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Martedì, 15 Ottobre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Luglio 2019 - nelPaese.it

Più di 44 morti e "feriti gravi" è un bilancio dello "sleale bombardamento aereo contro il centro per migranti di Tajoura" accreditato dall'Unsmil in un comunicato in cui la stessa la Missione di supporto dell'Onu in Libia "condanna nei termini più forti" il raid. "Questa è la seconda volta che circa 600 migranti vengono attaccati da un bombardamento", aggiunge la nota pubblicata sulla pagina Facebook della missione riportando la condanna del Rappresentante speciale dell'Onu per la Libia, Ghassan Salamé. 

"Questo bombardamento costituisce chiaramente un crimine di guerra", ha dichiarato Salamé in una nota.  L'inviato delle Nazioni unite "ha invitato la comunità internazionale a condannare questo crimine e ad imporre sanzioni a coloro che l'hanno ordinato" ed "eseguito", riferisce la nota pubblicata sulla pagina Facebook della Missione di supporto dell'Onu in Libia.

Il rapporto di Amnesty

In occasione del terzo mese dall'inizio della battaglia per Tripoli, Amnesty International ha denunciato che la vita e la sicurezza di un milione e 200 mila abitanti della capitale libica sono in grave pericolo poiché le parti in conflitto continuano a usare una vasta gamma di armi importate in violazione dell'embargo disposto delle Nazioni Unite con la risoluzione 1970 del 2011. Il rapporto è stato pubblicato proprio mentre è arrivata la notizia del raid di Tajoura.

La violenza scoppiata il 4 aprile ha costretto finora oltre 100.000 civili ad abbandonare le loro abitazioni e ha causato lunghe interruzioni quotidiane della fornitura di energia elettrica, compromettendo il funzionamento dei servizi sanitari e di altri di prima necessità in molte zone della città. I razzi e i colpi d'artiglieria hanno raggiunto aree residenziali distanti della linea del fronte e hanno frequentemente interrotto le operazioni dell'unico aeroporto attivo della città. 

"Il tragico impatto della battaglia di Tripoli è visibile anche dallo spazio: le immagini satellitari mostrano ampie parti della città avvolte dall'oscurità; nelle fotografie e nei video che abbiamo esaminato e verificato si vedono aree residenziali, abitazioni e infrastrutture civili danneggiate", ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord. 

"L'embargo sulle armi avrebbe dovuto proteggere la popolazione civile della Libia. Ma stati come la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia lo stanno violando clamorosamente fornendo armi sofisticate, veicoli blindati, droni e missili teleguidati. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve agire con urgenza per far rispettare l'embargo e le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale e cessare di mettere in pericolo i civili", ha aggiunto Mughrabi. 

Dall'inizio della battaglia per Tripoli Amnesty International ha denunciato violazioni del diritto internazionale umanitario - compresi possibili crimini di guerra - da parte sia dell'Esercito nazionale libico del generale Haftar che delle forze del governo di accordo nazionale riconosciuto dalla comunità internazionale. Oltre alle aree residenziali, sono stati colpiti anche centri di detenzione per migranti e rifugiati.

Per Medici Senza Frontiere “non è la prima volta che migranti e rifugiati finiscono nel fuoco incrociato del conflitto a Tripoli. Dall’inizio dei combattimenti a inizio aprile, ci sono stati diversi attacchi all’interno o nei pressi dei centri di detenzione nell’area di Tripoli. Appena otto settimane fa, nel centro di detenzione di Tajoura, frammenti da un’esplosione hanno distrutto il tetto nell’area riservata alle donne e hanno quasi colpito un bambino. La realtà di oggi nel paese è che per ciascuna persona evacuata o ricollocata quest’anno, un numero più che doppio di persone è stato forzatamente riportato in Libia dalla guardia costiera libica, sostenuta dall’Unione Europea”. 

"Invece di vuote condanne - aggiunge Msf - oggi più che mai serve un’urgente ed immediata evacuazione dalla Libia di tutti i rifugiati e migranti rinchiusi nei centri di detenzione. Oggi, ancora una volta, inazione e disinteresse sono costate la vita di rifugiati e migranti vulnerabili.” 

 

Pubblicato in Nazionale

Nel 2005 i minorenni in povertà assoluta in Italia erano il 3,9%. In soli 10 anni questa percentuale è triplicata e supera oggi il 12%. Il  progetto, "Con i bambini nell'Italia di mezzo"  intende essere una concreta risposta che si sta sviluppando in tre regioni: Toscana, Umbria e Marche. Obiettivo: rimuovere gli ostacoli che impediscono l’accesso alle opportunità educative che sono particolarmente consistenti e numerose nelle aree interne, montane e rurali.

Tra quelle interessate la Valtiberina, il Casentino e la Valdichiana senese. Protagoniste del progetto l’Impresa Sociale Con I Bambini, le istituzioni locali e alcune cooperative sociali del territorio. Capofila Koinè presso la cui sede si svolgerà, la mattina di giovedì 4 luglio, la riunione del Coordinamento.

I promotori saranno a disposizione dei giornalisti interessati tra le ore 11 e le ore 12 dello stesso giorno e cioè giovedì 4 luglio presso la sede di Koinè in via Duccio da Buoninsegna 8 ad Arezzo.

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

Giunge alla 18^ edizione il Festival Teatrale di Resistenza che si svolgerà dal 7 al 25 luglio negli spazi esterni di Casa Cervi, rassegna di teatro civile contemporaneo, ideata e promossa da Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea con il sostegno di Proges, con il patrocinio di Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia, Restate 2019, Unione Terra di Mezzo, Comune di Castelnovo di Sotto, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Parma, Provincia di Parma, Comune di Casalmaggiore, in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia, Arci, ErmoColle, Associazione Culturale dai CampiRossi, Strada dei Vini e dei Sapori di Scandiano e Canossa.

Il Festival Teatrale di Resistenza, che rappresenta il momento centrale delle iniziative dell’Istituto Alcide Cervi legate al teatro, tese ad innovare la memoria e a sollecitare nuove riflessioni intorno alle questioni che riguardano la società contemporanea stimolandone l’incontro con il pubblico, anche quest'anno porterà in scena 7 compagnie di rilievo nazionale provenienti da tutta Italia individuate sulla base di un Bando di Concorso che ha portato alla selezione di 7 spettacoli di Teatro Civile.

Casa Cervi rinnova attraverso il Teatro la necessità della memoria e la riflessione sulla Storia più recente, il richiamo alla Resistenza e ai suoi valori, promuovendo nel contempo indagine e attenzione, presa di posizione sulle urgenze del presente, e sulle più importanti questioni che attraversano la vita individuale e collettiva. Le disuguaglianze sociali, gli anni ’70, le lotte per le conquiste democratiche collettive, i vecchi e i nuovi nazionalismi, la perdita di memoria, il lavoro e le storie di riscatto sociale: questi alcuni dei temi che attraversano gli spettacoli ospiti e che manifestano l’urgenza, forse più degli altri anni, di stimolare attraverso la scena una riflessione profonda in riferimento al nostro presente e una reazione che non può più essere di disimpegnato distacco.

Il Festival Teatrale di Resistenza è un Festival militante.

Spettacoli

Ad aprire il Festival domenica 7 luglio - data che coincide con l’Anniversario del Martiri di Reggio Emilia del 7 luglio 1960 – sarà alle ore 19  l’”Oratorio II di Resistenza Democratica”, risultato del laboratorio teatrale, ideato e condotto da Adriano Engelbrecht con cittadini di Brescello, Sorbolo, Parma e Traversetolo, realizzato in collaborazione con il Comune di Brescello e la rassegna Ermo Colle. Saranno gli stessi cittadini a restituire, attraverso voci e suoni, le parole asciutte, penetranti e vivide che lo scrittore Marco Mancassola nel libro "Non saremo confusi per sempre" usa per raccontare la storia di Giuseppe Di Matteo, il bambino sequestrato e ucciso brutalmente dalla mafia più di venti anni fa. Voci autentiche daranno vita ad una riflessione in forma scenica e di lettura per riconsegnare alle parole il loro valore democratico, unico strumento possibile contro qualsiasi tipo di illegalità.

Alle ore 21.30 primo spettacolo in concorso sarà “Fontamara”, adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini, regia di Antonio Silvagni, una coproduzione Teatro Stabile d'Abruzzo/Teatro Lanciavicchio. Cinque attori - Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo Vallozza - daranno voce a "Fontamara" la prima opera di Ignazio Silone, raccontandola come una “sinfonia di testimonianza”: la storia dei Fontamaresi, di Berardo Viola e di Elvira, delle condizioni di estrema povertà dei “cafoni” della valle abruzzese del Fucino, mentre l’ombra incombente del fascismo si sposa con gli interessi dei poteri forti.

Mercoledì 10 luglio alle ore 21.30 la Compagnia Animanera presenta “Figli senza volto” con Natascia Curci, regia di Aldo Cassano, una produzione Animanera/CRT Centro Ricerche Teatrali. Adattamento teatrale del racconto di Ida Farè “Come voi", lo spettacolo restituisce lo spaccato di una generazione guardata con gli occhi di oggi. Anni '70 nella periferia di una città del Nord: in un casermone dell’edilizia popolare vive una coppia simile a tante. Ma dietro i gesti e le azioni delle normalità si nascondono due terroristi in clandestinità, alle prese con i sentimenti contrastanti della scelta della lotta a una società fondata sulle disuguaglianze e la dimensione di una vita consumata nell’ombra.

Sabato 13 luglio alle ore 21.30 Teatro della Cooperativa e Aparte Ali per l'arte presentano “Dita di Dama”, con Laura Pozone, adattamento drammaturgico e regia di Laura Pozone e Massimiliano Loizzi. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo di Chiara Ingrao - che sarà presente alla serata -  ambientato nell’autunno caldo del 1969 e restituito dalla storia di due amiche che lavorano nella fabbrica Voxon di Roma. Attraverso il loro racconto, che diventa corale, vengono ripercorsi anni centrali delle conquiste democratiche e collettive, dei diritti e della dignità del lavoro, dove forte era il senso di appartenenza collettiva e l’esigenza di lottare per una vita più dignitosa, guardando al futuro con leggerezza, pur non essendo lontani dagli anni di piombo.

Martedi 16 luglio alle ore 21.30 Beppe Casales presenta “Nazieuropa”, uno spettacolo che viaggia su due binari: la parola e le immagini. È allo stesso tempo una lettera a una figlia e un viaggio che parte dalla Germania degli anni '30 e arriva fino all'Europa di oggi, quella dei confini, del nuovo nazionalismo e del razzismo diffuso. Nel corso del monologo Beppe Casales ci parla del desiderio e della necessità di sottrarsi all'indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome lasciando intuire un’analogia (pericolosa) di quello che succede oggi con quello che in Europa è già successo alla metà del secolo scorso.

Venerdi 19 luglio alle ore 21.30 Ippogrifo Produzioni presenta “Riccardo Perso” con Diego Facciotti e Chiara Mascalzoni, regia di Alberto Rizzi. Realizzato con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Alzheimer Italia-sezione di Verona, la pièce si ispira alla vita e alla storia di Riccardo III di York, re inglese del XV secolo, protagonista del dramma omonimo di W.Shakespeare. L’azione si snoda come viaggio emozionante e commovente in diverse epoche, seguendo la storia d’amore fra un uomo e una donna che si trovano ad affrontare, con paura e coraggio, la fragilità della mente umana e le diverse dimensioni della memoria. Una domanda infatti aleggia lungo tutta la rappresentazione: e se Riccardo III avesse l’Alzheimer?

Domenica 21 luglio alle ore 21.30 Compagnia ErosAntEros presenta “Vogliamo tutto!”, drammaturgia di Agata Tomsic, regia e music design di Davide Sacco, con Agata Tomsic, produzione TPE-Teatro Piemonte Europa, Polo del ‘900, ErosAntEros. “L’immaginazione al potere!”, “Non è che un inizio!”, “La bellezza è per strada!”: questi alcuni degli slogan che hanno invaso le strade delle città studentesche nel ’68, mentre una vera e propria rivoluzione invadeva tutti gli ambiti della società. Una rivoluzione ripercorsa dalla giovane militante in scena che, in abiti contemporanei, vuole trasmettere lo slancio e la dimensione collettiva delle lotte, creando un collegamento fra le testimonianze raccolte dai protagonisti del ‘68 e le interviste ai giovani attivi nei movimenti di oggi.

Martedì 23 luglio alle ore 21.30 il Teatrodallarmadio presenta “Alfonsina Panciavuota” di e con Fabio Marceddu, con la collaborazione drammaturgica di Francesco Niccolini, ideazione scenica e regia di Antonello Murgia. Alfonsina classe 1932, ultima di nove figli, è venduta a soli 10 anni come serva al padrone di una miniera. Diventa così una delle tante pance vuote della Sardegna del II dopoguerra quando 'i figli si vendevano come bestie' perché erano troppi. Nonostante gli ingranaggi delle regole sociali e dell’ordine costituito, a cui sembra impossibile ribellarsi, Alfonsina riesce a mettere in atto una parabola di riscatto sociale e di coraggio, tutta al femminile.

La Giuria, presieduta da Maurizio Bercini (regista) e composta da Roberta Biagiarelli (autrice, attrice, regista), Stefano Campani (Boorea), Maddalena Massafra (Fondazione A.Toscanini), Damiano Pignedoli (critico teatrale) - decreterà lo spettacolo vincitore del Premio Museo Cervi – Teatro Memoria (2.000 Euro) e il secondo premio (1.000 Euro). Verrà infine assegnato anche un terzo premio secondo il giudizio del pubblico (Premio del Pubblico – 1.000 Euro).

La Premiazione avverrà il 25 luglio alle ore 22 nell’ambito della Festa della Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi (che avrà inizio alle ore 19.30).

Incontri

Ogni sera, al termine dello spettacolo, seguirà il ciclo di conversazioni “Degustando il teatro. Voci autorevoli incontrano la compagnia”: conversazioni con il pubblico e gli artisti, approfondimenti degli spettacoli e riflessioni più ampie sul rapporto che intercorre tra la scena del teatro e il paesaggio umano, sociale e politico contemporaneo. A condurre gli incontri saranno: Gabriella Bonini, responsabile Biblioteca Archivio Emilio Sereni, Istituto Cervi, Iefte Manzotti, studioso di storia contemporanea, Roberta Biagiarelli, autrice, regista e attrice, Tullio Masoni, critico cinematografico, Gigi Dall’Aglio, regista, autore, attore, Gemma Bigi, storica, Istoreco Reggio Emilia.

Quest’anno saranno inoltre presentati i due libri: “Le figlie dell’epoca. Donne di pace in tempo di guerra” (incontri editrice) di Roberta Biagiarelli, autrice, regista e attrice, e “Antonio Gramsci. il teatro lancia bombe nei cervelli. Articoli, Critiche, Recensioni 1915-1920” (ed. MIMESIS) a cura di Fabio Francione, critico teatrale, saggista, curatore.

Le serate saranno allietate, come sempre, da degustazioni dei prodotti tipici offerte dalle aziende del territorio, opportunità di intrattenere in modo piacevole l’incontro tra pubblico e artisti.

Fuori festival

Il Festival Teatrale di Resistenza da sempre instaura sinergie con realtà del territorio: artisti, rassegne, Comuni. In questo contesto si inseriscono tre appuntamenti fuori concorso. Con Ermo Colle e con il Comune di Brescello si realizza l’”Oratorio II di Resistenza Democratica” ideato e condotto da Adriano Engelbrecht, che debutta a in Piazza Matteotti a Brescello sabato 29 giugno (ore 21) e che sarà presentato al Festival Teatrale di Resistenza nella serata inaugurale del 7 luglio (ore 19).

Sabato 27 luglio alle ore 21 a Casa Cervi-Biblioteca Emilio Sereni la Compagnia Pietribiasi/Tedeschi presenta “Dal trattore all'archivio” casacervi#memoriedelsuolo con  Pierluigi Tedeschi, Katia Capiluppi, regia di Cinzia Pietribiasi, con musiche e canzoni di Rocco Rosignoli, un ponte teatrale e narrativo, ideale e reale, che collegherà Casa Cervi e Biblioteca Sereni, trasformandosi in un viaggio itinerante fra i due luoghi, alla scoperta di nuove connessioni.

Martedì 27 agosto alle ore 21 al Parco della Rocca di Castelnovo Di Sotto sarà presentato lo spettacolo “Terra matta parte prima: questa è la vita bella che ho fatto” narrazione teatrale a cura di Stefano Panzeri, una produzione Compagnia Stefano Panzeri e Teatro del Buratto, che racconta la Sicilia della I guerra e il viaggio nel continente vissuto dal punto di vista di un ‘ultimo’, Vincenzo Rabito, che diventa però protagonista di un passaggio storico nodale.

Il Festival, grazie al contributo di un Gruppo di lavoro composto da esperti, ha costruito nell’arco dell’anno un progetto che si allarga ad altri soggetti e con azioni che disseminano il Festival lungo l’arco dell’anno e contaminando altri ambiti. È il caso del coinvolgimento delle scuole del territorio, per dare voce e spazio di rappresentazione ai lavori che vi si producono e di un progetto di formazione rivolto agli insegnanti per lavorare didatticamente attraverso il teatro.

Prosegue per il terzo anno la rubrica “Sotto la Grande Quercia. Appunti dal Festival, riflessioni, interviste, approfondimenti” a cura di Raffaella Ilari che terrà unite, come in una comunità ideale, le tante voci, suggestioni e spunti che daranno vita al Festival.

 

Orario di inizio spettacoli: ore 21.30. L’ingresso agli spettacoli è a offerta libera. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso. Durante le serate di spettacolo, Casa Cervi rimane aperta ai visitatori. Dalle ore 19 alle ore 24 è disponibile il servizio di caffetteria e bar presso il Ristoro di Casa Cervi.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

È stata pubblicata a Turriaco a cura della cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale il numero unico della rivista "Granelli di sabbia" che completa e aggiorna quanto scritto a fine 2017 sulla rivista “Sconfinamenti”.

“Era necessario per noi rifare il punto della situazione su quanto abbiamo vissuto insieme a persone richiedenti asilo (e) abitanti in questa piccola località nel cuore della Bisiacaria” scrive Duemilauno.

Questa piccola pubblicazione è anche utile come dimostrazione e narrazione della buone pratiche che sono state sviluppate da portare come testimonianza all'interno della rete europea che con noi collabora allo SMILES project (Supporting Migrants Integration Life Experience Skills) che, confrontando metodi e strumenti utilizzati dalle diverse organizzazioni aderenti al progetto, vuole concentrarsi sulla costruzione di percorsi di inclusione per soggetti migranti che portano con sé la vulnerabilità dello svantaggio.

“Simbolicamente – aggiunge la cooperativa - abbiamo deciso di diffondere questa piccola rivista nella giornata dedicata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite ai rifugiati adottando a partire dal 2017, anno di apertura del locale Centro di accoglienza, l'hashtag #WithRefugees lanciato dall'Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR), che vuole dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo”.

“Per il momento siamo ancora a Turriaco dove riteniamo di avere lasciato un segno non solo avendola resa più colorata ma, ci auguriamo, anche per l'idea di convivenza e umanità che abbiamo cercato di proporre convinti di aver animato un Centro in cui l'Accoglienza è stata Straordinaria davvero e che speriamo di poter continuare”, conclude la nota.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Con a fianco Luigi Ciotti e nel cuore le parole di Ettore Scola, mai così urgenti come in questo momento, prosegue nel 2019 l’impegno di Libero Cinema in Libera Terra. Quasi ultimato l’allestimento, il cine-furgone di Libero Cinema si prepara a partire per portare le emozioni del cinema direttamente alle persone montando schermo e proiettore nelle piazze, nei beni confiscati, parchi, centri sociali.

Col suo carico di film, durante il mese di luglio, la carovana percorrerà le strade della penisola per promuovere, attraverso la cultura, l’allargamento degli spazi democratici, la difesa dei diritti universali e i valori di accoglienza e di solidarietà. Focus del Festival il tema dei migranti nella convinzione che le politiche di chiusura sono disumane e non servono a contrastate il traffico di esseri umani, in mano alle mafie, ma mettono a rischio i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali.

Il viaggio di Libero Cinema sarà anche un momento di incontro gli studenti che partecipano a Schermi in Classe – l’Etica Libera la Bellezza, un progetto di Cinemovel e Libera, sostenuto da Miur e Mibac nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la scuola. In particolare, per questa edizione, saranno coinvolte le scuole nelle tappe di Assisi, Galbiate, Lecco, Carcare, Polistena, Messina. Libero Cinema Autunno: in ottobre il cine-furgone di Libero Cinema farà tappa a Ferrara per il Festival di Internazionale e proseguirà il cammino “montando schermi nelle scuole”.

"Abbiamo deciso di dedicare questo festival al tema dei migranti – dichiara Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel - a tutte le persone che sono costrette a migrare perché in cerca di un futuro migliore. Perché siamo convinti che le politiche di chiusura dei confini e dei porti siano disumane e ingiuste. Sette degli undici film selezionati affrontano proprio questo tema così scottante e drammatico"

Per Don Luigi Ciotti "si sta trasformando una tragedia umanitaria in una questione di sicurezza e di ordine pubblico. Il decreto sicurezza 1 e il decreto sicurezza-bis sono contro la nostra Costituzione, contro la Dichiarazione universale dei diritti umani, contro la Carta europea. Sono un insulto all'umanità. Sono una vergogna. E di questo dobbiamo prenderne atto. Oggi una persona su sei muore nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. E dov'è l'Europa? Un giorno dovrà rendere conto di tutto questo. E allora, anche impedire l'operato di soccorrere in mare alle ong è una vergogna. Questa emorragia di umanità dobbiamo denunciarla. Dobbiamo dirci con chiarezza che l'immigrato non è un nemico ma una vittima"  

 

 

Pubblicato in Cultura

“Mediterranea non si è mai fermata, perché non è sequestrando una nave che si ferma Mediterranea. Ma adesso siamo tornati. Di nuovo. In mare”. Così la Ong italiana Mediterranea annuncia il suo ritorno nel Mediterraneo nel bel mezzo dello scontro Sea Watch 3 e l’arresto della comandante Carole Rackete.

“Non con Mare Jonio – continua la nota - che assurdamente rimane dietro il cancello di un porto per avere salvato 30 vite, tra cui la nostra piccola Alima, da morte certa. Non con i nostri comandanti, ad oggi indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come Carola, semplicemente per avere fatto quello che è giusto e quello che il diritto del mare e dei diritti umani prevede”.

“Siamo partiti con quella che fino a ieri era la nostra barca di appoggio, la Alex, che adesso naviga nel Mediterraneo centrale per portare avanti la missione di Mediterranea: monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani in un mare che i governi europei hanno trasformato in un cimitero e un deserto, e prestare il primo soccorso, se incontreremo qualcuno che ha bisogno di aiuto. Raggiungeremo la cosiddetta SAR libica, una zona controllata da milizie colluse coi trafficanti di esseri umani legittimati dalle politiche italiane e dell’Unione europea. La nostra presenza è l’unico vero deterrente alla loro azione”, continua il comunicato.

“Ancora una volta – sottolinea Mediterranea - siamo andati dove non vorremmo essere, perché nessuno dovrebbe più essere ridotto a naufrago per fuggire dalle bombe e dalle torture, e nessuno dovrebbe essere costretto ad andare in mare per difendere i diritti e la dignità delle persone contro la violenza e l’arbitrio di scelte politiche crudeli e illegittime. Ancora una volta siamo andati dove è necessario essere: in quel Mediterraneo dove oggi si gioca il futuro di tutte e tutti, perché in quel mare annega la nostra umanità, la parte migliore della nostra civiltà giuridica, la speranza di vivere in un mondo libero e più giusto. Ancora una volta siamo in mare per salvarci”.

“Non siamo soli – conclude la nota - Open Arms e Aylan Kurdi di Sea-Eye saranno insieme a noi. Non siamo soli, soprattutto, perché Mediterranea siete voi, voi tutte e tutti che riempite le vie di terra, che siete a bordo in ogni istante, ovunque vi troviate, proteggendo i naviganti e aspettandoli nei porti, sempre”.

 

 

Pubblicato in Migrazioni
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