Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Martedì, 21 Maggio 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Maggio 2019 - nelPaese.it

La carovana festosa di Bicincittà è pronta ad invadere strade e piazze di tutta Italia: 100 città in bicicletta per chiedere aria pulita, rispetto per l'ambiente, sicurezza per chi utilizza le due ruote. La manifestazione sportiva organizzata dall'Uisp, che ogni anno coinvolge decine di migliaia di ciclisti in tutta Italia, coprirà una serie di fine settimana a partire da domenica 12 maggio sino a domenica 2 giugno, con una coda di iniziative che arriverà sino a settembre.

La giornata centrale sarà quella di domenica 12 maggio e si pedalerà a Ravenna, Aosta, Ancona, Asti, Grosseto, La Spezia, Alessandria, Livorno, Messina, Pisa, Reggio Calabria, Messina e in altre città. Anche a causa del maltempo, molte città hanno deciso di spostare lo svolgimento di Bicincittà, per permettere a più persone possibile di partecipare e godersi la giornata di festa. Infatti la manifestazione si terrà il 18 maggio a Firenze; il 19 maggio ad Empoli, Pescara,  e altre città; il 26 maggio a Caserta, Matera e altre città; il 2 giugno a Crotone, Rieti  e altre città.  Bicincittà è una manifestazione rivolta a bambini e famiglie, per coinvolgere le comunità in un'occasione di riscoperta degli spazi urbani e del verde delle nostre città, quindi il bel tempo è garanzia di successo, mentre la pioggia renderebbe difficile il buono svolgimento della pedalata Uisp.

"Bicincittà è una manifestazione nazionale che richiama la passione e l'impegno della Uisp per città più vivibili, a misura di cittadino, per una migliore qualità della vita di tutte e di tutti – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – Nel nostro paese la vendita di biciclette negli ultimi anni ha superato quella delle automobili, un buon segno. Con Bicincittà migliaia di due ruote che invaderanno le città e le periferie urbane, con spirito lento, dolce e solidale. Per mandare un messaggio all'Europa e dire che abbiamo bisogno di recuperare l'identità ed i valori fondanti della costruzione europea, un percorso di emancipazione umana, di promozione sociale, che riduce la forbice delle disuguaglianze e sostenibile".

Ma che cos’è Bicincittà? Una festa a pedali aperta a tutti, non una gara ma un modo per stare insieme attraverso la bici; percorsi urbani o parchi, distanze variabili su itinerari semplici ed adatti a tutti; ritrovi fissati solitamente nel centro storico delle città, dove si parte tutti insieme a velocità controllata, in molti casi si toccano luoghi simbolici, artistici, storici. Poi si fa festa, ristori ed esibizioni di vario genere ad allietare la giornata dove i valori di Bicincittà si incrociano con urgenze e tematiche sociali individuate territorialmente.

Bicincittà ha già debuttato: infatti, si è cominciato a pedalare in Toscana, a Fucecchio (Fi) il 28 aprile e a Castiglione della Pescaia (Gr) il 1 maggio; domenica 5 maggio a Chiusi-Querce al Pino (Si), Pontasserchio di San Giuliano Terme (Pi), San Vito Dei Normanni (Br). Sabato 11 toccherà a Bibbiena, in provincia di Arezzo.

Bicincittà è anche solidarietà: ogni anno la manifestazione è legata ad uno o più progetti di solidarietà in Italia o all’estero, cui vengono destinati i proventi delle quote di iscrizione. Nel 2019 i comitati aderenti potranno scegliere di destinare la raccolta fondi ad un’iniziativa locale oppure aderire alla raccolta fondi nazionale rivolta alla Fondazione Kanafani che aiuta i bambini rifugiati in Libano. GUARDA IL VIDEO

Per il calendario di Bicincittà clicca qui

 

Pubblicato in Sport sociale

L’intensificarsi di bombardamenti e attacchi nel nord-ovest della Siria ha costretto alla fuga 150.000 persone (25.000 famiglie) tra il 29 aprile e il 5 maggio. A migliaia sono arrivati nel governatorato di Idlib, dove le cliniche mobili di Medici Senza Frontiere (MSF), già presenti nell’area, stanno fornendo assistenza medica ai nuovi arrivati e incrementato la distribuzione di acqua e materiali essenziali nei campi sfollati.

 “Abbiamo lasciato il nostro villaggio a causa dei bombardamenti, è stato terribile. Abbiamo camminato cinque giorni per arrivare qui” racconta Abu Enad, paziente MSF in un campo di Idlib.

Il governatorato di Idlib attualmente ospita centinaia di migliaia di sfollati siriani. Buona parte di loro ha trovato riparo in campi informali, dove vivono in condizioni di sovraffollamento e in mancanza dei servizi essenziali. Le cliniche mobili di MSF visitano alcuni di questi campi settimanalmente per fornire assistenza medica di base, vaccinazioni di routine e interventi per migliorare le condizioni igienico-sanitarie.

“Le nostre cliniche mobili lavorano in diversi campi sfollati a Idlib, specialmente quelli lontani dai centri abitati. La clinica mobile nei campi è un segno di speranza. Puoi vedere il sorriso sui volti dei bambini quando dicono: ‘Sono arrivati i medici!’” dichiara Muhammad Qutib, infermiere di MSF (VIDEO). 

 Al di fuori dei campi, le équipe di MSF nell’area hanno avviato quest’anno una campagna di vaccinazione in oltre 50 scuole e tra gennaio e marzo 2019 hanno vaccinato oltre 6.200 bambini contro il tetano e la difterite.

 

 

 

Pubblicato in Dal mondo

Dopo la manifestazione di ieri, 8 maggio, in via Satta a Roma, la Campagna LasciateCIEntrare insieme a Nonna Roma, Sportello Tuteliamoci-Astra 19, A buon diritto, Alterego-Fabbrica dei Diritti, Baobab Experience, Adif, Arci Roma, Focus Casa dei diritti sociali, Lunaria e molti singoli e privati cittadini, hanno deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma contro Casapound.

“La gravità di quanto sta avvenendo a Casal Bruciato, a Roma, è sotto gli occhi di tutti. I quotidiani e le televisioni hanno ampiamente documentato quanto accaduto in questi giorni, non sempre evidenziando in modo adeguato quanta violenza fosse contenuta in talune manifestazioni”, scrivono le organizzazioni.

Non si può infatti qualificare come "protesta"dei residenti, “l'ennesimo teatrino messo in campo da Casapound in una delle periferie della nostra città, sostenuto –peraltro- da uno sparuto gruppo di persone. Così come risulta inspiegabile l'atteggiamento delle forze dell'ordine che, non intervenendo tempestivamente e nemmeno in seguito alle evidenti violazioni degli esponenti di Casapound, gli hanno reso possibile di agire indisturbati per più di due giorni. Quelle stesse forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, hanno ostacolato gli attivisti ed i cittadini giunti ieri sul posto per dimostrare tutta la loro solidarietà alla famiglia colpita da questa ignobile vicenda”.

“Sicuramente quanto accaduto con il Salone del Libro di Torino e la risposta popolare che ieri si è avuta a Casal Bruciato evidenziano come la battaglia contro il fascismo sia da combattersi su un piano sociale e culturale, non lasciando a questi esponenti dell'estrema destra alcuna agibilità nelle nostre città”, aggiungono

“Siamo convinti, però, anche della necessità di non poter lasciare impunite le azioni di queste organizzazioni neofasciste, che si sono palesate in tutta la loro violenza nei contro della famiglia rom assegnataria di un alloggio popolare”, prosegue la nota.

Infatti, “l'inquietante presenza di un gazebo fisso di CasaPound sotto l'abitazione, gli insulti razzisti, le violente aggressioni verbali” e le pesanti minacce “non possono essere legittimati come mere azioni” di "protesta", configurando gravi reati che vanno dalla violenza privata, alle minacce, alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale fino all' apologia del fascismo ed a manifestazioni fasciste.

“Per questo, come associazioni, abbiamo deciso di presentare un esposto, per ribadire che non ci faremo intimidire ulteriormente e che non lasceremo alcuno spazio a chi intende cavalcare e fomentare l'ondata d'odio che si sta diffondendo nel nostro Paese”, concludono.

Pubblicato in Migrazioni

In Etiopia Giacinto è arrivato come giovane fascista, pronto a colonizzare. Nell’orrore della guerra scopre invece il valore della resistenza. Dopo la sconfitta africana, in Italia, sarà protagonista di una collaborazione tra fascisti e partigiani. Questa la trama del cortometraggio Eroi Perduti di Lorenzo Giroffi.

Dopo aver vinto il bando della Film Commission Campania il regista ha deciso di intraprendere la strada del Crowdfounding, in italiano sarebbe il finanziamento collettivo, un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Sabato 11 maggio a Napoli, alle ore 18 alla libreria Tamù di via Santa Chiara, ci sarà la serata di presentazione della campagna crowdfunding del cortometraggio Eroi Perduti.

Il progetto

Grandi nomi della tv come Gianfranranco Magalli e Tiziana Panella, della letteratura come Laurent Binet, Wu Ming, Nikoai Lilin e molti nomi del cinema come Marco D’Amore e Niccolò Senni stanno sostenendo il progetto. Eroi Perduti nasce dalla penna di Lorenzo Giroffi, reporter in prima linea che recentemente ha deciso di dedicarsi alla fiction e al linguaggio cinematografico. Il progetto Eroi Perduti è vincitore del bando della Film Commission Campania, che ha accettato la sfida della giovane società di produzione Lunia Film, messa in piedi da Luca Ciriello. La Film Commission finanzierà il 50% del budget totale del corto. 

La questione adesso è: dove trovare l’altra metà dei finanziamenti? “Vogliamo raccontare non solo ciò che la storia ha combinato, ma anche quelle che sono le sue conseguenze. – racconta Lorenzo Giroffi, il regista del corto- Eroi Perduti è un film nel quale vogliamo coinvolgere tutti, per una lettura contemporanea della colonizzazione e delle lotte tra ideologie. Confidiamo nel fatto di trovare tanti piccoli produttori, pronti a capire il messaggio del film, così da continuare a cercare, ogni giorno, altri eroi perduti”.

La serata dell’11 sarà un’occasione per conoscere il progetto. Grazie all’intervento della dottoressa Alessandra Ferlitto, l’esplorazione cinematografica incontrerà la realtà storica di una delle peggiori operazioni militari immaginate dall’Italia di Mussolini in Etiopia.

La serata

Durante l’evento sarà proiettato il teaser del cortometraggio e alcune immagini inedite sul percorso di ricerca sul tema della guerra da parte dell'autore, Lorenzo Giroffi, e di come sia arrivato a parlarci di Etiopia, Resistenza e Colonialismo grazie all’incontro col produttore Luca Ciriello. Al racconto storico s’interallacceranno le letture dell’attore Piero Grant, che interpreta il giovane protagonista del cortometraggio. L’attore leggerà dei passaggi accompagnato alla chitarra dal maestro Raffaele Crisci.

La campagna crowdfounding è stata organizzata sulla piattaforma Produzioni dal Basso (www.produzionidalbasso.it). L’obiettivo finale è quello di raggiungere la cifra di 11 mila euro entro luglio 2019. Partecipare al finanziamento del progetto darà accesso a contenuti video live ed aggiornamenti in tempo reale dell’avanzamento delle riprese. “Non esistono piccoli contributi, solo una grande voglia di fare” conclude il regista.

Pubblicato in Campania

Sono 65 le opere selezionate per la seconda fase del premio L’anello debole 2019, il riconoscimento che la Comunità di Capodarco assegna ai migliori cortometraggi sul sociale e l’ambiente. Si tratta di 55 video e 10 audio che da oggi sono fruibili online, in versione integrale o trailer, divisi nelle quattro categorie del Premio: 10 Audio cortometraggi; 27 Cortometraggi della realtà; 22 Cortometraggi di fiction e 6 Cortissimi. Tra questi video c'è il documentario Un bene di tutti, prodotto da nelpaese.it e promosso da Legacoopsociali. 

La selezione è stata condotta da una commissione costituita dalla Comunità di Capodarco di Fermo che ha scelto tra 121 opere provenienti da 9 paesi del mondo.

Ampia come sempre la varietà degli argomenti trattati: si va dalla tutela dell’ambiente, alla disabilità, dalla povertà alla salute mentale, dal carcere al razzismo e alle discriminazioni, solo per citarne alcuni. Una costante delle ultime edizioni del premio è la centralità del tema immigrazione, sia in Europa che nel mondo, declinato nei suoi molteplici aspetti: i morti in mare, l’”inferno” della Libia, la tratta di esseri umani, il dibattito sulla cittadinanza, ma anche alcune belle storie di integrazione. Molte opere riguardano le donne, la lotta per la parità dei diritti e il dramma della violenza.

Ora la parola passa alla giuria di qualità, composta da 16 esperti nel campo giornalistico, radio-televisivo e cinematografico, che sceglierà i cortometraggi finalisti. Tra questi, dopo la valutazione di una giuria popolare, verranno proclamati i vincitori, venerdì 28 giugno, nel corso del Capodarco L’Altro Festival, nella cornice della terrazza sul mare della Comunità di Capodarco di Fermo, nelle Marche.

E’ già possibile iscriversi alla giuria popolare. Ci si può iscrivere fin da ora alla giuria popolare del premio. Basta andare nella sezione relativa sul sito del Capodarco L’Altro Festival, compilare e inviare il modulo via e-mail o fax. I giurati popolari hanno il compito di valutare i cortometraggi finalisti durante il Festival, Il loro voto, ponderato con quello della giuria di qualità, decreta le opere vincitrici.

Pubblicato in Cultura

Riapre lunedì 13 maggio la storica osteria La Coopera 1945, ad Arbizzano di Negrar (via Stella, 40). Spazi completamente rinnovati ma anche un nuovo progetto sociale e culturale, che ne farà un luogo accogliente e inclusivo, promotore di cittadinanza, al servizio della comunità e del territorio.

A gestirla sarà Azalea, cooperativa sociale veronese che da oltre 25 anni è attiva con servizi e progetti negli ambiti delle cure primarie, dell'educazione e della cultura, dell'inclusione. Ne raccoglie orgogliosa il testimone dalla Cooperativa Arbizzano, proprietaria dell'immobile, condividendone i valori fondanti e facendo proprio il ruolo sociale di quel progetto, nato 70 anni fa per rispondere all'esigenza della popolazione della Valpolicella di approvvigionarsi dei beni di prima necessità, in un contesto sociale ed economico ancora sconvolto dal conflitto.

Dopo la festa di inaugurazione di sabato 11 maggio, l'osteria riprende dunque l'attività proponendosi di coniugare insieme tradizione e innovazione. Accanto a un menu attento ai diversi target, che vuole unire generazioni diverse (pranzi, cene, aperitivi e "cicchetti" nella migliore tradizione veronese), la proposta di gastronomia per asporto, pensata in particolare per le persone anziane o sole, ma pure per chi non ha tempo per cucinare. Alla base di tutto, una scelta precisa di qualità delle materie prime e al contempo di sostegno ai produttori locali, sposata a una filosofia dei prezzi che li vuole sostenibili e accessibili: i prodotti utilizzati sono di prossimità e bio, il menu propone anche piatti della cucina veneta accanto ad alcuni vegetariani e vegani, la carta dei vini predilige cantine del territorio.

L'osteria sarà un luogo di incontro, di arte e di cultura: ospiterà infatti appuntamenti tematici, nonché eventi musicali e teatrali, valorizzando l'ampia corte esterna. E ancora, La Coopera 1945 sarà impegnata a promuovere un approccio consapevole e critico al consumo e una cultura del cibo sano, equo e sostenibile; per questo diventerà punto di riferimento e di distribuzione per il Gaspolicella, il gruppo di acquisto solidale del territorio, i cui prodotti figureranno tra le materie prime del menu dell'osteria.

Ma La Coopera 1945 è anche un articolato progetto sociale: spazi interni disponibili e gratuiti ─ tra cui un co-networking dedicato al lavoro e allo studio come a incontri e riunioni per cittadini e associazioni ─, un'area per i bambini attrezzata con giochi, una saletta per laboratori... Numerosi altri i servizi gratuiti per la comunità.

 

 

Pubblicato in Veneto

La retorica è sempre dietro all'angolo quando si parla di bambini, però è proprio contro i bambini e le bambine che oggi si combatte una guerra.

Due immagini di questi giorni

La prima a Roma, Casal Bruciato. Una bambina in braccio alla madre, stanno correndo attorniate dalla polizia, tutto intorno persone, in prevalenza maschi. Fascisti. Urlano, insultano e minacciano, tentano di colpirle.

La seconda immagine è nel Mar Mediterraneo, sulla Mare Jonio (foto sopra), una bambina in braccio alla madre, sedute e sorridenti. Intorno persone emozionate, qualcuno piange, emozioni forti, felicità.

Il contesto è importante e fa la differenza. Quello che colpisce è lo sguardo delle due bambine, gli occhi. Guardateli quegli occhi. Là dentro abbiamo il nostro futuro, le nostre paure, la nostra rabbia, la nostra frustrazione ma anche la nostra gioia, la nostra possibilità di salvezza.

Noi adulti dobbiamo decidere da che parte stare. 

Riguardo gli occhi delle due bambine. Mi viene da piangere, di rabbia per quella paura che vedo in una bambina che dovrebbe essere al sicuro, in una città occidentale, capitale europea e ricca di cultura, Roma.

Di emozione guardando la gioia che esprime una bambina che era in balia del mare, in fuga da un Paese in guerra, lei è la bellezza della vita. 

Non so, forse basta guardare gli occhi per capire, quello che stiamo facendo. Rischio di essere banale e semplicistico, però d'ora in poi, per tutte le volte che non sono stato capace di farlo, guarderò gli occhi dei bambini, per capire e per vedere dove stiamo andando.

In questi attimi le persone a bordo della Mare Jonio verranno sbarcate, a noi rimane l'emozione e la gioia di quello che abbiamo vissuto, ma ci consegna anche una responsabilità enorme, quello di tentare di preservare quello sguardo e quella gioia.

Non so se ce la faremo, ma sarebbe criminale non provarci. 

Alessandro Metz - armatore Mediterranea Saving Humans

 

 

Pubblicato in Nazionale

La ricerca promossa da Auser e Spi Cgil “Il diritto di invecchiare a casa propria. Problemi e prospettive della domiciliarità” si amplia e si arricchisce di dati  sulla condizione degli anziani e l’assistenza domiciliare regione per regione. In occasione della Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, il ricercatore Claudio Falasca ha presentato i dati sugli anziani delle prime cinque regioni prese in esame: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia.

Le criticità future della domiciliarità con la crescita del numero degli anziani bisognosi di cure e la diminuzione dei caregiver familiari  si confermano in tutte le regioni, con situazioni più critiche soprattutto al Sud. In tutte e cinque le regioni si sottolinea la difficoltà di rinnovo dei caregiver. Nel 2065 in alcune regioni le donne saranno quanto gli uomini (Toscana, Sicilia) e in Lombardia gli uomini saranno più delle donne.

La ricerca evidenzia che in tutte le regioni al crescere delle limitazioni funzionali si riduce il riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Sono inoltre del tutto carenti  i posti letto nelle Rsa. A fronte di una media Ocse di 30-60 posti letto ogni mille anziani, in Italia al massimo si raggiunge quota 30 nella sola Emilia Romagna, mentre in Sicilia i posti letto ogni mille anziani sono solo 5,5.

Inadeguate le risorse per l’assistenza sociosanitaria e fortemente squilibrata fra nord e sud: la spesa media di 96 euro pro capite oscilla dai 45 in Sicilia a 113 in Toscana. Tra il 2011 e il 2017 in Sicilia si riduce il numero delle colf (meno17,2%) e cresce quello delle badanti (più  58%) soprattutto di nazionalità italiana.

Le case degli anziani sono per la maggior parte prive di ascensori.  Nella sola  Emilia Romagna oltre 203mila abitazioni con anziani soli sono per la maggior parte senza ascensore, in Campania sono 153mila le abitazioni con anziani soli dove l’ascensore non c’è. La vita nei grandi centri urbani diventa un percorso ad ostacoli: per le condizioni stradali, l’inefficienza dei trasporti, l’illuminazione delle strade, l’insicurezza.

“Questi dati – ha sottolineato Falasca – sono di stimolo per la promozione di un dibattito politico sui temi della domiciliarità attualmente del tutto assente. E’ invece assolutamente prioritario interrogarsi su come e quanto la “domiciliarità” sarà in grado di corrispondere al crescente invecchiamento della popolazione nel nostro Paese”.

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Maggio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31