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Giovedì, 12 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 27 Marzo 2019 - nelPaese.it

Passaggio di testimone fra Cirfood e Coopselios, che ha acquisito dall’impresa di ristorazione l’intera partecipazione della società Esedra, che da diversi anni si occupa di servizi educativi e pedagogici rivolti alla prima infanzia attraverso la gestione di nidi e scuole per i figli dei funzionari della Commissione e del Parlamento Europeo a Bruxelles.

La società, che si è da poco aggiudicata per altri 6 anni 4 nidi-scuola privati per 280 posti complessivi per bambini da 0 a 4 anni figli dei dipendenti della Commissione Europea, dal 2017 gestisce anche 4 doposcuola in diverse sedi del Parlamento Europeo per circa 400 ragazzi dai 6 agli 11 anni. Esedra conta complessivamente circa 110 dipendenti tra educatori, coordinatori, pedagogisti e personale amministrativo.

“Questa acquisizione si inserisce nel piano di sviluppo del Gruppo Coopselios contribuendo a diversificare il portafoglio attività anche a favore del comparto educativo. Tale acquisizione sarà, poi, una ulteriore occasione di collaborazione tra le realtà del sistema educativo reggiano per consolidare ulteriormente l’esperienza reggiana in un contesto particolarmente significativo per le policy educative europee” ha dichiarato il Presidente di Coopselios Giovanni Umberto Calabrese.

“Abbiamo scelto di concentrare maggiormente le nostre risorse sul core business dell’impresa, la Ristorazione, attività che conosciamo e sulla quale vogliamo continuare ad investire per promuovere una crescita ed un miglioramento continui dei nostri servizi. La cessione, inoltre, si inquadra in un contesto di collaborazione più ampio tra il Gruppo Cirfood e il Gruppo Coopselios, che consiste nello sviluppo di una proposta integrata di soluzioni per il Welfare Aziendale. Ci fa particolarmente piacere, poi, avere mantenuto nel perimetro italiano e per di più della cooperazione reggiana la proprietà di una importante esperienza di successo che potrà, ora, essere ulteriormente sviluppata da specialisti del settore” ha affermato la Presidente di Cirfood Chiara Nasi.

Pubblicato in Economia sociale

Il governo del Mozambico ha dichiarato ufficialmente la presenza di casi di colera nella città di Beira colpita dal ciclone Idai. Medici Senza Frontiere (MSF), impegnata nella risposta all’emergenza, sta supportando il Ministero della Salute locale nel trattare i casi sospetti e sta lavorando per aumentare le attività di prevenzione e cura della malattia.  

“Data l’enorme quantità di acqua che ha attraversato la città di Beira durante il ciclone e il volume dei danni che ha causato, non sorprende che emergano malattie trasmesse dall’acqua come il colera” ha detto Gabriele Santi, vice coordinatore MSF per l’emergenza a Beira. “MSF sta già supportando il Ministero della Salute per curare i casi sospetti di colera in tre strutture sanitarie della città e finora abbiamo trattato più di 200 pazienti al giorno. Stiamo lavorando per supportare un sempre maggior numero di unità di trattamento del colera e riabilitare un centro di trattamento più grande, e stiamo valutando con il Ministero della Salute la possibilità di supportare un’ampia vaccinazione contro il colera nell’area.”

“Il ciclone ha sostanzialmente distrutto la rete idrica della città, limitando l’accesso all’acqua potabile. Molte persone sono costrette a bere acqua da pozzi contaminati, o addirittura l’acqua stagnante ai lati delle strade. Nelle strutture sanitarie supportate da MSF sono arrivate centinaia di pazienti colpiti da diarrea acquosa acuta in pochi giorni, ai quali forniamo trattamenti di reidratazione orale salvavita” aggiunge l’italiana Anja Borojevic, esperta di potabilizzazione dell’acqua MSF impegnata nell’emergenza.

Oggi più di un milione di persone sta cercando a fatica di ricostruire la propria vita nelle regioni inondate del Mozambico, e molti hanno urgente bisogno di assistenza anche per le necessità di base per sopravvivere. MSF ha avviato una risposta massiva, con oltre 60 operatori internazionali e 4 cargo aerei con forniture d’emergenza arrivati sul posto. Nell’emergenza è coinvolto anche lo staff MSF già presente nel paese per i progetti HIV, e altro personale è stato assunto localmente per affrontare la situazione. Le attività mediche e logistiche sono in aumento ora che il sistema di emergenza è pienamente in funzione.

Oltre al supporto fornito all’interno delle strutture sanitarie, MSF gestisce cliniche mobili per fornire cure mediche di base alle comunità più colpite. Questi team – composti da medici, paramedici, infermieri, promotori della salute e consulenti – stanno visitando le aree più povere di Beira e alcuni dei 37 centri di transito dove sono radunate le famiglie rimaste senza casa e i sopravvissuti provenienti dalle aree inondate fuori Beira.

“Grazie alla collaborazione di lunga data con il Ministero della Salute locale per i nostri progetti HIV in Mozambico, abbiamo forti legami nel paese e siamo riusciti a rispondere rapidamente” continua Gabriele Santi di MSF. “Poiché molti dei nostri pazienti e delle loro famiglie hanno perso tutto, le nostre cliniche mobili non servono solo a portare cure mediche di base ma anche a farci sentire vicini da una comunità che è in uno stato di disperato bisogno.”

Finora le cliniche mobili hanno curato principalmente casi di diarrea, infezioni del tratto respiratorio e della pelle, ferite infette o lesioni subite dalle persone ricostruivano le loro case. I casi più gravi vengono trasferiti nella struttura sanitaria più vicina. MSF estenderà le proprie attività oltre la città di Beira, verso le aree più colpite dell’entroterra e a sud della città, nelle province di Manica e Sofala, comprese le città di Buzi e Dondo che hanno subito gravi danni.

È possibile sostenere le attività MSF per le popolazioni colpite dal ciclone Idai attraverso il nostro Fondo Emergenze sul sito: www.msf.it/ciclone  

 

Pubblicato in Nazionale

Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi a Roma. Al centro del confronto il futuro dell’Europa, il suo sviluppo inclusivo e sostenibile, il governo strutturale e di lungo periodo della questione migratoria e il contributo del Terzo settore a queste sfide.

Si tratta di  temi che né la Ue né i cittadini possono eludere, è stato fatto notare nel convegno, anche in vista dell’appuntamento per la formazione del prossimo Parlamento Europeo, il 26 maggio. Da qui la volontà del Forum di richiamare l’attenzione su strategie fondamentali  per la costruzione dell’ “Europa” quali: la promozione dell’economia sociale, la convergenza delle strategie nazionali verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che l’Italia ha sottoscritto, il rafforzamento del Pilastro Sociale Europeo.

Le azioni previste dal Pilastro Sociale, volte a rafforzare le opportunità di accesso al mercato del lavoro, la qualità delle condizioni di lavoro e dei redditi e l’ accesso per tutti a una protezione sociale adeguata e sostenibile possono e devono trovare nell’apporto dell’economia sociale nelle sue diverse componenti un acceleratore di innovazione, un moltiplicatore di opportunità e risorse, il fattore ricostituente della coesione sociale.

Quanto al tema migrazioni il Forum Terzo Settore ha promosso, insieme a Caritas, Cini, Unicef, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Oxfam e Forum Sad una Carta nazionale per l’approccio integrato ai fenomeni migratori: “Oltre l’emergenza: un modello per il governo dei fenomeni migratori”, per dare una risposta di sistema ai fenomeni migratori, che tuteli la dignità delle persone e che valorizzi il contributo specifico dei diversi attori del settore. Il dibattito ha inoltre evidenziato come l’Italia da sola non possa farcela. Serve l’Europa.

Cooperazione internazionale: partenariati per uno sviluppo sostenibile e duraturo.Garantire soccorso e assistenza a chi arriva nel nostro Paese e in Europa. Accoglienza e processi d’inclusione. Sono questi i tre punti principali della Carta promossa dal terzo settore italiano che chiede, inoltre, anche “l’attivazione di un Tavolo interistituzionale aperto alle organizzazioni della società civile, finalizzato alla costruzione di un modello di governo delle migrazioni coerente con lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dei Paesi di origine e transito, che includa un piano di azione nazionale e piani territoriali integrati e universali”.

Nel nome di Paolo

“Servono quindi politiche europee per la gestione dei flussi migratori – sintetizza la portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi – , che affrontino con un approccio integrato emergenze umanitarie, sistemi di prima e seconda accoglienza e nello stesso tempo anche politiche di cooperazione allo sviluppo per la stabilizzazione e lo sviluppo dei paesi di origine”.

Piattaforma Europa e piattaforma migrazioni, condivise all’interno di reti quali Concord e SEE (Social Economy Europe) a livello internazionale, andranno ad integrare l’Agenda Aperta del Forum Nazionale del Terzo Settore.

Durante i lavori il Forum ha salutato Paolo Dieci, scomparso nell’incidente aereo della Ethiopian Airlines dello scorso 10 marzo, che sarebbe stato un relatore all’assemblea. “Purtroppo Paolo non è più con noi. Paolo era un amico e compagno di strada del Forum, un riferimento per tanti per aver maturato nei decenni un impegno, una grande esperienza e una conoscenza sul campo dei problemi della cooperazione, del rapporto Nord-Sud. La morte di Paolo Dieci lascia un grande vuoto nel mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale.” Con queste parole lo ha ricordato il Direttore del Forum Nazionale Maurizio Mumolo.

 

Pubblicato in Nazionale

Ha denunciato la situazione drammatica dell’emergenza rifiuti nel territorio di Torre del Greco. E ora arrivano telefonate intimidatorie. Questa la denuncia fatta alle forze dell’ordine da Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It! Italy

"Ormai da sette anni Let's Do It! Italy si adopera sul territorio nazionale – afferma Capasso in una nota - tanto nel contrasto alla gestione illegale dei rifiuti, quanto nel proporre soluzioni alternative per la riduzione degli stessi. Dopo le interviste rilasciate nei giorni scorsi ad alcuni dei principali media nazionali sulla situazione dei rifiuti a Torre del Greco, nel napoletano, c'è una vicenda che ci preme segnalare. Sono giunte alcune telefonate dal contenuto ambiguo che potrebbero anche essere interpretate come minacce e che sono state, prontamente, denunciate alle forze dell'ordine”.

“Ciò nonostante – aggiunge - la nostra preoccupazione principale resta quella relativa alla gravissima situazione che colpisce i cittadini di Torre del Greco ed i territori della provincia vesuviana, martoriati da anni da sversamenti illegali e da gestioni fallimentari della raccolta dei rifiuti. Auspichiamo che il prima possibile possa essere riportata la legalità sul territorio e si possa iniziare a smaltire i rifiuti presenti nelle ‘discariche’ cittadine che altrimenti potrebbero rappresentare un grave rischio per la salute”.

“È con questo spirito che venerdì alle 8.30 saremo accanto alle mamme, ai cittadini ed alle associazioni durante il corteo pubblico per le strade di Torre del Greco. Senza nessuna paura, perchè sappiamo di essere dalla parte del giusto, che in questo caso è il diritto a vivere senza rischi in un ambiente salubre", conclude il presidente di Let's Do It! Italy.

Le reazioni

"Le minacce non fermeranno l'attivismo e la lotta ambientale. Tutta la mia solidarietà a Vincenzo Capasso, attivista e presidente dell'associazione Let's do it!Italy. Occuparsi dei temi ambientali non è mai semplice. A Capasso va non solo la mia solidarietà ma anche di tutte quelle realtà che ogni giorno si battono a difesa del proprio territorio". Lo scrive in una nota il senatore e geologo Franco Ortolani

Pubblicato in Nazionale

Si proietta in Europa – e si fa replicabile e adattabile ad altri territori e Paesi - il modello di interazione tra arte e impresa ideato e sviluppato in questi ultimi anni da Ca’ Foscari (art&business), nella convinzione che la creatività e la cultura possano rendere le aziende più competitive e innovative.

Accadrà grazie al progetto europeo “Smath” (Smart Atmospheres of social and financial innovation for innovative clustering of creative industries in Med area) – ne è capofila la Regione del Veneto assieme al Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia - che verrà presentato in un “Info Day” con il workshop intitolato “Creare atmosfere creative”, giovedì 28 marzo, dalle ore 15.30, all’aula Cancelletto di Ca’ Foscari Challenge School a Marghera (via della Libertà, 12).

L’ambizioso obiettivo è dare vita in sette diverse regioni europee a “nidi creativi” in cui artisti e imprenditori progetteranno insieme nuovi servizi e prodotti, con una logica di innovazione sociale, per trasformare il sistema di relazioni tra cultura e impresa.

«Da alcuni anni il Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura di Ca’ Foscari (MacLab) ha indirizzato la propria ricerca sulla connessione tra arte e impresa - spiega Fabrizio Panozzo, docente del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile scientifico del progetto -, codificando un vero e proprio modello di “art&business” per mettere in interazione e dialogo il lavoro dell’artista con quello dell’impresa, modello che grazie a questo progetto ora sperimentiamo in modo più ampio qui in Veneto ed estendiamo anche ad altri Paesi».

Il workshop di lancio del progetto è strutturato in un confronto tra cinque imprenditrici unite da uno spiccato interesse per l’arte e altrettante operatrici culturali che già hanno ideato e realizzato interventi artistici insieme ad aziende del territorio o nelle loro sedi produttive. Dopo i saluti di Roberta Lesini, direttrice esecutiva di Ca’ Foscari Challenge School, a presentare “Smath” saranno Maria Teresa De Gregorio, direttore della Direzione Beni, Attività Culturali e Sport della Regione del Veneto, e Fabrizio Panozzo, docente del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Spazio poi alle testimonianze dal mondo dell’impresa con Lucia Cuman di Stl Design&Tecnologia, Mariacristina Gribaudi di Keyline spa e Fondazione Musei civici di Venezia, Maria Graziati di F/Art, Agnese Lunardelli di Lunardelli e Nadia Ugolini di Ugolini srl, e agli interventi delle operatrici culturali Viviana Carlet di Lago Film Fest, Laura Gallon di Arte Laguna Prize, Cristina Palumbo di Echidna Cultura, Giovanna Maroccolo di Neo e dell’artista Anna Piratti. 

“Smath” è un progetto di cooperazione internazionale, finanziato dal programma Interreg Med 2014-2020, che unisce dieci attori diversi, tra acceleratori d’impresa, governi regionali, istituti culturali e agenzie per lo sviluppo locale in diversi Paesi del Mediterraneo: le regioni del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Provenza/Costa Azzurra, le aree metropolitane di Barcellona, Zagabria e Atene e Maribor in Slovenia.

Anche la nostra Regione dunque grazie al progetto, con un finanziamento di 490mila euro su un totale di 2 milioni destinati al progetto complessivo, sarà terra fertile per dare vita ad atmosfere creative e smart in cui respirare e riscoprire i benefici della connessione tra la sfera della produzione artistico-culturale e quella imprenditoriale già attenta alla creatività, con un’attenzione particolare ai temi del turismo sostenibile, la coesione sociale e la rigenerazione urbana. Per il Veneto il progetto si concretizza in un percorso articolato – guidato da docenti e ricercatori di Ca’ Foscari - di seminari formativi, sessioni progettuali, laboratori, eventi pubblici di presentazione, servizi di assistenza e accompagnamento, che culminerà nel 2020 con la realizzazione di sei residenze artistiche in altrettante aziende.

 

Pubblicato in Cultura

Nessuna celebrazione triste o malinconica per ricordare Annalisa Durante, vittima innocente di camorra, uccisa quindici anni fa, il 27 marzo 2004, in uno scontro a fuoco tra esponenti di clan rivali. L'associazione Annalisa Durante la ricorderà oggi, alle 18:30, nella biblioteca che porta il suo nome, fortemente voluta dal papà Giannino, allestita all'interno dello spazio comunale Piazza Forcella. E lo farà nel solco dell'impegno quotidiano di promozione della lettura, ospitando la presentazione di un libro divertente: "Otto e un quarto", scritto da Paquito Catanzaro per Homo scrivens edizioni. Interverranno l'assessore alla Cultura Nino Daniele, lo scrittore Pino Imperatore, la giornalista Emanuela Sorrentino, l'editore Aldo Putignano e i rappresentanti del Sindacato unitario giornalisti della Campania, che proprio recentemente ha sottoscritto un protocollo di intesa con l'associazione per promuovere insieme i diritti civili e i valori della legalità.

In questi quindici anni l'associazione ha voluto sempre più «cavare il miele dalla morte», come ha sottolineato Roberto Benigni, per quel cambiamento di Forcella sognato da Annalisa, che, nelle ultime pagine del suo diario, scriveva: «Non mi piace vivere qui, anche se poi litigo sempre con i miei amici di scuola quando mi sfottono e dicono che Forcella è un posto brutto e che sono meglio i Tribunali. Io mi arrabbio e rispondo che Forcella è bella, bellissima. Dico una bugia: però non gli voglio dare soddisfazione».

Ecco, quindi, incontri di promozione della lettura, laboratori teatrali con le donne di Forcella e gli immigrati, attività di gioco e di educazione musicale per bambini (Baby song), supporto psicologico e nutrizionale, iniziative di sviluppo del turismo sostenibile (progetto Ntl – Napoli turismo & legalità). E «prossimamente sarà siglato un "Patto locale per la lettura", sotto l'egida del Cepell, il Centro per il libro e la lettura del Mibac» precisa Giuseppe Perna, presidente dell'associazione Durante.

Sono tutte iniziative promosse con i sempre più attivi soggetti del terzo settore, del commercio e delle istituzioni presenti a Forcella, tutti determinati a "fare sistema": tra questi, parrocchie, scuole, teatro Trianon Viviani, Sindacato unitario giornalisti della Campania, fondazioni di comunità, Consulta della seconda Municipalità, Agora, Assogioca, Avventura di latta, Femminile Plurale, Fiab Cicloverdi, Legambiente – parco letterario Vesuvio, Manallart, 180° Meridiano, Meti, Muricena teatro, Parte Napoli, i Ragazzi di Scampia, Rinascita Forcella,Soma&Psiche, Teatri di Seta, i Teatrini e Zonta.

«Abbiamo ricevuto la visita istituzionale del capo del Governo Giuseppe Conte e di sottosegretarî, di amministratori regionali e comunali, con alcuni dei quali operiamo in sinergia, di prefetto e questore – puntualizza Perna –: però le istituzioni, alle quali consegnammo una proposta che aspetta ancora di essere attuata, dimostrano complessivamente di non avere la capacità e la volontà di redigere un programma interistituzionale per Forcella». «Per questo dobbiamo agire noi, con la Rete del Terzo settore e in sinergia con le istituzioni che ci vogliono stare – conclude Perna – e, in tal senso, nel salutare con attenzione e interesse anche il progetto della "Casa di vetro" dell'associazione l'Altra Napoli, annunciato in questi giorni sulla stampa, rinnoviamo l'appello per cambiare Forcella: tutti insieme».

 

Pubblicato in Campania

Riparte dal lavoro la PMP (“Presidio Metalmeccanico Pontedera”- Soc. coop.), la cooperativa costituita lo scorso 2 agosto nella sala consiliare del Comune di Pontedera da 26 ex dipendenti dell’azienda Tmm. I primi 9 soci della nuova coop sono tornati nelle ultime settimane a svolgere un’attività lavorativa e altri li seguiranno a breve: ad offrire loro un’opportunità concreta dopo un lungo e sofferto periodo di inattività è stata un’altra cooperativa aderente a Legacoop Toscana, la Bolfra s.c.r.l. di Castelfiorentino, operante nel settore del legno e protagonista qualche anno fa di un’esperienza di workers buyout.

La complessa vicenda che ha coinvolto i lavoratori della ex Tmm, affiancati dalla FIOM CGIL Toscana, è giunta a una svolta la scorsa estate. In una situazione in cui non c’erano le condizioni per riattivare il punto produttivo dell’ex fabbrica di marmitte, si è intrapreso un inedito percorso di ricerca di una nuova possibilità di lavoro, avviando una nuova cooperativa. Legacoop Toscana ha seguito gli aspetti formali e burocratici legati alla costituzione e ha affidato al Consorzio Pegaso Network il coordinamento del percorso formativo sull’autoimprenditorialità, che una parte dei soci di PMP hanno frequentato in questi mesi. Da quel corso è scaturito l’incontro con Bolfra e l’idea di affidare a PMP una commessa di lavoro per il montaggio di case mobili in legno.

Ora sono maturate le prime occasioni lavorative per i soci di PMP, che hanno creduto nell’idea della cooperativa, nonostante le iniziali difficoltà. L’attività che 9 soci hanno già iniziato a svolgere è di tipo stagionale e riguarda il montaggio di verande e casette mobili. Altri progetti di attività potrebbero concretizzarsi tra non molto.

“I primi soci di PMP hanno ricominciato a lavorare e altri a breve lo faranno, in un progetto che in un arco di tempo definito porterà lavoro per molti degli attuali soci della cooperativa – spiega Olmo Gazzarri, responsabile per Legacoop Toscana delle politiche del lavoro, relazioni industriali e formazione –. Siamo orgogliosi di aver trovato una soluzione che fa fare un importantissimo passo avanti ai soci della PMP s.c. e contemporaneamente offre una risposta a una nostra associata, Bolfra, consentendole di crescere e di portare avanti il proprio piano di sviluppo. Questo è un progetto che parla di futuro e su cui in pochi avremmo scommesso solo qualche mese fa”.

"Siamo felici di essere stati coinvolti in questo progetto. Ci siamo subito resi conto che quella che per i lavoratori di PMP era un’opportunità, per noi era una risposta a una reale esigenza – afferma il direttore di Bolfra s.c.r.l. Gianluigi Bettini – L’obiettivo è che questi 9 lavoratori possano diventare un nostro partner stabile per le attività di montaggio, per questo li affiancheremo, se lo vorranno, in un percorso che ci veda crescere insieme. Oggi siamo contenti perché i nostri clienti sono soddisfatti e apprezzano la qualità del lavoro svolto dai soci di PMP, che sono un gruppo coeso e collaborativo".

“Ringrazio chi ci ha aiutato, in particolare Legacoop Toscana, Bolfra, Fiom Cgil Toscana e il sindaco di Pontedera – afferma la presidente della cooperativa PMP Barbara Sardelli – Ci siamo ‘buttati’ in un lavoro per noi nuovo, molto diverso da quello che svolgevamo prima, pur di ricominciare a lavorare, a sentirci utili e importanti, a riprendere la nostra dignità. Speriamo che quando questa prima attività si concluderà il lavoro possa proseguire attraverso altre strade e che possano aprirsi possibilità di lavoro per tutti i soci”.

“Piena soddisfazione per l’avvio del lavoro formale dei lavoratori ex Tmm a seguito di una lunga lotta che li ha visti impegnati tenacemente per un anno a presidiare l’azienda – afferma Massimo Braccini segretario generale Fiom Cgil Toscana -. Una lotta democratica, civile che alla fine dimostra come c’è sempre un’altra possibilità, anche di fronte alla chiusura aziendale, di poter reinventare il lavoro attraverso una cooperativa. Con grande merito a tutti quelli che ci hanno creduto, come Fiom Cgil Toscana continueremo a sostenerli in tutti i passaggi necessari per costruire una grande impresa sociale”.

 

Pubblicato in Lavoro

Tre giorni di approfondimenti, dibattiti, mostre, presentazione di libri e docufilm, laboratori, sport e Street Art. Da venerdì 29 a domenica 31 marzo al comparto Ex Macello (via IV Novembre 40) arriva “Tragitti – itinerari di inclusione sociale” per riflettere, in una prospettiva comunitaria, sui bisogni emergenti di una realtà socio – economica in continua evoluzione.

Cooperazione internazionale, volontariato e cittadinanza attiva, sostenibilità e educazione ambientale, lavoro nella musica e di prossimità sono alcuni dei temi che saranno affrontati negli incontri aperti al pubblico, accompagnati da laboratori per bambini, animazioni, sport, mostre, proiezioni e musica. Il festival è promosso da Aliante Cooperativa Sociale, Arci Modena, Associazione Idee in circolo, Circolo Culturale Left Vibra, Gulliver Cooperativa Sociale, Legacoop Estense, Uisp Modena con il patrocinio del Comune di Modena nel’ambito del percorso di co-progettazione “Vivi il Macello”.

Si parte venerdì 29 marzo alle 9.30 con “Tragitti per le scuole”, percorso e incontri dove gli studenti delle scuole superiori potranno partecipare a focus insieme ad esperti, volontari e operatori dei settori: #YOUNGAROUNDTHEWORLD, Le comunità solidali e la cooperazione internazionale con Arci Modena e Overseas onlus; #YOUNGCITIZEN, inclusione sociale e cittadinanza attiva con CAI Modena, Club Alpino Italiano Sezione di Modena, Arci Modena, Volontariamo Csv Modena, Associazione Idee in Circolo, Rete degli Studenti Modena, Social Point Modena, Rete Degli Universitari Modena; #YOUNGWILDANDFREE, Lavorare nella cultura e nello spettacolo con Vibra Club e Arci Modena; #CIRCULARECONOMY, I giochi delle banche
con GIT Banca Etica Modena e infine l’eco-spettacolo teatrale “Circolare Please – l’economia circolare in scena” a cura di La Lumaca Cooperativa Sociale. Si prosegue nel pomeriggio, alle 17.30 con “Tragitti d’arte” a Lo Spazio Nuovo, che ospiterà la mostra “Non chiamatelo raptus” di Stefania Spanò, in arte Anarkikka, che sarà presente all’evento.

A seguire, alle 18.30, “Tragitti cinematografici” con la proiezione del film “Al massimo Ribasso” di Riccardo Jacopino. Presentano Tito Ammirati, Arcobaleno Cooperativa Sociale di Torino e Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop Nazionale. Dalle 20 al Vibra Club “Tragitti musicali”: aperitivo con gli artisti, animattazione e djset a cura di RadioliberaMente Modena e alle 22 live di Any Other, il progetto musicale di Adele Nigro che presenta il suo ultimo album “Two, Geography” e di EDDA, frontman dei Ritmo Tribale. A seguire iTALiNDiE djset con Kiara&Riccardo. Ingresso a pagamento riservato ai soci Arci.

Sabato 30 marzo alle 10 prende il via la seconda giornata del festival con il ciclo di conferenze “Tragitti a confronto” a Lo Spazio Nuovo, che ospiterà l’incontro dal titolo “Prendiamoci cura di noi: il lavoro di prossimità” dove Giorgia Silvestri di Aliante Cooperativa Sociale dialogherà con Lorenzo Camoletto, Università della Strada Gruppo Abele e Presidente Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA).

Alle 17 si prosegue con "Questione Cannabis. Le ragioni della legalizzazione”, la presentazione del libro di Leopoldo Grosso, Presidente Onorario Gruppo Abele Onlus. Infine, alle 18.30 presentazione della graphic novel "L'incanto del parcheggio multipiano” di Marino Neri, che dialogherà con Stefano Ascari, docente di Storia ed Estetica del Prodotto Industriale di Unibo. Dalle 10 alle 13 sarà possibile degustare i “Tragitti di cibo” con l’edizione straordinaria di Co Lab Mercato Sociale, Mercato Biologico, KM 0 di rete Alimentazione Ribelle. Nel pomeriggio spazio a “Tragitti Street Culture Party”: dalle 15 ale 19.30 libera sperimentazione con Skate Area, Street Sports, Rap Contest, Murales, live show, creatività urbana. Ci saranno aree di Street Basket, Bike School Intercultural, Yoga, Nordic walking a cura di Uisp Modena; il Club Alpino Italiano Sezione di Modena (CAI Modena) proporrà arrampicate e percorsi di equilibrio fra i tronchi mentre l’associazione Skatepark Palzzetto asd Modena, con il contributo del Comune di Modena, inaugurerà lo Skate Park. Sempre nel pomeriggio giocoleria e animazioni a cura di Ludoscuola Magico Mundo laboratori per bambini 6-11 anni, laboratori di creatività urbana con il collettivo di writers Cemento Vivo 2.0, Trap Van - laboratori itineranti di musica rap a cura di Progetto Zone Aliante Cooperativa Sociale e Rap Contest, a cura di RapAdvisor.it, con Dj MS (Dj Nitro Official) e la partecipazione di Jack The Smoker di Machete Records.

La giornata si conclude con “Tragitti musicali”, dalle 22.30 al Vibra Club dove si potrà ballare al “That 90’s party” con Radio Antenna 1 FM 101.3. Ingresso a pagamento riservato ai soci Arci.

 

Il pranzo (e musica) popolare con Food Truck inaugura la giornata di domenica 31 marzo, alle 12.30, seguito alle 15 da “Lì tragitti”, stage di pizzica danza popolare salentina. I “Tragitti musicali” proseguono dalle 18 con il Trio Popolare di Musiche e Canti Salentini, con la partecipazione straordinaria di Flaco Leo: Giacomo Casciaro (Voce, Tamburello, Mandola), Ippazio Rizzello (Voce e Chitarra), Angelo Surdo (Fisarmonica) e Flaco Leo (chitarra e voce). Per tutte e tre le giornate di festival saranno presenti Food Truck: Risatini, Salento Street Food, ricercati sapori salentini;

Borlenghi e Crescentine con Ozzy il borlengaio missionario e Mr. Max L'Osteria del gnocco fritto Modena. Il festival è promosso da Aliante Cooperativa Sociale, Arci Modena, Associazione Idee in circolo, Circolo Culturale Left Vibra, Gulliver Cooperativa Sociale, Legacoop Estense, Uisp Modena in collaborazione con Antenna1, Arcigay Modena, Associazione Servizi per il Volontariato, Associazione Skate palazzetto Asd Modena, Banca Etica, Bruno Loschi, CAI, Cemento Vivo 2.0, Dna Concerti, iTALiNDiE, La Lumaca Cooperativa Sociale, Locusta, Machete Records, Magico Mundo, Mr Max l’osteria del gnocco fritto, Radio Liberamente, Rap Advisor, Rete Alimentazione Ribelle, Rete Studenti Medi Modena, Rete Studenti Universitari Modena, Risatini ricercati sapori salentini, Social Point, Ozzy il borlengaio missionario, Overseas.

 

Per informazioni evento Facebook “Tragitti, itinerari di inclusione sociale 29/30/31 marzo” o sui siti web delle associazioni.

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna
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