, il Premio Ustica (sezione del premio Scenario), il Premio E.T.I. Gli Olimpici del teatro come migliore autore di novità italiana e, ultimamente, del Premio Giuseppe Fava per il teatro e l'impegno civile, “Nerium Park” è un testo formidabile, rappresentato con grande successo in tutto il mondo, da Buenos Aires ad Avignone e che ora approda per la prima volta in Italia, grazie alla traduzione di Angelo Savelli, regista e direttore artistico del Teatro di Rifredi.

In scena due giovani attori napoletani, Chiara Baffi, Premio Ubu - Miglior Attrice Under 30 e Premio Eleonora Duse – Miglior Attrice Emergente, con lunghe esperienze con Luca De Filippo, Toni Servillo, Francesco Rosi e Mario Martone, e Alessandro Palladino, attore di formazione teatrale, tra i protagonisti di Gomorra e del film “Due soldati” di Marco Tullio Giordana.

In occasione del debutto dello spettacolo, sabato 2 marzo alle ore 18,00, al Teatro di Rifredi, sarà presentato il libro “Teatro” edito da Cue Press che raccoglie 4 testi dell'autore, tradotti da Angelo Savelli. Alla presentazione, organizzata in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana e introdotta da Xavier Albertì, direttore del Teatro Nazionale di Catalogna e Daniele Corsi, professore di Lingua e Traduzione Spagnola all'Università per Stranieri di Siena, parteciperanno l'autore, l'editore Mattia Visani, il regista e traduttore Angelo Savelli, il regista dello spettacolo Mario Gelardi e alcuni degli attori degli spettacoli “Nerium Park” e “Il principio di Archimede”.

Dopo il successo dello scorso anno arriva a Roma, allo Spazio Diamante, dal 7 al 10 marzo e dal 14 al 17 marzo (feriali ore 21, festivi ore 17) lo spettacolo “Il Principio di Archimede”. Tradotto e diretto da Angelo Savelli, "Il principio di Archimede" si svolge nello spogliatoio di una piscina, nell'arco delle ore che intercorrono tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane. Durante un allenamento il bacio dato da un giovane istruttore ad un suo allievo, terrorizzato dall'acqua, provoca le perplessità di alcuni genitori, già turbati da un caso di pedofilia verificatosi in una vicina ludoteca, e innesca, fra i quattro personaggi in scena, una spirale di diffidenza che fa emergere un contesto di pregiudizi e paure che porteranno dal sospetto alla psicosi collettiva, dall'indiscrezione alla crocefissione mediatica. Testo complesso che, partendo da un apparente caso di pedofilia, ci parla della paura, dell'educazione e delle relazioni sociali, “Il principio di Archimede” chiede che il singolo spettatore, uscendo dal teatro, si posizioni moralmente su ciò che ha visto e si interroghi sulla sua personale visione della società.

Un testo formidabile, rappresentato in tutto il mondo con enorme successo - Buenos Aires, Miami, Londra, Manchester, Atene, Nicosia, Tübinga, Rio de Janerio, Santiago del Cile, Città del Messico, San Pietroburgo, Lille, Quito – che è al tempo stesso la rappresentazione della spirale che dalla paura porta alla violenza e una metafora dell'ambiguità della verità. Fra gli interpreti Giulio Maria Corso, giovane attore diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", vincitore del premio Persefone come miglior attore emergente e del Premio Siae (2011 e 2014) ha lavorato, tra gli altri, con Liliana Cavani e Ugo Gregoretti ed ha prestato il suo talento ai più vari generi, a partire dal musical (“Rapunzel” con Lorella Cuccarini, per la cui interpretazione ha vinto l'Oscar Italiano del musical come miglior attore protagonista) al docufilm  di Rai Uno  “Adesso tocca a me” sull'omicidio del giudice Borsellino.

 

 

 

Pubblicato in Cultura

Il mondo è alle prese con "una ondata di xenofobia, razzismo e intolleranza" ed i diritti umani stanno perdendo terreno a livello globale: lo ha detto oggi il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel suo discorso di apertura del Consiglio per i diritti umani dell' Onu a Ginevra. Guterres ha espresso allarme di fronte a ciò che ha definito un "restringimento dello spazio civico", sottolineando che negli ultimi tre anni sono stati uccisi oltre 1.000 tra giornalisti e attivisti per i diritti umani.

In Italia

Il nostro Paese è reduce da giornate drammatiche. Dal caso di Foligno al bambino rom colpito da un taglierino a Roma passando per lo spray urticante contro un operatore sociale senegalese a Napoli.

Nel 2018 Amnesty International Italia, con il "Barometro dell'odio", aveva denunciato l'utilizzo di stereotipi, incitazioni all'odio ed espressioni razziste e xenofobe durante la campagna elettorale. Numerosi sono stati e continuano a essere, inoltre, gli attacchi violenti verbali e fisici nei confronti di persone a causa del loro colore della pelle o della loro nazionalità e provenienza. 

“Tale clima va fortemente contrastato – scrive Amnesty International Italia - soprattutto negli ambienti scolastici, di qualsiasi ordine e grado, con strumenti e attività educative e culturali adeguate e strutturate. Da anni le attiviste e gli attivisti di Amnesty International incontrano ragazze e ragazzi delle scuole italiane, portando avanti progetti educativi volti alla diffusione di una cultura di rispetto e tutela dei diritti umani. 

Pubblicato in Nazionale

Il 24 febbraio 2017, nel carcere romano di Regina Coeli, si tolse la vita impiccandosi Valerio Guerrieri, giovane ragazzo di 21 anni. A due anni da quel fatto sono in piedi due diversi filoni processuali. Da una parte quello che vede coinvolti alcuni agenti di polizia penitenziaria e personale medico del carcere, accusati di omicidio colposo; dall'altro quello relativo al trattenimento senza titolo del giovane all'interno dell'istituto penitenziario.

"Pochi giorni dopo la morte del ragazzo la madre si rivolse alla nostra associazione, inviandoci anche una lettera che il figlio le scrisse poco prima di suicidarsi. In quella lettera, che ci invitò a rendere pubblica, cosa che facemmo, era evidente il precario stato psicologico di Valerio" ricorda Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "La madre ci raccontò la vicenda del figlio, chiedendo un nostro impegno affinché se ne potessero chiarire tutti gli aspetti e avere giustizia. Una richiesta che abbiamo fatto nostra".

Come spesso accade in questi casi, furono proprio le denunce presentate dalla madre di Valerio Guerrieri per quanto riguarda l'ipotesi di omicidio colposo, e di Antigone sulla questione del trattenimento senza titolo, che diedero avvio alle indagini.
"Mentre per il primo filone di inchiesta, quello sull'omicidio colposo, si è già arrivato al rinvio a giudizio degli indagati, sulla questione del trattenimento senza titolo nei mesi scorsi fu chiesta l'archiviazione del caso. Richiesta a cui ci siamo opposti" come spiega Simona Filippi, avvocato della madre del ragazzo e di Antigone. "Il giudice - prosegue l'avvocato Filippi - ha accolto la nostra opposizione ordinando al PM di iscrivere i presunti responsabili nel registro degli indagati".

Al momento di suicidarsi Valerio Guerrieri non si sarebbe dovuto trovare a Regina Coeli. Il Giudice, dieci giorni prima, aveva infatti revocato la custodia in carcere e il giovane doveva essere portato in una Rems (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

"Il caso di Valerio Guerrieri non è l'unico caso di trattenimento illegittimo in carcere di cui abbiamo avuto notizia. Purtroppo, a differenza di altri, è stato però un caso che ha avuto un epilogo tragico" dichiara ancora Patrizio Gonnella. "Per questo siamo impegnati nella ricerca della giustizia. Per Valerio, ma anche per affermare un principio fondamentale, che persone come lui non si possono curare dietro le sbarre, ma le si dovrebbe curare affidandole al sostegno medico, sociale, psicologico dei servizi del territorio".

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
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