Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 21 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 11 Marzo 2019 - nelPaese.it

Paolo Dieci, presidente del CISP e di LINK 2007, rimane nei nostri cuori. Sarà difficile pensare LINK 2007 - Cooperazione in rete senza Paolo Dieci. Siamo sconvolti per quanto accaduto ieri mattina al volo che da Addis Ababa avrebbe dovuto condurre a Nairobi 157 persone, tra cui Paolo ed altri sette italiani.

“Siamo rimasti increduli per qualche ora, fino ad arrenderci all'evidenza nel pianto per una persona che era innanzitutto un amico sincero e rappresentava per tutti noi un punto di riferimento e una guida importante” dice con parole commosse Paola Crestani, vicepresidente di Link 2007. “Ha vissuto sempre in piena coerenza con i valori di giustizia, fratellanza, inclusione, solidarietà, amore per i più deboli che hanno fatto nascere il Cisp, comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, 36 anni fa: sia nel suo lavoro di cooperante, di direttore e di presidente di questa organizzazione, sia nell'assunzione della responsabilità di presidente della nostra rete Link 2007”.

Ci stringiamo con immenso affetto intorno alla moglie Maria Luisa e ai tre figli, ai famigliari e a tutti gli amici del CISP a cui ci sentiamo da sempre legati. Il momento è difficile, molto difficile con la mancanza di Paolo. Il suo esempio e la strada che ha indicato nella sua azione e nel suo modo di porsi quotidiani può aiutarci a superarlo. Dialogo con tutti, studio e conoscenza dei contesti e dei problemi, approfondimento e ricerca di soluzioni condivise, presenza e impegno nei progetti di sviluppo, a formare, sostenere, guidare, comunicare valori e visioni, capacità di costruire partenariati con comunità e istituzioni, amore per i più deboli ed esclusi. Considerava la formazione indispensabile per affrontare i temi dello sviluppo. Attiva la sua partecipazione al master di Pavia, a specifici corsi universitari, a master avviati in Kenya.

 “Il mondo della cooperazione internazionale perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiana perde un prezioso punto di riferimento”, leggiamo nel breve, doloroso, comunicato del CISP. È proprio così, perché questo Paolo ha rappresentato per tutti noi.

Stava andando a Nairobi per recarsi in Somalia. “Ci vado sempre volentieri, affermava pochi giorni fa, perché è un paese che amiamo, anche se difficile e rischioso, ma ci sono interventi a beneficio delle comunità che il Cisp può e ha il dovere di fare e i nostri operatori, somali e internazionali, vanno sostenuti e guidati”. 
Un impegno di vita, il suo, che riceviamo in eredità.

Caro Paolo, ciao, ci mancherai moltissimo.

 Link2007 – Cooperazione in rete

Pubblicato in Lettera al Direttore

L’8 marzo Banca Etica ha festeggiato 20 anni dall'apertura del primo sportello a Padova. Nata dall’impegno di tante organizzazioni della società civile e tantissime persone che volevano una banca al servizio dello sviluppo sostenibile, che utilizzasse in trasparenza il risparmio di famiglie e organizzazioni per finanziare realtà non profit e imprese sociali, oggi Banca Etica è una realtà solida e riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Banca Etica serve decine di migliaia di clienti attraverso servizi di home e mobile banking e conta: 17 filiali in Italia (Padova, Treviso, Vicenza, Milano, Bergamo, Torino, Genova, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Perugia, Ancona, Roma, Napoli, Bari e Palermo) e 30 banchieri ambulanti (promotori finanziari) che servono le aree dove non c’è una filiale; 1 filiale in Spagna a Bilbao e uffici a Madrid e Barcellona; 265 dipendenti in Italia e 18 dipendenti in Spagna; 42.500 soci; 70 milioni € di capitale sociale; impieghi per 916 milioni € raccolta di risparmio per un miliardo e mezzo di euro

Una banca cooperativa di proprietà di oltre 42 mila soci, per l’83% persone fisiche e per il 17% di organizzazioni (tra cui enti pubblici, parrocchie, società cooperative; ditte individuali; imprese sociali; etc.). Banca Etica finanzia progetti in settori strategici per la crescita economica sostenibile e solidale dell’Italia: cooperazione e innovazione sociale; profit responsabile; tutela dell’ambiente; qualità della vita, cultura e sport; cooperazione internazionale.

Banca Etica è ancora oggi l’unico istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica: questo significa che - oltre a indirizzare il credito esclusivamente verso progetti a impatto sociale e ambientale positivo - presta grande attenzione alla trasparenza verso i clienti, che possono sempre verificare sul sito della banca quali realtà vengono finanziate con i loro risparmi; si è dota di regole chiare per la governance prevedendo limiti di mandati per i componenti del CdA e tetti agli stipendi dei manager (niente maxi-bonus: lo stipendio più alto non può superare di più di 6 volte lo stipendio inferiore).

Un modo di fare banca che si è dimostrato resiliente anche negli anni più duri della crisi finanziaria innescata dal 2008: anche mentre le altre banche fronteggiavano crisi, scandali e credit crunch Banca Etica è riuscita a crescere a tassi medi del 10% annuo per quanto riguarda raccolta e impieghi; a mantenere le sofferenze a livelli inferiori rispetto alla media del sistema bancario e ha sempre chiuso i bilanci in utile senza mai gravare sulle casse dello stato.

Il riconoscimento istituzionale

Le istituzioni hanno riconosciuto il valore e la specificità della finanza etica: il Parlamento italiano è stato il primo in Europa a varare - alle fine del 2016 - una norma che ha introdotto nel Testo Unico Bancario il riconoscimento della finanza etica (di cui però ancora si attendono i decreti attuativi). I vertici di Banca Etica sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in diverse occasioni ha auspicato una maggiore diffusione dei valori della finanza etica in tutto il sistema bancario nazionale ed europeo.

Nel mondo

A partire dallo scoppio della grande crisi finanziaria del 2008 il movimento della finanza etica è cresciuto in tutto il mondo: nel 2009 Banca Etica è stata tra i fondatori della Global Alliance for Banking on Values (Gabv) che - nei suoi 10 anni di vita - è riuscita a riunire oltre 50 istituzioni finanziarie (da 40 diversi Paesi) che si impegnano e si confrontano per costruire modelli sempre più efficaci e innovativi di applicazione pratica dei principi della finanza etica e sostenibile. Banca Etica è l’unica istituzione italiana aderente alla Gabv.

In Europa

Insieme alla collaborazione con Gabv Banca Etica ha sviluppato i network europei di finanza etica: è stata tra i fondatori di Febea-Federazione europea delle banche etiche e alternative, partecipa attivamente allo European Microfinance Network (EMN). Tramite la Fondazione Finanza Etica, Banca Etica collabora anche con Finance Watch, ong basata a bruxelles che sensibilizza le istituzioni europee sui problemi sociali, ambientali ed economici generati da alcuni comportamenti della finanza speculativa.

Dal 2018 la Commissione UE è impegnata in un lavoro di studio e ricerca per approvare un action plan europeo per la finanza sostenibile, e Banca Etica insieme ai partner europei sta seguendo i lavori cercando di evitare che la doverosa definizione e riconoscimento della finanza sostenibile aprano varchi per ufficializzare attività di mero greenwashing del settore finanziario.  

“Quando Banca Etica è nata, la sostenibilità economica, sociale e ambientale del sistema finanziario era argomento per pochi appassionati. Dopo la crisi del 2008 il tema è diventato sensibile per ampie fasce dell’opinione pubblica globale, le istituzioni hanno iniziato a occuparsene e moltissime banche hanno colto l’opportunità di mercato e di posizionamento, proponendo alla clientela prodotti finanziari green, o a impatto sociale. Contagiare il sistema finanziario era uno degli obiettivi che ci eravamo dati al momento della fondazione di Banca Etica: il fatto che ciò stia accadendo è un’ottima notizia, ma richiede un’attenzione particolare per evitare che le strategie di marketing prevalgano sulla necessità di operare un vero cambiamento sostanziale". - dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.

 

I festeggiamenti

Vènti di Futuro - Per festeggiare i suoi primi 20 anni Banca Etica sta organizzando una serie di incontri con persone under35 da cui ascoltare esigenze e proposte per progettare la finanza etica dei prossimi 20 anni. Qui la descrizione e gli appuntamenti https://www.bancaetica.it/ventidifuturo

In ciascuna delle 4 aree territoriali (Nord-Ovest; Nord-Est; Centro; Sud) si svolgerà una festa con i soci e le socie e le organizzazioni che ogni giorno fanno Banca Etica.

 

Pubblicato in Economia sociale

Nel cuore del quartiere Quadraro di Roma, esiste una locanda molto speciale: è il luogo d’incontro tra la buona cucina e un modello di inserimento lavorativo tra i più riusciti in Italia. Lo straordinario progetto della “Locanda dei Girasoli” è in piedi dal 1999 e, nonostante nel corso della sua storia abbia dovuto affrontare numerose difficoltà, è riuscito a garantire un futuro lavorativo a 12 ragazzi down o autistici, che hanno realizzato nella Cooperativa un sogno di autonomia attraverso il lavoro.

Da venti anni la “Locanda dei Girasoli” contribuisce, infatti, alla creazione di posti di lavoro finalizzati all’integrazione lavorativa e territoriale, realizzando un esempio di imprenditoria sociale che unisce solidarietà e professionalità, attraverso percorsi integrati di sviluppo delle capacità personali.

Dal 2013, con l’aiuto di altre imprese sociali, è iniziato un percorso di rilancio e di riorganizzazione della Cooperativa che, dopo alterne vicende, ha portato ad aumentare sensibilmente l’attività del ristorante e, soprattutto, ad una visibilità del progetto sia nazionale che internazionale. Un grave limite allo sviluppo del progetto e alla sua sussistenza economica è però rappresentato dalla collocazione del locale, che risulta assolutamente inadeguata. La locanda si trova in una zona periferica e residenziale, con una oggettiva difficoltà di accessibilità, e funziona a pieno regime solo nei fine settimana.

Da anni i gestori chiedono un supporto affinchè sia trovato, anche con il sostegno del Comune di Roma, un nuovo locale da destinare all’attività di ristorazione. Si potrebbe così dare continuità ad un modello di inserimento lavorativo che è divenuto oggetto di studio da parte dell’associazionismo di altri Paesi e che, da ormai 20 anni, rappresenta per Roma soggetto di grande rilevanza sociale.
Per sostenere il progetto, è possibile firmare la petizione “Diamo un futuro alla Locanda dei Girasoli” su change.org.

La “Locanda dei Girasoli” è aperta tutte le sere dalle 19,30 alle 24,00, a pranzo solo su prenotazione. Per maggiori informazioni: www.lalocandadeigirasoli.it.

Pubblicato in Lazio

Al via la quarta edizione del Bando per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, promosso da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Peppino Vismara. A disposizione, complessivamente 4 milioni di euro di risorse private (3 milioni messi a disposizione dalla Fondazione CON IL SUD e 1 milione di euro dalla Fondazione Peppino Vismara).

Il Bando è rivolto alle organizzazioni del Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia le quali possono presentare proposte di valorizzazione di beni confiscati già assegnati, prevedendo l’avvio di nuove attività di economia sociale. I progetti dovranno rendere il bene confiscato un “patrimonio collettivo”, occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio, coinvolgendo attivamente la comunità locale.

“L’esperienza ci insegna che l’impatto di un bene confiscato valorizzato va oltre l’aspetto simbolico, seppur importante, legato al riscatto della comunità dal potere mafioso– dichiara Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Se i beni vengono realmente trasformati in ‘produttori’ di valore sociale, con azioni collettive e anche attività economiche sostenibili, possono essere considerati occasioni di sviluppo locale. Partendo dalla riappropriazione di un ‘bene comune’ – sottolinea Borgomeo - è possibile costruire percorsi di coesione e inclusione sociale, iniziative di economia civile, capaci di generare una ritrovata fiducia nel territorio e alternative credibili alle econome e alle logiche criminali”.

“La Fondazione Peppino Vismara partecipa per la seconda volta al Bando per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità in collaborazione con la Fondazione con il Sud, nella convinzione che il contrasto alla criminalità e l'educazione alla legalità che passano attraverso il recupero per fini sociali dei beni confiscati, siano essenziali per il rilancio del Paese – dichiara Paolo Morerio, presidente della Fondazione Peppino Vismara. La risposta al fenomeno mafioso proposta dal mondo non profit attraverso l'uso dei beni confiscati per la crescita della comunità, è insieme una risposta di economia civile e di rinascita culturale che rappresenta un investimento di grande qualità per il riscatto delle comunità locali”.

In Italia su più di 30 mila beni immobili confiscati, oltre 15 mila sono “destinati”, ovvero già assegnati dall’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC) agli enti locali. L’82% è localizzato nelle regioni meridionali. Anche per le dimensioni che il fenomeno sta via via assumendo (solo nel 2018 sono stati destinati oltre 1.700 immobili nelle regioni del Sud), i beni confiscati possono costituire una grande opportunità per il consolidamento e lo sviluppo di iniziative di imprenditorialità sociale, su cui costruire modelli socio-economici alternativi e liberi dalle mafie.

La destinazione dei beni confiscati a usi sociali e di pubblica utilità può, e deve, riuscire a produrre effetti importanti sui territori del Mezzogiorno: dalla creazione di lavoro e occupazione, alla riaffermazione del valore etico e civico derivante dalla riappropriazione da parte delle comunità di ciò che le è stato sottratto con la violenza, dal contrasto al disagio sociale e all’emarginazione, al sostegno di minori, famiglie svantaggiate, anziani e tossicodipendenti. I beni confiscati possono, inoltre, contribuire all’integrazione della popolazione immigrata, che, spesso, in aree a forte infiltrazione mafiosa, è vittima del caporalato delle mafie locali.

Con le prime tre edizioni del Bando - 2010, 2013 e 2016, quest’ultima in collaborazione con la Fondazione Peppino Vismara – la Fondazione CON IL SUD ha sostenuto 39 progetti con circa 14 milioni di euro.

Il Bando è aperto a partnership composte da tre o più organizzazioni, almeno due delle quali appartenenti al mondo del Terzo Settore. Nei progetti potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo economico, quello delle istituzioni, delle università e della ricerca. I partenariati dovranno dimostrare l’effettiva disponibilità del bene confiscato per almeno 10 anni dalla data di scadenza del bando.

Il Bando, pubblicato sul sito www.fondazioneconilsud.it, scade il 22 maggio 2019 e prevede la presentazione delle proposte esclusivamente online tramite la piattaforma Chàiros.

Saranno valutate positivamente le proposte che prevedano, tra le altre azioni: un’efficace strategia di promozione e di sostegno della legalità nei territori; il coinvolgimento attivo della comunità locale, con l’obiettivo di sviluppare un senso di riappropriazione comunitario del bene; la sostenibilità nel tempo degli interventi, in termini di capacità di generare o raccogliere risorse per garantire la continuità delle azioni proposte.

 

Pubblicato in Nazionale

Prima e dopo l’8 marzo l’Uisp declina sul territorio tanti appuntamenti di sport che legano diritti, attività e impegno. Otto marzo tutto l’anno: questo è lo slogan dell’associazione dello sport sociale, per tutti e per tutte, attraverso le iniziative e le proposte dei Comitati e della Attività Uisp, in molte città.

L’8 marzo 2019 è stato segnato da due terribili femminicidi a Messina e Napoli: “Si tratta di tragedie che purtroppo rischiano di diventare quotidiane – dice Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp – Di fronte a questi delitti e alla violenza dilagante, a cominciare da quella che si subisce nelle reti familiari, occorre tenere alta l’attenzione e la tensione. Ogni associazione e istituzione deve porsi il problema di come fare argine a questa cultura e cambiarla.

Le donne continuano ad essere viste come oggetti da possedere: l’Uisp lancia un messaggio di libertà e consapevolezza attraverso lo sport". Come ogni anno l’Uisp ha condiviso gli intenti e le richieste del collettivo “Non una di meno”, che verranno declinati attraverso l’attività sportiva con diverse caratteristiche e modalità.

Nel weekend tante le iniziative in diverse città. Corse rosa si sono tenute a Venezia, Firenze e Sassari tra le altre. Ma gli appuntamenti riguardano tutto il mese di marzo. Il 16 marzo tutte e tutti in sella sui pedali con la "Biciclettata in rosa...aspettando il Giro d'Italia", organizzata da Astro e Consulta delle donne, in collaborazione con Uisp Empolese Valdelsa. Il ritrovo è fissato alle 15.30 alla Casa del popolo di Sovigliana e la partenza sarà alle 16. Dopo il giro in bicicletta ci si ritroverà alle 17 alla Casa del popolo per parlare di donne, sport, benessere e sani stili di vita. Per info clicca qui

Domenica 24 marzo l’Uisp Verona organizza la quarta edizione della “Corsa rosa”, manifestazione ludico-motoria a passo libero che si sviluppa nel centro storico della città di Legnago. I partecipanti possono percorrere il tragitto di 5 o 10 km alla velocità che ritengono più idonea. Per tutte le informazioni clicca qui

 

Pubblicato in Sport sociale

“Di Federico Tavan ci resta la sua poesia, la sua dolcezza, la sua follia che era solo riflessione sulle cose belle dell'esistenza, uno dei grandi poeti non della Valcellina, ma europei”. Così Mauro Corona racconta l'amico Tavan per l'evento “Vi scrivo dal Paradiso”, la suite teatrale che debutterà questa sera alle 21 nella Sala Grande di Cinemazero a Pordenone.

L'inedita performance di musica, teatro e poesia scritta dal giornalista Pier Gaspardo e ideata dalla giornalista Lisa Rizzo, vedrà sul palco Bruno Cesselli (pianoforte), Nicola Barbon (contrabbasso), Federica Guerra di Ortoteatro (voce narrante), Francesa Viaro (voce) e lo stesso autore (effetti e suoni).

“Special guest” il cantautore Pablo Perissinotto. L'evento, voluto e patrocinato dal Comune di Pordenone, assessorato alla Cultura, è promosso dall'associazione Propordenone Onlus e sostenuto da Friulovest Banca, Cooperativa sociale Itaca Onlus, Circolo della Stampa di Pordenone, Ortoteatro e Amplifon. La metafora di un sorprendente viaggio nell'universo della poesia, accompagnato da mitiche figure dell'Oriente e dell'Occidente, come lo Scimmiotto e Orfeo, fino alle rupi della Valcellina.

“L'Amministrazione – spiega l'assessore Pietro Tropeano - crede fortemente nella necessità di diffondere ed esportare la “parola poetica” di Federico Tavan, salvando organicamente il patrimonio artistico che ha lasciato e tributandogli il giusto rilievo nella nostra storia della letteratura. Per questa ragione sosteniamo l'ambiziosa proposta che intende dare cadenza annuale a una serie di iniziative anche con l'obiettivo di collaborare con altre attività espresse dal territorio. Federico Tavan – continua l'assessore - è una figura di primo piano, blasonata negli ambiti cultural-intellettuali e ospitata volentieri dalla stampa nazionale, quanto troppo poco conosciuta da chi abita le terre in cui è vissuto. L'Amministrazione intende contribuire a farlo uscire dall'isolamento convinta che meriti a pieno titolo un riconoscimento superiore”.

“Dopo Pier Paolo Pasolini – spiega Pier Gaspardo - Federico Tavan è da molti considerato il maggiore patrimonio poetico espresso dalle nostre terre”. Apprezzato da intellettuali come lo scrittore e germanista Claudio Magris (Microcosmi), studiosi e autori come Jacques Le Goff, Predrag Matvejevic, Carlos Montemayor, Mario Dondero, Paco Ignacio Taibo II, Carlo Ginzburg, Peter Handke, Franco Loi, Giovanni Tesio, Marco Paolini, “per diffondere maggiormente la “parola poetica” di Federico Tavan e recuperare e diffondere il patrimonio artistico non basteranno singole iniziative, pur sempre lodevoli. Vi dovrà essere una sorta di regia attenta, consapevole che metta in campo energie diverse e le coordini in un unico disegno. Un'operazione che si protrarrà nel tempo con il contributo dei più svariati ambiti e attraverso sinergie fra istituzioni, associazioni e artisti con alcuni dei quali sono in fase di elaborazione ulteriori apporti”.

L'evento “Vi scrivo dal Paradiso” ha avuto fin da subito la volontà di coinvolgere le nuove generazioni dei millennials, ai quali verrà chiesto un output in seguito a una serie di lezioni-testimonianza per le ultime classi delle scuole superiori della provincia, tenute da Gaspardo e dall'attrice Federica Guerra. Hanno aderito una quindicina di classi dei licei Leopardi-Majorana e Grigoletti di Pordenone e Torricelli di Maniago.

"Tavan – dice ancora Mauro Corona - è un poeta, grande, tragico, non nel senso che chi lo legge prova tragicità, ma tragica è stata la sua vita che ha affrontato sempre con ironia con quel non prendersi sul serio, con disincanto. Ora che non c'è più lo capiamo. Prima i suoi modi erano stati presi per spacconeria, picareschi come a dire “l'è mat", ma Federico non era matto, era il giudizio di tutti noi. Il suo dire le cose come stanno lo ha emarginato, al pari di Antonin Artaud o Robert Walser. Il manicomio di Tavan non era un recinto in una sede dove uno va trovare un ricoverato e passa da un ufficio. Tavan è stato preso in giro, perché non hanno creduto in lui, lo ha fatto la sua stessa gente. Pochi affettuosi amici lo hanno capito. Gli altri lo capiscono adesso, che non c'è più”.

Fabio Della Pietra

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Quelli che li aiutano a casa loro. Quelli che declinano il verbo cooperare. Quelli che da qualche tempo ricevono insulti in questo Paese perché “volontari”, “cooperanti” e “Ong”. Oltre al noto archeologo e assessore regionale in Sicilia Sebastiano Tusa ci sono 6 storie di solidarietà e cooperazione, spezzate dallo schianto in Etiopia.

Il Boeing era decollato da Addis Abeba alle 8,38 e i contatti radio si sono interrotti alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo. Il velivolo era diretto a Nairobi. Molti dei passeggeri vi erano diretti in previsione della quarta assemblea Onu sull’ambiente, che si apre lunedì 11 marzo nella capitale del Kenya. 

Fra le vittime italiane c'è Paolo Dieci, fondatore e presidente del Cisp - Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli -, un'organizzazione non governativa impegnata in progetti umanitari, di riabilitazione e di sviluppo in numerosi paesi del mondo. "Il mondo della cooperazione internazionale - si legge sul sito web dell'organizzazione - perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiana tutta perde un prezioso punto di riferimento. La visione di una società più giusta, coesa, egualitaria, che ha guidato Paolo nel suo impegno in Italia e nel mondo continuerà a guidare il nostro lavoro. Ci stringiamo attorno alla moglie, ai figli e alla famiglia tutta di Paolo e promettiamo loro di continuare ad onorare la sua memoria mettendo in pratica tutto ciò che da lui abbiamo imparato, provando ad avere la sua stessa lucidità nell’analizzare i problemi delle società contemporanee, la sua stessa perseveranza e pazienza nel provare a risolverne almeno una parte, la sua stessa preparazione e competenza nella realizzazione di ogni singola azione, progetto, programma. Oggi ci sentiamo tutti soli. Da domani, però, ricominceremo a lavorare per affermare i diritti di ogni essere umano in qualsiasi parte del mondo si trovi, così come avrebbe fatto Paolo, con instancabile tenacia".

A perdere la vita nell'incidente aereo anche Virginia Chimenti, 26 anni, e Maria Pilar Buzzetti, 31: lavoravano per il World Food Programme. Ha trovato la morte anche Rosemary Mumbi. Sono nell'elenco diffuso dei 149 passeggeri c'è anche il professor Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione e assessore alla regione siciliana. L'archelogo era diretto a Malindi, in Kenia, per un progetto dell'Unesco, dove era già stato nel Natale scorso insieme con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d'Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo. 

Tra le altre vittime italiane ci sono anche tre iscritti alla onlus Africa Tremila, che ha sede a Bergamo: il presidente Carlo Spini - 75 anni, medico, originario di Sansepolcro (Arezzo) e residente a Pistoia -, sua moglie, infermiera, Gabriella Vigiani e il tesoriere della onlus Matteo Ravasio, commercialista. In Sud Sudan avrebbero inaugurato il piccolo ospedale che la onlus aveva finanziato, una struttura sanitaria simile a quella già realizzata in Zimbabwe.

"La tragedia aerea in Etiopia, che ha visto 157 vittime e fra esse 8 connazionali, - ha detto invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - mi addolora profondamente. Il Paese guarda con riconoscenza al loro impegno professionale e di vita, speso sul terreno della cultura e dell’archeologia, della cooperazione, di organizzazioni internazionali a servizio dello sviluppo umano. Nel rendere omaggio alla loro memoria, rivolgo sentimenti di partecipazione e cordoglio ai familiari delle vittime e alle istituzioni che hanno visto il loro impegno".

Il cordoglio del Forum Terzo Settore

"Esprimiamo tutto il nostro cordoglio per la tragica scomparsa di Paolo Dieci presidente del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli – CISP e di Link2007, rete aderente al Forum. Punto di riferimento e figura tra le più autorevoli nel mondo delle ong, Paolo ha dedicato la sua vita alla cooperazione internazionale allo sviluppo, portando le sue competenze, il suo impegno, il suo entusiasmo per la solidarietà e lo sviluppo delle aree più povere del pianeta ed in contesti di crisi, soprattutto in Africa e in America latina.​ Abbiamo avuto modo di lavorare insieme, in questi anni, su tanti temi,in particolar modo sulle migrazioni.​ Esprimiamo la nostra vicinanza a sua moglie, ai suoi figli ed a tutti gli amici e colleghi che hanno lavorato con lui in questi anni, potendo venire a contatto con i suoi valori e le sue idee per una società più giusta e solidale".​ Così la portavoce del Forum nazionale Terzo Settore Claudia Fiaschi.

 

 

(Fonte Redattore Sociale)

 

Pubblicato in Nazionale

Esce venerdì 29 marzo "Personale", il nuovo atteso album di inediti di Fiorella Mannoia che è già possibile acquistabile nella versione fisica in pre-order su Amazon e negli store digitali.

Composto da 13 brani, questa la tracklist di "Personale": "Il peso del coraggio", "Imparare ad essere una donna", "Riparare", "Smettiamo subito", "L'amore è sorprendente", "Il senso", "Un pezzo di pane", "Penelope", "Resistenza", "Anna siamo tutti quanti", "Carillon", "L'amore al potere" e "Creature" (Bonus Track "Canzone Sospesa" con Antonio Carluccio).

L'album è stato anticipato in radio dal singolo "Il peso del coraggio" (scritto da Amara e Marialuisa De Prisco), brano con un forte messaggio di rispetto e umanità; un invito a non perdere mai la speranza e la forza di mettersi in gioco. Il video del brano, girato da Gaetano Morbioli, ha già superato un milione e mezzo di visualizzazioni ed è visibile al seguente link

Si aggiungono intanto nuovi appuntamenti live estivi al "Personale Tour", che partirà il 7 maggio dal Teatro Verdi di Firenze, e vedrà Fiorella protagonista sui palchi dei teatri italiani e di alcune delle più suggestive e magiche location della penisola per incontrare il pubblico e presentare dal vivo il suo nuovo progetto discografico.

 

 

Pubblicato in Cultura

"E' il principio di proporzionalità che deve governare il sistema penale che altrimenti perde razionalità". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, a seguito della sentenza n. 40 della Corte costituzionale depositata l’8 marzo scorso. Con questa sentenza la Corte dichiara illegittimo l'articolo 73, primo comma, del Testo unico sugli stupefacenti il quale prevedeva una pena minima edittale di 8 anni.

Secondo la Corte proprio il minimo previsto per la fattispecie ordinaria (8 anni) e il massimo previsto per quella di lieve entità (4 anni), sarebbero in contrasto con i principi di eguaglianza, proporzionalità, ragionevolezza (art. 3 della Costituzione), oltre che con il principio della funzione rieducativa della pena (articolo 27 della Costituzione). Il minimo edittale diviene quindi ora di 6 anni, mentre resta invariato il massimo della pena, previsto in 20 anni.

"La sentenza della Corte - dichiara Gonnella - è in chiara controtendenza contro le derive populiste nelle quali siamo immersi. Il diritto non può affidarsi a categorie ad esso estranee. Non si possono prevedere pene a caso a seconda degli umori e dei bisogni di consenso. La Corte - sostiene ancora il presidente di Antigone - ci ricorda dunque come in ambito penale il faro debba sempre essere quello della proporzionalità del sistema penale e della funzione costituzionale rieducativa della pena e non l'uso populistico della giustizia che arrivi ad assumere le sembianze di una vendetta".

"Eliminare la lieve entità come proposto da Salvini - conclude Patrizio Gonnella - significherebbe potenzialmente portare in carcere per minimo 6 anni anche coloro che dovessero essere trovati in possesso di pochi grammi di cannabis. Una proposta che si allontana nettamente dalla pronuncia odierna della Corte e che per questo va fermamente respinta al mittente".

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Gestiscono nidi e servizi per l’infanzia, operano nell’assistenza alla persona, nell’inclusione sociale e lavorativa dei disabili, nell’integrazione dei cittadini di origine straniera e degli emarginati. Sono le 915 cooperative sociali presenti in Emilia-Romagna. Una realtà eterogenea, che conta oltre 43 mila addetti, 930 mila utenti e un fatturato superiore ai 2 miliardi di euro. 

Un cittadino su quattro in Emilia-Romagna incrocia la cooperazione sociale nella vita quotidiana. È quanto emerge dal Rapporto 2018 sulla cooperazione sociale realizzato in collaborazione con Unioncamere e presentato oggi in Regione.

"Siamo orgogliosi dei numeri presentati oggi sul valore della cooperazione sociale in Emilia-Romagna - hanno detto il presidente di Legacoop, Giovanni Monti, e il vicepresidente nazionale di Legacoopsociali, Alberto Alberani- Con l'indagine della Regione si ribadisce l'importanza del lavoro svolto dalle cooperatrici e dai cooperatori sociali troppo spesso oggetto di denigratorie strumentalizzazioni politiche".

"Negli anni della crisi la cooperazione sociale ha aumentato occupati e fatturati ed e' pronta ad affrontare le prossime sfide ma- hanno puntualizzato Monti e Alberani- occorre un rapido adeguamento delle tariffe da parte delle pubbliche amministrazioni per garantire un giusto riconoscimento salariale agli operatori e  alle operatrici che, prendendosi cura della vita di tante persone, svolgono un lavoro essenziale e delicato". "Solidarieta, integrazione, giustizia sociale sono i valori imprescindibili con i quali si e' affermata la cooperazione sociale, coniugando mente economica e cuore sociale. Per queste ragioni- hanno concluso- come Associazioni cooperative abbiamo lanciato l'allarme per i bandi per l'accoglienza delle persone migranti, poco attenti alla promozione di adeguati percorsi di integrazione sociale e ben si comprendono le perplessità' espresse dalle nostre associate sulla partecipazione alle gare"

Le cooperative sociali in Emilia-Romagna

Il settore dove le cooperative che hanno sede in Emilia-Romagna sono maggiormente impegnate è quello dei servizi destinati alle persone anziane, soprattutto non autosufficienti. A favore di questa fascia di popolazione operano 79 strutture socio-assistenziali con 23 mila utenti; 44 i servizi di assistenza domiciliare (pulizie della casa, spesa quotidiana, assistenza infermieristica) e quasi 24 mila gli anziani presi in carico; le case residenza sono 193 e 35 mila le persone accolte.

Per quanto riguarda i servizi per la prima infanzia, sono 81 i nidi gestiti da cooperative sociali e 16 mila i bambini da 0 a 3 anni iscritti; 65 le scuole d’infanzia (fascia 3-6 anni), frequentate da 15 mila bambini. Le attività rivolte ai più piccoli non si esauriscono nell’ambito educativo, poiché le cooperative sociali emiliano-romagnole rispondono anche ai bisogni delle famiglie impegnate nel lavoro o che vivono particolari condizioni di fragilità sociale (donne sole con figli, famiglie immigrate o con gravi problemi economici e sociali), attraverso il sostegno socio-educativo scolastico e domiciliare (14.728 interventi) e l’offerta di attività di pre-post scuola di cui hanno beneficiato 19 mila bambini.

All’assistenza e all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con differenti tipologie e gradi di disabilità è rivolta l’attività di 67 Centri diurni socio-sanitari e socio-riabilitativi affidati a cooperative sociali, per 2.600 utenti; 64 laboratori protetti e centri occupazionali (1.800 persone accolte); 19 Centri diurni socio-sanitari di riabilitazione e cura per le persone affette da patologie psichiatriche (1.200 utenti).

Infine, le cooperative sociali operano anche nell’ambito sanitario attraverso servizi che vanno da quelli sanitari a domicilio (23 cooperative e 15.400 utenti), al soccorso e trasporto sanitario (7 cooperative e oltre 300 mila interventi), a cui si aggiungono 19 coop e che svolgono servizi ambulatoriali per 24 mila persone.

Del mondo della cooperazione sociale fanno parte anche le 243 cooperative di tipo B (cioè quelle che offrono servizi socio-sanitari ed educativi finalizzati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, o che assumono disabili), che possono contare su oltre 5 mila persone con disabilità psichica o fisica inserite con funzioni diverse nei contesti cooperativi. 

 

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Marzo 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31