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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Maggio 2019 - nelPaese.it

Apre a Genova, in corso De Stefanis, la quinta bottega della gelateria del franchising sociale “E’ Buono”: è il primo franchising sociale in Italia a cui ha dato vita un gruppo di ragazzi ex ospiti di comunità per minori e case famiglia con la prima gelateria aperta a Genova nel 2016 e che ora da lavoro stabile a circa 15 persone (25 in estate) con aperture a Bologna e Verona

Venerdì 10 maggio dalle ore 16.00 alle 19.00 in Corso De Stefanis 11/R, presso i nuovi locali della gelateria si terrà l’inaugurazione della terza bottega a Genova e quinta in Italia del franchising sociale E’ Buono. Per l’apertura tutti i partecipanti potranno godere di una degustazione gratuita

Dopo la prima gelateria in San Fruttuoso (via Imperiale), l’apertura di una nuova gelateria nella suggestiva Passeggiata Anita Garibaldi, a Nervi, e le due botteghe, a Bologna e Verona, arriva anche in Corso De Stefanis “È Buono”!
Si tratta del primo franchising sociale in Italia, nato per creare opportunità formative e lavorative a favore di ragazzi ex ospiti di comunità per minori e case famiglia. Dopo un 2018 di grande successo, È Buono continua a “deliziare” i palati di piccoli e grandi con il suo gelato, colmo di qualità …di gusto e sociale con i suoi gusti innovativi.

Lo scorso anno, oltre ad aver incrementato il proprio volume di vendite, ha anche duplicato il numero dei ragazzi inseriti al lavoro: in piena stagione estiva contava 25 giovani all’opera nei propri laboratori e punti vendita.

La storia

Il progetto “È Buono” nasce ad aprile 2016 da un’idea dell’Associazione Consulta Diocesana di Genova e Agevolando, la prima Associazione in Italia promossa da giovani che hanno vissuto parte della loro infanzia e adolescenza “fuori famiglia”.

Obiettivo del progetto è realizzare laboratori di produzione del gelato e punti vendita gestiti da giovani che hanno vissuto esperienze di accoglienza eterofamiliare (in comunità, affido, casa-famiglia). Il progetto ha preso avvio con una robusta formazione che ha previsto il coinvolgimento di Carpigiani Gelato University, la prima scuola di gelateria in Italia e nel mondo, e di un maestro gelataio esperto, per poi proseguire anche con attività di stage/tirocinio formativo per i ragazzi coinvolti.

La scelta è quella di un gelato che punta all’eccellenza. I prodotti di È Buono vengono preparati con ingredienti di alta qualità grazie a una ricetta tradizionale senza l’utilizzo di semilavorati industriali. Viene favorito lo sviluppo di filiere agricole biologiche e progetti del commercio equo e solidale: aziende che fanno dell’etica e della legalità il loro cavallo di battaglia, produttori che fanno del loro lavoro qualcosa di più della sola legge di mercato.

Genuinità, trasparenza, solidarietà, e gusto sono i punti di forza di È Buono.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Liguria

Quando al valore sociale ed etico di un progetto si aggiunge il valore tecnico dell’innovazione scientifica, possono nascere esperienze uniche, come quella del progetto ExNovo della Cooperativa L’Orto Botanico che ha portato quest’anno per la prima volta alla raccolta e alla commercializzazione di fragole coltivate con le più moderne tecniche agrarie direttamente all’interno del Carcere delle Novate.

Ed è proprio per “celebrare” il raggiungimento di questo importante risultato, che ieri mattina presso la Casa circondariale di Piacenza sono stati presentati alla stampa e a tutti i soggetti coinvolti i primi “frutti del lavoro del carcere” che a breve saranno acquistabili negli appositi spazi allestiti presso l’Ipercoop Gotico di Piacenza, , grazie all'impegno e alla disponibilità di Coop Alleanza 3.0.   

Un progetto complesso, che ha visto scendere in campo le competenze di tanti soggetti coinvolti ma che soprattutto è stato portato avanti nella quotidianità dai veri protagonisti nonché destinatari dell’iniziativa, ovvero i detenuti stessi, che grazie all’attività lavorativa svolta già all’interno del Carcere, possono godere di una reale opportunità “riabilitativa in vista del loro reinserimento nella società una volta scontata la pena.

A fare gli onori di casa e a sottolineare il valore e l’importanza della missione “rieducativa della pena”, ieri è stata proprio la dottoressa Maria Gabriella Lusi, da pochi mesi alla direzione del Carcere di Piacenza, ma già impegnata in prima persona nel sostenere e promuovere un’iniziativa «che esprime tanti valori importanti innanzitutto perché rappresenta una possibilità per i detenuti coinvolti, ovvero quella di reinserirsi nella società in condizioni nuove e sanare così quella frattura che il reato necessariamente ha comportato. Ma non solo. Attraverso questo progetto – ha aggiunto - il Carcere esprime la capacità di costruire una rete territoriale, in sinergia con tutti i partner coinvolti».

Un concetto fortemente rafforzato anche dalla presenza dei due Magristrati di sorveglianza, la dottoressa Marta Vassallo e il dottor Paolo De Meo, intervenuto per ribadire quanto «La funzione della pena detentiva sia proprio quella di rieducare e di occuparsi delle persone che devono intraprendere questo percorso. Quando sento l’espressione “marcire in carcere” – ha concluso De Meo – penso alla gravità di questa frase e alla sua superficialità: la vera scommessa sociale è proprio quella di farsi carico di queste persone, aiutandole a riabilitarsi per il loro reinserimento nella società». 

Ed è proprio questo il fine ultimo dei percorsi lavorativi che L’Orto Botanico porta avanti già dal 2016 all’interno del Carcere con piccole produzioni di ortaggi, miele e laboratori di falegnameria. «Vorremmo ora attraverso questo unico prodotto – ha spiegato il presidente Fabrizio Ramacci - riuscire a raccontare al meglio la storia che ci sta dietro, le persone, e il valore di un progetto che rappresenta un’opportunità sia per i detenuti che vengono coinvolti sia per la società. Crediamo fortemente nel valore dell’offrire una seconda opportunità a chi ha sbagliato e attraverso il lavoro diamo l’opportunità di ricominciare da zero. Ex Novo, appunto».

Ingenti investimenti e un grande impegno sul campo hanno portato quindi ad un primo raccolto di frutti i cui elevati livelli di qualità sono stati raggiunti grazie alla preziosa collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, scesa in campo per garantire oltre che la qualità del prodotto, anche tecniche di coltivazione innovative e all’insegna della sostenibilità ecologica.  

«Una delle nostre missioni, come Università – ha spiegato il professor Ettore Capri – consiste proprio nel coinvolgimento della comunità nel trasferimento della conoscenza. Insegniamo ai detenuti le tecniche migliori per ottenere i migliori risultati e questo consente il raggiungimento di importanti obiettivi anche sociali».

Tecniche implementate anche grazie alla qualificata consulenza della società Geoponica che ha portato ad un «prodotto pronto ad andare sul mercato entro le 12 ore dalla raccolta – ha spiegato l’agronomo Alessandro Pansecco - e coltivato attraverso metodi innovativi come il “fuori suolo” in serra, la razionalizzazione del risparmio idrico e l’utilizzo di appositi sensori che consentono di prevenire patologie e monitorare lo stato di salute delle piante».

Quella di ieri è stata l’occasione anche per ringraziare pubblicamente chi ha creduto nel valore di ExNovo e ha scelto di investire per sostenerne l’autonomia e la crescita, come la Fondazione Cattolica Assicurazione, rappresentata ieri da Adriano Tomba e Coop Alleanza 3.0 con Paola Rossi.

 

A chiudere la giornata, un brindisi a base di fragole appena colte offerto dal Cercere a tutti i presenti e allestito grazie alla collaborazione degli operatori penitenziari.

 

 

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