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Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 21 Marzo 2019 - nelPaese.it
Giovedì, 21 Marzo 2019 16:50

#NONFARIDERE: Voci contro l'omofobia

Si intitola "Non fa ridere" la campagna social che Arcigay lancia per contrastare il discorso d'odio on line (hate speech), in particolare quello che maschera omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell'ironia, in modo da renderli socialmente accettabili e perfino virali sul web.

Pubblicato in Video

Sono stati presentati oggi nella sala Trasparenza della Regione Liguria otto nuovi percorsi turistici esperienziali nati grazie al progetto ViviMed, finanziato dal Programma di cooperazione transnazionale Italia Francia Marittimo 2014-2020 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale con la partnership di Legambiente e il Parco regionale del Beigua. 

All'incontro sono intervenuti Angelo Gentili, Segreteria nazionale Legambiente e coordinatore del progetto ViviMed per la Liguria, Daniele Buschiazzo, Presidente Parco regionale del Beigua, Giovanni Berrino, Assessore al Turismo Regione Liguria, Stefano Mai, Assessore allo sviluppo rurale e Parchi Regione Liguria, Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria.  

Il progetto ViviMed: Realizzato in oltre un anno di lavoro, ha coinvolto circa 60 soggetti tra imprese, associazioni e enti territoriali con l'obiettivo di individuare servizi turistici innovativi per rilanciare l'ecoturismo esperienziale nelle aree interne mediterranee attraverso nuove strategie e sinergie locali in grado di superare quella "marginalità" tipica delle aree montane.

Il percorso è stato "formalizzato" con firma da parte delle imprese di una "Dichiarazione d'intenti" volta a sottolineare il reciproco impegno a proseguire nel lavoro di rete. Prossimo passo sarà veicolare all'esterno quest'offerta grazie ai canali turistici istituzionali, al Parco regionale del Beigua e la collaborazione di un tour operator locale (la cooperativa Dafne), anch'esso tra i soggetti coinvolti nel percorso di animazione territoriale ViviMed.

Otto i nuovi percorsi selezionati

Valle Stura Active e Sassello Active per gli sportivi. Valle Stura Cultura e Gusto per gli amanti di luoghi storici, dell'artigianato artistico e del buon cibo. Sassello Natura e Gusto per gli amanti della vita all'aria aperta e dei prodotti tipici. Un itinerario mare-montagna dal Sentiero Liguria all'Alta Via dei Monti Liguri per valorizzare gli antichi sentieri, le produzioni locali gastronomiche e artigianali e l'unicità geologica di questo territorio. Soggiorni scolastici per scoprire la straordinaria biodiversità del Parco del Beigua e la ricchezza storica, culturale, rurale e artigianale di questo territorio

"Il progetto ViviMed ha dato degli ottimi risultati – ha spiegato Angelo Gentili presidente Circolo Festambiente e coordinatore ViviMed per l'area ligure – Nei nostri appuntamenti abbiamo incontrato esperienze di grande eccellenza con le quali costruire un'offerta di turismo esperienziale basato sul valore ambientale di questo territorio, sullo sport, i borghi e i piccoli musei, le produzioni tipiche. È emersa una grande propensione a mettersi in rete e per questo ViviMed non può essere soltanto un punto di passaggio, ma un punto di partenza per rilanciare fortemente l'entroterra del Beigua e farlo diventare una destinazione turistica, che abbia l'ambiente, l'agricoltura di qualità, l'autenticità dei luoghi come motore primario".

Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, ha sottolineato come ViviMed sia stato "un lavoro di concertazione e intelligenza collettiva che ha messo al centro le imprese, ha permesso di migliorare la conoscenza reciproca e ha mostrato i vantaggi della collaborazione tra operatori privati, istituzionali e del terzo settore, realizzando un'offerta integrata, innovativa e sostenibile dimostrando quale e quanta ricchezza vi sia nelle aree protette".

"Sono molto contento che questo progetto arrivi alla fase operativa – ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura e ai Parchi Stefano Mai - perché rappresenta il perfetto connubio tra le esigenze di sviluppo economico e sociale dell'entroterra ligure e la preservazione della biodiversità.

Attraverso un sistema integrato di tutela e promozione è possibile rilanciare le meraviglie che si possono godere nel Parco del Beigua. Mantenere e preservare il territorio deve avvenire in maniera attiva, con la valorizzazione del nostro entroterra, della sua storia e della sua natura, insieme alla grande tradizione culinaria".

L'assessore regionale al turismo Giovanni Berrino ha spiegato come quella esperienziale sia la nuova frontiera del turismo che si sta sviluppando in ogni luogo: "Vogliamo che i turisti che vengono in Liguria visitino anche le nostre bellezze dell'entroterra. Il Beigua è un gioiello e questi nuovi servizi dedicati ai visitatori lo renderanno ancor più attraente".

Anche Daniele Buschiazzo, Presidente Parco regionale del Beigua, ha sottolineato come il progetto Vivimed abbia aiutato il Parco a mettere a sistema il lavoro fatto in quasi un decennio. "La costruzione del catalogo e dei pacchetti turistici ha messo nero su bianco una serie di rapporti che il Parco del Beigua ha sviluppato con gli operatori del territorio; un percorso che è cominciato con l'istituzione dei marchi "Gustosi per Natura" rivolto ai produttori della filiera agroalimentare, e "Ospitali per Natura" per le strutture ricettive. ViviMed non è un punto di arrivo, ma una ulteriore tappa che ci avvicina all'adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, che riteniamo rappresenti lo strumento di governance ideale per rendere sinergiche e fruttuose collaborazioni tra pubblico e privato su cui stiamo lavorando".  

 

Pubblicato in Liguria

I maschi italiani latitano quando si tratta di fare prevenzione invece di schierarsi in pole position. Così, per la seconda edizione della campagna 'Papà controllati', la Società Italiana di Urologia (SIU) invita i maschi di ogni età a ad una serie di pit-stop – da cui lo slogan #fermartieriparti – per correre con la marcia giusta, il "Gran Premio della Vita", iniziativa educazionale e di sensibilizzazione presentata in un 'box' di eccezione: il Museo Ferrari a Maranello. Con dieci pit-stop, dieci regole per proteggere la salute maschile, l'iniziativa intende sfatare il mito che le problematiche urologiche colpiscano solo in età adulta o avanzata, ed educare invece alla prevenzione fin dall'adolescenza.

Una importante opportunità per prevenire alcune problematiche come l'iperplasia prostatica benigna (IPB), di cui soffre l'8% della popolazione maschile entro e dopo i 40 anni con tassi del 50% oltre i 60; la disfunzione erettile (DE) che compromette la vita di coppia di 3 milioni e mezzo di italiani (13% della popolazione, 1 maschio su 8) dai 45 ai 50 anni; il tumore della prostata, con quasi 35 mila nuove diagnosi (1 caso su 8) nel 2018.

Ma non solo: i 'pit-stop' della salute tutelano anche dal rischio di problematiche che spaventano meno il maschio, come le prostatiti che infiammano il 30-50% della popolazione sessualmente attiva generalmente prima dei 50 anni e la calcolosi urinaria che 'bombarda' il 10% degli uomini (vs 5% delle donne) soprattutto tra i 30 e i 50 anni con circa 100.000 nuovi casi l'anno.

Infine, fare prevenzione significa anche diagnosticare in tempo malattie sessualmente trasmesse o problemi di infertilità di coppia, nel 50% dei casi di responsabilità maschile, spesso associata oltre che all'età a disturbi genito-urinari e prostatici pregressi. L'iniziativa 'Gran Premio della Vita', che raggiunge oltre 10 milioni di italiani 'a rischio', lancia un forte messaggio: la prevenzione e i comportamenti del viver sano non vanno celebrati solo in occasione della 'festa del papà'.

Farsi carico della propria salute in ogni fase dell'esistenza è infatti il 'circuito' ideale per ottenere una vita migliore. A coronamento di questo impegno, proprio oggi, a firma del senatore Pierpaolo Sileri, è stato depositato il Disegno Di Legge per l'Istituzione il 19 marzo della Giornata Nazionale della Salute dell'Uomo.  

Il decalogo della prevenzione delle patologie urologiche maschili

1-Evita di fumare: il fumo è strettamente correlato al tumore della vescica, al tumore del polmone e alle disfunzioni sessuali 

2-Fai attenzione alla presenza di sangue nelle urine: a volte può essere una spia di tumore delle vie urinarie, per cui rivolgiti all'UROLOGO 

3-Impara l'autopalpazione dei testicoli, da eseguire almeno una volta al mese: consente di individuare precocemente noduli del testicolo ma anche patologie benigne. 

4-Fai attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili: usa il preservativo e rivolgiti all'Urologo se noti alterazioni dei genitali. Alcune infezioni possono compromettere la fertilità. 

5-Bevi tanto, almeno 1,5/2 litri d'acqua al giorno: in questa maniera diluisci le urine e riduci il rischio di formazione di calcoli urinari. 

6-Mangia sano: una corretta dieta riduce il rischio di calcoli delle vie urinarie, prostatiti, cistiti e disfunzioni sessuali. 

7-Fai attività fisica: le persone obese hanno un maggior rischio di formare calcoli urinari e sviluppare forme più aggressive di tumore prostatico. 

8-Controlla pressione e glicemia: diabete e ipertensione sono fra le maggiori cause di insufficienza renale e di disfunzioni sessuali. 

9-Presta attenzione alle disfunzioni sessuali: spesso sono campanello d'allarme che anticipa patologie cardiovascolari. 

10-Evita l'uso di droghe, anche leggere tipo cannabis, perché peggiorano la fertilità e la funzione sessuale.

"Il claim di 'Papà Controllati' di questa edizione, #FermatieRiparti, – dichiara Salvatore Voce, Presidente SIU e direttore della Struttura Complessa di Urologia di Ravenna – si associa all'idea di un pit-stop urologico. L'abbinamento tra motori e salute ci è sembrata una simbologia perfetta per accendere l'attenzione del maschio su un argomento così importante e delicato quale l'aderenza a corretti stili di vita e soprattutto la prevenzione. Quale sede migliore del Museo Ferrari. È infatti da sfatare la convinzione che l'urologo sia lo specialista cui deve rivolgersi l'uomo anziano o in età adulta dai 50 anni in su. La prevenzione richiede un impegno, e quindi anche un 'pit-stop' di controllo dall'urologo già dall'adolescenza, età in cui si possono sviluppare problematiche della fertilità, alcuni tumori tipicamente giovanili, come quello ai testicoli. L'azione di monitoraggio deve poi continuare nel maschio adulto più esposto al rischio di manifestare sterilità, problematiche della prostata, deficit della sfera sessuale, prima fra tutti l'impotenza di cui soffre 1 uomo su 8 a partire dai 40 anni, 1 su 2 dopo i 50". 

 

Pubblicato in Salute

Si intitola "Non fa ridere" la campagna social che Arcigay lancia per contrastare il discorso d'odio on line (hate speech), in particolare quello che maschera omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell'ironia, in modo da renderli socialmente accettabili e perfino virali sul web.

L'iniziativa è inserita all'interno del progetto europeo Accept realizzato da Arcigay assieme alla Fondazione Bruno Kessler di Trento e che ha monitorato, grazie a una piattaforma progettata ad hoc dai tecnici della fondazione, per un anno (da marzo 2018 a febbraio 2019) quasi 530mila contenuti, tra tweet, news e post su facebook. Un gruppo di valutatrici e valutatori (diversi per provenienza geografica, sesso, orientamento sessuale, età, e livello di istruzione ma accomunati dalla dichiarata appartenenza a posizioni socio-politiche liberali, progressiste e democratiche).

Si è occupato di classificare i tweet (positivi se mostravano una posizione aperta e inclusiva nei confronti delle persone LGBTI, negativi se escludenti, discriminatori e offensivi, dubbi se il messaggio era ambiguo o poco decifrabile). L'analisi ha scremato il materiale e ha portato alla definizione di un campione di  5.189 tweet che hanno permesso di trarre alcune prime considerazioni: innanzitutto, i messaggi contenenti odio si possono dividere in tre cluster: mondo dello spettacolo, dibattito pubblico e attualità, diritti e temi etici. Le parole più ricorrenti nei messaggi negativi sono: ricchione, propaganda, ordine, natura. Quelle più ricorrenti nei messaggi positivi sono: cittadini, gruppo, associazioni, sociali. Nei messaggi dubbi troviamo: privilegio, battuta, scherzo, opinione. E ancora: i tweet più polarizzanti, ovvero quelli in cui i valutatori sono stati maggiormente in disaccordo, camuffano le parole di odio con intenti sarcastici. Una persona su dieci esprime posizioni discriminatorie quando tratta argomenti LGBTI, mentre quattro persone su dieci esprimono posizioni ambigue, almeno nella metà dei casi attribuibili ad un linguaggio ironico nella forma, offensivo negli intenti.

Sulla base di queste considerazioni, con l'aiuto dell'agenzia di comunicazione Pavlov, si è scelto di produrre una contronarrativa focalizzata sul  confine labile che esiste tra scherzo e offesa, tra libera opinione e linguaggio discriminatorio, mettendo in evidenza pericolosità e contraddizioni che si muovono su quel confine. L'odio si annida laddove si lascia passare il messaggio che esista un gruppo sociale più meritevole di un altro, in virtù del supposto possesso di caratteristiche migliori.

Il video #nonfaridere cerca infatti di far emergere la parte razionale, estremizzando le dinamiche di quello che è accettato come "battuta", ma che invece si configura come offesa gratuita.Il filmato stesso, condiviso sui social network, sarà oggetto di monitoraggio per misurare quantitativamente e qualitativamente le reazioni degli utenti del web alla contronarrativa. Il 15 aprile prossimo, infine, alla sede della Rappresentanza dell Commissione europea, in Palazzo Campanari a Roma, il progetto Accept sarà raccontato nel metodo e nel merito, con i dati, il video e tutte le analisi che ne conseguono.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Si riaccende la protesta degli operatori socio – sanitari impiegati nei servizi di assistenza ad anziani, persone con disabilità, sofferenti psichici e persone con problemi di dipendenze della ASL Napoli 1 Centro.

Il 22 marzo prossimo alle ore 10 è previsto un incontro in Prefettura tra rappresentanti degli operatori, dei sindacati, del gruppo Gesco e della Asl per tentare di risolvere pacificamente una vertenza che dal 1 maggio 2019 mette a rischio il posto di lavoro di circa 500 operatori, se si verificherà quanto previsto dalla Asl Napoli 1 Centro per la gestione dei servizi  socio-sanitari: proroga fino al 31 aprile 2019, poi taglio di un terzo delle prestazioni e impiego di meno di cento operatori sugli attuali 620.

L'Asl ha previsto solo le funzioni educative nei servizi finora gestiti da un'Ati con capofila Gesco (e che comprende Solco, Il Pioppo, Icaro e Prodos). Sono stati eliminati tutti gli operatori socio-sanitari, gli assistenti sociali, gli psicologi e i fisioterapisti. Sono rimasti solo animatori di comunità, educatori e terapisti della riabilitazione nei centri territoriali. Gli  operatori socio-sanitari (Oss) non sono più previsti nemmeno nelle strutture ospedaliere.

Con la scomparsa di queste figure professionali, scompariranno anche le attività nei servizi di salute mentale per anziani e disabili: nelle Sir (strutture intermedie per sofferenti psichici), nelle Rsa (Residenze sanitarie assistite sia per salute mentale che anziani) e Rsh (Residenze sanitarie area riabilitazione – per disabili)  e nei centri diurni (anziani, disabili, salute mentale).

 

Pubblicato in Lavoro

L'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione ha presentato un esposto in merito alla relazione tenuta il 14 marzo da Roberto Politi, Presidente della sezione Brescia del Tribunale  Amministrativo Regionale della Lombardia, il quale ha parlato di "un esecutivo finalmente non più pavido" sul tema dell'immigrazione.

Un tema in relazione al quale, per il magistrato, il dibattito sarebbe spesso stato osteggiato da una "penosa litania dei diritti fondamentali", auspicando una "stagione in cui la fin troppo frequente evocazione di irrinunciabili e non negoziabili posizioni giuridiche alle quali l'ordinamento deve prestare tutela possa, finalmente, essere declinata anche in favore dei cittadini italiani, nati in Italia da cittadini a loro volta italiani".

Ed ancora: "Diversamente opinandosi, contribuiremmo a creare e ad alimentare una classe "super protetta" di diritti fondamentali, apoditticamente attribuiti-con il necessario corollario di guarentigie non soltanto giudiziali - a tutela di posizioni selettivamente individuate e contraddistinte dal vizio originativo della "clandestinità". La risposta, è mio convincimento, non può non risiedere nella rigida affermazione del valore della Legalità, in grado di offrire prioritaria, quanto necessaria, tutela alla tradizione socio-culturale ed all'appartenenza identitaria del nostro Popolo".

Con l'esposto ASGI ha chiesto al Presidente del Consiglio di Stato di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del magistrato, auspicando “una sospensione cautelare dalle sue funzioni in attesa del suo esito”.

Tuttavia in considerazione delle affermazioni dello stesso contenute nella relazione - per il quale occorre "offrire prioritaria, quanto necessaria, tutela alle tradizione socio-culturale ed all'appartenenza identitaria del nostro Popolo" ed alla affermazione per cui "Con i fatti, questo tribunale si accinge, per l'Anno Giudiziario del quale mi appresto a proclamare l'apertura, a darne dimostrazione" - ed in attesa del celere giudizio disciplinare, ASGI ritiene “indispensabile che quel magistrato si astenga per gravi ragioni di convenienza (art. 51 cod. proc. civ. e art. 17 cod. proc. Amm.) dal partecipare ad alcun giudizio in cui il ricorrente sia uno straniero ed, in mancanza dell'astensione, invita gli avvocati a valutare la opportunità di avanzare richiesta di ricusazione (art. 52 cod. proc. civ. e art. 18 cod. proc. Amm.) dello stesso giudice”.

L'ASGI rammenta che “la legittima manifestazione del proprio pensiero deve necessariamente coniugarsi, per i magistrati, nell'indispensabile e rigoroso rispetto dei principi di indipendenza e di imparzialità, che in base alla Costituzione e alle norme internazionali, devono contraddistinguere ogni magistrato: chiunque si rivolga ad un giudice a tutela dei propri diritti ed interessi, infatti, deve poter confidare, in ossequio alla nostra Carta fondamentale, che egli eserciti le proprie funzioni essendo tenuto soltanto al rispetto della legge (art. 101 Cost.). Tali manifestazioni di pensiero, inoltre, specie se provenienti da un magistrato della Repubblica, devono rispondere ai principi ed ai valori della democrazia e della Costituzione italiana”.

L'esplicito plauso per l'Esecutivo attualmente in carica, trascendendo l'analisi della legislazione adottata e fondato invece su di una condivisione ideologica, “si scontra potentemente con il dovere di applicazione del principio di legalità negli atti della pubblica amministrazione (art. 113 Cost.) e con l'appartenenza ad un "ordine indipendente da ogni potere" (artt. 103 e 108 Cost.) che dovrebbero contraddistinguere ogni magistrato”. L'evidente gradimento per le posizioni politiche espresse dal Governo in carica rappresenta dunque “una pubblica espressione di parzialità, in spregio dell'imparzialità che dovrebbe connotare i magistrati”.

Il richiamo spregiativo alla "penosa litania dei diritti umani", configurati come un ostacolo ad una riforma della normativa in materia di immigrazione, pare “volutamente svilire i diritti fondamentali sui quali si fonda la nostra Costituzione. Sulla quale egli, come ogni magistrato, ha giurato e alla cui tutela la funzione giurisdizionale dovrebbe essere volta”.

Del pari allibisce l'affermazione circa l'esigenza di riforme in favore dei soli cittadini italiani nati sul territorio italiano da genitori a loro volta cittadini italiani. Essa sembra esprimere una preferenza non solo degli italiani sugli stranieri ma addirittura tra cittadini italiani, alcuni dei quali sarebbero "più italiani" di altri. “Un giudizio netto e discriminatorio”, inserito peraltro in un discorso in cui vengono citati “autori quali Ezra Pound e Julius Evola, il cui pensiero antidemocratico e razzista è ben noto, con evidente obiettivo di marcatura ideologica della relazione che esula da ogni funzione giudiziaria ed, anzi, si pone in potente contrasto con il principio di imparzialità del giudice (art. 111 Cost.) e con tutte le norme in materia di eguaglianza e parità di trattamento delle persone che il magistrato è chiamato ad applicare”.

“Simili affermazioni – conclude Asgi - minano irrimediabilmente la fiducia nell'imparzialità e nell'indipendenza di questo magistrato nei giudizi che riguardino cittadini stranieri”.

 

Pubblicato in Nazionale

Il prossimo 23 marzo si terrà una grande manifestazione ambientalista per le vie di Roma: "la Marcia per il Clima e contro le Grandi Opere ed Inutili". Dopo il Climate Strike lanciato dalla piccola Greta per salvare il pianeta in Italia comitati, associazioni e movimenti si danno appuntamento nella capitale.

Ad appoggiare questa mobilitazione sono le mamme organizzate di tutto il Paese. In una lettera aperta spiegano chi sono e perché saranno in piazza: “per condividere ed esprimere la nostra rabbia per quanto sta accadendo nei nostri territori, avvelenati dalle industrie e minacciati dalla costruzione di nuove opere dannose per l’ecosistema. Da Nord a Sud hanno già toccato i nostri figli e noi dobbiamo proteggerli”.

“Il Governo Italiano non può rimanere immobile davanti a questo scempio. E non può continuare ad autorizzare progetti deleteri. La legge è uguale per tutti o per pochi? Chi inquina paga davvero? E anche se pagasse, sarebbe troppo comodo! Perché è vietato inquinare. Il principio di precauzione che fine ha fatto? E’ meglio curare o prevenire?”, si domandano.

Si sta giocando con la salute dei bambini “ma bisogna fare i conti con le loro madri”. Per questo, dicono, “saremo a Roma a manifestare”.

Le vertenze regione per regione

Verranno le mamme dal Veneto dove vogliono venga venga distrutta la seconda ricarica degli acquiferi d’Europa. Sono le “Mamme No Pfas”. Poi dalla Terra dei Fuochi, in Campania, si paga da sempre un tributo troppo alto: “la morte dei suoi figli innocenti a causa di un sistema di sviluppo che divora i diritti di base, sacrifica l’umanità sull’altare del profitto a tutti i costi al punto da distruggere il pianeta cambiandone il clima”. Contro i roghi tossici mai spenti, le discariche abusive e la concezione del rifiuto come scarto e non come risorsa, le mamme campane lottano con forza da sempre con Noi genitori di tutti, Rete Cittadinanza e comunità, Rete Stop Biocidio.

L'acquifero del Gran Sasso che fornisce acqua per 700.000 persone è inquinato a causa di diversi incidenti avvenuti nei laboratori di fisica nucleare (INFN) e nelle gallerie dell'autostrada (società Strada dei Parchi). Ad oggi nei laboratori ci sono 2.200 tonnellate di sostanze tossiche. Da 12 anni la regione Abruzzo è inadempiente per non aver approvato il "Piano di tutela delle acque’’. Per questo in Abruzzo sono in prima linea le mamme della Mobilitazione Acqua Gran Sasso. E ancora in questo territorio tra le tante forme di impegno in Valle Roveto, in Abruzzo, questa specifica riguarda la tutela del fiume Liri, da molti anni oggetto di smisurato sfruttamento idroelettrico e inquinamento da parte di diversi "attori"

E sempre in quella regione c’è la lotta contro le discariche nel Vastese con il Comitato per la difesa del territorio. A causa del petrolio, in Basilicata l’acqua è a rischio: da quella regione arriveranno le “mamme libere”.

A Taranto, in Puglia, la diossina e le polveri sottili stanno devastando la vita e l’economia del territorio. I bambini non possono giocare nei giardini. Quando soffia il vento dalla zona industriale i bambini del rione Tamburi non vanno a scuola. “Qui i diritti umani vengono violati in nome dell’acciaio. L’ex Ilva è ‘’strategica’’ per l’Italia? No, tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino”, dicono le mamme tarantine.

Sempre in Puglia le mamme No Tap sono nate per contrastare la realizzazione del megagasdotto Transadriatico che prevede di portare il gas in Europa da un giacimento dell'Azerbaijan, passando anche per l'Italia, a San Foca, una delle più belle spiagge del Salento. Fin dall'inizio, la popolazione si è opposta a questo progetto tanto inutile quanto dannoso e tuttora lotta per contrastarlo.

A Brindisi il presidio di resistenza Oria Resiste è nato per ostacolare gli espianti e la “mafia xylella” che stanno facendo largo a tutta la devastazione per mano delle multinazionali nel silenzio di tutti.

Le “Mamme del Quadrilatero della morte” Augusta Priolo Melilli Siracusa sono stanche di vedere quotidianamente i propri figli “avvelenati a norma di legge dalle sostanze tossiche sprigionate dal più grande Petrolchimico d’Europa che in cinquant’anni ha prodotto un vero e proprio disastro ambientale”. “Pretendiamo con forza che le Istituzioni competenti provvedano ad avviare le bonifiche che ci spettano di diritto per un territorio dichiarato già nel 1998 Sito di Interesse Nazionale. Non vogliamo piangere ancora i nostri figli che continuano ad ammalarsi e morire”, affermano dal Comitato Stop Veleni.

In Sardegna “una fabbrica di bombe inquina le vite dei lavoratori e la nostra storia millenaria di punto d’incontro tra civiltà. Diamo voce al grido di dolore delle mamme dello Yemen e dei loro bambini, uccisi anche dalle "nostre" bombe, vendute all'Arabia Saudita, in violazione della Costituzione, della Legge 185/90 e del Trattato internazionale per il Commercio sulle armi”, scrive il Comitato per la Riconversione RWM.

A Vicenza “noi mamme stiamo lottando contro l'introduzione ubiquitaria della tecnologia 5 G. Si tratta di onde elettromagnetiche classificate dalla Iarc (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) nel 2011, come "possibili" cancerogene”, scrive il Comitato “Per il bene comune”.

“Noi chiediamo la tutela della salute pubblica con l'applicazione del principio di precauzione. Fermiamo l'avanzare del 5 G fino a quando non saranno stati fatti studi specifici indipendenti, a dichiarare la sua nocività o meno”. Il Comitato No Wi-Fi Toscana si occupa di Elettrosmog ed Elettrosensibilità. “Pochi sanno che in Italia gli Elettrosensibili sono il 5% della popolazione e che bambini e donne in gravidanza sono sempre più a rischio di manifestare o trasmettere tale patologia. Il trend è in crescita esponenziale. Negli incontri informativi abbiamo spesso trovato muri di gomma. Con l’avvento della sperimentazione della tecnologia 5G è a rischio la nostra salute. E le cavie siamo noi”. 

Aderiscono inoltre: Antonietta Centofanti, Comitato familiari vittime casa dello studente, L’Aquila, Abruzzo e promotrice della rete nazionale ‘Noi non dimentichiamo’ che riunisce familiari di vittime di varie stragi (ambiente, terremoti, inquinamento, morti sul lavoro ecc.), Clementina Piluso, SOS la Piana del Casone Scarlino, Grosseto, Toscana, Miriam Corongiu, Stop Biocidio, Terra dei Fuochi, Campania. Lorena Sancin, Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso, Torino."Associazione Mamme per la salute e l'ambiente onlus " di Venafro Molise, Vivere tra un inceneritore e un cementificio, Anna Rita Trulli per Rifiutiamoli, Colleferro, RM. Comitato Mamme Movimento di Lotta Maccacaro di Alessandria.

 

Pubblicato in Nazionale

Il 26 marzo alle 13.30 nella Biblioteca Archimede di Settimo Torinese sarà presentato il Progetto Caleidos, progetto nazionale selezionato da Con I Bambini Impresa Sociale e promosso sul territorio di Settimo (insieme con altri 9 comuni in Italia) dalla Cooperativa Animazione Valdocco S.C.S Onlus, con il sostegno della Città di Settimo Torinese e in partenariato con gli Istituti Comprensivi Settimo III e Settimo IV, il Distretto di Settimo Torinese dell’ASL TO4, l’Unione NET e l’Associazione Palaver.

Rivolto alle famiglie con bambini in fascia 0-6 anni che vivono situazioni di sofferenza educativa ed isolamento, il progetto fa leva al contempo su famiglie, servizi, enti, associazioni, cittadini che compongono le comunità educanti, con l’obiettivo di collegare stabilmente le risorse per l’educazione infantile alle famiglie ai bambini e alle famiglie più distanti dai servizi educativi. Il progetto prevede molteplici azioni come supporto concreto a scuole e nidi d’infanzia del territorio, attivazione e gestione presidi ad alta densità educativa, supporto e potenziamento delle comunità educanti locali, supporto dei bisogni sanitari infantili con un rinforzo la dove necessario,  redazione e supporto di Patti Educativi di Famiglia.

Caleidos attraverso uno staff di operatori flessibili e competenti in temi di educazione infantile e sviluppo di comunità, realizzerà inoltre attività per favorire l’emersione di famiglie in condizione di povertà educativa attraverso l’interazione con le comunità educanti locali, arricchite da Punti ad alta densità educativa (nelle aree più disagiate, coordinate dal Presidio ad alta densità educativa di zona). Per ogni contesto coinvolto sarà attivo un Presidio ad alta densità educativa, che per la città di Settimo sarà disponibile presso lo spazio zero sei anni “Volta e Rivolta”. Saranno attivati infine un Tavolo di Comunità Educante (Ta.C.Ed.) ed ulteriori Punti ad Alta Densità educativa individuati in alcuni chalet presso Lama, Sondrio, Pirandello e Assietta.

Sono 42 partner in 5 Regioni e nuove relazioni: sono tanti gli elementi di novità introdotti dal Bando dell’Impresa Sociale Con I Bambini. Il terzo settore, a cui è affidato un nuovo protagonismo dentro le politiche pubbliche, non è più un attuatore ma anche regista, parte della co-programmazione e responsabile di un programma in cui sono coinvolti molteplici partner istituzionali. Altro elemento di novità la presenza del valutatore esterno, che introduce un soggetto esterno ai professionisti del welfare, un occhio terzo rispetto ai protagonisti delle politiche. Terza peculiarità di ruolo la presenza tra i partner di Fondazioni, un anello di congiunzione dalle grandi potenzialità nella direzione della sostenibilità delle attività implementate.

La Città di Settimo cura il coordinamento di una cabina di regia con i partner istituzionali, in stretta giunzione con il “Tavolo Zero Sei Volta e Rivolta”, promuovendo un riassetto della relazione istituzionale nell’ottica degli sviluppi tipici del secondo welfare e del welfare generativo, a partire dalle esperienze consolidate sul territorio e con l’apertura verso il futuro.

 

 

Pubblicato in Piemonte

Il 7 aprile ad Ostia Antica, antico porto di Roma, ci sarà una giornata di fratellanza e di festa, caratterizzata dalla realizzazione di un Murales da parte di Barbara Cappella, Artista grafica ed insegnante di Storia dell'Arte in Sardegna.

Nella giornata, mentre l'artista realizzerà il Murales, ci saranno una serie di eventi che si svolgeranno all'esterno e all'interno della sede dell'Associazione Culturale TEATROinSTALLA.

"Ricucire le SpOnde" è un progetto ideato da Barbara Cappella, che nasce dalla necessità di sottolineare, simbolicamente, quanto sia dolorosa, attualmente, la condizione di tutti gli esseri umani migranti, nel momento in cui si vedono vietare la possibilità di sopravvivere ad un viaggio disperato e di speranza verso il futuro. Lasciare un'immagine, sempre la stessa, nei luoghi a partire dalla Sardegna e non a caso da San Sperate, paese simbolo nel mondo, di come un murale possa essere veicolo di salutare contagio delle idee e della condivisione ed accoglienza, presente addirittura nello svolgersi di incontri collettivi conviviali in strada.

Ripetere la stessa immagine da una sponda all'altra, segnando le rotte da un porto all'altro, rendendole più sicure, conosciute e riconoscibili, con la speranza che possano idealmente riavvicinare, tessendo trame e percorsi di memoria sul mare.
Riavvicinandoci, tornare a riconoscere il mare come mezzo di contatto e unione tra gli esseri umani e non confine invalicabile, troppo spesso sepolcro ignoto. 

Il progetto, si basa sulla realizzazione di un murale, da bozzetto originale, con la sua riproduzione in più luoghi, a partire dalla Sardegna, verso tutto il Mediterraneo, luoghi simbolici che sceglierò anche tenendo conto della memoria dei viaggi del passato come per le rotte dei Fenici. 

Alla giornata di Fratellanza hanno dato già la loro adesione: 

- LA FALEGNAMERIA DEI MIGRANTI , con laboratori per grandi e piccini raccontando la loro esperienza. 

- L'ARCHIVIO DELLE MEMORIE DEI MIGRANTI , con la presenza di Zaccaria Mohamed Alì, giovane giornalista somalo arrivato con un barcone a Lampedusa nel 2008, che presenterà il suo corto "Diario del ritorno a Lampedusa" e con delle letture tratte dal libro "Incontri di storie" recitate dalle attrici Monica Bandella e Ilaria Migliaccio.

- IL GRUPPO DI TEATRO DI CIVICOZERO, composto da minori migranti, con lo spettacolo "Piazza: paura, discriminazione e ... " .

- CHRISTIAN MUELA (musicista nato a Bari da padre congolese)
didgeridoo & elettronic live set
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Offline, in uscita il 5 Aprile 2019, è composto da 10 tracce. Vi si ritrovano diverse tecniche di didgeridoo ispirate a quelle tradizionali della musica aborigena e quelle più contemporanee della didjeridoomusic occidentale muovendosi tra colorazioni ritmiche sperimental, synth, electro e bass. Il didgeridoo, strumento prediletto dell'artista, accompagna l'ascoltatore durante il percorso sonoro: il suono primitivo dello strumento si rinnova mescolandosi con suoni di tromba in interpretazioni più contemporanee offerte dall'uso dell'elettronica. 

- ILE' AXE' ALAKETU ODE E YEWA, casa di Candomblè brasiliano con sede a Ostia Antica." In mare con gli Orixa, il Popolo Yoruba, dalla schiavitù all'immigrazione". Mae Vivian ( reggente della Casa di Santo ) proporrà un intervento iper far conoscere una tradizione antica di millenni che, a causa della grande immigrazione dei giorni nostri è sempre più presente anche sul nostro territorio. Il tutto sarà accompagnato dal suono dei tamburi, canti e danze sacre .

- MUSICHE DI MIGRAZIONE Giovanni Amodeo e Elisabetta Berto voce, Davide Mengarelli fisarmonica e Vincenzo Riccio chitarra Affronteranno il tema visto dalle due direzioni: immigrazione ed emigrazione.

Oltre alle performance e alle proiezioni ci sarà un momento di confronto con diversi ospiti:
Il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma
Consigliera Regionale del Lazio, Marta Bonafoni 
Lo scrittore, attore Moni Ovadia sarà presente con un video messaggio. 

- Le testimonianze dell'Associazione Baobab Experience e del CIES con l'esperienza di MaTeMù, Centro Giovani e Scuola d'Arte 

Verrà inoltre, proiettato un video su Padre Paolo Dall'Oglio, rapito in Siria nel 2013 e di cui non si hanno più notizie. 

Per pranzo si potranno gustare cibi Siriani realizzati da HUMMUS TOWN, realtà che aiuta i rifugiati nella capitale ad ottenere un'indipendenza economica attraverso il lavoro. 

Durante tutto l'arco della giornata saranno presenti le opere scultoree e pittoriche di due artisti :

- Fasasi Abeendeen, artista scappato dalla Nigeria nel 2015 che con l'arte vuole ripagare chi generosamente lo ha accolto dopo un lungo e pericoloso viaggio. Le sue creazioni da rifugiato iniziano proprio sul tema dell'approdo, l'arrivo dopo tanti pericoli in un porto sicuro.

- Ryszard Wilczek Nato a Makow Podhalanski (Polonia)

Le sue opere nascono dal recupero di legno proveniente dal mare, che come lui, ha affrontato un lungo viaggio per approdare ad una nuova forma, infatti il suo lavoro è l'approdo di un viaggio dal percorso in parte progettato e in parte ignoto, un viaggio sempre alla ricerca di parole per raccontare il suo universo, la sua mitologia personale. 
Proprio questa situazione, il vivere a cavallo tra due mondi, in due distinte dimensioni, tra due paesi così differenti gli consente di avere un occhio privilegiato, una condizione di visione dall'esterno. Integrazione e non integrazione in un contesto culturale donano una straordinaria capacità di analisi, che traspare chiaramente nelle sue opere e che appare sempre più evidente

- Durante l'arco della giornata Mae Vivian sarà presente per le letture del Gioco dei Buzios, antico oracolo Africano.

Il gioco dei Buzios è un tipo di consulta oracolare conferito solo agli iniziati.
Attraverso il lancio delle 16 conchiglie consacrate all'entità guida del Filho de fè, è possibile stabilire quali sono gli Orixà reggenti del consultante e quindi quali sono le energie da cui egli è retto, quali sono favorevoli e quali contrarie.
Si può quindi tracciare un quadro psicologico ed energetico molto accurato del soggetto .
La consulta dei Buzios è un ottimo metodo per avere chiarezza su una situazione, poichè viene vista dagli occhi di un'entità del mondo astrale : ciò che conta è avere la massima chiarezza del presente, poichè è nel qui ed ora che abbiamo potere. 

Saranno in vendita le Uova solidali, per sostenere il programma Dream della comunità di Sant'Egidio, che si occupa in particolare della cura dell'AIDS in Africa.

È molto importante sostenerlo soprattutto perché in questi giorni ci sono state delle alluvioni che hanno distrutto le case in Mozambico e i Malawi e un ciclone a Beira (in Mozambico) ha distrutto un nostro centro Dream per le cure per l'HIV e un nostro centro nutrizionale.

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Ci sarebbe un collegamento tra il terremoto di magnitudo 6.5 che ha colpito l'Italia Centrale il 30 ottobre 2016 e gli eventi sismici dei mesi precedenti. Questi, infatti, avrebbero "anticipato" di oltre un secolo l'accadimento di quel terremoto, ma allo stesso tempo ne avrebbero dimezzato l'energia disponibile, limitandone la magnitudo. È quanto ipotizza un team di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della École Normale Supérieure (ENS) di Parigi.

Nel corso della sequenza sismica dell'Italia Centrale del 2016, nell'arco di un paio di mesi si sono verificati diversi terremoti di magnitudo rilevante. Al primo terremoto del 24 agosto di magnitudo 6.0, con epicentro localizzato nel comune di Accumoli (RI), hanno fatto seguito i due terremoti del 26 ottobre, di magnitudo rispettivamente 5.4 e 5.9 localizzati a Visso (MC). Quattro giorni più tardi, il 30 ottobre, nell'area compresa tra gli eventi sismici del 24 agosto e del 26 ottobre è avvenuto il terremoto di Norcia (PG), il più forte della sequenza, con magnitudo 6.5.

"Negli ultimi decenni", spiega Nicola Alessandro Pino, ricercatore dell'INGV e coautore dello studio, "in Italia si sono verificate altre sequenze sismiche costituite da terremoti di magnitudo simile tra loro, avvenuti nella stessa area a distanza di pochi secondi, pochi giorni o pochi mesi. Queste evidenze", prosegue l'esperto "fanno ipotizzare che la rapida successione di terremoti non sia casuale. Infatti, per alcune di queste sequenze è stato dimostrato che gli eventi precedenti hanno innescato quelli che sono seguiti. Le faglie interagiscono tra loro e alterano lo stato di sforzo sulle faglie limitrofe, allontanando il tempo del prossimo terremoto o, al contrario, portandole più vicine alla rottura".

Le variazioni di sforzo prodotte da eventi precedenti, secondo gli autori, possono quindi allontanare o avvicinare nel tempo la rottura su una faglia adiacente, anche limitandone l'energia emessa.

"Anche per la sequenza del 2016", prosegue Vincenzo Convertito, ricercatore INGV e coautore dello studio, "è ipotizzabile un effetto a cascata dei terremoti precedenti sui successivi. Il calcolo delle variazioni causate dal terremoto del 24 agosto e da quelli del 26 ottobre sulla faglia che poi si romperà il 30 ottobre mostrano, infatti, che i terremoti precedenti hanno modificato il campo di sforzo sulla parte meridionale e su quella settentrionale della faglia, incrementando invece significativamente lo sforzo nella zona centrale, soprattutto nella porzione più profonda della faglia. Da qui la mattina del 30 ottobre partirà poi la rottura".

La struttura interessata dall'evento del 30 ottobre ha una superficie di circa 440 km2, due volte quella realmente attivata dal terremoto. Se questa si fosse rotta per intero in un unico evento l'energia emessa sarebbe stata almeno doppia, producendo un sisma di magnitudo 6.7, affermano gli autori.

Lo studio quantifica in 110 anni il tempo di cui sarebbe stato anticipato il terremoto avvenuto il 30 ottobre. "Si può quindi affermare che gli eventi precedenti hanno anticipato di oltre un secolo l'accadimento del terremoto del 30 ottobre, ma allo stesso tempo ne hanno limitato la magnitudo, verosimilmente dimezzando l'energia disponibile, che corrisponde a un decremento della magnitudo pari a 0.2", concludono i ricercatori.

I risultati dello studio Clock advance and magnitude limitation through fault interaction: the case of the 2016 central Italy earthquake sequence sono stati appena pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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