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Lunedì, 14 Ottobre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 18 Settembre 2019 - nelPaese.it

Si terrà ad Arezzo dal 4 al 6 ottobre l’edizione 2019 di “Meno Alti dei Pinguini” (da una frase liberamente tratta da “Filastrocche a piedi nudi” di Nicola Cinquetti e Gek Tessaro), Festival che rappresenta la prosecuzione del progetto omonimo nato da un convegno organizzato dalla cooperativa sociale Progetto 5, con il patrocinio e il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana, la Provincia e il Comune di Arezzo, ASL e Confederazione Italiana Agricoltori.

L’edizione di quest’anno si sviluppa a partire dal tema “Tra Stelle e Pianeti”, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dell’Allunaggio. L’esperienza ha come obiettivo la produzione di contenuti didattici sul sistema dell’infanzia da 0 a 6 anni, in grado di coinvolgere professionisti del settore, medici, educatori, insegnanti, famiglie e gli stessi bambini. L’intento è quello di costruire una cultura che riparta dalle basi fondamentali dell’educazione con un approccio interdisciplinare che pone al centro il bambino e sua famiglia nelle varie fasi della crescita. Proprio a bambini e famiglie saranno rivolte attività ludico-ricreative, animazioni e installazioni che si svolgeranno sia all’aperto, sia nei teatri.

“Siamo felici ed orgogliosi di portare ad Arezzo un festival innovativo rivolto sia ai professionisti che alle famiglie, due attori che dovrebbero concorrere alla definizione stessa del sistema – afferma Melania Faggionato, presidente della Cooperativa Progetto 5 -. Animare la città con numerose attività formative e esperienziali permetterà il dialogo con personalità della scena nazionale per interrogarsi sull’innovazione scientifica in ambito pedagogico e suggerire ad adulti e bambini molteplici visioni di questa realtà. Il nostro obiettivo sarà quello di agitare pensieri e accendere desideri con la potenza dell’ispirazione!”.

Ampio il programma del Festival che vedrà la presenza, tra gli altri, nel pomeriggio del 4 ottobre della presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni che prenderà parte ai saluti di apertura della manifestazione. Sabato 5 ottobre il vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Alberto Alberani modererà “Guardando oltre le stelle”, un confronto tra professionisti di diversi ambiti in grado di offrire una panoramica ampia e articolata sul segmento 0-6 (Borsa Merci 9,00 – 10,30).

La sede principale del Festival sarà il salone della Borsa Merci in piazza Risorgimento, ma ci saranno iniziative anche in altre location: il Teatro Petrarca, la libreria Casa sull’Albero, il Teatro Bicchieraia, il Teatro Virginian, la Casa Museo Ivan Bruschi e l’Osteria Logge del Grano.

Tutte le attività sono ad ingresso libero e completamente gratuito. La partecipazione al festival permette di conseguire crediti ECM rivolti ai professionisti del socio-sanitario. Il Festival vede inoltre la collaborazione e la partecipazione del Festival dello Spettatore che si svolge negli stessi giorni ad Arezzo. “Meno Alti dei Pinguini” aderisce alla SAM (Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno).

Alcuni negozianti aretini, infine, si trasformeranno per tre giorni in “Amici dei Pinguini” ospitando nelle loro vetrine i pinguini in ceramica realizzati nei laboratori che coinvolgono gli utenti di alcuni servizi di Progetto5.

 

Pubblicato in Toscana

In vista della Supercoppa Juventus-Lazio, tra le squadre vincitrici dello scudetto e della Coppa Italia 2018-2019, Amnesty International Italia e UsigRai (il sindacato dei giornalisti dell'informazione pubblica) hanno scritto ai presidenti dei due club calcistici chiedendo di non giocare la partita in Arabia Saudita.

Nella lettera inviata questa mattina, le due organizzazioni chiedono a Juventus e Lazio "una precisa e benvenuta assunzione di responsabilità" e di dare "il segnale che lo sport, il calcio in particolare, possono essere un veicolo straordinario di valori e un esempio virtuoso di grande importanza per il pubblico e per i tifosi più sensibili, i giovani".

"Nonostante la grande campagna di comunicazione messa in campo dal governo saudita per accreditare un paese impegnato nelle riforme" – si legge nella lettera inviata ad Agnelli e Lotito – "la situazione dei diritti umani rimane estremamente preoccupante. Se è stato abolito il divieto di guida per le donne ed è stato riformato l'istituto del 'guardiano maschile' da cui dipendeva ogni scelta riguardo alla vita personale e pubblica delle donne, le attiviste che avevano promosso le campagne su quei temi languono in carcere".

"Già in occasione dell'ultima edizione della Supercoppa tra Juventus e Milan, disputata nel gennaio di quest'anno" – prosegue la lettera – "le nostre organizzazioni avevano espresso profondo disaccordo per una scelta che avrebbe rafforzato il cosiddetto sportwashing, la strategia adottata da molte nazioni del Golfo, prima tra tutte l'Arabia Saudita, di utilizzare lo sport, ospitando eventi di rilevanza internazionale, per distogliere l'attenzione dalla situazione dei diritti umani".

La lettera ricorda la vicenda del blogger Raif Badawi, arrestato nel 2012 e condannato nel 2014 a 10 anni di carcere e a 1000 frustate (50 delle quali eseguite nel 2015 proprio a Gedda, sede della prima Supercoppa), che resta tuttora in prigione. Vengono poi segnalate la repressione dell'intera comunità dei diritti umani, ridotta al silenzio attraverso dure condanne emesse al termine di processi profondamente irregolari, e le centinaia di condanne a morte eseguite negli ultimi anni, che fanno dell'Arabia Saudita il terzo stato al mondo per numero di esecuzioni.

Alla vigilia della precedente Supercoppa, il Presidente della Lega Calcio di Serie A, Gaetano Miccichè, affermò che se il contratto con l'Arabia Saudita gli fosse stato sottoposto dopo l'omicidio di Jamal Khashoggi, non l'avrebbe sottoscritto. E allora perché, si chiedono Amnesty International Italia e UsigRai, si vuole insistere a giocare in Arabia Saudita "anche dopo che una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha confermato i sospetti sul coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman nell'uccisione del giornalista e dissidente, barbaramente trucidato in Turchia, all'interno del consolato saudita di Istanbul"?

In un'intervista di fine luglio, il neo Amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, ha detto: "C'è solo una possibilità: le sole squadre di calcio, in questo caso Juventus e Lazio, possono addurre legittimi argomenti per non rispettare il contratto". Peraltro, precisano Amnesty International Italia e UsigRai, il contratto siglato dalla Lega prevede lo svolgimento di tre partite di Supercoppa in cinque anni, una delle quali si è già giocata. Decidere di non giocare quest'anno non sarebbe dunque una violazione contrattuale.

Si tratterebbe piuttosto – conclude la lettera – di "subordinare un ritorno in Arabia Saudita solo a fronte di effettive, concrete e misurabili riforme nel campo dei diritti umani, prime tra tutte, la scarcerazione delle decine di uomini e donne in prigione solo a causa delle loro idee e l'introduzione della libertà di stampa".

 

Pubblicato in Sport sociale

Un progetto ambizioso, che ha bisogno – per essere realizzato – dell’aiuto di tutti noi. A.L.I.Ce. Italia O.D.V. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e SIMM (Società Italiana di Leadership e Management in Medicina) hanno iniziato un’importante collaborazione per promuovere la conoscenza dell’ictus cerebrale, focalizzando l’attenzione in maniera specifica sulla prevenzione di pregiudizi e di atteggiamenti sociali di isolamento nei confronti delle persone colpite da questa patologia.

Il progetto prevede la creazione di un fotolibro per rappresentare l’umanità delle persone colpite dalla patologia, con tutte le possibili conseguenze dell’esperienza subita. Il volume sarà composto da un centinaio di ritratti di persone colpite da ictus realizzati sia in ospedale (per raccontare meglio il momento in cui si verifica l'evento) sia durante momenti sociali e riunioni di incontro, confronto o svago sia nelle loro abitazioni oppure presso strutture socio-sanitarie per mostrare le conseguenze di eventi più lontani nel tempo. La raccolta degli scatti sarà curata da Gianni Ansaldi, noto fotografo ritrattista che con la sua fotografia punta a far emergere i tratti interiori dei protagonisti nella loro complessità e variabilità.

Il fotolibro sarà arricchito con selezioni di brevi racconti che illustreranno il cambiamento avvenuto nelle vite non solo di chi è stato colpito dalla malattia, ma anche dei loro familiari e caregiver, sempre coinvolti in prima persona nell’accompagnamento e nella gestione, spesso complessa di situazioni che capitano all’improvviso, per le quali c’è necessità di una radicale riorganizzazione anche emotiva di tutto il nucleo. 

Grazie alle fotografie e alle storie contenute nel libro verrà raccontato il “prima” e il “dopo” l’ictus, sottolineando da una parte quali siano i sintomi che lo rendono riconoscibile, le condizioni che ne favoriscono l’insorgenza e l’importanza della prevenzione, ma anche come oggi la malattia sia curabile con successo se trattata precocemente e nei centri dedicati (Unità Neurovascolari o Stroke Unit).

Oltre all’edizione del fotolibro, si prevede di realizzare una mostra itinerante dei ritratti e racconti, per diffondere e rinforzare sempre di più il messaggio. “Le conseguenze dell'ictus determinano significativi cambiamenti nella vita dei malati e dei loro familiari – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. Queste persone devono imparare a gestire una nuova vita quotidiana estremamente più complessa, spesso aiutati da altre persone, anche a causa delle attività necessarie a ristabilire le capacità fisiche. I malati devono recuperare la fiducia in loro stessi, nelle proprie capacità; dall’altro lato, le famiglie devono adeguare i propri stili di vita, probabilmente per sempre, e imparare a convivere con le disabilità causate dalla malattia. Tutti insieme devono combattere per cercare di limitare le conseguenze psichiche, emotive e sociali negative dell'ictus cerebrale”.

“La pubblicazione del libro – continua il Dottor Mattia Altini, Presidente SIMM - sarà anche un’ulteriore occasione per sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening in modo equo e omogeneo su tutto il territorio nazionale. L’ictus rappresenta un vero e proprio problema sociale, con costi elevati di gestione della malattia e con impatti psicologici, sociali ed economici incalcolabili per le famiglie. Sono orgoglioso di questa collaborazione con l’associazione portavoce dei pazienti colpiti da ictus cerebrale, perché siamo certi che questa alleanza sia un elemento fondamentale garantire un Sistema Sanitario Nazionale di valore”.

 

 

Pubblicato in Salute

Lotta ogni giorno per la democrazia, la parità di genere e i diritti umani delle donne che vivono in terre martoriate dalle guerre. Lei è una combattente, figlia di un combattente, e si batte per sradicare il fondamentalismo islamico che in Afghanistan ha soggiogato le donne, imprigionate dalle catene dell'oppressione.

Si chiama Selay Ghaffar ed è portavoce di Hambastagi, il Solidarity Party of Afghanistan fondato nel 2004 e oggi all'opposizione. Si tratta dell'unico movimento politico laico a Kabul, che ha tra i suoi obiettivi l'affermazione del secolarismo a livello statale, l'educazione e l'emancipazione femminile. Martedì 24 settembre alle 20.30 sarà all'aula magna della Casa dello studente di Fiume Veneto (Pn) per parlare di "Diritti umani e condizione della donna in Afghanistan" all'interno dell'incontro organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune di Fiume Veneto in collaborazione l'associazione Purlilium Act  e la ong Insieme si Può.

Selay Ghaffar nasce il 5 ottobre 1983 nella provincia di Farah, nell'Afghanistan occidentale. È figlia di un combattente per la libertà e intellettuale di sinistra. Quando aveva tre mesi, la sua famiglia fuggì dall'Afghanistan per vivere come rifugiata nel vicino Iran e poi in Pakistan (fonte Wikipedia). È anche la prima donna a ricoprire il ruolo di portavoce di un partito politico, ed è una delle tre protagoniste del docufilm della regista Benedetta Argentieri "I am the Revolution", la rivoluzione che si combatte con libri e matite che già era approdato a Pordenone per la rassegna Le Voci dell'Inchieste di Cinemazero.

In Afghanistan il 66% delle ragazze tra i 12 e i 15 anni non va a scuola, solo il 37% del totale delle ragazze e donne afgane ha mai ricevuto un'istruzione, le donne afghane costrette dalle famiglie a sposarsi contro il loro volere sono tra il 60 e l'80%, mentre circa il 70% delle donne afghane subiscono violenze, spesso all'interno del nucleo familiare.

Selay Ghaffar sarà ospite il 24.09 a Fiume Veneto, il 26.09 al Centro Balducci di Zugliano per il 27° convegno "Sicurezza? Sicura, l'umanità e la terra", il 29.09 è previsto un suo intervento davanti alla base USAF di Aviano in compagnia di Lisa Clark (Beati I Costruttori di Pace), don Renato Sacco, Mao Valpiana, don Luigi Ciotti (Libera).

Fabio Della Pietra

 

Pubblicato in Parità di genere

Come promuovere e rafforzare l’infrastrutturazione sociale nelle regioni dell’Italia meridionale? Cosa fare per creare reti relazionali, progetti e sostenere forme di collaborazione e aggregazione tra i soggetti che intendono impegnarsi per il miglioramento delle comunità locali, nell’ottica della responsabilità, della partecipazione e della solidarietà?

Si è svolto a Catania, presso la sede del Consorzio di cooperative sociali Sisifo, l’incontro con Diego Dutto, coordinatore nazionale di Legacoop sociali e nel Cda di Fondazione con il Sud, ente paritetico che attraverso bandi e iniziative, sostiene interventi di natura sociale nelle aree meridionali e in particolare in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Al dibattito, al quale hanno partecipato tra gli altri Pippo Fiolo, coordinatore regionale di Legacoop sociali, il presidente e il vice di Sisifo, Mimmo Arena e Santo Mancuso, la consigliera con delega alla progettazione Patrizia Patanè e tutti i rappresentanti delle cooperative socie, si è discusso sulle importanti opportunità che l’Europa offre a chi opera nel campo del sociale e dei servizi sanitari può offrire attraverso lo sviluppo di strutture immateriali, ovvero enti e associazioni che danno l’opportunità di mettere in collegamento una molteplicità di luoghi e di soggetti, di farli conoscere, dialogare e lavorare insieme per il bene comune.

In particolare, la Fondazione non interviene direttamente, ma sostiene iniziative all’interno di cinque ambiti d’intervento: l’educazione dei giovani, con particolare riferimento alla cultura della legalità e ai valori della convivenza civile, al contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastici; lo sviluppo del capitale umano di eccellenza, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud; la cura e la valorizzazione dei “beni comuni” (patrimonio storico, artistico e culturale; ambiente; riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie); lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione dei servizi socio-sanitari, non in via sostitutiva dell’intervento pubblico, con interventi per la cura e l’integrazione di disabili e anziani; l’accoglienza e l’integrazione culturale.

“Lo scopo di questa iniziativa – ha spiegato Arena di Sisifo – è stato quello di capire come sfruttare le opportunità di finanziamento di varie iniziative, anche attraverso il Comitato Economico Sociale Europeo ( CESE), del quale fa parte Diego Dutto per Legacoop nazionale. Siamo determinati infatti, insieme a tutte le nostre cooperative e i nostri esperti progettisti, a distaccarci in parte dal mondo degli appalti pubblici, partecipando con i nostri referenti alla progettazione dei fondi strutturali europei 2021/2027, che punteranno soprattutto nell’innovazione con tutte le sue ampie possibilità in tutti i campi”.

 

 

Pubblicato in Economia sociale
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