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Martedì, 20 Ottobre 2020

Venerdì, 02 Ottobre 2020 - nelPaese.it

Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, parteciperà alla Catena Umana per la pace e la fraternità che si formerà domenica 11 ottobre 2020 lungo la strada che va da Perugia ad Assisi.

"Sarà la prima volta di un Presidente del Parlamento Europeo alla PerugiAssisi - ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore del comitato promotore della Catena Umana. Altre volte abbiamo invitato i presidenti della Camera e del Senato, ma in un momento così difficile, vogliamo riaffermare la nostra cittadinanza europea e l'urgenza di fare dell'Europa un grande strumento di pace e di giustizia. Noi abbiamo bisogno dell'Europa come abbiamo bisogno della pace, prosegue Flavio Lotti. Abbiamo bisogno di salvarla da tutti quelli che la vorrebbero sempre più debole, frammentata e marginalizzata. Ma abbiamo anche un grande bisogno di cambiarla e di renderla sempre più vicina, solidale e nonviolenta. E, per questo, abbiamo bisogno di completarne la costruzione politica".

"Abbiamo bisogno urgente di un'Europa che sappia valorizzare ogni vita umana e assicurare a tutti una vita dignitosa. Un'Europa che sappia garantire la sicurezza umana di ogni persona, senza lasciare per davvero nessuno indietro. Abbiamo bisogno di affrontare collettivamente le tante crisi sociali aperte e di costruire una nuova economia a servizio delle persone non più basata sulla competizione ma sulla cooperazione", aggiunge Lotti.

"Allo stesso tempo, conclude - abbiamo bisogno di fare dell'Europa un soggetto politico di pace, autonomo e indipendente, determinato a rafforzare e democratizzare le Nazioni Unite per un ordine mondiale più giusto, pacifico e democratico centrato sul diritto internazionale dei diritti umani. Insieme dobbiamo lavorare strenuamente per fermare il cambiamento climatico, affrontare i drammi delle migrazioni, mettere fine alle guerre e ai traffici delle armi. Anche per questo dobbiamo riaprire i cantieri di costruzione della Casa Comune Europa e della Comunità del Mediterraneo"

Per partecipare alla Catena Umana è necessario iscriversi sul sito www.perugiassisi.org.

 

Pubblicato in Nazionale

“Pensiamo che i settori creativi debbano, soprattutto in questo momento, rappresentare una infrastruttura chiave per sviluppare quell’innovazione necessaria per raggiungere gli obiettivi promossi dai programmi Next Generation EU e Green New Deal, per rendere il nostro Paese più forte”.

È il passaggio centrale dell’appello della Fondazione Symbola, ADI, Federculture, Alleanza delle Cooperative Italiane Cultura, Fondazione Fitzcarraldo per favorire l’integrazione delle filiere culturali e creative nel percorso di rilancio del made in Italy in un momento difficile, attraversato da una crisi storica, che per essere superata avrà bisogno delle migliori energie del Paese come indicato nel Manifesto di Assisi promosso dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento.

In questi giorni in cui si svolge la “Milano Design City” che guarda anche al futuro degli spazi urbani tra economia circolare e sostenibilità, lanciamo una call al mondo della cultura e della creatività a svolgere un ruolo di accompagnamento nella trasformazione ecologica e digitale del sistema produttivo nazionale, per renderlo più resiliente e competitivo. Come si legge nel nostro appello le filiere del settore “ogni anno producono ricchezza diretta per oltre 90 mld di euro e attivano altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 265,4 mld, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale”.

"Dobbiamo ripartire da qui e utilizzare il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza definendo misure specifiche sulla creatività nei processi di sviluppo. Istituire misure dedicate al trasferimento di innovazione dalle filiere culturali e creative ai settori manifatturieri e dei servizi e alla Pubblica Amministrazione. E individuare centri nazionali di competenza sulla creatività, con l’obiettivo di rendere, più digitale, sostenibile, circolare e competitivo il Made in Italy. Dalla piena attuazione della normativa sulle imprese culturali e creative al completamento delle norme riferite al terzo settore.

Dall’avvio di una campagna di progettazione design-oriented dei nuovi sistemi di accoglienza del pubblico negli edifici di strutture dedicate alla popolazione (altri degli ospedali e dei presidi socio-sanitari, delle scuole e delle palestre, check-in di aeroporti e stazioni, uffici anagrafi dei Comuni, etc) agli hub culturali e creativi nei processi di rigenerazione urbana delle città. Questa crisi è un’opportunità per ripartire più forti di prima perché come ha affermato Papa Francesco “peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla”.      

L’appello si può leggere su www.symbola.net

 

Pubblicato in Cultura

Digitale o di precisione, comunque la si voglia chiamare, l'agricoltura del prossimo futuro (che ha già realizzazioni nel presente) è ipertecnologica.  Ingegneristiche, meccatroniche, informatiche, logistiche, di comunicazione: le nuove tecnologie offrono agli agricoltori una gamma di soluzioni e di opportunità impensabili fino a poco tempo fa, su cui la ricerca ha ancora tanto da dire. 

In questo ambito, il  CREA Agricoltura e Ambiente ha un ruolo di primo piano nel creare innovazione: coordina Agridigit, un importante progetto nazionale sull'agricoltura digitale, finanziato dal Mipaaf; è un'eccellenza internazionale sulla modellazione dei sistemi che permettono di analizzare la realtà agricola e naturale nel dettaglio, supportando il monitoraggio e prevedendone le evoluzioni; ha sviluppato  una piattaforma software di modellazione utilizzata dalla Commissione Europea per le previsioni di rese delle colture durante l'anno e la produzione di bollettini di agrometeorologici. 

Sono molteplici le applicazioni tecnologiche su cui i ricercatori del CREA stanno lavorando, ad esempio: gestione patogeni (raccolta e condivisione dati su funghi), per fornire gratuitamente a tutte le regioni quei servizi di previsione che attualmente, invece, vengono pagati ai privati. Sono 11 ad oggi le regioni coinvolte per creare una base comune di servizi.   Applicazioni di intelligenza artificiale come il riconoscimento di razze di api: è stato completato un sistema che offre un servizio sul cloud per poterle riconoscere in tempi molto più rapidi rispetto alle tradizionali analisi morfometriche, necessarie anche per ottenere i contributi regionali. 

Applicazione di blockchain per prodotti agricoli, per fornire una base immodificabile alle informazioni che arrivano al consumatore.  Tuttavia, è Agridigit, il grande progetto istituzionale per proiettare l'agricoltura in questo millennio, ad impegnare il CREA Agricoltura ed Ambiente nell'innovazione digitale. Una sfida complessa ed ambiziosa, che intende esplorare tecnologie avanzate per offrire strumenti per l'agricoltura: dalla infrastruttura cloud per la gestione di dati e servizi (per esempio cartografie e librerie informatiche georeferenziate, strumenti di analisi forniti come servizi) agli strumenti di modellazione per l'assistenza in stagione (produttività, impatto ambientale, qualità e stato di salute delle specie vegetali e animali, limitazione all'uso dei fitofarmaci) e l'analisi di scenario (anche previsionale, che includa suolo, emissioni e consumi idrici in rapporto ai cambiamenti climatici);  dalla sperimentazione ed adattamento  alla realtà italiana di strumenti e tecnologie dell'agricoltura di precisione fino alle soluzioni digitali e meccatroniche per specifiche filiere, con particolare attenzione a quella forestale, vitivinicola e zootecnica. 

"Insomma, - spiega Marcello Donatelli, direttore del CREA Agricoltura e Ambiente e coordinatore di AgriDigit - una agricoltura tecnologicamente evoluta, ma utilizzabile da tutti gli agricoltori, rispettosa dell'ambiente e del suolo, sempre vicina al consumatore con un clic, è già alla nostra portata".

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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