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Mercoledì, 21 Agosto 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 04 Luglio 2019 - nelPaese.it

Nel 2005 i minorenni in povertà assoluta in Italia erano il 3,9%. In soli 10 anni questa percentuale è triplicata e supera oggi il 12%. Questa cifra è contenuta nel Secondo Rapporto sulla povertà educativa minorile curato dall'Impresa Sociale Con I Bambini e Openpolis, che con questo suo secondo rapporto ha focalizzato l'attenzione sulla presenza e accessibilità dei servizi per i minori in Italia.

Un rapporto ma anche un progetto, "Con i bambini nell'Italia di mezzo", sostenuto da "Con i Bambini" nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che intende essere una concreta risposta e che si sta sviluppando in tre regioni: Toscana, Umbria e Marche. 4 azioni per 1 obiettivo: rimuovere gli ostacoli che impediscono l'accesso alle opportunità educative che sono particolarmente consistenti e numerose nelle aree interne, montane e rurali. Ostacoli che finiscono per impedire il pieno sviluppo della persona umana e delle comunità locali.

Sono stati individuate 4 azioni progettuali. In primo luogo sperimentare e attivare servizi socio educativi per la prima infanzia (0 - 3 anni) caratterizzati dalla piccola dimensione e perciò aderenti alla domanda potenziale esistente nei piccoli comuni. La seconda azione è la creazione di servizi socio educativi ancora per la prima infanzia (0-3) ma integrati con le scuole dell'infanzia (4 – 6 anni). Terza azione: reti territoriale abilitative-riabilitative. Quarta azione: innovative attività integrative ed extra scolastiche nella scuola dell'infanzia

L'attuazione del progetto vede capofila la cooperativa sociale Koinè di Arezzo e partner le cooperative sociali L'albero e La Rua, Il Quadrifoglio, A.S.A.D., Il Cerchio, Cipss, La Macina, Mosaico nonché il Centro Nascita Montessori. Soggetti valutatori sono EURICSE e LAMA Development and Cooperation Agency. I partner del progetto si sono ritrovati stamani ad Arezzo, nella sede della cooperativa Koinè. I prossimi passi saranno riunioni territoriali con le istituzioni e le comunità locali. Gli incontri si terranno in Casentino, Valtiberina e Valdichiana Senese.

Perché Toscana, Umbria e Marche? Queste regioni sono caratterizzate dall'elevata presenza di aree montane con processi di spopolamento tali da aver indotto lo Stato a varare una strategia di contrasto e una serie di progetti centrati su salute, scuola e trasporti.

Le aree interne dell'Italia di mezzo sono ambiti in cui lo svantaggio territoriale si evidenzia anche in una pesante carenza di opportunità socio educative e di servizi integrativi e nell'assenza di servizi abilitativi e riabilitativi rivolti alla prima infanzia accessibili. La somma di questi fattori produce difficoltà peculiari che hanno già condizionato negativamente le opzioni di fertilità, la natalità, gli equilibri delle famiglie e delle comunità locali generando le "fughe" delle coppie più giovani e, quindi, i pesanti processi di spopolamento.

La mancata partecipazione all'esperienza del nido e della scuola dell'infanzia è destinata a condizionare la capacità di socializzazione, di apprendimento, di sviluppo di relazioni consapevoli con i processi sociali in cui si è inseriti. Analogo effetto negativo deriva dall'assenza di servizi qualificati e accessibili di tipo abilitativo e supporto all'apprendimento rivolti ai bambini diversamente abili e, in particolare, ai bambini con problematiche di disabilità intellettiva dello spettro autistico.

Fondamentali, in questo progetto, sono il coinvolgimento attivo dei genitori e le azioni a supporto della genitorialità, sia mediante attività mirate a superare i pesantissimi gap nell'offerta di servizi sanitari e specialistici (consultori di supporto alla maternità, pediatri di libera scelta, ambulatori e servizi abilitativi-riabilitativi per bambini con bisogni speciali ) sia mediante la promozione della nascita di reti informali e formali di genitori che agiscano, nei territori, per incrementare l'effettiva capacità delle comunità locali di essere educanti. Le 4 azioni hanno come peculiarità l'obiettivo di rendere centrale e protagonista la comunità educante affinché nessuno sia obbligato a trasferirsi in aree urbane per accedere a servizi educativi oppure a spostarsi quotidianamente per l'accesso ai servizi.

"Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile - ricorda  Con i Bambini. Il Fondo nasce da un'intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l'impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org"

 "Le logiche delle economie di scala hanno progressivamente concentrato i servizi sanitari e scolastici a fondovalle se non addirittura nei capoluoghi di provincia – commenta Paolo Peruzzi, Direttore generale di Koinè. In questo modo sono state penalizzate le popolazioni che vivono nei contesti dell'"Italia dell'osso" generando pesanti condizioni di svantaggio. In particolare, la mancanza di adeguati servizi per la prima infanzia contribuisce a ridurre la natalità, spinge le giovani coppie con figli a spostarsi nelle aree urbane dotate di maggiori servizi e disincentiva la partecipazione femminile al mercato del lavoro".

"Il percorso attivato nei nostri territori - sottolinea l'Unione dei Comuni Montani del Casentino -  si è focalizzato in questa prima fase nel rafforzamento dei servizi socio educativi per la prima infanzia (0 - 3 anni). Nel territorio Casentinese i servizi educativi per i bambini 0-3 anni, gli asili nidi, sono una risorsa educativa unica per territori periferici e ultraperiferici, servizi di piccoli dimensioni che possono presentare problemi per la loro  sostenibilità a fronte di piccoli numeri di utenza. Il progetto ha già realizzato un obiettivo importante, grazie all'attivazione di una seconda sezione dell'Asilo nido di Castel san Niccolò, in tal modo ampliando l'offerta ai bambini e alle loro famiglie".

Dal Casentino alla Valtiberina. "Quando la cooperativa L'Albero e La Rua, nel gennaio 2019, ha proposto un progetto di servizi aggiuntivi per il nido comunale "Il Trenino",  da realizzare con i fondi provenienti da un finanziamento ottenuto da "Con i bambini impresa sociale" si è proceduto a sondare le istanze ed i bisogni espressi dai genitori, e in collaborazione con il personale educativo del Comune si è giunti a questa proposta – ricorda Elisabetta Borghesi, Responsabile Area Cultura e Sociale del Comune di Anghiari. Prolungamento pomeridiano dell'orario di apertura fino alle 17.30 dal lunedì al venerdì a decorrere dal febbraio 2019 e fino alla chiusura dell'anno scolastico 2018/2019;  apertura nei sabati mattina, al fine di co-costruire momenti di incontro per genitori  e bambini, finalizzati allo sviluppo di una sinergia educativa e di una alleanza educativa che coinvolga genitori e educatori, a decorrere dal febbraio 2019 e fino alla chiusura dell'anno scolastico 2018/2019; implementazione del servizio nelle giornate di festività e sospensione scolastica nell'anno 2019 in relazione alle necessità e fino a giugno 2019. La realizzazione del progetto ha permesso e permetterà ai genitori di poter usufruire di un servizio più ampio e maggiormente rispondente alle loro esigenze legate all'orario di lavoro".

Infine la Valdichiana senese. "La nostra Amministrazione – ricorda il Comune di Sinalunga – ha messo a disposizione la struttura di proprietà comunale nella frazione di Guazzino, ex scuola elementare ristrutturata per ospitare nuovi servizi educativi  volti ad incrementare le opportunità educative per i bambini del territorio già in parte offerti dai servizi del Nido Comunale con sede in Sinalunga.  L'adesione al progetto "Con i Bambini" rappresenta  la volontà del  Comune  di stimolare la capacità progettuale e di intervento del privato sociale – Terzo Settore - nel promuovere integrazione e innovazione della rete di offerte educative di qualità per la prima infanzia 0-3 e nell'ottica della presa in carico anche della fascia 3-6 e quindi nell'innovazione di servizi integrati per lo 0-6, con la finalità anche di dare attuazione ai principi di sussidiarietà, trasparenza, partecipazione e sostegno dell'impegno del privato nella funzione sociale ed in particolare in ambito socio-educativo anche con obiettivo di messa in comune di risorse per l'attuazione di progetti ed obiettivi condivisi".

 

Pubblicato in Economia sociale

Per conoscere appieno le difficoltà di inclusione lavorativa delle persone disabilità è necessario conoscere – non solo ma anche – lo stato in cui versano i meccanismi e le procedure per gli incentivi alle loro assunzioni.

La legge 68/1999, quella sul diritto al lavoro dei disabili, prevedeva, già in origine, alcuni incentivi per le aziende che assumono persone con disabilità, ma queste agevolazioni sono state decisamente rafforzate nel 2015 (decreto legislativo 151 applicativo del Jobs Act).

Si prevede un incentivo che arriva al 70% della retribuzione mensile lorda nel caso di assunzione di persone con più del 79% di invalidità. Il contributo è per 36 mesi che salgono a 60 nel caso di persone con disabilità intellettiva o psichica, cioè quelle maggiormente escluse dal mondo del lavoro. A fronte di questo ambizioso impegno, tuttavia, la copertura finanziaria è assai limitata. Si tenga presente che il Fondo dovrebbe servire anche per progetti sperimentali di inclusione lavorativa (ad oggi lettera morta).

Una risposta, pur insufficiente, ha consentito, dal 2016, l’attribuzione al Fondo di 20 milioni di euro. Nell’ultima legge di stabilità, poi, il Parlamento ha aumentato quella cifra a 30 milioni di euro. Il Fondo dovrebbe essere integrato anche dalle somme versate dai datori di lavoro che hanno chiesto e ottenuto gli esoneri dall’obbligo di assunzione.

“Questo il quadro: impegno teorico significativo, impegno finanziario insufficiente. Ed infatti nel febbraio 2018 INPS informava il Ministero del Lavoro che ‘le risorse non sono sufficienti per riconoscere l’incentivo alle assunzioni per l’anno 2018’. La sofferenza fu parzialmente compensata a maggio 2018 con un decreto che destinava a INPS circa un milione e mezzo di residui e 7 milioni e mezzo dei “proventi” dagli esoneri”, scrive la Federazione Italiana Superamento Handicap.

Nel 2019 che accade? A gennaio INPS comunica che per il 2019 ha già esaurito le risorse: nessuna nuova assunzione potrà fruire di quelle agevolazioni. “Si ripete allora la sceneggiatura dello scorso anno – continua Fish - il decreto alla firma in queste ore dei Ministri del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con quello per la Famiglia e le disabilità e dell’Economia e delle finanze stanzia, in modo aggiuntivo, ad INPS poco meno di 12 milioni che arrivano dall’ultima legge di stabilità e poco più di 7 milioni che derivano dal pagamento per gli esoneri. L’ennesimo tampone parziale ad una situazione che è, in tutta evidenza, drammatica e che impatta sulle reali assunzioni delle persone con disabilità”.

“A questo si aggiungano altre lacune in termini di percorsi di sostegno all’inclusione lavorativa, al deciso ripensamento dei servizi per l’impiego, all’accompagnamento in questi processi a supporto dei singoli e delle aziende. Anche in questa direzione va nuovamente segnalata la morosità del Ministero del Lavoro rispetto a quanto previsto già nel 2015 (decreto legislativo 151): mancano ancora, dopo 4 anni, le linee guida per l’inclusione lavorativa e manca ancora l’attivazione della banca dati sull’inclusione lavorativa. Due strumenti essenziali, il primo per servizi più efficaci, il secondo per politiche più oculate. La politica – parlamentare e governativa – batta un colpo. In fretta”, conclude Fish Onlus.

 

 

Pubblicato in Lavoro

Free to Choose è stato scelto dall’Unione Europea quale best practice nella lotta agli stereotipi di genere ed è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi all’Information and Networking Meeting dei progetti REC – Rights Equality and Citizenship dedicato all’empowerment delle donne e alla lotta alla violenza di genere. Riconoscimento di prestigio per il progetto europeo Free to Choose dedicato all’individuazione, decodifica, eradicazione e superamento degli stereotipi di genere nei giovani 16-29 anni e negli adulti chiave coinvolti nelle fasi di orientamento e scelta del percorso formativo e lavorativo. Guidato dalla Cooperativa sociale Itaca e co-finanziato dal programma REC dell’UE, il progetto è stato presentato nel corso del meeting tenutosi il 26 e 27 giugno all’Auditorium Breydel di Brussels, cui ha partecipato una delegazione formata da Cooperativa Itaca e Ires Fvg. Nel corso della sessione pomeridiana del 26 giugno, Free to Choose è stato inserito nella sezione Examples Of Best Practices In Projects, nel corso della quale il progetto ed il gioco sono stati presentati nelle loro fasi operative, con ampia discussione e interesse dei partecipanti nella fase delle domande, inerenti anche eventuali training e/o formazioni per i game master e le game mistress.

Un riconoscimento quello da parte dell’UE non solo di prestigio ma che evidenzia che la strada tracciata dal progetto è quella giusta, e che funge da ulteriore stimolo a proseguire lungo questo tracciato per le dieci organizzazioni di cinque Paesi europei coinvolte nel partenariato, che sono Cooperativa sociale Itaca (lead partner), Regione Friuli Venezia Giulia Assessorato al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Ires Fvg, Università di Modena e Reggio Emilia per l’Italia, e poi Mcbit e Nefiks (Slovenia), Opciònate e Università di Valencia (Spagna), Apload (Portogallo) e Mediterranean Institute for Gender Studies MIGS (Cipro).

La giornata del 26 giugno, dopo l’introduzione della Gender Equality Unit – DG Justice and Consumers, si è concentrata al mattino in una sessione informativa, curata dalla Programme and Financial Management Unit, sulla gestione delle sovvenzioni e ha approfondito le modalità per garantire l'impatto effettivo dei progetti sulla base di conoscenze comportamentali, monitoraggio e valutazione.

I lavori del pomeriggio, illustrati da esempi di buone pratiche di alcuni progetti REC tra cui Free to Choose, sono stati dedicati all’asse Ensuring Effective Impact of Projects con focus su “Best practice per il monitoraggio e la valutazione, misurare l'impatto degli interventi e applicare le informazioni comportamentali”, con interventi di Silvia Scarpa, Adjunct Professor of Political Science - John Cabot University & Adjunct Professor of International Law - LUISS Guido Carli University, Kate Doyle, Senior Program and Research Officer - Promundo-US, Joint Research Center - Competence Centre on Behavioural Insights.

Gli aspetti innovativi di Free to Choose presentati all’UE

Ai rappresentanti di enti ed organizzazioni provenienti da Gran Bretagna, Bulgaria, Romania, Belgio, Austria, Grecia, Slovenia, Croazia, Finlandia, Cipro e Italia la delegazione composta da Cooperativa sociale Itaca e Ires Fvg ha narrato l’evolversi del progetto Free to Choose nonché la nascita e sviluppo del board game Free to Choose, che ha sperimentato con successo un innovativo tabellone di gioco per sensibilizzare ragazze e ragazzi 16-29 anni e gli attori chiave adulti in merito al riconoscimento degli stereotipi di genere come ostacoli concreti alle pari opportunità nell'occupabilità dei giovani d’Europa.

Tra i tasselli fondamentali che sono stati evidenziati la ricerca “Mind the gap & Coming out: stereotipi di genere in Europa” coordinata dall’Università di Valencia e realizzata in Italia dall’Ires Fvg, e la “Ricerca sulle abitudini ludiche” effettuata dall’Università di Modena e Reggio Emilia per la costruzione della struttura del gioco, che ha visto la collaborazione dell’associazione di ricerca sul gioco Play Res nella fase di game design. Tra le tante ricche sinergie attivate quella con Paolo Mori, uno dei più conosciuti game designer d’Italia, e con Giorgio Gandolfi, noto project manager in ambito di game design.

Particolare interesse nei colleghi europei hanno, inoltre, suscitato la narrazione del gioco e l’illustrazione della fase di debriefing successiva ad ogni sessione di gioco ed espletata dal/la game master/game mistress. Gioco e debriefing promuovono, infatti, un processo esperienziale in grado di attivare il cambiamento nei comportamenti e negli atteggiamenti, rispetto agli stereotipi di genere, tra i giocatori (giovani) e i game master/game mistress (adulti), trasformando i giocatori in attori chiave del cambiamento sociale.

La giornata del 27 giugno ospitata al Centre Albert Borschette si è incentrata sulla riflessione su come gli stereotipi di genere e le lacune e l'empowerment delle donne vengano affrontati nei progetti REC e di altri stakeholder, confrontati con alcuni risultati delle ultime ricerche sulla parità di genere. Affrontare gli stereotipi, donne a bordo, politica/forum pubblici, conciliazione vita-lavoro, divari di genere sono stati gli elementi chiave dei lavori. Nel corso della sessione Unlocking women’s potential sono intervenuti Prof. Laura den Dulk, Professor of public administration Employment, organization and work-life issues, Erasmus University Rotterdam, e Dr. Heejung Chung, Reader in Sociology and Social Policy, School of Social Policy, Sociology and Social Research University of Kent. A chiudere l’intensa due giorni dedicata ai progetti REC è stata la Gender Equality Unit, DG Justice and Consumers, European Commission.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Parità di genere

A partire dalle 16:46 del 3 luglio 2019, si è verificata una violenta sequenza esplosiva parossistica che ha interessato l'area centro-meridionale della terrazza craterica dello Stromboli.

Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza dell'Osservatorio Etneo dell'INGV (INGV-OE) è stato possibile distinguere due eventi esplosivi principali molto ravvicinati, rispettivamente alle 16:46:10 e alle 16:46:40. La sequenza è stata preceduta, alle 16:44, da alcuni trabocchi lavici scaturiti da tutte le bocche attive della terrazza craterica.

Il personale dell'INGV in campo ha osservato una colonna eruttiva che si è innalzata per oltre 2 km di altezza al di sopra della area sommitale disperdendosi in direzione sud-ovest. I prodotti generati dalla sequenza esplosiva sono ricaduti lungo i fianchi del vulcano. L'analisi dei dati della rete sismica ha permesso di individuare, oltre alle esplosioni maggiori, circa 20 eventi esplosivi minori. Dopo l'esaurimento della fase parossistica, l'ampiezza del tremore vulcanico è sensibilmente diminuita.

L'evoluzione dei fenomeni è seguita continuamente attraverso le reti di monitoraggio e dal personale in campo delle Sezioni dell'INGV, Osservatorio Etneo di Catania, Osservatorio Vesuviano di Napoli e di Palermo Geochimica.

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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