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Lunedì, 23 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 06 Agosto 2019 - nelPaese.it

Attacchi e bombardamenti nei governatorati di Idlib meridionale e Hama settentrionale hanno costretto oltre 450.000 persone a fuggire a nord, verso il confine turco, negli ultimi tre mesi e hanno causato un crescente numero di vittime, con centinaia di morti e migliaia di feriti. Nell’ultimo mese la violenza è ulteriormente aumentata, facendo registrare il più alto numero di morti e feriti dall’inizio dell’anno. 

Le équipe mediche negli ospedali supportati da Medici Senza Frontiere (MSF) nell’area hanno affrontato diversi incidenti di massa nelle ultime settimane, con l’afflusso di 10 o più feriti alla volta. Sempre questo mese, un ospedale supportato da MSF ha ricevuto oltre 35 feriti da attacchi aerei in 48 ore. Nella stessa settimana un’altra struttura supportata da MSF ha trattato 50 feriti. 

L’offensiva militare è stata lanciata dalle forze del governo siriano e dei suoi alleati alla fine di aprile nei governatorati di Idlib meridionale e Hama settentrionale, che si trovano in una “zona di distensione”. Infrastrutture civili, come strutture mediche, scuole, mercati e campi sfollati, sono state colpite e danneggiate. Un ospedale supportato da MSF è stato danneggiato da un bombardamento e altre strutture supportate hanno dovuto più volte interrompere i propri servizi nelle ultime settimane per il timore di essere colpiti. 

“I pazienti, i loro familiari e il personale dell’ospedale sono psicologicamente distrutti” dichiara il direttore di un ospedale nell’area. “Quando gli aerei sorvolano l’edificio sono molto spaventati, alcuni scappano dalla struttura per paura di essere colpiti. Spesso dobbiamo evacuare l’ospedale nel timore che potrebbe accaderci qualcosa. Ci sono giorni in cui dobbiamo ripararci più volte nella stanza di sicurezza per via degli aerei. Ma anche quando dobbiamo interrompere il nostro lavoro, facciamo tutto il possibile per tenere aperto il pronto soccorso. Alcuni ospedali della zona assistono decine di migliaia di persone e dobbiamo essere lì per loro, nel caso accada qualcosa”. 

L’aumento della violenza ha costretto più di 450.000 persone ad abbandonare le loro case, aggiungendosi alle centinaia di migliaia di persone sfollate in precedenza nel governatorato di Idlib. La maggior parte dei nuovi sfollati si è diretta verso aree densamente abitate e vive in tende o all’aperto sotto gli ulivi, dove hanno bisogno di cibo, acqua e assistenza medica. 

Negli ultimi mesi, MSF ha distribuito beni di prima necessità e acqua potabile ai nuovi sfollati, e ha installato latrine nei campi esistenti e in quelli appena realizzati. Ma le persone sfollate hanno bisogno di molti più aiuti di quelli a disposizione. 

“Oggi ci sono centinaia di migliaia di persone sfollate che vivono in condizioni disperate” afferma Lorena Bilbao, coordinatrice delle operazioni MSF dei progetti in Siria. “Molti dei campi sono sovraffollati, le infrastrutture sono inadeguate e le condizioni igieniche sono così precarie da creare un rischio epidemie. Se le persone non possono bere acqua potabile, ci aspettiamo sempre più pazienti con disidratazione, diarrea e malattie trasmesse dall’acqua. Questo comporterà un ulteriore peggioramento di una situazione già critica”. 

MSF ha intensificato le proprie attività con cliniche mobili e ha rinforzato il proprio supporto alle strutture mediche locali donando farmaci alle strutture sanitarie, kit di primo soccorso e kit chirurgici agli ospedali, e supportando i trasferimenti dei pazienti nell’area. MSF continuerà a fornire assistenza umanitaria salvavita alle persone sfollate e ai feriti nell’offensiva militare. 

 

Pubblicato in Dal mondo

Estate: tempo di sole, mare e tintarella, di giochi sulla spiaggia e rimpatriate con gli amici tra scherzi e gavettoni rinfrescanti. Ma c’è chi, pur avendo acque salmastre e cristalline ad un tiro di schioppo, paradossalmente non ha potuto goderne, almeno fino ad oggi.

È il caso del piccolo Luigi Hanthony Noha, affetto da una malattia genetica rara, la Pelizaeus-Merzbacher (PMD), una leucodistrofia legata all'X, caratterizzata da una  ipomielinizzazione del sistema nervoso centrale (SNC), cioè da una scarsa produzione di mielina, sostanza, che ricopre gli assoni dei neuroni, fondamentale nella conduzione dello stimolo nervoso.

Inoltre, la pelle del piccolo è letteralmente aggredita da una psoriasi guttata. “Per un anno – racconta Mariella – abbiamo fatto una terapia cortisonica con scarsi risultati. La dermatologa mi aveva detto che il bambino aveva bisogno di sole e mare per migliorare la sua situazione, anche a livello respiratorio. Se fosse stato possibile avrebbe dovuto essere esposto al sole persino di notte”.

Ma per il piccolo Luigi e la sua famiglia, con i loro sette anni e mezzo di battaglie e sacrifici quotidiani, a Messina il mare e il sole sembrano essere un miraggio. La parola proibita, che sbarra il loro cammino, è: accessibilità negata.

“Negli anni – continua Mariella – abbiamo visto ridurre significativamente i servizi per mancanza di fondi. Ad esempio, all’inizio Luigi aveva un educatore che veniva a casa tutti i giorni e per lui quest’interazione era preziosa. Oggi non è più possibile. Luigi, poi, riesce ad andare a scuola a singhiozzo: avrebbe diritto al servizio di accompagnamento scolastico, ma spesso per un insieme di fattori, è costretto a rimanere a casa. Noi viviamo in un monolocale e ci sono le scale: dovremmo cambiare casa ma per ora non è possibile. Quando può, mio marito lo carica in spalla, per fargli superare le scale, e lo porta a scuola”.

A Luigi viene riconosciuta un’ora di fisioterapia per cinque giorni, ma troppo spesso il suo tempo si trasforma in una somma di momenti “vuoti”, abitati solo dalla famiglia che profonde molti sforzi per assisterlo e sostenerlo.

“Io – evidenzia Mariella – sono malata a mia volta, anche se riesco a deambulare ancora, ma sono sempre stanca e convivo con dolori cronici. Per sottoporre Luigi agli esami ed ai controlli necessari, dato che purtroppo non c’è una cura, né chirurgica né genica, e fino a poco tempo fa non c’era neanche una diagnosi, anzi il rischio di diagnosi errata in questo caso è altissimo, fino ad adesso siamo riusciti ad andare fino ad un centro di riferimento per le malattie neurodegenerative situato a Lecco. Paradossalmente, infatti, spostarsi in altre zone della Sicilia è molto più difficile ed oneroso”.

Per il piccolo Luigi, nonostante sia nevralgico per la sua salute così fragile, il mare resta precluso. Il momento di svolta arriva però con il convegno organizzato a Pisa dall’ELA, l’Associazione Europea contro le Leucodistrofie (http://ela-asso.it/), la cui sezione italiana è presieduta da Viviana Rosati, realtà creata dalle famiglie. Una tappa nevralgica, quella pisana, per fare il punto sulle terapie e le strategie disponibili per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Qui Mariella, che si sente sempre più sola e scoraggiata, incontra Valentina Fasano, presidente dell’AIALD, l’associazione italiana Adrenoleucodistrofia (https://www.adrenoleucodistrofia.it/), nata dal territorio partenopeo ma che ha valenza ed azione sul piano nazionale.

Valentina sa bene come si senta Mariella: l’associazione, infatti, è nata dalla vicenda di Francesco, il suo compagno, e dalle vicissitudini patite, e proprio per questo lei ha deciso di creare una testa di ponte tra le famiglie e il mondo della ricerca, della medicina e  dell’assistenza territoriale, per favorire la creazione di uno spazio di confronto e scambio di informazioni e buone pratiche. Grazie all’AIALD e all’ELA l’appello viene lanciato ed a rispondere è la sezione territoriale della U.I.L.D.M. (www.uildm.org) di Arzano – Ischia e Procida presieduta da Salvatore Leonardo con la vicepresidenza di Raffaele Brischetto.

“Io e Valentina Fasano – racconta Brischetto – ci eravamo incontrati già in occasione dell’evento Io sono Filippo (http://www.iosonofilippo.it),  nato su iniziativa della U. I. L. D. M. Arzano, Ischia e Procida, LIONS Club Ischia e ROTARY Club Ischia. Di fronte alla situazione del piccolo Luigi abbiamo lanciato un appello, tramite un giornale Siciliano, per l’acquisto di una sedia job in loco, ma di fronte al silenzio, abbiamo provveduto a fornirne una in prestito, nella versione a due ruote prodotta dalla Neatech, che era in dotazione  ad un lido attrezzato di Ischia, e l’abbiamo prontamente spedita”.

L’obiettivo a lungo termine della U.I.L.D.M. è quello che tutti i lidi possano essere attrezzati e dotati di una sedia job, mentre quello a medio termine è che ogni comune dell’area possa usufruire almeno di un ausilio.

L’associazione ha mosso tanti passi importanti per le aree di riferimento: già sette anni fa, a Procida, sono stati posizionati dei cartelli stradali per indicare gli stalli dedicati alle persone con disabilità. Attualmente, poi, il territorio di Ischia e Procida è dotato di 8 sedie Job: due acquistate dalla U.I.L.D.M.; una acquistata privatamente dal titolare di un lido balneare (Forio); una donata dai Club Lions e Rotary dell’Isola Verde ed una dall’azienda Neatech; una dagli avvocati Mariagrazia Di Scala e Giuseppe Di Meglio; una acquistata dal Comune ischitano. Quattro le aree balneari attrezzate.

Per essere definibili come attrezzati i lidi devono essere dotati almeno di un bagno ad hoc e di una passerella, ma non tutti ce l’hanno. “Il vento però sta cambiando – evidenzia Brischetto - . Attualmente stiamo verificando la possibilità di collaborare con Telethon, che anche se  non ha progetti specifici dedicati alle leucodistrofie, sostiene proposte affini. Abbiamo, inoltre, realizzato un’iniziativa in cui abbiamo invitato i sindaci a percorrere con noi un tratto di strada in sedia a rotelle. Vi hanno partecipato non direttamente i alcuni assessori e vice: da allora percepiamo un’attenzione diversa. Ora stiamo portando avanti una battaglia per il riconoscimento della figura del garante della disabilità. A Barano e Procida è stata emessa la delibera. Ad Ischia è stata fatta anche la nomina”.

Un impegno silente ma costante che ha portato ad un risultato positivo all’anno, che l’associazione punta a raddoppiare. Attualmente, poi, la U.I.L.D.M. di Arzano, Procida e Ischia sta lavorando per realizzare, ad ottobre, in occasione della giornata per l’abbattimento delle barriere architettoniche promossa dalla FIAB, un evento realizzato in collaborazione con la Capitaneria di Porto nella persona del Capitano di vascello Meloni.

“Probabilmente – dice Brischetto – la Capitaneria di Porto metterà a disposizione delle motovedette per rendere possibili dei minitour a persone con disabilità”. Sulle orme di Ischia si sta muovendo anche Casamicciola.

 “Combattiamo ogni giorno – rincara la dose Brischetto – contro un’eccessiva frammentazione, con un’atmosfera pesante carica di tensioni familiari e assenze istituzionali. Fino all’anno scorso qualsiasi risultato raggiunto a favore dell’effettivo godimento dei diritti, mi pareva ‘normale’, una tappa necessaria della propria vita, quasi un atto dovuto, al pari del mangiare, lavorare, divertirsi. Invece, adesso, provo una grande contentezza interiore, anche se non la manifesto all’esterno, per aver contribuito a risolvere un problema, rendendo migliore la vita di un  bambino di appena 7 anni.

Luigi continuerà, purtroppo, a non poter fare molte cose, ma la possibilità di usufruire dei benefici del mare ha reso felice lui e la famiglia. Alleluia: moltiplichiamo questi casi. Ben vengano, poi, quelle associazioni che, inserendosi nel solco del nostro operato, riescono ad ottenere ulteriori risultati”.

A fargli eco mamma Mariella: “Abbiamo saputo – evidenzia – che la sedia job viene utilizzata e risulta utile anche ad un altro ragazzo. La nostra speranza è che sempre più persone comprendano la situazione e offrano il loro prezioso supporto”. Per chi voglia aiutare il piccolo Luigi nella sua battaglia quotidiana è possibile fare una donazione sull’IBAN, intestato a Salvatore Trapani e Mariella Ciancio: IT88T0760105138236063336065.

 

"Oggi ricordiamo il sacrificio di due servitori dello Stato che con coraggio hanno combattuto la mafia e che in anni difficilissimi dedicarono il proprio impegno alla caccia ai latitanti. Anche grazie all'esempio di questi uomini, oggi le istituzioni a Palermo sono unite e impegnate senza equivoci nella lotta alla mafia".

Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, partecipando stamani alle cerimonie in occasione del 34esimo anniversario della uccisione del vice questore Ninni Cassarà e dell'agente di polizia Roberto Antiochia, trucidati dalla mafia il 6 agosto del 1985 in via Croce Rossa. Le iniziative sono state organizzate in collaborazione con la questura di Palermo.

Nel corso della commemorazione, che si è tenuta in piazza Giovanni Paolo II, è stata scoperta una stele in memoria dei due e deposta una corona di alloro alla presenza delle massime autorità civili e militari della città, tra cui il prefetto Antonella De Miro e il questore Renato Cortese. Successivamente è stata celebrata una messa presso la cappella di Maria santissima della Soledad, in salita Antonio Manganelli.

(Fonte: agenzia Dire)

Pubblicato in Sicilia

Il TAR Lazio ordina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmettere la documentazione relativa alle operazioni di soccorso: non sono operazioni militari e c'è diritto diffuso e prevalente dei cittadini al controllo dell'attività della Pubblica Amministrazione.

L'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione ( ASGI ), nell'ambito dei progetti Sciabaca – oltre il confine ed In Limine e la Coalizione Internazionale delle Libertà e i Diritti Civili ( CILD) per mezzo del collegio difensivo composto dagli avv. ti Lucia Gennari, Salvatore Fachile, Giulia Crescini e Gennaro Santoro avevano avanzato richiesta di accesso alle informazioni relative ai soccorsi intervenuti nel Mar Mediterraneo in due determinati lassi di tempo.

Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti aveva rigettato la richiesta in quanto – astrattamente e potenzialmente – lesiva delle relazioni internazionali e in quanto ritenuta operazione militare. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio con la sentenza 10202/2019 del 1° agosto 2019 ha accolto i due ricorsi, poi riuniti in un unico procedimento e ha condannato la Pubblica Amministrazione alla trasmissione degli atti.

Gli accessi nascono dall' esigenza di verificare il corretto adempimento degli obblighi internazionali nell'ambito delle operazioni di search and rescue da parte del centro di coordinamento nazionale del soccorso marittimo ( IMRCC) .

L'azione si colloca anche nell' ambito delle attività del gruppo legale di Mediterranea di cui alcuni legali del collegio difensivo fanno parte, tanto che durante i due periodi oggetto della richiesta di accesso civico, la Mare Ionio di Mediterranea Saving Humans  si trovava in mare per lo svolgimento delle sue attività di monitoraggio e denuncia. 

L'istituto dell'accesso civico

Per la prima volta, di fronte al rigetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il TAR ha fatto luce sul funzionamento dei limiti assoluti e relativi all'accesso civico alle informazioni e ai documenti, come previsto dalla legge 33/2013. L'istituto dell'accesso civico è previsto dalla legge 33/2013 e permette ad ogni singolo cittadino di richiedere e conoscere gli atti e documenti detenuti presso la pubblica amministrazione, tanto che è lo strumento attraverso cui ciascuno può effettuare un controllo dell'attività e dell'operato della pubblica amministrazione. La stessa sentenza riporta infatti che  l'accesso civico è volto ad assicurare a tutti i cittadini la più ampia accessibilità alle informazioni, concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, al fine di attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche per la realizzazione di un'amministrazione aperta, al servizio del cittadino.

L' accesso civico ai documenti è azionabile da chiunque e il diritto ad accedere ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione soggiace a due limiti previsti dalla legge 33/2013. La sentenza ha precisato il contenuto e il funzionamento dei limiti assoluti e limiti relativi all'accesso.

I limiti o esclusioni assoluti

L'art. 5 bis comma 3 del D.lgs 33/2013 prevede che al ricorrere di alcune tassative situazioni l'accesso deve essere rifiutato, tra questi i casi di segreto di Stato e altri divieti di accesso espressamente previsti dalla legge. In questi casi il legislatore ha operato, una generale e preventiva individuazione di esclusioni all'accesso generalizzato. Per opporre questo limite va quindi verificato minuziosamente se il caso specifico rientra nella fattispecie indicata dalla norma.

Nel caso specifico il Ministero aveva ritenuto che le operazioni di soccorso dovessero rientrare tra le operazioni militari e operazioni NATO previste quale limite assoluto dall'art.1048 del comma 1 lett. q) del D.P.R. 15 marzo 2010 n. 90. Come si vedrà questa ricostruzione è stata esclusa dal giudice.

I limiti o esclusioni relativi

L' art. 5 bis c. 1 del D.Lgs 33/2013 prevede, inoltre, che la Pubblica Amministrazione possa rifiutare l'accesso alle informazioni e ai documenti se dalla disclosure possa derivare un pregiudizio o un danno ad altri interessi pubblici espressamente indicati, ad esempio alle relazioni internazionali, all'ordine pubblico, alla difesa nazionale, alla politica e stabilità finanziaria dello Stato ecc.

In questo caso la Pubblica Amministrazione non può rigettare automaticamente la richiesta di accesso, ma deve motivare specificamente anche valutando la concretezza e la probabilità del pregiudizio e consentire l'accesso parziale alle informazioni richieste.  

Nel caso specifico il Ministero convenuto aveva ritenuto che l'accesso dovesse essere rifiutato in toto in quanto ricorreva il rischio – astratto e generico – di pregiudizio alle relazioni internazionali tra Italia, Libia e Malta, senza neppure permettere l'accesso parziale alle informazioni richieste.

L'accesso parziale

L'art. 5 bis comma 4 D.Lgs 33/2013 infatti prevede che laddove ci sia il rischio concreto e probabile di pregiudizio agli interessi previsti la Pubblica Amministrazione non possa tout court rifiutare la richiesta, ma debba permettere l'accesso parziale ai documenti e alle informazioni, oscurando solo i dati che possono recare danno agli altri interessi pubblici coinvolti, motivando espressamente le singole ragioni di oscuramento anche attraverso una valutazione comparativa di tutti gli interessi coinvolti. Questa la tesi in definitiva sostenuta dal TAR. 

Le operazioni di soccorso non sono operazioni militari sottratte alla conoscenza pubblica

La sentenza è innovativa anche perché esclude la ricostruzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo cui le operazioni di ricerca e soccorso rientrerebbero tra le eccezioni assolute all'accesso previste dall' art. 1048 comma 1 lett. q) del D.P.R. 15 marzo 2010 n. 90, ritenendo che le stesse possano configurare attività militari o attività NATO. Il giudice, al contrario, rifiuta l' assimilazione delle operazioni di salvataggio ad attività militari per la mera ed occasionale possibilità che nelle operazioni di search and rescue siano impiegati dei natanti militari, rimanendo i due ambiti ben distinti.

Infatti le operazioni di soccorso riguardano l'attuazione della Convenzione sulla ricerca ed il salvataggio in mare, (Convenzione S.A.R.), che sancisce l'obbligo di prestare assistenza in mare a persone in pericolo di chiunque possa intervenire, con immediato avviso alle autorità competenti e ulteriore soccorso d'ufficio obbligatorio, che fa capo al Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il TAR, inoltre, rileva l'evidente e principale interesse pubblico alla conoscenza dei dettagli delle operazioni di soccorso in quanto le stesse rientrano in un settore di indubbio rilievo civico che ha ampio risalto anche nei mass-media: l'importanza e la frequenza delle operazioni di cui trattasi, nonché la natura dei diritti fondamentali coinvolti, non possono risultare esclusi dall'attuazione del principio di trasparenza.

Il dispositivo

Il TAR ha quindi condannato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all'esibizione dei documenti richiesti relativi al carteggio delle operazioni di soccorso avvenute nelle date 5-7 novembre 2018 e 8-12 ottobre 2018, eventualmente criptando solo le parti che possono recare un pregiudizio concreto agli interessi pubblici, motivando puntualmente ed espressamente le singole ragioni di oscuramento anche attraverso una valutazione comparativa di tutti gli interessi coinvolti.

La ragione dell'accesso alle operazioni di soccorso

Le due richieste di accesso civico nascono dalla necessità di verificare se l'IMRCC di Roma, una volta ricevuta la richiesta di soccorso da parte di una imbarcazione in difficoltà, abbia correttamente adempiuto agli obblighi internazionali di ricerca e soccorso, in particolare al dovere di inviare la richiesta di soccorso a tutte le navi presenti e vicine alla imbarcazione di difficoltà.

Infatti il centro di coordinamento dei soccorsi italiano, facente capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è tenuto a rispettare precisi obblighi internazionali, ai quali non è mai possibile sottrarsi neppure per contrastanti ordini politici, altrimenti esponendosi a inadempimenti e condotte illegittime.

La sentenza restituisce alla conoscenza pubblica e al dibattito collettivo l'importante settore delle operazioni di soccorso in mare. Sottratto alla disciplina delle operazioni militari, è ora possibile conoscere le richieste di soccorso pervenute al centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma ( IMRCC), le istruzioni impartite dallo stesso alle imbarcazioni presenti nel Mar Mediterraneo e il posizionamento delle imbarcazioni rispetto al luogo di invio della richiesta di soccorso.  

 

Pubblicato in Nazionale

Per combattere efficacemente la proliferazione dei contratti pirata che determinano un pesante dumping sociale sul lavoro, specialmente a bassa specializzazione, è necessario attivare subito tutti i controlli già possibili sul rispetto delle regole dei CCNL.

Ad affermarlo è stato Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Brenno Begani, nel corso dell’incontro svoltosi ieri a Palazzo Chigi.

“Riteniamo di indubbio interesse -ha detto Lusetti - un percorso verso una legge in materia di misurazione della rappresentanza e di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali, nonché sull’efficacia dei contratti collettivi, che consideri la tipologia e la forma giuridica di impresa, nel nostro caso quella cooperativa tutelata a livello costituzionale”.

Il presidente dell’Alleanza ha inoltre ribadito la convinzione che “la funzione di determinare il trattamento economico minimo per tutti i lavoratori vada ricondotta ai CCNL leader, lasciando al legislatore la definizione di un salario minimo unicamente per quegli ambiti di attività non coperti da tali contratti”. Una soluzione diversa, a giudizio dell’Alleanza delle Cooperative, potrebbe generare una “fuga dal contratto” e il rischio di un trascinamento verso il basso degli attuali trattamenti economici in favore dei lavoratori, comprensivi anche di altre importanti voci.

“Alcune nostre elaborazioni sui principali CCNL cooperativi da noi sottoscritti -ha ricordato Lusetti- dimostrano che una retribuzione oraria di 8/9 € definita per legge è di gran lunga inferiore al totale delle voci economiche che compongono il trattamento economico complessivo da riconoscere obbligatoriamente in applicazione di tali contratti ai lavoratori meno qualificati (parametro 100) con differenziali che in alcuni comparti superano anche 2/3 € per ora”.

Dall’Alleanza è stata infine ribadita l’opportunità di destinare le risorse utilizzate per l’introduzione di numerosi incentivi occupazionali ad un intervento più strutturato di alleggerimento delle tasse sul lavoro, che valga per tutta la platea degli occupati e non solo per i neo-assunti, in caso facendo una distinzione tra imprese che si comportano correttamente e imprese che violano le regole. In particolare l’innalzamento della detassazione dei premi di produttività, del welfare aziendale di conciliazione, della previdenza complementare. Altra richiesta, aumentare a 24 mesi la durata del bonus per i percettori del reddito di cittadinanza che costituiscono un’impresa, a condizione che si tratti di progetti asseverati da INVITALIA o, in caso di cooperative, da CFI, al fine di evitare abusi da parte di imprese inconsistenti.

Occorre poi un forte investimento di risorse per la formazione nelle imprese che riescono a valorizzare, oltre che le competenze specialistiche, anche le “soft skills” per elevare la Cultura sulla Sostenibilità, Multiculturalità, Flessibilità, Mobilità sociale, Innovazione digitale. Per riuscirci va superato il prelievo forzato delle risorse versate dalle imprese per la Formazione ai Fondi Interprofessionali. 

Infine tra le emergenze c’è quella dei comuni colpiti da dissesto finanziario. Per non aggravare ulteriormente il grave disagio dei cittadini si rende necessario inserire i servizi e gli interventi sociali tra i servizi indispensabili.

 

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