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Lunedì, 14 Ottobre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 19 Settembre 2019 - nelPaese.it

Le vacanze sono finite da poco e sembrano già così lontane. I ritmi sono tornati a essere frenetici e la parola ‘stress’ imperversa di nuovo nelle nostre vite. Questo modus vivendi che ormai contraddistingue lo stile di vita quotidiano della maggior parte delle persone, non solo nuoce alla salute, ma può ridurre le possibilità di una gravidanza. Lo stress, infatti, può influenzare i meccanismi endocrini e di conseguenza alterare l’ovulazione nella donna e peggiorare la spermatogenesi nell’uomo.

Negli ultimi anni, un importante studio pubblicato su Human Reproduction ha confermato questa tesi. La ricerca è stata condotta dall'Ohio State University in Michigan e Texas su 501 coppie che volevano avere un figlio e che sono state monitorate per un anno. Durante il periodo di osservazione, sono stati misurati i livelli di cortisolo e dell'enzima alfa-amilasi (entrambi marker dello stress) nella saliva delle coppie e sono stati considerati il consumo di alcol, caffeina e sigarette. Al termine dello studio, l'87% delle donne è rimasto incinta ed è stato osservato che le donne che presentavano i livelli più alti dell'enzima alfa-amilasi riportavano una riduzione della fertilità di quasi il 30%, ossia presentavano un rischio doppio di infertilità rispetto alle donne "meno stressate".

La relazione tra stress e gravidanza è di reciprocità: se infatti lo stress può essere causa di infertilità, l’impossibilità di concepire può essere fonte di stress con un impatto dirompente sull’equilibrio della coppia.

“Quando si prende in carico una coppia infertile – dichiara Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma - è importante non concentrarsi solo sugli aspetti medici, ma tenere conto dei risvolti psicologici. Nelle cliniche IVI lo psicologo è uno specialista fondamentale nel percorso terapeutico, che può cambiare l’approccio delle coppie al problema dell’infertilità e fornire gli strumenti necessari per affrontare il percorso della fecondazione assistita nel miglior modo possibile”.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Salute

L’edizione 2018 si era chiusa con 162 mila presenze e una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, numeri che la Milan Games Week promette di superare nei prossimi giorni. È tutto pronto o quasi per la nuova edizione della Milan Games Week powered by Tim che si svolgerà dal 27 al 29 settembre dalle 9 alle 19 a Fiera Milano Rho. Quasi, perché il palinsesto si aggiorna costantemente con nuovi appuntamenti e nuovi ospiti.

E sarà un bagno di folla per i tantissimi giovani appassionati di videogiochi competitivi che avranno la possibilità di seguire dal vivo (i più fortunati di partecipare attivamente) diversi tornei, primo tra tutti Fortite per andare a caccia della Vittoria Reale, il videogioco che in due anni ha battuto una valanga di record in tutto il mondo, tanto da essere studiato anche a livello sociologico e educativo, o da essere definito da alcuni come il nuovo social network per la sua capacità di creare community tra i suoi giocatori e di portarli a socializzare, con tutti i rischi che ne possono conseguire in caso di utilizzo strumentale o scorretto.

Ma ci saranno anche altri titoli tra cui League of Legends, Tom Clancy’s Rainbow Six, Hearthstone, Doom Eternal, UNO con il primo torneo nazionale, Gran Turismo Sport, Asphalt9, solo per citarne alcuni. E sarà anche possibile incontrare alcuni dei più importanti giocatori professionisti del panorama nazionale e internazionale, ma anche blogger e influencer, già annunciate, tanto per citare solo qualche nome, le presenze di Cicciogamer89, Rekins, Valentina Vignali e dei Mates con Anima, St3pny, Surry e Vegas.

Intanto, arrivano nuove importanti novità per chi visiterà la manifestazione, all’interno del Radio 105 MGW ESPORTSHOW sarà possibile visitare la nuova Adidas Esports Arena, un vero e proprio anfiteatro dedicato agli esports. A questo programma si aggiungono anche una delle tappe di qualifica della Logitech G Challenge, il torneo basato sul videogioco Project Cars 2 con in palio un posto in McLaren Shadow (il programma esport di McLaren), la finalissima della Gillette Bomber Cup cui parteciperà anche CiccioGamer89, competizione dedicata a Fortnite con un montepremi da 8 mila euro e il PG Nationals Intel Showdown 2019, che vedrà sfidarsi i campioni in carica dei due campionati nazionali ufficiali di League of Legends e Rainbow Six Siege e alcuni dei più forti team europei della scena competitiva.

La ESL Vodafone Arena ospiterà numerosi appuntamenti nei tre giorni dell’evento, tra cui le finali del campionato italiano esportivo targato ESL e Vodafone, con team e player che si affronteranno per conquistare il titolo di campioni della stagione estiva di League of Legends, Counter Strike: Global Offensive e Clash Royale.

Il 28 e 29 settembre sarà invece il momento conclusivo del Vodafone 5G ESL Mobile Open, il primo torneo di mobile gaming su rete 5G, che ha visto giocatori da 17 paesi confrontarsi sull’arcade racing game Asphalt 9: Legends o sfidarsi nel celebre multiplayer battle royale PUBG MOBILE.

Ma ci sarà anche spazio per i fan della saga di Call Of Duty, previsti gli appuntamenti con Champions Virtual League e Call Of Duty Premier CUP.

I biglietti sono già disponibili online su www.milangamesweek.it/biglietteria, presso la biglietteria in loco e su TicketOne. Due le fasi di vendita, fino al 26 settembre a prezzo scontato, che garantiranno ai visitatori di Milan Games Week due diverse tipologie di biglietti: il biglietto intero (€18 nella prima fase di vendita, €20 nella seconda) e il biglietto ridotto per i visitatori dai 5 ai 10 anni (11 euro nella prima fase, 13 euro nella seconda). Per agevolare l’ingresso dei visitatori alla manifestazione, anche quest’anno sarà possibile usufruire di casse dedicate in entrambi gli ingressi di Fiera Milano Rho: PORTA EST per chi arriva in metropolitana e PORTA SUD TIM per chi arriva in auto. Per maggiori informazioni sui biglietti d’ingresso è possibile visitare il sito della manifestazione www.milangamesweek.it.

 

Fabio Della Pietra

 

Pubblicato in Sport sociale

Una bella giornata è stata quella vissuta ieri a Castel Volturno e che ha visto come protagonisti l’editore Piero Graus, il campione di basket Massimo Antonelli e i ragazzi della Tam Tam Basketball una squadra composta da ragazzi figli di immigrati africani fondata nel 2016 dallo stesso Antonelli insieme ad Antonella Cecatto, Pietro D’Orazio, Guglielmo Ucciero e Prospero Antonelli. Un vero progetto sportivo, sociale e di ricerca.

Ieri, ospite di questa entusiasmante realtà, è stato l’editore Piero Graus, fondatore e direttore dell’omonima casa editrice, che ha trascorso con il campione Massimo Antonelli e i suoi ragazzi una giornata piena di allegria. Ai ragazzi di coach Antonelli Piero Graus ha regalato un bel po’ di libri per favorire, ancora di più, la conoscenza della lingua italiana e l’amore per la lettura.

In un post sul suo profilo Facebook , Massimo Antonelli ha così voluto pubblicamente ringraziare Piero Graus: “L’amico editore Pietro Graus è venuto a far visita ai nostri ragazzi della Tam Tam portando un bel po' di libri in dono ... mi è piaciuto molto il momento quando ha ricordato ai ragazzi l'importanza di leggere qualsiasi cosa  perché la lettura apre la mente. Lo ringrazio pubblicamente per la  sua importante testimonianza”

Tutti ricorderanno le imprese di Antonelli sui parquet italiani con il tricolore vinto a Bologna nel 1976, la medaglia di bronzo con la maglia Azzurra ai Giochi del Mediterraneo di Algeri nel 1975 e la promozione in massima serie con la Napoli Basket nel 1983.

La casa editrice Graus, da sempre impegnata a favorire la lettura e la diffusione della cultura tra i giovani, a breve presenterà il  progetto dedicato alla prevenzione del bullismo e la nuova edizione di “Viaggiolibero”, promozione della lettura in collaborazione con il Comune di Napoli e di numerosi istituti scolastici della Campania.

 

Pubblicato in Campania

Sono passati dieci anni dal taglio del nastro del Nido d’Infanzia “La Cicogna”, il servizio educativo del Consorzio Karabak Sei, gestito dalla Cooperativa Cadiai in convenzione con il Comune di San Lazzaro di Savena. Un compleanno importante che verrà festeggiato sabato 21 settembre dalle ore 10.00 con i laboratori didattici aperti a tutti i bambini e il taglio della torta. Saranno presenti, per i saluti istituzionali previsti alle ore 11.00, Isabella Conti, Sindaco di San Lazzaro di Savena, Benedetta Simon, Vicesindaco e Assessore alle Politiche per la Famiglia, Infanzia, Scuola e Offerta formativa, Franca Guglielmetti, Presidente CADIAI e Karabak Sei.

Innovazione, attenzione all’ambiente e ai piccoli ospiti e apertura al territorio sono stati gli elementi caratterizzanti di questo decennio per una struttura realizzata secondo criteri costruttivi all’avanguardia e ambienti modellati sulla base delle esigenze dei più piccoli.

“Il Nido d’Infanzia La Cicogna è stato pensato e poi realizzato nel rispetto della salute e dei bisogni dei bambini, a partire dai materiali con i quali è stato costruito fino alla progettazione degli spazi. Un’attenzione sempre presente anche nell’approccio educativo in cui l’utilizzo di materie naturali sia nel gioco, sia nella cura dei piccoli ospiti, riveste un ruolo di primo piano – spiega Franca Guglielmetti, Presidente Cadiai –. Il Nido è stato inoltre concepito come un punto di riferimento per i bambini iscritti e per i loro famigliari, ma anche per il territorio attraverso le tante attività aperte a tutti che vengono proposte il sabato mattina e che sono in linea con un modello pedagogico pensato per intercettare i reali bisogni delle famiglie”.

“Questo bellissimo asilo nido è nato 10 anni fa grazie a un project financing e a una co-progettazione innovativa con il consorzio Karabak Sei – affermano il Sindaco di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti e il Vicesindaco, Benedetta Simon –. Offre un servizio all'avanguardia, improntato sull'outdoor education, e un progetto pedagogico di altissima qualità che include anche sperimentazioni come le aperture straordinarie in orario serale e nel periodo estivo. Il nido La Cicogna è un punto di riferimento per le famiglie ed è tra i nidi più richiesti per la professionalità del personale e il clima di familiarità che qui si respira”.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Compie venti anni la Campagna per l’Accesso ai Farmaci essenziali lanciata da Medici Senza Frontiere (MSF) nel 1999, anno del Premio Nobel per la Pace, per promuovere l’accessibilità delle cure, stimolare la ricerca e sviluppo di terapie innovative e abbattere le barriere politiche, economiche e legali che impediscono alle persone di ricevere i trattamenti di cui hanno bisogno.

In questi anni la Campagna, attraverso battaglie legali e mobilitazioni della società civile, ha contribuito ad abbassare il prezzo delle cure per l’HIV e l’Epatite C, ha stimolato lo sviluppo di farmaci per tubercolosi multiresistente, malaria o malattie dimenticate come il kala azar, ha partecipato all’implementazione del nuovo vaccino contro l’Ebola. Ma nonostante molti risultati, ancora milioni di persone muoiono per malattie prevenibili e curabili, perché non riescono ad accedere a cure salvavita essenziali: perché le case farmaceutiche non investono in mercati poco redditizi, per i costi eccessivamente elevati dei farmaci innovativi, per la mancanza di trasparenza sugli effettivi investimenti che questi comportano, per le politiche di brevetti e monopoli che impediscono la libera concorrenza di farmaci generici o equivalenti più economici. 

Per celebrare venti anni di sfide e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di mobilitarsi perché il diritto alla salute sia davvero garantito, MSF lancia la campagna “Non chiediamo mica la Luna”. Parafrasando una delle conquiste più grandi e un tempo impensabili della storia dell’uomo – la conquista della Luna avvenuta 50 anni fa – la campagna ricorda che farmaci e cure sono inarrivabili per molti ma renderli accessibili non è fantascienza. Sul sito www.msf.it/spazioallecure, oltre a sfide attuali e azioni possibili, un gioco interattivo coinvolge gli utenti nell’abbattere gli ostacoli alle cure (come prezzi elevati, monopoli e brevetti, farmaci inadeguati) invitando ciascuno a fare la propria parte nel chiedere accesso alle cure per tutti.

“Siamo orgogliosi di celebrare venti anni di azioni per l’accesso alle cure, che tocchiamo ogni giorno con mano negli oltre 70 paesi in cui lavoriamo. Ma questo anniversario vuole essere anche una forte spinta per le sfide future” ha detto la dott.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF. “Oggi pazienti affetti da malattie come HIV, Tubercolosi ed Epatite C continuano a morire perché non hanno accesso ai trattamenti salvavita, ancora inadeguati, inaccessibili o troppo costosi. La salute dei pazienti deve sempre venire prima di qualunque interesse economico.”

Negli ultimi anni il problema dell’accesso ai farmaci è divenuto globale, colpendo anche l’Europa, laddove i costi sempre più elevati dei prodotti di ultima generazione ne compromettono la fruizione anche nei Paesi ricchi e nei sistemi sanitari universalistici. Il Sofosbuvir, farmaco fondamentale per il trattamento dell'Epatite C, e alcune terapie antitumorali sono stati razionati, mentre altri medicinali, come l’Orkambi per la fibrosi cistica, in alcuni paesi non sono accessibili.

Nella lotta all’HIV/AIDS la Campagna per l’Accesso ai Farmaci ha portato alla riduzione dei prezzi del trattamento del 99% in un decennio, consentendo di curare oltre 22 milioni di persone. Per la polmonite, prima causa di mortalità tra i bambini sotto i 5 anni, ha ottenuto da Pfizer e GSK una forte riduzione del prezzo del vaccino in progetti umanitari. Per la Tubercolosi resistente ai farmaci, che richiedeva l’assunzione di oltre 14.000 pillole in due anni con gravi effetti collaterali, si batte per rendere accessibili due nuovi farmaci più efficaci e tollerabili. Per l’Epatite C, MSF utilizza la combinazione generica del Sofosbuvir e Daclatasvir prodotta in India a 120 dollari per ciclo terapeutico contro i 147.000 dollari dei farmaci di marca. Differenze sproporzionate che riflettono l’arbitrarietà dell’intero sistema, più orientato a massimizzare i profitti delle farmaceutiche che a garantire le cure a chi ne ha bisogno.

“Sapevo che per l’Epatite C c’era una cura costosa e non facilmente disponibile in Ucraina. All’inizio ho partecipato a un programma di cure governativo ma senza successo, poi ho iniziato il trattamento di MSF con nuovi farmaci. È gratuito e accompagna il paziente senza lasciarlo solo con le sue pillole” ricorda Ihor Skalko, 54 anni, che ha scoperto di avere l’Epatite C nel 2006 e ha iniziato le cure nel 2018.

“Ero scioccata. Dovevo fare iniezioni giornaliere per almeno sei mesi e prendere molte pillole diverse per due anni. Mi hanno spiegato gli effetti collaterali dei medicinali, compreso il rischio di morte improvvisa. Servono nuovi farmaci per questa malattia. Solo così raggiungeremo l’obiettivo di un’India libera dalla TB entro il 2025” racconta Bhakti Chavan, 24 anni, studentessa di Mumbai, affetta da tubercolosi estesamente resistente ai farmaci.

LE CINQUE RICHIESTE DI MSF

“Basta falsi miti sui prezzi elevati: il costo elevato dei farmaci non è determinato solo dai costi di ricerca, sviluppo e produzione così come sostenuto dalle imprese farmaceutiche. Serve trasparenza sui costi effettivi dei prodotti farmaceutici, su investimenti e sussidi del settore pubblico, costi di marketing, dati sugli studi clinici e diritti di proprietà intellettuale”.

“Interrompere l'abuso di brevetti: il rilascio di nuovi brevetti su farmaci che non presentino effettive innovazioni terapeutiche deve essere impedito. Il moltiplicarsi dei brevetti non fa che estendere i monopoli delle aziende farmaceutiche e ritardare l’introduzione sul mercato di versioni generiche e/o equivalenti più economiche”.

“Proteggere i paesi che agiscono per migliorare l'accesso ai farmaci: i paesi che vogliono esercitare il loro diritto legale per avere accesso a farmaci a prezzi accessibili – come India, Tailandia, Brasile, Colombia, Malesia e altri - devono essere autorizzati a produrre o ottenere versioni economiche di farmaci e vaccini salvavita, senza subire pressioni da parte di aziende farmaceutiche o altri paesi”.

“Ricerca e sviluppo devono essere una responsabilità collettiva: l'innovazione medica deve essere promossa come "contratto sociale" aperto e collettivo tra il settore pubblico e privato, basato sui bisogni di salute delle persone - non sul potenziale profitto - in cui conoscenze e nuovi trattamenti siano condivisi e non privatizzati”.

“Cambiamento, non beneficenza: le decisioni sull’accessibilità e la disponibilità per le persone che hanno bisogno di farmaci salvavita, vaccini o strumenti diagnostici non dovrebbero essere demandate a case farmaceutiche o accordi commerciali. L'accesso alla salute e ai farmaci è una questione di giustizia, non di beneficenza”.

 

La campagna “Non chiediamo mica la Luna” sarà promossa nei prossimi mesi in tutta Italia con un lancio ufficiale al Festival di Internazionale a Ferrara (4-6 ottobre), la partecipazione ai principali Festival a carattere scientifico (Bergamo Scienza il 7 ottobre, Festival della Scienza di Genova il 28 ottobre, Futuro Remoto Festival della Scienza di Napoli il 21 novembre) e una serie di eventi nelle università e sul territorio, con il coinvolgimento di esperti MSF, del mondo medico e del giornalismo scientifico italiano.

 

Pubblicato in Salute

Oltre 200 rappresentanti dei popoli nativi, lavoratori, accademici, ambientalisti e attivisti per i diritti umani – un numero senza precedenti – hanno adottato oggi a New York una “storica” dichiarazione che chiede ai governi e alle imprese economiche di affrontare urgentemente l'emergenza climatica per assicurare la sopravvivenza dell'umanità. La dichiarazione è stata adottata durante i lavori del Summit dei popoli su clima, diritti e sopravvivenza umana, in programma a New York fino al 19 settembre, alla vigilia del Vertice delle Nazioni Unite sull'azione in favore del clima, in programma al Palazzo di Vetro il 23 settembre.

Il Summit è stato convocato dall'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Greenpeace International, Amnesty International, Centro per il diritto internazionale ambientale, Fondo globale Wallace e dal Centro per i diritti umani e la giustizia globale dell'Università di New York. L'obiettivo degli organizzatori e dei partecipanti è quello di mettere in campo nuovi poteri, energie e risorse per dare vita a un movimento di massa orientato al superamento della crisi climatica attraverso politiche che pongano al centro le persone e i diritti umani.

Tra gli strumenti di pressione su governi e imprese economiche sono stati individuati le azioni giudiziarie comuni, le campagne nazionali e internazionali, i disinvestimenti dal settore delle energie fossili e un uso più efficace degli strumenti a disposizione per chiamare i responsabili di determinati comportamenti e azioni a renderne dovutamente conto.

Per Craig Mokhiber, direttore dell'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite,  "rispetto a chi vive lungo la frontiera del cambiamento climatico, le conseguenze in termini di diritti al cibo, all'acqua, all'igiene, a rifugi adeguati, alla salute, alla sicurezza personale e persino alla vita si stanno facendo già sentire. Molti di coloro che vivono su piccole isole, sulle coste e in zone soggette a rapida desertificazione vedono erodersi il proprio diritto all'autodeterminazione”.  Secondo Jennifer Morgan, direttrice generale di Greenpeace International, "la crisi climatica è una crisi dei diritti umani. Le conseguenze umane degli estremi disastri metereologici possono essere sconvolgenti, come abbiamo visto dalle profonde devastazioni causate dall'uragano Dorian. La dichiarazione adottata al Summit segna una nuova era dell'attivismo climatico”. E per Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International, "la sfida più urgente al mondo ha bisogno del potere e della diversità che i movimenti popolari per i diritti umani sanno portare. Abbiamo l'appoggio della base, l'energia e gli strumenti per combattere in favore della giustizia climatica. Ma finora abbiamo colpito troppo debolmente rispetto alla nostra forza”.

Italia, ecco il Decreto Clima

Con il Decreto legge sul clima, che presto approderà in Consiglio dei Ministri, l'ambiente torna finalmente a tessere l'azione di governo e ad occupare un ruolo centrale nel dibattito politico". Lo afferma il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Si tratta – ha spiegato il Ministro – di un provvedimento corposo, che proprio per questo richiede la massima condivisione, solo così può funzionare. Stiamo quindi lavorando in un clima di grande confronto affinché il testo finale possa approdare nel più breve tempo possibile in Consiglio dei Ministri".

"Posso inoltre affermare – ha aggiunto Costa – che come Ministero dell'ambiente siamo disposti a utilizzare le aste verdi per le necessarie coperture".

"Sono convinto – ha concluso il Ministro – che sapremo trovare la giusta sintesi per rendere finalmente effettive tutte le misure  in grado di mettere in moto il tanto auspicato 'green new deal', che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell'ambiente nel nostro sistema costituzionale. Per farlo, il decreto interverrà con misure urgenti nei settori considerati più vulnerabili ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo di incentivare comportamenti e azioni virtuose in tempi brevi".

 

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