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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 22 Maggio 2019 - nelPaese.it

Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale Gen.le C.A. Giovanni Nistri e il Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Prof. Carlo Doglioni hanno firmato il Protocollo d'Intesa che dà inizio a una stretta collaborazione tra l'ARMA e l'INGV, entrambi strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

Di durata decennale, il Protocollo è finalizzato al potenziamento della Rete Sismica Nazionale (RSN) per scopi di Sorveglianza Sismica e di Protezione Civile, attività di estrema rilevanza per la Pubblica Sicurezza Nazionale.

L'INGV, infatti, attraverso le competenze del suo Osservatorio Nazionale Terremoti (INGV-ONT), realizzerà una serie di stazioni di monitoraggio con elevati standard di sicurezza e affidabilità, in grado di migliorare, laddove necessario, le caratteristiche dell'attuale Rete Sismica Nazionale con particolare riguardo ai principali centri abitati. 

L'ARMA faciliterà l'installazione di stazioni sismiche per il monitoraggio e la sorveglianza sismica, vulcanica e ambientale all'interno delle proprie caserme disseminate sul territorio nazionale, presidiate h24 e ubicate in posizioni strategiche tali da garantire una copertura ottimale del territorio. Tali siti diventeranno nuovi nodi della Rete Sismica Nazionale, ospitando stazioni che il personale dell'INGV-ONT installerà con il supporto logistico del personale dell'ARMA.

Le stazioni di monitoraggio della Rete saranno dotate di sensori per il monitoraggio di fenomeni sismici, quali velocimetri/accelerometri, o eventuali altri sensori di interesse per le attività previste.

L'implementazione della Rete permetterà di migliorare le attività di monitoraggio sismico e vulcanico sul territorio nazionale, incrementando il numero e la qualità delle stazioni, garantendo, in caso di variazioni significative della sismicità o in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, una sorveglianza ottimale e la capacità di intervento su tutto il territorio nazionale.

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Si conclude giovedì 23 maggio alle ore 21.00 all’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello la rassegna “Lo specchio di noi _ Balcani d’Europa” con l’incontro “Campo di calcio, campo di battaglia, tra sport e nazionalismo”, una serata pubblica di conversazione su una vicenda emblematica del rapporto perverso tra sport e politica e sul calcio usato dai leader nazionalisti come funzione di propaganda per il secessionismo.

Ospiti dell’incontro: Gigi Riva, scrittore e giornalista attualmente editorialista del settimanale L’Espresso, autore del libro "L'ultimo rigore di Faruk"  (Sellerio editore), una storia di calcio e di guerra, e Matteo Marani, giornalista sportivo, responsabile area eventi calcio Sky Italia, autore del libro “Dallo scudetto ad Auschwitz: vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo” (Aliberti editore Reggio Emilia). A dialogare con gli autori è Marco Nosotti, giornalista sportivo di Sky Sport, da anni inviato al seguito della nazionale maschile di calcio.

“L’ultimo rigore di Faruk” di Gigi Riva racconta la storia della dissoluzione della ex-Jugoslavia vista attraverso quella della sua squadra di calcio che era formata da calciatori provenienti da tutte le sei Repubbliche secessioniste e che si è dissolta insieme al Paese. L’occasione epica di tutta questa storia è racchiusa nel rigore che Faruk Hadžibegić, l’ultimo capitano della nazionale jugoslava, sbaglia contro l’argentina di Maradona il 30 giugno 1990 nel Mondiale italiano. La Jugoslavia viene eliminata e lui teme di essere la causa dello scoppio della guerra.

Si immagina così che, se la Jugoslavia avesse vinto quel mondiale, ci sarebbe stato un rigurgito di jugoslavismo nazionalista che avrebbe allontanato la guerra.

 

 

 

Pubblicato in Sport sociale

La proposta riguarda le misure di contrasto della povertà educativa minorile con l'obiettivo di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’accesso alle opportunità educative nelle aree interne, montane e rurali di Umbria, Toscana e Marche.

Sul campo, quattro azioni rivolte a bambine e bambine da 0 a 6 anni, da realizzare nei comuni delle sette zone sociali delle aree interne della regione. Questo il progetto “Con i bambini dell’Italia di mezzo”, selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” e presentato oggi a Orvieto presso il centro “Digipass” negli spazi della Biblioteca Pubblica “L.Fumi”.

Protagoniste delle attività in Umbria quattro cooperative sociali: “Il Quadrifoglio” di Orvieto, ASAD di Perugia, “Il Cerchio” di Spoleto e CIPSS di Narni, realtà da anni impegnate sul fronte dei servizi sociali ed educativi, presenti con attività e proposte innovative in luoghi lontani dalle opportunità riservate ai grandi centri.

Il progetto ,che si avvale della consulenza del Centro Nascita Montessori, riguarda l’attivazione di due Micronidi a Castel Viscardo e Guardea e un “Agrinido” a Spoleto; la messa in opera di un servizio sperimentale rivolto ai bambini da 0 a 6 anni a Montone; oltre 30 laboratori negli asili nido e nelle scuole infanzia e una serie di interventi domiciliari diffusi ed una trentina di laboratori e attività estive in biblioteche, asili nido, scuole infanzia, centri storici e aree naturalistiche dei comuni coinvolti. Laboratori espressivi e creativi, di lettura e lettura animata, laboratori per lo sviluppo di competenze linguistiche allestiti anche in contesti urbani e naturalistici lasciati ai margini o scarsamente frequentati. L’idea è quella di riconfigurare, attraverso attività integrative ed extrascolastiche, luoghi e spazi dei piccoli borghi altrimenti abitati dalla dimenticanza e diventati estranei agli stessi abitanti.

La dotazione finanziaria dell'intero progetto ammonta a 2.956.230 euro dei quali circa 1.250.000 destinati alle iniziative umbre. Il cofinanziamento richiesto a ciascuna cooperativa ammonta al 15,3% dell’importo previsto.

Alla conferenza di presentazione sono intervenuti Cristina Croce (vicesindaco di Orvieto), Vincenzo Fumi (Presidente onorario Fondazione Cassa di risparmio di orvieto), Maria Grazia Serrannò (Impresa Sociale “Con i Bambini”), Andrea Massino (Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”), la neuropsichiatra Francesca Arcangeli (Usl n.2), Serena Ciambella e Carla Lodi (Servizi Culturali ed educativi del Comune di Orvieto), Moira Sannipoli (Università degli studi di Perugia), Andrea Bernardoni (Legacoop sociali Umbria)

 

 

Pubblicato in Umbria

Nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone ma anche per "fare balotta". Attività economiche che incorporano i principi dello sviluppo sostenibile, attenzione ai prodotti del territorio e alla qualità, supporto alle persone svantaggiate.

È la cooperazione immaginata dai ragazzi delle scuole superiori di Bologna che hanno partecipato alla seconda edizione di Vitamina C, il progetto Legacoop e Confcooperative Bologna per l'educazione all'imprenditorialità cooperativa. Non solo idee, ma un vero e proprio business plan per creare una cooperativa, con tanto di presidente e consiglio di amministrazione.

Nella sezione senior (scuole secondarie di secondo grado) si sono confrontate sette classi: Interclasse Liceo Scientifico Fermi, IIIDR ITC Rosa Luxemburg, IIIF RIM Istituto Salvemini, IVAE IPSAS Aldrovandi Rubbiani, IVBE IPSAS Aldrovandi Rubbiani, IVA IIS Malpighi, IIIBT Istituto Mattei.

Ai junior (studenti delle scuole secondarie di primo grado) è stata riservata una sessione dedicata, alla quale hanno partecipato due classi dell'Istituto Zappa. A ognuna dei ragazzi delle sette classi in gara è stato assegnato un premio di partecipazione oltre ad un buono acquisto da utilizzare alle librerie.coop.

Oltre ai premi di partecipazione, sono stati assegnati anche tre premi di merito, consistenti in una stampante 3D di ultima generazione per la scuola e uno zaino personalizzato per ogni studente della classe vincitrice; una stampante 3D di ultima generazione per la scuola e uno speaker per ogni studente della classe seconda classificata; una doc camera per la scuola  e una cuffia per ogni studente della classe terza classificata.

La cerimonia di premiazione c'è stata oggi, nel corso di un evento alla Fondazione Golinelli a cui hanno partecipato i ragazzi delle classi in gara, le cooperative tutor e i promotori del progetto.

I vincitori della seconda edizione del progetto sono: prima classificata la classe III F del Salvemini, che ha presentato il progetto GoodBuy (tutor Coop Reno) che prevede la realizzazione di un'App in grado di incrociare i dati sanitari dei consumatori con le caratteristiche dei prodotti da acquistare e mira a utilizzare strumenti innovativi per diffondere stili di vita idonei a migliorare la salute e il benessere della collettività attraverso modelli di produzione sostenibili. Seconda classificata la classe III BT dell'Istituto Mattei, che ha presentato il progetto Zero Waste (tutor Coop Agribologna) che prevede la creazione di una cooperativa in grado di consegnare,  direttamente dalla produzione e a prezzi convenienti, prodotti ortofrutticoli a filiera corta, genuini, sani e locali. Zero Waste si propone di creare canali commerciali alternativi per gli agricoltori dell'area bolognese. Terza classificata la classe 4AE Aldrovandi-Rubbiani che ha presentato il progetto SAVE che prevede la creazione di una cooperativa che si occupa di rigenerare indumenti usati di vario tipo e genere per rivenderli sul mercato ad un prezzo accessibile, con una attenzione particolare alle persone in stato di disagio economico.

"Lavorare con i ragazzi è sempre stimolante, per la passione che mettono nei progetti. Dalla loro visione di futuro abbiamo molto da imparare - dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna - C'è coerenza tra l'idea di sviluppo sostenibile della cooperazione e quella dei ragazzi, ma il loro valore aggiunto sta nella capacità di rapportarsi con la tecnologia e di intravvedere nuove opportunità di fare impresa. Noi che lavoriamo per individuare nuove traiettorie di sviluppo cooperativo, abbiamo molto da imparare".

"Guardando alla qualità dei progetti presentati, possiamo affermare che Vitamina C ha colto nel segno - dichiara Daniele Passini, presidente di Confcooperative Bologna - Ai ragazzi offriamo un innovativo percorso in cui hanno l'opportunità di confrontarsi con il mondo dell'impresa e con i valori della cooperazione. Noi, attraverso il loro lavoro, cogliamo ogni anno sguardi nuovi sulla cooperazione che ci fanno sempre più apprezzare l'attualità del fenomeno mutualistico".

Vitamina C è il nuovo progetto di educazione all'imprenditorialità cooperativa per le Scuole Secondarie di I e II grado di Bologna promosso da Legacoop Bologna e Confcooperative Bologna realizzato in collaborazione con il Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale, grazie al contributo della Camera di Commercio di Bologna e della Fondazione del Monte e il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale.

 

Nella prime due edizioni di Vitamina C sono stati coinvolti circa 250 ragazzi, ma si tratta di un progetto con radici profonde nelle scuole e nella cooperazione. Storicamente chiamato Coopyright (10 edizioni dal 2007 al 2017 alle quali hanno partecipato oltre 2200 studenti, 85 classi e 38 scuole), da novembre 2017 il percorso si è rinnovato inserendosi nell'ambito del progetto Millennials.coop, con l'obiettivo di favorire tra gli studenti una maggiore consapevolezza su processi, competenze e abilità con un particolare focus sullo sviluppo della capacità imprenditoriale.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Il Colloquio Scientifico sull’impresa sociale è un convegno scientifico organizzato a cadenza annuale da Iris Network. Nasce dall’esigenza di promuovere percorsi di studio e di riflessione in grado di cogliere gli elementi di innovazione che caratterizzano l’attuale fase di sviluppo dell’impresa sociale in Italia. Si svolgerà il 24 e 25 maggio 2019presso il Dipartimento di Management e Diritto dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Organizzato in località diverse in collaborazione con uno dei soci del network, il Colloquio intende approfondire le peculiarità di questa forma d’impresa, a partire dalle caratteristiche e dall’evoluzione dei mercati di riferimento, considerando elementi di natura gestionale, governance, fino alle politiche che ne favoriscono lo sviluppo.

Nel corso di dodici edizioni sono stati discussi oltre 380 paper che hanno offerto un’ampia gamma di riflessioni teoriche ed analisi empiriche sull’impresa sociale secondo diversi ambiti disciplinari.

La Call for Paper del convegno ha voluto sollecitare studi scientifici interdisciplinari in grado di cogliere la capacità dell’impresa sociale di rappresentare un modello sempre più sostenibile e generativo di valore economico, sociale ed ambientale. Una sfida che si inserisce in un contesto storico particolarmente complesso, sia su scala globale che territoriale, e chiama in causa la necessità di ripensare logiche di sviluppo sostenute da paradigmi inclusivi e coesivi. L’impatto sociale, da questo punto di vista, rappresenta un elemento sempre più essenziale, che richiede ulteriori fondamenti scientifici, nell’ottica di ripensare le condizioni che determinano la sostenibilità economica delle organizzazioni e dell’intero ecosistema.

Nella due giorni si alterneranno sessioni di presentazione di paper, riconducibili ad alcuni macro temi: innovazione dei framework interpretativi e teorici, evoluzione della finanza per l’impresa sociale, teorie e modelli di misurazione dell’impatto sociale, infrastrutture materiali e immateriali per lo sviluppo locale, apertura ad altri modelli di organizzazione economica, sostenibilità economia: sfide e nuovi modelli di business,innovazione sociale e politiche pubbliche, comunicazione sociale come motore di cambiamento nelle imprese sociali.

Il programma completo cliccando questo link

 

 

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Dopo la firma del 28 marzo scorso sull’Accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo in data 21 maggio è stata sciolta la riserva dalle organizzazioni sindacali (OOSS) a seguito di una consultazione interna che ha conferito ampio mandato.

Le OOSS confermano l’approvazione delle intese raggiunte che rinnovano e modificano il CCNL 16 dicembre 2011: “l'Accordo di rinnovo diventa efficace tra le parti a tutti gli effetti ivi previsti, fatte salve le decorrenze particolari previste per i singoli istituti”, come riportato nel verbale di incontro.

La firma è avvenuta al Palazzo della Cooperazione di Roma tra Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali e Fp Cgil, Fps Cisl, Fisascat Cisl, Uil Fpl, Uiltucs.

 

Pubblicato in Lavoro

Maggio 1989. Nei cinema esce un film scottante, Mery per sempre di Marco Risi. L'Italia incontra i volti di Natale, King Kong, Mery richiusi nell'infernale carcere minorile di Palermo. La critica parla di neo-neorealismo e anche gli effimeri e benestanti anni '80 scoprono il loro drammatico contraltare.

Così, a trent'anni esatti dall'uscita nelle sale italiane, un appuntamento speciale in omaggio al film che fece riscoprire al grande pubblico l'omonimo e bruciante libro di Aurelio Grimaldi, offrendo al Paese la cruda immagine di un'adolescenza divisa tra mafia e periferia e senza uno sguardo sul futuro. 

Promosso e organizzato da Associazione daSud nell'ambito della sua prima edizione di Under - Festival di nuove scritture, l'evento si svolgerà giovedì 23 maggio, a partire dalle ore 18, negli spazi di ÀP - Accademia Popolare dell'antimafia e dei diritti a Cinecittà (Via Contardo Ferrini, 83) e vedrà la partecipazione e gli interventi del regista Marco Risi, degli attori Michele Placido e Tony Sperandeo, dello sceneggiatore Aurelio Grimaldi e del produttore Claudio Bonivento. 

Under Festival: tra cinema e letteratura

Italia, Sicilia, Palermo. Gli anni '80 stanno per finire. Volge al termine un decennio di dolore e di speranza, di lacrime, sangue e sorrisi carichi di fiducia verso il futuro. La città ha continuato ad avere i suoi cadaveri eccellenti, i morti senza colpa e ha assistito ad una nuova, l'ennesima, sanguinosa guerra di mafia. In quei giorni il movimento antimafia trova la forza per vivere una nuova vibrante e vigorosa stagione.

Nascerà il pool guidato dal giudice Chinnici prima e da Caponnetto poi. I mafiosi sfileranno nell'aula bunker per il Maxiprocesso a Cosa Nostra. Sboccerà la primavera di Palermo ma i giorni di tempesta non mancheranno. L'Italia scoprirà la mafia in Tv grazie a Michele Placido e al personaggio del commissario Cattani, il protagonista de La Piovra. Intanto la voce di Nino D'Angelo risuona per i vicoli e le borgate della città diventandone la colonna sonora. Nel 1987, Aurelio Grimaldi traduce la sua esperienza di maestro nel carcere minorile di Malaspina in un bruciante romanzo: Meri per sempre.

Da quelle pagine Marco Risi tirerà fuori un film altrettanto scottante e doloroso, Mery per sempre, offrendo al Paese la cruda immagine di un'adolescenza senza uno sguardo sul futuro. Carmelo, Natale, King Kong, Mery, Claudio erano l'altra faccia degli anni ottanta, legata a quella effimera e benestante dalla religione del consumo. Non erano mafiosi né forse lo sarebbero diventati mai. «Mafia, mafia, mafia» però amavano esclamare durante la lezione. Era questo il loro guanto di sfida lanciato con rabbia contro il viso delle istituzioni democratiche.

 

Pubblicato in Lazio

Reintegrare nella vita civile e nella comunità locale gli ex guerriglieri delle Farc in Colombia, donne e uomini, attivando gruppi di genitori, di formatori, valorizzando le competenze legate alla genitorialità e alla cura, grazie all’attivazione di uno spazio polivalente destinato a bambini 0-5 anni e famiglie, al fine di migliorare la qualità di vita delle persone. È l’ambizioso progetto pilota presentato a Roveredo in Piano (Pn) nella sede di Coop Noncello e denominato “La Guarderia de Niños”, una scuola dell’infanzia per bambini da 0 a 5 anni e genitori che mira a divenire spazio polivalente per l’integrazione e lo sviluppo delle comunità di La Elvira e El Robles nel Distretto del Cauca in Colombia. Il progetto di cooperazione internazionale, co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è guidato da Coop Noncello quale ente capofila in collaborazione con i partner locali Cooperativa ECOMUN (cooperativa fondata e composta dagli ex guerriglieri delle Farc) e CECOESPE, la Cooperativa de La Elvira, lo spazio territoriale di reinserimento. Beneficiari diretti i bambini e le famiglie della comunità di El Robles e La Elvira, gli operatori delle cooperative e associazioni locali, gli operatori sanitari e sociali locali.

È quanto emerso nelle scorse settimane durante la visita-studio in Friuli Venezia Giulia e in particolare a Pordenone da parte della delegazione colombiana impegnata nel progetto e composta da Darly Elizabeth Sanchez Pena, responsabile di progetto per La Elvira, insegnante, Carmen Milbia Guetio GueGue, responsabile di progetto per le comunità indigene, Luz Dary Suarez Mosquera, ex Farc nell’accordo di pace, tutte attualmente in formazione come educatrici, e Juan Camilo Londono Ramirez, vicepresidente della Cooperativa Ecomun. A Pordenone i delegati colombiani, grazie alla guida di Coop Noncello, hanno partecipato ad una serie di incontri con Cooperative sociali del territorio che operano in campo educativo, con particolari focus sulla Cooperativa sociale come luogo di emancipazione femminile e sulle esperienze in ambito pedagogico presenti a Pordenone e destinate in particolare alla prima infanzia.

“La Guarderia de Niños è un progetto di cooperazione internazionale – ha spiegato Stefano Mantovani, presidente di Coop Noncello – che si inserisce nel percorso più ampio di costruzione della pace in Colombia, a seguito dell’accordo per la fine del conflitto e la costruzione di una pace stabile e duratura siglato il 24 novembre 2016 tra le Forze armate rivoluzionarie colombiane – Esercito del popolo (Farc – Ep) e il Governo colombiano. L’Accordo ha aperto la strada per porre fine ad un conflitto avviato nel 1964 che ha portato a centinaia di migliaia di vittime, decine di migliaia di persone scomparse, milioni di cittadine e cittadini colombiani sfollati forzatamente dalle proprie terre, migliaia di bambini e donne vittime di violenza sessuale e repressione”.

Nata poco più di un anno fa a L’Avana, l’idea sorge “dalla volontà di costruire un progetto sperimentale attraverso uno spazio polivalente che sia luogo di autonomia per le donne, di reinserimento sociale per gli ex guerriglieri delle Farc, ma anche di cooperazione a favore della prima infanzia. Il nostro desiderio – ha proseguito Mantovani - è che La Guarderia de Niños diventi un progetto pilota poi replicabile anche in altre piccole comunità della Colombia”.

 

I primi passi della Guarderia

A novembre 2018 una delegazione composta anche dai rappresentanti di Coop Noncello aveva visitato L'Elvira e incontrato alcuni ex guerriglieri. Era stato così individuato lo spazio e identificato un pezzo di terra dove costruire La Guarderia de Niños. A dicembre era iniziata la predisposizione dell’area, mentre a gennaio e febbraio 2019 è partito il processo di reintegrazione nella comunità di Elvira con due incontri con le comunità adiacenti, una sorta di sondaggio con le popolazioni locali per segnalare il progetto e unire gli sforzi.

Identità e conservazione

Uno degli elementi più interessanti riguarda l’attenzione alla dimensione identitaria attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità indigene, “perché – come ha evidenziato Darly Elizabeth Sanchez Pena - questo significa anche conservazione dell’identità autoctona, preservandola dall’annientamento che potrebbe derivare dal processo di pace”. Per questo vi è la massima considerazione per le tradizioni e le culture native, a partire delle lingue. Sì, perché nella comunità La Elvira non si parla solo lo spagnolo ma anche lingue indigene originarie, come ad esempio la lingua Nasa. Oltre a ciò, “le comunità interpellate durante la condivisione del progetto di Guarderia hanno tutte unanimemente espresso l’interesse a recuperare e mantenere il rispetto per le lingue e tradizioni culturali e sociali delle popolazioni che vivono in quell’area del Cauca”.

Reintegrazione degli ex guerriglieri

In concreto, il progetto intende favorire la reintegrazione degli ex guerriglieri nella comunità locale attraverso azioni specifiche tra cui l’attivazione di un gruppo di genitori e operatori in grado di coinvolgere la comunità nella pianificazione condivisa dello spazio polifunzionale e nella definizione delle attività in esso realizzabili, ma anche creando un gruppo di formatori sui temi della genitorialità consapevole, cura dei bambini, corretta alimentazione. E ancora formazione, valorizzazione delle competenze legate alla genitorialità e al prendersi cura, da trasformare in competenze professionali e opportunità di impiego, descrizione del modello locale di spazio polifunzionale affinché lo stesso possa essere replicabile in altre piccole comunità della Colombia.

Tra i risultati attesi dal progetto, la creazione di uno spazio polifunzionale (La Guarderia de Niños), uno staff locale di una decina di persone, 12 incontri di formazione-informazione, scambio-confronto tra genitori e operatori, 5 moduli formativi e 5 figure specialistiche locali, 4 eventi pubblici tra cui una conferenza internazionale e una piattaforma online.

Modello educativo orizzontale che include

Un altro tassello fondamentale della Guarderia riguarda il ruolo dei Paesi Baschi, che finanziano una parte del progetto e dove la delegazione colombiana è stata in visita-studio prima di venire in Italia. Rispetto alla formazione degli operatori che si impegneranno nella Guarderia, conoscere anche il progetto educativo dei Paesi Baschi era fondamentale in quanto “fondato sulla centralità del bambino, che non è stimolato dagli adulti ma è lasciato libero di scegliere a quale attività partecipare e quando, stimolandone così autonomia e capacità di relazionarsi con gli altri. Un modello orizzontale – ha posto l’accento Mantovani – dove non si privilegiano eccellenze ma si accompagnano esigenze e talenti”. In questo senso, il centro polifunzionale avrà anche il ruolo di tenere viva l’identità storica delle Farc, diventando strumento per tramandarne la cultura, il successivo cammino di pace e di inclusione, come anche il perché storico e sociale della lotta del popolo colombiano, dando vita ad una sorta di polo di formazione comunitaria “per creare una comunità più umana, che recuperi i valori sociali presenti prima della guerra”.

Dalle Farc alle Cooperative

Il passaggio dalle Farc alle Cooperative, da guerriglieri a cooperanti nasce anche per conservare il carattere collettivo, per trasformare un modello economico che è tendenzialmente escludente. La Cooperativa Ecomun Esperanza, fondata dagli ex guerriglieri, riunisce oggi 127 Cooperative il 60% delle quali è dedito alla produzione agricola, ma ci sono anche turismo, recupero ambientale, riforestazione. “Il movimento cooperativo colombiano è oggi anche un movimento di economia sociale e solidale – ha sottolineato Juan Camilo Londono Ramirez – che vuole allargare il proprio progetto inclusivo anche al resto della popolazione, e non solo agli ex guerriglieri”.

Le donne, non solo guerrigliere

E poi c’è il tema della donna-guerrigliera. Come hanno spiegato Juan Camilo Londono Ramirez e Luz Dary Suarez Mosquera, “in un esercito formato da 20 mila persone, nonostante tutte le precauzioni, non era escluso che una donna potesse rimanere incinta. Oltre all’interruzione di gravidanza, le opzioni erano quelle di far crescere il proprio figlio a parenti o amici lontani, ma in tal caso a guerra conclusa non tutti i genitori potevano essere sicuri di ricongiungersi ai loro figli naturali. Altra opzione era che la guerrigliera abbandonasse la lotta per fare la mamma, ma questa era la soluzione più pericolosa. Con la fine della guerra e la firma dell’Accordo di pace, si è registrata un’esplosione del tasso di natalità”. Un elemento in più a sottolineare l’importanza della Guarderia, diventare spazio e luogo sociale di formazione di donne e mamme, per ripristinare quei valori sociali e solidali andati in pausa a causa della guerra.

 

Fabio Della Pietra

 

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