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Mercoledì, 11 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 27 Maggio 2019 - nelPaese.it

Lega Nord primo partito, tracollo M5S. Pd secondo partito e flop di Forza Italia, a sinistra niente outsider “verde” come nel resto d’Europa. Questa è la sintesi del voto che cambia i rapporti di forza nella maggioranza del nostro Paese. Se Salvini ha doppiato Di Maio, da dove arrivano quei voti? Ecco il flusso elettorale analizzato da Swg rispetto alla tornata elettorale delle politiche del marzo 2018.

Donne, giovani e operai verso la Lega Nord

Un pezzo di elettorato si è letteralmente staccato da M5S e si è trasferito nel partito di Pontida. Il 17% dei voti presi da Salvini appartenevano a Cinque Stelle nel 2018. Qual è la composizione di questo elettorato? Ci sono anche molti “astensionisti” conquistati dai leghisti e dal loro leader ma il travaso ha riguardato precise categorie. Babyboomers (+19%), 60-70enni, e generazione X (+17%), 40enni, si riversano con Salvini abbandonando M5S. A loro si aggiungono i millennials, 30enni, divisi tra Salvini (+11%) e il Pd (+6%) e la generazione Z dei 18enni pure vota per la Lega Nord (+21%).

Oltre alle generazioni ci sono le fasce sociali. Gli operai abbandonano M5S (-20%) e vanno con Salvini (+29%), poveri e ceti medio bassi pure con le camicie verdi (+18%) ma non solo. Ceto medio e professionisti sono delusi dai grillini e optano per il ministro dell’Interno. Tra i generi aumentano le donne che votano Lega (+17%)

 

 

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L’Europa in bilico tra il nero e il verde. I sovranisti di ispirazione neofascista e razzista vincono in Francia e in Italia.  Popolari e socialisti perdono la maggioranza del Parlamento europeo. Decisivo diventa il gruppo dei liberali, l’Alde. Spuntano i Verdi come outsider in Germania e Oltralpe mentre in Italia tutto ciò che è a sinistra del Pd sparisce.

Il parlamento che sarà

Guarda qui le proiezioni del parlamento europeo. Secondo la seconda proiezione diffusa a Bruxelles, il Ppe avrebbe 177 seggi (perdendone 40 rispetto agli attuali 217), il gruppo dei S&d avrebbe 147 seggi (anche in questo caso con un calo di 40 seggi rispetto ai 187 di oggi), l’Alde aumenterebbe i seggi a 101 (+33 rispetto agli eletti del 2014), i Verdi 69 (+27), l’Ecr 59 (-17), il gruppo di estrema destra Enf (in cui siede la Lega) 57 (+20), l’Efdd 56 (+15), la Gue 42 (-10).

(Fonte agenzia stampa Dire)

 

Pubblicato in Nazionale

In Italia più di 17 milioni di persone sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Tra queste, anche quelli che un lavoro ce l'hanno (gli occupati che non hanno un reddito sufficiente sono infatti il 12,2%). E oltre 5 milioni sono in povertà assoluta, con una robusta incidenza (12%) tra i bambini. Al tempo stesso tra il 1996 e il 2016 la quota di ricchezza dell'1% più ricco della popolazione adulta è passata dal 18% al 25%, quella dei 5.000 adulti più ricchi è salita dal 2% al 7%.

A queste disuguaglianze economiche si aggiungono profonde ingiustizie sociali nell'accesso a servizi fondamentali di qualità e nel riconoscimento dei propri valori e del proprio ruolo. Questi i dati più evidenti che emergono dal rapporto Istat Sdgs (Sustainable Development Goals) sui 17 Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. I dati parlano chiaro: vincono allarme sociale e disuguaglianze, e forti divari territoriali. La situazione peggiore si vede in Sicilia, Calabria e Campania. Basti pensare che la quota di persone in cerca di occupazione sulla popolazione attiva ammonta al 6,0% nella ripartizione nord-orientale, al 7,0% in quella nord-occidentale, al 9,4% nel Centro e al 18,4% nel Mezzogiorno. Se ne è parlato a Roma in occasione dell'evento nazionale ASviS"Sconfiggere la povertà, ridurre le disuguaglianze" organizzato nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASviS e dal Forum Disuguaglianze e Diversità.

Nel 2017 lievi miglioramenti per 10 Obiettivi dell'Agenda 2030

Per 10 su 17 Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu nel 2017, l'Italia mostra segni di miglioramento in dieci aree: povertà (Goal 1), salute (Goal 3), uguaglianza di genere (Goal 5), condizione economica e occupazionale (Goal 8), innovazione (Goal 9), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle città (Goal 11), modelli sostenibili di produzione e di consumo (Goal 12), qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16), cooperazione internazionale (Goal 17). Per quattro aree, invece, la situazione del 2017 è peggiore rispetto al 2016: alimentazione e agricoltura sostenibile (Goal 2), acqua e strutture igienico-sanitarie (Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizioni degli ecosistemi terrestri (Goal 15).  La condizione appare invariata per due Goal, educazione (Goal 4) e lotta al cambiamento climatico (Goal 13), mentre per il Goal 14 (Flora e fauna acquatica) non è stato possibile stimare il dato relativo al 2017 a causa della mancanza di dati aggiornati.

Recuperare il tempo perduto e realizzare interventi radicali

"È ora di dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile, si è perso già troppo tempo  – dice Enrico Giovannini, Portavoce dell'ASviS, –  oltre all'immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l'ASviS chiede al presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l'attuazione della strategia per lo sviluppo sostenibile, di trasformare il Cipe in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni".

Partendo dalla situazione di grave ingiustizia sociale e dai diffusi sentimenti di paura, rabbia e risentimento generati nelle fasce più vulnerabili della società, ilForum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) – un'alleanza tra cittadinanza attiva e ricercatori – ha elaborato, dopo due anni di lavoro e con il contributo di oltre cento esperti il Rapporto "15 Proposte per la giustizia sociale". Un pacchetto di proposte di politiche pubbliche e azioni collettive, ispirate dall'analisi e dalle idee di Anthony Atkinson, che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, la relazione tra lavoro e impresa, ilpassaggio generazionale.

"Disuguaglianze e povertà vanno aggredite su due fronti – afferma Fabrizio Barca, coordinatore del ForumDD. Tornando a redistribuire e recuperando – da dettato Costituzionale – la progressività fiscale perduta, anziché ridurla come si minaccia di fare sotto il manto della «flat tax». E, prima ancora, modificando i meccanismi di formazione della ricchezza privata e di accesso alla ricchezza comune: noi del ForumDD proponiamo interventi radicali che mettano la tecnologia dell'informazione al servizio di una maggiore diffusione della conoscenza, non, come oggi avviene, di una sua insostenibile concentrazione".

L’incontro

Nell'ambito della terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si svolgerà a Roma, il prossimo 28 maggio alle ore 15:00 presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni, l'evento "Territori abbandonati dalle politiche". Il seminario, organizzato dal Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) in collaborazione con ASviS e Urban@it, si inquadra all'interno dei Goal 1 e 10 (SDG1 – Sconfiggere la povertà; SDG10 – Ridurre le disuguaglianze) e mette al centro i territori dimenticati dalle politiche e dalle classi dirigenti e la reazione anche elettorale dei loro cittadini.  

Le disuguaglianze territoriali all'interno dei Paesi occidentali sono assai elevate e fonte di rabbia e tensioni sociali. A essere svantaggiati sono in particolare i cittadini delle periferie, di vaste aree rurali lontane dai servizi, delle campagne deindustrializzate. Oltre alle disuguaglianze economiche, tornate a crescere da trenta anni, si deteriora in molte aree la qualità e l'accessibilità ai servizi e crescono le disuguaglianze di riconoscimento: la mancanza di consapevolezza, da parte della cultura e delle classi dirigenti, delle specificità dei territori, della natura dei servizi che essi richiedono e delle opportunità che le nuove tecnologie e altri cambiamenti in atto possono offrire loro. Ne discende una diffusa protesta con forti effetti sui risultati elettorali.

Nel seminario verrà presentato e discusso questo quadro economico e sociale e verrà illustrata la reazione delle politiche europee, oggi e per il periodo post-2020, e dei paesi dell'area OCSE. All'intervento introduttivo di Andrés Rodriguez-Pose(London School of Economics), studioso internazionale di questi problemi e autore di un'analisi sulla relazione fra declino economico e sociale e comportamenti elettorali, seguiranno gli interventi sulle politiche di Flavia Terribile (Presidente del Comitato per le politiche di sviluppo regionale dell'OCSE). Sabrina Lucatelli (Comitato Tecnico Strategia Nazionale Aree Interne) e Daniela De Leo (Università la Sapienza Roma e Urban@it). Concluderà Fabrizio Barca (ForumDD).

 

Pubblicato in Economia sociale

Nell'ambito della terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si svolgerà a Roma, il prossimo 28 maggio alle ore 10:00 presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni, l'incontro "Rimuovere ostacoli a scuole nuove nelle aree interne". 

Il seminario, organizzato da Cittadinanzattiva e Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) con la partecipazione di SNAI - Strategia Nazionale aree interne, si inquadra all'interno dei Goal 1 e 10 (SDG1 – Sconfiggere la povertà; SDG10 – Ridurre le disuguaglianze) e mette al centro il ruolo essenziale del miglioramento dell'offerta di istruzione per invertire la caduta demografica nelle aree interne del paese.

Il cambiamento e il rilancio delle aree interne passa necessariamente per la realizzazione in tali aree di un'offerta di istruzione di qualità che divenga orgoglio per i ragazzi e le ragazze di questi territori. Vuol dire sostituire nuove scuole a plessi scolastici dispersi e obsoleti, assicurare a studenti e studentesse una massa critica che consenta loro un'adeguata socializzazione, adattare gli indirizzi alle effettive opportunità di lavoro di quelle aree.

In 6 delle 72 aree-progetto della SNAI, cittadini, insegnanti e sindaci hanno trovato coraggio e forza per unificare l'istruzione in poli scolastici di qualità. Ma l'attuazione di questi progetti decisivi incontra ostacoli. Quali sono? Cosa si sta facendo per superarli? Quando potranno i cittadini e ragazze e ragazzi vedere l'esito di ciò che hanno trovato la forza di chiedere? A queste domande risponderà l'incontro.

Il seminario, aperto da Sabrina Lucatelli che ha sinora coordinato la Strategia Nazionale delle Aree Interne, e prevede tre sessioni: a) presentazione di 3 delle 6 esperienze, con la partecipazione di Gianfranco Disabella (Sindaco di Carunchio nel Basso Sangro – Trigno), Giampiero Lupatelli (Coordinatore tecnico nell'Appennino Emiliano), Roberto Colombero (Sindaco di Canosio, Valli Maira e Grana); b) panel sulla scuola del futuro fra innovazione e recupero delle tradizioni, con la partecipazione di Flavia Giovanna Chiara Loche (Sindaco di Tonara,  Gennargentu – Mandrolisai) e Giovanni Soda (Regione Calabria); c)  il ruolo dello Stato centrale. Parteciperanno all'incontro diversi parlamentari, fra cui l'On. Giorgia Latini Deputato della Lega e l'On. Filippo Perconti Deputato del Movimento Cinque Stelle, che commenteranno risultati e criticità emerse assieme a Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità e Annalisa Mandorino, vice-segretario generale di Cittadinanzattiva. 

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Il manifesto “Media Donne Sport: idee guida per una diversa informazione” verrà presentato a Roma martedi 28 maggio alle ore 10.30 presso la sede della FNSI in Corso Vittorio Emanuele II, 349. L’obiettivo è quello di combattere l’inadeguata e spesso stereotipata rappresentazione degli sport femminili sui media. E allora, come evitare pregiudizi nel raccontare lo sport femminile, partendo innanzitutto dal linguaggio?

Come evitare che la cronaca sportiva si soffermi sull'apparenza anzichè sulle prestazioni delle atlete?
Il manifesto offre alcuni strumenti e avvia una riflessione anche all'interno del mondo giornalistico e di quello sportivo. Non a caso la presentazione avviene alla vigilia dei Campionati Mondiali di calcio femminile, in programma dal 7 giugno in Francia.

Il documento nasce da un'idea di Giulia giornaliste e Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, e verrà presentato da Mara Cinquepalmi e Manuela Claysset (in rappresentanza del gruppo di lavoro che ha curato il testo); Marina Cosi, presidente GiULiA giornaliste; Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp; Laura Moschini, Gender Interuniversity Observatory; Valentina Casaroli, calciatrice serie A e portiera As Roma.

Intervengono: Carlo Verna, presidente Ordine dei Giornalisti-Consiglio Nazionale; Paola Spadari, presidente Ordine dei Giornalisti Lazio; Mimma Calligaris, segretaria nazionale Ussi e presidente Cpo FNSI; Vittorio Di Trapani, segretario generale aggiunto FNSI e segretario nazionale USIGRai; Monica Pietrangeli, presidente Cpo USIGRai; Vania De Luca, presidente nazionale UCSI; Luisa Rizzitelli, presidente Assist; Fabio Appetiti, responsabile relazioni istituzionali Aic-Assocalciatori.

Sono previsti i videointerventi di Katia Serra, responsabile calcio femminile Aic e opinionista Sky, e Raffaella Masciadri, presidente della Commissione atlete del Coni e rappresentante delle giocatrici di basket nel Consiglio Giba. Coordinano: Silvia Garambois e Ivano Maiorella, giornalisti

 

Pubblicato in Sport sociale

Ha mandato il curriculum e le sue foto. Ed è stata scelta per la trasmissione in cui sognava di andare. La miss trans Sara Finizio era tra le concorrenti di Ciao Darwin: la decima puntata della trasmissione condotta da Paolo Bonolis è andata in onda il 24 maggio su Canale 5.

La sfida vedeva gli “umani” contro i “mutanti” guidati dal “Ken umano”. Sara, eletta miss nel 2018, si è distinta nella difficile prova del Genodrome, il discusso percorso a ostacoli che nelle precedenti puntate ha provocato anche qualche infortunio.

Per Sara Finizio la soddisfazione di essere stata scelta dopo il provino e tanto divertimento per aver partecipato alla gara televisiva da lei tanto amata.

Pubblicato in Campania
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