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Mercoledì, 11 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 31 Maggio 2019 - nelPaese.it

L’ “Arte irritata” che nasce dalla detenzione. La forma artistica come espressione di resistenza umana e civile alla reclusione. Una raccolta di opere nate nel carcere o in altre istituzionali totali da cui nasce il “Museo conviviale” della cooperativa e casa editrice Sensibili alle foglie. Il progetto punta all’adozione di una delle opere proposte dalla casa editrice per un anno.

Ad adottare un’opera è stata anche la comunità di Santa Fede Liberata: un’oasi sociale e culturale nel cuore del centro antico di Napoli “assaltato” dalla turistificazione, punto di riferimento per giovani e anziani. Lo spazio ha ospitato l’incontro che ha avuto al centro il tema delle risorse vitali nelle condizioni di reclusione e difficoltà a vivere.

“Torniamo qui a Santa Fede Liberata – dice Nicola Valentino, autore e socio di Sensibili alle foglie, curatore del progetto -per fare il punto sul Museo conviviale. Abbiamo lanciato uno spazio sul nostro sito dove si possono vedere le opere e poi capire che tipo di ritorno da chi adotta un'opera come ha fatto Santa Fede. Questo è il nostro modo per dare continuità all’ Arte irritata”

E questo ritorno a Santa Fede è stata anche un’occasione di riflessione e confronto attraverso un dibattito a più voci. Lo spiega Francesco Maranta del Forum diritti e salute che segue le attività e le pubblicazioni di Sensibili alle foglie fin dalla nascita della cooperativa: “proviamo a ragionare insieme sugli effetti delle istituzioni totali e sull'annullamento della persona. In queste opere emergono le risposte che arrivano da chi è detenuto. In Europa c'è un museo che raccoglie le espressioni di chi vive quei luoghi. Sensibili alle foglie va su questa strada, indagando le risorse vitali dei reclusi nelle istituzioni totali. Viene fuori che ogni persona esprime un suo modo”.

Questo dibattito arriva in una fase in cui i sistemi del delitto e della pena si stanno facendo più stringenti. “Si sta avviando verso un modello sociale che apparentemente offre libertà – aggiunge Maranta - e poi la toglie in queste istituzioni totali. In Argentina durante la dittatura alcune donne detenute hanno realizzato un libro collettivo. In quel libro si spiega che loro realizzavano fiori con molliche e saliva come atto di resistenza”. 

All’incontro è intervenuto anche Dario Dell'Aquila, ricercatore, attivista con Antigone e autore di libri sugli Opg e il carcere: “gli incontri sul carcere spesso rischiano di trasformarsi in momenti di sconforto. Eppure se ricordiamo Gramsci in una delle sue lettere dal carcere raccontando la sua reclusione disse: ‘ciò che non mi aspettavo era essere tagliato dalla vita sociale e politica’. Nonostante le sofferenze e la morte, in carcere Gramsci ha scritto una delle sua opere più importanti. L'Arte irritata non ha un valore di bellezza estetica, eppure ciascuna è il grido che permette di non commettere il crimine più grave: il silenzio sulla condizione delle detenzioni”. 

Pubblicato in Cultura

Dal 31 maggio al 2 giugno si svolgeranno i Mondiali Antirazzisti, la manifestazione Uisp contro tutte le discriminazioni nel parco di Bosco Albergati (Modena). Saranno 50 le squadre di calcio, 20 quelle di pallavolo e 6 di rugby, cui si aggiungono le 18 squadre del Torneo DiMondi. La manifestazione si inserisce all’interno dell’Almanacco Antirazzista Uisp, circuito nazionale di iniziative Uisp incentrato sullo sport e l’inclusione.

Mondiali Antirazzisti di Bosco Albergati saranno anche l’occasione nella quale confluiranno gli eventi conclusivi di tre progetti cui l'Uisp è capofila o partner: Agente0011-Missione inclusione, che ha lavorato con studenti e giovani di tutta Italia per renderli cittadini più responsabili e agenti del cambiamento; EYESS- European Youth Engaging in Solidarity and Sport che ha condiviso la metodologia dei Mondiali Antirazzisti in luoghi e contesti diversi, coinvolgendo molte città europee nella realizzazione di iniziative antirazziste; IRTS- Integration of Refugees Through Sport che, in due anni di lavoro, ha prodotto una guida e una piattaforma e-learning su come avviare progetti con i rifugiati all’interno delle società sportive.

“Ogni azione dell’Uisp – sottolinea Vincenzo Manco, presidente nazionale dell’Uisp – è sempre ancorata ai principi costituzionali. Non pratichiamo sport sociale solo per realizzare le nostre finalità ma perché lo riteniamo giusto. Attraverso questi eventi affermiamo da che parte della storia vogliamo stare”. I Mondiali sono quindi un segnale e un elemento di coerenza che lanciano un messaggio chiaro per alimentare sentimenti umanitari verso una cultura dell’accoglienza, non solo nel rapporto verso lo straniero ma verso le persone. “La Uisp agisce per la coesione sociale, per promuovere forme di progresso rivolte a tutte le persone”, ha specificato Manco.
In questa tradizione s’innesta il cambio di format, per creare eventi diffusi inseriti nell’Almanacco Antirazzista: 27 iniziative da marzo a settembre in tutta Italia. “È giunto il momento – afferma Carlo Balestri, organizzatore dei Mondiali Antirazzisti – di dare risalto ad attività in altri luoghi e di rimettere in primo piano la parte sportiva, con grande attenzione all’attività diurna”. Ciò nonostante le squadre che scelgono di rimanere a Bosco Albergati a campeggiare troveranno cibo e musica la sera, nel contesto della festa “ViverVerde”, organizzata dall’associazione “La Città degli Alberi”.

Le novità non finiscono qui. Infatti, nella giornata di sabato 1 giugno, i Mondiali Antirazzisti si fermeranno per lasciare spazio al Torneo DiMondi, un torneo auto-organizzato e itinerante nato proprio dall’esperienza dei Mondiali e che ora ha una sua autonomia ed è giunto alla quarta edizione. “L’intento del torneo è quello di lanciare un messaggio antirazzista, antisessista e antifascista con delle regole create dalle squadre per permettere la coesistenza della competizione con il divertimento di tutti”, dichiara Valentina Aiello, del coordinamento Torneo DiMondi. Un evento che si distingue anche per il “terzo tempo”, il rituale mutuato dal rugby durante il quale, alla conclusione della parte sportiva, si rimane tutti assieme per mangiare e per conoscersi meglio.

I Mondiali saranno seguiti in diretta da Radio Città Fujiko, media partner dell’evento, che curerà la programmazione musicale raccogliendo testimonianze e storie delle squadre. “Il feeling tra la radio e i Mondiali è molto forte – dice il direttore della radio Alessandro Canella – perché condividiamo la stessa attitudine gioiosa parlando però di temi seri”.

Ma l’Almanacco delle iniziative antirazziste Uisp è ricco di appuntamenti e negli stessi giorni si terrà a Parma la Festa antirazzista con il 4° torneo Matteo Bagnaresi. ll torneo ha lo scopo di trasmettere a tutti il valore dell'inclusione sociale, del senso di appartenenza, della condivisione e della valorizzazione delle differenti culture. Il torneo si svolgerà nella cornice della Fattoria di Vigheffio gestita dalla cooperativa Avalon e Emc2, che hanno sempre partecipato e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa.

Pubblicato in Sport sociale

La cooperazione sociale del Friuli Venezia Giulia ha ottenuto con il recente congresso di Legacoop un grande riconoscimento. Certamente perché in questa regione la cooperazione sociale è stata praticamente concepita, grazie alla vittoriosa sperimentazione di Franco e Franca Basaglia e delle loro équipes, che ha reso l'Italia unico paese al mondo senza manicomi (anche giudiziari). Ma anche per il riconoscimento soggettivo del lavoro di Legacoopsociali - la più giovane federazione di categoria aderente a Legacoop - che in questa regione è stata tra le prime ad organizzarsi con una sua struttura autonoma e propri gruppi dirigenti, "venuti dalla gavetta".

Michela Vogrig, vicepresidente di Legacoopsociali Fvg e presidente del Consorzio di cooperative sociali COSM di Udine, è entrata a far parte della Presidenza nazionale di Legacoop. Un organismo del quale, nel mandato precedente, aveva fatto parte - prima nella storia, proveniente dal Friuli Venezia Giulia - Orietta Antonini, la presidente della Cooperativa Itaca di Pordenone.

Vogrig ha così commentato la sua elezioni: "Ringrazio per la possibilità che mi è stata data di far parte della Presidenza. Credo sia un'opportunità per favorire una maggiore conoscenza, per ampliare gli spazi di confronto e per essere parte attiva come contesto regionale. È importante sviluppare un lavoro associativo ed intersettoriale che componga, che non crei distanza e diffidenza, che valorizzi le specificità e la ricchezza, di cui come settore e come sistema regionale siamo portatori. Sviluppare azioni e percorsi che ritrovino denominatori comuni, anche a partire dai territori. Credo che mai come in questi ultimi anni sia necessario, nelle nostre quotidiane sfide imprenditoriali e sociali, rinnovare e rafforzare gli elementi fondanti e comuni del sistema cooperativo ed affrontare, in modo lucido e non autoreferenziale, le contraddizioni che inevitabilmente un contesto così complesso determina. In questa prospettiva spero di poter portare il mio contributo."

Anche a livello regionale, dopo il rinnovo della figura del presidente di Legacoop, la cooperazione sociale ha avuto un importante riconoscimento con l'elezione del Vicepresidente Vicario di Paolo Felice, componente del Comitato Esecutivo regionale di Legacoopsociali. 

Paolo Felice ha dichiarato: "La fase congressuale appena conclusasi ha visto un ruolo fondamentale di Legacoopsociali nelle diverse fasi che hanno portato alla nomina di Livio Nanino come nuovo Presidente di Legacoop FVG. Come emerso anche nel corso del dibattito congressuale le complesse dinamiche associative hanno trovato una loro sintesi grazie a una attenta regia dei dirigenti di Legacoopsociali (Gian Luigi Bettoli, Orietta Antonini, Michela Vogrig e Cristiano Cozzolino in primis) che ha portato anche alla mia nomina quale Vice Presidente Vicario di Legacoop Fvg. La nomina a Vice Presidente Vicario di Legacoop Fvg deve rappresentare innanzitutto un momento di orgoglio per l'associazione Legacoopsociali; la carica che ho l'onore di ricoprire rappresenta l'esito di un percorso decennale che ha portato il mondo delle cooperative sociali ad assumere un ruolo di sempre maggiore rilievo all'interno del sistema cooperativo, e non, regionale. Alla nuova Presidenza il compito importante di rinnovare il patto associativo con le cooperative di Legacoop FVG, mettendo al centro i valori che da sempre contraddistinguono il sistema cooperativo."

 

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Arriva a Torino, il 4 e 5 giugno 2019, la quarta edizione italiana dello Youth Speak Forum di AIESEC Italia che vede quest’anno la collaborazione di Fondazione Pubblicità Progresso. Il Forum, inserito all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, ha lo scopo di unire giovani e senior leader della società in uno spazio multi settoriale e multi generazionale dove ispirare e incentivare conversazioni e azioni concrete attorno agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Nelle giornate di Forum, si discuterà principalmente di tematiche connesse all’educazione di qualità, all’uguaglianza di genere, alla riduzione delle disuguaglianze e alla lotta alla fame nel mondo. 

Si articoleranno momenti di riflessione, tavole rotonde e lezioni interattive con la partecipazione di personalità e aziende impegnate nel settore e sul tema della sostenibilità quali Legambiente, Save The Children, WAMI, Croce Rossa, SlowFood, i consorzi nazionali per il riciclo degli imballaggi in alluminio, plastica e acciaio e molti altri.

"Circonomìa – dichiara Roberto Della Seta, Copresidente della Fondazione Europa Ecologia - è il festival dell'economia circolare e per noi di Circonomìa l'economia circolare è molto di più che ridurre i rifiuti: è un'idea radicalmente nuova del produrre e del consumare, che vede nella qualità ambientale, cioè meno inquinamento e meno spreco di risorse, e nella qualità sociale, cioè meno povertà e pari opportunità per tutti, le basi su cui l'interesse economico si integra con l'interesse generale. Questo incontro è alla base della giornata del 5 giugno in cui Circonomìa nella giornata finale del festival unisce le sue forze allo Youth Speak Forum, per mostrare che negli obiettivi di sviluppo sostenibile dimensione ambientale e sociale indicano una un'unica via di progresso".

"Parlare di economia circolare – sottolinea il professore Egidio Dansero - Incaricato per la cooperazione allo sviluppo inter-universitario da parte del Decano di Torino - significa affrontare, oltre agli aspetti più scontati di natura economica e ambientale, anche le tematiche legate all’inclusione sociale e alla creazione di valore condiviso da parte delle comunità territoriale. Per questo motivo oggi al Campus Einaudi, il Green Office dell’Università di Torino, con AISEC ed il Festival Circonomia, ha organizzato un confronto con 12 esperienze/progetti di economia circolare che  lavoreranno insieme ad oltre 300 studenti per discutere e proporre nuove azioni in relazione agli Obiettividi Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, in particolare i goal 2 (Fame Zero), 4 (Educazione di Qualità), 5 (Parità di Genere) e 10 (Riduzione delle Disuguaglianze)."

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

L’astensione record, ormai strutturata in ogni tornata elettorale. Anche le elezioni europee ha avuto come primo protagonista il non-voto. Il 46%, quasi la metà degli elettori, non si è recato alle urne. Ma chi sono gli astensionisti? Dove vivono, cosa fanno? A queste domane ha risposto il sondaggio PoliticApp di Swg.

È il Mezzogiorno a detenere il boom del non voto rispetto alle Politiche 2018: quasi 3 milioni in più non andati al seggio. Per Nordovest, Nordest, Centro e Isole siamo sotto ai 2 milioni in più nel complessivo aumento degli astensionisti pari al 16,%, 9 milioni di persone.

A subire quest’onda è stato M5S. In un anno ha perso il 38% degli elettori che hanno rinunciato al voto. Seguono Forza Italia e Partito democratico. La Lega Nord è il partito ha subìto in minima parte con solo il 12%.

Per quanto riguarda il genere sono le donne ad aver scelto in modo maggiore di non votare (18%) mentre per le generazioni sono i millennials a starsene a casa (+19%).

Sull’appartenenza di reddito ceto medio e poveri rappresentano le fasce sociali che con il 18% hanno disertato maggiormente le urne dopo il 4 marzo 2018. Infine, a sinistra e al centro come area politica sono collocati gli elettori che non hanno trovato rappresentanza e quindi hanno scelto di astenersi.

Siamo di fronte a un quadro abbastanza chiaro che, da una parte sfiducia le aspettative dei 5 Stelle al governo, e dall’altro segnala la mancanza di un soggetto socialdemocratico o alternativo che può ottenere il consenso dell’elettorato di sinistra.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Poco dopo le 4 del mattino del 31 maggio la Bahri Tabuk sarebbe giunta nel golfo di Cagliari puntando verso il porto del capoluogo della Sardegna: la notizia è stata diffusa stamane da una nota della Rete Italiana per il Disarmo. Sarebbe quindi ormai confermato che il cargo 'Ro-Ro' con bandiera saudita farà una sosta inizialmente non dichiarata a Cagliari. "Il forte sospetto è che l'attracco ormai imminente significhi una nuova spedizione di bombe 'made in Sardegna' destinate alle forze armate saudite" scrivono gli attivisti.

La nave era partita dal porto di Marsiglia-Fos nella serata del 29 maggio dopo essere stata oggetto, durante la sua sosta francese, di proteste da parte di attivisti delle organizzazioni pacifiste e di dichiarazione di blocco da parte dei lavoratori portuali contro una qualsiasi ipotesi di carico di nuove armi (la nave dovrebbe avere gia' in stiva materiale d'armamento caricato nelle precedenti soste nordamericane).

"Per tutta la giornata di giovedì 30 maggio gli analisti di Rete Disarmo hanno seguito la navigazione della Bahri Tabuk, che ufficialmente era diretta ad Alessandria d'Egitto ma che ha iniziato a rallentare all'altezza della Sardegna. Il tutto suggeriva un attracco a Cagliari, a questo punto - ripetiamo - abbastanza confermato, per la notte/mattinata del 31 maggio con una tempistica che non pare essere del tutto casuale" si legge nel comunicato. "Già in passato (prime informazioni certe a partire dal 2016, cioe' a conflitto in Yemen già iniziato da oltre un anno) il cargo Bahri Tabuk è stato protagonista di soste in Sardegna per caricare ordigni prodotti a Domusnovas dalla RWM Italia. Secondo i registri navali consultati da giornalisti investigativi la Bahri Tabuk mancherebbe dalla Sardegna da metà 2018" ricorda la Rete Italiana per il Disarmo. Questa fa inoltre appello ad autorità, lavoratori portuali, società civile della Sardegna affinchè non venga caricato sul cargo saudita alcun tipo di materiale militare: "Non possiamo piu' continuare ad essere complici di bombardamenti indiscriminati che colpiscono i civili Yemeniti e contribuiscono alla maggiore catastrofe umanitaria attualmente in corso nel mondo" si legge nella nota.

"Le bombe di produzione italiana non devono essere piu' trasferite nell'area di conflitto, concretizzando una vendita che e' chiaramente contraria ai dettami e principi della norme nazionali (Legge 185/90), europee (Posizione Comune del 2008) e globali (il Trattato ATT) sull'export di armi. Facciamo appello in particolare ai lavoratori portuali di Cagliari affinche' seguano l'esempio recente dei colleghi di Genova e di altri porti europei rifiutando di prestare la propria opera a vantaggio di questo commercio sanguinoso" conclude il comunicato. 

 L'arrivo a Cagliari segue l'allarme per un altro porto, quello di Genova, dove sono previsti 5 attracchi fino al mese di agosto da parte di navi con armamenti bellici per il conflitto nello Yemen.

(Fonte: agenzia stampa Dire)

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Ieri il Comune di Milano ha approvato l'ordine del giorno promosso da Antigone contro la dotazione del taser al corpo di Polizia Locale. Una possibilità introdotta dal Decreto Salvini su sicurezza e immigrazione per le città con oltre 100.000 abitanti. Milano diventa così la terza città dopo Palermo e Torino ad approvare un ordine del giorno in tal senso.

"Nelle settimane successive all'approvazione del DL Salvini – dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - abbiamo inviato a tutti i sindaci e i consiglieri delle città con oltre 100.000 abitanti una proposta di ordine del giorno affinché non si dotassero gli agenti della polizia locale di quest'arma potenzialmente letale, come ci dimostrano le esperienze dei paesi dove è già in uso".

Nella città lombarda questa proposta è stata raccolta dalla consigliera di Milano Progressista Anita Pirovano e condivisa dalla maggioranza e dal sindaco Belle Sala. Alla fine i voti a favore sono stati 22 sui 27 presenti al momento della votazione.

"Ringraziamo la consigliera Pirovano, il sindaco Sala e tutta la maggioranza consigliare. Siamo felici che Milano abbia deciso di essere una città no taser – dice ancora Gonnella. Ci auguriamo che anche le altre città seguano questo esempio e, ancor di più, che questo sia un segnale affinché sul taser in dotazione alle altre forze dell'ordine si possa tornare presto indietro. Certamente un segnale importante dalle grandi città italiane sta arrivando, anche in vista della possibile discussione del decreto sicurezza bis" conclude il presidente di Antigone.

 

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In sede di esame del cosiddetto decreto legge “sblocca cantieri” le Commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato un emendamento che riguarda la videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.

Al di là degli annunci e delle prime notizie, l’emendamento istituisce due fondi, uno per le scuole solo d’infanzia e uno per le strutture e contano ciascuno su una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni di euro per ognuno degli anni dal 2020 al 2024.

“In realtà non si tratta di nuove risorse – dichiara la Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish) - un fondo storna e usa risorse destinate al Ministero dell’Istruzione, l’altro fondo preleva da risorse destinate al Ministero della Salute per l’ammodernamento delle strutture sanitarie. I fondi e le relative risorse sono ora attribuiti al Ministero dell’Interno”.

Nemmeno un euro potrà comunque essere speso prima dell’approvazione di una specifica norma (disegno di legge 897) che è ancora in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; poi tornerà alla Camera.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap da tempo “ha avviato una accorata discussione al proprio interno a partire dal Congresso 2018 dal quale scaturì una mozione condivisa per la tutela delle persone con disabilità, in particolare intellettiva, nei processi di regolamentazione delle strutture socio-sanitarie con la quale si conveniva di farsi portavoce con le Istituzioni affinché si rendesse obbligatorio l’uso di telecamere di videosorveglianza in tutte le strutture ospitanti le persone con disabilità”.

Oltre alla videosorveglianza “è necessario ora intervenire per garantire la complessiva qualità dei servizi per l’abitare che devono sempre concorrere al compimento di alcuni essenziali diritti della persona con disabilità, quali il diritto ad un abitare dignitoso, anche in presenza di importanti limitazioni nelle attività o in assenza di sostegni familiari; il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione sociale, di autodeterminazione, di cittadinanza; a sviluppare relazioni interpersonali e forme di interdipendenza con la comunità locale e le sue istituzioni; ad esprimere e arricchire le proprie competenze e abilità sul piano fisico, intellettivo e relazionale; ad evitare l’emarginazione sociale e l’istituzionalizzazione; a ritardare per quanto possibile la perdita della propria autonomia”.

“Si adottino nuove regole – conclude la Fish - e nuovi standard per il funzionamento e per l’accreditamento istituzionale di quelle che oggi vengono chiamate strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.”

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