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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 19 Aprile 2019 - nelPaese.it

In vista delle elezioni parlamentari europee, Amnesty International ha chiesto alle candidate e ai candidati di impegnarsi, se eletti, a promuovere e proteggere i diritti umani in otto distinti ambiti: donne e persone Lgbti; migranti e rifugiati; politiche di austerità; spazi di libertà; difensori dei diritti umani; rom; attività economiche e diritti umani; cambiamento climatico. 

Amnesty International ha inoltre avviato un monitoraggio dei profili Facebook e Twitter dei candidati e delle candidate al Parlamento europeo più attivi online e dei leader di partito ai quali fanno riferimento, per valutare in che modo essi si esprimeranno, e se useranno linguaggio d'odio, su una serie di temi e categorie quali donne, persone Lgbti, disabilità, migranti, rifugiati e persone con background migratorio, rom, minoranze religiose, solidarietà, povertà socio-economica. 

Fino al 24 maggio circa 100 attivisti dell'associazione osserveranno anche le reazioni e risposte degli utenti, per rilevare le eventuali correlazioni tra toni e messaggi veicolati dalla politica e sentimento delle persone rispetto a determinati temi. 

I dati così raccolti saranno analizzati da ricercatori esperti (data scientist, sociologi, linguisti, psicologi e giuristi). I risultati verranno illustrati in un rapporto, la cui pubblicazione è prevista intorno alla data di insediamento del nuovo Parlamento europeo. 

Tutte queste attività saranno accompagnate dal "Tavolo odio", una rete informale di circa 30 tra organizzazioni e ricercatori dediti allo studio e al contrasto dei fenomeni d'odio e della discriminazione che, a partire dal 2018, hanno svolto incontri tematici su aspetti giuridici, educazione, attivismo, comunicazione, con l'obiettivo di stimolare una riflessione costruttiva e di individuare risposte e soluzioni mettendo a frutto le conoscenze e le competenze acquisite nel tempo dagli attori coinvolti. 

Sarà rafforzata la "Task force hate speech", una rete di 150 attiviste e attivisti di Amnesty International Italia che dal novembre 2017 intervengono nello spazio dedicato ai commenti delle pagine online e nelle piattaforme social (Facebook e Twitter) dove, a margine di un articolo, possono svilupparsi discorsi d'odio nei confronti di determinati soggetti-bersaglio, che rappresentano le categorie di persone maggiormente soggette a discriminazione. L'azione della Task Force Hate Speech ha una finalità duplice: tentare di risollevare il linguaggio a un livello civile e utilizzare lo spazio (più diretto e informale) dei commenti per promuovere l'informazione imparziale della notizia e sensibilizzare gli utenti del web. 

Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato un intervento di emergenza nell’area di Gedeo, nella regione del SNNP (Southern Nations and Nationalities People’s), dove migliaia di persone sfollate vivono in condizioni precarie, con limitata disponibilità di acqua potabile, e il cui stato nutrizionale è allarmante. Negli 8 centri per sfollati dell’area, le équipe di MSF hanno riscontrato nei bambini al di sotto dei 5 anni tassi di malnutrizione ben superiori alla soglia di emergenza e un alto numero di donne incinte malnutrite.  

“C’è urgente bisogno di aumentare l’assistenza ai bambini malnutriti poiché le poche strutture nell’area sono completamente sovraccariche e non riescono ad offrire le cure specializzate necessarie. Uno dei principali problemi è che i bambini malnutriti arrivano quando è già troppo tardi per le cure, a dimostrazione che ci sono delle lacune nella risposta a questa situazione” spiega Markus Boening, coordinatore MSF a Gedeo. 

Da un lato MSF invita le agenzie umanitarie in Etiopia ad estendere il loro supporto agli sfollati interni che vivono nei diversi campi profughi della zona, dall’altro si è già attivata per supportare l’ospedale regionale con attività mirate riguardo la malnutrizione. Fino ad oggi, sono stati curati più di 200 bambini sotto i 5 anni per malnutrizione severa acuta in due centri di stabilizzazione e sono stati visitati più di 55 pazienti in età pediatrica. 

La risposta sarà estesa nei prossimi giorni e includerà attività di potabilizzazione dell’acqua e sanitizzazione all’interno di alcuni campi sfollati e insediamenti informali, per aumentare l’accesso all’acqua potabile e a latrine. Le autorità sanitarie locali hanno riscontrato nelle ultime settimane migliaia di casi di diarrea acquosa. 

“I campi sono sovraffollati e in condizioni di estrema povertà. Le persone all’interno sono a rischio di epidemia e la loro salute è in pericolo dopo essere stati costretti a spostarsi diverse volte” spiega Boening di MSF. 

MSF è tornata a Gedeo dopo solo tre mesi dalla chiusura del suo più grande intervento di emergenza del 2018, lanciato per aiutare la popolazione sfollata a causa delle violenze etniche. Nel picco della crisi a luglio scorso, le autorità etiopi avevano dichiarato che quasi un milione di persone erano state costrette a lasciare le loro case. 

A dicembre scorso gli indicatori della salute erano migliorati, le ammissioni all’ospedale diminuite e molte persone erano tornate a casa o avevano lasciato i rifugi temporanei. Da allora, tuttavia, la situazione è drammaticamente peggiorata. L’insicurezza, le minacce di violenza e la mancanza di supporto hanno spinto molte persone a tornare a Gedeo.  “Quegli sfollati che non sono tornati indietro si sono inseriti nelle comunità ospitanti. Ma le risorse all’interno delle comunità sono esaurite e restare lì, per gli sfollati, significa non avere accesso agli aiuti umanitari. Per questo molti stanno andando verso nuovi campi sfollati in cerca di aiuto umanitario” racconta Mohamed Morchid, capomissione MSF in Etiopia. 

Sono in corso valutazioni per identificare ulteriori lacune nella fornitura di cibo e assistenza sanitaria, ma i servizi medici, da soli, non bastano per rispondere ai diversi bisogni della popolazione colpita.  

“È cruciale continuare a rafforzare l’impegno – a livello locale, regionale e federale – per aumentare la fornitura di aiuti e coprire i bisogni urgenti della popolazione con cure mediche, rifugi, acqua e servizi igienici. È anche importante garantire che le persone possano muoversi liberamente e in sicurezza per accedere all’aiuto umanitario, non solo a Gedeo, ma anche nelle altre regioni dell’Etiopia dove si trovano altri sfollati” spiega Morchid di MSF. 

 

Pubblicato in Dal mondo

"Tanta gente importante si congratula con me, ma non so di che cosa si congratuli. Milioni di studenti sono andati in sciopero per il clima, e nulla è cambiato". Greta Thunberg si è presentata così al Senato prima salire sul palco di piazza del Popolo a Roma dove era attesa da diecimila giovani del Fridays for future. Il palco è alimentato con l'elettricità prodotta da 120 ciclisti. Le loro biciclette sono montate su generatori: pedalando viene prodotta energia "pulita", senza emissioni di gas serra.

"Il problema base è che nulla viene fatto per arrestare la catastrofe ecologica. Dobbiamo prepararci a lottare per lungo tempo. Non basteranno settimane o mesi, ci vorranno anni". Queste le parole che ha rivolto ai suoi coetanei e anche a bambini che sono accorsi in piazza ad ascoltare le sue parole come Alice di soli 9 anni.

"Noi bambini non stiamo sacrificando la nostra educazione e la nostra infanzia perchè gli adulti e i politici ci dicano cosa ritengono politicamente possibile nella società che hanno creato - ha proseguito Greta -. Non siamo scesi in strada per farci fare i selfie e sentirci dire quanto ammirano quello che facciamo. Noi bambini stiamo facendo questo per svegliare gli adulti, perchè vogliamo che agiscano, perchè vogliamo indietro le nostre speranze e i nostri sogni". "Noi non siamo quelli che hanno creato questa crisi - ha detto ancora Greta -. Noi siamo nati in questo mondo dove c'e' un'emergenza esistenziale ignorata, e abbiamo deciso di agire contro questa percheè siamo stufi delle bugie e delle promesse non mantenute". 

Poi ha concluso: "Qualcuno dice che stiamo perdendo il tempo delle lezioni. Noi diciamo che stiamo cambiando il mondo. Continueremo a lottare per il nostro futuro e il pianeta vivente".

(Fonte Ansa)

Pubblicato in Nazionale

Cinque organizzazioni europee della società civile hanno unito le forze per sollecitare i prossimi candidati alle elezioni europee sul tema della produzione e del consumo responsabili. The Fair Times è la campagna che le unisce in vista delle elezioni del 26 maggio 2019 che rinnoveranno il Parlamento europeo fino al 2024.

Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office (FTAO) spiega: “Abbiamo pensato ad una campagna che parli a nome di molte organizzazioni della società civile europea e che danno voce alle proposte di trasformazione europea per un modello di produzione e consumo sostenibili e responsabili per l’uomo e per il pianeta”.

Equo Garantito, Fairtrade Italia, FOCSIV e Associazione Botteghe del Mondo, rilanciano in Italia la campagna “The Fair Times” promossa a livello europeo dal Fair Trade Advocacy Office, da IFOAM – organizzazione per l’agricoltura biologica, CIDSE(International family of Catholic social justice organisations), RIPESS Europe (la rete Europea per la promozione dell’economia solidale e sociale) ed ECOLISE (la rete europea delle iniziative di comunità sulla sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico) per agire sui candidati e le candidate italiani.

La coalizione ha redatto e promosso “The Fair Times” un giornale ambientato nel 2024, anno nel quale terminerà il prossimo mandato legislativo, e ha l’obiettivo di fornire molti esempi di cosa può essere trasformato in termini di politiche adottate dall’Unione Europea per raggiungere la sostenibilità nella produzione e nei consumi.

Gli strumenti della campagna sono stati realizzati per i candidati al fine di fornire ispirazione per azioni concrete da realizzare una volta eletti al Parlamento Europeo. Si parla di tematiche come l’agricoltura biologica, la finanza etica e le iniziative locali per promuovere gli acquisti pubblici. Il giornale descrive le diseguaglianze e le differenze di potere nelle filiere produttive, promuove la solidarietà sociale delle imprese e richiama l’attenzione sull’azione di difesa delle risorse naturali costantemente minacciate. 

Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito afferma che: “l’impegno delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale per la costruzione di una società più giusta e sostenibile è sempre stato al centro delle nostre attività. L’attivazione e il dialogo con le istituzioni sui temi chiave dello sviluppo locale e globale è una delle strade da perseguire per promuovere politiche di cambiamento anche a livello Europeo”.

“Interpretare la sostenibilità dalla parte degli agricoltori è la sfida che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare: il commercio equo certificato si impegna da sempre per creare le condizioni affinché i contadini siano più forti e in grado di sostenere produzioni nel rispetto di standard ambientali, sociali ed economici”, spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia.

“Focsiv è impegnata da tempo nell’accompagnare le comunità più povere e vulnerabili a migliorare le loro condizioni di vita, e ciò richiede un forte impegno a trasformare un sistema di produzione e consumo che sfrutta le loro risorse in modo sostenibile. È per questo che le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un momento di cittadinanza attiva: i candidati dovranno informare sui loro programmi politici di trasformazione di un modello di produzione e consumo ingiusto e insostenibile, per rispondere alla crescente pressione dei giovani e delle comunità sfruttate.” sottolinea Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.

"L'occasione delle elezioni europee è importante e imprescindibile per un futuro più equo, con una maggiore giustizia sociale. Le decisioni politiche sono l'ossatura istituzionale delle buone pratiche dei territori che le organizzazioni di commercio equosolidale promuovono. È fondamentale quindi, rilanciare il ruolo centrale delle istituzioni europee, come attivatori dei processi di sviluppo sostenibile, l'unico possibile per l'uomo e per il pianeta", conclude Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.

Le elezioni europee sono un momento decisivo in cui i cittadini e la società civile possono far sentire la propria voce votando e mettendo al centro temi fondamentali per lo sviluppo dell’Europa. Attraverso la promozione delle buone pratiche che esistono in Europa e chiedendo una maggiore attenzione per le politiche ambientali, l’obiettivo della campagna è motivare i candidati a capire l’impatto degli attuali modelli di produzione e consumo. In tal senso, se eletti, attraverso il loro impegno ci potranno essere cambiamenti reali del processo decisionale a livello europeo.

The Fair times è stato realizzato grazie al contributo dei partner del network sopra citato e nell’ambito del progetto “Trade Fair Live Fair” EC-finanziato dalla EU Development Education and Awareness-Raising Programme. Maggiori info al sito www.thefairtimes.eu.

 

Pubblicato in Nazionale

Sono al centro dell'attenzione in questo periodo le potenzialità offerte nell'ambito terapeutico dagli esoscheletri, soprattutto in relazione ad alcuni casi di lesioni midollari incomplete, ma non è ancora emerso pienamente il ruolo che possono avere anche su una patologia estremamente diffusa: l'ictus cerebrale. HAL (Hybrid Assistive Limb) oggi rappresenta l'esoscheletro più avanzato al mondo, come certificato dalla Food & Drug Administration statunitense, e il primo a ottenere il certificato di sicurezza globale. Esoscheletro significa un'apparecchiatura indomabile da parte del paziente; HAL in realtà, pur venendo indossato come i più comuni esoscheletri, viene oggi definito come una "Interfaccia neuro-funzionale".

Il Centro San Girolamo di Parma è il primo ambulatorio di riabilitazione assistiva al cammino mediante HAL in Italia; l'Italia è il terzo paese in Europa a poter utilizzare HAL dopo Germania e Polonia. Prodotto dalla giapponese Cyberdyne (www.cyberdyne.jp) HAL non è un semplice ausilio alla mobilità, come gli altri esoscheletri, bensì un cyborg avanzatissimo il cui aspetto caratterizzante è la capacità di connettersi con il sistema nervoso del paziente mediante delle semplici placche adesive da elettrocardiogramma. Grazie alla lettura dei segnali bioelettrici si crea un interscambio di informazioni che consente un graduale recupero dello schema del cammino, sfruttando la neuroplasticità.

"Un campo di applicazione di HAL estremamente importante è la riabilitazione post ictus - spiega il dottor Francesco Chiampo titolare del Centro San Girolamo, fisioterapista e docente in Riabilitazione strumentale all'Università di Parma - che potenzialmente può riguardare un numero altissimo di persone in Italia. Ogni anno nel nostro Paese vengono registrati circa 100.000 nuovi casi di ictus. Ad 1 anno dall'evento acuto, un terzo dei soggetti sopravviventi presenta un grado di disabilità elevato. Il fenomeno è in costante crescita a causa dell'invecchiamento della popolazione e dello stile di vita più sedentario. Attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus quasi un milione di persone. Un numero estremamente elevato".

Conclude Chiampo: "In queste situazioni, il sistema cibernetico HAL è in grado di migliorare alcune fondamentali funzioni neuro-fisiologiche. A testimoniarlo ci sono numerosi studi condotti negli ultimi anni, e pubblicati su importanti testate scientifiche internazionali. È stato dimostrato che la terapia con HAL migliora diverse funzioni sul movimento intenzionale. Le aree attive del cervello sono state osservate prima e dopo il trattamento mediante risonanza magnetica funzionale. Il miglioramento è stato possibile solo dalla capacità di HAL di elaborare gli impulsi derivanti dall'interazione tra l'uomo e la macchina stessa.

Uno studio condotto nel 2014 (da H. Fukuda, K. Samura, O. Hamada, K. Saita, T. Ogata, E. Shiota, Y. Sankai e T. Inoue) su 53 pazienti reduci da ictus acuto li ha visti effettuare la terapia con HAL due volte a settimana, per un numero medio di 4 sessioni, e questi pazienti hanno mostrato un miglioramento significativo sia nella velocità sia nella regolarità dei passi. HAL ha la possibilità, grazie a 4 diverse misure (S, M, L e XL) di essere calzato da persone con una altezza compresa tra i 150 ed i 200 centimetri d'altezza e con un peso compreso tra i 46 ed i 100 chili. Grazie alla misura S i trattamenti con HAL possono essere di grande efficacia anche su adolescenti affetti da esiti di paralisi cerebrali infantili.

Uniche controindicazioni sono la presenza di gravi deformità scheletriche, osteoporosi, allergia al metallo delle placche adesive e gravi degenerazioni cognitive. Essendo una interfaccia che si muove grazie all'intenzione del paziente, la collaborazione e la componente cognitiva risultano indispensabili per il trattamento.

Pubblicato in Salute

Medici Senza Frontiere (MSF) resta "estremamente preoccupata" per la situazione dei civili a Tripoli. L’intensificarsi dei combattimenti ha costretto migliaia di famiglie libiche a fuggire dalle proprie case per cercare riparo dai parenti o in rifugi temporanei in scuole e altri edifici. Le strutture sanitarie hanno capacità limitata e scorte di forniture mediche per meno di due settimane. Molte persone vivono giorni senza acqua ed elettricità e ci sono oltre 3.000 rifugiati e migranti bloccati nei centri di detenzione vicini al conflitto, che ricevono cibo e servizi base in modo saltuario e rischiano da un momento all’altro di trovarsi nel fuoco incrociato. 

MSF chiede "misure concrete per proteggere i civili e le infrastrutture civili, compreso il personale medico, evitando gli attacchi indiscriminati nelle aree densamente popolate, e chiede l’immediata evacuazione dal paese degli oltre 3.000 rifugiati e migranti intrappolati nei centri di detenzione vicini ai combattimenti". 

Oltre all’impatto generale sui civili, i combattimenti stanno aggravando le condizioni psicologiche delle persone nei centri di detenzione. MSF ha osservato il diffondersi di ansia e paura tra i pazienti, alcuni dei quali raccontano di aver sentito spari e attacchi aerei molto vicini senza avere alcuna possibilità di fuga. "I team medici di MSF sono presenti sul posto dall’inizio dei combattimenti fornendo cure mediche di base, cibo, acqua, farmaci e servizi di ambulanza per migranti e rifugiati in quattro centri di detenzione nella città. Nelle ultime settimane, MSF ha effettuato consultazioni mediche nei centri di Anjila, Abu Salim, Sabaa e Tajoura e distribuito per due volte acqua potabile nel centro di Tajoura. Qui le persone della comunità stanno portando cibo ai migranti, ma nessuna soluzione permanente è stata identificata dalle autorità libiche, e le condizioni delle oltre 600 persone bloccate al suo interno restano preoccupanti". 

Nel centro di detenzione di Sabaa, oltre alle consultazioni mediche, le équipe di MSF hanno distribuito forniture di cibo per 5 giorni, comprese razioni di verdure fresche. Negli ultimi giorni, quasi 200 persone sono state trasferite dal centro di Ain Zara, che si trova a poco più di un chilometro dai combattimenti, a quello di Sabaa, a 6,5 chilometri dalla linea del fronte. Con i nuovi arrivati, la popolazione di quest’ultimo è arrivata a circa 540 persone, aggravando le già precarie condizioni generali. Con gli ulteriori 150 rifugiati trasferiti presso il Centro di raccolta e partenza dell’UNHCR la scorsa settimana, il centro di Ain Zara oggi dovrebbe essere vuoto. 

Sebbene il numero di persone all’interno dei centri possa variare di giorno in giorno, al momento ci sono 135 persone in quello di Anjila, a 5,5 chilometri dal fronte, mentre pochi giorni fa c’erano 910 persone nel centro di Abu Salim, a 6,5 km dai combattimenti, che è considerato il più a rischio di essere coinvolto dal conflitto nei prossimi giorni, dopo il bombardamento del quartiere la notte del 16 aprile. L’UNHCR si sta preparando a trasferire una parte delle persone più vulnerabili da Abu Salim al proprio Centro, ma non c’è capacità per tutti. 

"I team medici di MSF stanno anche fornendo kit per l’igiene in diversi rifugi per le famiglie libiche sfollate e hanno donato kit per feriti di guerra (suture, fasciature e farmaci essenziali) a due ospedali, uno a Tripoli e uno a sud della città. Altrove nel paese, MSF è particolarmente preoccupata per un gruppo di oltre 80 pazienti trasferiti due mesi fa in un centro di detenzione a Sirte, molti dei quali in gravi condizioni mediche, perché non è più possibile fornire loro visite e cure mediche. A causa del conflitto, infatti, tutti i trasferimenti medici gestiti da MSF dai centri di Khoms, Zliten, Misurata, Beni Walid e Sirte verso gli ospedali di Tripoli non sono più possibili". 

In tutta questa situazione, una delle poche disperate opzioni, per libici e non, di fuggire dai combattimenti resta il Mediterraneo. "MSF non è in grado di verificare se le partenze in mare siano aumentate dall’inizio dei combattimenti. Ma sappiamo che cercare sicurezza è una reazione concreta e umana a situazioni di estremo pericolo come questo conflitto. In assenza di qualsiasi meccanismo di ricerca e soccorso dedicato nel Mediterraneo centrale, la vita delle persone è a rischio tanto in mare quanto a Tripoli".  

Per MSF, "la capacità di ricerca e soccorso in mare deve essere urgentemente implementata, e tutte le persone soccorse devono essere portate in un porto sicuro, come previsto dal diritto internazionale. Perché sia davvero possibile, gli stati membri dell’Unione Europea devono trovare immediatamente un accordo su soluzioni per sbarcare le persone in porti sicuri, mettendo fine alle azioni punitive per ostacolare le organizzazioni umanitarie impegnate in mare". 

L’attuale ondata di combattimenti – la terza negli ultimi sette mesi – "non fa che confermare gli irrazionali tentativi dei governi europei e di quello italiano per far sembrare la Libia un porto sicuro".  

 

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Mauro Lusetti è stato confermato presidente di Legacoop Nazionale. La Direzione Nazionale eletta dal 40° Congresso lo ha infatti eletto all’unanimità per il secondo mandato alla guida dell’organizzazione cooperativa alla quale aderiscono 10.785 cooperative, con 7.837.356 soci, 383.446 occupati, che sviluppano un valore complessivo della produzione di oltre 63 miliardi.

Nelle sue conclusioni, Lusetti ha ringraziato i cooperatori per “l’impegno che in questi mesi ha consentito di sviluppare un confronto vero su ciò che la cooperazione sta facendo di buono per la società e sui problemi da affrontare” ed ha sottolineato “il valore di esperienze, oggi piccole, nelle quali è però possibile identificare i semi dei campioni cooperativi di domani”.

Il presidente di Legacoop ha quindi ricordato gli impegni che attendono l’organizzazione per essere sempre più adeguata ad affrontare la sfida del cambiamento e a costruire risposte per i nuovi bisogni che emergono nella società. Tra questi, Lusetti ha richiamato la riforma della normativa cooperativa in materia di vigilanza amministrativa e di promozione di nuove imprese per la quale è stato attivato un tavolo di confronto dal Ministero dello Sviluppo Economico, lo sviluppo di servizi innovativi per accompagnare le cooperative aderenti nella transizione digitale ed il supporto/promozione ai processi di internazionalizzazione delle imprese.

 

Pubblicato in Economia sociale
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