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Martedì, 21 Maggio 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 13 Maggio 2019 - nelPaese.it

 "La leva obbligatoria nell'Italia di oggi sarebbe un freno alla creatività e all'intraprendenza dei giovani". È molto chiaro Vincenzo Spadafora, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'intervista concessa a Comunicare il Sociale, il mensile del Csv Napoli che si occupa di terzo settore e volontariato.

Spadafora prende, dunque, posizione netta su una tematica che, di recente, era stata rilanciata dalla Lega ed in particolare proprio dal ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini: "Smettiamola con questi rimandi ai tempi che furono", dichiara Spadafora.

Il Sottosegretario, invece, difende il servizio civile: "La società degli adulti ha il dovere di fornire ai giovani uno strumentario idoneo a dare prima forma e poi consistenza ai propri sogni; in questo, il servizio civile universale – quale primo contatto con il mondo dei grandi – mi sembra un percorso molto più efficace". Nella sua intervista, Spadafora si sofferma anche sul volontariato e le sue prospettive nel Paese.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Lo sciame sismico che ha accompagnato per giorni l'ultima eruzione dell'Etna, quella verificatasi lo scorso 24 dicembre 2018, potrebbe aver rallentato la risalita del magma, accumulato in una sorgente a circa 5 km di profondità, limitando l'entità dell'eruzione stessa. È questa l'ipotesi avanzata da uno studio a cura dei ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Alessandro Bonforte, Francesco Guglielmino e Giuseppe Puglisi, recentemente pubblicato sulla rivista Terra Nova.

"L'eruzione dell'Etna della vigilia di Natale ha rappresentato un fenomeno piuttosto particolare", spiega Alessandro Bonforte, co-autore dell'articolo, "infatti, pur non essendo stato un evento particolarmente significativo, ha fatto registrare un'intensa attività sismica che ha preceduto e accompagnato l'evento per giorni, anche dopo la fine dell'attività eruttiva".

La fessura eruttiva aperta il 24 dicembre si è propagata dal cratere di Sud-Est fin nella Valle del Bove e da lì è scaturita una colata alimentata fino al 27 dicembre, mentre i fenomeni esplosivi si erano già esauriti poche ore dopo l'inizio. L'attività sismica, che ha accompagnato l'eruzione, ha attivato tutte le faglie che interessano i fianchi del vulcano, con migliaia di terremoti registrati non solo in area sommitale dove si è aperta la frattura ma anche lungo le faglie di Ragalna, della Pernicana e di Trecastagni. L'evento di maggiore entità, di magnitudo 4.9, si è verificato il 26 dicembre lungo il sistema di faglie di Fiandaca-Pennisi.

I dati forniti dalle immagini satellitari acquisite dai satelliti Sentinel 1A e 1B dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA – European Spatial Agency), equipaggiati con un particolare sistema SAR (Synthetic Aperture Radar), hanno consentito di misurare la deformazione del suolo etneo tra il 22 e il 28 dicembre, con il vulcano diviso in due lobi aventi movimento opposto.

"Tale deformazione", prosegue Bonforte, "è stata causata da un'importante risalita di magma dal profondo e ha favorito una frattura radiale rispetto ai crateri sommitali che ha invece drenato del magma già residente, che stazionava nei condotti appena sotto la superficie, al di sotto del cratere di Sud-Est. La ben più consistente massa di magma in risalita si è invece fermata al di sotto del vulcano, circa al livello del mare. L'eruzione osservata in superficie sarebbe stata quindi solamente un "effetto collaterale", rispetto a quella che si stava preparando. L'ipotesi avanzata nel nostro studio è che a bloccare la risalita del magma dalle profondità sia stata proprio la grande energia dissipata nello sciame sismico. Naturalmente questa ipotesi richiede ulteriori calcoli basati su analisi approfondite dei dati del monitoraggio multidisciplinare dell'INGV per poter essere verificata e perfezionata", conclude il ricercatore.

Pubblicato in Sicilia

Chiuso il Festival a Lucca, grande partecipazione dei volontari e della città: 6000 persone, 100 associazioni e 70 iniziative fra convegni e animazione: la piazza del volontariato, che da Lucca parla al Paese, ha vinto ancora la sua scommessa di contagiare la società con i valori della solidarietà. L'edizione 2019 si è chiusa domenica 12 maggio dopo aver animato la città per tre giorni con numeri importanti.

"Un ringraziamento -ha detto il presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Pier Giorgio Licheri- va ai tanti volontari che hanno animato il Festival del Volontariato. Con le loro associazioni rendono possibile un evento capace di accendere i riflettori su un mondo fondamentale per tenere unito, o ricucire, la società. Lo abbiamo detto ed ascoltato molte volte in questi giorni: il mondo del volontariato e in generale il terzo settore, sta vivendo un momento molto delicato in Italia. Serve un maggior dialogo con le istituzioni, per trovare soluzioni a problematiche aperte da troppi anni. Ci auguriamo che la voce alzata dal Festival contribuisca a fare in modo che ci sia un maggiore rispetto e riconoscimento da parte delle istituzioni a tutti i livelli". 

E l'edizione 2019 del Festival del Volontariato si è chiusa con l'appello e l'impegno a mettere al centro della politica e della società i minori e l'infanzia. E con la prima uscita pubblica del Garante toscano per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza Camilla Bianchi, nominata dal consiglio regionale e che entrerà in funzione nei prossimi giorni. Al convegno "Missione imprescindibile: infanzia e nuove generazioni" hanno partecipato il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani e il presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze Luciano Trovato. Presente anche la rete toscana dei Tutori dei minori stranieri non accompagnati, singoli cittadini che hanno deciso di accompagnare sulla strada dell'integrazione i minori senza genitori che sono arrivati nel nostro Paese: sono 200 in Toscana, 4000 in Italia, quelli già registrati al Tribunale. E l'impegno per i minori e il loro futuro è stato annunciato dalla Garante Camilla Bianchi, evidenziando il ruolo del volontariato. 

"Il volontariato -ha detto Bianchi- è un’idea di civiltà, ma ancora prima una fondamentale esperienza umana per le persone e per i giovani, un’esperienza che lega agli altri e al proprio territorio. La nostra società è ancora troppo poco impegnata a mettere in primo piano i diritti dell’infanzia e adolescenza. Serve un impegno continuo e una vigile responsabilità per garantirne il rispetto. L’ufficio che presiederò deve diventare un luogo aperto, luogo di ascolto e confronto in cui condividere, progettare e realizzare. Solo attraverso un’azione congiunta di sostegno ai diritti fondamentali dei bambini e dei ragazzi da parte di tutti si può contribuire alla costruzione di un piccolo pezzo di mondo migliore e un futuro che per bambini e adolescenti non sia solo un vago e lontano anelito a cui tendere, ma sia un futuro certo"

 

Pubblicato in Economia sociale

Nelle stesse ore in cui avveniva dell'ennesima strage avvenuta nel Mare Mediterraneo a causa delle politiche di chiusura ed esternalizzazione dell'Italia e dell'Unione europea, venivano diffusi i contenuti di un possibile nuovo decreto d'urgenza proposto dal Ministero dell'Interno che dovrebbe andare nuovamente a modificare alcune delle norme sulla disciplina dell'immigrazione in Italia.

“Il testo appare essere l'ennesimo stravolgimento dei fondamentali principi di diritto internazionale e un ulteriore contributo alla politica posta in essere da questo Governo, così come da quello precedente, finalizzata a colpire coloro, specialmente organizzazioni non governative di chiara fama, che non vollero ubbidire alla regolamentazione della salvaguardia del diritto alla vita”. Così dichiara l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi).

“Tra esse la previsione di nuove sanzioni (ed addirittura la sospensione o la revoca della licenza alla navigazione) – sottolinea Asgi - a carico di chi a certe condizioni ponga in essere ‘azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto irregolare di migranti, anche mediante il recupero delle persone’. Ovvero sanzioni per chi, nell'adempimento di un dovere etico, giuridico e sociale, salva vite umane altrimenti destinate alla morte”.

Nonostante i gravi dissidi istituzionali determinati dall'ultimo Governo Conte e dalle politiche dell'attuale Ministro dell'Interno, con l'attuale ipotesi di decreto legge (a cui sono evidenti a tutti la mancanza dei requisiti di necessità ed urgenza), “si persegue pervicacemente nella strada intrapresa e, addirittura, si decide di portare la guerra agli esseri umani anche in acque internazionali sbeffeggiando le convenzioni internazionali in materia di ricerca e soccorso in mare”.

Secondo Asgi, in attesa di una compiuta analisi normativa se e quando quel testo dovesse prendere formalmente vita, è doveroso evidenziare che: “sino ad oggi la magistratura italiana ha ritenuto che le operazioni di salvataggio in mare da parte di navi private siano state svolte per adempiere a precisi obblighi internazionali e per rispondere ad evidenti condizioni di necessità. La situazione generatasi in Libia nel corso degli ultimi anni è degenerata ulteriormente nelle ultime settimane impone di intervenire per salvare la vita dei civili e dei migranti presenti nel Paese e di interrompere le politiche di sostegno alla Libia relative alle operazioni della Guardia costiera libica. Salvare vite in mare è un dovere che risponde a precisi obblighi umanitari e non può e non dovrà mai essere considerato un crimine”.

“Prendere posizione contro questo ennesimo attacco al rispetto della vita umana, ai diritti e alle libertà fondamentali è un dovere a cui non è più possibile sottrarsi”, conclude Asgi.

 

Pubblicato in Nazionale
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