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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 24 Maggio 2019 - nelPaese.it

Per essere capita, una malattia può anche essere illustrata. Da questa convinzione è nata #epidemiacreativa, un progetto di Medici Senza Frontiere (MSF) e della Scuola Internazionale di Comics di Roma per sensibilizzare le nuove generazioni, attraverso fumetti e illustrazioni, sulle principali malattie che mettono a rischio la vita di milioni di persone nei paesi dove opera l’organizzazione. A prendere carta e penna, o mouse e tastiera, sono stati gli studenti del III anno del corso di Illustrazione, chiamati a spiegare con un’immagine malattie come morbillo, meningite, Ebola, malaria, HIV e la tubercolosi. 

Il risultato finale sono 6 cartoline, una per ciascuna malattia, che saranno condivise sui social network per scatenare una #epidemiacreativa, mentre offline l’appuntamento è per il fine settimana all’ARF, il Festival del Fumetto di Roma dal 24 al 26 maggio, dove i lavori saranno distribuiti in versione cartacea allo stand della Scuola.

 “Nei secoli scorsi le illustrazioni hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della medicina e ancora oggi corpo umano e malattie vengono spesso spiegati attraverso disegni. Con questa ‘epidemia creativa’ abbiamo usato la potenza delle immagini per aprire gli occhi delle persone, soprattutto dei più giovani, sulle malattie che ogni giorno i medici, infermieri, logisti di MSF si trovano ad affrontare in oltre 70 paesi del mondo” dichiara François Dumont, direttore della comunicazione di MSF.

Capire e poi disegnare

 #Epidemiacreativa è stato un percorso a tappe, iniziato dall’incontro tra un operatore umanitario e alcuni membri di MSF con gli studenti della Scuola Internazionale di Comics, per avvicinare i futuri disegnatori alle principali sfide mediche dell’organizzazione. Poi, a partire da una domanda creativa per ogni malattia (come “Lo sai che un terzo della popolazione mondiale ospita il bacillo della tubercolosi nel proprio organismo?”), gli studenti hanno iniziato a disegnare i bozzetti.

 Tutti questi elementi, domande, illustrazioni e un QR Code che rimanda a una pagina del sito MSF con approfondimenti, foto e video sulle singole malattie, hanno composto le cartoline, ognuna caratterizzata da un’immagine, come l’ombrello aperto col manico a forma di siringa rappresenta la protezione offerta dal vaccino contro il morbillo, il morso di mela a forma di scimmia e pipistrello responsabili della diffusione dell’Ebola o l’abbraccio di due innamorati protetti contro l’HIV.

“Prima di conoscere MSF grazie al progetto non sapevo quasi nulla di tubercolosi. Partecipare a #epidemiacreativa è stata un'occasione di crescita. Adesso spero che con i miei disegni si trasformi in un'opportunità di conoscenza anche per gli altri” racconta uno degli studenti.

Lo spirito di #epidemiacreativa è proprio quello di una contaminazione della conoscenza sulle principali malattie che le équipe mediche di MSF affrontano ogni giorno. Come il morbillo, la cui mortalità può arrivare fino al 20% in assenza di cure, affrontato da MSF attraverso campagne di vaccinazione, strumento efficace anche per la meningite. La malaria colpisce soprattutto i bambini e oltre il 90% dei decessi avvengono in Africa, dove in questo momento è in corso la più grande epidemia di Ebola mai registrata nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

Nonostante i numeri della tubercolosi a livello globale siano in costante riduzione, la malattia non è stata debellata, soprattutto a causa delle grosse lacune in termini di possibilità diagnostiche e terapeutiche, oltre all’aumento sostanziale dei casi di Tb multiresistente ai farmaci attuali. Un enorme problema di salute pubblica resta ancora l’HIV che uccide ogni anno circa 1 milione di persone, mentre altre 2 milioni vengono infettate. In alcuni paesi dove opera MSF, questa malattia resta ancora un’emergenza sanitaria per la mancanza di accesso alle cure: senza trattamento antiretrovirale, l’HIV conduce inesorabilmente alla morte.

Le illustrazioni sono a firma di: Ilaria Bonifazi (tubercolosi), Silvia Lombardi (meningite), Chiara Nuzzo (malaria), Flavia Della Verità (HIV), Giulia Ferruggia (Ebola), Laura Roccasalva Firenze (morbillo).

 

 

Pubblicato in Cultura

I risultati della terza settimana di monitoraggio dei discorsi d'odio in campagna elettorale. I post e i tweet dei candidati alle elezioni europee che contengono odio sono quelli che generano la maggiore quantità di like, condivisioni e repliche.

A rivelarlo è il nostro lavoro di monitoraggio giunto alla terza settimana di osservazione dei profili social dei candidati e delle reazioni degli utenti. Più di 51.000 sono stati i post, i tweet e i commenti valutati da circa 150 attivisti.

Restringendo lo sguardo ai soli temi relativi ai diritti umani, l'argomento "immigrazione" continua ad avere il peso maggiore in questo insieme, rappresentando il 62% dei contenuti. E poi a seguire le donne, le minoranze religiose, i rom, la solidarietà.

I risultati completi su questo link

Pubblicato in Nazionale

“Al via il programma di bonifica della discarica di Ca’ Filissine”. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel corso della sua visita di ieri in Veneto.

“Abbiamo definito – ha detto il ministro - l’accordo di programma che disciplina le risorse stanziate e definisce le modalità con cui il Comune potrà avvalersi di Sogesid Spa nella funzione di stazione appaltante. La battaglia per la bonifica della discarica per rifiuti solidi urbani in provincia di Verona, censita tra i siti contaminati del piano regionale dei rifiuti a causa della profondità raggiunta dal percolato, va avanti da anni, tra diverse difficoltà. Per questo sono molto felice di dare questa notizia alla popolazione di Pescantina e a quelle delle aree circostanti: i rischi che derivano da quel sito altamente inquinante saranno ora contrastati dalle opere di bonifica, attese da molto tempo, che noi siamo riusciti a sbloccare”.

“Il mio – ha concluso Costa – è il ministero che sblocca i cantieri e le opere che fanno bene all’ambiente e alla salute. Siamo quelli del sì allo sviluppo sostenibile del nostro Paese. La battaglia per risanare l’Italia è appena iniziata”.

Pubblicato in Veneto

Fridays for future, il movimento globale delle nuove generazioni contro i cambiamenti climatici, l’inquinamento e un intero sistema economico, scende in piazza in tutto il mondo. Ad essere protagonisti sono gli studenti, anche in Italia. Chiedono che venga dichiarata un'emergenza climatica dai Comuni e dallo Stato. 

Le piazze

'Chiudete i rubinetti, non i porti', 'Più ambientalisti, meno fascisti', 'Il nostro pianeta è il nostro futuro', 'Rispettate gli accordi di Parigi'. Sono solo alcuni dei cartelli esposti dai ragazzi che da questa mattina manifestano per il centro di Roma aderendo al Global Strike for future, lo sciopero mondiale contro i cambiamenti climatici nato dalla protesta dell'attivista svedese Greta Thunberg.

I ragazzi, partiti da piazza Repubblica, raggiungeranno i Fori Imperiali in tarda mattinata percorrendo via Cavour. In cima al corteo lo striscione che sintetizza la loro protesta: 'Cambiamo il sistema, non il clima'. "Bisogna riconvertire il sistema economico e produttivo mondiale tutelando il pianeta- urla da un megafono Alessandro, 16 anni- ma nelle agende politiche ancora non c'e' l'emergenza climatica".

I viali di Bologna "sono la zona piu' inquinata della citta' e per questo fermiamo il traffico". È l'obiettivo che sta riuscendo ai quasi 1.000 studenti di Bologna che stanno aderendo al Friday for future, lo sciopero globale sui cambiamenti climatici.
I giovani bolognesi non solo si uniscono al coro delle altre citta' italiane e europee sottolineando che anche se "siamo giovani non siamo stupidi", ma protestano anche per l'inquinamento di Bologna, citta' "con mezzi di trasporto vecchi per colpa dell'industria che favorisce il profitto di pochi e la politica che in tutti questi anni ha bloccato i cambiamenti". I giovani poi fanno presente il "problema della cementificazione dei prati di Caprara" e che "la maggior parte delle scuole di Bologna si trovano proprio sui viali in mezzo all'inquinamento".

Questa volta ci sono anche i piu' 'grandi', gli studenti dell'Universita' di Bologna che chiedono all'Alma mater di "diventare piu' sostenibile, insegnare certi temi anche a lezione e prendere una chiara posizione sull'ambiente".

E come a livello mondiale e' Greta Thunberg a guidare la protesta anche in Basilicata a rappresentare la voce di una generazione e' una ragazza: e' Alice Marmo, studentessa del Liceo delle Scienze umane di Potenza. "Siamo qui - spiega Alice alla Dire - perche' gli studenti di tutto il mondo si sono messi per rendere la nostra terra piu' pulita e per dire basta all'inquinamento che sta facendo salire le temperature climatiche: noi vogliamo uno stop a tutto cio' e lo vogliamo partendo proprio dalla Basilicata. Vogliamo - aggiunge - una transizione energetica per passare dal fossile al rinnovabile e vogliamo che siano rispettate le leggi. Chiediamo ai sindaci e al presidente della Regione di far rispettare le leggi alle compagnie petrolifere. Chiediamo inoltre una bonifica della Val d'Agri per un futuro migliore". 

(Fonte: agenzia stampa Dire)

Pubblicato in Nazionale

Circa la metà degli impiegati del Recup del Lazio, il servizio che garantisce le prenotazioni sanitarie a tutti i cittadini della regione, sono a rischio: 367 persone, di cui una buona parte di disabili, andranno a casa per un cambio d’appalto avviato il 13 maggio scorso da LazioCrea e Regione Lazio.

Il loro assorbimento non è previsto dal piano del nuovo entrante, la GPI Spa. Tra loro anche i 120 impiegati del Recup di Frosinone, che sarà chiuso, stando all’offerta presentata dalla nuova affidataria. La cooperativa aCapo, attuale gestore del servizio Recup e prima classificata nella gara comunitaria per l’erogazione del servizio, è venuta a sapere dell’avvio della procedura soltanto il 20 maggio, quando la subentrante le ha chiesto i dati degli addetti attualmente impiegati.

La cooperativa sociale, illegittimamente esclusa a causa di un Durc negativo (poi rivelatosi inesistente) e in attesa della valutazione da parte del Consiglio di Stato revocazione della sentenza il 30 maggio prossimo, che avrebbe risolto una complicata vicenda giudiziaria (su cui sono entrati sia il TAR e il Consiglio di Stato, sul piano amministrativo, sia il tribunale civile) è stata messa di fronte al fatto compiuto. Senza aspettare tale scadenza e senza dare alcuna comunicazione formale ad aCapo, infatti, il 13 maggio Lazio Crea ha comunicato alla GPI Spa di voler avviare le procedure necessarie al cambio appalto, assumendosi, di fatto il diritto di scegliere quale sentenza sia da considerare esecutiva e quale no.

“Siamo sconcertati - ha detto la presidente di aCapo, Roberta Ciancarelli - da come Lazio Crea scelga la sentenza cui dare applicazione, accordandosi con GPI sul cambio di appalto del Recup per arrivare al fatto compiuto prima del pronunciamento finale del Consiglio di Stato del 30 maggio”. Malgrado il giudice civile, unico competente in materia contributiva, abbia chiarito fin dallo scorso 14 febbraio che il rapporto contributivo di aCapo (già Cooperativa Capodarco) è del tutto regolare, e che il DURC negativo che ha escluso la Cooperativa dalla gara RECUP è illegittimo – fa notare la cooperativa - LazioCrea e Regione Lazio sono rimaste alla finestra ignorando le richieste di aCapo di dare seguito alla sentenza (che anche se non definitiva ha efficacia esecutiva). Al contrario, si sono messe in moto per dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 9 aprile che esclude aCapo, malgrado su questa sentenza lo stesso Consiglio di Stato dovrà tornare il prossimo 30 maggio per valutare la richiesta di revocazione della sentenza.

“Non è possibile non notare che, in questo modo - continua la presidente Ciancarelli - si intende arrivare ad un fatto compiuto prima che il Consiglio di Stato possa ritornare su quanto stabilito. E’ un atteggiamento gravissimo. Non aver dato esecuzione alla sentenza del Giudice Civile sin dal 14 febbraio ha una precisa rilevanza penale ma, soprattutto, dare esecuzione al cambio appalto alle condizioni della GPI potrà avere un impatto serissimo sul fronte lavorativo e sulla cooperativa”. Rispetto ai 750 addetti attuali nel call center Recup, 367 persone non potranno essere assorbite dal nuovo entrante. Il progetto con la quale GPI si era classificata al secondo posto prevede in tutto 383 operatori. Allo stesso modo, questa società per azioni prevede l’immediata chiusura della sede di Frosinone del call center con il conseguente licenziamento dei 120 operatori oggi impiegati.

“Dalla Regione Lazio e da LazioCrea attendiamo - conclude Ciancarelli - una buona volta, l’applicazione di principi di ragionevolezza e di trasparenza in questa vicenda evitando comportamenti che possano ledere in modo definitivo la tenuta della nostra impresa e prima che possano avere un impatto sociale gravissimo ed irrimediabile su tante famiglie”.

Pubblicato in Lazio
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