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Sabato, 06 Giugno 2020

Mercoledì, 08 Gennaio 2020 - nelPaese.it

Cosa accadrebbe se l'Arcangelo Gabriele piombasse oggi davanti a una donna emancipata, precaria della cultura, di circa 40 anni? E se la donna in questione dicesse "ci devo pensare"? È ciò che accade in "Farsi fuori" lo spettacolo, selezionato al Premio In-Box 2019, di Luisa Merloni, anche interprete insieme a Marco Quaglia, in scena sabato 11 gennaio alle ore 21 al Teatro Comunale di Casalmaggiore, nuovo appuntamento della Stagione 2019-2020, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell'ambito di Circuiti Teatrali Lombardi.

Con ironia tagliente "Farsi fuori" riflette sugli stereotipi con cui una donna di quarant'anni deve fare i conti per il fatto di non aver avuto figli. Il dialogo tra la donna e l'arcangelo Gabriele diventerà un viaggio attraverso questi stereotipi sulla maternità e la difficoltà delle donne di scegliere liberamente.

Da anni Luisa Merloni lavora su una "comicità del quotidiano, del goffo e dell'inadeguato rispetto alle richieste del mondo", costruendo una sorta di super-personaggio alla Bridget Jones che attraversa diversi suoi spettacoli e interpretazioni.

«In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità, come scelta, come dovere, torna ad essere tema discusso e controverso nonchè un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità. Femminismo è una parola che sta tornando alla ribalta del dibattito pubblico e sempre irriducibilmente scomoda. Eppure è nel solco del pensiero femminista che troviamo queste parole: margine, eccentrico, nomade.  Parole che richiamano un fuori, un luogo vicino ma radicalmente altro, sempre in trasformazione, un luogo che non esiste, se non siamo noi a farlo esistere.

Farsi fuori, dunque, per non essere fatte fuori, anche. È un'operazione difficile, ad alto rischio, che può essere continuamente scambiata con "farsi da parte". Si tratta di ripartire sempre da una scomodità, da questo fuori impossibile, non per fare di questa posizione un dogma o un ghetto, appunto, ma proponendola come prospettiva privilegiata di complessità, dove possono coesistere anche in tensione tra loro, i diversi punti di vista critici sulle problematiche di genere».

In un susseguirsi di grande comicità, Luisa Merloni mette in fila gli stereotipi sulla maternità e le contraddizioni insite nei tentativi di smarcarsi da essi, nella consapevolezza che – come segnala il titolo – Farsi fuori non è davvero possibile.

Luisa Merloni fonda nel 2001, insieme alla regista Manuela Cherubini e all'attrice Patrizia Romeo, la compagnia PsicopompoTeatro, iniziando un percorso professionale e di ricerca incentrato sulla diffusione del teatro di prosa contemporaneo, con uno sguardo particolare al teatro spagnolo e argentino. Con PsicopompoTeatro realizza come attrice una serie di spettacoli teatrali tra cui, tra i più recenti, Hamelin di Juan Mayorga, per la regia di Manuela Cherubini, vincitore del premio UBU 2008 come migliore novità straniera, Musica Rotta di Daniel Veronese(2013/14), Breve Racconto Domenicale di Matìas Feldman (2015/16). Nel 2010 partecipa a Bizarra di Rafael Spregelburd, vincitore del premio UBU 2010 come migliore novità straniera, nei due diversi allestimenti: per il Napoli Teatro Festival, come aiuto regia e a Roma in qualità di attrice. Nel 2015 recita in Furia Avicola di R. Spregelburd, con la regia dello stesso Spregelburd e Manuela Cherubini, prodotto dal CSS di Udine. Tra il 2007 e il 2009 partecipa al progetto creativo de Les têtes en l'air per il quale realizza lo spettacolo di creazione Cabaret Hypondriaque come attrice autrice insieme a Fiora Blasi.

Marco Quaglia, attore di madre inglese e padre italiano, si è formato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" e i suoi studi includono un corso di specializzazione in Shakespeare alla Royal Academy of Dramatic Arts (RADA) di Londra e corsi di Metodo alla Michael Howard Studios di New York. Comincia a lavorare molto in televisione e sarà tra i protagonisti della fiction Incantesimo per 5 serie. In cinema, tra gli altri, lavora con Cristina Comencini e Anthony Minghella, e in teatro con Marco Maltauro, Alessandro Fabrizi, e Tim Stark del National Theatre di Londra e altri. Tra il 2004 e il 2006 lavora prevalentemente a New York, dove sarà Bartleby nello spettacolo Bartleby the Scrivener  insieme a Gerry Bamman. Tornato in Italia, inizia collaborazioni con le compagnie Monstera e PsicopompoTeatro ed è tornato alla televisione con la serie I Borgia e Medici Masters of Florence, entrambe in inglese.

Contribuiscono alla realizzazione della Stagione Teatrale: AFM Casalmaggiore srl, Azotal spa, La Briantina spa, Padania Alimenti srl, Stefanoni Gaetano.

 

 

Pubblicato in Parità di genere

Un weekend di laboratori e talk sull'arte come strumento di trasformazione sociale, per indagare, capire e affrontare la paura dell'Altro, la paura delle Periferie, la paura dell'Esclusione. Si chiama "La paura di essere fuori" la manifestazione che sabato 11 e domenica 12 gennaio si svolgerà a Udine nelle sedi di Hattiva Lab, Casa Cavazzini e Comunità Nove al Parco di Sant'Osvaldo.

Organizzata da Invasioni Creative con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBACT), DGAAP "Premio Creative Living Lab", Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Comune di Udine, la due giorni vede la partnership di Diritti a prescindere - DAP, Cooperativa sociale Itaca e Hattiva Lab onlus. Un partenariato motivato che considera l'arte come un potente veicolo di trasformazione sociale e che parte dal presupposto che non abbia senso giudicare una paura, condannarla, o cancellarla, ma ha più senso ascoltarla e far emergere le sue radici per poterla poi trasformare.

La paura di essere out, dimenticato, ignorato, escluso, alimenta spesso il desiderio di affermare la propria differenza e la propria identità. A volte la paura di essere escluso si converte in paura dell'altro e in tentativi di escluderlo. Il linguaggio artistico e la cultura sono, invece, strumenti per aprire strade a possibili trasformazioni delle angosce, delle paure, dei sogni di una persona o di una comunità. Strumenti che offrono un modo diverso di vivere l'incontro e l'inatteso.

Il weekend "La paura di essere fuori" vuole essere proprio l'occasione per attivare l'ascolto e la condivisione con operatori sociali e culturali del territorio. Due giornate durante le quali sono previsti momenti laboratoriali e momenti di confronto sulle esperienze attive da anni a livello locale. I laboratori della mattina saranno condotti da Michele Cavallo, psicoanalista, già direttore del Master in Teatro Sociale e Drammaterapia all'Università Sapienza di Roma e Università Europea, conduttore di laboratori tra arte e inclusione sociale in diversi contesti sociali a Roma e in Italia.

Sabato 11 gennaio dalle 10 alle 13 nella sede di HattivaLab in via Porzùs 62, "Ascoltare le paure" (laboratorio - modulo 1): chi è l'altro di cui abbiamo paura, l'altro da tenere a distanza o mettere nel recinto (reale o metaforico)?

Lo straniero, il bambino iperattivo, l'adolescente disfunzionale, la persona con disturbo mentale, il cittadino di serie B... Il laboratorio prevede lavoro creativo, discussione aperta e gruppi di lavoro sulle tematiche legate ai contesti sociali e agli strumenti della narrazione.

Dalle 15 alle 17.30 a Casa Cavazzini "Trasformare le paure" (talk), l'arte come strumento di conoscenza, di nuove risorse, d'inclusione sociale. Interverranno diverse realtà sociali per la condivisione di progetti culturali volti a re-inventare i luoghi del sociale, tra cui Hattiva Lab, Cooperativa sociale Itaca, Damatrà, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro della Sete, Spazio FareTra, Quarantasettezeroquattro. Modera Raffaella Cavallo (Radio1 Rai).

Si tratterà di un momento dedicato all'ascolto di progetti artistici d'inclusione sociale presenti in Friuli Venezia Giulia contro la lotta al disagio sociale, una modalità informale per comprendere insieme strade possibili di trasformazione grazie al linguaggio artistico.

Domenica 12 gennaio dalle 10 alle 13 alla Comunità Nove nel Parco di Sant'Osvaldo in via Pozzuolo 330 "L'esclusione dell'altro" (laboratorio - modulo 2), laboratorio interattivo sugli indicatori delle prassi segregative nella vita quotidiana. Quanti sono i piccoli atti quotidiani, quanti pensieri e parole si fanno strada in maniera quasi invisibile, si accumulano e producono una sorta di esclusione docile dell'altro, quasi indifferente e indolore. Atti, pensieri e parole che si intrufolano nel linguaggio e nelle prassi istituzionali: nel sistema dell'istruzione (che va dalla scuola dell'infanzia alla formazione universitaria), nel sistema socio-sanitario (soprattutto nel settore della salute mentale).

Ascoltare le paure che portano a escludere non solo l'altro ma sé stessi dalla vita sociale, è solo il primo passo per far posto alle risposte che un soggetto può trovare da solo o all'interno della sua comunità.

"Invasioni Creative" è un progetto d'arte relazionale diretto da Andrea Ciommiento e David Benvenuto, sostenuto da diversi enti pubblici e privati, quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) - DGAAP "Premio Creative Living Lab", Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Il progetto promuove e organizza attività laboratoriali, eventi di comunità, percorsi didattici in collaborazione con istituti scolastici, comunità informali e associazioni del territorio regionale e nazionale

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

“La miccia innescata con l’uccisione di Soleimani ha avuto le conseguenze previste. Questa notte le due basi americane di Ayn al-Asad ed Erbil in Iraq sono state attaccate da missili iraniani. Si stimano 80 morti. La logica della guerra è esattamente questa: una volta che si decide di scegliere la violenza, la violenza si moltiplica ed esce da qualsiasi controllo”. Lo sottolinea in una nota Emergency, l’organizzazione impegnata da anni in Iraq, nella zona di confine tra Iran e Turchia. 

“Non serve più nessun voto del Congresso, nessun pronunciamento del Consiglio di sicurezza: la guerra rifiuta ormai qualsiasi regola. Mentre si parla di geopolitica, di strategie, di alleanze, si ignorano le conseguenze di queste scelte su chi questa guerra la vivrà - la vive - sulla sua pelle in Iraq e in un’area del mondo già devastata dalla violenza. Fermiamo questo gioco al massacro. Chiediamo alle parti in conflitto di fermarsi prima che sia troppo tardi - aggiunge Emergency -. Chiediamo all’Europa e all’Italia di agire immediatamente per evitare un’altra guerra e di rifiutare categoricamente qualunque supporto alle operazioni militari”.

Storicamente legato alla cura e alla riabilitazione fisica e sociale delle vittime di guerra, il programma di Emergency in Iraq si è ampliato negli ultimi anni per rispondere ai bisogni sanitari emersi dall’afflusso massiccio di profughi e sfollati in fuga dalla guerra in Iraq e in Siria e alle vittime dei combattimenti a Mosul. Dall’inizio delle attività l’ong ha assistito più di 11.000 persone per quasi altrettante protesi e oltre 60.000 sedute complessive di fisioterapia. Circa 400 sono le cooperative avviate dagli ex-pazienti. Dall’ottobre del 2017, è attivo anche un servizio di riferimento al Centro da Mosul, tramite il quale sono arrivati circa 500 nuovi pazienti.

Anche Aoi, l’associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, chiede di “scongiurare la violenza” sia in Iran che in Libia. “Venti di guerra solcano il Medio Oriente e il Mediterraneo senza che l’Europa riesca ad assumere un ruolo chiave unitario nel processo diplomatico che scongiuri la violenza. Eppure l’Unione Europea è stata la principale promotrice del Piano d'azione congiunto globale sul nucleare iraniano, che negli ultimi anni era riuscito a garantire una pacifica distensione dei rapporti tra Iran e resto del mondo, aprendo nuove strade di cooperazione - sottolinea in una nota -. Così come nelle relazioni con la vicina Libia, per interessi comuni di politica estera, vicinanza geografica e opportunità economiche, il tentativo della soluzione politica del conflitto sembrava l’unica strada percorribile fino a qualche giorno fa. L’interventismo di Trump sul fronte iraniano, iniziato con la fuoriuscita nel 2018 dall’accordo sul nucleare e proseguita nei giorni scorsi con gli attacchi militari, quello di Erdogan e Putin sul fronte libico, attraverso il sostegno diretto alle parti in conflitto, e quello iraniano in Siria e Iraq, hanno contribuito a innalzare il livello di scontro in atto rischiando di coinvolgere ora tutto il mondo in una guerra assurda, sbagliata e ingiusta. L’intera regione, che va dal Medio Oriente al Nord Africa, passando per l’Iraq e la Libia, al centro oggi degli scontri e delle contese, ha bisogno da decenni di una concreta pacificazione: le responsabilità di questo terribile ritardo sono molteplici e le problematiche complesse, ma esiste ancora un ampio spazio diplomatico per raggiungere questo obiettivo, supportando la resilienza delle popolazioni locali”.

Aoi, chiede al governo italiano un ruolo attivo, anche in Europa, per una risoluzione pacifica dei conflitti in corso: non bastano dichiarazioni di circostanza, serve una vera e propria azione diplomatica. Per questo mette a disposizione l’esperienza dei propri soci maturata in quei Paesi in anni di lavoro congiunto con le organizzazioni sociali e le istituzioni locali. Inoltre invita tutte le associazioni, le organizzazioni, le cittadine e i cittadini a una mobilitazione permanente fino a quando una soluzione pacifica non ponga fine alla violenza. 

(Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

 “Nella Legge di bilancio approvata troviamo senz’altro un’attenzione ai bisogni dei cittadini più vulnerabili. Così commenta Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore.

“Su disabilità e non autosufficienza – dichiara Fiaschi – avevamo già espresso il nostro parere favorevole per l’incremento del Fondo per le non autosufficienze, per l’aumento del Fondo per le scuole dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità, e per il Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità.”

“Sono stare adeguate le risorse destinate al 5 per mille, a conferma delle assicurazioni date dal Presidente Conte nella giornata del volontariato. Un altro segnale positivo è anche l’aumento del fondo a sostegno delle donne vittime di violenza, un tema che merita grande attenzione.” 

“Non ci soddisfa invece l’incremento di soli 10 milioni per il servizio civile universale, risorse troppo esigue per poter assicurare ai tanti giovani che ne hanno fatto richiesta, la possibilità di fare questa importante esperienza di formazione e di partecipazione attiva. Stando agli stanziamenti previsti, i giovani che potranno essere coinvolti saranno ulteriormente ridotti rispetto agli ultimi anni. Anche in questo campo è necessario un maggiore investimento, prima di tutto culturale, sulle nuove generazioni e sulla loro formazione.”

“Infine constatiamo una grave disattenzione sulla cooperazione allo sviluppo. Le risorse a disposizione sono state ridotte e anche in questo bilancio non c’è un segnale di ripresa. Con questa prospettiva, il rapporto fra Aiuto Pubblico allo Sviluppo e ricchezza nazionale si terrà con ogni probabilità sotto la soglia dello 0,25%, molto distante dall’obiettivo dello 0,70% da raggiungere entro il 2030. La cooperazione allo sviluppo oltre a intervenire positivamente sui fenomeni migratori rappresenta uno degli strumenti principali della politica estera del nostro Paese.”

“Ci auguriamo – conclude Fiaschi – che nel corso dell’anno potranno essere adottati dei correttivi per dotare di maggiori risorse questi ed altri comparti, importanti per il nostro sviluppo economico e sociale.”

 

Pubblicato in Nazionale

“Ho appena firmato il decreto che istituisce la consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie. Un luogo di dialogo, ascolto e confronto tra medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute. È anche così che si migliora il Servizio Sanitario Nazionale” lo scrive su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza che così annuncia il nuovo organismo consultivo.

 

Pubblicato in Salute

Il 7 gennaio è stato pubblicato sul BURC n.2 del 7 gennaio 2020 il Decreto Dirigenziale n. 1, dove viene data notizia dalla Regione Campania dell’approvazione di tre misure di politica attiva per il lavoro a favore delle persone con disabilità. Grazie al ripristino del Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili (art. 14 della L.68/99), le cui dotazioni finanziarie sono costituite dagli importi derivanti dall’irrogazione delle sanzioni amministrative e dai contributi versati dai datori di lavoro relativi agli esoneri degli obblighi di assunzioni.

L’assessore  al Lavoro della Regione Campania Sonia Palmeri, in collaborazione anche con la Fish Campania, ha destinato  agli avvisi approvati con il provvedimento una somma complessiva di euro 4.800,000,00 milioni per il finanziamento delle iniziative a valere sulle tre misure: l’autoimprenditorialità, quale azione non solo di inserimento di persone con disabilità nel mondo del lavoro ma anche come misura idonea a sviluppare le potenzialità dei soggetti destinatari della misura; i tirocini, quale misura di primo inserimento lavorativo e l’assunzione e formazione, quale misura di rafforzamento delle competenze lavorative.

Inoltre nelle scorse settimane la Regione Campania già aveva avviato il programma “Garanzia Giovani”, che vede coinvolti anche tanti giovani con disabilità fino a 35 anni e i Bandi di concorso pubblico per il potenziamento dei Centri per l'Impiego, dove sono previsti come profilo 50 mediatori dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, prima Regione del Sud a prevedere questa figura.

“La nostra Federazione – commenta Daniele Romano, presidente Fish Campania - si ritiene molto soddisfatta del lavoro svolto insieme all’Assessore Palmeri e plaude alla scelta fatta dalla stessa Assessore  di ripristinare il Fondo regionale per l’occupazione per le persone con disabilità, che fu cancellato dalla passata Amministrazione Regionale guidata da Caldoro e che tali fondi furono  destinati per altro, e non certamente per le persone con disabilità. Inoltre, come già anticipato a settembre, l’altro elemento positivo è quello di aver condiviso queste misure con le Federazioni regionali (Fish e Fand)”.

“Ci auguriamo”, concludono dalla Fish , “che adesso ci sia una forte risposta da parte del mondo del lavoro”.

 

Pubblicato in Campania

In vista della giornata della Memoria, arriva all’Everest “Perlasca. Il coraggio di dire no”, un “gioiello teatrale responsabile e intelligente” di Alessandro Albertin che si mette alla prova come attore e come autore. Una pièce dedicata a un eroe del Novecento, un uomo semplice che ha vissuto senza clamori pur avendo compiuto un atto straordinario durante le persecuzioni naziste: quello di aver salvato dalla deportazione e dalla morte, migliaia di persone, non solo ebrei. Lo spettacolo si terrà venerdì 17 gennaio alle ore 21.

Come affermato dall’autore, davanti a qualcosa di terribile si può reagire in due modi: commentare la cosa, oppure occuparsi della cosa. La prima soluzione è quella più comoda, la seconda, quella più scomoda, richiede coraggio ed eroismo: questa è la grande lezione che ci ha lasciato Giorgio Perlasca.

Da qui, quindi, parte lo spettacolo per raccontare al meglio questa storia edificante tramite una messa in scena semplice, senza fronzoli, che si basa principalmente sulla straordinarietà degli eventi e sull’ interpretazione che mescola tecnica ed emotività, accompagnando per mano alla scoperta di un capitolo della nostra storia che è necessario conoscere.

La particolarità della rappresentazione sta nel fatto che Alessandro Albertin veste non solo i panni del protagonista, ma anche di tutti gli altri personaggi che gravitano sulla scena e intorno a Perlasca e lo fa con una maestria tale che riesce a far visualizzare al pubblico una miriade di personaggi così lontani gli uni dagli altri.

Il racconto, oltre a restituire una fondamentale testimonianza storica, mira a rendere viva la lezione di coraggio e umanità di Perlasca, non solo davanti agli occhi dei più anziani che hanno conosciuto quei fatti, ma anche a coloro che apprendono oggi queste vicissitudini, i quali continuano comunque ad essere circondati da esempi terribili di sopraffazione e ingiustizia e che, quindi, possono fare tesoro delle gesta del protagonista.

In questo senso, quindi, lo spettacolo non ha solo la funzione di commemorare un eroe dell’epoca moderna, ma incarna il senso ultimo del teatro, ossia quello di aiutare la comunit à a riflettere sul nesso profondo che lega la storia rappresentata in scena con il corso della Storia, realizzando quella cosa molto rara, ormai, in teatro, che si chiama catarsi.

Come nelle edizioni passate, riprendendo la modalità tipica dell’ambito musicale (in cui l’esibizione dell’headliner è preceduta da quella dei cosiddetti “gruppi spalla”), gli spettacoli di compagnie e attori affermati saranno spesso preceduti da estratti di spettacoli di compagnie emergenti, inseriti nella sezione Apripista. Durante questo appuntamento, ad aprire le rappresentazioni ci sarà una performance corale del Coro InCanto.

Dopo questa rappresentazione saranno altri due gli spettacoli in programma nel ricco cartellone della Stagione Teatrale Autunno/Inverno 2019/2020 dell’Everest creato grazie al contributo del Comune di Vimodrone, del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo, di Regione Lombardia, del Circuito Regionale Multidisciplinare C.L.A.P.Spettacolo dal vivo , di Fondazione Cariplo e di BCC (filiale di Vimodrone).

La Stagione Teatrale dell’Everest è anche occasione di incontro delle Associazioni della zona per collaborare e cooperare. Per questo motivo gli argomenti degli spettacoli che l’Everest ospita fanno riferimento a tematiche di attualità, cercando anche di accogliere le richieste del proprio pubblico. Nasce così il progetto “Adotta uno spettacolo”, all’interno del quale gli enti coinvolti, insieme ai gruppi e le Associazioni di Vimodrone, prendono a cuore uno spettacolo, promuovendolo e sostenendolo insieme a Industria Scenica. Questa produzione, in particolare, è stata adottata dalla Sezione E. Ottolini dell’ANPI.

La Stagione Teatrale dell’Everest si rivolge al pubblico di Vimodrone e della Martesana e si propone, anche in modo più trasversale, a tutti i cittadini (adulti, giovani e famiglie) della Città Metropolitana di Milano interessati ad una proposta teatrale di qualità.

 

 

Pubblicato in Lombardia
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