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Giovedì, 18 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 10 Giugno 2019 - nelPaese.it

Nella bella cornice del Complesso San Paolo, a Modena in via Selmi 22, è possibile visitare fino al 12 giugno la mostra di ceramiche “Opere e altri atti creativi”, inaugurata sabato scorso.

Realizzate dai ragazzi e dalle ragazze del Centro Diurno Tintori di Modena, nei laboratori d’arte condotti dal Maestro Alessandro Formigoni dal 2017 a oggi, le ceramiche esposte rappresentano una esperienza creativa il cui focus è l’espressione. Espressione come strumento per descrivere il mondo, un mondo personale, un micro o macro-mondo così come viene visto e vissuto, in forma di metafora, rappresentazione o semplice gesto, un segno di sé, del proprio passaggio.

“In questa esperienza artistica - commenta Formigoni - non si è voluto aderire a modelli, non si è cercato il gusto e l'approvazione dello spettatore, ma l'aderenza massima all'idea che si vuole esprimere e comunicare, in una modalità quasi priva di tecnica e di riferimenti estetici”.

Questa attività creativa, ascrivibile pienamente al concetto di “art brut”, l'arte intuitiva e non accademica, restituisce con decisione le scene, le mappe interiori che popolano gli artisti, e fa emergere gli stili individuali, totalmente spontanei, che si conservano fortemente marcati, definiti e riconoscibili, diventando espansione del linguaggio, per capire, comunicare, conoscersi.

La mostra è aperta fino a mercoledì 12 giugno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Ingresso gratuito.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Gerani, begonie, cycas e tante piante stagionali: l'8 e il 9 giugno saranno i giorni della Festa dei fiori di Ramarella, fattoria di agricoltura sociale attivata dalla cooperativa sociale Koinè, in collaborazione con il Comune di Laterina Pergine, che ha promosso percorsi di inclusione sociale e percorsi occupazionali insieme all'Unità funzionale di salute mentale della zona Valdarno. Un progetto e una festa che vedono quindi insieme la cooperazione sociale con Koinè e Betadue, le istituzioni con il Comune, il volontariato con Aldebaran.

La festa inizierà alle 15 di sabato 8 giugno e proseguirà per l'intera giornata di domenica. In mostra, grazie alla collaborazione dell'azienda di ortofloricoltura Nannicini Stefano, fiori e piante per le quali potranno essere fatte offerte che andranno ad Aldebaran, l'associazione di promozione sociale nell'ambito della salute mentale.

"Ramarella rappresenta una risposta nuova al bisogno di incrementare e differenziare i contesti abilitanti   a favore di persone in carico ai servizi pubblici della salute mentale. La parola chiave è recovery: viene usata in qualsiasi sfera della vita, dove sia presente una perdita, per indicare una ripresa. E' un processo di cambiamento attraverso il quale l'individuo migliora, con la consapevolezza della propria salute e  con l'assunzione di responsabilità sulla propria vita e sulla possibilità di essere in equilibrio e realizzato a livello individuale e sociale. E' un processo all'interno del quale la persona con problemi di salute mentale diventa incrementalmente protagonista attiva di scelte e percorsi di vita".

La fattoria sociale, quindi, costituisce uno spazio abilitante per una pluralità di persone e giovani in carico ai servizi della salute mentale e sociali ove effettuare attività lavorative, formative, laboratori protetti – anche di tipo diurno - coerenti con i programmi terapeutici di ognuno.

 

Pubblicato in Toscana

Si terrà a Vicchio (Firenze)  nel teatro comunale intitolato a Giotto,  il prossimo 12 giugno 2019 alle ore 16.00 l’evento di  celebrazione del Trentennale dell’Auser (1989-2019). In questo paese toscano, patria del grande pittore, è da tempo attiva la compagnia teatrale  “Indaco Teatro con l’Altro”  costituita da ragazzi disabili e non, loro famigliari e  volontari Auser; un’esperienza e un progetto  che  ben rappresentano i valori dell’associazione di inclusione e solidarietà.

Per l’occasione verrà messa in scena l’opera prima “oh che bel castello!”.  L’evento che è patrocinato dal Comune, vedrà la partecipazione di delegazioni Auser provenienti da tutta Italia.

“L’Auser ha scelto di celebrare il  Trentennale con un evento semplice, coinvolgente e molto rappresentativo della propria storia e dei propri valori – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa -  Dando spazio e voce ad  un’esperienza locale di solidarietà fra generazioni, sostegno, integrazione e aiuto reciproco”.

Lo spettacolo sarà preceduto dai saluti del sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa ; del presidente nazionale Auser Enzo Costa; della presidente di Auser Toscana Simonetta Bessi e della  presidente del Circolo Auser di Vicchio Tiziana Lorini.

1989-2019 Trent’anni di impegno dalla parte degli anziani

Nel paese fra i più vecchi al mondo, gli anziani non ci stanno ad essere considerati un peso e rivendicano con orgoglio un ruolo attivo nella società. Per questo 30 anni fa, promossa da Cgil e Spi Cgil, nasceva l’Auser, per dare  valore e protagonismo agli anziani. Oggi l’Auser è una grande “casa” della solidarietà, diffusa in tutto il paese con  1534 sedi punto di riferimento per oltre un milione di persone e veri e propri luoghi di aggregazione sociale per intere comunità. L’Auser di oggi è una grande rete associativa, rivolta soprattutto agli anziani,  aperta ai giovani e alla  contaminazione con altre culture. Un’associazione dove i cittadini di tutte le età  possono trovare  opportunità per  partecipare, praticare la solidarietà, apprendere cose nuove, vivere in modo pieno la propria esistenza. 

Dall’aiuto agli anziani soli e fragili, al volontariato nei  musei e nelle biblioteche, nei parchi e nei giardini di città e paesi, davanti alle scuole come “nonni amici” o nelle iniziative  di pre-scuola  e tanto altro ancora.  I 49mila volontari dell’Auser sono impegnati ogni anno in 7.500.000 di ore di volontariato.

In una società in cui crescono le diseguaglianze e i rischi di esclusione sociale l’Auser attraverso la rete di università popolari e circoli culturali offre a tanti adulti occasioni di apprendimento permanente con corsi, laboratori e conferenze.

Le attività ricreative, di turismo sociale e per il tempo libero promosse dall’Auser sono uno degli elementi di prevenzione della fragilità  e dell’isolamento sociale degli anziani. Stare insieme, ballare, fare una gita, un viaggio, una visita guidata, seguire un corso di ginnastica, partecipare a un coro, un gruppo teatrale o musicale e tanto altro sono un vero tocca sana contro la  solitudine; svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella prevenzione di certe malattie degenerative, favoriscono la socialità, aiutano a star bene con se stessi e con gli altri.

L’Auser di oggi forte dei suoi trent’anni di storia è una delle principali reti nazionali con circa 300mila iscritti. Opera in una società che sta vivendo un cambiamento demografico epocale dove tra qualche anno un italiano su tre avrà più di 65 anni e un’aspettativa di vita di oltre 20 anni che va riempita di contenuti e di qualità.

”L’intuizione che ebbe Bruno Trentin nel 1989 di far nascere l’Auser fu epocale: mise in campo una grande azione sociale di risposta ai bisogni dei cittadini più anziani – conclude il presidente Costa – proseguiamo il cammino e  guardiamo al futuro con sicurezza e determinazio

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Il TAR di Basilicata torna ad esprimersi sulle revoche delle misure di accoglienza emanate dalla Prefettura di Matera. E ancora una volta i ricorsi depositati dall'Avvocato Angela Maria Bitonti del Foro di Matera, referente Asgi Basilicata, con il supporto della Campagna LasciateCIEntrare, sono stati accolti completamente.

In questa occasione, il Tribunale amministrativo ha preso posizione rispetto a ben 7 casi di richiedenti asilo, tutti giovanissimi, provenienti da Gambia e Costa d'Avorio e ospiti di due CAS del materano, che si sono visti revocare le misure di accoglienza da un giorno all'altro soltanto in ragione del fatto che risultavano, "da documentata comunicazione" della Questura di Matera, "aver svolto attività lavorativa".

Poco importava quando, per quanto tempo, con quali guadagni e per conto di chi. L'importante era che abbandonassero il centro entro 30 giorni dalla comunicazione. Nei ricorsi presentati, innanzitutto, abbiamo lamentato la violazione dell'art. 14, comma 4, D.Lg.vo n. 142/2015, nonché l'eccesso di potere per difetto di istruttoria, perché tutti questi ragazzi avevano, sì, lavorato, fra il 2017 e il 2018, come braccianti nelle campagne del metapontino, ma soltanto saltuariamente e con buste paga bassissime (ne avevamo parlato anche qui, facendoun quadro della situazione nella Basilicata post decreto sicurezza).

Inoltre, ai giudici del Tar abbiamo anche evidenziato altre due importanti violazioni: ovvero la violazione dell'art. 7 L. n. 241/1990, in quanto, di fatto, non sussisteva alcuna urgenza di celerità del procedimento; e la violazione dell'art. 3 L. n. 241/1990, in quanto il provvedimento impugnato non contiene le ragioni logico-giuridiche che hanno indotto la Prefettura di Matera a ritenere che i ricorrenti avessero "mezzi economici sufficienti a svolgere una vita adeguata, né i criteri in base ai quali tali valutazioni siano state effettuate".

E in effetti, i giudici del TAR di Basilicata hanno ritenuto i 7 ricorsi fondati, argomentando il primo motivo di impugnazione e ritenendo assorbiti gli altri due. Questo perché, partendo proprio dalla cristallinità delle norme (art. 14, comma 1 e 3, e art. 23, comma 1, lett. d) del D.Lg.vo n. 142/2015), si evince che i "mezzi sufficienti" pari o superiori "all'importo annuo dell'assegno sociale" (che secondo l'INPS ammonta a poco meno di 6000 euro annui), presi come parametro di valutazione dalle Prefetture per revocare le misure di accoglienza, devono essere di "carattere stabile e/o duraturo" e, comunque, "devono riferirsi ad un arco temporale minimo di 1 anno ed alle attuali condizioni dello straniero richiedente la protezione internazionale".

E poiché dalla documentazione acquista in giudizio, risulta che tutti e 7 i ricorrenti hanno lavorato sempre a tempo determinato ed hanno percepito un reddito inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale, è chiaro che i provvedimenti emanati della Prefettura di Matera violano palesemente l'art. 14 D.Lg.vo n. 142/2015.

Oltretutto, le comunicazioni della Questura di Matera, datate fine ottobre 2018, poste alla base dei provvedimenti prefettizi, indicano soltanto la comunicazione obbligatoria del datore di lavoro, ma non sono stati di fatto accertati i periodi di tempo in cui i ricorrenti hanno realmente lavorato e le somme effettivamente guadagnate.

“Queste sette ordinanze sono straordinariamente importanti per vari motivi. Innanzitutto, in modo indiretto assestano un nuovo duro colpo al cosiddetto decreto Sicurezza, poiché, guarda caso, tutti questi provvedimenti sono partiti a raffica dopo la sua entrata in vigore”, scrive in una nota la Campagna.

“In secondo luogo – prosegue LasciateCIEntrare - evidenziano che, molto spesso, i provvedimenti vengono emessi con estrema superficialità (come anche nel caso della giovane donna nigerianadi cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, anche lei in attesa di un esito dellostesso TAR), e che molte energie e risorse potrebbero essere concentrate e messe a frutto altrove. Per fare questo, basterebbe un po' di buonsenso e porre l'attenzione alle persone, e mai ai numeri.”

“Magari, sarebbe stato più opportuno verificare l'assenza di situazioni di sfruttamento lavorativo e forme di piccolo caporalato (viste le buste paga bassissime ed i pochi contributi previdenziali versati, ndr), fenomeno diffuso ma molto nascosto anche nel metapontino. Ed eventualmente denunciare il tutto all'Ispettorato del Lavoro. E chiedersi, soprattutto, come si possa avere "mezzi sufficienti" per vivere dignitosamente con poco meno di 6000 euro all'anno”, conclude.

La Campagna LasciateCIEntrare, insieme all'avvocato Bitonti, esprime “grande soddisfazione” per il risultato ottenuto.

 

Pubblicato in Basilicata
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