Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 18 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 14 Maggio 2019 - nelPaese.it

La Michele In The World srl (MITW) ha fatto sue la particolare attenzione e la passione intelligente e solidale alla base dell’operare quotidiano dell’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale, che ormai dal 1870 offre ai suoi clienti pizza di grande qualità, ad un prezzo popolare, specchio della visione democratica dei fondatori.

Solidarietà e attenzione al sociale caratterizzano, dunque, tuttora le scelte delle nuove generazioni dei Condurro, che con entusiasmo accolgono e promuovono proposte del terzo settore e del volontariato, per aiutare persone svantaggiate e contrastare forme di ingiustizia sociale, che da sempre minano le basi del vivere civile.

Gli A.D. di Michele In The World, con il loro staff, scelgono percorsi che sono tesi a solidi orizzonti etici, per dare un contributo fattivo alla rinascita del nostro territorio, a favore dei giovani.

Domenica 19 maggio, presso la sede de “L’Antica Pizzeria Da Michele”, la MITW assegnerà una borsa di studio per pizzaiolo a uno dei giovani partecipanti del progetto Generare Futuro condotto a Napoli dal “Forum Provinciale delle Associazioni Familiari”, in stretta collaborazione con le Acli e l’Arcidiocesi.

Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e finalizzato a sostenere i giovani talenti che vivono in contesti socio-economici svantaggiati, ha visto MITW tra i principali partner del percorso progettuale, scandito da seminari di orientamento e laboratori dedicati alle eccellenze dell’artigianato e degli antichi mestieri della tradizione napoletana. Insieme alla maison “E. Marinella”, che ha bandito un concorso di idee per la realizzazione di un foulard, MITW ha voluto premiare il talento e la motivazione di un giovane partecipante offrendo una concreta opportunità di lavoro, dando prova che anche in una realtà complessa come quella di Napoli esiste un’imprenditoria sana e pronta a valorizzare le risorse di questa città.

Sarà inoltre presentata la campagna di raccolta fondi e 5XMILLE a sostegno dell’Associazione di Promozione sociale “Amici di Peterpan” con il presidente Antonio Del Prete e giovani volontari. L’associazione, che dal 2004 promuove iniziative contro la povertà educativa e a sostegno dei giovani di Napoli, con il ricavato finanzierà un progetto di orientamento e formazione per ragazzi a rischio di esclusione sociale. MITW inserirà all’interno delle sue pizzerie di tutta Italia, delle cassette “dono” e flyer informativi a partire proprio da Napoli per il periodo maggio- ottobre 2019.

Nello stesso giorno, la MITW ha deciso di celebrare la chiusura del mese dedicato alla pizza della legalità “Giancarlo Siani Coop.”, un progetto realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Giancarlo Siani. Ad aprile cinque sedi della Michele In The World srl, Roma, Firenze, Milano, Londra e Barcellona, hanno inserito nel proprio menù pizze speciali, arricchite nel sapore e nei contenuti dai pomodorini della cooperativa, i “Pizzini Vesuviani”, prodotti nelle terre confiscate alla camorra. Il risultato, in cifre, va oltre le 10mila pizze vendute tra le sedi di MITW in Italia e in Europa: un successo che unisce imprenditoria giovanile sul territorio campano e impegno sociale, punti cardine della politica di MITW e della Coop. G. Siani. 

Per l’occasione sarà possibile degustare l’antica Pizza Mastunicola e la Pizza Giancarlo Siani Coop. e deliziare il proprio palato con i dolci gentilmente offerti dalla Pasticceria Napolitano-Poderic

 

 

 

 

Pubblicato in Lavoro

In occasione dell'assemblea annuale 2019 di Forum Droghe, riunita a Firenze l'11 maggio, è stata rilanciata una riflessione sullo stato delle politiche sulle droghe nel nostro paese, che sostenga la ripresa di iniziativa politica e la convocazione di una non più rinviabile nuova conferenza nazionale promossa dal basso, visto che l'ultima Conferenza Governativa risale ormai al 2009.

“I proclami di guerra lanciati nei giorni scorsi dal Ministro degli Interni sulla canapa – scrive il Forum Droghe - anche quella senza alcuna capacità ‘drogante’, e contro i movimenti e le associazioni che lottano per una diversa politica sulle droghe sono scomposti nei modi, ignorano le evidenze scientifiche e decenni di esperienza sul campo, e servono solo a coprire l'ipocrisia di chi vuole continuare le inutili, inefficaci e dannose politiche proibizioniste. Regolamentare non significa promuovere in modo indiscriminato il consumo, che anzi diminuisce soprattutto tra i più giovani nei Paesi che hanno legalizzato l'uso della cannabis, ma scegliere un approccio che riporti nella legalità i consumi normalizzati di milioni di italiani, che tuteli la salute favorendo un uso consapevole e promuovendo la riduzione dei danni e dei rischi”.

Il divario tra le domande che il fenomeno dei consumi di droghe oggi pone alla politica e le risposte conseguenti si va facendo drammatico. “Nel linguaggio del populismo penale e securitario dominano risposte repressive e patologizzanti, a carico di milioni di giovani e cittadini, quelle stesse risposte che a anche livello globale hanno da tempo dimostrato fallimenti e aumento dei danni, individuali e sociali”, continua il Forum.

“Lo spazio che i mass media continuano a riservare alle questioni connesse con le droghe, segue la vecchia logica della rappresentazione del demone della droga, rigorosamente al singolare, rinunciando a fare un'informazione seria e a promuovere una riflessione critica”, aggiunge.

Intanto, lo spazio delle politiche del welfare si va sempre più restringendo. “Proprio mentre vengono lanciati allarmi quasi quotidiani sui consumi, nulla sappiamo dei Livelli Essenziali di Assistenza per la Riduzione del Danno, una politica e un sistema di interventi che questi allarmi possono e sanno contrastare e gestire”.

Quella che oggi Salvini e il governo vuole rilanciare, “è una guerra che dura da 30 anni. 30 anni di fallimenti, di sofferenze non necessarie, di danni evitabili. Una guerra alla droga fallimentare ma altamente pericolosa per il clima di tensione da caccia alle streghe che ripropone.Oggi come non mai è necessario promuovere un grande momento di riflessione e proposta sulle politiche sulle droghe in Italia e nel mondo”.

“Per questo siamo impegnati -   con tutte le realtà della Società Civile italiana interessate, con le organizzazioni dei consumatori e con gli operatori del settore - nella costruzione di una grande Conferenza Nazionale sulle politiche sulle droghe”, conclude il Forum. La nota è stata approvata anche da LILA, CILD, Comunità San Benedetto al Porto, ITARDD, ItanPUD, CGIL, Società della Ragione, Gruppo Abele, Comitato Esecutivo di Encod.

 

Pubblicato in Salute

Il 13 maggio è stata presentata a Oslo la mappa (https://rainbow-europe.org/) sui diritti LGBTI di ILGA-Europe in occasione di IDAHOBIT, la giornata mondiale contro omo-transfobia, bifobia e intersexfobia che sarà celebrata in tutto il mondo il 17 maggio.

Per la prima volta in 10 anni alcuni paesi stanno retrocedendo: tra questi la Polonia, che ha iniziato a negare l'accesso alla procreazione assistita alle donne single, la Bulgaria, che ha reso più difficile cambiare i documenti per le persone trans, l'Ungheria e la Turchia – dove è a rischio la libertà d'espressione e associazione, oltre che la sicurezza degli attivisti – la Serbia e il Kossovo, che non hanno rinnovato le loro strategie nazionali per le pari opportunità, e anche l'Italia che scende al 34° posto insieme all'Ucraina.

Per quanto riguarda l'Italia, pesa il fatto che non è stata rinnovata la strategia nazionale dell'UNAR  contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e identità di genere e il maggior peso che l'indice di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/) quest'anno dà ai diritti delle persone trans e intersex e alla protezione dall'omo-transfobia. Questi cambiamenti restituiscono un'immagine più accurata di quello di cui le persone LGBTI hanno realmente bisogno e di ciò che impatta maggiormente sulle loro vite.

"L'Italia è ben lungi dall'essere tra i Paesi che hanno mostrato la capacità di ampliare il loro orizzonte per abbracciare la visione di eguaglianza necessaria alle persone LGBTI e tradurla in concreti provvedimenti legislativi e amministrativi. Anzi, le affermazioni discriminatorie di alcuni rappresentanti del governo fanno temere ulteriori passi indietro, come peraltro già accaduto con il decreto voluto dal Ministro dell'Interno che impone l'utilizzo, nelle carte d'identità elettroniche dei figli minorenni, delle parole "padre-madre" in sostituzione della parola "genitori"", dicono le associazioni firmatarie di questo comunicato.

Se da un lato la stagnazione e il peggioramento della condizione delle persone LGBTI in Europa risulta evidente dall'indice di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/), alcuni governi, come il Lussemburgo e la Finlandia hanno dimostrato una chiara capacità di leadership nel 2018.

Un'ottima legge sul riconoscimento del genere basata sul principio di autodeterminazione e un'esaustiva strategia nazionale contro le discriminazioni e per le pari opportunità hanno permesso al Lussemburgo di balzare dal ventesimo al terzo posto della graduatoria di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/), dopo il Belgio e Malta, che rimane saldamente in testa alla classifica per il quarto anno consecutivo. All'estremo opposto si trovano invece Armenia, Turchia e Azerbaigian.

Evelyne Paradis, direttore esecutivo di ILGA-Europe, dichiara: "Nell'attuale clima sociale e politico sempre più polarizzato, le leggi e la loro implementazione sono spesso le ultime linee di difesa per le comunità LGBTI. Ecco perché abbiamo bisogno che le classi dirigenti nazionali ed europee raddoppiano gli sforzi per garantire l'uguaglianza per le persone LGBTI sia nella legge sia nella pratica politica".

 

Pubblicato in Parità di genere

Oggi una cinquantina di soci e simpatizzanti di Amnesty International e altri attivisti per i diritti umani ha presentato un esposto a un tribunale di Tel Aviv per chiedere che il ministero della Difesa revochi le licenze all'esportazione in favore dell'azienda israeliana NSO Group, i cui software di sorveglianza sono stati usati per attaccare difensori dei diritti umani in vari paesi. 

I ricorrenti sostengono che il ministero della Difesa ha messo a rischio i diritti umani consentendo alla NSO Group di continuare a esportare i suoi prodotti.  Nell'agosto 2018 un impiegato di Amnesty International era stato attaccato da un software particolarmente aggressivo chiamato Pegasus, chiamato in causa per altri attacchi ad attivisti e giornalisti in Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti. 

"La NSO Group vende i suoi prodotti a governi noti per violare gravemente i diritti umani, mettendoli in grado di sorvegliare attivisti e critici. L'attacco ad Amnesty International è stato il colpo finale", ha dichiarato Danna Ingleton, vicedirettrice di Amnesty Tech. 

"Il ministero della Difesa israeliano ha ignorato le sempre più numerose prove sul collegamento tra la NSO Group e gli attacchi ai difensori dei diritti umani. Fino a quando prodotti come Pegasus saranno commercializzati senza adeguati controlli, i diritti e l'incolumità del personale di Amnesty International e di attivisti, dissidenti e giornalisti nel mondo saranno in pericolo", ha aggiunto Ingleton. 

L'azione legale fa parte di un progetto portato avanti insieme all'Istituto Bernstein per i diritti umani e la giustizia globale della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di New York, che sollecita giustizia per i difensori dei diritti umani attaccati da software malevoli. 

"Prendere di mira i difensori dei diritti umani per il loro lavoro usando strumenti digitali intrusivi di sorveglianza non è consentito dal diritto internazionale. In assenza di controlli legali più robusti, l'industria dello spionaggio consente ai governi di aggirare i diritti alla privacy, alla libertà d'opinione e alla libertà d'espressione", ha dichiarato la direttrice della Facoltà Margaret Satterthwaite.  "Il governo israeliano deve revocare le licenze all'esportazione in favore della NSO Group, non consentendo ulteriormente a quest'azienda di trarre profitti dalla repressione di stato", ha aggiunto Satterthwaite. 

Pubblicato in Nazionale

Legacoopsociali partecipa alla terza edizione della Biennale della Prossimità a Taranto. Il 16 e 17 maggio sono in programma due proiezioni e dibattiti nell’ambito del progetto “Nuove Visioni” – Per un festival del cinema della cooperazione sociale.

Giovedì 16 alle ore 20, al Palazzo Galeota di via Duomo in pieno centro storico, ci sarà la proiezione del cortometraggio “Questo è lavoro” prodotto dal Consorzio Parsifal di Frosinone e dopo seguirà un dibattito con il presidente di Parsifal Daniele Del Monaco, il regista del corto Federico Caponera, la responsabile di Generazioni Legacoop Katia De Luca e Valerio D’Ancona di coop sociale Si può fare.

Venerdì 17 alle 21, sempre al Palazzo Galeota, si terra la proiezione del film “Al massimo ribasso” prodotto dalla cooperativa sociale Arcobaleno di Torino. Prima del film ci sarà un breve dibattito con il presidente di Arcobaleno Tito Ammirati, la presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni e Massimiliano Maggio di Legacoop Puglia.

“Organizzarsi con nuovi modi di parlare – dichiara Eleonora Vanni - valorizzare il lavoro dei cooperatori e delle comunità nelle quali operano raccontando storie per immagini; una scelta comunicativa intesa come allargamento delle relazioni e muova progettualità per essere meglio ascoltati e conosciuti nella pratica dei valori cooperativi”.

La Biennale

Dopo Genova nel 2015 e Bologna nel 2017, con più di 500 esperienze di Prossimità raccontate e 1000 partecipanti ospitati, la Biennale guarda a Sud e sceglie Taranto con 3 giornate in cui operatori e cittadini potranno incontrarsi, parlarsi, vivere insieme esperienze di scambio e di animazione territoriale, sperimentando linguaggi diversi: dal racconto all’arte, dall’approfondimento culturale alla convivialità. - spiega Daniele Ferrocino, uno dei quattro co-direttori della Biennale della Prossimità - è un luogo capace di raccontare tutte le contraddizioni del SUD; la ricchezza dei paesaggi, della storia e della cultura fanno da sfondo a livelli di povertà e disoccupazione preoccupanti soffocati da uno sviluppo industriale fallito di cui l’Ilva è un simbolo. Ma Taranto ha saputo reagire ed è divenuta nel tempo terreno fertile per tante esperienze locali di partecipazione civile e comunitaria, colma di “casi di Prossimità”, costruiti per dare risposte al bisogno di benessere dei cittadini.

Taranto si sta preparando ad accogliere la nuova Biennale con un “gruppo locale” che aggrega centinaia di cittadini e decine di organizzazioni, in pieno stile Biennale. La caratteristica di questo evento è, infatti, l’essere costruito con un meccanismo partecipativo e aggregativo; dopo la pausa estiva cittadini, Istituzioni, Terzo settore e tutti gli altri attori che lavorano sulla prossimità potranno iscriversi, contribuendo così in maniera creativa e libera alla Biennale, arrivando a Taranto da tutta Italia.

Per tutte le info la pagina ufficiale su Facebook @BiennaleProssimita o il sito www.prossimita.net

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

San Giovanni a Teduccio contro l'abbandono. Partirà giovedì 16 maggio alle ore 10 da Vico II Villa, nei pressi del Parco Troisi, e terminerà al Parco Teodosia, la marcia popolare "Io non ci sto...all'abbandono", manifestazione organizzata contro lo stato di abbandono che vive il quartiere da anni è a cui stanno lavorando da oltre due mesi la Rete Napoli Zeta, l'IC Vittorino da Feltre, la Parrocchia San Giuseppe e Madonna di Lourdes. 

L'omicidio del 9 aprile scorso è solo l'apice di una escalation criminale che va avanti dal dicembre del 2017. È da più di un anno, infatti, che scuole, associazioni e parrocchie del quartiere non hanno mai smesso di denunciare l'abbandono perpetrato da tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, del nostro territorio. Quella del 16 maggio è una seconda edizione del corteo "Io non ci sto" dell'anno scorso e vuole diventare un appuntamento fisso di ritrovo di tutta la parte sana del quartiere e della città. 

«A circa un anno di distanza dalla prima edizione della marcia "Io Non Ci Sto" ci ritroviamo a marciare per le strade di San Giovanni a Teduccio per ribadire che esiste una parte sana del quartiere che non si arrende al degrado e all’abbandono», dichiara Valeria Pirone, preside dell'Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre.

«Gli ultimi gravissimi fatti di cronaca nera ci spingono ora più che mai a rivendicare i nostri diritti negati. Invito tutta la cittadinanza a marciare con le scuole le associazioni e le parrocchie il 16 maggio - conclude Pirone -, perché la rinascita del quartiere è possibile con la partecipazione di tutta la città». 

«In questi due anni di attività di rete Zeta nonostante i numerosi incontri, richieste e battaglie, ad eccezione delle sole forze dell'ordine che nonostante gli affanni hanno dato la loro risposta, le istituzioni di ogni livello hanno disatteso tutte le aspettative - dichiarano gli attivisti della rete Zeta -. Il livello dei servizi è lo stesso, se non peggiorato. Il 16 maggio diciamo ancora una volta basta all'abbandono, basta alla camorra e un forte sì alle politiche sociali, al lavoro alla rigenerazione del territorio e all'aggregazione delle comunità».

«Per questo chiediamo - concludono - un appello agli abitanti di tutta la città, e in particolare delle periferie come la nostra, a partecipare, a sostenere lo sforzo di associazioni, comitati, parrocchie di Napoli Est per liberarsi dalla cappa che opprime il nostro territorio». 

Aderiranno: IC 68 Rodinò, SMS Solimena, IC 47 Sarria Monti, IC Scialoia Cortese, il 69° circolo Didattico Santa Maria del Pozzo, LC Don Milani, Ipseoa Cavalcanti.

 

Pubblicato in Campania
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Maggio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31