Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 17 Giugno 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 17 Maggio 2019 - nelPaese.it

Uno spazio storico, per la Valpolicella e non solo, restituito al territorio e alla cittadinanza e "recuperato" nella sua funzione: è la storica osteria "La Coopera 1945", ad Arbizzanodi Negrar (via Stella, 40), che ha riaperto le porte questa settimana dopo un'inaugurazione festosa e davvero molto partecipata.

Ben oltre la completa ristrutturazione dei locali, ne diventa punto di forza il nuovo progetto sociale e culturale, che impronterà ogni attività e iniziativa facendo dell'osteria un luogo accogliente e inclusivo, promotore di cittadinanza, al servizio del territorio. Un progetto che mette al centro le relazioni e le "rigenera", riattivando le risorse della Comunità.

 "La Coopera 1945" nasce da una fertile ed efficace sinergia di due realtà del mondo cooperativo del territorio, associate a Legacoop Veneto: a gestirla è da oggi Azalea, cooperativa sociale veronese da oltre 25 anni attiva con servizi e progetti negli ambiti delle cure primarie, dell'educazione e della cultura, dell'inclusione.

Raccoglie orgogliosa il testimone dalla Cooperativa Arbizzano, proprietaria dell'immobile, condividendone i valori fondanti e facendo proprio il ruolo sociale di quel progetto, nato oltre 70 anni fa per rispondere all'esigenza della popolazione della Valpolicella di approvvigionarsi dei beni di prima necessità, in un contesto sociale ed economico ancora sconvolto dal conflitto.

Oltre che un'osteria – dove trovare cibo buono e di qualità e vini selezionati, pur nella scelta di mantenere sostenibili i prezzi –,"La Coopera 1945" è pensata per essere un punto di incontro, promotore di arte e di cultura:ospiterà appuntamenti tematici, eventi musicali e teatrali, valorizzando l'ampia corte esterna nei periodi più miti dell'anno.

E ancora, l'osteria sposa un approccio consapevole e critico al consumo e una cultura del cibo sano, equo e sostenibile; anche per questo sarà punto di riferimento e di distribuzione per il Gaspolicella, il gruppo di acquisto solidale del territorio, i cui prodotti figureranno tra le materie prime del menu dell'osteria.

"La Coopera 1945" è anche un articolato progetto sociale: spazi interni disponibili e gratuiti ─ tra cui un co-networking dedicato al lavoro e allo studio, come a incontri e riunioni per cittadini e associazioni ─, aree per i bambini (interna ed esterna) attrezzate con giochi, una saletta per laboratori... Numerosi altri i servizi gratuiti per la comunità, tra cui il "portierato sociale", in collaborazione con Acli di Verona, per le persone che hanno necessità di essere orientate nell'accesso ai servizi del territorio e di essere aiutate nella gestione delle pratiche, come nella soluzione di bisogni quotidiani (dal trasporto sociale alla lettura di una bolletta, dall'invio di una mail alla consegna della spesa,...): insomma un vero e proprio punto di ascolto e di riferimento per tutta la comunità.

E ancora, per l'arredo dell'osteria sono utilizzate le lampade colorate realizzate da persone con problemi di salute mentale nelle attività prelavorative dei laboratori di Azalea Home, come pure il vasellame in ceramica impiegato in cucina; provengono dai laboratori di inclusione della cooperativa anche i prodotti caseari di malga, ingredienti di alcuni piatti del menu.

 Chiusa dal 2017, l'osteria riprende l'attività proponendosi di coniugare insieme tradizione e innovazione. Accanto a un menu attento ai diversi target, che vuole unire generazioni diverse, la proposta di gastronomia per asporto, pensata in particolare per le persone anziane o sole, ma pure per chi non ha tempo per cucinare. Alla base di tutto, una scelta precisa di qualità delle materie prime e al contempo di sostegno ai produttori locali, sposata a una filosofia dei prezzi che li vuole sostenibili e accessibili: prediligendo prodotti di prossimità e bio, il menu propone anche piatti della cucina veneta accanto ad alcuni vegetariani e vegani, la carta dei vini conta numerose cantine del territorio.

Pubblicato in Economia sociale

Nel campo di Al Hol, in Siria nord-orientale, i bambini stanno morendo a causa di malattie prevenibili e le donne partoriscono in condizioni non sicure. È la denuncia di Medici Senza Frontiere (MSF) sulle condizioni di circa 73.000 persone, per il 94% donne e bambini, sfollate dal governatorato di Deir Ez Zor dopo le ultime battaglie tra il gruppo dello Stato Islamico e le Forze democratiche siriane.

La maggior parte delle persone è arrivata al campo tra dicembre 2018 e marzo 2019, per fuggire dai violenti combattimenti di terra e attacchi aerei o perché costrette a lasciare l’area. Al loro arrivo, alcuni erano feriti, molti estremamente vulnerabili per essere sopravvissuti settimane vicino alla linea del fronte, senza cibo sufficiente e cure mediche. Le difficoltà del trasferimento e le condizioni meteo avverse hanno ulteriormente aggravato le già precarie condizioni di salute.

 “Sono arrivati stipati nel retro dei furgoni. Quasi tutti erano ricoperti di fango, molti erano feriti o malati. Le persone erano affamate e i bambini malnutriti” dichiara Will Turner, responsabile di MSF per l’emergenza in Siria. In poco tempo, la situazione del campo di Al Hol è diventata una vera e propria crisi umanitaria: i nuovi arrivati vivono in condizioni di sovraffollamento, con poco cibo, acqua, ripari e servizi igienico-sanitari. Le persone sono trattenute nel campo dalle forze di sicurezza locali e dopo diversi mesi i loro bisogni continuano a rimanere insoddisfatti.

Nonostante alcuni servizi medici di base siano disponibili, non sono equamente distribuiti o accessibili tra gli abitanti del campo. La cosiddetta “annex area”, dove si trovano 11.000 persone, di cui 7.000 bambini, di nazionalità non siriana, è separata da una recinzione dal resto del campo. A causa delle preoccupazioni delle autorità in materia di sicurezza, questo gruppo di persone è soggetto ad ulteriori restrizioni che impediscono la libera circolazione nelle aree dove sono forniti alcuni servizi medici di base. Così molte madri in attesa che vivono in quest’area non hanno altra scelta se non quella di partorire nelle loro tende.

“Ci sono organizzazioni umanitarie e donatori che non sono disposti a fornire servizi in alcune aree del campo a causa delle possibili affiliazioni delle persone che vi risiedono” dichiara Turner di MSF. “L’assistenza medica non dovrebbe essere soggetta a compromessi. Chiunque ha diritto a ricevere un’adeguata assistenza medico-umanitaria, a prescindere dalla sua origine, nazionalità, status giuridico o del motivo che lo ha portato al campo”.

Ovunque nel campo, la qualità dell’acqua e dei servizi igienici non soddisfano gli standard minimi di emergenza. La fornitura di acqua pulita è scarsa e molte latrine non funzionano, costringendo le persone alla defecazione all’aperto. “Vediamo pazienti con malattie come la diarrea acquosa acuta, dovuta alla bassa qualità dell’acqua e dei servizi igienici disponibili. Temiamo che la situazione potrà solo peggiorare con l’arrivo dell’estate” dice Turner di MSF.

I pazienti con complicazioni mediche hanno difficoltà a ricevere i permessi per il trasferimento verso strutture ospedaliere fuori dal campo, e questo comporta ritardi nelle cure. Allo stesso tempo, chi ottiene il trasferimento in ospedale spesso non viene ricoverato per il sovraffollamento delle strutture sanitarie. Alcuni riferiscono di bambini morti nelle loro tende.

“Le temperature estive iniziano a farsi sentire e siamo molto preoccupati per l’impatto che avranno su chi vive in condizioni così precarie. Nessun bambino dovrebbe morire per disidratazione o malattie prevenibili per la mancanza di cure di base” aggiunge Turner di MSF.

MSF sta ampliando le attività mediche sia all’interno che all’esterno del campo. Con numerosi nuovi arrivi nelle ultime settimane, i bisogni della popolazione sono lontani dall’essere soddisfatti e la situazione attuale richiede una risposta umanitaria più organizzata e di lungo periodo.

MSF chiede che “l’assistenza umanitaria nel campo di Al Hol sia adeguatamente rafforzata, che alle organizzazioni umanitarie sia dato accesso a tutte le aree del campo e che le persone siano trattate in modo equo e umano, in linea con i principi e le leggi internazionali”. E ha lanciato una risposta all’emergenza nel campo di Al Hol nel gennaio 2019, “supportando inizialmente la fornitura di cure mediche di emergenza nell’area che accoglie i nuovi arrivati”. MSF ha donato 309 tende per famiglie, 251 kit igienici, 24.000 coperte e 1.097 kit per cucinare.

Dati i bisogni delle persone, MSF ha esteso velocemente il suo supporto nel campo, fornendo il triage di emergenza nell’area di accoglienza, e la costruzione di reti idriche e servizi igienici. Nel febbraio 2019, MSF ha aperto una struttura medica aperta h24, che ha già curato 17.113 pazienti, di cui 1.238 in condizioni di emergenza. MSF gestisce tre centri nutrizionali ambulatoriali per bambini e donne incinte e un centro nutrizionale ospedaliero con 23 posti letto sempre pieni. MSF gestisce inoltre una clinica mobile nell’annex area, dove vivono le persone di nazionalità non siriana, che finora ha fornito oltre 3.500 consultazioni.

 

Pubblicato in Dal mondo

«Siamo qui per dire no alla violenza e augurare una pronta guarigione alla piccola Noemi, affinché ciò che le è accaduto non si ripeta».

A Secondigliano detenuti, agenti di polizia penitenziaria e volontari in campo per Noemi: è stato dedicato alla bimba di quattro anni rimasta ferita in una sparatoria a piazza Nazionale lo scorso 3 maggio e alla lotta contro la violenza criminale “Noi di Secondigliano”, la III edizione del “Fair Play E-Vent Cup” dal titolo «Giochiamo il futuro calciando il passato», ideato da Franca Lovisetto della E-Vent e Piermassimo Caiazzo dell’associazione O.C.C.T. che ha promosso l’evento insieme all’associazione Sguardo Sociale, in collaborazione con il Centro penitenziario di Secondigliano, l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli II-Marta Russo Plesso Carbonelli, la parrocchia dei Sacri Cuori e il Centro sportivo Andrea Capasso, con il patrocinio della VII Municipalità.

Obiettivo è di favorire iniziative con gli studenti delle scuole del quartiere (quarte e quinte delle elementari e medie inferiori) per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e delle devianze minorili e della violenza in generale. Il progetto si avvale in particolare della mediazione dello sport come elemento di raccordo tra i minori del territorio, spesso preda di falsi miti, e i detenuti che metteranno a disposizione le loro esperienze per insegnare ai ragazzi che la vita, come una partita di calcio, va giocata con impegno e serietà nel rispetto delle regole e dell’altro. Ancora una volta i carcerati hanno messo a disposizione dei ragazzi le loro storie ed esperienze di vita come un “indicatore sociale” che descrive un pericolo da evitare e in cui si potrebbe incorrere pagando gravi conseguenze.

L’evento, presentato da Celeste Napolitano e Claudio Bizzotto, e a cui ha partecipato Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito, si è svolto presso il Centro sportivo A.S.D. Andrea Capasso in via Limitone d’Arzano, dove si è disputato l’incontro-dibattito tra detenuti e alunni. A seguirei la celebrazione della santa messa da parte di don Augusto Piccoli, cappellano della polizia di Stato di Alessandria e Asti, che ha proceduto poi alla benedizione delle squadre. Dopo il saluto del presidente della VII Municipalità Maurizio Moschetti, si è svolta la presentazione delle squadre e l’inizio del quadrangolare di calcio a 5 “3 °Fair Play E-Vent Cup 2019” tra le squadre: detenuti casa circondariale di Secondigliano; polizia penitenziaria di Secondigliano; Vivi Secondigliano; Associazione O.C.C.T. e, infine, l’esibizione della scuola di ballo “Latin Emotion”.

A portare a casa il Trofeo Fair Play E-vent Cup la squadra della polizia penitenziaria, seguita al secondo posto da Vivi Secondigliano, al terzo da O.C.C. T. e al quarto dai detenuti. Il Fayr Play avrà anche quest’anno fini umanitari e filantropici: . L’iniziativa, che è a cura dell’associazione internazionale O.C.C.T. nata nella sede centrale di Cittadella (Padova), prevede infatti una raccolta fondi per l’acquisto della DIGNI-CAP (uno speciale “casco” per evitare la caduta dei capelli durante le sedute della chemioterapia) da donare al reparto oncologico dell’ospedale di Cittadella.

 

 

 

Pubblicato in Sport sociale

È la prima norma in Italia e in Europa sulla progettazione sociale e definisce i requisiti base di “conoscenza, abilità e competenza” che deve possedere il progettista sociale, figura chiave in ogni realtà non profit, dal welfare al tempo libero, che fino ad oggi non era regolamentata. La noma tecnica UNI 11746, pubblicata pochi giorni fa, arriva dopo sei anni di studio in coordinamento con UNI, l’Ente Italiano di Normazione, e una lunga fase di confronto tra tutte le parti interessate, il Forum Nazionale del Terzo Settore, PMI® Central Italy Chapter, Ministero del Lavoro/ANPAL e Associazione Italiana Progettisti Sociali-APIS.

Per capirne il reale impatto, oggi presso l’Università degli Studi “Roma Tre”, è stato promosso il Convegno “La progettazione sociale in Italia. La funzione del Progettista sociale dopo la pubblicazione della prima Norma tecnica” dall’Associazione Italiana Progettisti Sociali – APIS, Forum Nazionale del Terzo Settore e PMI® Central Italy Chapter.

Perché è stato necessario attivare un processo di codifica e regolamentazione della professione? Dall’associazione che si occupa di accogliere le persone con disabilità a quella impegnata nella sensibilizzazione ambientale, insomma in qualsiasi ambito di politica sociale, realizzata da servizi pubblici, privati e dal Terzo Settore, il progettista sociale è il professionista che non può mancare mai, perché non si dà missione sociale senza progettazione sociale.

Il progettista sociale è “un operatore specializzato che sviluppa e concorre alla realizzazione di progetti sociali, assumendosene la responsabilità di processo: ideazione, pianificazione, redazione, gestione, controllo e monitoraggio, valutazione di risultato e di impatto, rendicontazione”.

Sulla base dei dati del Censimento del Non Profit del 2011 e dell’ultima rilevazione Istat che conta 336 mila organizzazioni non profit attive in Italia, si calcola che vi siano circa 16 mila soggetti che esercitano in modo esclusivo o prevalente tale professione.

Eppure quella del progettista sociale è una funzione ancora largamente sommersa, che si sovrappone e si confonde a quella del fundraiser o è ridotta a quella di chi scrive e rendiconta progetti in risposta a bandi: sono migliaia gli esperti e operatori della progettazione sociale che, a diverso titolo, si spendono nelle organizzazioni del Terzo Settore, dell’Amministrazione Pubblica e dell’Impresa, spesso lavorando in una condizione di faticoso anonimato professionale.

La norma UNI 11746, oltre a definire i processi e le attività che caratterizzano la progettazione sociale, identifica le competenze richieste e i requisiti formativi e di apprendimento minimi per accedere alla professione del progettista sociale. A dimostrazione di un profilo fortemente eclettico, le conoscenze e le abilità richieste al progettista sociale attraversano diversi campi di specializzazione sociale, economica e gestionale: dalle tecniche di reportistica sociale alla conoscenza della normativa di riferimento, dai metodi di lavoro di rete a elementi di diritto amministrativo, dalle metodologie di project management alle tecniche di pianificazione finanziaria e molto altro.

Tra i requisiti di accesso sono indicati: laurea triennale a indirizzo sociale, accompagnata da un’esperienza triennale in attività di elaborazione e presentazione di progetti e da un’esperienza biennale di coordinamento e gestione progettuale. Questi requisiti formativi possono essere, in assenza di una formazione universitaria, sostituiti da un’esperienza più lunga in ambito di elaborazione, coordinamento e gestione progettuale.

“Attraverso la progettazione sociale, le sue metodologie e le sue procedure, vengono perseguiti obiettivi di rango costituzionale, come la tutela dei diritti e il raggiungimento della pari dignità sociale tra i cittadini, e passa la maggior quota di servizi ed interventi di welfare, anche in termini di risorse economiche assegnate e gestite – dichiara Antonio Finazzi Agrò, Presidente di APIS – Associazione Italiana Progettisti Sociali -. Un miglioramento delle pratiche di progettazione sociale – e questa norma tecnica vuole esserne un classico esempio – coinvolge non solo gli Enti e i professionisti che se ne occupano, ma i cittadini che beneficiano del welfare sia pubblico che privato”.

 “Quattro anni fa il Forum ha deciso di accompagnare APIS nel percorso volto ad ottenere una normativa che regolamentasse la figura del progettista sociale. Una figura che riteniamo trasversale e fondamentale nel nostro mondo per le molteplici attività che svolge, dall’ideazione del progetto, alla sua organizzazione fino al monitoraggio e gestione. Con questa norma viene finalmente riconosciuto e definito il grande valore della progettazione sociale in Italia anche in virtù della sua rilevanza pubblica”, dichiara Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale del Terzo Settore.

“Il nostro obiettivo è quello di stringere partnership con le organizzazioni non profit che supportano e preparano giovani per il successo, offrendo la nostra esperienza di Gestione Progetti, risorse e volontari per aiutarli nella loro missione. Fa parte della nostra strategia: quando si parla di Progetti e di standard nel settore noi ci siamo, forti della nostra esperienza ormai cinquantennale. Aver lavorato a questa norma è stato per noi un arricchimento ed un modo per ribadire che c’è un reciproco beneficio per organizzazioni non profit e volontari e che le competenze professionali dei nostri volontari possono essere molto utili per la comunità”, dichiara Anna Maria Felici, past president del PMI® Central Italy Chapter e membro del gruppo di lavoro ISO TC258 per lo sviluppo degli standard di Project Management.

Sono intervenuti al convegno, moderato dalla giornalista Isabella Di Chio, tra gli altri: Antonio Finazzi Agrò, presidente Associazione Italiana Progettisti Sociali – APIS, Jamil Amirian, presidente del Comitato Scientifico Associazione Italiana Progettisti Sociali – APIS, Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale del Terzo Settore, Folco Cimagalli, presidente del Corso di Laurea Scienze del Servizio Sociale e del Non Profit Università LUMSA di Roma, Martino Rebonato, Associazione OASI, Alberto Galeotto, direttore Normazione UNI-Ente Italiano di Normazione, Anna Maria Felici, past president e PMI ISO/MAG Member PMI – Project Management Institute – Central Italy Chapter.

Pubblicato in Lavoro

"Non voglio polemizzare con le scelte del provveditorato, ma è chiaro che mi sento vittima di un'ingiustizia". Parla così Rosa Maria Dell'Aria, docente dell'Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, sospesa per non avere vigilato sul lavoro dei propri alunni che in una presentazione in PowerPoint avevano accostato il decreto Sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali approvate nel corso del ventennio fascista.

 "Vivo uno stato di amarezza personale - racconta l'insegnante all'edizione palermitana de 'la Repubblica' -, non volevo nè offendere nessuno nè fare politica". Dell'Aria parla di "una ferita profonda" e aggiunge: "Non avrei mai pensato che quella proiezione potesse essere offensiva e non ho mai costretto i miei alunni, dei quali cerco di stimolare lo spirito critico".

E ancora: "La scuola è stata la mia vita, sono alle soglie della pensione e in 40 anni non mi era mai capitato nulla del genere. Ho sempre cercato di stimolare i miei studenti con attivita' didattiche neutrali". E sul ritorno in classe, con i suoi ragazzi: "Non vedo l'ora. Ma farò di tutto per lasciarli tranquilli, senza polemiche".

A Pomigliano negata sala ad assemblea con Moni Ovadia

"Ci è giunta poche ore fa comunicazione che ci è stato vietato l’utilizzo della sala pubblica del Palazzo dell’Orologio di Pomigliano dove è prevista per domani, sabato 18". Così i lavoratori licenziati che a Pasqua erano saliti su un campanile comunicano la decisione del sindaco di centro-destra. A questo incontro sarà presente anche Moni Ovadia che interverrà davanti a circa 200 operai e disoccupati. 

"La nostra assemblea organizzata, a seguito dell’iniziativa dei licenziati FCA, per discutere sulla legge del reddito di cittadinanza che ha di fatto escluso tanti operai licenziati e disoccupati, che mentre scriviamo questa nota vengono manganellati a Napoli dalle forze dell'ordine al servizio del ministro dell'Interno, per una serie di limiti strutturali voluti da questo governo".

"Nella stessa giornata era previsto anche un raduno regionale della Lega a Pomigliano che ufficialmente lo stesso partito avrebbe revocato. Sebbene la nostra assemblea era stata già programmata da tempo e non si svolgeva in contrapposizione a quella della Lega, come operai e disoccupati che contrastano anche le politiche razziste e fascistoidi della Lega, avevamo annunciato che al termine dell’assemblea sarebbe partito un corteo contro la loro iniziativa elettorale". 

La motivazione ufficiale del diniego sarebbe relativa dei manifesti dell'iniziativa affissi fuori dagli spazi autorizzati. Per questa irregolarità, però, è prevista una sanzione e non la revoca di una iniziativa regolarmente autorizzata in una sala pubblica.

(Fonte: agenzia Dire)

Pubblicato in Nazionale

Si svolgerà dal 20 al 25 maggio, a Siena, la sesta edizione di In-Box dal Vivo, progetto sostenuto dal Comune di Siena, che ospita la manifestazione. Con la sua natura ibrida di concorso, vetrina e festival di teatro contemporaneo, In-Box dal Vivo attira da anni nella città toscana quasi 200 tra artisti, operatori, giornalisti e  pubblico cittadino, diventando sempre più un appuntamento di richiamo nel panorama teatrale italiano.

Nato a Siena nel 2009 In-Box riunisce in rete oltre 60 soggetti su tutto il territorio nazionale, ha premiato 47 compagnie e distribuito un ammontare di 366 repliche ufficiali con circa € 400.000 di cachet per gli artisti. È questa, infatti, l’originalità del progetto, che va ad agire concretamente nell'ambito della circuitazione degli spettacoli, carenza cronica del sistema italiano, con un’azione multipla di talent scouting, di sostegno alla dimensione professionale dello spettacolo dal vivo e di audience development; le compagnie selezionate durante In-Box dal Vivo, infatti, si divideranno le repliche in palio e così porteranno durante la stagione successiva i loro spettacoli nei teatri dei partner delle due reti.

Ideato da Straligut Teatro e sostenuto dal Comune di Siena, il progetto In-Box, che prevede anche la sezione In – Box verde, riservata al teatro ragazzi, costituisce un caso unico in Italia, dedicandosi alla promozione di artisti e compagnie emergenti tramite 2 bandi annuali che mettono in palio tournèe di repliche pagate (complessivamente 93 nel 2019). Per l’originalità del progetto In-Box ha ottenuto dal 2015 il riconoscimento da parte dei Ministero per i beni e le attività artistiche e culturali, oltre a quello della Regione Toscana tramite la residenza artistica riconosciuta a Straligut dal 2016 e il sostegno di Fondazione Toscana Spettacolo onlus, partner dal 2013.  

In-Box dal Vivo è la fase finale di selezione dei 2 bandi, durante la quale i 12 finalisti (6 per In-Box e 6 per In-Box Verde), selezionati su oltre 400 candidature, saranno ospitati a Siena per mettere in scena gli spettacoli davanti alle giurie, agli operatori e alla stampa, al pubblico cittadino e regionale. Da menzionare le partnership con i consorzi nazionali del riciclo Ricrea e Corepla per il progetto Green Box che permetterà a quasi un migliaio di alunni delle scuole primarie della provincia di Siena (accompagnati dagli autobus messi a disposizione da Tiemme) di prendere parte agli spettacoli finalisti di In-Box Verde.

Proseguirà anche il progetto In-Box Millennials, dedicato agli studenti universitari e sviluppato col sostegno dell'Università degli Studi di Siena e Siena Campus in cui due gruppi di studenti avranno parte attiva durante il festival formando una giuria popolare, accompagnata dal critico e giornalista di Rai 3 Gherardo Vitali Rosati, che sceglierà il suo spettacolo preferito e una redazione giornalistica, coordinata da Andrea Pocosgnich della testata nazionale Teatro e Critica, che racconterà il festival giorno per giorno. Agli studenti universitari sono dedicate delle speciali promozioni sui biglietti, in virtù della rinnovata collaborazione con Dsu Toscana. In-Box dal Vivo è inoltre inserito all’interno del Festival Siena Città Aperta ai Giovani, il cartellone di appuntamenti promosso dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Siena, Fondazione MPS, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena, con il supporto di Vernice Progetti Culturali.

Il programma

Il festival inizia lunedì 20 maggio con la sezione In Box Verde con lo spettacolo fuori concorso NEL CASTELLO DI BARBABLÙ riscrittura della celebre fiaba ad opera dei pugliesi Kuziba, un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come, a volte, la disobbedienza può essere un passaggio importante per diventare grandi. Un’altra fiaba da inizio alla programmazione di martedì 21. Zaches Teatro, compagnia fiorentina vincitrice di numerosi premi italiani e internazionali, trasporta CAPPUCCETTO ROSSO attraverso i linguaggi della danza, del teatro di figura e della musica. Originale spettacolo dedicato alla visione della città da parte di una coppia che si incontra ogni giorno su una panchina A NASO IN ARIA di Schedìa Teatro, a cui seguirà  STORTO di InQuanto Teatro, collettivo artistico fiorentino che si occupa di teatro, danza, performance, didattica dell'arte e arte relazionale. Vincitore del premio Scenario Infanzia 2018, “Storto” è una graphic novel teatrale spietata e pop, che affronta con ironia e semplicità tutti i passaggi dell’accettazione della diversità e del conflitto che non riguarda solo l'altro, ma anche se stessi.

Mercoledì 22 maggio si apre con STORIA DI UNO SCHIACCIANOCI de Il Teatro nel Baule, una fiaba per attore e macchine della visione tratta dal libro di Hoffman “Lo schiaccianoci e il re dei topi”, che ispirò Čajkovskij per il suo celebre balletto "Lo Schiaccianoci". Una leggenda africana sulla nascita del fiume Niger è invece quella raccontata dalla compagnia Piccoli Idilli in KANU, spettacolo di narrazione con musica dal vivo, tratto da un racconto malinkè e cui seguirà, ultimo spettacolo della programmazione dedicata al teatro ragazzi, IL MULO dell’Associazione 4gatti. La Grande Guerra vista con gli occhi di un mulo, attraverso una commistione di linguaggi (ombre, attori e pupazzo) in cui la narrazione si pone su piani diversi, e pur affrontando temi non necessariamente facili, rimane sempre fruibile ad adulti e bambini di ogni età.

Dopo la discussione la giuria spacchetterà fra i 6 finalisti le 41 repliche in palio e sarà proclamato il Vincitore In-Box Verde, che risulterà essere lo spettacolo che si sarà aggiudicato il maggior numero di date.

Inizia giovedì 23 MAGGIO In Box Blu, sezione dedicata alla programmazione serale, con l’anteprima su invito, fuori concorso, di SETTANTA VOLTE SETTE del Collettivo Controcanto, giovane ensemble di artisti che focalizzano la propria attenzione su temi di attualità attraverso un metodo di lavoro che prevede un lungo processo di costruzione collettiva della messa in scena. Sarà di Città Murata, storica compagnia di teatro ragazzi, in collaborazione con i comaschi Mumble Teatro, il primo appuntamento con COSI' LONTANO COSI' TICINO, spettacolo toccante che affronta il fenomeno dei Versteckte Kinder, bambini italiani clandestini in Svizzera, sepolti vivi nei loro bugigattoli alle periferie delle città industriali, con i genitori che, terrorizzati dalle denunce dei vicini, raccomandavano loro di non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere. Protagonista della serata sarà Luisa Merloni di Psicopompo Teatro, vincitrice del premio UBU 2008 per la migliore novità straniera con Hamelin di Juan Mayorga, con FARSI FUORI. In una società che vede una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità torna a essere tema discusso e controverso dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità.

Primo appuntamento di venerdì 24 MAGGIO sarà, alle ore 14,30, presso la Contrada della Selva, la Premiazione del Bando Toc – Teatro di Origine Certificata. Ideato dal tavolo etico di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, di cui Straligut è socio fondatore, il bando, alla sua prima edizione, assegna un riconoscimento da una struttura teatrale che si è distinta per la particolare aderenza al codice deontologico redatto da C.Re.S.Co.

Sarà lo scrittore Claudio Morici, i cui reading anno riempito spazi culturali e teatri della capitale a presentare 46 TENTATIVI DI LETTERA A MIO FIGLIO in cui tenta di spiegare a suo figlio il senso della vita e soprattutto il perché della separazione dei suoi genitori. Come in tutti i suoi spettacoli, anche qui Claudio Morici si muove tra il monologo, il reading letterario e il radio dramma, con sfaccettature che vanno dal comico al drammatico, dal biografico al fiabesco. Fartagnan Teatro, compagnia nata nel 2017 con il sogno di creare un nuovo Teatro Pop per la generazione 2.0., presenta APLOD, spettacolo selezionato per Tramedautore 2018 - Festival internazionale delle drammaturgie, un testo “distopico” quasi fantascientifico, che ricalca il modello della serie tv inglese BlackMirror, una commedia nera, ricolma di riferimenti alla cultura pop 2.0, che gira attorno al mondo paradossale del videosharing. LA CLASSE scritto, diretto e interpretato da Fabiana Iacozzilli è stato vincitore del bando di residenze interregionali CURA 2018, finalista ai Teatri del Sacro 2017, finalista al Premio per le arti sceniche Dante Cappelletti 2018 e ha debuttato in prima nazionale a Romaeuropa Festival  a  ottobre 2018. A partire dai ricordi sulla scuola elementare, La Classe ha trovato il suo vero significato nel momento in cui, sull’onda dei ricordi collettivi, è emersa la domanda intorno alla quale lo stesso spettacolo s’interroga “Cosa ogni essere umano è in grado di diventare, a partire dal proprio dolore?”  

Ultimo giorno di festival, sabato 25 MAGGIO, alle ore 11.00, al Teatro dei Rozzi, MAZE - LABIRINTO di Unterwasser, è una live performance di ombre nella quale sculture e corpi tridimensionali sono proiettati dal vivo su un grande schermo, creando l'illusione di assistere a una pellicola cinematografica. Non ci sono parole ad accompagnare le immagini ma una colonna sonora originale, grazie alla quale il linguaggio universale del teatro visuale senza parole diviene lo strumento per indagare l'umano e le sue sfaccettature. 

A seguire la giuria distribuirà fra i 6 finalisti le 52 repliche in palio (ogni teatro sceglie in autonomia cosa acquistare) e alle 13,00, presso la Contrada della Selva, ci sarà la  Proclamazione del  Vincitore In-Box '19 (spettacolo con più repliche assegnate).

Altre info su www.inboxproject.it e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Toscana
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Maggio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31