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Giovedì, 29 Ottobre 2020

Lunedì, 12 Ottobre 2020 - nelPaese.it

“Il nostro movimento è autenticamente shockato da questa notizia di violenza sessuale su una donna con disabilità, reazione ancor più esacerbata per i particolari e lo scenario in cui questo crimine si è consumato”.

Così commenta Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, la cronaca di queste ore. I fatti: dopo il test del DNA ha confessato la violenza carnale un operatore socio-sanitario dell’Istituto Oasi Maria Santissima di Troina (Enna), struttura peraltro classificata di interesse regionale “per il ritardo mentale e l’involuzione cerebrale”, ma teatro del crimine.

L’accusa è quella di violenza sessuale aggravata “dall’aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata”. La vittima è una donna ventiseienne con severi problemi psichici che comunica solo con lo sguardo. La donna è incinta, alla venticinquesima settimana di gestazione, dunque la violenza è avvenuta nei giorni drammatici del lockdown, quando l’Oasi era zona rossa per la presenza di 162 positivi fra pazienti e infermieri; quindi isolata dall’esterno.

“La nostra Federazione – prosegue Falabella – ha dedicato e continuerà a dedicare il massimo dell’attenzione alla violenza sulle donne con disabilità, un fenomeno largamente nascosto o misconosciuto. In questi giorni stiamo conducendo la seconda edizione di una ricerca proprio su questi aspetti, chiedendo alle donne e alle ragazze con disabilità di raccontare le loro esperienze. Ma sono necessarie anche azioni politiche serie, organiche e forti che rimuovano le cause di questi episodi e fra questi anche i contesti segreganti troppo spesso scenario di abusi di vario genere.”

“Come proseguirà questa vicenda? La gravidanza sarà portata a termine? Se diventerà madre, come assicurare alla ragazza tutti i sostegni necessari? E il diritto alla giustizia sarà pieno? Verranno rispettate tutte le ipotesi aggravanti? Le ipotesi di negligenza o connivenza verranno indagate? – si interroga Silvia Cutrera, coordinatrice del Gruppo donne FISH – La drammaticità di questo fatto, venuto alla luce dopo che i genitori, terminato l’isolamento da lockdown, avevano notato che la ragazza era visibilmente ingrassata, svela ciò che può accadere nei luoghi che dovrebbero essere deputati alla cura delle persone con disabilità. Il Gruppo Donne FISH vuole nuovamente lanciare l’allarme sul maggiore rischio che le donne con disabilità corrono di essere vittime di violenza, abusi e maltrattamenti. È ora di agire senza silenzi e omertà.”

 

Pubblicato in Parità di genere

Il ministero della Salute con il ministro Speranza e il sottosegretario Martella hanno lanciato un appello per diffondere l'importanza della App Immuni. Speranza e Martella sottolineano che i giornali hanno un ruolo fondamentale per veicolare giuste informazioni, soprattutto in merito ai timori sulla privacy. 

Per i due esponenti del governo "siamo in un momento cruciale" della pandemia e dopo le ultime disposizioni del governo viene chiesto un atto di responsabilità a tutti i cittadini. E per questo che chiedono di scaricare Immuni a tutti gli italiani. 

Pubblicato in Salute

L’edizione 2020 delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile promossa da AICCON si è chiusa dopo due giornate di giornate di dibattiti e confronti che hanno visto la partecipazione di 30 relatori.

Rilanciare il Terzo Pilastro nel nostro paese non significa fare apologia del valore del Terzo settore, ma incorporare il valore della conversazione, dell’intelligenza collettiva, dei beni comuni, del neo-mutualismo e dell’imprenditorialità sociale dentro le politiche, è stato questo il tema della Sessione di Chiusura “Purpose economy: l’impresa sociale fra mercato e neo-mutualismo”, coordinata da Paolo Venturi, Direttore AICCON, che ha visto la partecipazione di Stanislao di Piazza, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali; Eleonora Vanni, Presidente Legacoopsociali e Stefano Granata, Presidente Confcooperative-Federsolidarietà.

L’iniziativa si è conclusa con la Sessione “Il Terzo Pilastro nell’agenda del Paese” in cui sono intervenuti Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia; Alessandro Rosina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; Sergio Gatti, Direttore Generale Federcasse-BCC e Stefano Zamagni, Università di Bologna.

Grande partecipazione dalla comunità “virtuale”: 1.300 iscrizioni all’evento, la diretta streaming ha raggiunto 10mila visualizzazioni (su Facebook e YouTube), oltre 25mila persone raggiunte su Facebook, su Twitter sono stati più di 1000 i tweet con l’hashtag ufficiale dell’evento #gdb2020. Tutti i video dell’evento sono disponibili sul canale youtube di AICCON: https://www.youtube.com/AICCON

Pubblicato in Economia sociale

La Uisp ha sempre risposto "con grande senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e della salute dei cittadini e soprattutto dei propri praticanti", di fronte alla pandemia e alle misure per il contenimento del contagio che si sono susseguite.

Attenzione e rispetto che "abbiamo condiviso con le nostre associazioni e società sportive del territorio, con i nostri soci che a loro volta hanno ottemperato e adottato i protocolli necessari, dentro il quadro normativo predisposto dalle varie istituzioni e autorità nazionali, regionali e territoriali. Garantendo la massima sicurezza con puntuale sanificazione degli spazi e protezione individuale e collettiva".

Così la Usip commenta il Dpcm e sottolinea tutta la preoccupazione di un mondo di sport amatoriale e di base. "Non è superfluo ricordare che in questa particolare fase uno dei comparti che più di altri sta pagando un prezzo enorme sul piano delle attività e dei relativi costi e posti di lavoro è sicuramente lo sport di base. Sul terreno del lavoro si rischia di vedere vanificati gli importanti sforzi fatti da questo governo per ciò che riguarda i collaboratori sportivi e che hanno permesso a costoro di emergere dall'invisibilità. Migliaia di famiglie che stanno registrando significative sofferenze. C'è un'alta percentuale di realtà sportive del territorio che non ha trovato le condizioni per una ripartenza della stagione sportiva con una ricaduta pesante sul piano del deficit sociale, educativo e coesivo delle nostre comunità".

"Il binomio attività sportiva e salute viene paradossalmente colpito da questa situazione che rischia di avere le caratteristiche che abbiamo vissuto nella fase acuta dell'emergenza. Le notizie che circolano in queste ore ci portano ad alzare il livello di attenzione e di preoccupazione che rivolgiamo a tutte le autorità competenti ai vari livelli affinché, nelle eventuali misure da adottare per il contenimento dei contagi, non si creino discriminazioni tra i diversi organismi sportivi e che siano garantite le stesse possibili opportunità", prosegue la nota della Uisp.

In buona sostanza "ci auguriamo che oltre alla possibilità di svolgere attività motoria sportiva e di allenamento vengano garantiti gli eventi e le competizioni sportive riconosciuti di interesse nazionale e regionale dagli Enti di Promozione Sportiva. In caso negativo ci troveremmo di fronte ad una non giustificabile disparità tra organismi sportivi riconosciuti dal Coni. Una condizione onestamente che non sarebbe sopportabile".

Pubblicato in Sport sociale

Sono passati quarant'anni dalla morte di Franco Basaglia, ritenuto universalmente il riformatore della psichiatria. Tanto che i referenti di settore dell'Oms provengono ormai da quell'esperienza, e l'ultima - l'argentina Devora Kestel - è stata pure cooperatrice sociale, impegnata nello smantellamento del manicomio di Udine (l'ultimo grande "residuo" chiuso grazie al "Progetto obiettivo" della ministra Bindi).

A ricordarlo, nella Giornata mondiale della Salute mentale, è Legacoopsociali per la salute mentale, che tuttavia denuncia: "Eppure, a 42 anni dalla sua approvazione, la legge 180 non è ancora stata applicata in ogni regione italiana. Anzi: c'è chi (la Lombardia, la più grande) concentra ancora la psichiatria in ospedale mentre il Veneto sta al di fuori dell'ordinamento, prevedendo sia la contenzione fisica che l'internamento a vita in comunità‘. Altrove, si sono trasferiti semplicemente gli utenti in tanti piccoli 'minicomi‘, con un tasso esemplificato dal confronto tra gli 8 posti letto per 10.000 abitanti ricoverati in comunità in Sicilia, ed i meno di 2 per 10.000 del Friuli Venezia Giulia, la regione più virtuosa nel percorso di de-istituzionalizzazione“.

Gian Luigi Bettoli, portavoce di Legacoopsociali per la Salute Mentale, afferma: "In generale, mentre aumentano i casi seguiti, diminuiscono gli operatori, secondo una logica miope di riduzione della spesa pubblica che rende sempre più deboli i Centri di Salute Mentale. La spesa per la salute mentale assomma – con gravi squilibri territoriali – il 3,5% di quella sanitaria, ben lontano dal 5% fissato come obiettivo ottimale. Ma quel che appare stridente, prima ancora della spesa (l'esempio friulano dimostra che si può fare bene senza spendere grandi cifre), sono le pratiche. Va fatta una considerazione sulla disattenzione dell'opinione pubblica per i problemi della salute mentale, vissuti con l'occhio distratto da forme di stigmatizzazione verso i fenomeni di marginalità. Atteggiamento distratto che diventa panico di fronte a fenomeni di violenza, strumentalizzati da un mondo dei media inquinato dalla 'comunicazione‘ e/o, tradizionalmente, dalla propaganda politica di destra. Questa lettura è decontestualizzata rispetto ai dati di realtà: la criminalità nel nostro paese è in regresso da anni; la violenza trova più spesso luogo in famiglia che nella marginalità; la morbilità tra gli stranieri, anche psichiatrica, è legata alla gestione de-strutturata dell'accoglienza, più che all'immigrazione; i suicidi sono in calo, in un paese che ne ha un basso tasso rispetto all'Europa“.

Per Bettoli, "questa discrasia tra realtà e percepito è alla radice delle continue richieste di nuovi posti-letto ospedalieri, della resistenze all'attuazione di una riforma invidiata e copiata nel mondo, e di continue richieste di sua modifica, che per altro decadono sistematicamente. Anche perché, va ricordato, il sistema manicomiale italiano ha sempre fatto spendere cifre spaventose: l'80% dei bilanci delle province, un tempo, finiva lì. Meglio vivacchiare, è quella la vera risposta 'controriformistica‘".

"In ogni caso, rimane il fatto che ci sia chi continua a proporre nuovi muri, nuove istituzioni totali, partendo dal presupposto che la persona con problemi psichiatrici sia l'‘altro‘, il 'mostro‘, l'‘incurabile‘, con ciò ignorando i risultati della moderna scienza della salute mentale. La cura non solo è possibile, ma la marginalità è prevenibile attraverso la lotta all'emarginazione sociale ed alla stigmatizzazione culturale del 'diverso‘. E le nuove pratiche cliniche, basate sulla implementazione della dignità del soggetto umano, si articolano attraverso strumenti come il 'budget di salute‘, dove l'obiettivo da perseguire non è l'efficienza economica della prestazione sanitaria e farmaceutica, ma il rafforzamento della soggettività della persona-utente, attraverso un mix di psicoterapia e lavoro sociale, basato sui pilastri del lavoro e della casa“.

Continua il portavoce di Legacoopsociali per la salute mentale: "Noi, dall'osservatorio delle cooperative sociali più 'basagliane‘, ci poniamo da tempo il problema della qualità clinica e della rendicontazione sociale del prodotto del nostro lavoro, che poi è il benessere delle persone, donne e uomini, che periodicamente si trovano in difficoltà nel gestire la loro sofferenza. Non a caso, siamo nati innanzitutto come cooperative di utenti dei servizi pubblici, per poi diventare anche cooperative di lavoratori sociali. La nostra sperimentazione, grazie ai modelli scientifici di rendicontazione sociale elaborati da Euricse, ha dimostrato la vantaggiosità, economica oltre che sociale, dell'inserimento lavorativo come strumento di cura“.

"Da quattro anni – conclude Bettoli -, con il progetto Visiting DTC (Comunità Terapeutiche Democratiche), mutuato dall'esperienza britannica, stiamo lavorando sulla rilevazione della correttezza del lavoro nelle strutture cooperative, intese sia come residenze che come reti di relazioni con il territorio in cui si abita. Un sistema di certificazione di qualità basato sul confronto di esperienze, con una rete di valutatori che mette sullo stesso piano utenti, familiari ed operatori. Quest'anno, il quarto Forum nazionale (che si è concluso ieri, ndr) l'abbiamo dedicato alla lotta alla contenzione. Non più solo quella fisica: poniamo ormai il problema anche dell'abuso di quella che passa attraverso l'uso, securitario e smodato, dei farmaci“.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

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