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Giovedì, 18 Luglio 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 14 Giugno 2019 - nelPaese.it

Nel comunicato stampa pubblicato il 12 giugno 2019 sul sito del Ministero dell'interno, il Ministro Salvini motiva la chiusura dell'Hub Centro Mattei di Bologna (da lui chiesto improvvisamente il 7 giugno e da eseguirsi nell'immediatezza) ed il conseguente ordine di trasferimento di circa 188 richiedenti asilo in un CAS di Caltanissetta perché non vi era "Nessuna possibilità di integrazione, condizioni igieniche  indecenti, problemi strutturali, difformità tra i fondi pubblici incassati e i servizi garantiti." La responsabilità, a suo dire, era dei "buonisti impegnati (a pagamento) nell'accoglienza" e si chiede, infatti, come sia stato possibile che "non si accorgessero che la struttura fosse più simile a una stalla che a un centro dove ospitare anche donne e bambini".

Alla luce di queste dichiarazioni Asgi, Antigone, Arci, Caritas, Giuristi democratici e altre sigle dell’associazionismo e del sindacalismo base bolognese pongono una riflessione al ministro Salvini e anche una serie di domande.

“Il Ministro, a cui piace evidentemente appartenere alla categoria dei "cattivi" (visto che è solito usare il termine "buonisti" in senso dispregiativo e mai disprezzerebbe sé stesso) forse non sa che: l'Hub Centro Mattei di Bologna è una struttura di proprietà del demanio statale (ex caserma) e dunque bene pubblico in carico alla locale prefettura di Bologna; come Ente proprietario di un bene pubblico lo Stato è responsabile direttamente della manutenzione straordinaria,dell'efficienza e della sicurezza dell'immobile e delle persone che vi soggiornano; come Ente proprietario, specie se pubblico, lo Stato ha l'onere di vigilare affinché l'immobile sia idoneo all'uso per il quale è stato destinato;
l'Hub Mattei è un Centro temporaneo per richiedenti asilo, in carico alla Prefettura di Bologna.

Dunque, l'immobile Hub/Centro Mattei, di proprietà dello Stato, “doveva essere oggetto di vigilanza da parte della prefettura di Bologna”, autorità locale del Ministero dell'interno, che ne è direttamente responsabile.

Un altro aspetto va considerato. “L'Hub Mattei non era un CAS ma un Centro in cui dovevano essere inviati i richiedenti asilo (prevalentemente dopo essere sbarcati in fuga dalla Libia) per essere poi collocati in CAS o in strutture SPRAR all'interno del territorio regionale. Il tempo di permanenza dei richiedenti doveva essere breve, quello necessario per formalizzare la domanda di protezione attraverso la compilazione del Modello C3. Così non è stato, tant'è che molti richiedenti asilo che ieri hanno lasciato l'Hub ci vivevano anche da un anno. Situazione più volte denunciata a livello cittadino, tenuto conto che la natura giuridico-formale dell'Hub era incompatibile con la programmazione di un sistema di integrazione, proprio perché la permanenza doveva essere estremamente breve, con conseguente impossibilità per i richiedenti asilo di ricevere misure di integrazione (oggi, peraltro, abrogate dal Ministro Salvini con il decreto legge n. 113/2018)”.

Da qui partono sette domande al responsabile del Viminale. “E' verosimile che nessuno dei funzionari o dipendenti ministeriali si sia mai accorto delle condizioni di degrado ed insicurezza in cui versava la struttura? E' possibile che nessun pubblico ufficiale ivi presente abbia segnalato dette condizioni al Prefetto? E' verosimile che la prefettura nulla sapesse e da tempo? Se l'Hub Mattei aveva condizioni di degrado ed insicurezza statica, come è stato possibile che lo Stato vi abbia continuato a svolgere attività istituzionali? Come è possibile che lamenti l'assenza di programmi di integrazione nell'Hub Mattei se il suo decreto sicurezza (n. 113/2018) li ha abrogati definitivamente? Qual è il modello delle strutture di accoglienza che preferisce? L'accoglienza diffusa che si integra alla comunità territoriale, o i grandi Centri che creano inevitabilmente contrasti con la comunità?
Quali criteri sono stati utilizzati per individuare la struttura ove trasferire i richiedenti asilo dell'Hub Mattei, tenuto conto che nel giro di poche ore sono stati reperiti dalla stessa Prefettura decine di posti in CAS della regione Emilia Romagna?

“Attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro, alle quali siamo certi non si vorrà sottrarre, nel rapporto di fiducia e trasparenza che un rappresentante delle istituzioni deve avere con ognuno dei propri cittadini. Anche noi facciamo parte del popolo. Nell'attesa, godiamo della straordinaria esperienza sociale vissuta dalla città di Bologna l'11 giugno 2019, quando una potente sinergia tra i centri sociali, le strutture sindacali, le associazioni giuridiche, le associazioni del terzo settore, la cittadinanza di Bologna, associata o meno, le parrocchie e la Caritas, hanno impedito l'inumano trasferimento di 188 persone in Sicilia, in una struttura che è un CARA, che condivide gli spazi con un centro di detenzione (CPR) e che certamente non è né accogliente, né organizzato per l'integrazione sociale. Ministro, ci risponda, cortesemente”, conclude la nota delle associazioni.

 

Pubblicato in Migrazioni

Sei cortei arcobaleno attraverseranno altrettante città domani, in occasione del quinto weekend dell'Onda Pride, la grande mobilitazione dell'orgoglio organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni del movimento lgbti.

Conto alla rovescia agli sgoccioli per il Liguria Pride che dà appuntamento a Genova alle 16, in via San Benedetto, nei pressi del palazzo del Principe; partenza fissata per le 16,30, invece, per il Torino Pride, che ha indicato come luogo del concentramento corso  principe Eugenio; in contemporanea, cioè sempre alle 16,30, partirà anche il Varese Pride, che dà appuntamento ai partecipanti in via Sacco, in prossimità dell'ingresso dei Giardini Estensi; per il Vicenza Pride il punto d'incontro è invece sul lato ovest di Campo Marzo, a due passi dalla stazione, alle ore 16;  il Brescia Pride ha fissato il concentramento alle 15 in piazza Vittoria; infine, appuntamento alle 16 in piazza Umberto I per l'Abellinum Pride.

"Siamo nel cuore di questa stagione record dell'Onda Pride"  commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. "Sono già tantissime le persone che nelle scorse settimane sono scese nelle strade per celebrare l'orgoglio della comunità lgbti e altrettante ne attendiamo nei numerosi cortei di questo weekend. Alle sei città che domani saranno attraversate dall'arcobaleno, auguriamo di trasformare ogni passo di queste manifestazioni in un traguardo raggiunto nel cammino per l'affermazione dei diritti e dell'autodeterminazione di tutti e tutte", conclude Piazzoni.

 Info su www.ondapride.it

Pubblicato in Parità di genere

L’Assemblea Congressuale Nazionale Uisp si terrà da domani, venerdì 14, a domenica 16 giugno 2019 a Chianciano Terme. Parteciperanno delegati provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di circa un milione e trecentomila soci. “L’Uisp procede nella sua autoriforma organizzativa e questa Assemblea nazionale servirà ad adeguare il nostro statuto alla riforma legislativa del Terzo settore e a quanto richiesto dall’ordinamento sportivo”, dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, che aprirà i lavori venerdì 14 giugno alle ore 16.

“L’Uisp vuole mantenere soggettività e protagonismo sia nel Terzo settore, come rete associativa nazionale, sia nel sistema sportivo, come ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni – prosegue Manco - il senso di essere associazione di sport sociale e per tutti è proprio questo, nel rapporto con la storia e l’identità dell’Uisp. La scelta dello slogan di questa Assemblea è ‘Movimenti Coraggiosi’: due parole con le quali proviamo a sintetizzare il senso delle nostre sfide, presenti e future”.

Oltre alla discussione interna, ci sarà spazio anche per gli interventi degli ospiti, in rappresentanza delle istituzioni, del Terzo settore e del sistema sportivo. Tra gli altri, nella giornata di venerdì 14 giugno interverranno: Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni; Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore e Fabrizio Barca, portavoce del Forum Disuguaglianze Diversità. Sabato 15 giugno sarà la volta di altri interventi di rilievo: Daniela Galeone, Direzione prevenzione Ministero della Salute; Gabriele Sepio, membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore; Luca Gori, giurista della Scuola Sant’Anna di Pisa; Andrea Mancino, presidente della Commissione Fiscale del Coni; Vittorio Bosio, presidente nazionale Csi; Damiano Lembo, presidente nazionale UsAcli; Gianni Gallo, dirigente Pgs e membro della Giunta Coni.

Sarà possibile seguire l’andamento dell’Assemblea Uisp in diretta sulla pagina Facebook Uisp Nazionale, a partire da venerdi 14 giugno alle ore 16.

Venerdì 14 giugno alle 21.30 spazio al calcio femminile, lo sport del momento, con il Teatro D’Arte e Studio che presenta lo spettacolo teatrale “Giocare con le tette”, con Monica Franzoni e Sabrina Iotti. Lo spettacolo nasce dal CEP-Centro Educativo Pomeridiano di Reggio Emilia, ideato da Milena Bertolini, Monica Franzoni e Federica D’Astolfo. Si parla non solo di calcio, ma di civiltà, di democrazia e della voglia che hanno le persone di essere libere. L’esempio emblematico rappresentato dal mondo del calcio, diventa paradigma per trattare la discriminazione e i pregiudizi nei confronti delle donne, in particolare quelli legati allo sport più amato in Italia.

 

Pubblicato in Sport sociale

Da lunedì 17 e fino a mercoledì 19 giugno si terrà presso il Castello di Melfi (PZ) il XIV Convegno Nazionale della Sezione ''GIT - Geosciences and Information Technologies'' della Società Geologica Italiana, realizzato in collaborazione con l'Ordine dei Geologi di Basilicata.

L'evento si propone come ideale luogo multi-disciplinare per l'incontro, il confronto e il dialogo tra ricercatori, liberi professionisti, amministratori di enti pubblici e privati, giovani laureati e dottorandi, interessati allo sviluppo, integrazione e applicazione di innovativi approcci metodologici di analisi e gestione dei dati spaziali nell'ambito delle Geoscienze.

Quest'anno il convegno è stato patrocinato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che, con il personale della Sede Irpinia di Grottaminarda, ha costituito un team per l'organizzazione.

L'evento, inoltre, realizzato con il patrocinio di Matera 2019 Open Future e con i principali enti sul territorio tra cui la Regione Basilicata e il Polo Museale regionale della Basilicata, rientra tra gli eventi di "Matera 2019 - Capitale Europea della Cultura" (www.materaevents.it) e beneficerà dei crediti formativi (APC) attribuiti dall'Ordine dei Geologi.

In particolare, sotto l'egida della "Fondazione Matera Basilicata 2019", il 18 giugno è stata organizzata la sessione "Gli studenti tra tecnologia e consapevolezza dei rischi" che, focalizzata sulla formazione del "cittadino del futuro", vedrà impegnati i ragazzi delle scuole superiori che hanno affrontato dei percorsi di alternanza scuola lavoro con diversi enti di ricerca, tra i quali l'INGV ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Parte oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue 2019, la nuova campagna estiva di AVIS Nazionale dal titolo “Be red, be yellow, be good!”. Ispirata ai colori del sangue e del plasma, la campagna vuole promuovere il dono in un periodo delicato come quello estivo.

«In questa stagione – spiega il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – le scorte possono diminuire e rendere più complesse le normali attività cliniche. È bene ricordare, infatti, che il sangue, gli emocomponenti e i farmaci plasmaderivati vengono utilizzati quotidianamente per molteplici attività come gli interventi chirurgici e ortopedici, nelle terapie oncologiche, nei trapianti di organi e tessuti, nella cura di malattie gravi come leucemia, emofilia, anemie croniche, patologie del fegato, dei reni e molto altro ancora. Per questo, abbiamo voluto lanciare a tutti questo semplice invito: prima di andare in vacanza, date il vostro contributo e donate!».

 La campagna comprende due scatti fotografici, uno spot radio e uno per la televisione e il web.
Caratterizzata da uno stile fresco, leggero e scanzonato, vuole promuovere il dono come un atto di profonda generosità, in grado di regalare gioia non solo a chi lo riceve ma anche a chi lo compie.
Un modo per ricordare che il fabbisogno di sangue non va mai in vacanza e che con un piccolo gesto si può davvero fare la differenza!

Per sapere come donare e per conoscere la sede AVIS più vicina, visitate il sito www.avis.it

 

 

 

Pubblicato in Salute

Il progetto "Ridurre le curve epidemiche" di Medici Senza Frontiere (MSF), in risposta all'HIV e tubercolosi nelle comunità di Eshowe, KwaZulu Natal in Sudafrica, ha raggiunto gli obiettivi di trattamento 90-90-90 fissati dall'UNAIDS, il Programma delle Nazioni Unite per l'HIV/AIDS, con un anno di anticipo rispetto al termine previsto per il 2020 e con risultati addirittura migliori. Lo rivela un'indagine di MSF secondo la quale in queste aree è stato raggiunto un livello pari a 90-94-95: ovvero, il 90% delle persone affette da HIV sono a conoscenza del loro stato di salute, il 94% di queste persone diagnosticate ha ricevuto un trattamento antiretrovirale e nel 95% dei casi si è ottenuto la soppressione della carica virale che induce una significativa riduzione del numero di persone che possono trasmettere il virus e un abbattimento del tasso di infezione.

I risultati delle ricerche, condotte porta a porta su un campione di 3.286 persone con età compresa tra i 15 e i 59 anni, arrivano da un confronto con uno studio analogo condotto nella stessa area nel 2013 per stimare la soppressione della carica virale tra le persone sieropositive.

"Abbiamo mostrato che è possibile raggiungere il target 90-90-90 in un'area che rappresenta l'epicentro delle epidemie di HIV, tubercolosi e tubercolosi resistente ai farmaci e dove una persona su 4 vive con HIV. Questi risultati dimostrano il pieno coinvolgimento dell'intera comunità. Tutti, dalla società civile locale ai gruppi di pazienti, dallo staff medico e infermieristico ai leader e membri della comunità, hanno partecipato alla programmazione e realizzazione di questo progetto" dichiara la dottoressa Liesbet Ohler, responsabile medico di MSF ad Eshowe. "È davvero importante essere riusciti a far iniziare la cura al 94% delle persone risultate positive al test HIV, compresi gli uomini che generalmente hanno meno probabilità di effettuare l'esame o di cominciare il trattamento".

I risultati dell'indagine mostrano l'efficacia degli interventi a livello comunitario, gli unici in grado di raggiungere e supportare con successo un più alto numero di persone affette da HIV che non hanno accesso a servizi sanitari convenzionali.

Insieme ad altri risultati simili, documentati da altre indagini condotte su popolazioni colpite da HIV, compresi due studi presentati questa settimana alla South Africa AIDS Conference (SAAIDS), gli esiti delle ricerche di MSF dimostrano come sia possibile raggiungere gli obiettivi di trattamento 90-90-90 in Sudafrica e come il numero delle nuove infezioni stia diminuendo in alcune aree.

L'obiettivo 90-90-90 è un indicatore importate per stimare il successo della risposta che un Paese mette a punto contro l'HIV. In Sudafrica i risultati nazionali sono stimati a 85-71-86 (HSRC, Human Sciences Research Council, 2018).

I risultati del progetto "Ridurre le curve epidemiche"

La ricerca, condotta da MSF e dal suo centro di studi epidemiologici Epicentre e che ha coinvolto 3.286 persone con età compresa tra i 15 e i 59 anni, mostra un significativo incremento della conoscenza del proprio status rispetto all'HIV (+14%) e del numero di persone che hanno iniziato il trattamento (+24%) tra il 2013 e il 2018. In particolare tra gli uomini si registra un aumento della conoscenza del proprio stato di salute (si è passati in 5 anni dal 68% al 83%) e sul numero di persone che hanno cominciato il trattamento (dal 68% al 87%).

I risultati preliminari sull'incidenza dell'HIV, ovvero il numero delle nuove infezioni, mostrano una tendenza alla diminuzione, dall'1,2% del 2013 allo 0,2% del 2018. Un dato che trova riscontro nell'indagine di MSF dove, tra le persone analizzate, la proporzione di quelle sieropositive nelle quali la cura ha soppresso la carica virale è aumentata dal 56% (2013) all'84% (2018). La soppressione della carica virale è un fondamentale risultato poiché impedisce la trasmissione del virus all'interno della popolazione, come evidenziato da un precedente rapporto di MSF.

Nonostante questo, MSF è cauta nell'interpretare questi risultati come una vittoria assoluta, poiché restano difficoltà significative per alcune specifiche fasce d'età. "Sebbene l'incidenza sia diminuita dal 2,9% all'1,2% tra le donne tra i 15 e i 29 anni di età, questi numeri restano alti e mostrano un rischio ancora esistente per le ragazze adolescenti e le giovani donne" spiega la dott.ssa Laura Trivino, coordinatore medico di MSF per il Sudafrica. "Restano difficoltà nel raggiungere gli uomini, che secondo la nostra analisi mostrano risultati più insoddisfacenti nell'accedere al trattamento. Più della metà dei giovani uomini di età compresa tra i 15 e i 29 anni affetti da HIV non sono ancora in cura. Speriamo che i risultati ottenuti finora aiutino a focalizzare tutto il nostro impegno per raggiungere questi gruppi, che restano i più vulnerabili all'HIV".

 

Il progetto "Ridurre le curve epidemiche", iniziato nel 2011 prima che i target 90-90-90 fossero stabiliti dall'UNAIDS nel 2013, aveva l'obiettivo di rallentare la diffusione delle nuove infezioni HIV, oltre che delle malattie e dei decessi legati al virus. Numerose attività sono state lanciate in collaborazione con le comunità e il Dipartimento di Salute di KwaZulu Natal per prevenire l'infezione HIV, aumentare i test, creare un collegamento veloce tra le persone e le cure e supportare la loro adesione al trattamento. Oggi il progetto si svolge in 10 cliniche e 2 ospedali. All'inizio, il progetto è stato focalizzato sulla prevenzione a livello comunitario e su una serie di strategie per testare l'HIV, inclusi test porta a porta svolti da operatori sanitari, con oltre 120.000 test condotti tra il 2012 e il 2018. Tra il 2015 e il 2018, sono stati distribuiti 1.35 milioni di preservativi all'anno.

 

"Siamo riusciti a raggiungere il target 90-94-95 ad Eshowe grazie al totale coinvolgimento dei leader tradizionali comunitari e a una stretta collaborazione con i dipartimenti della Salute e dell'Educazione in ogni fase del progetto" spiega Musa Ndlovu, vice coordinatore del progetto di MSF a Eshowe. "Nei primi giorni del progetto era impossibile anche solo immaginare di poter parlare di HIV. Oggi fermano addirittura i nostri fuoristrada per fare il test. Non abbiamo raggiunto questo risultato per la comunità, ma lo abbiamo ottenuto con la comunità".

 

Pubblicato in Dal mondo

Ospite di Porta a Porta, nella puntata di martedì sera (11/06/2019) il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato: “Stiamo preparando con il ministro Fontana – se lo intervisterete ve lo dirà – anche un controllo a tappeto delle invalidità presunte con la radiazione dei medici che hanno certificato una invalidità che tale non è.”

Una dichiarazione che è “inquietante perché evoca la recente stagione delle campagne contro i cosiddetti ‘falsi invalidi’ (1.250.000 controlli dal 2009 al 2015), una caccia alle streghe che, al di là della propaganda, non ha prodotto utilità di peso, che partiva da luoghi comuni ed ha finito per alimentare stigma, pregiudizio ed enormi disagi per le persone con disabilità e per le loro famiglie.”

Risponde così la Federazione italiana superamento handicap (Fish onlus) alle dichiarazioni del ministro dell’Interno. La Fish parla di una caccia alle streghe che ha generato “un sovraccarico per INPS del tutto immotivato, inefficace e foriero di rallentamenti dell’ordinaria amministrazione oltre che di contenzioso”.

“Evidentemente – prosegue Fish - quella lezione non è servita: si è ancora fermi agli stessi luoghi comuni e alla convinzione di facili ed eclatanti “soluzioni” che dimostrano anche una scarsa conoscenza dei percorsi, degli iter, delle responsabilità”.

“È inoltre singolare – sottolinea Fish - che, nelle attuali dinamiche politiche, venga lanciata da esponenti dell’Esecutivo in quota Lega una misura che non è affatto nel Contratto del Governo del cambiamento, senza che il primo azionista della Maggioranza (M5S) abbia ancora replicato su un tema di tale delicatezza”.

Rispetto a queste ipotesi il presidente della FISH Vincenzo Falabella conclude : “Analizzeremo opportunamente e doverosamente i contenuti dell’eventuale proposta, monitoreremo gli eventi e faremo valere le nostre ragioni e le nostre posizioni con ogni azione, anche forte se del caso. Non abbiamo mai pensato di negoziare i diritti delle persone con disabilità: non lo abbiamo fatto in passato, non lo faremo oggi.”

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
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