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Sabato, 24 Agosto 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Aprile 2019 - nelPaese.it

L'edizione 2019 del trofeo milanese di mini rugby, andata in scena domenica 31 marzo, ha fatto registrare nuovi primati in serie. Alla XXIV edizione hanno partecipato 20 società, con 98 formazioni scese in campo nei due impianti dedicati all'evento, il campo di casa il G.B. Curioni, all'Idroscalo, e il centro sportivo Saini, in via Corelli. Sui 20 campi allestiti hanno giocato quasi 1.200 bambini (1.178, un record) accompagnati da oltre 200 tra educatori e dirigenti; sono state disputate 220 partite con 1.426 mete messe a segno, in 40 ore di gioco.

Il torneo dedicato alla memoria di Massimiliano Capuzzoni, un ragazzo che cominciò proprio nel mini rugby del Rugby Milano per arrivare alla Serie A, allo scudetto e alla Nazionale, è stato un grande successo fatto di sfide appassionanti e di pubblico arrivato da tutta Italia - da Prato a Padova, da Roma a Modena, da Piacenza a L'Aquila e ovviamente dalle migliori realtà della Lombardia.

La giornata ha rappresentato il trionfo della buona volontà, con un esercito di volontari ed educatori che si è mobilitato: 250 persone dello staff di Rugby Milano e 300 volontari tra cui i giocatori delle giovanili, seniores, amatori e Old del Club biancorosso ad occuparsi della logistica, della mensa e dell'assistenza a squadre e ospiti hanno lavorato come un collaudato pacchetto di mischia.

Infine, il resoconto sportivo. Menzione particolare per i piccoli della Under5: 30 piccoli rugbisti con i colori di Rugby Milano, Rugby Parco Sempione, Amatori&Union e Gispi Prato che si sono mescolati in un'esibizione a loro dedicata! Nell'Under 6 sul podio Amatori&Union Milano; il Gispi Rugby Prato fa la doppietta aggiudicandosi la finale Under 8 e Under 10. Nella categoria Under 12 infine vince la Rugby Experience School L'Aquila. Con il Torneo "Amici del Capu" abbiamo permesso alle categorie dispari Under 7 e Under 9 di mettersi in mostra: Rugby Milano vince in entrambe le categorie e si aggiudica il Trofeo Lizzi, dedicato alla miglior Società in queste categorie.

Il trofeo finale della manifestazione è andato al Gispi Rugby Prato. Il riconoscimento viene attribuito alla società che si piazza meglio nelle varie categorie ed è dedicato a Luciano Bagnoli, un signore che non ha mai giocato a rugby, ma che – come tanti altri genitori – ha capito l'importanza del rugby nell'educazione e nella formazione dei giovani.

Il premio Fair Play, per la sportività dimostrata in campo, è andato invece alla Polisportiva Fiumicino, mentre al pubblico del Valsugana Rugby Padova è andato il riconoscimento per la tifoseria più calda, ma anche più corretta e simpatica del Torneo.

Rugby Milano ringrazia Angelo Bresciani, presidente Rugby Comitato Regionale Lombardo, e Alberto Di Cataldo, direttore del settore Istituzione Idroscalo della Città metropolitana, che oltre a sostenere la manifestazione hanno partecipato alle finali e alle premiazioni al campo G.B. Curioni. Il XXIV Torneo Capuzzoni ha ricevuto i patrocini della Città metropolitana di Milano, Comune di Milano | Palazzo Marino, Comune di Segrate, CONI Lombardia ed il supporto di Idroscalo Milano, Federazione Italiana Rugby. 

Main sponsor dell'evento sono stati Edison, Banco BPM e Synapto; in veste di official supplier hanno partecipato CDI - Centro Diagnostico Italiano, lastminute.com, Lizzi, EF - Education First, OrtholabSport, Target - Real Estate, Omron Italia; Media Partner: LawTalks.it; con il supporto di Elior, McDonald's, Panini Panetta, Big Babol, Idroscalo Cap.  

Il Rugby Milano dà a tutti gli appassionati appuntamento al prossimo anno, per un anniversario tondo tondo: il 25° Memorial Capuzzoni - #Capu2020!

 

 

Pubblicato in Sport sociale

L'emissione di metano su Marte rilevata nel 2013 dal rover Curiosity della NASA è stata confermata, in modo del tutto indipendente, da un team internazionale di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e a cui hanno partecipato ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), grazie alle misure dello strumento italiano PFS (Planetary Fourier Spectrometer) a bordo della sonda dell'ESA Mars Express. Il team ha inoltre individuato la possibile zona di emissione, in una regione del pianeta situata circa 500 chilometri ad est del cratere Gale.

La ricerca di metano su Marte è di fondamentale importanza poiché la molecola potrebbe avere origine biologica e quindi servire da tracciante della presenza di vita sul pianeta rosso. Tuttavia, prima d'ora, nessun rilevamento era stato confermato con misurazioni indipendenti. "Finalmente adesso abbiamo la prima osservazione simultanea di metano su Marte, nello stesso luogo e nello stesso momento, da parte di due strumenti indipendenti e molto diversi tra loro: un rover in superficie e uno spettrometro in orbita attorno al pianeta", spiega Marco Giuranna, primo autore dell'articolo che descrive la scoperta, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience ("Independent confirmation of a methane spike on Mars and a source region east of Gale Crater").

Lo spettrometro di Fourier PFS ha rilevato per la prima volta la presenza di tracce di metano nell'atmosfera marziana nel 2004. Oggi, 15 anni dopo, lo stesso strumento riporta la presenza di un picco di metano nell'atmosfera sopra il cratere Gale. Le osservazioni di PFS sono del 16 giugno 2013. Il giorno precedente il rover Curiosity aveva osservato quantità di metano simili all'interno dello stesso cratere.

Ma il team non si è fermato qui. Questi risultati, infatti, hanno fornito un'opportunità unica per individuare la zona del pianeta dalla quale è stato probabilmente rilasciato il gas. "Abbiamo adottato un approccio sinergico per integrare le osservazioni di PFS con simulazioni atmosferiche e con fattori geologici, e poter risalire alla sorgente del metano. Il risultato più importante è che due studi completamente indipendenti suggeriscono lo stesso luogo di origine", spiega Giuranna.

Tutti i vincoli osservazionali disponibili, infatti, sono stati forniti a un modello teorico di circolazione globale dell'atmosfera marziana per identificare le aree di provenienza del gas più plausibili. Le simulazioni sono state eseguite considerando scenari realistici di emissione di gas, come i tipici andamenti di rilascio del gas dalle rocce osservati sulla Terra. I risultati del modello, sviluppato dal Royal Belgian Institute for Space Aeronomy (BIRA-IASB), indicano che una regione situata circa 500 km ad est del cratere Gale ha un'alta probabilità di essere il luogo di origine del metano osservato. Un'analisi geologica, completamente indipendente dal modello atmosferico, ha indicato la stessa regione di provenienza.

"Abbiamo studiato il contesto geologico marziano in un'ampia regione attorno al punto di rilevazione del gas, alla ricerca di strutture che potrebbero essere associate al rilascio di metano", spiega il ricercatore Giuseppe Etiope dell'INGV, "La regione più interessante dal punto di vista geologico è proprio la stessa indicata dai modelli di circolazione globale. Questa vasta area include il terreno fratturato di Aeolis Mensae che ospita, in un settore chiamato Medusae Fossae Formation (MFF), numerose faglie e un sottosuolo ricco di ghiaccio, come il permafrost diffuso nelle aree fredde della Terra. Poiché il permafrost può contenere metano o fornire una copertura impermeabile per la risalita di gas", conclude Etiope, "è possibile che il metano venga rilasciato lungo le fratture in maniera episodica, per parziale scioglimento del ghiaccio, per sovrappressione del gas che si accumula nel sottosuolo, per eventi sismici o per l'impatto di meteoriti".

Questi risultati costituiscono un primo importante passo per comprendere l'origine del metano su Marte. "L'Italia contribuisce da anni alle missioni verso il pianeta Marte", spiega Barbara Negri, responsabile ASI dell'Unità esplorazione e osservazione dell'universo, "e ha conquistato un'importante leadership europea sia scientifica che industriale. L'ASI ha realizzato la strumentazione scientifica su diverse missioni ESA e NASA a Marte, che permettono alla comunità scientifica italiana di produrre risultati importanti sulla base dell'interpretazione dei dati raccolti".

"Non abbiamo scoperto l'origine ultima del metano" conclude Giuranna. "Molti processi abiotici e biotici possono generare metano su Marte. Tuttavia, il primo passo per capire l'origine del metano su Marte è determinare i luoghi di rilascio. Un'analisi dettagliata di questi luoghi, alla fine, ci aiuterà a rivelare l'origine e il significato del metano rilevato".

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Lo scorso 5 febbraio, Liberi Nantes, UISP, UNHCR e ASGI hanno presentato alla Lega Nazionale Dilettanti una proposta congiunta per semplificare le modalità di accesso al calcio dilettantistico per i cittadini extracomunitari richiedenti asilo nel nostro Paese.

Finora difficoltà burocratiche legate alla residenza anagrafica di rifugiati e richiedenti asilo hanno determinato l'impossibilità di tesserarsi ed accedere quindi al campionato dilettantistico con il conseguente mancato riconoscimento del successo e dell'impegno dei giocatori.

Inoltre, considerato che i richiedenti asilo, in base alle nuove disposizioni di legge, non possono più accedere alla residenza italiana e, conseguentemente, ottenere la relativa certificazione, è stato richiesto di ritenere sufficiente, ai fini del tesseramento alla Lega Nazionale Dilettanti, il permesso di soggiorno o, in alternativa, il permesso di soggiorno accompagnato da un'autodichiarazione del proprio domicilio resa dallo stesso calciatore.

Tale interpretazione dell'articolo 40 quater delle NOIF (Norme Organizzative Interne della Federazione Italiana Gioco Calcio) consentirebbe di rimuovere le barriere di accesso al calcio dilettantistico che finora hanno pregiudicato la parità di trattamento dei cittadini extracomunitari, compromettendo la funzione di promozione dell'integrazione che lo sport può e deve garantire.

La proposta presentata lo scorso 5 febbraio prevede inoltre il riconoscimento di un ruolo attivo delle società sportive nel percorso di inclusione attraverso l'introduzione del "domicilio sportivo" presso la società di appartenenza, domicilio inteso come centro di riferimento degli "interessi sportivi" dell'atleta.

L'istanza è al momento al vaglio degli organi decisionali della Figc-Federazione Italiana Gioco Calcio. "Promuoviamo questa iniziativa come naturale conseguenza dei dieci campionati fuori classifica disputati da centinaia di ragazzi che in questo lungo periodo hanno militato nella nostra squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo politico", ha dichiarato il Presidente dell'associazione Liberi Nantes, Alberto Urbinati. "La scelta di giocare fuori classifica ci ha permesso di non escludere nessuno dal gioco per motivi burocratici; tuttavia ci ha impedito di vedere riconosciuti le vittorie e l'impegno dei nostri ragazzi. E, come la nostra, tante realtà di sport inclusivo, che abbiamo avuto occasione di incontrare in questi dieci anni, si interfacciano con le stesse difficoltà e inibizioni".

"Apprezziamo l'iniziativa consapevoli dell'importanza che lo sport ha nell'inclusione dei rifugiati e facciamo appello alla FIGC affinché tutti gli ostacoli vengano rimossi" ha dichiarato Roland Schilling, Vice Rappresentante regionale dell'UNHCR per il Sud Europa.

"Ringraziamo il Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti per aver ascoltato con interesse questa iniziativa", ha affermato Carlo Balestri a nome dell'UISP nazionale, organizzazione da sempre in prima fila nella lotta contro le discriminazioni nello sport ed a favore di una cittadinanza sportiva per tutti, nessuno escluso. "Confidiamo che, con l'accoglimento della nostra proposta congiunta, si possa dare nuovo impulso al percorso di integrazione e di inclusione sociale attraverso lo sport".

 

Pubblicato in Migrazioni

Una giornata intera di riflessione a più voci sul legame tra Europa e Femminile è “Europa, Femminile, Singolare” che si svolgerà sabato 6 aprile, dalle 10.30 alle 17.30, ad ingresso libero, a Reggio Emilia a cura di Roberta Biagiarelli, promossa da Fondazione E35 e Comune di Reggio Emilia, nell’ambito di Trecentosessantacinque giorni DONNA 2019.

Elena Pulcini, Maria Pia Di Nonno, Elisabetta Salvini, Michele Nardelli, Lidia Menapace, Giorgia Serughetti e Cecilia D’Elia, Gemma Bigi, Valentina Lanzilli: sono questi gli ospiti dell’iniziativa, rivolta alla cittadinanza, donne e uomini che quotidianamente si prendono cura, con spirito costruttivo, del progetto europeo, consapevoli delle difficoltà che l’Unione sta affrontando ma che ancora credono nelle sue enormi potenzialità.

Europa è una parola al Femminile e al Singolare, una visione di genere dove per singolare si intende quello straordinario che non deve disperdersi e che racchiude la capacità europea di superare i conflitti ed approdare ad una “Europa Sociale” in cui possiamo valorizzare i temi dello sviluppo comune, abbandonare i confini territoriali dei singoli stati europei e al tempo stesso elaborare un pensiero critico.

Il Femminile è capace di portare uno sguardo differente nella politica: sa costruire relazioni non conflittuali, favorire la negoziazione e mediazione, dare risalto agli interessi collettivi e alla cura del mondo. Aspetti fondamentali dato che la politica è prima di tutto privilegiare la trasparenza e la cura delle relazioni.

Cos’è e cosa è diventato lo spazio territoriale dell’Europa? Quali sono stati gli obiettivi dei padri fondatori? E quelli delle madri fondatrici? “Europa, Femminile, Singolare” vuole attraversare ed esplorare con sguardi diversi e plurali l’Europa da un punto di vista storico, politologico e filosofico dove il tema Europa al femminile può essere trasversale per offrire una lettura sul passato, presente e futuro del continente. Una lettura che permetta non solo di pensare ma anche di agire.

 

 

 

Pubblicato in Parità di genere

Affettività e sessualità nell'infanzia e nell'adolescenza sono tematiche cariche di importanza e significato ma, talvolta, difficili da affrontare soprattutto per i genitori, che per diversi motivi non sanno se, quando e come affrontarle con i loro figli, mentre bambini e ragazzi ne parlano tra loro.

Nasce da qui la serata informativa e formativa "Primo bacio. Parlami d'amore, Youtube!" dedicata all'educazione affettiva e sessuale e rivolta ad operatori, insegnanti e famiglie, che vedrà la partecipazione del dottore Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta esperto di prevenzione in età evolutiva a livello nazionale.

L'appuntamento è previsto martedì 16 aprile alle 20.30 all'Auditorium Battistella Moccia a Pieve di Soligo (Tv) ed è organizzato dagli otto Comuni dell'area intercomunale del Quartier del Piave e Vallata, di cui il Comune di Moriago della Battaglia è ente capofila, in collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca e con il patrocinio dell'Azienda Ulss n. 2 Marca Trevigiana e di Fondazione di Comunità della Sinistra Piave.

È compito delle figure educative, dentro e fuori la famiglia, aiutare i bambini e i ragazzi a diventare grandi, per consentire loro di muoversi nel mondo degli adulti con gli strumenti adatti ad affrontare le sfide della vita, come anche le relazioni, le emozioni e la sessualità.

In un mondo che va sempre più veloce però, in cui le fonti di informazione si moltiplicano continuamente, è dovere degli adulti educare i bambini e i ragazzi alla consapevolezza e al rispetto di sé e degli altri, offrendo loro opportunità di dialogo e confronto per guidarli, per aiutarli a comprendere e affrontare i cambiamenti che, ad un certo punto, fanno capolino nella loro vita, in una vita di per sé tanto ricca ma anche difficile da gestire.

Da queste riflessioni è nata la serata di martedì 16 aprile alle 20.30 prevista all'Auditorium Battistella Moccia a Pieve di Soligo, un incontro con Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell'età evolutiva, ricercatore al Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università degli Studi di Milano, autore di diversi libri sull'età evolutiva tradotti in più di dieci nazioni.

L'evento è promosso dai Comuni di Moriago della Battaglia (capofila), Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo e Sernaglia della Battaglia, in collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca e con il patrocinio dell'Azienda Ulss n. 2 Marca Trevigiana e di Fondazione di Comunità della Sinistra Piave. Un incontro pensato e organizzato nell'ambito del servizio Operativa di Comunità dell'Ulss n. 2 - Distretto di Pieve di Soligo, gestito dalla Cooperativa Itaca, come spazio di riflessione su quanto emerso dai laboratori scolastici che vengono realizzati da diversi anni nell'ambito nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dei 28 Comuni sui temi dell'educazione affettiva.

Iscrizioni gratuite obbligatorie entro il 12 aprile fino ad esaurimento posti su https://rebrand.ly/parlamidamore.

Pubblicato in Veneto

“Il Sogno del Guerriero” è il nuovo murales dipinto dall’artista peruviano Carlos Atoche sul muro della scuola primaria Istituto Comprensivo Riace Monasterace di questo piccolo borgo della Locride, noto per essere stato un modello esemplare di accoglienza e di integrazione per i rifugiati che scappavano dalle guerre. Quest’opera straordinaria di 60 metri quadrati, visibile anche dalla piazza centrale del borgo, è stata sostenuta dal Comitato Riace Premio Nobel per la Pace e portata a termine grazie all’accoglienza di Riace e ai piccoli contributi donati attraverso l’appello pubblicato sulla pagina Facebook della Campagna.

Il murales raffigura un guerriero mitologico che esprime con la forza dei suoi tratti l'idea dell'accoglienza e del rispetto per lo straniero ed il viandante propria della mitologia greca, trapiantatasi nella Magna Grecia. Un guerriero forte che ama la sua gente ed il suo paese e che si batte per non farlo cadere nell'abbandono e per non farlo morire accogliendo chi scappa dall'inferno e sogna una nuova vita. Quel guerriero dipinto con grande forza da Carlos con le sembianze e la possanza di uno dei bronzi, riemersi a distanza di secoli dal mare di Riace come per volere e disegno del "fato", in realtà non è mai andato via. Come l'idea di accoglienza e di ospitalità che è rimasta viva attraverso i secoli nelle popolazioni dell'ex Magna Grecia e dell'intera Calabria nonostante le sue stridenti contraddizioni.

Il dipinto è un omaggio a Mimmo Lucano che è stato capace di tradurre il sogno in realtà trasformando il comune di Riace in un’esperienza unica di accoglienza e di rispetto per gli altri. Quel sogno che un pensiero politico di segno opposto, fondato sull'egoismo, la paura e la criminalizzazione della solidarietà sta tentando di soffocare, strozzando insieme le speranze di chi fugge dall'orrore e quelle di un intero paese che ha dato vita ad un percorso di speranza e di rinascita nel nome di una nuova Umanità.

Mimmo, senza processo, è confinato in esilio, come lo sono sempre stati nella storia i combattenti della libertà, ma le sue idee non sono andate via e l'arte di Carlos ce lo ricorda. Mimmo tornerà anche materialmente alla sua Riace diventata grazie a lui di tutti quelli e quelle che a Riace e nel mondo hanno lavorato e continuano a lavorare con lui, un'esemplare costruzione collettiva, di una migliore Umanità e di un’idea di sviluppo locale rispettosa di tutti gli esseri viventi e della madre Terra.

Il paese ha accolto con grande entusiasmo il nuovo murales, in molti sono venuti a complimentarsi con Carlos per il suo dipinto e hanno lasciato un messaggio di solidarietà e di vicinanza a Mimmo Lucano. Insieme a Carlos in questi giorni c’erano anche Emanuela Robustelli, curatrice d’arte che ha seguito tutta l’operazione assistendo l’artista Atoche e Maura Crudeli, presidente di Aiea Onlus, una delle associazioni promotrici del Comitato Premio Nobel per la Pace, che ha documentato la realizzazione del murales e curato la parte produttiva e logistica dell’opera.

Mimmo Lucano guardando la foto del murales “La letteratura, la musica, l’arte sono espressioni della nostra anima, la bellezza della vita…la prima cosa che mi ha colpito quando ho visto la foto di questo murales è la luce. Mi sono immaginato che dalla piazza di Riace, dalla ringhiera dove tante volte mi sono appoggiato per guardare il mare, adesso gli occhi andranno ad incrociare questo spazio dove c’è l’anima di qualcuno che ha concepito questa cosa. Ho pensato a come emergesse questa figura che racconta la storia della nostra comunità, la figura della Magna Grecia, i bronzi di Riace. A Riace altri artisti hanno raccontato sui muri la loro idea di accoglienza e hanno ricordato figure importanti che hanno lottato per la pace, per i diritti umani come Peppino Impastato o le Madri di Plaza de Mayo. Credo che sia un’aspirazione di tutti gli esseri umani immaginare un mondo di pace, un mondo senza confini, senza barriere. L’attuale periodo ci mette tanta tristezza perchè ci vogliono far passare come ideali esattamente le cose opposte: chiudere i porti, rafforzare i confini, mettere i fili spinati, alzare i muri…e invece io ho un’altra utopia, io vorrei che non esistessero i confini e neache i passaporti, ma a cosa servono i passaporti?!? Ogni essere umano deve essere libero nel mondo, perché il mondo ha uno stesso cielo, uno stesso mare, una stessa terra per tutti.  Ringrazio di cuore Carlos Atoche per questo murales, il suo dipinto ha donato bellezza e speranza alla nostra Riace”. E chiude con un’appello “L’arte può esser uno slancio di utopia! Tutti gli artisti che vogliono venire a Riace a lasciare ognuno un loro piccolo segno sono i benvenuti. Anche Wim Wenders mi ha promesso che tornerà e questa cosa mi riempe d’entusiasmo, sulle ali di una nuova Calabria”.

Carlos Atoche ha incontrato Mimmo Lucano a Caulonia e racconta così la sua breve ma intensa esperienza a Riace: "Oggi torno a casa dopo essere stato a Riace per una settimana. Sono venuto fin qui per realizzare un murales a sostegno di Mimmo Lucano e del suo modello d'accoglienza.E' stato duro constatare come dopo l'esilio di Mimmo e lo smantellamento del cosiddetto modello Riace, il paese è tornato come prima: strade e piazze semi deserte, case abbandonate ed i pochi rimasti, sono costretti poco a poco, ad emigrare per trovare lavoro in altri paesi più grandi”.

“Giorni fa – prosegue Atoche - insieme alle persone che mi hanno accompagnato a Riace per questa operazione, ho avuto la fortuna di andare a trovare Mimmo: ci ha ricevuto a casa sua. Seduto vicino ad una stufa, in una stanza spoglia e circondato da persone a lui care, siamo rimasti a sentire i suoi racconti per diverse ore. Ho visto in lui una persona estremamente umile. Possiede la grinta di un ragazzino e l'innocenza di un bambino: i suoi occhi hanno lo sguardo di un sognatore. é evidente che questa vicenda dell'esilio lo ha portato un pò giù, ma allo stesso tempo ci ha fatto capire che non mollerà, che il suo ideale è più forte di tutte le difficoltà, e che continuerà a lottare.Ci ha raccontato le sue esperienze in politica. Ma i racconti più interessanti sono stati gli aneddoti legati agli anni della sua gioventù, ancora prima di entrare in politica. Ho percepito in lui la luce dei grandi uomini, sono rimasto incantato con i suoi racconti: basta sentirlo parlare per abbracciare l'idea che una società più giusta è possibile”.

“Questo incontro – aggiunge - è stato per me una enorme lezione di vita.Abbiamo parlato tra le tante cose, di questa operazione artistica. Gli ho detto che la sua determinazione è stata di esempio per tutti noi. Ho spiegato che questo murales vuole far conoscere il suo nome e far conoscere ad altre persone, non solo in Italia ma in tutto il globo, il suo modello, la sua proposta di una nuova società più giusta. Ho visto il suo entusiasmo quando ha visto la foto del murales. Ha voluto raccontarci del suo recente incontro con Win Wenders”.

“Oggi lascio Riace – conclude l’artista - con un sapore amaro in bocca, però con la consapevolezza che in tempi come questi, abbiamo bisogno di non mollare, di continuare a combattere con l'arma più poderosa che abbiamo:la bellezza"

 

 

 

Pubblicato in Calabria

A Verona erano i 50mila in piazza a rappresentare gli italiani, non il congresso delle famiglie. I dati del sondaggio Swg parlano chiaro sui diritti civili e delle donne in tema di famiglie, divorzio e legge sull’aborto. Da questi dati si comprendono anche la frenata del ministro Salvini su eventuali modifiche alle leggi e la posizione del M5S.

Come introduzione al ragionamento posto da Swg arriva il dato sul condizionamento religioso: per l’80% degli italiani essere cattolico influenza per nulla o molto poco le scelte politiche. Per il 71% le coppie di fatto devono avere gli stessi diritti di quelle sposate e il dato che avanza è quello relativo al matrimonio di persone dello stesso sesso: favorevole il 58% degli italiani.

Sulla legge 194 arriva un secco no a modifiche restrittive (72%): la maggioranza netta reputa una buona legge (62%) che deve invece facilitare ancor di più l’interruzione di gravidanza. L’unico no riguarda le adozioni per le coppie gay con il 63% degli italiani contrario.

Insomma, il popolo del family day è in minoranza e non rispecchia la volontà di gran parte del Paese sui diritti delle donne e su quelli civili. Chi mette mano al divorzio o alla 194 rischia di pagarla cara nell’urna elettorale.         

Pubblicato in Nazionale

La storia di tante storie inizia il suo racconto. E lo fa intrecciando “lacrime”, “sangue”, “sudore” e “champagne” per raccontare le “radici”, l’ “oggi”, il “domani” e il “futuro” di un appassionato e appassionante lavoro di cooperazione in Piemonte.

Sabato 6 aprile, esattamente a quarant’anni dalla sua fondazione, si aprono i festeggiamenti di una lunga storia di cooperazione sul territorio che vede protagonista la cooperativa Il Margine di Torino.

Quarant’anni di impegno e buone pratiche di assistenza che affondano le radici negli anni del superamento dell’ospedale psichiatrico di Collegno e che via via si sono ramificati in ambiti diversi: dalla disabilità ai minori, dalla psichiatria alle politiche attive del lavoro, dalla comunità mamma-bambino agli anziani.

Il luogo scelto per l’iniziativa non è casuale: la Lavanderia a Vapore, infatti, costruita tra il 1870 e il 1875, è stata per anni legata al Regio Manicomio di Collegno, come spazio adibito al lavaggio dei panni. Oggi è un centro d’eccellenza per la danza e altre iniziative culturali: ritrovarsi qui oggi, quindi, ha un grande valore simbolico.

L’appuntamento del 6 aprile alle Lavanderie a Vapore di Collegno, rappresenta un’occasione preziosa “per intrecciare le storie che, negli anni, hanno contribuito a definire sempre meglio i confini di un certo modo di intendere il lavoro cooperativo sul territorio. Lavoro che, per Il Margine, significa prima di tutto “inclusione”, “accento sulla persona”, “responsabilità”, “creazione di nuove opportunità”, “attivazione di autonomie”.

Filo rosso della giornata, il numero 4: quattro momenti narrativi (Le radici, L’oggi, Il domani e Il Futuro) ciascuno raccontato attraverso la voce di alcuni noti protagonisti del lavoro sul territorio: dal “Basaglia” piemontese Enrico Pascal agli psichiatri Paolo Henry e Antonio Silvio Venuti, da Elena Sodano, che ha trasformato il Borgo di Cicala in paese amico delle demenze, all’onorevole Umberto D’Ottavio.

In particolare, verrà lasciata a Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali e a Nicoletta Fratta, presidente della cooperativa Il Margine, il compito di delineare scenari e slanci futuri che impegneranno il mondo della cooperazione sociale nella costruzione di territori sempre più inclusivi.

Pubblicato in Piemonte
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