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Lunedì, 24 Febbraio 2020

Martedì, 14 Gennaio 2020 - nelPaese.it

Sarà presentato il giorno 15 gennaio presso la sede della cooperativa Zetesis di via Clanio 8 (Caserta), D.E.A.A.: Donne, Empowerment, Ascolto e Autodeterminazione, sportello violenza di genere. Il nuovo programma della cooperativa Zetesis a Caserta. In un momento storico in cui i femminicidi e gli episodi di violenza di genere aumentano in modo preoccupante, diventa prioritario per i presìdi territoriali, dedicare spazi “safe” alle donne.

Zetesis nasce nel 1998 per volontà di un gruppo di professionisti della salute mentale e dell’educazione con l’obiettivo di confrontarsi sul tema della prevenzione del disagio psicologico. Zetesis si occupa di prevenzione, scuola e formazione. Gestisce una scuola dell’infanzia a Caserta, il Bosco Incantato, dove mette in pratica il metodo pedagogico dello Sviluppo Integrato. Si tratta di un metodo all’avanguardia basato sul potenziamento dell’intelligenza emotiva, praticato da molte realtà educative.

Al centro dell’attività educativa di Zetesis vi sono infanzia e adolescenza, ma anche il contrasto alle discriminazioni di genere. Educazione, prevenzione, cura ma anche e soprattutto formazione, sono le mission della cooperativa. Partirà a gennaio un ciclo di formazioni gratuite di alto valore scientifico per educatori, insegnanti, operatori sociali sui D.S.A. (disturbi specifici dell’apprendimento), a partire dal 22 gennaio.

Tutte le iniziative di Zetesis si inseriscono nella cornice del progetto della Comunità Educante. “Per educare un fanciullo serve un intero villaggio”, per questo è necessario che le famiglie, le varie agenzie locali del privato sociale, istituzionali, ecclesiali e scolastiche si mettano in connessone per agire in sinergia sul piano civico e pedagogico per il contrasto alla povertà educativa.

Questa rete si ritroverà in strada a Caserta l’8 ed il 9 maggio per il Festival della Comunità Educante. Ma questa è solo una sintesi delle attività che la cooperativa Zetesis mette in campo per questo nuovo anno.

Zetesis dà appuntamento per presentare il lo sportello DEAA il giorno 15 gennaio presso la sede della cooperativa Zetesis di via Clanio 8 a Caserta.

 

Pubblicato in Campania

Migliorare la mobilità di studenti, docenti e dirigenti scolastici nei Balcani occidentali: è l'obiettivo del progetto Intervet per l'internazionalizzazione dei sistemi di istruzione e formazione professionale, guidato da Uniser, cooperativa sociale di Forlì, e premiato dalla Commissione europea come 'esempio virtuoso' con un finanziamento di 2 milioni di euro.

Il progetto pilota coinvolge associazioni, scuole di formazione professionale e Pmi dei 6 Paesi balcanici (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) e di 8 Stati membri (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia, Malta, Spagna, Slovenia e Polonia).

Intervet rappresenta un "esempio concreto che soddisfa le esigenze dei Paesi dell'allargamento", ha commentato la commissaria Ue per l'Istruzione, Mariya Gabriel, sottolineando la volontà di Bruxelles di "collegare l'istruzione e la formazione professionale alle necessità dei mercati del lavoro" della regione, "in particolare in settori ad alto potenziale di creazione di posti di lavoro, come l'industria manifatturiera e l'agricoltura".

(Fonte: Ansa)

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Una nuova, importante opportunità: un'opzione terapeutica anche per chi fino ad oggi ne era rimasto escluso. Famiglie SMA, l'associazione che da 18 anni rappresenta i pazienti con atrofia muscolare spinale e le loro famiglie, accoglie con favore la notizia che Roche ha avviato un programma per uso compassionevole per risdiplam, il farmaco sperimentale somministrato per via orale.

Risdiplam ha già superato i test di sicurezza ma non ha ancora ottenuto le autorizzazioni al commercio. Lo scopo del programma compassionevole è dunque quello di fornire ai pazienti con i bisogni clinici più urgenti l'accesso al farmaco prima dell'approvazione regolatoria.

Una nuova arma per contrastare la malattia genetica rara - prima causa di morte genetica infantile – che colpisce in Italia 1 bambino su 8 mila indebolendo progressivamente le capacità motorie (limitando o impedendo attività come gattonare, sedersi e stare in piedi, controllare il collo e la testa).

Al momento potranno accedere al programma i pazienti affetti da SMA di Tipo 1 (la forma più grave della patologia) e impossibilitati ad accedere ad altre opzioni terapeutiche. Il programma sarà esteso anche ai pazienti con SMA di Tipo 2 in un secondo momento, non appena sarà presentata la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio all'EMA (L'Agenzia europea per la valutazione dei medicinali), prevista per la metà del 2020.

Famiglie SMA raccomanda di decidere l'eventuale adesione al programma con il medico competente che segue il paziente e per aiutare le famiglie, i medici e ogni persona interessata a orientarsi al meglio, invita a partecipare al seminario via internet che si terrà lunedì 20 gennaio alle ore 18. Un confronto con medici e i rappresentanti dell'associazione che aiuteranno a chiarire dubbi e risponderanno a eventuali domande sul tema.

La partecipazione è aperta a tutti, previa registrazione sulla piattaforma online. Le modalità di collegamento verranno diffuse nel prossimo fine settimana attraverso i canali dell'associazione.

"È un momento importante per la nostra comunità, la nostra rivoluzione in atto non accenna a fermarsi": commenta la Presidente di Famiglie SMA Daniela Lauro. "Siamo grati all'azienda per questa nuova occasione che ci viene data. La somministrazione del farmaco per via orale, infatti - da eseguire sempre e comunque sotto stretto controllo medico - consente di avere una terapia anche a chi fino ad oggi ne era rimasto escluso per motivi clinici o complicanze legate alla patologia".

Risdiplam è un farmaco concepito per fornire aumenti sostenuti della proteina SMN, che svolge un ruolo importante nel mantenimento delle cellule nervose specializzate (chiamate motoneuroni) che trasmettono segnali dal cervello e dal midollo spinale ai muscoli scheletrici, permettendo al corpo di muoversi.

I risultati di FIREFISH (lo studio registrativo di ridisplam sui pazienti con SMA1) presentati lo scorso maggio hanno dimostrato che dopo un anno di trattamento con il farmaco i bambini con SMA1 raggiungono le tappe fondamentali dello sviluppo motorio. Il 41,2% dei bambini trattati è risultato in grado di stare seduto senza supporto per almeno 5 secondi e il 64,7% riusciva a stare seduto con o senza supporto. Il 52,9% dei bambini riusciva a mantenere il controllo verticale della testa dopo un anno di trattamento e un bambino è riuscito a mantenere la stazione eretta, pur con supporto, dopo lo stesso periodo di trattamento.

Pubblicato in Salute

L’Italia ripudia la guerra e la politica di Trump. Questo emerge dal sondaggio Swg nella rilevazione PoliticApp di questa settimana. Una maggioranza schiacciante (66%) che vede in prima fila i giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni con il 76%.

L’attacco al generale iraniano Soleimani è giudicato come “una decisione pericolosa e sbagliata” dal 40% a cui si aggiunge il 24% che lo reputa “criminale”. Per gli italiani esiste il timore che un escalation militare che porta a un conflitto su scala mondiale: lo pensa il 72% con il 45% più ottimista che non vede il rischio “elevato” ma con il 27% più pessimista.

La preoccupazione è rivolta anche ai contingenti italiani presenti in Medio Oriente: il 67% teme che siano sottoposti al serio pericolo di attacchi. E per il 50% degli italiane bisogna ritirare le truppe italiane dal fronte iracheno.

Come nel 2003 e come in ogni fase di tensioni internazionali in cui incombe il rischio bellico gli italiani si confermano pacifisti o comunque contro le soluzioni militari. In piena coerenza con la nostra Costituzione.  

 

Pubblicato in Nazionale

Intense offensive militari da parte del governo siriano e dei suoi alleati nel sud di Idlib, con bombardamenti sia terrestri che aerei e offensive di terra, hanno provocato una nuova fuga di massa dalle zone di guerra. La parte settentrionale di Idlib, vicino al confine turco, ospita già circa 1,5 milioni di persone vulnerabili e, secondo le Nazioni Unite, dal 1° dicembre dello scorso anno, altre 300.000 sono fuggite dalle loro case, principalmente verso il sud della provincia di Idlib. Sono persone spaventate, sradicate dalla loro terra e vulnerabili. Il sovraffollamento, le scarse possibilità di trovare un rifugio, le rigide temperature invernali in una zona di montagna e una risposta umanitaria al limite della capacità, rendono la loro situazione particolarmente difficile.

Con tale afflusso di nuovi sfollati, le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno ampliato il loro intervento, includendo la distribuzione di coperte, combustibili per il riscaldamento prodotti localmente e altri generi di prima necessità per affrontare l'inverno. Un team di logisti ha scavato latrine nelle zone in cui si concentrano le famiglie appena arrivate, oltre ad aumentare la quantità di acqua potabile fornita.

"Sentiamo racconti inquietanti dentro le nostre cliniche mobili" dice uno dei responsabili della logistica di MSF. “Nonostante le temperature invernali, le persone ci dicono di preferire le nubi e le piogge alle giornate di sole perché queste sono ideali per sferrare attacchi aerei".

In seguito all'escalation della violenza, diversi ospedali sono stati bombardati e sono fuori servizio, incluso quello di Maarat al Numan, il più grande nella zona meridionale di Idlib. Altri ospedali sono stati evacuati all’avvicinarsi delle ostilità. Quelli situati più a nord sono sovraccarichi di pazienti e MSF ha donato forniture mediche a diversi ospedali per supportare le attività in aumento.

Le nostre équipe che forniscono assistenza medica nel campo di Deir Hassan, nel distretto di Ad Dana, hanno assistito all'arrivo di sfollati durante tutta l'offensiva. "Dicono che il viaggio sia stato molto difficile" afferma Ahmed, un infermiere di MSF. “Hanno lasciato tutto e sono fuggiti quando alcuni volontari hanno trovato un veicolo per loro. Altre famiglie se ne sono andate di notte, ma non usavano le luci dell'auto, per cui sulle strade si sono verificati incidenti".

Il campo di Deir Hassan è costituito da diversi insediamenti di fortuna dove nelle ultime tre settimane sono arrivate più di 11.000 persone. Gli sfollati hanno ricevuto solo un piccolo kit con generi alimentari d’emergenza costituito da cibo in scatola, ma non hanno un riparo né nulla con cui riscaldarsi. Una madre di 4 figli ha raccontato che la sua famiglia insieme ad un'altra di 6 persone ha unito tutti i soldi a disposizione per comprare una tenda perché non potevano lasciare i bambini senza riparo con temperature così basse. Alcune famiglie condividono tende con parenti, ma complessivamente le condizioni rimangono disastrose. Per rispondere all'aumento del numero di sfollati interni nel campo di Deir Hassan, MSF gestisce una seconda clinica mobile che fornisce cure mediche di base.

Più a ovest, nel distretto di Harem, una zona montuosa della parte settentrionale di Idlib, il 7 gennaio una équipe di MSF ha distribuito beni di prima necessità per affrontare l'inverno a 52 famiglie appena arrivate. Erano fuggite da un campo di sfollati vicino al fronte e per alcune questa è la terza o quarta fuga per salvarsi la vita. "Con oltre un milione di sfollati già presenti nell'area, la mancanza di un rifugio e la quasi totale dipendenza dall'assistenza sono questioni critiche" afferma Cristian Reynders, coordinatore di MSF per la parte settentrionale di Idlib. “A volte non c'è spazio disponibile per le famiglie appena arrivate nei campi ufficiali, in altri campi viene chiesto di portare la propria tenda o un riparo. Ci sono organizzazioni che lavorano per risolvere questa situazione, ma per il momento è un grande problema. Inoltre, ci sono pochissime opportunità di lavorare per guadagnare qualcosa e l'inflazione dei prezzi nei mercati alimentari è elevata. La gente così si indebita senza alcuna speranza di poter rimborsare il prestito e nel tempo diventano interamente dipendenti dagli aiuti".

"C'è molta tristezza e disperazione in questi campi" aggiunge il responsabile della logistica di MSF. “Ho chiesto a un uomo cosa sperasse per il suo futuro. La sua voce si spezzava mentre mi diceva che il suo più grande desiderio è non sia più costretto a fuggire con la sua famiglia. Come si può rispondere a parole del genere?".

Nella parte settentrionale del governatorato di Idlib, MSF gestisce quattro cliniche mobili che effettuano a rotazione visite mediche in oltre 15 campi e insediamenti informali. I medici effettuano circa 4.500 visite al mese, e circa la metà dei pazienti ha un’età inferiore ai 15 anni. I pazienti lamentano soprattutto le infezioni respiratorie, mentre la patologia più comune è il trauma psicologico. Ci sono anche molti pazienti che necessitano di cure ospedaliere per ferite di guerra infette, o pazienti con malattie croniche che non assumono farmaci da troppo tempo.

Il confine turco è chiuso per i siriani, eccetto per coloro che necessitano di ricoveri ospedalieri di emergenza, e le linee del fronte dell'offensiva del governo siriano si spostano costantemente e violentemente a nord verso le due principali autostrade che corrono da est-ovest e nord-sud attraverso Idlib. Accade così che le comunità di sfollati vengano schiacciate in un'area sempre più ridotta in quanto la precedente offensiva condotta tra aprile e agosto dall'esercito siriano e dai suoi alleati aveva provocato enormi fughe di massa. Sono molte le organizzazioni che operano nella provincia di Idlib, ma i bisogni stanno portando al limite la capacità di aiuto umanitario disponibile. La necessità di assistenza d'emergenza rimane più elevata che mai ad Idlib.

 

Pubblicato in Nazionale

Ultimi giorni per iscriversi al corso “Cura intelligente”: ci sono ancora posti disponibili e la scadenza per le domande è fissata al 20 gennaio.

Coniugare il rispetto della persona, la sostenibilità dei sistemi di welfare, lo sviluppo delle tecnologie in campo assistenziale e sociosanitario ed il loro evolversi all’interno di un sistema «orizzontale» che vede i soggetti del terzo settore come uno degli attori protagonisti.

Questo è il tema cardine del corso di alta formazione nato dalla collaborazione tra Legacoopsociali e gli istituti Dirpolis e Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa. Un percorso organizzato in formula weekend 3 moduli (venerdì 10.30-18.00 /sabato 9.00-13.00) in cui si alterneranno momenti di lezione frontale, analisi di casi specifici e gruppi di lavoro, per uno totale di 30 ore.

Il corso è destinato a dirigenti, progettisti, coordinatori di servizi e operatori frontali di cooperative sociali. È previsto il rilascio di un attestato di partecipazione ai partecipanti che acquisiranno almeno 80% ore di presenza. Le lezioni si terranno presso la Scuola Superiore Sant’Anna a Pisa, Piazza Martire della Libertà n.33.

Il bando, il programma e il modulo del corso si possono scaricare sul sito www.legacoopsociali.it  

 

Pubblicato in Lettera al Direttore
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