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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 08 Maggio 2019 - nelPaese.it

La piazza dei volontari che ogni anno colora la città di Lucca con le tinte della solidarietà, richiamando presenze e attenzione da tutto il Paese, è pronta al nuovo evento. Alla vigilia del Festival Italiano del Volontariato che si tiene nella città toscana dal 10 al 12 maggio parte un grido di allarme dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv) che insieme alla Fondazione Volontariato e Partecipazione organizza l'evento.

“Viviamo un momento delicato -dice il presidente del Cnv Pier Giorgio Licheri- per il mondo del volontariato e in generale del terzo settore. Ci uniamo agli appelli che in questi giorni stanno risuonando sui mezzi di informazione nazionali: non si può pensare di prendere decisioni, come è stata quella del raddoppio dell'Ires per il non profit poi fortunatamente sventata, senza coinvolgere il mondo del volontariato”.

“Serve più attenzione -aggiunge Licheri- e un maggiore dialogo per trovare soluzioni sostenibili a problemi aperti da troppo tempo: un esempio poco conosciuto è quello del mondo del volontariato carcerario. Sono decenni che attendiamo riforme in grado di facilitare il ruolo delle associazioni e fare in modo che ci possa essere un pieno sviluppo delle misure di comunità e alternative al carcere. Sono esperienze più efficaci per il recupero e che alleggerirebbero anche la situazione del carcere. Siamo quelli che tentano di 'ricucire' il Paese, ma non abbiamo ascolto. Ritardi e inconcludenze sono sotto gli occhi e il giudizio di tutti”. “I volontari -conclude Licheri- spesso danno più di ciò che hanno, ma a fronte di questi temi all'ordine del giorno -la disabilità, l'accoglienza dei migranti...-,  è lecito aspettarsi dal governo almeno un segnale di attenzione”.

Il volontariato in Italia

La galassia del volontariato è composta da milioni di persone e centinaia di migliaia di organizzazioni che ogni giorno si rimboccano le maniche per tenere unito il Paese. Secondo i dati Istat dell'Annuario Statistico 2018 la quota di italiani con più di 14 anni che partecipano ad attività gratuite per associazioni di volontariato è il 10,4%. Di oltre 5,5 milioni di persone che fanno volontariato per organizzazioni non profit parlano i dati del Censimento permanente dell'Istat, realtà che sono attive nei settori quali cultura, sport, istruzione, ricerca, sanità, assistenza sociale, protezione civile, ambiente, sviluppo economico e coesione sociale, filantropia, cooperazione e solidarietà internazionale.

Le relazioni dei volontari ricuciono il Paese

Secondo i risultati di una recente indagine sugli italiani e il volontariato realizzata da CSA – Centro di Statistica Aziendale e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, l'82% dei cittadini che scelgono di fare volontariato lo fanno per aiutare gli altri e dare un contributo alla società, il 15,7% per stare meglio con se stessi, l'11% per imparare cose nuove e l'8,7% per conoscere nuove persone o gruppi. L’indagine è stata condotta sul un panel che accoglie al suo interno più di 2.000 famiglie rappresentative della popolazione italiana, con un campione di oltre 4.000 rispondenti. La relazione personale è ancora alla base della scelta di fare volontariato: il 43% di coloro che si impegnano si mette in gioco grazie al “passaparola”, mentre solo il 7,4% trova lo spunto sui social media e ben il 40% vede questa opportunità in parrocchia. L'11,2% si muove dopo aver appreso delle attività del volontariato dai mezzi di informazione e il resto prende spunto e motivazione da scuola, amici e colleghi.

L'evento e il programma

Anche per il 2019 saranno tanti gli ospiti di rilievo che animeranno i convegni al centro della tre giorni e accompagnati da una serie di attività di animazione della piazza curate dalle associazioni. Il via venerdì 10 maggio alle 9 con la cerimonia di inaugurazione e alle 10 il primo evento: ci sarà il prete fondatore e presidente della Comunità Progetto sud in Calabria Giacomo Panizza che terrà una lezione sul tema "Volontariato è legalità". Seguirà un convegno sul tema delle povertà con la sociologa Chiara Saraceno e il responsabile area nazionale di Caritas Francesco Marsico. Spazio anche alla donazione del sangue, con un iniziativa di Avis Toscana, al turismo accessibile, con un convegno in collaborazione con la Fondazione Campus, al welfare di comunità -sarà presente, tra gli altri, il direttore del Terzo settore del ministero del Lavoro Alessandro Lombardi-. Nel pomeriggio di venerdì focus sul tema dell'integrazione dei migranti con la presenza, fra gli altri, del "medico di Lampedusa" Pietro Bartolo e dell'ex sottosegretario agli interni Domenico Manzione.

Sabato 11 maggio partirà subito con un'iniziativa dedicata ai giovani e vedrà coinvolti i 130 ragazzi che fanno servizio civile nei progetti coordinati da Centro Nazionale per il Volontariato. Si parlerà del servizio civile universale e del corpo europeo di solidarietà con ospiti la parlamentare europea Silvia Costa e Titti Postiglione, dirigente del servizio comunicazione del Dipartimento per le politiche giovanili e servizio civile. Durante tutta la giornata ci saranno eventi sulla protezione civile con la presenza dell'assessore regionale Federica Fratoni e un convegno il pomeriggio -accreditato per la formazione dei giornalisti- e dedicato al tema "L'emergenza di comunicare". Spazio anche alle disabilità con un dibattito dedicato al dopo di noi che vedrà ospite anche l'assessore regionale al welfare Stefania Saccardi e il consigliere per la cooperazione internazionale e per i diritti delle persone disabili della Regione Massimo Toschi. Sempre nel pomeriggio focus sui temi del volontariato carcerario con un convegno dal titolo “La certezza del recupero” a cui interverranno l'ex Presidente del Tribunale di Sorveglianza di BolognaFrancesco Maisto e il presidente del Centro Padre Nostro Palermo Maurizio Artale, nonché un evento di Aism sulla sclerosi multipla. 

Domenica 12 maggio la giornata conclusiva che sarà prevalentemente dedicata ai minori. Al mattino con il convegno "Una funzione imprescindibile: i garanti per l'infanzia" con la presenza, fra gli altri, del presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani e della Garante per l'infanzia e adolescenza della Regione Camilla Bianchi di recente nomina. Nel pomeriggio con iniziative di animazione e giochi in piazza.

Il Festival del Volontariato conta sull'adesione di circa 100 realtà fra sponsor, espositori, enti che collaborano o patrocinano e mediapartners. E' raccontato sui social con hashtag #fdv2019 e #ricucire. Il programma completo e tutte le informazioni sul sito www.festivalvolontariato.it.

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Un tavolo ministeriale che lavorerà con urgenza per porre dei limiti nazionali allo scarico sui Pfas a catena lunga. È il risultato del tavolo che si è riunito ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente convocato dal ministro Sergio Costa alla presenza di Ispra, Snpa, regione Veneto, che ha fortemente voluto l’incontro, e delle direzioni tecniche.

La prima riunione nei prossimi dieci giorni e il tavolo coinvolgerà la regione Veneto, che è l’epicentro del dramma Pfas in Italia, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute.

“Diamo una risposta immediata ai cittadini - ha spiegato il ministro Costa - vogliamo che con urgenza vengano fissati i limiti. Il tavolo inoltre lavorerà anche sui limiti dei cosiddetti “nuovi pfas” con un percorso normativo e tecnico e ascoltando anche il settore produttivo”, conclude il ministro.

Cosa sono i Pfas

La sigla indica Sostanze Perfluoro Alchiliche (acidi perfluoroacrilici): è una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale. Sono catene alchiliche idrofobiche fluorurate: in estrema sintesi, sono acidi molto forti usati in forma liquida, con una struttura chimica che conferisce loro una particolare stabilità termica e li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione.

 

 

Pubblicato in Veneto

Si apre la call pubblica per la partecipazione al progetto AWARE - La Nave degli Incanti, progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 co-prodotto dalla compagnia teatrale Gommalacca Teatro e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e inserito tra le proposte della scena creativa lucana che comporranno il palinsesto di Matera - Capitale Europea della Cultura 2019.

Il progetto sintetizza, nei contenuti proposti e nelle metodologie sperimentate, gli ultimi dieci anni di lavoro artistico e pedagogico della compagnia, storicamente predisposta a utilizzare le pratiche e i significati dell’arte performativa come strumento di attivazione e innovazione sociale dei territori in cui opera, spesso periferici e marginali rispetto ai grandi centri di produzione culturale.

Proprio a partire dal quartiere che dal 2012 ne ospita le sede - il rione Cocuzzo di Potenza, con la sua Nave di cemento - AWARE si misura con l’ideazione di un teatro viaggiante: una macchina spettacolare che, percorrendo la via della Basentana, mette in circolo le identità molteplici e in continuo mutamento della Lucania contemporanea, raccolte durante la fase di ricerca/azione curata da Recollocal, e reinterpretate dalla direzione artistica di Carlotta Vitale, dalla regia di Mimmo Conte, e dalla drammaturgia di Riccardo Spagnulo.

Cinque le comunità coinvolte nella fase realizzativa del progetto - supervisionato dal mentoring artistico e organizzativo del Teatro dell’Argine di Bologna, e in partnership, oltre che coi soggetti citati, con l’artista plastico Didier Gallot-Lavallée: Potenza, Albano di Lucania, Calciano-Oliveto Lucano-Garaguso, Ferrandina e Matera; tutte disposte lungo un asse, anche ideale, che le collega e le unisce nel viaggio verso la Capitale Europea della Cultura.

Saranno proprio loro, infatti, ad ospitare i cinque episodi dello spettacolo teatrale itinerante che, nel mese di luglio, le attraverserà con la sua Nave incantata - sempre preceduto, in ciascuna delle tappe, dall’Isola degli Incontri: un momento, anche laboratoriale, di confronto con gli abitanti e con i fruitori dello spettacolo, propedeutico allo spettacolo stesso.

Il viaggio/tournée partirà da Potenza il 7 luglio per arrivare a Matera il 21, facendo tappa ad Albano di Lucania (10 luglio), Calciano-Oliveto Lucano-Garaguso (14), Ferrandina (17). In ogni tappa si assisterà ad un episodio della storia di Sofia, una bambina che non vuole dormire, e di un pesce smarrito, a bordo di una Nave che attraversa i paesaggi, le comunità e le storie di una terra piena di mistero e meraviglia. Accompagnati da un equipaggio pronto all’avventura, i protagonisti si imbattono in personaggi magici ed enigmi da risolvere. Saranno in grado di superare tutti gli ostacoli che incontreranno lungo la rotta e di esaudire i propri desideri?

Gommalacca Teatro offre, agli abitanti della Basilicata ma non solo, dai 7 ai 99 anni di età, la possibilità di partecipare ad uno degli episodi de La Nave degli Incanti, prendendo parte ad un’azione scenica corale. Ai partecipanti sarà chiesto di impegnarsi nelle prove per 2 incontri totali con il regista, programmati a Potenza per le ultime due settimane di giugno.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o scaricare il modulo di iscrizione al link  https://forms.gle/XjtstYm7kVnGQ5Uq8.

 

Pubblicato in Basilicata

L’11 maggio si celebra in tutto mondo la Giornata del Commercio Equo e Solidale: scegliere di produrre e consumare in modo sostenibile ed equo è diventato ormai una priorità.  Sono oltre 70 le organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale fotografate dal Rapporto annuale di Equo Garantito che verrà presentato il 10 maggio a Milano, per celebrare la Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale - e che da oltre 25 anni continuano a promuovere progetti di sviluppo imprenditoriale e sociale dei produttori economicamente svantaggiati del sud del mondo e, da molto tempo ormai, anche in Europa e in Italia.

Un Rapporto annuale che conferma il trend dei numeri degli anni passati, e presenta i risultati aggregati del valore della produzione dei soci rappresentati da organizzazioni di importatori, trasformatori, distributori e di vendita al dettaglio, che negli anni stanno cambiando forma e assetto organizzativo per poter rispondere alla crescente domanda di consumo etico e responsabile.

Infatti secondo il rapporto sul consumo responsabile in Italia, pubblicato lo scorso novembre dall’osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale, tra il 2002 e il 2018 un numero notevole di cittadini ha scelto di consumare responsabilmente. La percentuale delle persone che dichiara di aver fatto scelte di consumo responsabile passa dall’ 11,3% al 30,3%. Le persone che hanno acquistato (anche solo sporadicamente) generi del commercio equo e solidale sono passate dal 16,3% al 37,3%, mentre la percentuale di persone che ha ispirato le proprie scelte di consumo pensando ad un principio di Sobrietà è quasi quintuplicata: dal 10,5% registrato nel 2002 si passa al 51,7% nel 2018. 

Equo Garantito – Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, nata del 2003 e depositaria della Carta Italiana dei criteri del Commercio Equo e Solidale, promuove in Italia il Commercio Equo e Solidale attraverso attività di formazione, educazione e di advocacy istituzionale e principalmente monitora il rispetto dei criteri del Commercio equo e Solidale delle organizzazioni secondo uno standard riconosciuto a livello internazionale da WFTO l’organizzazione mondiale del Commercio equo e Solidale. Il Rapporto annuale Equo garantito fornisce l’immagine di una parte del mondo del Commercio Equo e Solidale la cui credibilità è definita proprio dal rispetto di 8 requisiti principali richiesti: democraticità e trasparenza dell’organizzazione, promozione del Commercio Equo e Solidale nell’attività commerciale e nell’attività info-educativa, condizioni di lavoro del personale, relazioni con i produttori, lavoro di rete, rispetto dell’ambiente.

“L’obiettivo di organizzazioni come la nostra è quello di supportare i soggetti che stanno facendo impresa in modo responsabile e promuovendo filiere eque in tutte le fasi produttive sostenendo anche progetti sociali delle comunità in cui lavoriamo” dice Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito. La giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale è un occasione per rendere visibile il risultato del lavoro di molte organizzazioni italiane e dei produttori partner che sono quasi 200 in tutto il mondo”

Scegliere i prodotti del Commercio Equo e Solidale è diventato oggi ancora più facile poiché sono circa 200 le botteghe in tutta Italia alle quali si affiancano tutti gli altri punti vendita più generalisti non solo dedicati al Commercio Equo in cui è possibile trovare alcune delle proposte del nostro settore. Le regioni con una presenza maggiore di organizzazioni di Commercio Equo e Solidale sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna e le stesse hanno leggi regionali che supportano il Commercio Equo e Solidale da alcuni anni. Tutti i dati sul valore della produzione, sulle attività info educative, sul numero di soci, dipendenti e volontari verranno presentati

Il 10 maggio alla Buona Bottega a Milano, alle ore 11.00, insieme alla CoopChico Mendes, tra le più grandi organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale che – per celebrare la Giornata mondiale del Commercio Equo e Solidale,  invita al Cash mob etico per tutto il mese di maggio: nelle botteghe Altromercato di Chico Mendes a Milano, Cinisello Balsamo, Brescia e Provincia, fino al 26/5 saranno in vendita a un prezzo speciale di 10€  un sacchetto dolce e uno salato di prodotti fair trade e biologici per provare e/o regalare un assaggio equosolidale. 

“Perché per far crescere l'economia solidale abbiamo bisogno innanzitutto di gesti simbolici ma concreti, etici, responsabili che uniscano al sostegno per i piccoli produttori equosolidali anche una presa di posizione a favore di prodotti e progetti da filiere corte, trasparenti e sostenibili. Chiediamo a tutti di partecipare al Cash Mob Etico e di condividerlo il più possibile per dare un esempio a chi ancora non conosce la proposta fair trade!” spiega Stefano Magnoni, coop Chico Mendes Altromercato. 

 

Pubblicato in Economia sociale

I Naga, popolazione tribale e rurale concentrata in un’omonima Zona auto-amministrata nel nord-ovest del Myanmar, vivono in villaggi remoti a 1.800 metri sul livello del mare, dove durante la stagione delle piogge possono rimanere bloccati per mesi. Dal 2016 ogni settimana le cliniche mobili di Medici Senza Frontiere (MSF) visitano 15 diversi villaggi intorno alla città di Lahe per fornire cure mediche di base, occuparsi dei trasferimenti in ospedale e di educazione sanitaria. A bordo ci sono sempre almeno un medico e un farmacista che attraversano terreni impervi principalmente in moto, in viaggi che possono arrivare a otto ore.

Nonostante negli ultimi anni le autorità sanitarie locali e altre organizzazioni abbiano ampliato le loro attività, l'accesso all'assistenza sanitaria resta una grande sfida per molte persone. Solo nel 2018 MSF ha effettuato oltre 8.400 visite mediche alla popolazione di Naga.

“Durante la stagione delle piogge le strade e i sentieri diventano molto impegnativi e i ruscelli si gonfiano fino a diventare veri e propri fiumi, per cui in alcuni casi dobbiamo usare le zattere per attraversarli. A volte dobbiamo sollevare le nostre moto perché i sentieri di montagna possono crollare a causa delle frane, altre siamo costretti ad annullare del tutto alcune delle nostre attività”spiega Moses Mawlan, promotore della salute di MSF e originario di Naga. “La vita può presentare molte sfide, ma possiamo trovare soluzioni solo se le affrontiamo".

Le patologie più comuni sono le infezioni del tratto respiratorio, i dolori muscolo-scheletrici e la diarrea. Durante i mesi invernali, le temperature nell’area possono scendere sotto lo zero, in particolare di notte. La maggior parte delle persone vive in case di legno con tetti di paglia, dove i caminetti interni forniscono calore e permettono di essiccare la carne e cucinare. Il fuoco è quasi sempre acceso e mantiene calde le case, ma rende frequenti tosse e infezioni delle vie respiratorie superiori.

"Se non fosse per MSF, oggi non sarei viva. Prima della terapia, ero talmente malata che non potevo muovermi dal letto. I medici di MSF sono venuti a casa mia e mi hanno curata. Oggi mi sento di nuovo sana e in forma” racconta Kamor, paziente di MSF a Naga. Anche la scarsa copertura vaccinale è un problema per le comunità di Naga, perché le lascia vulnerabili a malattie prevenibili. MSF ha supportato il Ministero della salute e dello sport locale nella realizzazione di numerose campagne di vaccinazione, oltre a supportare l’ospedale cittadino di Lahe e alcune attività legate ai pazienti affetti da tubercolosi.

La base di MSF si trova nella città di Lahe, a quattro ore di fuoristrada su strade sterrate da Khamti, il centro amministrativo del distretto dove si trova anche l'aeroporto più vicino disponibile. Gli unici due ospedali che servono la regione si trovano in queste due città, ma i collegamenti durante la stagione delle piogge possono richiedere molto più di quattro ore e perfino rivelarsi impossibili in presenza di frane o inondazioni.

Le voci dei Naga

Kyakin è la figlia di Kyun. Anche lei si reca alla clinica mobile, insieme ai suoi figli. "Devo tenermi occupata perché solo così posso dare da mangiare alla famiglia. Abbiamo maiali e polli, ma la maggior parte del nostro cibo proviene dall'agricoltura. Mio marito soffre di un raffreddore cronico, ha eruzioni cutanee e dolori articolari, ma lavora ancora nei campi. Sono andata alla clinica di MSF per la prima volta ieri per un test di gravidanza. Ho già tre figli, che ho partorito tutti a casa da sola. La cosa più importante per me è che siano istruiti, mi rattristerebbe se conducessero la mia stessa vita: dover coltivare ogni giorno per procurarsi il cibo è estenuante. È particolarmente difficile lavorare senza mucche, tirare gli aratri, perché dobbiamo fare tutto manualmente".

Kyun vive nel villaggio di Hay Khun e si mantiene grazie all'agricoltura di sussistenza. Soffre di una patologia agli occhi da 10 anni e ora riceve cure mediche dall'équipe della clinica mobile di Medici Senza Frontiere (MSF).

“Ho sempre vissuto qui (nel villaggio di Hay Khun, a diverse ore di viaggio in fuoristrada da Lahe). Mi sono guadagnata da vivere coltivando riso e mais in montagna, ma ora non lavoro più: mio marito e mia figlia, Kyakin, coltivano il cibo per procurarci da mangiare. Lei ha tre bambini. Credo di avere circa 70 anni, ma non ne sono sicura. Ci sono stati molti cambiamenti a Naga dai tempi dei nostri antenati: ora indossiamo molti più vestiti. Lo stile tradizionale prevede di indossarne di meno”.

Le città più vicine a noi sono Lahe e Khamti, ma ci vuole molto tempo per raggiungerle, e serve una moto. “È molto più facile vedere i medici di MSF quando vengono qui. La situazione era diversa quando ero giovane: quando qualcuno si ammalava, non si poteva andare da nessuna parte” aggiunge Kyun. “La prima volta che mi sono fatta visitare dai medici di MSF è stata a causa del mio occhio: prude ed è caldo, ed è così da dieci anni. Solo recentemente i medici mi visitano e mi hanno sottoposto ad un trattamento".

 

 

Pubblicato in Dal mondo

Una coalizione di associazioni LGBTI – tra cui Arcigay, l'Associazione Radicale Certi Diritti, il Centro Risorse LGBTI, Gaycs (OutSport) e OII-Italia– hanno presentato un documento (in inglese) di analisi dei diritti umani delle persone LGBTI tenendo anche conto delle raccomandazioni fatte all'Italia nei cicli precedenti della Revisione Periodica Universale nel 2009 e nel 2014.

Le associazioni propongono alle varie delegazioni che esamineranno il documento del governo italiano anche una serie di domande e di raccomandazioni da fare al governo italiano. Le domande si concentrano sui diritti umani delle persone intersex e sul diritto a cercare asilo in Italia. Le raccomandazioni – ne sono state formulate 41 – riguardano il diritto alla vita, alla sicurezza e alla protezione da violenze e discriminazioni, la libertà d'espressione e associazioni, il diritto di sposarsi e di formare una famiglia, giovani e scuola, la salute, i diritti umani delle persone trans e intersex, lo sport, il diritto a cercare asilo in Italia, e i diritti dei detenuti e delle detenute LGBTI.

Yuri Guaiana, presidente dell'Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro sulla Revisione Periodica Universale, insieme a Rosario Coco, coordinatore del progetto OutSport, Alessandro Comeni, presidente di OII-Italia, Leonardo Monaco, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, Gabriele Pazzoni, segretario generale di Arcigay, e Valeria Roberti, presidente del Centro Risorse LGBTI, dichiarano: "la Revisione Periodica Universale rappresenta un'opportunità molto importante per le associazioni LGBTI italiane di influenzare la condotta italiana sui diritti umani e di partecipare a un percorso di valutazione sullo stato dei diritti umani nel nostro Paese. Come già fatto nel 2014 – quando siamo riusciti a far raccomandare all'Italia di approvare il matrimonio egualitario – adesso che abbiamo depositato il nostro documento, lavoreremo con i nostri partners europei per influenzare i governi che a novembre valuteranno l'Italia. Se riusciremo a far fare all'Italia le nostre raccomandazioni e se l'Italia le accoglierà, nei prossimi cinque anni avremo una speranza in più di vedere i diritti umani delle persone LGBTI maggiormente rispettati anche nel nostro Paese".

 

Pubblicato in Parità di genere
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