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Lunedì, 14 Ottobre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 04 Settembre 2019 - nelPaese.it

Il 21 settembre in oltre 150 Paesi si celebra il World Cleanup Day, la più grande azione civica di pulizia del mondo. I numeri della prima edizione, quella dello scorso 15 settembre, sono importanti. Quest’anno possiamo e vogliamo migliorarli anche grazie all’ampliamento della rete. La strada per risolvere il dramma dello smaltimento o riuso illegale dei rifiuti è lunga e tortuosa, ma le attività di ricerca e sviluppo, oltre che le azioni di pulizia, non si fermano.

L’obiettivo di quest’anno è il coinvolgimento del 5 per cento della popolazione mondiale. Un traguardo importante. Per raggiungerlo Let’s Do It! Italy potrà contare sull’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ha accolto con favore la richiesta di partenariato inviata da Let’s Do It! Italy. Si confermano partner di questa edizione due aziende che stanno spostando sempre più la propria attenzione sulla sostenibilità: Decathlon e Carrefour. Tra le aziende si aggiungono Philip Morris, Booking Cares.

«In Decathlon – ha detto il responsabile alla sostenibilità dell’azienda, Giorgio Possi – creiamo articoli sportivi che verranno utilizzati anche all'esterno, in natura. Sta a noi prenderci cura di questo ambiente naturale per proteggere il nostro senso (rendere lo sport accessibile al maggior numero di persone). Mantenendo puliti i luoghi di pratica sportiva, contribuiremo a far sì che rimangano in buono stato anche per le generazioni future. Siamo dunque fieri di far parte di questa iniziativa».

«Siamo molto orgogliosi di partecipare anche quest’anno alla giornata del World Clean Up Day e proseguire nella nostra missione di sensibilizzazione di clienti e collaboratori verso stili di vita sostenibili e consumi responsabili. Proteggere il pianeta è per Carrefour Italia una responsabilità e un’opportunità, perché la condizione attuale dell’ambiente impone a tutti noi, come singoli e come imprese, di considerare attentamente l’impatto delle nostre azioni e abitudini sul nostro pianeta», afferma Alfio Fontana, Responsabile Corporate Social Responsibility Carrefour Italia.

«La coesione internazionale su questo tema sta portando i primi risultati. Quest’anno in Italia partiamo dalle oltre duecento azioni dello scorso anno. Siamo fiduciosi che il numero cresca anche per le adesioni che stanno arrivando. L’aumento dell’inquinamento sta danneggiando la salute pubblica, la qualità dell'acqua e dell'aria». A dichiararlo il presidente di Let’s Do It! Italy, Vincenzo Capasso.

Hanno già aderito al World Cleanup Day Legambiente con Puliamo il mondo, Zero Waste Italia, Aica, Retake Italia, Aiesec, La Gaiola Onlus, Forum dei Giovani, Cleanap, Plasticaqquà Taranto, Vitaru, Fondali Campania, Radio Siani, Clean Coast Sardinia, 3Place, Nemo Ischia, Facta Scafati.

 

 

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

"C’è un enorme bisogno di interventi sociali puntuali, diffusi, integrati, in rete, per superare disuguaglianze, per garantire diritti, per sostenere uno sviluppo equo, solidale, ecologico della società. Il nuovo governo, se vuole davvero essere di svolta, deve mettere al centro della sua azione politiche di welfare innovative e non assistenziali", dichiara Riccardo De Facci, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), 

“Tra le prime misure che ci attendiamo dall’esecutivo che sta per nascere”, continua De Facci, “ci sono il corposo rifinanziamento del Fondo nazionale politiche sociali e dellepolitiche giovanili, il rilancio di culture ecologiche e di economia circolare, una seria lotta alla povertà, una reale applicazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutta Italia. Sarebbe, poi, opportuno riprendere una stagione della partecipazione diretta, promuovendo consultazioni centrali e periferiche sullo stato del welfare nel nostro paese, come la Conferenza nazionale sulle droghe. E vorremmo superare definitivamente l’ondata di odio che in questi ultimi anni si è accanita contro il mondo della solidarietà, il mutualismo, i poveri e le diversità.”

“Sarà su questi temi e su quello che realmente realizzerà soprattutto per i più vulnerabili che misureremo l’efficacia del nuovo governo”, conclude De Facci. “Noi siamo pronti a fare la nostra parte, portando la voce dei territori che ci interroga quotidianamente e che una politica seria dovrebbe rimparare ad ascoltare”.

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Durante i periodi caldi del Quaternario (interglaciali) le precipitazioni invernali sono aumentate nella regione del nord mediterraneo, molto probabilmente a causa delle alte temperature della superficie marina ed effetti analoghi potrebbero verificarsi nel prossimo futuro a seguito del riscaldamento climatico indotto dalle attività umane.

È quanto afferma la ricerca internazionale Mediterranean winter rainfall in phase with African monsoons during the past 1.36 million years condotta nell'ambito dell'International Continental Drilling Program (ICDP) che vede tra i partner italiani l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), le Università di Pisa, Firenze, Bari, Reggio Emilia, Roma Sapienza e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature.

"Il progetto è stato realizzato con l'obiettivo di ottenere nuovi dati per vincolare l'età e l'origine del lago di Ohrid (Ocrida), la storia climatica della regione mediterranea e le cause che sottendono l'elevato grado di endemismo e di biodiversità della zona", spiega Leonardo Sagnotti, Direttore del Dipartimento Ambiente dell'INGV e coautore della ricerca. "A tal proposito sono state realizzate delle campagne di perforazione lacustre in una profondità d'acqua di 245 metri, che hanno consentito il recupero di 568 m di sedimenti al fondo del lago".

Il lago di Ohrid è famoso per la sua eccezionale biodiversità, con oltre 300 specie animali e vegetali endemiche che non si trovano in altri luoghi del mondo. "Integrando diverse tecniche scientifiche siamo arrivati ad avere una comprensione ben vincolata dei cambiamenti climatici e ambientali registrati nei sedimenti. È emerso che il lago ha iniziato a formarsi 1.36 milioni di anni fa ed è esistito con continuità da allora", prosegue Leonardo Sagnotti.

La successione di sedimenti ha permesso quindi di ricostruire in dettaglio le variazioni climatiche e l'intera storia geologica del bacino lacustre. "I modelli di simulazione climatica indicano che durante gli intervalli interglaciali si è intensificata la ciclogenesi, la formazione di zone di bassa pressione atmosferica, sul mediterraneo occidentale, soprattutto nei mesi autunnali. Questa condizione è dovuta con buona probabilità alle alte temperature della superficie marina, che porta a precipitazioni considerevolmente maggiori nelle regioni che bordano la sponda nord del mediterraneo. Effetti analoghi potrebbero verificarsi nel prossimo futuro a seguito del riscaldamento climatico indotto dalle attività umane".

Il team di ricerca è stato guidato dal Prof. Bernd Wagner dell'Università di Colonia e coordinato per l'Italia dal Prof. Giovanni Zanchetta del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. "Considerando che le proiezioni climatiche per i prossimi decenni a cura dell' Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) indicano vari scenari plausibili per il futuro del clima nella regione mediterranea, i nuovi risultati scientifici ottenuti con il progetto di perforazione del lago di Ocrida costituiscono un importante supporto per vincolare meglio i modelli di previsione dell'evoluzione climatica futura per il mediterraneo" conclude il ricercatore.

Link alla pubblicazione

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

"Forum Droghe rivolge al Presidente del Consiglio incaricato per la costituzione del nuovo esecutivo Giuseppe Conte un appello perché reinserisca nel programma e nell'azione di governo della nuova coalizione le politiche sulle droghe come punto strategico." 

Lo scrive in una nota Stefano Vecchio, Presidente dell'associazione che si occupa di politiche sulle droghe in Italia e nel mondo dal 1995. "Chiediamo però - sottolinea Vecchio - che sia una politica che segua una netta discontinuità con gli indirizzi stigmatizzanti e incentrati sulla criminalizzazione delle persone che usano droghe sui quali a tutt'oggi poggia l' impalcatura delle nostre leggi."

"La vera emergenza - continua Vecchio - legata alla realtà delle droghe, in realtà, è espressa dal numero elevato di persone che risultano detenute nelle carceri italiane per effetto della legge, invece di essere curate nel circuito dei servizi. Mentre i rappresentanti della criminalità organizzata rappresentano una minoranza, come documentato in modo preciso nel Libro bianco 2019 promosso da Società della ragione, Forum Droghe, Antigone, CNCA, CGIL, Associazione Luca Coscioni e altre organizzazioni, consultabile su Fuoriluogo.it."

"La discontinuità - conclude Vecchio - richiede un cambio di rotta che preveda l'attivazione di un circuito virtuoso che si snodi su 6 tappe. Queste riguardano l'immediata organizzazione della Conferenza Nazionale sulle Droghe che manca da troppi anni, la riforma del Testo Unico sulle Droghe che compie in questi mesi 30 anni, l'esecutività dei Livelli Essenziale di Assistenza (LEA) per quanto riguarda laRiduzione del Danno, la ridiscussione del senso e delle funzioni del Dipartimento Antidroga, una posizione italiana nelle sedi internazionali che mantenga la linea europea di "approccio bilanciato" e che si apra allesperimentazioni in corso in giro per il mondo ed infine la riapertura in Parlamento della discussione delle proposte per la regolamentazione legale della cannabis."

Ecco i punti che Forum Droghe pone all'attenzione del Presidente del Consiglio:

  1. L'immediata organizzazione della Conferenza Nazionale sulle Droghe prevista dalla legge che da oltre dieci anni non viene convocata, seguendo una logica non rituale che analizzi i cambiamenti strutturali intervenuti nel mercato e nei modelli di consumo delle droghe in relazione alle politiche adottate dai diversi governi, promuovendo un dibattito pubblico a più voci sulle nuove prospettive incentrate verso un cambio di rotta strutturale in grado di rispondere alle sfide poste dai cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni rimaste aperte e senza alcuna risposta.
  2. La riforma del DPR n. 309/90 sulla base delle proposte di legge (Senato n. 937 e Camera 865) elaborate da la Società della Ragione, Forum Droghe e altri, che:
    - abroghi l'art 73 e l'art 75 secondo un principio di depenalizzazione completa di tutti i comportamenti legati all'uso di droghe con l'effetto di decongestionare le carceri italiane e di pacificare le relazioni tra i cittadini;
    - preveda una innovazione profonda del sistema dei servizi pubblici con il coinvolgimento del terzo settore attraverso la individuazione di una pluralità di tipologie dei servizi rivolti rivolte ai diversi modelli di consumo secondo la prospettiva della Riduzione del danno e dei rischi;
    - definisca le linee per un Progetto Obiettivo Nazionale che preveda gli standard di base delle politiche dei servizi e degli interventi in generale rivolti alle persone che usano droghe che garantisca l'unitarietà degli indirizzi su scala nazionale stabilendo la percentuale di almeno il 5% sul Fondo Sanitario per tali politiche.
  3. La istituzione di una Commissione mista tra rappresentanti della società civile, delle persone che usano droghe, degli operatori, delle Regioni e dei Ministeri competenti per definire un Atto di Indirizzo della Conferenza Stato-Regioni finalizzato a rendere esigibile gli interventi della Riduzione del Danno previsti dal DPR del 12/01/2017 di aggiornamento dei LEA, seguendo le richieste che la Rete Nazionale delle Associazioni ha già in modo puntuale rivolto alle Regioni e al Ministero della Sanità. E' solo seguendo questa logica tracciata, tra l'altro, dalla legge che si potranno evitare e affrontare in modo pragmatico e efficace i rischi e i possibili danni legati ad esempio alla diffusione degli oppioidi sintetici o delle sostanze psicoattive diversificate anche via internet senza costruire nuovi allarmi e ansie sociali.
  4. Promuovere una discussione pubblica a più voci, anche nella Conferenza nazionale sull' operato e le funzioni del Dipartimento delle Politiche Antidroga e valuti l'opportunità di mantenere in piedi questa struttura che ha ostacolato le innovazioni e in particolare le politiche di Riduzione del Danno e dei Rischi rappresentando il nostro Paese nei contesti internazionali con posizioni arretrate e tutte incentrate sul modello della guerra alla droga e dell'esasperazione del sistema penale. In ogni caso è necessario che nell'immediato vi sia una ridefinizione dei compiti e della configurazione della struttura attuale del Dipartimento iniziando dalla eliminazione della dizione "antidroga". Si tratta di operare un cambio radicale dei suoi indirizzi politici e culturali che sia centrato sul coinvolgimento dei diversi soggetti interessati a partire dalle persone che usano droghe, dichiarando definitivamente la fine della logica della guerra ai "drogati". In particolare chiediamo che si dia un nuovo impulso alla ricerca sull'impatto delle politiche sul fenomeno e alla ricerca, in particolare qualitativa, nei setting naturali cioè nei diversi contesti nei quali i consumatori si incontrano e usano le sostanze psicoattive al fine di mantenere un aggiornamento continuo sui modelli e stili di uso delle sostanze psicoattive in continua evoluzione.
  5. La posizione che l'Italia assume a livello internazionale, comunitario e in ambito ONU, deve mantenersi in linea con l'"approccio bilanciato" espresso dalla Commissione Europea nelle sedi  di  politiche globali sulle droghe. In tutte queste sedi è inoltre necessario che l'Italia si faccia protagonista, con molti altri Stati già su questo attivi, di  una posizione alternativa all'attuale approccio globale, centrato sulla penalità e sul contrasto a politiche innovatrici di regolazione legale del mercato, recuperando le esperienze già realizzate con successo sia in molti Stati degli USA e in Canada che nel continente Latino Americano.
  6. Riattivare il dibattito parlamentare sulle proposte di regolazione legale del mercato della cannabis per uso ricreativo a partire dalle diverse proposte di legge elaborate nelle scorse legislature anche dalle associazioni e di quella di iniziativa popolare che ha raccolto oltre 60.000 firme; rendere meglio esigibile l'uso terapeutico della cannabis, previsto dalle vigenti normative ma ancora di difficile accesso da parte dei pazienti in molte regioni italiane garantendo anche la disponibilità dei preparati a base di cannabis terapeutica estendendo la produzione nazionale anche a soggetti terzi rispetto all'Istituto Farmaceutico Militare di Firenze.

 

Pubblicato in Nazionale

La gravidanza non è una malattia, ma uno stato di benessere. È quello che ripetono le donne in attesa di diventare mamme, che si vedono subissate dai consigli su cosa fare e cosa non fare durante i mesi che precedono la nascita del proprio figlio.

Per fare chiarezza sul tema, l’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI) fornisce utili indicazioni su cosa si possa fare e cosa non si possa fare durante i 9 mesi, con l’augurio a tutte le future mamme di vivere al meglio questo periodo così “speciale”.

“Partendo da un argomento fondamentale come l’alimentazione – dichiara la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma -  è bene sapere che non è vero che la donna in gravidanza debba mangiare per due, perché il feto assorbe quello di cui ha bisogno dalle riserve materne.  Deve invece stare attenta a non ingrassare eccessivamente per evitare le complicanze che ne derivano, come la gestosi. Inoltre, deve fare attenzione ad alcuni alimenti per evitare il contagio di malattie pericolose per il bambino, come il pesce crudo, così come deve lavare accuratamente frutta e verdura con amuchina o bicarbonato prima di consumarla”.

Questi gli altri consigli della dottoressa Galliano

Bere molta acqua: è vero che fa bene perché in questo modo si favorisce la lotta alla ritenzione idrica, così come è vero il divieto assoluto di bere vino e alcolici che possono nuocere allo sviluppo del feto. Sempre in tema di vizi, non è vero che si possono fumare fino a 5 sigarette al giorno ma vige, invece, il divieto assoluto di fumo.

Non si può praticare nessuna attività sportiva: falso. Lo sport moderato è assolutamente consigliato perché aiuta a non ingrassare, a preparare il fisico al parto oltre che a non soffrire di mal di schiena, ma niente sforzi eccessivi. Yoga, pilates, nuoto e camminate tra le attività più consigliate. Se l’attività fisica viene praticata all’aria aperta, si favorisce anche l'assorbimento di vitamina D, importantissima per madre e figlio.

Niente più sesso per tutelare la salute del bambino: se la gravidanza procede normalmente non serve fare certe rinunce ma, al contrario, la vita intima fa bene alla coppia che si trova ad attraversare un nuovo periodo della vita pieno di cambiamenti. In caso di parto cesareo programmato o gestazione problematica, invece, bisogna fare attenzione nelle ultime settimane di gravidanza perché il sesso in questo periodo può favorire le contrazioni. È consigliato, quindi, consultare il proprio ginecologo.

Divieto assoluto di sauna, perché potrebbe comportare una vasodilatazione e quindi un calo della pressione con conseguenti giramenti di testa o svenimenti; meglio l’idromassaggio, assicurando che il gettito (getto?) dell’acqua non sia troppo forte e caldo.

Bando alle medicine: non è vero per tutte. In gravidanza bisogna fare molta attenzione ai farmaci ma molte si possono assumere senza rischio; basta consultare il medico che escluderà quelle che possono provocare seri problemi e malformazioni al feto.

Come la mettiamo con i capelli? E’ vero che i capelli in gravidanza sono più belli perchè l’aumento della produzione di ormoni femminili estrogeni li rendono più numerosi e spessi ma non è vero che si debba rinunciare alla tintura ai capelli:  possono essere utilizzati coloranti vegetali e senza ammoniaca.

 

Pubblicato in Salute

Dopo il plebiscito Rousseau all’accordo parte alle 9 a Palazzo Chigi la riunione del tavolo finale sul programma di governo con Giuseppe Conte. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera ed al Senato di M5S, Partito democratico e Leu. Sono ore in cui si definisce la squadra dei ministri c'è chi mette al centro dell'attenzione il programma.

“Due dei 26 punti del programma del nascente Governo riguardano interventi qualificanti per persone con disabilità e i loro familiari. Siamo soddisfatti, sono due punti a cui tenevamo e ci sembra un modo concreto per dare un senso all’incontro tenuto ieri fra le organizzazioni delle persone con disabilità e il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte”. Questo il commento di Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità e Non Autosufficienza del Forum Terzo settore, alla lettura del programma di Governo della nuova alleanza fra M5s e Pd.

“C’è però da ricordare la richiesta, avanzata in sede di audizione delle parti sociali in vista della legge di stabilità, che ancora non è stata accolta,  di aumentare il fondo per la non autosufficienza.” Precisa Speziale. “Un incremento progressivo fino al raggiungimento del tetto promesso di 5 miliardi, anche come presupposto per i livelli essenziali degli interventi e delle prestazioni sociali. E’ una richiesta questa che speriamo non venga disattesa dal nascente Governo e su cui, ovviamente, valuteremo le concrete azioni di chi ha intenzione di governare il nostro Paese e della maggioranza parlamentare che li sostiene”

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
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