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Lunedì, 23 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 17 Giugno 2019 - nelPaese.it

A seguito della dichiarazione ufficiale di un'epidemia di morbillo da parte del Ministero della salute congolese, lo scorso 10 giugno, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede un’imponente mobilitazione da parte di tutte le organizzazioni nazionali e internazionali competenti per vaccinare più bambini e trattare i pazienti affetti dalla malattia.

L'epidemia di morbillo in Repubblica Democratica del Congo (RDC) rischia di essere la più letale da quando la malattia ha avuto una forte ricomparsa nel paese tra il 2011 e il 2012. Nei primi cinque mesi del 2019, sono stati registrati ufficialmente oltre 1.500 decessi correlati al morbillo, che rappresentano circa il 75% del numero totale delle morti registrate nel corso del 2012, durante l'epidemia più letale dell'ultimo decennio.

“Le équipe di MSF, in collaborazione con quelle del Ministero della salute, stanno facendo tutto il possibile per ridurre la catena di trasmissione della malattia, vaccinando non appena vengono segnalati casi di morbillo e fornendo assistenza ai pazienti. Tuttavia, in aggiunta agli sforzi già compiuti negli ultimi mesi, servono più risorse e organizzazioni. Garantire la fornitura di vaccini e medicinali è essenziale, prima è meglio è” dichiara Rachel Séguin, coordinatrice medica di MSF in RDC.

Dall'inizio dell'anno, MSF è impegnata nella lotta all'epidemia di morbillo, insieme Ministero della salute, in dieci province del paese: Haut-Lomami, Haut-Uele, Ituri, Lualaba, Kasai, Kasai Central, Nord Kivu, Sud Kivu, Tanganyika e Tshopo. Data la portata dell'epidemia, MSF sta rafforzando il suo sistema di sorveglianza e dispiegando équipe in nuove zone sanitarie per combattere la diffusione di questa malattia altamente infettiva.

“Il morbillo ha causato così tanti danni nel mio villaggio, ci sono stati morti in quasi tutte le case, alcune famiglie hanno perso due, tre o addirittura quattro bambini” racconta Albertine, residente nella zona di salute di Kamwesha (provincia di Kasai) dove MSF ha lanciato una risposta di emergenza lo scorso maggio.

Il morbillo colpisce principalmente i bambini. In RDC, diversi fattori spiegano la sua recidiva, tra cui: bassa copertura immunitaria; fornitura irregolare - o addirittura esaurimento delle scorte - di vaccini; un sistema di sorveglianza debole; mezzi logistici limitati che minano la catena del freddo; conflitti armati e sfollamenti che paralizzano il sistema sanitario di alcune aree; barriere economiche o geografiche che limitano o addirittura impediscono l'accesso dei pazienti alle strutture sanitarie.

“I fattori che portano alla ricomparsa del morbillo sono numerosi, ma data la ricorrenza della malattia, è vitale che nel paese venga mantenuto un sistema stabile di approvvigionamento di vaccini. Diversi programmi sono stati pianificati per aumentare la copertura vaccinale più avanti nel corso dell'anno” afferma il dott. Ousmane Moussa, capomissione di MSF in RDC. “Nell'immediato futuro è urgente contenere l'impatto dell'epidemia per salvare il massimo delle vite assicurando l'immunizzazione dei bambini e la fornitura di cure gratuite ai pazienti colpiti. Strategie mirate e flessibili devono essere adattate in base all'evoluzione dell'epidemia in ogni zona di salute”.

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa per la quale non esiste alcun trattamento. L'unico modo per combatterla è la vaccinazione. Nel corso del 2019 le équipe di MSF in RDC hanno vaccinato 361.079 bambini e fornito assistenza medica a 14.785 pazienti.

 

 

Pubblicato in Salute

Giornate ricche di impegni per la struttura psichiatrica “Futura” di Maropati (RC) che dal 24 al 28 giugno prossimo, ospiterà una delegazione di studenti e docenti provenienti da Mosca.

L’esperienza con la Moscow State Psychological and Pedagogical University è frutto di una convenzione della durata di tre anni con il Rettore dell’Università Prof. A.A. Margolis. La terza edizione segue i due momenti importanti di cui uno nel 2016, grazie agli incontri con la psicologa Elena Millenskaya e l’altro nell’ottobre 2017 con lo scambio esperienziale tra gli operatori della Futura e un gruppo di studenti moscoviti guidati dalla Professoressa Olga Rychkova.

Il programma di studio, formazione e scambio esperienziale previsto per quest’anno, avrà inizio il 24 giugno con il saluto del Presidente della Cooperativa Sociale Futura Dott. Lorenzo Sibio a cui seguirà la presentazione dei servizi del Centro Diurno e della Struttura Psichiatrica Residenziale. La formazione, guidata dallo Psicologo Clinico e Supervisore della Struttura Dr John B. Curcio, fautore di questa straordinaria esperienza, include una serie di incontri con il personale della struttura psichiatrica.

Nella giornata di Mercoledì l’Assistente Sociale Luciana Mercuri tratterà gli aspetti sociali dell’utenza psichiatrica e gli aspetti amministrativi della qualità; toccherà poi agli Operatori Antonino Falleti, Rosalba Sposato, Corrado Cavallaro ed Emiliano Varone che tratteranno i temi inerenti alla gestione degli utenti in regime di ricovero e in Centro Diurno. Giovedì toccherà agli Educatori Professionali Daniela Laurito e Gigi Gargano che esporranno le attività occupazionali come strumenti di trattamento nel processo si cura a cui seguirà una visita al terreno confiscato e gestito dalla Futura guidata dal Coordinatore Emilio Filardo.

Venerdì è prevista la giornata conclusiva con un Convegno patrocinato da Legacoop Calabria e dal comune di Maropati sul tema “Psichiatria: Russia e Italia, sistemi a confronto” che vedrà la partecipazione di alcuni dirigenti medici provenienti dai Centri di Salute Mentale della piana. Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Cooperativa Futura Dottor Lorenzo Sibio che rivolge parole di stima verso gli operatori della struttura che, nonostante i problemi economici in cui versano per il gran numero di stipendi arretrati, sono sempre pronti a dare il loro apporto e a dimostrare le proprie competenze con interesse e professionalità.

Un ringraziamento particolare va al Dott. John B. Curcio e a Maria Sisneva che con il loro impegno hanno reso possibile questo importante apparentamento tra l’Università di Mosca e la Cooperativa Futura che, nell’ottica della stabilizzazione dei servizi che appare ormai indispensabile, con questi ambiziosi progetti punta a consolidare la propria presenza nella riabilitazione in psichiatria, allargando gli orizzonti in ambiti territoriali sempre più vasti.

Pubblicato in Calabria

Un' équipe di Medici Senza Frontiere (MSF), composta da medici e logisti, è operativa nel distretto di Kasese, in Uganda, dove sono stati dichiarati dallo scorso 11 giugno tre casi di Ebola, tutti facenti parte di un unico nucleo familiare in viaggio dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC). Due di loro sono morti, mentre il terzo paziente, insieme ad altri due membri della famiglia che mostravano sintomi legati alla malattia, sono stati fatti rientrare in DRC.

L'equipe di MSF sta sostenendo le autorità sanitarie dell'Uganda nella gestione delle persone che sono entrate in contatto con i pazienti confermati di Ebola e che mostrano sintomi riconducibili al virus. Per loro è necessario adesso un attento monitoraggio volto a confermare o meno l'infezione.

MSF è inoltre pronta a intervenire per supportare la gestione di eventuali nuovi casi presso un'Unità di trattamento Ebola di 8 posti letto presso l'ospedale di Bwera, che aveva contribuito ad allestire nell'agosto 2018. Attualmente sono ricoverati in questa struttura quattro casi sospetti. MSF ha anche partecipato alla formazione del personale del Ministero della salute locale nella gestione dei casi di febbri emorragiche, anche durante la risposta a un'epidemia di febbre di Marburg, un virus della stessa famiglia del virus Ebola, tra l'ottobre e il dicembre 2017.

Infine, MSF collaborerà con il Ministero della salute per migliorare le misure di igiene e di controllo delle infezioni negli ospedali di Kagando e Bwera, dove sono stati ammessi per la prima volta i casi confermati di Ebola e si mantiene pronta a fornire cure mediche non legate a Ebola in queste strutture in caso di necessità.

Il primo intervento di MSF in Uganda risale al 1980. Attualmente, MSF gestisce programmi di assistenza per i rifugiati del Sud Sudan nel Nord del Paese. Nei distretti di Arua e Kasese, MSF gestisce anche progetti di lungo periodo focalizzati alla lotta all'HIV e sull'accesso alle cure mediche per alcune fasce di popolazione con bisogni specifici, come adolescenti, pescatori e sex workers.

 

Pubblicato in Dal mondo

Il caldo, i malori, un uomo che ha bisogno di cure e poi la rivolta. Ieri nel carcere di Poggioreale 200 detenuti hanno sfogato la loro rabbia danneggiando il padiglione Salerno a fronte delle condizioni carcerarie sempre più difficile.

A testimoniare cosa è avvenuto è il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambirello: “sono uscito da poco dal carcere di Poggioreale, dove nel pomeriggio si è consumata una vera e propria rivolta nel padiglione Salerno. Il pretesto iniziale è stata la condizione sanitaria di un giovane detenuto al secondo piano De Luca Luciano”, racconta sulla sua pagina facebook.

“Poi le condizioni igieniche sanitarie – continua Ciambriello - il sovraffollamento, le condizioni delle singole celle, intonaci consumati dall'umidità e dalla muffa, perdite di acqua che rischiano di andare a contatto con fili elettrici scoperti. Sono disponibili da tempo dal Provveditore Regionale delle Opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture 12 milioni di euro per lavori sia al padiglione Salerno che Livorno, Milano e Napoli. Si sono fatti sono dei sopralluoghi. Il rischio è che i lavori siano fatti tra due anni!”

Ciambriello propone “un commissario ad acta” per questi lavori, “prima che sia troppo tardi” ed è elenca tutte le criticità del penitenziario: “lo spazio fisico, sensibile e significativo, spazi vitali aggregativi e ricreativi, la mancanza di vuoti comunicativi e relazionali con la famiglia sono stati già oggetto di sanzione della Corte Europea”.

Alla persona che sbaglia “va tolto il diritto alla libertà, ma non alla dignità”. Poi il Garante conclude spiegando come si è conclusa la protesta: “ai magistrati presenti Fragliasso e Brunetti, al provveditore Martone ho riferito della situazione drammatica in cui versano i detenuti. Fragliasso ha parlato con una delegazione che protestava ed ha visto da vicino. Oggi la situazione è stata incandescente e solo la bravura degli agenti di polizia penitenziaria ha evitato il peggio. In serata, prima della mia uscita, in detenuto De Luca Luciano è stato trasferito in ospedale per accertamenti”.

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