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Martedì, 12 Novembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 27 Settembre 2019 - nelPaese.it

Dopo i rinvii alla Corte costituzionale dei Tribunali di Milano e Ancona, anche il Giudice di Ferrara afferma la illegittimità costituzionale della esclusione dei richiedenti asilo dalla iscrizione anagrafica, esclusione prevista dall'art. 13 DL. 113/18 (il cd. Decreto sicurezza).

Il Giudice ha chiarito che il divieto di iscrizione all'anagrafe, opposto a una particolare categoria di stranieri (i richiedenti asilo), costituisce una ingiustificata compressione del loro diritto alla residenza – che viola gli artt. 3 della Costituzione, l'art. 2 del protocollo IV della CEDU e l'art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici - e si pone peraltro in contrasto con "le esigenze di controllo sociale e sicurezza che proprio il legislatore si proponeva di perseguire".

Secondo il Tribunale l'argomentazione – sostenuta dal Comune – secondo la quale l'esclusione sarebbe giustificata dalla provvisorietà del permesso di soggiorno per richiesta d'asilo non ha fondamento perché tale "richiesta è provvisoria non per sé stessa, in quanto presupposto del riconoscimento della protezione, destinato a stabilizzarsi e producendo effetti ex ante." Dunque, anche il Giudice di Ferrara ha rinviato la causa alla Corte Costituzionale affinché cancelli questa norma contraria ai principi costituzionali e per di più del tutto inutile. Allo stesso tempo, ad evitare che l'interessato si trovi, in attesa del giudizio, a subire i danni della esclusione ha ordinato al Comune di procedere all'iscrizione.

In attesa della decisione della Corte è ora importante che tutti i richiedenti asilo propongano domanda di iscrizione (posto che in mancanza difficilmente potrebbero beneficiare degli effetti retroattivi di una eventuale sentenza favorevole della Corte Costituzionale) e soprattutto che i comuni consentano l'iscrizione ad evitare che, nelle more della decisione, i richiedenti asilo subiscano i danni di una ingiustificata esclusione.

 

Pubblicato in Migrazioni

Il dialogo tra arte e natura: attorno a questo si sviluppa la seconda edizione del progetto Effetto Polvere la cui inaugurazione si svolgerà sabato 28 settembre a Reggio Emilia, presso La Polveriera e per le strade del quartiere Mirabello.

Ideato e diretto dalle associazioni GLAM – Gruppo Libero Autogestito di Movimento, Il Filo di Paglia e NEON aps, grazie al contributo della Regione Emilia Romagna e con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, questa edizione, intitolata "Il suono della terra" e che si presenta in forma rinnovata, prevede vari appuntamenti gratuiti con camminate percettive esperienziali, conversazioni con ricercatori e artisti, produzioni originali di danza, suoni, movimento.

Il primo appuntamento è sabato 28 settembre alle ore 11 a Reggio Emilia presso SPAN13 a La Polveriera (via Terrachini 18), con la conferenza del geologo Giovanni Michiara sul respiro della terra, un microtremore sismico sempre presente, impercettibile ai nostri sensi ma che, grazie a strumenti di registrazione, è possibile rendere udibile alle nostre orecchie. I suoni della terra, campionati da Michiara, saranno trasformati dal musicista Lorenzo Valdesalici in un live set elettronico.

Nel pomeriggio alle ore 14.30 si svolgerà la conversazione con l'artista Giovanni Nicolini sulla funzione politica dell'arte e dell'esperienza creativa: "Perchè non posso anch'io farmi poeta?". Sarà l'introduzione alla camminata percettiva condotta dall'artista Elena Giachetti, insieme ad altri performer del gruppo GLAM, che inizierà da SPAN13 e inviterà i partecipanti ad esplorare il paesaggio urbano con occhi nuovi, per riscoprire l'importanza di una presenza sensibile, attenta nello spazio.

La camminata troverà un momento di sosta nel Parco dell'ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro, con il "dispositivo di rilevamento e generatore di forme" di Ilaria Lusetti e Camilla Casadei Maldini, per poi ricondurre il pubblico in SPAN13-La Polveriera per un aperitivo e una serata di suoni. Alle ore 20 seguirà la performance di Luciano Bosi con il progetto "Geantropophonia" indagine sul legame tra uomo e ambiente attraverso le sonorità percussive di strumenti che portano con sè la voce degli elementi naturali. Dopo la sonorizzazione live del musicista Lorenzo Valdesalici, la serata si concluderà alle ore 22 con il djset di Nicola Guarino.

Effetto Polvere proseguirà nel weekend del 12 e 13 ottobre con camminate percettive sui sentieri dell'Appennino. Sabato 12 ottobre a Villa Minozzo (Reggio Emilia), sulle pendici del Prampa, lungo la strada forestale Stracorada, si svolgerà una camminata percettiva accompagnati dai performer Elena Giachetti e Davide Tagliavini e dalle guide ambientali dell'associazione Altri Passi (con partenza dalla Rocca di Minozzo).

Domenica 13 ottobre a Corchia, Berceto (Parma) si svolgerà una camminata esperienziale a cura dell'associazione Il Filo di Paglia con gli abitanti di Corchia, dal Museo Martino Jasoni sul Sentiero dei Saggi, per riscoprire il paesaggio dell'Appennino attraverso i suoni della terra campionati dal geologo Giovanni Michiara e le performance danzate di Maria Carpaneto, con rivisitazioni sonore live a cura di Lorenzo Valdesalici. A seguire un buffet sotto i castagni secolari a cura della Pizzeria Iasoni di Corchia.

Il progetto si realizza in collaborazione con Associazione Villa Cultura, Comune di Villa Minozzo, Comune di Berceto, La Polveriera, Coress Il Piccolo Principe, Villa Cultura, Altri Passi, Art Container. Il programma è scaricabile al link: https://qrco.de/bbEd51

 

Pubblicato in Cultura

Gli anziani (over 65 anni) e i grandi adulti (tra i 50 e i 64 anni) LGBTI non sono il segmento più fragile della comunità LGBTI: riferiscono di essere raramente bersaglio di discriminazioni e non riportano pensieri depressivi rispetto a questo fenomeno, come al contrario fanno giovani e giovanissimi.

Tuttavia temono molto l'invecchiamento, più di quanto facciano i loro coevi non LGBTI: rispetto a questi ultimi tendono più facilmente a ritrovarsi soli (quasi 6 anziani LGBTI su 10 vivono da soli, contro il 37,3 % dei coevi eterosessuali) e in una società familista, cioè che costruisce reti di sostegno principalmente a partire dalle famiglie, temono che la loro condizione di famiglie unipersonali li faccia scivolare verso l'esclusione sociale.

Per questo, anziani e grandi adulti LGBTI sognano spazi sociali intergenerazionali per trascorrere il tempo libero e costruire relazioni, e guardano con grande entusiasmo ai progetti di co-housing per la terza età, specie se programmati con anticipo, cioè prima che un cambio di residenza cominci a rappresentare la perdita di quelle relazioni di vicinato che sopperiscono, nell'invecchiamento, alla perdita dell'autosufficienza. Sono questi alcuni tratti della fotografia scattata da "Silver Rainbow. Azioni multilivello per l'invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBTI, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell'accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI", progetto promosso da Arcigay e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto ha già realizzato due delle tre azioni previste: a inizio 2019, è stato diffuso un sondaggio online - dal titolo Gli anni che passano, a cura del dott. Raffaele Lelleri, sociologo e responsabile scientifico del progetto - che trattava i temi della visibilità personale e sociale, dell'appartenenza e della partecipazione, della salute e del benessere, delle discriminazioni e delle vittimizzazione, delle reti di aiuto presenti e future, dei vissuti in rapporto al proprio invecchiare e del co-housing. Il sondaggio  ha ricevuto ben 3.006 risposte, di cui 2.975 validate  (2.312 di rispondenti LGBTI+ e 663 di rispondenti eterosessuali).

 In particolare, le persone LGBTI almeno 50enni nel campione sono 684; 91 quelle con almeno 65 anni. Il target misto (per età e per orientamento sessuale) permette di capire se e in che misura la vita delle persone LGBTI grandi adulte e anziane è specifica o comune a quella delle altre generazioni LGBTI e delle persone eterosessuali di pari età.  Per la ricca articolazione dei suoi obiettivi, la sua complessità metodologica, la copertura nazionale e l'inedita numerosità campionaria del suo target principale, Gli anni che passano è un punto di riferimento sui temi dell'invecchiamento e della vecchiaia LGBTI oggi in Italia.  

La seconda azione, realizzata tra febbraio e aprile 2019, consiste in sei   focus group, organizzati in sei diverse città (Padova, Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna) e aperti a rappresentanti della comunità LGBTI di età non inferiore a 50 anni e che hanno coinvolto in tutto 61 persone. I focus group sono una modalità di intervista collettiva, della durata di circa 2 ore, facilitata da un conduttore, in questo caso la dottoressa  Ilaria Iseppato, PhD in Sociologia, che ha il ruolo di proporre stimoli e quesiti utili alla riflessione rispetto alle tematiche oggetto di indagine, agevolando la discussione ed il confronto. I risultati di entrambe le azioni saranno presentati dal dott. Lelleri e dalla dott.ssa Iseppato nella conferenza in programma domani, 27 settembre, alle 18 al centro sociale Giorgio Costa di Bologna (via Azzo Gardino 48, ingresso libero).  

Sempre nell'ambito del progetto Silver Rainbow, è stato avviato un rapporto di collaborazione con il Comune di Torino per l'organizzazione del futuro approfondimento formativo dedicato agli operatori pubblici e privati impegnati nel lavoro quotidiano con le persone di terza e quarta età ed è stata realizzata una FAD (Formazione a distanza) sulla piattaforma associativa di Arcigay, composta di 2 moduli  da 6 lezioni ognuno, con test di verifica dell'apprendimento, basato sulla più recente letteratura scientifica sull'invecchiamento e la terza/quarta età e sul  report della ricerca sociale.

Infine, il progetto sta lavorando alla conclusione della sua terza azione, che consiste in una ricerca sul co-housing LGBTI, che prevede uno studio dello stato dell'arte delle esperienze attive in Italia e in alcune città europee e la valutazione degli elementi normativi e tecnici per la realizzazione di uno studio di fattibilità e per l'implementazione di un'esperienza locale. Tale studio sarà presentato a inizio 2020.  

Per maggiori informazioni sul progetto Silver Rainbow è possibile consultare il sito www.arcigay.it/cosafacciamo/salute/silver-rainbow o la pagina Facebook www.facebook.com/silverainbow.  

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