Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 29 Marzo 2020

Giovedì, 09 Gennaio 2020 - nelPaese.it

Non si conosce ancora il suo nome e la sua età precisa, forse circa dieci anni: è morto di freddo, sognando l’Europa, nel carrello di un aereo che viaggiava da Abidjan a Parigi. “Passaggio clandestino” è il termine usato dalla compagnia per rendere noto il drammatico fatto accaduto sul volo del Boeing 777 partito da Abidjan in Costa D’Avorio.

“La scoperta di questo terribile dramma dell’emigrazione, all’aeroporto di Roissy - Charles de Gaulle, non può lasciarci indifferenti.  La Comunità di Sant’Egidio, che da anni, con le Scuole della Pace, si impegna in tante parti del mondo - anche in Costa d’Avorio – ad offrire un futuro ai minori delle periferie esprime il suo cordoglio al popolo ivoriano e ai familiari della vittima”.

Questa tragedia, simile a quella dei due adolescenti guineani, Yaguine e Fodé, morti nell’agosto del 1999 sull’aereo che li portava Belgio, deve spingere l’Europa ad ascoltare il grido dell’Africa favorendo in modo concreto e urgente il suo sviluppo e i Paesi africani a preoccuparsi dei tantissimi loro giovani che chiedono scuola, lavoro, futuro”.

 

Pubblicato in Migrazioni

Solo il 7 per cento degli over 65 italiani utilizza i social network. Meno della metà rispetto alla media europea. È risultato di uno studio condotto nell’ambito del progetto  Ageing in a Networked Society, coordinato da Emanuela Sala, docente del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale di Milano-Bicocca, e sostenuto da Fondazione Cariplo.

I dati

I ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 32 mila europei, tutti over 65 (fonte dati Eurostat Community Statistics on Information Societies). Nel 2016, solo il 7 per cento degli anziani italiani utilizzava i social network, ma con un trend in crescita rispetto al 2013 quando ad accedere ai social network era solo il 3 per cento degli over 65.

Ciò nonostante, il cosiddetto grey digital divide, ovvero il divario tra l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte della popolazione anziana rispetto al resto della popolazione, è ancora marcato. Confrontando i dati italiani con quelli europei, è emerso che gli over 65 del nostro Paese che utilizzano le nuove tecnologie sono meno della metà rispetto ai loro omologhi europei (il dato medio sull’utilizzo dei social network in Europa è pari al 16%). Il divario rispetto alle generazioni più giovani in Italia (39%) è in linea con la media europea (38%).

Il 13 gennaio presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca (Edificio U7, Aula Pagani) si terrà la presentazione dei primi risultati della ricerca e si discuterà del rapporto degli anziani italiani ed europei con le nuove tecnologie. Nel corso dell’incontro, verranno presentati anche i risultati di altri due studi volti a capire quali App preferiscano gli anziani e quanto l’utilizzo dei social incida sulle relazioni sociali. 

Quali App e per quanto tempo

Amano WhatsApp, hanno un profilo su Facebook e accedono a Youtube. Per studiare modalità e tempi di utilizzo delle nuove tecnologie, è stata installata una app di monitoraggio ad hoc direttamente sugli smartphone di 30 volontari dell’associazione Auser di Monza e Brianza di età compresa fra i 65 e 75 anni. L’analisi dei dati così raccolti ha rivelato che ogni partecipante accede allo smartphone 127 volte al giorno per un totale di un’ora ed 8 minuti. Nell’arco di un mese i partecipanti passano sullo smartphone, complessivamente, 35 ore in media; tuttavia il tempo medio di permanenza sul telefono, ogni volta che vi accedono, è di 32 secondi.

L'analisi mostra come l’uso dello smartphone sia abbastanza stabile nell’arco della giornata (nello specifico dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera). Tuttavia, si nota una flessione tra l’una e le 5 del mattino ed un picco alle 8 del mattino e alle 8 della sera. “Questi dati sembrano suggerire che lo smartphone è la prima cosa che i partecipanti controllano appena svegli e l’ultima prima di andare a dormire”, si afferma.

Dall’indagine è emerso che WhatsApp è l’applicazione social di gran lunga più utilizzata dai partecipanti (52% del tempo totale passato sullo smartphone); seguono Facebook (36%), YouTube (10%), LinkedIn (1%) ed Instagram (1%). I dati mostrano come i partecipanti facciano un largo uso di siti di social network, ed in particolare di piattaforme come WhatsApp e Facebook, che incrementano le possibilità connessione ed interazione sociale tra gli utenti. Curiosamente, non è stato rilevato un uso significativo di applicazioni legate allo shopping ed alla salute.

Nessuna relazione tra utilizzo dei social e riduzione della solitudine

Durante l’evento verranno inoltre presentati i risultati di un esperimento sociale condotto dalla Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso, in collaborazione con i ricercatori di Milano-Bicocca. Un esperimento sociale per analizzare l’effetto dell’utilizzo dello smartphone e delle applicazioni Facebook e WhatsApp sulla solitudine e sulle funzioni cognitive degli anziani.

I ricercatori hanno studiato quanto l’utilizzo di queste nuove tecnologie possa aiutare a combattere la solitudine e a mantenere integre le funzioni cognitive più di quanto avvenga attraverso le relazioni sociali tradizionali. All’esperimento sociale hanno partecipato quasi 150 anziani. L’analisi preliminare dei dati ha rivelato che chi ha utilizzato lo smartphone per due mesi (la durata dell'esperimento) non ha riportato miglioramenti significativamente diversi da coloro che sono stati impegnati in attività di socializzazione tradizionali.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

La zona di Lavinio, frazione del comune di Anzio a circa cinquanta chilometri a sud di Roma, è interessata da un rilascio anomalo di gas endogeno di origine profonda costituito in prevalenza da anidride carbonica e idrogeno solforato. L'accumulo di tali gas all'interno di una vasca interrata per la raccolta dell'acqua di scarico di una vicina piscina può individuarsi come l'evento naturale che ha determinato il gravissimo incidente accaduto a Lavinio nel 2011.

Sono questi i risultati cui è giunto lo studio Anomalous Discharge of Endogenous Gas at Lavinio (Rome, Italy) and the Lethal Accident of 5 September 2011, condotto da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e recentemente pubblicato sulla rivista internazionale GeoHealth.

"L'area metropolitana di Roma Capitale", spiega Maria Luisa Carapezza, ricercatrice dell'INGV e coautrice della pubblicazione, "è compresa tra due vulcani quaternari: i Monti Sabatini a nord ovest e i Colli Albani a sud est. In quest'area vi sono vari siti dove un gas endogeno di origine profonda, costituito in prevalenza da anidride carbonica e con una minore percentuale di idrogeno solforato, arriva in superficie attraverso faglie".

"Abbiamo condotto indagini geochimiche dettagliate, mirate ad accertare le cause dell'incidente, che hanno incluso misurazioni del flusso e delle concentrazioni di anidride carbonica e idrogeno solforato nel suolo e nell'aria" prosegue la ricercatrice. "I risultati suggeriscono che l'incidente è avvenuto a causa di una elevata concentrazione di gas all'interno della vasca di raccolta, affluito tramite le condutture di trasporto dell'acqua in eccesso dalla piscina attigua e non attraverso infiltrazioni di gas dal pavimento o dalla porta".

Il gruppo di ricerca dell'INGV è stato in grado di definire l'origine delle emissioni gassose mutuando tecniche del monitoraggio vulcanico e adattando la strumentazione scientifica da campo. "Il lavoro rappresenta un importante contributo scientifico di geologia medica, non solo per i nuovi dati presentati ma soprattutto per l'approccio metodologico utilizzato nello studio di emissioni di gas endogeni in un contesto antropizzato. Negli ultimi vent'anni, infatti, nella zona di Roma sono avvenuti numerosi incidenti per emissione di gas endogeno.

A tal proposito, l'INGV ha creato fin dal 1999 un gruppo di ricerca ad hoc nella Sezione di Roma1 che proprio attraverso l'uso delle tecniche del monitoraggio vulcanico ha sviluppato un protocollo d'intervento in grado di definire l'origine del gas emesso, di valutarne la pericolosità e, collaborando con le istituzioni preposte al controllo del territorio, suggerire in tempi brevi e con rigore scientifico le opportune misure per la riduzione del rischio."

Pubblicato in Ambiente&Territorio

A novembre 2019, gli occupati crescono di 41 mila unità rispetto al mese precedente (+0,2%), con un tasso di occupazione che sale al 59,4% (+0,1 punti percentuali).

L’andamento dell’occupazione è sintesi di un aumento della componente femminile (+0,3%, pari a +35 mila) e di una sostanziale stabilità di quella maschile. Gli occupati crescono tra i 25-34enni e gli ultracinquantenni, mentre calano nelle altre classi d’età; al contempo, aumentano i dipendenti permanenti (+67 mila) a fronte di una diminuzione sia dei dipendenti a termine (-4 mila) sia degli indipendenti (-22 mila).

In crescita risultano anche le persone in cerca di lavoro (+0,5%, pari a +12 mila unità nell’ultimo mese). L’andamento della disoccupazione è sintesi di un aumento per gli uomini (+1,2%, pari a +15 mila unità) e di una lieve diminuzione tra la donne (-0,2%, pari a -3 mila unità); crescono i disoccupati under 35, diminuiscono lievemente i 35-49enni e risultano stabili gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta comunque stabile al 9,7%.

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a novembre è in calo rispetto al mese precedente (-0,6%, pari a -72 mila unità), e la diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività scende al 34,0% (-0,2 punti percentuali).

Anche nel confronto tra il trimestre settembre-novembre e quello precedente, l’occupazione risulta in crescita, seppure lieve (+0,1%, pari a +18 mila unità), con un aumento che si distribuisce tra entrambi i sessi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti a termine sia i permanenti (+62 mila nel complesso), mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,8%, -43 mila); inoltre, si registrano segnali positivi per i 25-34enni e per gli over 50, negativi nelle altre classi.

Gli andamenti mensili si confermano nel trimestre anche per le persone in cerca di occupazione, che aumentano dello 0,3% (+7 mila), e per gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, in diminuzione dello 0,4% (-59 mila).

Su base annua l’occupazione risulta in crescita (+1,2%, pari a +285 mila unità), l’espansione riguarda sia le donne sia gli uomini di tutte le classi d’età, tranne i 35-49enni. Tuttavia, al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell’anno è trainata dai dipendenti (+325 mila unità nel complesso) e in particolare dai permanenti (+283 mila), mentre calano gli indipendenti (-41 mila).

Nell’arco dei dodici mesi, l’aumento degli occupati si accompagna a un calo sia dei disoccupati (-7,1%, pari a -194 mila unità) sia degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,5%, pari a -203 mila).

 

 

Pubblicato in Lavoro

Alla Casa della Musica, Proges Educa Impresa sociale ha presentato alla città il nuovo indirizzo formativo del Liceo Olivetti: lo STEAM (Science Technology Engineering Arts and Mathematics) International, attuato con il supporto scientifico didattico dell’Istituto Paritario di Istruzione scolastica e di Formazione professionale Giuseppe Veronesi di Rovereto, la partnership dell’Unione degli Industriali di Parma, dell’Università degli Studi e la sponsorizzazione della Chiesi Farmaceutici. Sabato 11 e sabato 18 gennaio alle ore 15.00 sono previsti gli OPEN DAY per le famiglie, presso la scuola in via Brigate Julia 2.

A fare gli onori di casa Ines Seletti, Assessore ai Servizi Educativi e Scuola del Comune di Parma. “Sono rimasta estasiata di questo progetto. In un anno importante, che mette al centro la cultura e le sue diverse manifestazioni, questa iniziativa è una dote e un’opportunità per tutta la città, che va ad integrare e non sovrapporsi alla già qualificata offerta cittadina nelle scuole secondarie di secondo grado”.

A introdurre il Presidente di Proges Educa Marco Papotti, che ripercorre gli obiettivi raggiunti e gli investimenti compiuti dall’istituto scolastico paritario ereditato un paio d’anni fa dalla gestione delle Maestre Luigine, sempre nella direzione di un progetto educativo forte, aggiornato alle competenze del presente.

“Il Liceo Steam Olivetti di Parma – ha poi dichiarato Giovanni Ronchini, Dirigente scolastico del Liceo – sarà un Liceo internazionale orientato allo sviluppo delle competenze scientifiche e tecnologiche ma con una attenzione profonda allo sviluppo umano della persona. Il percorso del Liceo STEAM è quadriennale e si divide in due bienni. Dopo il primo biennio di base gli alunni verranno messi alla prova con un biennio “di approfondimento”, comprendente 300 ore di alternanza scuola-lavoro per un totale di oltre 1000 ore di lezione all’anno, divise in tre trimestri, con 34 ore alla settimana di lezione teorica e pratica. Metà delle materie, inoltre, sarà insegnata in inglese; alla fine dei quattro anni i ragazzi si diplomeranno non solo con un anno di anticipo rispetto alle altre scuole superiori italiane, ma porterà al conseguimento di una doppia Maturità: Diploma di Maturità Scientifica/Scienze Applicate, e A-Level Cambridge (con il quale intendiamo accreditarci)”.

“Il Liceo STEAM  - ha spiegato Laura Scalfi, Direttrice del Centro di Formazione Veronesi – già avviato a Rovereto e Bologna, è un nuovo modello del “fare scuola” che si struttura su una proposta formativa innovativa, basata sull’importanza dell’attività e dell’esperienza. La finalità primaria del percorso didattico è quella di portare gli studenti ad affrontare le sfide della società odierna, sempre più complessa e globale, attraverso una preparazione competitiva rispetto ai coetanei delle aree più avanzate del mondo”.

“La didattica dello STEAM – ha spiegato Alberto Garniga, Coordinatore del Liceo Steam Rovereto – è fortemente centrata su un approccio esperienziale, dove la parte umanistica e la parte scientifica si fondono e si realizzano concretamente nell’utilizzo avanzato delle tecnologie; una Metodologia fondata sull’approccio dello Human Centered Design, ovvero della progettazione per la soluzione di problemi, con il 50% del curricolo svolto in Lingua Inglese. Sapere e saper fare, insieme. Gli insegnamenti alternano studio e attività pratiche, favorendo uno stretto confronto con aziende e mondo produttivo, ma anche sfidando costantemente gli studenti ad interfacciarsi e sviluppare un approccio problem-solving, per valorizzare la loro crescita a tutti i livelli”.

Sono quindi intervenuti i partner e gli sponsor del nuovo Liceo.

“Non possiamo che esprimere un grande apprezzamento per questa iniziativa meritoria” – ha dichiarato Cesari Azzali, Direttore dell’Unione parmense degli Industriali. “La tecnologia è uno strumento con il quale i ragazzi imparano a diventare un produttori di ricchezza, una ricchezza poi da ridistribuire in armonia con le altre persone e l'ambiente. L'impostazione di questa scuola corrisponde sia a un'esigenza collettiva che a quelle delle nostre aziende. Come UPI siamo pronti a sostenere e promuovere questo progetto”.

Sara Rainieri, Prorettrice con delega per la Didattica e Servizi agli Studenti dell’UNIPR è intervenuta sottolineando che “per noi è fondamentale dialogare con le scuole secondarie di secondo grado la cui offerta formativa precede quella universitaria. Siamo in sintonia con questo progetta iniziativa per il suo approccio innovativo, internazionale e multidisciplinare. Come Università siamo disponibili a collaborare, anche per imparare qualcosa.”

Sponsor del progetto la Chiesi Group - Chiesi Farmaceutici. “Come conseguenza dell'avanzamento tecnologico e dell'intelligenza artificiale – ha dichiarato Maria Paola Chiesi – oggi non sappiamo quali saranno le professioni tra cinque e dieci anni. Metodo scientifico, base tecnologia, dimensione umana e impronta internazionale sono gli elementi che ci hanno fatto sostenere con entusiasmo questa scuola nuova nella nostra città, nel cui approccio ci riconosciamo in pieno”.

Infine è intervenuto Giovanni Monti, presidente regionale di Legacoop, che ha apprezzato il progetto proposto: “ambizioso, che punta a formare persone capaci di lavorare insieme, come vuole l’idea di cooperare che ci guida”.

Pubblicato in Emilia-Romagna
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Gennaio 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31