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Domenica, 25 Ottobre 2020

Venerdì, 24 Gennaio 2020 - nelPaese.it
Venerdì, 24 Gennaio 2020 20:08

Memoria e presente: parlano i rom di Scampia

La memoria dell’Olocausto appartiene a tutto il mondo. Nei campi di sterminio nazisti si è consumato il “Porrajmos” (in lingua romanì “distruzione, annientamento”). Dal 1936 al 1945 furono sterminati 500mila rom e sinti dal regime nazi-fascista. Furono vittime dello studio per la “mutazione della psicologia razziale” essendo ritenuti “esseri deviati”, tra loro migliaia di bambini. Tra il 2 e il 3 agosto 1943 più di 4mila persone, in maggioranza donne e minori, furono sterminati nel “campo degli zingari” ad Auschwitz. È una memoria dimenticata come quella della partecipazione tra le fila partigiane di Amilcare Debar, il partigiano Taro della Brigata Garibaldi, che ebbe il riconoscimento ufficiale dal presidente Sandro Pertini. E oggi? Quali condizioni vivono le comunità rom, spesso accusate e discriminate dalla propaganda politica? L’associazione Chi rom e chi no e Chikù - Centro culturale e gastronomico di Scampia hanno realizzato e diffuso un video in cui prendono parole le nuove generazioni rom, ragazze nate in Italia, che chiedono casa e futuro per un’inclusione lontana dalla logica dei campi “istituzionali” o dal degrado in cui sono costretti per la propria sopravvivenza.

Pubblicato in Video

La memoria dell’Olocausto appartiene a tutto il mondo. Nei campi di sterminio nazisti si è consumato il “Porrajmos” (in lingua romanì “distruzione, annientamento”). Dal 1936 al 1945 furono sterminati 500mila rom e sinti dal regime nazi-fascista. Furono vittime dello studio per la “mutazione della psicologia razziale” essendo ritenuti “esseri deviati”, tra loro migliaia di bambini. Tra il 2 e il 3 agosto 1943 più di 4mila persone, in maggioranza donne e minori, furono sterminati nel “campo degli zingari” ad Auschwitz.

È una memoria dimenticata come quella della partecipazione tra le fila partigiane di Amilcare Debar, il partigiano Taro della Brigata Garibaldi, che ebbe il riconoscimento ufficiale dal presidente Sandro Pertini. E oggi? Quali condizioni vivono le comunità rom, spesso accusate e discriminate dalla propaganda politica?

L’associazione Chi rom e chi no e Chikù - Centro culturale e gastronomico di Scampia hanno realizzato e diffuso un video in cui prendono parole le nuove generazioni rom, ragazze nate in Italia, che chiedono casa e futuro per un’inclusione lontana dalla logica dei campi “istituzionali” o dal degrado in cui sono costretti per la propria sopravvivenza.

“La risoluzione europea del 12 febbraio 2019 – dichiarano Barbara Pierro, Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano – è molto chiara e, anche se in modo non vincolante per i Paesi membri, invita ad attuare le politiche di inclusione e di lotta alle discriminazioni. L’Italia è uno degli Stati membri già più volte condannati e multati per le politiche discriminatorie contro le comunità rom. Anche Amnesty International Italia ha più volte sottolineato il rischio per i diritti umani attraverso l’incremento degli sgomberi forzati e le politiche di ‘segregazione abitativa’ negli ultimi anni. A questi aspetti si aggiunge la centralità del tema relativo alle politiche ambientali e a loro impatto sulle condizioni di vita di queste comunità che vivono in territori sottoposti a forte inquinamento e tossicità. Per questo è necessario che accanto alle commemorazioni vadano impostati nuovi principi e politiche che mettano al centro le persone, i diritti, la giustizia sociale, un nuovo modello sostenibile, il futuro delle nuove generazioni, la liberazione da ogni oppressione”.

Oltre al video e alla memoria, al Chikù – Viale della Resistenza, comparto 12, Scampia - il 28 gennaio alle 17.30 l’associazione Chi rom e chi no promuove la presentazione del libro "L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini di Irène Cohen-Janca", illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello, edito da Orecchio Acerbo Editore. Un dibattito su Olocausto e discriminazioni. Un evento organizzato in collaborazione con la libreria indipendente: Mio nonno è Michelangelo.

Il libro, sinossi

Simone, poco più che adolescente, tiene per mano il piccolo Mietek. Insieme ai loro compagni dell’orfanotrofio -mesti, ma la testa alta e una canzone sulle labbra- stanno attraversando le strade di Varsavia per raggiungere l’altra parte, il ghetto. Così hanno ordinato gli occupanti tedeschi. A guidare quella comunità, come sempre, Pan Doktor, il dottor Korczak.

Non la fame, né le malattie, e neppure le sadiche angherie naziste riescono a intaccare i principii e le pratiche della loro convivenza. Nel prendersi cura di Mietek, Simone gli racconta della Repubblica dei bambini, con tanto di Parlamento, Codici, Tribunale. E poi del giornale murale, delle sedute di lettura, delle rappresentazioni teatrali, delle vacanze alla colonia estiva… Quel treno che li preleva nell’estate del 1942, però, non in campagna li avrebbe portati ma nel lager di Treblinka.

Pubblicato in Cultura

La Bassa friulana ricorda le vittime di tutte le atrocità commesse dal nazifascismo nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Parte il 25 gennaio da Porpetto e Sagrado il ciclo di 13 eventi destinati a oltre 700 studenti della Bassa friulana e dell’Isontino.

Otto giornate sino all’8 febbraio con appuntamenti e riflessioni in 10 Comuni del territorio, incontri anche a Bagnaria Arsa, Latisana, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa, Carlino, Palazzolo dello Stella, Muzzana del Turgnano e Ronchis. Coinvolte 8 scuole del territorio tra elementari medie. In programma proiezioni, laboratori, spettacoli, letture, visite, passeggiate della memoria: speciali testimonial saranno Tamara Candotto figlia di Mario deportato a Dachau, Massimiliano Degenhardt figlio del deportato Enrico morto a Buchenwald, e i fratelli Romano e Giampaolo Piccoli che racconteranno la storia della loro zia Amalia e nonna Elvira, entrambe morte nel Campo di sterminio di Auschwitz. La rassegna è a cura dei Centri di aggregazione giovanile della Bassa Friulana – Agro Aquileiese e Isontino gestiti dalla Cooperativa sociale Itaca, e conferma il positivo proseguimento di progettualità trasversali con i Centri giovanili e i Consigli comunali dei ragazzi dei Comuni dell’Uti “Riviera Bassa Friulana” (Carlino, Latisana, Muzzana del Turgnano, Porpetto e San Giorgio di Nogaro), dell’Uti “Agro Aquileiese” (Torviscosa e Bagnaria Arsa) e dell’Uti “Carso – Isonzo – Adriatico” (Sagrado).

Ricco il calendario per la “Giornata della Memoria” con appuntamenti dal 25 gennaio all’8 febbraio: ben 13 gli eventi previsti con il coinvolgimento di una decina di servizi gestiti dalla Cooperativa sociale Itaca presenti in altrettanti Comuni friulani, 8 scuole tra primarie e secondarie di primo grado coinvolte e oltre 700 gli studenti pronti a partecipare. Una vera e propria rassegna elaborata dall’equipe di educatori Itaca dei Centri di aggregazione giovanile di Carlino, Latisana, San Giorgio di Nogaro, Muzzana del Turgnano, Porpetto, Sagrado e Torviscosa, e della Comunità educativa diurna per minori Tal Grim di Ronchis. Previsti appuntamenti nei Centri giovani e in luoghi pubblici messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali.

Il programma

Si parte sabato 25 gennaio alle 16 al Centro civico di Sagrado con un laboratorio sulla memoria elaborato dai ragazzi del Gruppo giovani Sagrado e con la progettazione condivisa di una visita ai luoghi della memoria del territorio, prevista anche la proiezione di un video sul tema della Shoah. Sempre il 25 gennaio alle 18 al Centro giovani Il Muretto di Porpetto proiezione de “La stella di Andra e Tati” e dell’intervista alle sorelle Andra e Tatiana Bucci, a seguire riflessione con i ragazzi.

Domenica 26 gennaio alle 17.30 nella Sala Lascito P. Dal Dan a Bagnaria Arsa lo spettacolo “Zakhor. Se comprendere è impossibile. Parlarne è necessario” a cura di coro Polivoice di Aquileia e Uscfud – Unione Società Corali della Provincia di Udine, introduzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze.

Lunedì 27 gennaio al Teatro Odeon di Latisana i 400 studenti della scuola primaria e scuola secondaria di primo grado di Latisana alle 10 parteciperanno all’esecuzione di brani musicali e di letture a cura, alle 11 ascolteranno le testimonianze di Tamara Candotto, figlia di Mario deportato a Dachau, e di Massimiliano Degenhardt, figlio di Enrico morto a Buchenwald.

Sempre il 27 gennaio alle 15.30 al Centro giovani Spassatempo di San Giorgio di Nogaro poesie e brani per una riflessione sul tema della Memoria e dell’indifferenza di ieri e oggi. Mentre alle 16 appuntamento alla Comunità Tal Grim di Ronchis con i ragazzi, sarà un pomeriggio di riflessioni sul tema della memoria con anche la visione di un docufilm.

Martedì 28 gennaio alle 11 alla scuola secondaria di primo grado di Torviscosa visione di un docufilm sulla “Giornata della Memoria” e sulla risiera di San Sabba. A seguire il laboratorio “Cosa, secondo te, l’umanità non dovrebbe mai dimenticare?” e la lettura di alcuni passi del testo “Auschwitz è di tutti” di Marta Ascoli.

Giovedì 30 gennaio alle 16.30 al Centro giovani di Latisana proiezione di video e riflessioni con i ragazzi.

Lunedì 3 febbraio alle 10 all’Auditorium San Zorz di San Giorgio di Nogaro lo spettacolo “L’Arte dietro il filo spinato” a cura di Michele Andreola, guida italiana del Campo di sterminio di Auschwitz. Parteciperanno gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Porpetto, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa.

Sempre il 3 febbraio alle 10 all’Istituto comprensivo Università Castrense di Palazzolo dello Stella la testimonianza dei fratelli Romano e Giampaolo Piccoli, che racconteranno la storia della loro zia Amalia e nonna Elvira entrambe morte nel Campo di sterminio di Auschwitz. Parteciperanno i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado di Marano Lagunare, Muzzana Del Turgnano, Carlino e Palazzolo dello Stella.

Ancora il 3 febbraio alle 17 a Carlino al Centro giovani La banda di mio cugino proiezione de “La stella di Andra e Tati” e dell’intervista alle sorelle Andra e Tatiana Bucci. A seguire riflessione con i ragazzi.

Mercoledì 5 febbraio alle 16 al Centro giovani Stanzute di Muzzana del Turgnano proiezione di video e riflessioni con i ragazzi. La chiusura della rassegna è prevista sabato 8 febbraio a Trieste, con la visita alla Risiera di San Sabba da parte degli studenti della scuola secondaria di primo grado di Torviscosa.

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

“Oggi siamo qui per assumere un impegno condiviso per la ricerca di una strada nuova verso il futuro, per la costruzione di un modello di sviluppo più equo, inclusivo e sostenibile sul piano ambientale, economico e sociale”.

Lo ha detto Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop, nel suo intervento alla presentazione del Manifesto per un’economia a misura d’uomo svoltasi oggi ad Assisi.

“Abbiamo firmato il Manifesto con convinzione -ha sottolineato Lusetti- perché lo sentiamo in piena sintonia con i valori che sono alla base della nostra esperienza imprenditoriale e sociale. Le cooperative sono nate come imprese che pongono al centro le persone, per costruire risposte ai loro bisogni nel segno della partecipazione e della responsabilità condivisa, del radicamento nella comunità, della solidarietà, dell’intergenerazionalità”.

“Intergenerazionalità-ha chiarito il Presidente di Legacoop- significa che i soci delle cooperative si assumono, insieme, la responsabilità di consegnare ai soci che verranno, alle generazioni future, alla comunità, il patrimonio di risorse, di saperi, di relazioni che hanno costruito nel corso degli anni.Questa è una declinazione concreta del principio della sostenibilità che ispira fin dall’inizio l’esperienza cooperativa e che trova testimonianza nella durata nel tempo delle nostre imprese”.

“E la sostenibilità -ha aggiunto Lusetti- deve ispirare un nuovo modello di sviluppo, capace di delineare un orizzonte nuovo, di superare, valorizzando le risorse e le esperienze che il nostro Paese può mettere in campo, le fratture sociali, economiche e civili prodotte da dieci anni di crisi”.

“Il contributo che, sulla base della nostra esperienza, vogliamo dare agli obiettivi del Manifesto-ha concluso il Presidente di Legacoop-è quello di riaffermare il valore della persona e della comunità, dello stare e del fare insieme, della partecipazione, della condivisione. Vogliamo stare accanto alle persone, dare risposta ai sentimenti di paura e di insicurezza che attraversano la società, ricostruire fiducia e voglia di futuro”.

 

 

Pubblicato in Nazionale

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno. A dimostralo i nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città, che quest’anno scatta una triplice foto sul nuovo anno che si è aperto con città in codice rosso, sul 2019 e sul decennio che ci siamo lasciati alle spalle. Nelle prime tre settimane del 2020 Frosinone e Milano (19), Padova, Torino e Treviso sono i centri urbani che hanno superato per 18 giorni i limiti di PM10. Male anche Napoli (16) e Roma (15).

Un’emergenza smog che ha segnato anche il 2019, un anno nero sul fronte Mal’aria con 54 capoluoghi di provincia hanno superato il limite previsto per le polveri sottili (PM10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare. In 26 dei 54 capoluoghi, il limite è stato superato per entrambi i parametri. E anche il decennio 2010-2019 ci lascia in eredità un bilancio negativo con il 28% delle città monitorate da Legambiente che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 tutti gli anni, 10 volte su 10.

Un inquinamento che minaccia la salute dei cittadini e l’ambiente circostante che trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane, senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura. Settori sui quali occorre intervenire in maniera sinergica. Per questo oggi l’associazione ambientalista ha lanciato anche le sue proposte: tra le azioni principali il potenziamento del trasporto pubblico locale rendendolo efficiente, capillare, a zero emissioni e riducendo così il numero di mezzi circolanti in Italia, ripensare le città in una chiave sostenibile, rendere consapevoli le persone, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione sulle pubblicità spesso ingannevoli legate al mercato delle auto, eliminare i sussidi alle fonti fossili – nel 2018 parliamo di 18,8 miliardi di euro – destinando quando previsto all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del Paese, promuovere pratiche sostenibili in agricoltura.

“L’ormai cronica emergenza smog – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – va affrontata in maniera efficace. Le deboli e sporadiche misure anti-smog, come il blocco del traffico adottato nei giorni scorsi a Roma e in diverse città della Penisola, sono solo interventi palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi se non all’interno di interventi strutturali. È urgente mettere in campo politiche e azioni efficaci ed integrate a livello nazionale che riguardino tutte le fonti inquinanti, programmando interventi sia sulla mobilità urbana sempre più pubblica, condivisa, a zero emissioni e multi-modale, che sul riscaldamento domestico, la produzione di elettricità e quella industriale e l’agricoltura. Solo così si potrà aggredire davvero l’inquinamento atmosferico e affrontare in maniera concreta il tema della sfida climatica”.

 Legambiente ricorda che l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico. A pagarne le conseguenze sono i cittadini. Ogni anno sono oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico che determinano un danno economico, stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi, che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330 – 940 miliardi a livello europeo)[1].  La Commissione europea ha messo in atto molte procedure di infrazione contro gli Stati membri - tra cui l’Italia - per il mancato rispetto dei limiti comunitari in tema di qualità dell’aria. Stati membri già alle prese con azioni legali intraprese da associazioni e gruppi di cittadini che chiedono di poter respirare aria pulita.

Bilancio 2019 PM10 e Ozono: Tornando ai dati di Mal’aria, entrando nello specifico degli inquinati monitorati nel 2019 dalle campagne di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio e Ozono ti tengo d’occhio, emerge come lo scorso anno per il PM10 siano state 26 le città capoluogo di provincia che hanno superato il limite giornaliero (35 giorni con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi metro cubo). A guidare la classifica per le polveri sottili anche per il 2019 c’è Torino (centralina Grassi) con 86 giorni di superamento, seguita da Milano (Marche) con 72 giornate e Rovigo (centro) con 69. Per l’ozono troposferico, un inquinante tipicamente estivo il cui limite previsto dalla legge è di 25 giorni all’anno con una concentrazione superiore a 120 microgrammi/metro cubo (calcolato sulla media mobile delle 8 ore), nel 2019 sono state ben 52 le città italiane che hanno superato il limite dei 25 giorni: Lodi e Piacenza sono in cima a questa classifica con 80 giorni di sforamento ciascuno, seguite da Lecco (73), Bergamo (72), Monza e Pavia con 65.Oltre alla quasi totalità delle città appartenenti alla pianura padana, numerose città nel resto della penisola superano abbondantemente il limite di legge per questo inquinante: Caserta (65 giorni), Enna ( 50) e Potenza (50). Questo dato non ci stupisce, se si considera che Potenza ha un tasso di motorizzazione di 76 auto ogni 100 abitanti. L'ozono infatti non è un inquinante prodotto direttamente dall'uomo ma si forma in particolari condizioni (temperature elevate e forte radiazione solare) per reazione con inquinanti primari (principalmente ossidi di azoto e COV) che in una città come il capoluogo lucano sono principalmente prodotti dalle auto.

2010/2019: Nei 10 anni di campagna di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio su 67 città che almeno una volta sono entrate nella speciale classifica, il 28% di queste (19 città[2]) hanno superato i limiti giornalieri di PM10 tutti gli anni, 10 volte su 10. Sei città[3] (il 9%) ha superato i limiti 9 volte su 10 mentre 8 città[4] (il 12%) lo hanno superato 8 volte su 10. A dimostrazione di come nonostante il trend in calo degli ultimi anni, ci sono città che rimangono malate croniche di inquinamento atmosferico e che, dati alla mano, non sembrano poterne uscire fuori.

Unica nota positiva il fatto che negli ultimi 10 anni (dal 2010 al 2019) si nota come nel corso degli anni ci sia stato un netto miglioramento del numero delle città oltre i limiti del PM10. Si è infatti passati dalle 62 città fuorilegge del 2010 alle 26 del 2019 con un trend più o meno costantemente in calo negli anni, ad eccezione di qualche annata particolarmente critica.

Quando il cambio d’auto non serve: Infine nel report Mal’aria Legambiente analizza l’attuale situazione del mercato auto, segnato nel 2019 dal cambio di alcuni limiti normativi e dei test di omologazione per le autovetture sempre più stringenti, che di fatto hanno tagliato fuori alcuni tipi di motorizzazioni. Legambiente evidenzia come le case automobilistiche stiano svendendo modelli che tra pochi anni non potranno più circolare, nascondendo la verità ai potenziali acquirenti subissandoli da pubblicità rassicuranti ma molto spesso ingannevoli.  

 

[4] Avellino, Como, Mantova

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“Il Consiglio Nazionale del Terzo settore è uno strumento fondamentale per dare attuazione alla riforma ed è il luogo in cui dare risposta alle esigenze delle tante organizzazioni associate al Forum. Il Terzo settore ha grandi aspettative ed è importante che il Consiglio abbia ripreso i suoi lavori”.

E’ quanto dichiarato dalla portavoce del Forum nazionale del Terzo settore Claudia Fiaschi, al termine della seduta del Consiglio Nazionale del Terzo settore tenuta ieri presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla presenza della Ministra Nunzia Catalfo. All’ordine del giorno l’attuazione della Riforma del Terzo settore, comprendente in particolare l’adozione del Registro Unico, le autorizzazioni UE sulla fiscalità di vantaggio, l’armonizzazione normativa sullo sport sociale, nonché diversi decreti attuativi che si attende vengano emanati, fra tutti quelli sulle attività “secondarie” e la raccolta fondi. Fra i temi all’odg anche l’adozione dei modelli di bilancio degli Enti di Terzo settore, accolto con alcune modifiche proposte dal Forum. Una particolare attenzione è stata dedicata all’attuazione delle norme sui rapporti tra PP.AA. e Ets, gli artt. 55,56 e 57 del Codice.

“Prendiamo atto dell’impegno espresso dalla ministra Catalfo di procedere velocemente sull’attivazione del Registro Unico previsto dalla Riforma così come sull’attuazione dei decreti ad oggi rimasti fermi e che sono imprescindibili per orientare i nostri enti in attesa di risposte. Ci auguriamo quindi che il Consiglio possa proseguire di buona lena i propri lavori e dare risposte alle istanze del nostro mondo favorendone lo sviluppo a sostegno delle comunità in cui opera.”

Pubblicato in Economia sociale
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