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Domenica, 21 Aprile 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 11 Aprile 2019 - nelPaese.it

Nove soci fondatori (8 uomini e una donna, tutti pescatori professionali) e una flottiglia di 6 imbarcazioni: nell'Area pescatori del Porto di Marina di Carrara dal 7 marzo scorso è presente una nuova cooperativa di produzione e lavoro: la "Alta Marea soc. coop. a.r.l". che raggruppa una parte della marineria locale.

La nuova coop di armamento pesca (con attività prevalente la vendita e la trasformazione del pescato) si è presentata questa mattina presso la sede della Camera di Commercio di Massa-Carrara: presenti, insieme al presidente della Camera di Commercio Dino Sodini, il presidente di Alta Marea Angelo Batti, il responsabile Area Vasta Costiera di Legacoop Toscana Antonio Chelli e i soci della nuova cooperativa.

"Vogliamo contribuire a creare un polo della pesca ben definito e a far crescere il lavoro, lavorando in sinergia con l'Autorità Portuale e con la Capitaneria di Porto – afferma il presidente della cooperativa Alta Marea Angelo Batti –, sviluppando la commercializzazione del pesce 'a miglio zero' e il legame con tutte le attività legate al settore turistico. Facendo rete con le marinerie di Viareggio e di Livorno, possiamo costituire un presidio toscano di fondamentale importanza, per garantire tracciabilità, qualità e redditività al settore".

Tra gli obiettivi di Alta Marea ci sono quello di avvicinare i giovani alla pesca e un progetto di valorizzazione del pesce povero: "Ci piacerebbe avvicinare i ragazzi al mestiere del pescatore, magari attraverso collaborazioni con alcuni istituti scolastici della zona, come l'Istituto nautico di Carrara e l'Istituto Alberghiero di Massa – spiega Batti - Vorremmo anche far conoscere ai turisti che arrivano attraverso i flussi crocieristici il pescato locale meno noto, creando un'area in cui possano degustarlo nel punto vendita".

La nuova cooperativa è in via di adesione a Legacoop Toscana: "Quello di oggi è un ulteriore passo verso la modernizzazione di un settore, quello della piccola pesca, che rappresenta una nicchia importante sia sul piano lavorativo sia su quello culinario - commenta Antonio Chelli, responsabile Area Vasta Costiera di Legacoop Toscana –, perché consente la valorizzazione dei prodotti ittici locali, anche quelli meno conosciuti al pubblico dei consumatori".

 

Pubblicato in Lavoro

Koinè l'aveva promesso al momento della chiusura, per mancanza d'iscrizioni, del nido Bucaneve: la struttura avrebbe riaperto come ludoteca abilitativa, destinata cioè ai bambini con bisogni speciali. La promessa è stata mantenuta. Alle ore 15 di sabato 13 aprile verrà inaugurata la "Ludoteca abilitativa Bucaneve", al numero 33 di viale Cittadini, nell'area del Pionta.

"La nostra cooperativa - ricorda il Direttore Paolo Peruzzi - vuol potenziare la cultura dell’inclusione e dell’integrazione per rispondere alle necessità dei bambini e preadolescenti che manifestino bisogni speciali. La carenza di opportunità educative e servizi fruibili mette in forte discus­sione i diritti di tutti i bambini e il loro potenziale di sviluppo, ancora più negative le conseguenze che riguardano la carenza di servizi di supporto all’apprendimento, di tipo abilitativo ri­volti ai bambini diversamente abili e, in particolare, ai bam­bini con problematiche di disabilità intellettiva dello spettro autistico".

“Il Comune di Arezzo - sottolinea l'assessore alle politiche sociali e sanitarie Lucia Tanti - ha offerto come ogni anno il suo sostegno alle iniziative previste nell'ambito del cosiddetto 'mese blu', tra le quali rientra l'incontro, alla neonata ludoteca abilitativa del Bucaneve, dal titolo 'Conoscere e divertirsi senza barriere'. Un calendario di eventi che si può leggere come qualcosa di strettamente connesso alle politiche sociali e sanitarie. Ma a me piace parlare di un'azione a più ampio raggio, che definirei culturale. Perché non abbiamo a che fare con semplici incontri ma con momenti di sensibilizzazione, utili a rendere Arezzo una città sempre più civile e coesa. Di certo, un'iniziativa del genere dimostra come i principi di sussidiarietà, di feconda 'assistenza' tra pubblico e privato, non creino collisione ma siano utili allo sviluppo di una comunità”.

Ed ecco la valutazione di Evaristo Giglio, Direttore Zona Distretto Aretina-Casentino-Valtiberina Azienda USL Toscana sud est: "la ludoteca abilitativa-riabilitativa Bucaneve  è rivolta ai bambini con disabilità intellettiva e rappresenta una prima formidabile iniziativa, a cui ne dovranno seguire altri, per favorire interventi a rete di reale sostegno alle famiglie e di supporto all'apprendimento dei minori. L'Asl, attraverso i professionisti dell'Unità Funzionale di Salute Mentale Infanzia Adolescenza (UFSMIA) sarà chiamata a definire con la ludoteca, gestita dagli operatori di Koinè, forme di collaborazione per l'osservazione dei minori  e l'eventuale  presa in carico. Si svilupperanno in tal senso delle azioni sinergiche per lo sviluppo di una rete di cui la ludoteca Bucaneve rappresenta una eccellente idea in una Comunità in cui, negli ultimi anni, è sempre più sentita l'esigenza per le famiglie interessate a poter contare su servizi di riabilitazione integrata".  

"Abbiamo accolto con grande entusiasmo questo progetto di Koinè - commenta  Andrea Laurenzi presidente dell’Associazione Arezzo Autismo. E’ la dimostrazione che quando vi è la volontà, la collaborazione e la condivisione di obiettivi comuni, si possano realizzare progetti importanti e concreti. Potrebbe sembrare un intervento piccolo e marginale ma a nostro giudizio è invece un passo straordinario verso una progettazione innovativa che risponde direttamente a bisogni delle famiglie. Questa è la strada. Ascoltare i bisogni delle famiglie con ragazzi fragili, rispondere con professionalità, condividere percorsi senza personalismi bensì tenendo sempre al centro i bambini e le famiglie. Come Associazione collaboreremo ad ogni livello perché questo progetto Bucaneve non solo funzioni ma che apra la strada ad altre innovazione dei servizi.” 

"In questo progetto - sottolinea Elena Gatteschi, vice Presidente di Koinè - è fonda­mentale il coinvolgimento attivo dei genitori. I nostri obiettivi sonocreare un ambiente accogliente e di suppor­to, proporre risposte calibrate al bisogno del singolo bambino, offrire prestazioni di supporto all’apprendimento assicurando la conti­nuità delle agenzie sanitarie specialistiche pubbliche, favorire l’acquisizione di competenze collaborative nonché l’acquisi­zione di abilità relazionali e specifiche, sostenere e indirizzare le famiglie ed infine promuovere culture e pratiche inclusive".

La ludoteca Bucaneve sarà aperta dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 15.30 - 19.30 e il sabato dalle 9 alle 12.30. "Le attività saranno of­ferte in base al bisogno del singolo bambino e della singola famiglia - annuncia Gatteschi. Le attività possono essere individuali o strutturate in piccoli gruppi, seguendo criteri di omogeneità. La prima fase, comune a tutti, è la fase della pre accoglienza: il referente della ludoteca accoglie il bisogno della famiglia e propone, in condivisone con la famiglia e gli altri profes­sionisti, gli interventi più idonei: attività di supporto all’ap­prendimento; attività laboratoriali di tipo espressivo e cre­ativo; attività di gruppo con l’obiettivo di favorire processi di socializzazione; attività di psicomotricità; programmi di intervento con tecnica ABA; attività informative e di supporto alla genitorialità".

 

Nella ludoteca abilitativa Bucaneve operano educatori professionali, pedagogisti, psicologi, psicomotri­cisti e logopedisti formati specificamente per l’esercizio di attività abilitative, di supporto all’apprendimento e per l’in­tegrazione scolastica di bambini con differenti abilità.

 

Pubblicato in Toscana

La ricerca di metano nell'atmosfera del Pianeta Rosso e l'analisi delle polveri sospese sono gli argomenti principali delle indagini svolte da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e RosCosmos ExoMars ha utilizzato strumenti che vedono un fondamentale contributo italiano, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista tecnologico e industriale, con Thales Alenia Space Italia alla guida della progettazione di entrambe le missioni ExoMars e il forte supporto fornito dall'ASI.

"La sonda TGO", spiegano Giancarlo Bellucci e Giuseppe Etiope, i due ricercatori italiani dell'INAF e dell'INGV che hanno collaborato allo studio, "attraverso i due spettrometri ad alta precisione NOMAD e ACS, ha scandagliato l'atmosfera di Marte a varie latitudini da aprile ad agosto del 2018 non rilevando, in questa fascia spazio-temporale, il metano. Il gas potrebbe però esistere a concentrazioni inferiori rispetto a quelle rilevabili dagli strumenti (0.05 parti per miliardo in volume, o ppbv)".

Tale risultato è solo apparentemente in contrasto con le precedenti rilevazioni di metano effettuate attraverso telescopi terrestri, il rover Curiosity della NASA e, recentemente, attraverso la sonda europea Mars Express, e apre a nuove interpretazioni poiché sulla base delle conoscenze attuali, il metano, una volta rilasciato nell'atmosfera di Marte, dovrebbe diffondersi velocemente ovunque, persistendo per alcune centinaia di anni.

"In particolare", prosegue Giancarlo Bellucci dell'INAF, "il metano su Marte sembra apparire e scomparire velocemente, suggerendo la presenza di un meccanismo di distruzione in grado di rimuovere efficientemente tale gas dall'atmosfera. Diversi meccanismi sono già stati proposti e alcuni di questi sembrano essere in grado di spiegare le variazioni spazio-temporali osservate. Tuttavia, si tratta ancora di risultati preliminari di simulazioni o di esperimenti eseguiti in laboratorio su campioni limitati, la cui validità e importanza statistica dovrà essere dimostrata da ulteriori studi".

Alcuni ricercatori considerano plausibile la variabilità della presenza di metano nell'atmosfera marziana. "Il metano", chiarisce Giuseppe Etiope dell'INGV, "potrebbe essere prodotto all'interno del pianeta e la sua migrazione e fuoriuscita nell'atmosfera potrebbe avvenire solo in certe zone, geologicamente idonee, specialmente dove esistono faglie e fratture nelle rocce. Abbiamo già verificato in studi precedenti che, come sulla Terra, questa fuoriuscita di gas dalle rocce può essere episodica e saltuaria. Questo spiegherebbe in parte le variazioni di metano rilevate finora. Rimane però l'ipotesi del meccanismo di rimozione rapida del gas dall'atmosfera: questo è l'aspetto da scoprire nel prossimo futuro. Comunque la sonda TGO non rileva metano in concentrazioni al di sotto di 0.05 ppbv. Con questo limite è ancora possibile avere emissioni locali di metano, simili ad alcune osservate sulla Terra, che una volta diluite nell'atmosfera marziana darebbero luogo a una bassa concentrazione di fondo. Il metano potrebbe dunque essere rilevato solo in prossimità della zona di emissione e in un periodo non troppo lontano dall'evento di rilascio".

Inoltre, al fine di analizzare le polveri sospese, i due spettrometri a bordo della sonda TGO hanno realizzato le prime misurazioni ad alta risoluzione dell'atmosfera marziana durante una tempesta di sabbia con il metodo dell'occultazione solare, osservando cioè come la luce del Sole viene assorbita nell'atmosfera, rivelando così la composizione chimica dei suoi costituenti.

"La misura del profilo verticale dell'acqua in condizioni di tempesta di polvere globale ha permesso di determinare gli effetti del riscaldamento atmosferico sulla distribuzione del vapore acqueo", spiega Giancarlo Bellucci. "In condizioni normali, infatti, il vapore acqueo condensa sotto i 40 km. A causa della tempesta globale, invece, l'atmosfera si riscalda e il vapore acqueo può migrare a quote più elevate. Questo meccanismo era previsto dai modelli di circolazione atmosferica ma questa è la prima volta che viene osservato. La sonda TGO, inoltre, ha anche misurato per la prima volta la distribuzione verticale di un isotopo dell'acqua, importante per la comprensione della storia dell'acqua su Marte".

Ciò ha permesso di ricostruire la distribuzione verticale del vapore acqueo e dell'acqua semi-pesante (in cui uno dei due atomi di idrogeno è sostituito da un atomo di deuterio, una forma di idrogeno con un neutrone aggiuntivo) dalla prossimità della superficie marziana fino a oltre 80 km di altezza. I nuovi risultati evidenziano l'azione che esercita la polvere presente nell'atmosfera sul vapore d'acqua, così come la perdita di atomi di idrogeno nello spazio.

"Alle latitudini settentrionali", conclude Ann Carine Vandaele, del Royal Belgian Institute for Space Aeronomy (BIRA-IASB) e principal investigator di NOMAD, "abbiamo osservato nuvole di polvere a quote di circa 25-40 km che in precedenza non erano state rilevate, mentre alle latitudini meridionali abbiamo visto strati di polvere spostarsi a quote più alte".

 

Pubblicato in Nazionale

Dopo una decina di tappe in altrettante città italiane, il Summit nazionale delle Diaspore fa scalo a Crotone Sabato 13 Aprile. Si tratta di un progetto nazionale che promuove il ruolo attivo delle Diaspore come ponte tra i Paesi e le società e attori chiave nello scambio economico, culturale e sociale tra l'Italia e i paesi di provenienza dei migranti residenti.

L'incontro a Crotone è rivolto a tutti i cittadini, italiani e migranti, attivi nel mondo delle migrazioni e /o cooperazione, che abbiano la volontà di comprendere come strutturare o fortificare le loro associazioni, che vogliano essere protagonisti in Italia e dire la loro sulla narrazione delle migrazioni. E' aperto anche a quanti collaborano con queste associazioni o hanno alle spalle esperienze di cooperazione verso i paesi del Sud del mondo (ONG, imprese, centri servizi...). L'obiettivo è discutere insieme le istanze del territorio e presentare le opportunità che il sistema italiano offre per accedere ai programmi di cooperazione allo sviluppo. Saranno presenti rappresentanti dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, delle fondazioni partner del progetto e diversi attori istituzionali, per creare uno spazio di dialogo con le associazioni della diaspora.

Dice Mirko Tricoli, rappresentante dell'AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, principale finanziatore del progetto:  "Sono qui come referente istituzionale, ma anche come persona nata e cresciuta in questa terra ricca di tradizioni e spirito di accoglienza. Da qui sono partite migliaia di persone, che da lontano hanno portato ricchezza e garantito prosperità alle proprie famiglie. E a dire il vero sono tanti i giovani che continuano a partire. Ma oggi la nostra terra ospita anche forze nuove, persone con competenze, capacità e cultura, che possono contribuire al benessere dei loro paesi di origine e contemporaneamente all'arricchimento del nostro. Oggi più che mai è necessario promuovere il valore e l'impegno delle comunità di migranti per un futuro di sviluppo, benessere e convivenza pacifica."

Continua Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del Summit Nazionale delle Diaspore: "Crediamo che il ruolo delle Diaspore nella Cooperazione allo Sviluppo sia fondamentale per creare relazioni stabili e durature tra il nostro paese e i paesi d'origine dei migranti residenti in Italia. Pensiamo alle Diaspore come ponti culturali e leve di sviluppo economico, come attori e autori di una nuova narrativa sulle migrazioni."

La riflessione su questi temi, che impegnerà i partecipanti in un workshop diviso in due parti - al mattino presso i locali del Comune e al pomeriggio nella sede ARCI - terminerà con un aperitivo, seguito alle 21.00 dal concerto di Djana Sissoko, espressione artistica delle nuove generazioni in Calabria, apprezzata a livello nazionale e internazionale.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. I posti sono limitati, si consiglia pertanto di confermare la propria partecipazione inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Migrazioni

"Abbiamo ricevuto le lettere delle cooperative che chiedono l'annullamento del bando migranti, ma non possiamo bloccarlo, le disposizioni arrivano dal Ministero e nulla dipende da noi". Lo ha affermato il prefetto di Padova, Renato Franceschelli, commentando la lettera inviata a inizio mese ai suoi uffici, oltre che a quelli di Belluno e Verona, da Confcooperative e Legacoop.

Le associazioni di categoria, che mettono insieme circa il 90% delle cooperative sociali che si occupano di accoglienza migranti, avevano scritto alle Prefetture esprimendo profonda preoccupazione per l'esito del bando per l'accoglienza diffusa che fissa a 18 euro, anziché 35, la basa d'asta per la gestione dei migranti.

"In questo modo non possiamo assicurare lezioni di italiano, non possiamo sviluppare progetti di integrazione, diventeremmo degli albergatori, ma noi non siamo albergatori" lamentano le coop, paventando anche lo spettro della disoccupazione per oltre la metà dei dipendenti delle cooperative sociali del Veneto, circa 400 persone. Altra doglianza quella che riguarda il pericolo che ad aggiudicarsi la gara siano imprenditori senza scrupoli pronti ad accaparrarsi il denaro senza offrire alcun servizio ai profughi.

"Purtroppo non mi compete, non spetta a me ritirare il bando, si va avanti così", ha aggiunto Franceschelli. 

(Fonte: Ansa)

Pubblicato in Veneto

La seconda indagine sulle Società di Mutuo Soccorso (SMS) realizzata dall’Associazione ISNET per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali in partnership con Fimiv, Confcooperative Salute ed Ansi è stata presentata ieri alla Camera dei Deputati. 

I lavori sono stati aperti dall'onorevole Marialucia Lorefice Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera che ha espresso apprezzamento per l'indagine e per la possibilità di approfondire le informazioni anche perche - ha ricordato - in Commissione è stata avviata un'indagine conoscitiva sui fondi sanitari integrativi.

Le Società di Mutuo Soccorso, ricorda il rapporto presentato, sono le prime libere organizzazioni che fin dall’Ottocento hanno realizzato su base volontaria forme di tutela dei lavoratori e dei cittadini, innescando forme di reciprocità e di mutuo aiuto, rappresentando una prima espressione di welfare generativo e co-partecipato tra i soggetti coinvolti.

Un modello oggi più che mai attuale, con una società alle prese con bisogni crescenti e alla ricerca di risposte adeguate anche in ambito socio sanitario. In questo scenario, le SMS - che favoriscono l’integrazione tra soggetti pubblici e privati - rappresentano un modello di fortissima portata, garantendo forme di tutela importanti e risposte personalizzate ai bisogni dei cittadini.

I dati

L’istantanea che emerge dall'indagine Isnet rivela un buon livello di dinamicità e capacità di risposta a fronte delle trasformazioni dell’ambiente di riferimento. Le SMS attive, che svolgono attività non occasionali, sono ad oggi 532, 7,8 punti percentuali in più rispetto alla prima indagine, con un sentiment di crescita della base associativa di ben 42 punti, valore in aumento del 4% rispetto alla prima edizione. Il 61% delle SMS che si occupano di attività socio sanitaria prevede incrementi del 51% (+8% rispetto al campione generale).   Nell’ultimo anno le SMS hanno erogato prestazioni e sussidi socio sanitari e assistenziali ai propri soci beneficiari per un valore complessivo di 141 milioni di euro pari al 63,3% dei contributi raccolti.

Secondo Laura Bongiovanni Presidente dell’Associazione Isnet e curatrice della ricerca: “Sono dati che dimostrano che la comunità mutualistica è sempre più ampia, marcando la specificità del sistema in chiave integrativa e non sostitutiva del sistema pubblico. La salute non è un business, ma un bisogno che necessita di risposte ispirate a modelli di welfare generativo, di prossimità, capace di creare meccanismi di co-partecipazione. Nelle Società di Mutuo Soccorso il cittadino è un socio e non un cliente”.

"Stiamo assistendo allo sviluppo delle SMS e ci stiamo impegnando in una logica di rete secondo la nostra vocazione, con una posizione quindi integrativa e sussidiaria. Le peculiarità delle SMS ci fanno anche ritenere che nella prossima indagine potremo iniziare a lavorare sull'impatto sociale che esse producono - ha affermato Placido Putzolu, presidente Fimiv - sta recuperando valore il tema della mutualità e quindi della solidarietà. I soggetti del terzo settore, come le Società di mutuo soccorso, che operano nella economia sociale non profit, rappresentano infatti un elemento imprescindibile per la costruzione di un welfare comunitario efficace, sostenibile e di qualità".

"Ciò che emerge dall’indagine ISNET - ha dichiarato Luciano Dragonetti vice presidente Ansi- è la conferma della grande attualità di questi enti, le SMS sono gli unici enti che garantiscono assistenza e lo fanno per tutta la vita; sono state il vettore del progresso in una epoca povera di welfare, povera di previdenza e di diritti costituzionali. Oggi sono un veicolo di buone abitudini che fanno riscoprire valori come la partecipazione, la condivisione, l’appartenenza ". 

"Il totale delle realtà attive indica l'evidenza di un movimento mutualistico vivo e pervasivo nelle comunità - ha aggiunto Michele Odorizzivicepresidente Confcooperative Sanità - anche quelle più remote del nostro Paese. Un potenziale enorme che abbiamo la responsabilità di rilanciare al servizio delle persone e a sostegno di una idea di società coesa e inclusiva favorendo al contempo l'offerta e l'azione di quella che ci piace definire mutualità allargata".

Il professor Salvatore Sciacchitano in rappresentanza del Ministero della Salute e del Ministro Grillo ha sottolineato "I temi affrontati oggi e gli strumenti conoscitivi presentati sono di estrema rilevanza per il nostro Ministero proprio per il ruolo integrativo che le SMS possono svolgere nei confronti del SSN specie nell'ambito della long term care. Di questi enti stiamo svolgendo una sorta di censimento per giungere ad una loro mappatura ed anagrafe.

Anche la Riforma del Terzo Settore ha riconosciuto l’importanza del loro ruolo, includendo le Società di Mutuo Soccorso tra gli ETS (Enti di Terzo Settore) in ragione della loro missione sociale. Lo ha ricordato in un'articolata missiva, insieme a positive parole di apprezzamento nei confronti di Isnet per il lavoro svolto, l'On. Claudio Durigon, sottosegretario di Stato per il Lavoro e le Politiche Sociali.

 

La ricerca è stata realizzata dall’Associazione Isnet, nell’ambito degli approfondimenti tematici dell’Osservatorio nazionale sull’impresa sociale e ha costituito il primo Panel nazionale sulle SMS, con 200 SMS rappresentative della popolazione statistica. 

La costituzione di un Panel nazionale offre la possibilità di fare analisi periodiche e le verifiche dell’impatto sociale generato, utili anche per le politiche e le azioni di governo.

 

Pubblicato in Salute
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