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Lunedì, 23 Settembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 07 Agosto 2019 - nelPaese.it

“Positivo che il Governo abbia voluto ascoltare anche le proposte del Terzo settore in questo giro di consultazioni preliminare alla stesura della prossima legge di Bilancio.Il Terzo Settore, ha un crescente impatto economico ed occupazionale oltre ad un ruolo strutturale per la qualità della vita delle persone e delle comunità. Ci auguriamo che le nostre proposte trovino spazio nella manovra d’autunno”. Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, all’indomani dell’incontro con il premier Conte e con altri esponenti del Governo.

Secondo il Forum, il fabbisogno di risorse per le politiche sociali ammonta a circa 20 miliardi. Numerosi i temi oggetto delle proposte: la non autosufficienza, l’invecchiamento attivo, il contrasto alla povertà, le politiche per i giovani, la cultura, l’accoglienza dei migranti, la solidarietà internazionale: rispetto all’attuale bilancio, per sostenere i più importati obiettivi di sviluppo sociale mancano circa 5 mld.

“Si tratta di risorse da trovare per impostare politiche efficaci e di lungo periodo in settori fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini – sottolinea Fiaschi – non siamo andati a questo incontro a chiedere risorse per noi ma per contribuire, con la nostra esperienza e la conoscenza dei bisogni e delle aspirazioni delle persone e delle comunità, a realizzare scelte di bilancio capaci di generare sviluppo sociale ed economico. Secondo le nostre stime, servono cinque miliardi in più rispetto a quelli attualmente in bilancio”.

In particolare, secondo il Forum nazionale del Terzo Settore, le dotazioni finanziarie destinate al fondo per le politiche sociali andrebbero riportate almeno ai valori del 2008, quando lo stanziamento era di un miliardo e mezzo, e destinarne una percentuale cospicua ad un piano nazionale dedicato all’infanzia e all’adolescenza, il futuro del Paese. Bisogna porsi l’obiettivo di portare il finanziamento alla cultura all’1% del bilancio dello Stato, un settore strategico per creare occupazione dei giovani e sviluppo soprattutto nelle aree più deboli.

Il Fondo per la non autosufficienza va dotato di una consistenza maggiore dell’attuale ma soprattutto va definito un piano pluriennale con misure specifiche rivolte all’inserimento lavorativo, l’integrazione scolastica, l’autonomia di vita delle persone con disabilità. Il sostegno alla cooperazione allo sviluppo, un importante strumento che qualifica la nostra politica estera, deve essere allineato agli impegni internazionali. Si tratta di una prima messa a punto di proposte che potranno essere precisate nei successivi auspicati confronti con il governo per la definizione della futura manovra di bilancio.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Realizzato un occhio artificiale in 3D a partire da cellule umane che usa la fantascienza perché "Costruito" su un chip, dotato di cornea e palpebre formate da idrogel sintetico in grado di chiudersi ed aprirsi come quelle "vere".

Un occhio artificiale "costruito" in 3D a partire da cellule umane e capace di aprire e chiudere le palpebre in idrogel sintetico: è una ricerca da fantascienza quella portata a termine dall'University of Pennsylvania, negli Stati Uniti. Fra gli autori la professoressa di origine napoletana Giacomina Massaro-Giordano che afferma:“L'organo, realizzato su un chip, è dotato di cornea, congiuntiva e lacrime artificiali e, in futuro,  potrebbe essere usato al posto di modelli animali per studiare disturbi come l'occhio secco e per testare nuovi farmaci.”

Lo studio è stato descritto sulla rivista Nature Medicine. Il modello della superficie dell'occhio riprodotto su chip riesce per la prima volta a simulare la complessa struttura multicellulare dell'organo che fa da barriera nei confronti dell'ambiente esterno.

Come si costruisce un occhio? I ricercatori guidati da Dongeun Huh hanno riprodotto la geometria e la composizione cellulare degli strati più esterni dell'occhio. Innanzitutto, sono state coltivate cellule derivate dalla cornea e dalla congiuntiva in un'interfaccia aria-liquido che ha permesso di ricreare la superficie oculare. Questa è stata poi inserita all'interno di una piattaforma in cui è stata esposta a fluidi lacrimali e allo scorrimento di una palpebra artificiale fatta di idrogel che imita il battito spontaneo delle palpebre.

La ricerca continua - Grazie a questa piattaforma, gli scienziati hanno creato un modello che riproduce il disturbo dell'occhio secco, utilizzandolo per testare un farmaco. L'obiettivo è quello di affinare il sistema per poterlo usare come alternativa alla sperimentazione animale, anche se serviranno ulteriori indagini per validarne il corretto funzionamento. Per simulare davvero l'occhio umano, bisognerà, poi, migliorare ulteriormente questo modello artificiale arricchendolo con altri elementi, come i vasi sanguigni e le terminazioni nervose.

 

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