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Martedì, 12 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 23 Settembre 2019 - nelPaese.it

 

Special guest della seconda giornata di Follow Your Pet Sun, il labrador femmina di tre anni del team di pet therapy della Scuola Delfino del Rifugio Valdiflora di San Quirico a Pescia (PT), che insieme alla sua coadiutrice dottoressa Anastasia Pelliccia, psicologa e psicoterapeuta, responsabile di progetto della Scuola Delfino del Rifugio Valdiflora, ha aiutato una donna in coma nel corso di un intervento assistito con gli animali.

Della storia di Sun e dei suoi colleghi a 4 zampe, un racconto di emozioni vissute negli Interventi Assistiti con gli Animali, in una RSA in provincia di Lucca, si è parlato oggi a Follow Your Pet durante un incontro dedicato alla pet therapy. È stata così ripercorsa quell'esperienza, durante la quale Sun ha avvicinato il proprio muso al letto di una giovane donna da 8 mesi in stato di coma vegetativo e lei a quel contatto ha reagito con un movimento della mano nella direzione del cane e una ricerca di "incontro" di sguardi con lui.

"Per me – afferma Anastasia Pelliccia - ancora oggi è difficile rendere a parole l'intensità dell'esperienza vissuta in quella stanza, le emozioni provate sono state tante, forti e confuse, ma fin da subito mi è stata chiaro come tutto quello che è successo in quegli attimi fosse stato possibile grazie al lavoro di mesi e alla relazione creata con Sun giorno dopo giorno".

Insieme a Sun e ad Anastasia Pelliccia hanno preso parte all'incontro a Follow Your Pet anche altre componenti del team: Michela Cargioli, Silvia Corradini e Rachele Corradini. Il Rifugio Valdiflora da anni opera nel settore cinofilo ed è dotato di una equipe multidisciplinare composta da veterinari, medici, psicologi, educatori cinofili che lavorano ai vari progetti.

 

 

Pubblicato in Toscana

"Nei casi di tortura l'accertamento della verità è una corsa contro il tempo. Una corsa che deve essere facilitata dalle istituzioni. Una corsa che richiede la rottura del muro del silenzio da parte di tutti gli operatori che hanno visto gli abusi e le violenze. In questo caso siamo rinfrancati dalla prontezza del lavoro della magistratura e dalla collaborazione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

In Italia finalmente i giudici dal 2017 hanno a disposizione una legge (seppur migliorabile) che proibisce e punisce la tortura. È stata questa una battaglia ventennale di Antigone. Siamo ai primi casi di applicazione di questa legge.

Nelle scorse settimane Antigone aveva presentato un esposto alla procura di Monza per fatti analoghi avvenuti nel carcere della città brianzola. Anche in quel caso abbiamo assistito a un immediato intervento delle istituzioni (garante nazionale delle persone private della libertà e provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). Anche in quel caso decisive potrebbero essere le registrazioni delle telecamere nelle sezioni di isolamento. Chiediamo, dunque, che a San Gimignano come a Monza si arrivi rapidamente alla definizione del processo nell'interesse della giustizia e della legalità."

 

Pubblicato in Nazionale

"Il giornalista - che è il cronista della storia - è chiamato a ricostruire la memoria dei fatti, a lavorare per la coesione sociale, a dire la verità ad ogni costo: c'è anche una 'parresia' del giornalista, sempre rispettosa, mai arrogante". Lo ha detto il Papa ricevendo l'Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) nel suo 60/o anniversario.

"Per rinnovare la vostra sintonia con il magistero della Chiesa - ha sollecitato Francesco - vi esorto ad essere voce della coscienza di un giornalismo capace di distinguere il bene dal male, le scelte umane da quelle disumane. Perché oggi c'è una mescolanza lì che non si distingue, voi dovete aiutare in questo". Questo significa, ha proseguito, "anche essere liberi di fronte all'audience: parlare con lo stile evangelico: 'sì, sì', 'no, no', perché il di più viene dal maligno (cfr Mt 5,37)".

Per il Papa, "la comunicazione ha bisogno di parole vere in mezzo a tante parole vuote. E in questo avete una grande responsabilità: le vostre parole raccontano il mondo e lo modellano, i vostri racconti possono generare spazi di libertà o di schiavitù, di responsabilità o di dipendenza dal potere".

(Fonte: Ansa)

Pubblicato in Nazionale

21 settembre 2019: una data storica per la cooperazione altoatesina. Un momento di forte condivisione e aggregazione, all’insegna dello spirito autentico che anima il mondo della cooperazione. Le due centrali, Legacoopbund e Confcooperative Alto Adige Südtirol hanno celebrato, insieme alle cooperative associate e ai tantissimi soci che le costituiscono, un evento di forte rilevanza nel tessuto sociale della provincia di Bolzano: la nascita di Coopbund Alto Adige Südtirol.

“Oggi si è stato scritto il futuro del movimento cooperativo in Alto Adige. E’ stata posta la prima pietra di una grande casa della cooperazione il cui progetto è stato a lungo elaborato e discusso tanto dai vertici quanto dalla base sociale di entrambe le centrali” hanno dichiarano i due Presidenti Heini Grandi, Legacoopbund e Claude Rotelli, Confcooperative Alto Adige Südtirol, che hanno rimarcato il valore di un percorso strutturato di coinvolgimento per arrivare ad una forte condivisione di valori e di progetti, oltre alla responsabilità sociale.

Durante l’evento, volutamente organizzato al NOI Techpark in quanto luogo simbolo del futuro dell’Alto Adige, è stato annunciato il nuovo nome dell’associazione di rappresentanza nata dall’unione delle due centrali cooperative: Coopbund Alto Adige Südtirol. Tanti i soci delle cooperative associate, i rappresentanti di associazioni territoriali, i sindacati, organizzazioni di categorie e stakeholder che hanno partecipato a questo evento celebrativo.

Questa unione creerà i presupposti per rafforzare il ruolo della cooperazione verso le istituzioni e la politica locali, garantendo maggiore efficacia nell’affiancare le cooperative associate. Grazie al sostegno, inoltre, di una doppia rappresentanza a livello nazionale i bisogni e le istanze del mondo cooperativo locale saranno sostenuti con maggiore forza e competenza. “Coopbund Alto Adige Südtirol rappresenta tutto il territorio altoatesino e tutti i gruppi linguistici: è infatti un’organizzazione multiculturale e plurilingue” commenta Heini Grandi, il presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol.

Durante il suo intervento il sociologo Flaviano Zandonai si è soffermato sul tema della rappresentanza e sul ruolo degli intermediari. Ha spiegato come le piattaforme digitali trasformeranno il supporto e i servizi che un’associazione di rappresentanza può dare alle imprese. “Rappresentare chi, rappresentare come?”. Zandonai ha posto l’accento sulla necessità di affrontare in modo razionale e funzionale la trasformazione che stiamo vivendo con l’avvento delle nuove piattaforme, che sono efficaci ed efficienti se utilizzate consapevolmente; consentono di costruire una nuova intermediazione sociale, producendo nuovi significati e sono utili al movimento della cooperazione, che ha nel fare comunità la sua missione.

È intervenuto anche il Presidente di Raiffeisenverband Herbert Von Leon che ha firmato il codice etico elaborato insieme ai vertici di Coopbund Alto Adige Südtirol. Parole di elogio per il passo intrapreso sono state formulate anche dal Vice presidente della Giunta provinciale Giuliano Vettorato: “La provincia di Bolzano, al centro dell’Europa, fonde tre culture e a ha tre peculiarità: innovazione, volontariato e cooperazione. Fare rete è fondamentale per crescere”.

Anche i presidenti delle associazioni di rappresentanza Mauro Lusetti per Legacoop e Maurizio Gardini per Confcooperative hanno espresso la loro soddisfazione e hanno augurato il meglio per questo nuovo percorso che vede due centrali cooperative unire le forze per dare più forza alla voce e rispondere ancora meglio alle esigenze delle cooperative associate.

Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, ha posto l’accento sull’importanza di accompagnare le cooperative verso il processo della digitalizzazione e della sostenibilità. “L’unificazione – ha detto - è stata da noi condivisa fin da subito. Abbiamo colto l’opportunità e il valore di creare una forte rappresentanza. Nel processo avviato è stato molto importante il ruolo esercitato dal Raiffeisenverband, con cui c’è stata e ci sarà sempre una forte sinergia. Il futuro non ce lo può togliere nessuno, perché dobbiamo rispondere alle richieste dei nostri soci”.  Mauro Lusetti, presidente Legacoop nazionale: “Questa esperienza mette insieme, unisce, aumenta la capacità di rappresentanza ed è aperta. Siamo una comunità che si unisce e al tempo stesso apre la porta alla società che ci ospita. Insieme possiamo affrontare le sfide del futuro, a cominciare dalle innovazioni tecnologiche e la digitalizzazione”.  

L’associazione Coopbund Alto Adige Südtirol conta ad oggi 220 cooperative associate - con quasi 30mila soci - attive nei settori sociale, lavoro, servizi, edilizia, agricoltura e consumo. Per quanto riguarda la dirigenza di Coopbund, dopo il percorso di unificazione: Heini Grandi rimane il Presidente, Monica Devilli la Vicepresidente e Stefano Ruele il Direttore. Il consiglio di Presidenza di Legacoopbund è stato aperto a tre nuovi membri provenienti da Confcooperative Alto Adige Südtirol. L’attuale presidenza di Coopbund Alto Adige Südtirol è quindi composta da 21 membri rappresentanti di altrettante cooperative in diversi settori.

 

 

 

Pubblicato in Trentino-Alto Adige

In poco più di un anno l’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo ha ucciso più di 2.000 persone e il tasso di mortalità è del 67%, paragonabile a quello dell’epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale quando non erano disponibili trattamenti terapeutici né un vaccino altamente efficace. Per Medici Senza Frontiere (MSF) uno dei problemi principali è la lentezza delle attività di vaccinazione, anche a causa della mancata trasparenza sulle forniture da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. MSF chiede l’istituzione di un comitato indipendente per favorire una gestione più trasparente del programma di vaccinazione.

Almeno il 40% dei decessi è avvenuto in casa prima ancora che le persone fossero identificate come pazienti. Grazie agli sforzi del Ministero della Salute e dell’OMS, circa 225.000 persone sono state vaccinate con il rVSV-ZEBOV, un vaccino innovativo prodotto dalla Merck che ha dimostrato alti livelli di efficacia. Questo numero resta però ampiamente insufficiente, come dimostra il fatto che l’epidemia continua a tornare in aree coperte dalla vaccinazione o rimaste per lunghi periodi senza nuovi casi. Solo una parte della popolazione eleggibile sta beneficiando del vaccino, mentre l’OMS continua a imporre limitazioni sul numero di dosi utilizzabili sul campo.

“Accelerare le vaccinazioni è necessario e fattibile: almeno 2.000-2.500 persone potrebbero essere vaccinate ogni giorno, invece delle 500-1000 attuali. Abbiamo un vaccino sicuro ed efficace; abbiamo team pronti a intervenire; non abbiamo problemi con la catena del freddo; ci sono abbastanza dosi da coprire i bisogni attuali e oltre, come confermato dal produttore; e quando bene informata, gran parte della popolazione vuole essere vaccinata” dice la dott.ssa Isabelle Defourny, direttore delle operazioni MSF. “Ma l’OMS sta limitando la disponibilità del vaccino sul campo e i criteri di eleggibilità per ragioni non chiare. Anche quando si tratta di operatori sanitari in prima linea, popolazione conosciuta e facilmente raggiungibile: in un hotspot dell’epidemia come Beni, quasi un terzo di loro ha dichiarato di non essere stato vaccinato.”

“La sfiducia e la resistenza delle comunità sono spesso indicate come il principale ostacolo nella lotta contro l’Ebola. In realtà, le persone cercherebbero le cure se avessimo detto loro in modo chiaro che possono ricevere trattamenti in grado di aumentare le loro probabilità di sopravvivere” spiega la dott.ssa Natalie Roberts, coordinatore MSF dell’Emergenza. “Più persone verrebbero anche a farsi vaccinare se sapessero che possono essere protette dal virus grazie a un vaccino che si è dimostrato altamente efficace. Dobbiamo smettere di puntare il dito sulle comunità e garantire che più persone abbiano accesso a trattamenti e vaccini.”

Gli sforzi di MSF per aumentare l’accesso alla vaccinazione, in collaborazione con il Ministero della Salute e in linea con le raccomandazioni dello Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) nel maggio 2019, sono state frustrate dagli stretti controlli sulle forniture e i criteri di eleggibilità imposti dall’OMS. Le équipe di vaccinazione di MSF in Nord Kivu sono spesso rimaste in attesa di ricevere una manciata di dosi riservate a persone incluse in una lista predefinita.

“Il tempo è un elemento essenziale in un’epidemia: le équipe mediche devono poter fornire tempestivamente trattamenti e vaccini” continua la dott.ssa Roberts. “Se una madre si è presa cura di un figlio a cui è stata poi diagnosticata l’Ebola, non solo vogliamo trattare il figlio, ma anche fornire alla madre la profilassi post-esposizione e vaccinare tutta la comunità perché sia immune nel caso sviluppasse la malattia. Ma la nostra capacità di effettuare valutazioni in tempo reale e reagire di conseguenza è gravemente compromessa da rigidità del sistema difficili da capire. È come dare ai pompieri un secchio d’acqua per estinguere un incendio, permettendo loro di usarne solo un bicchiere al giorno. Vediamo continuamente contatti conosciuti di pazienti confermati che non hanno ricevuto il vaccino nonostante la loro eleggibilità.”

Queste restrizioni sembrano ingiustificate: il vaccino ha dimostrato di essere sicuro e di garantire un alto livello di protezione in un trial in Guinea nel 2015. In mancanza di un’approvazione normativa, il Ministero della Salute congolese e l’OMS hanno consentito l’utilizzo del vaccino grazie all’Expanded Access framework. La Merck ha recentemente affermato che oltre alle 245.000 dosi già consegnate all’OMS, è pronta a spedirne altre 190.000 se richieste e che ulteriori 650.000 dosi saranno disponibili nei prossimi 6-18 mesi.

“Per consentire il miglior uso di strumenti innovativi in un’epidemia, la trasparenza è chiave” conclude la dott.ssa Roberts. “Come possiamo supportare le autorità congolesi nell’utilizzare questi strumenti, come possiamo aspettarci che le persone in Congo abbiano fiducia in un sistema che non è nemmeno trasparente con gli operatori in prima linea come MSF?”

MSF chiede la creazione urgente di un comitato internazionale e indipendente di coordinamento, basato sul modello del Gruppo di Coordinamento Internazionale creato nel 1997 e composto da MSF, Federazione Internazionale della Croce Rossa, Unicef e OMS, che è riuscito a gestire gravi epidemie di meningite, colera e febbre gialla con scorte limitate di vaccini. Il comitato riunirebbe i partner per migliorare il coordinamento sulla vaccinazione, aumentare la trasparenza nella gestione degli stock, condividere dati, facilitare un dialogo con i produttori e infine garantire che il vaccino venga fornito a tutte le persone a maggior rischio di esposizione al virus.

La diffusione del vaccino contro l’Ebola è una delle sfide attuali della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF, nata nel 1999 per promuovere l’accessibilità delle cure, stimolare ricerca e sviluppo di terapie innovative e abbattere le barriere politiche, economiche e legali che impediscono alle persone di ricevere i trattamenti di cui hanno bisogno. Tutti i dettagli su www.msf.it/spazioallecure

 

 

 

 

Pubblicato in Salute

Al via la fiera “Ricomincio dai Libri”. Mercoledì 25 Settembre alle ore 11 presso lo Spazio Nea, in via S. Maria di Costantinopoli 53 (Napoli), verrà presentata la sesta edizione Per questa edizione è stata scelta la splendida location della Fondazione Foqus, un esempio virtuoso di rigenerazione urbana nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Come per tutte le altre edizioni anche quest'anno Ricomincio dai Libri sarà a ingresso gratuito.

Il programma verrà svelato durante la conferenza stampa. Tema di quest'edizione è "Prendiamoci cura" e anche quest'anno il direttore artistico della manifestazione sarà lo scrittore napoletano Lorenzo Marone. “Mai come in questo momento storico e politico che viviamo la parola “cura” assume un valore universale che ognuno di noi, nel suo piccolo, deve esportare. Cura per questo nostro pianeta sempre più sfruttato – dichiara Marone - , cura per l’altro, per l’estraneo, il bisognoso, l’ultimo, cura per se stessi, per uno sviluppo sempre più forte dell’individuo, cura per le Istituzioni (sbeffeggiate a volte dai nostri stessi politici) e per il senso dello Stato, per la cultura, per le scienze e la conoscenza”.

“Tre giorni di incontri – conclude Marone - in un quartiere complesso di Napoli, per fare questo: mettere al centro del discorso l’obbligo morale che abbiamo nel tendere la mano. Oggi più di ieri”. Anche quest'anno il cuore pulsante di Ricomincio dai Libri sono le associazioni.

"Le parole, la lettura, la cultura sono armi importanti per prendersi cura di sé, degli altri e del territorio circostante - spiega l'Assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta - ed è importante sostenere ogni progetto che parli ai ragazzi e faccia scoprire loro un mondo fatto di valori positivi, umanità e rigenerazione. Ricomincio dai Libri rappresenta proprio questo, è una significativa opportunità per rafforzare le molteplici espressioni di cittadinanza attiva al servizio della comunità locale, per favorire lo sviluppo di reti stabili fra associazioni e sostenere nuove pratiche di diffusione territoriale".

Dopo il Mann, il Museo Archeologico Nazionale, che ha ospitato con successo la scorsa edizione gli organizzatori rilanciano con una nuova sede, nel cuore dei Quartieri Spagnoli: la Fondazione Foqus, presieduta da Rachele Furfaro.

“Ricomincio dai libri è la prima grande fiera che si realizzerà a Foqus – dichiara la presidente Furfaro -, che da oggi dimostra di poter e saper accogliere e organizzare nei propri spazi eventi e iniziative complesse, diventando così un nuovo spazio di manifestazioni per Napoli, nel cuore della città. Ospiteremo autori, libri, editori, pubblico, in uno spazio dove ogni giorno, per tutti i giorni dell’anno, la lettura, l’immaginazione e il racconto sono parte essenziale del nostro progetto educativo di comunità. Per questo posso dire che Foqus e i Quartieri Spagnoli salutano gli autori che qui dialogheranno con il pubblico, come si saluta e si ritrova un amico”.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Napoli e dal Ministero dell'Ambiente

La presidente dell'associazione Ricomincio dai Libri spiega così il motivo che lega il tema dell'ambiente a quello della cultura: “Spesso le persone parlano dei libri che stanno leggendo come una “coccola” quotidiana o del tempo che trascorrono a leggere come un momento che dedicano solo a se stessi – dichiara Deborah Divertito, presidente dell'associazione Ricomincio dai Libri - . Le storie che i libri ci raccontano hanno una potenza e un potenziale che neanche immaginiamo, e possono essere la cura a delle storture che stiamo vivendo in questo momento storico e non solo nel nostro Paese. Di qui, la sensibilità di molti di noi organizzatori nei confronti delle tematiche ambientali, di quello che stiamo facendo al nostro pianeta, di quanto poco facciamo e di quanto molto dovremmo invece fare. Ed è inevitabile che questa sensibilità si traduce anche in cura delle relazioni con l’altro, delle proprie emozioni e di noi stessi come individui e come comunità. Ci sembrava assolutamente in linea con quelle che sentiamo anche come nostre esigenze”.

Non poteva mancare l'omaggio allo scrittore e filosofo Luciano De Crescenzo, scomparso lo scorso luglio. Le sale prenderanno i nomi dei personaggi e dei condomini del film “Così parlò Bellavista” e sabato 5 ottobre si terrà un incontro dedicato a De Crescenzo a cura di Pino Imperatore che sarà presente in sede di conferenza stampa.

 

 

 

Pubblicato in Cultura

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha terminato gli esami sui primi campioni di vegetali prelevati nell’area interessata dall’incendio verificatosi presso l’azienda ICS Spa, situata nella zona industriale località Pianodardine del comune di Avellino, per monitorare i livelli di diossina e i PCB-diossina simili. 

Gli esiti analitici evidenziano che i campioni presi in esame fino ad ora sono al di sotto dei livelli di azione previsti dalla normativa europea e, pertanto, non destano preoccupazione per eventuali ricadute sulla salute della popolazione. 

“Questa mattina, inoltre, sono stati consegnati altri campioni presso il laboratorio per le diossine dell’IZSM prelevati in altri punti previsti dal piano di controllo dell’area interessata dall’incendio” spiega Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. “I controlli proseguiranno verificando tutte le fasi della catena alimentare, come produzioni agricole e zootecniche”, conclude.

I cittadini, però, vogliono vederci chiaro e si mobilitano per la difesa dell'ambiente. "Le cause dell'incendio della ICS sono ancora ignote - dichiara Stefano Iannillo di Soma - Solidarietà e Mutualismo Avellino - c'è un'indagine in corso con diverse ipotesi di reato. Avere più chiaro il quadro sicuramente ci aiuterà a fotografare al meglio il disastro. Il contesto però lo conosciamo: un sistema produttivo antiquato, parzialmente in dismissione, inquinante a prescindere dagli incendi,pieno di interessi clientelari e consortili. La riconversione dell'area industriale e la definizione di un modello di sviluppo sono priorità fondamentali: da questo punto di vista la posizione della CGIL Avellino è impeccabile - vi invito a leggerla - e merita il sostegno di tutta la popolazione".

Poi annuncia i prossimi appuntamenti in piazza: "la prossima sarà una settimana importante con la settimana di mobilitazione per il futuro lanciata dal movimento di Gretha Thumberg, lo sciopero globale del 27 Settembre di Fridays for Future Avellino, la discussione in consiglio comunale sulla dichiarazione di emergenza climatica, una probabile manifestazione del 29 settembre sul caso ICS".

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Esplorare il mondo di un bambino con epilessia attraverso il gioco. È in occasione dell’apertura dell’anno scolastico che LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia) lancia “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, la prima campagna educativa digitale sull’epilessia nelle scuole. Una piattaforma digitale interattiva in ambito educativo destinata a docenti e alunni di età compresa tra gli 8 e i 12 anni che ha come obiettivo principale quello di far conoscere l’epilessia, l’impatto che questa ha sul bambino che ne soffre e colmare quelle lacune sugli interventi da effettuare nel caso si assista ad una crisi epilettica.

Dalla diagnosi alle cure, dai fattori scatenanti alle manifestazioni cliniche di una crisi epilettica. Una conoscenza approfondita, quella offerta agli insegnanti e agli studenti, garantita attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice e l’interazione con personaggi animati in grado di catturare l’attenzione dei più piccoli. Giochi educativi, tool interattivi, interviste animate e video sono gli strumenti al centro della prima campagna educativa digitale su questa impattante patologia.

Ancora molte le lacune manifestate in ambito scolastico sull’epilessia, una condizione neurologica che fa registrare, solo nel nostro Paese, circa 500.000 casi, molto spesso bambini. Oltre il 60% degli insegnanti, infatti, non conosce le regole da seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da crisi epilettica (secondo una indagine condotta dalla stessa LICE presso i plessi scolastici italiani). E ancora troppi i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.

“La qualità di vita di chi soffre di epilessia dipende molto anche dagli altri e da quanto sanno di questa sindrome neurologica – ha commentato Oriano Mecarelli, Presidente LICE -. Al disagio personale spesso si aggiungono i pregiudizi e le paure degli altri. Le maggiori difficoltà di inserimento scolastico, infatti, non derivano da un ritardo mentale del bambino che soffre di epilessia, ma dall’atteggiamento negativo dei compagni che, non conoscendo la patologia, assumono nei suoi confronti comportamenti di scherno e allontanamento, aggiungendo disagio al disagio. Ecco perché conoscere l’epilessia è il passo fondamentale per abbattere barriere e sconfiggere inutili paure. Noi di LICE siamo orgogliosi di questo progetto e ci auguriamo che i docenti iscritti alla piattaforma siano numerosissimi. A loro disposizione, sulla piattaforma, risorse e materiali scaricabili che si riveleranno fondamentali per poter guidare adeguatamente la classe”.

Un’intera sezione sarà dedicata a come aiutare un bambino che soffre di epilessia. Giochi interattivi chiari e d’impatto insegneranno ad assistere un compagno con crisi epilettica o a offrire il proprio aiuto all’insegnante che lo sta soccorrendo. Gli studenti potranno così diventare protagonisti di un processo di apprendimento attivo attraverso domande condivise, curiosità e applicazioni pratiche di quanto appreso. Veri e propri laboratori di “saper fare” per garantire il coinvolgimento dei destinatari, una necessaria efficacia didattica e una corretta componente ludico-operativa.

I contenuti scientifici sono stati forniti e validati dal Comitato Scientifico e dal Consiglio Direttivo della Lega Italiana Contro l’Epilessia. La piattaforma è stata sviluppata da un team di sociologi, pedagogisti ed esperti in comunicazione digitale e sfrutta le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

 

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Ha l’obiettivo di prevenire il rischio di aggressione, fenomeno per lo più sottovalutato, e di sensibilizzare sul tema i lavoratori delle cooperative del Veneto associate a Legacoop che ogni giorno svolgono servizi a contatto con il pubblico. È il progetto biennale realizzato da Legacoop Veneto con la compartecipazione di Inail-Direzione Regionale Veneto, che coinvolge le cooperative sociali di tipo A e B attive in servizi pubblici e sanitari le coop culturali e quelle di servizi che svolgono attività di vigilanza, biglietteria, trasporti, guardiania.

Un’indagine condotta su un campione di lavoratori di imprese del territorio regionale ha analizzato il livello di consapevolezza del rischio e i fattori di incidenza, i profili delle vittime e la tipologia degli episodi di aggressione, le emozioni e le reazioni generate. Il progetto, che vede la collaborazione di Isfid Prisma, società di servizi di Legacoop Veneto, prende origine dal protocollo “La prevenzione del rischio aggressività in contesti di assistenza sanitaria e di servizi pubblici”, primo in Veneto sul tema, siglato lo scorso dicembre dalle due realtà.

A presentare alla stampa l’indagine, nonché obiettivi e azioni del progetto in conferenza stampa, martedì 24 settembre a Marghera presso la sala azzurra della sede regionale di Legacoop Veneto (via Ulloa 5, terzo piano) saranno: Davide Mantovanelli, responsabile del progetto per Legacoop Veneto e responsabile Settore CulTurMedia Legacoop Veneto; Daniela Petrucci, direttore regionale Inail Veneto; Emilia Carlucci, vicepresidente Legacoop Veneto.

Pubblicato in Lavoro

In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia del 10 ottobre è possibile prenotare gratuitamente colloqui con uno psicologo grazie alla disponibilità dei professionisti del Centro Polifunzionale Astrolabio di Novate e della Casetta Gialla di Vimodrone che hanno deciso di aderire all'appello dell'ordine degli Psicologi.

Durante la giornata di giovedì 10 ottobre 2019 è possibile prenotare gratuitamente un primo colloquio presso due strutture gestite da Koinè cooperativa sociale: Centro Polifunzionale Astrolabio, via Curie 10b, Novate Milanese con la dottoressa Veronica Galassi, dalle 9.00 alle 13.00.

La Casetta Gialla, via Fiume Vimodrone con la dottoressa Vera Pasquino dalle 13.00 alle 17.00. Perchè rivolgersi a uno psicologo? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Valentina Bubba, psicologa del  Centro Polifunzionale Astrolabio 

"Chi si rivolge a uno psicologo è meno "matto" di chi persiste nel suo dolore, di chi rinvia sempre, pensando che passerà e di chi temporeggia senza trovare mai soluzioni. Chi si rivolge a me e ai miei colleghi è più consapevole e forte di tante altre persone, va contro un adattamento ad uno stile di vita che spesso non si condivide appieno, ma si accetta passivamente. I sintomi o i disagi, le sofferenze, i dubbi sono segnali che ci indicano qualcosa che non va, che l'equilibrio psico – fisico si è rotto ed incita a una presa di coscienza, un cambiamento. In questi casi rivolgersi a uno psicologo significa darsi una possibilità di riscatto verso sé stesso, un risveglio dal letargo."

Astrolabio è un luogo dove si attivano le risorse già esistenti sul territorio, costruendo e favorendo i legami tra i cittadini, lo sviluppo della coesione sociale attraverso incontri, eventi e iniziative culturali, sociali e ambientali.

Pubblicato in Lombardia
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