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Martedì, 24 Novembre 2020

Mercoledì, 21 Ottobre 2020 - nelPaese.it

Le proposte di legge in esame trattano temi di grande importanza e meritano, al di là di alcune necessarie specificazioni, una valutazione sostanzialmente positiva per le parti relative alla semplificazione amministrativa, alla tutela del lavoro, al lavoro femminile e agli incentivi alla produttività. Le maggiori criticità riguardano, invece, la trattazione del rapporto tra il socio lavoratore e la cooperativa in vista dell’obiettivo di contrastare le false cooperative.

È quanto hanno sottolineato i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera, sulle proposte di legge C. 1818 Murelli e altri recante “Disposizioni in materia di lavoro, occupazione e incremento della produttività” e C. 1885 De Maria recante “Modifiche all’art. 29 del Dlgs. 10 settembre 2003, n° 276, in materia di responsabilità solidale del committente”.

“L’Alleanza delle Cooperative -hanno spiegato- non ha mai contrastato riforme volte al rafforzamento della base legale della cooperazione genuina, ma non può tollerare riforme che rischiano di pregiudicarne la presenza nel mercato con disposizioni evidentemente discriminatorie rispetto ad altre forme societarie. E in questa direzione vanno alcune misure contenute nelle proposte in esame, come la norma, dal sapore incostituzionale, che prevede, in caso di appalto di opere o di servizi eseguiti da cooperative o da loro consorzi, di estendere la responsabilità solidale fino a cinque anni dalla cessazione dell’appalto, invece dei due anni previsti per gli altri tipi di impresa. Così come violano il principio costituzionale della parità di trattamento tra soggetti nel mercato alcune disposizioni previste per le cooperative di lavoro, sociali e di abitazione in tema di controllo interno”.

Dall’Alleanza è stato ribadito che “l’obiettivo di contrastare con forza le false cooperative che danneggiano la reputazione di quelle sane è sicuramente importante, ma è altrettanto indispensabile lottare contro tutte le false imprese, perché il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori e della concorrenza sleale riguarda tutte le forme societarie e, nella stragrande maggioranza dei casi, forme diverse da quella cooperativa. In modo particolare, ma non solo, le srl semplificate, che in cinque anni sono cresciute a dismisura, passando da 3.968 a 50.190, mentre le cooperative da 7.790 a 5.839”.

Tra l’altro, negli ultimi anni -anche come conseguenza della mobilitazione “Stop alle false cooperative” promossa dall’Alleanza delle Cooperative- sono intervenute importanti evoluzioni normative già nella legge di bilancio per il 2018, per rendere più efficace l’attività di vigilanza e ad ampliare gli strumenti sanzionatori. Senza dimenticare le misure straordinarie adottate dal sistema cooperativo, e che potrebbero essere mutuate anche per le altre forme di impresa, a partire dagli Osservatori provinciali della Cooperazione, dove Ispettorati Territoriali, associazioni cooperative e sindacati collaborano per contribuire a contrastare fenomeni distorsivi del mercato del lavoro.

L’Alleanza ha infine ribadito la necessità di contrastare “pratiche come il massimo ribasso o la distorsione delle offerte economicamente più vantaggiose strutturate solo in un’ottica di risparmio, che favoriscono i soggetti che ricorrono abitualmente all’evasione fiscale e contributiva e alla compressione del costo del lavoro” e di risolvere il problema dell’assenza di una certificazione della rappresentanza, testimoniato dagli oltre 800 contratti depositati al Cnel, dei quali meno della metà sono siglati dalle organizzazioni più rappresentative.

Pubblicato in Lavoro

L’assemblea generale dei delegati di Legacoopsociali 2020 Generazioni Future  ha rappresentato un momento di confronto interno, relativo a temi strategici quali lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e la disuguaglianza. Gli interventi e le testimonianze si sono alternate a quelli della presidente nazionale e degli esperti che si sono alternati nei tre panel di confronto.

“Il lavoro di cooperatori sociali non è ben riconosciuto. Legacoop Emilia Romagna sta cercando di dare dignità a questo lavoro”, ha sosenuto Alberto Alberani, vicepresidente nazionale Legacoopsociali. “Abbiamo avviato la sperimentazione del lavoro agile che aiuti la sostenibilità”, ha detto Marco Fezzi di Legacoopbund La seconda parte dell’assemblea ha avuto come argomenti principale la salute e la cittadinanza, con i relativi interventi.

Per Giuseppe Fiolo di Legacoopsociali Sicilia “bisogna costruire un sistema socio-sanitario improntato sul bisogno e tutto questo deve passare dalla cultura socio-assistenziale”. Ha proseguito Claudio Atzori, presidente di Legacoopsociali Sardegna: “vogliamo costruire una prospettiva di benessere per i cittadini; c’è bisogno, però, di un forte cambiamento”

Giancarlo Rafele, di Legacoopsociali Calabria, ha sottolineato come i problemi sociali siano acuiti dall’inadeguatezza degli enti pubblici: “il capitale sociale sta sparendo dal sud a causa di una pubblica amministrazione inefficiente”. 

Fabio Pagliardini

 

Pubblicato in Nazionale

Benessere, salute, cittadinanza, territorio e lotta alle disuguaglianze. Sono stati i temi del primo appuntamento di Generazioni Future, l’Assemblea dei delegati 2020 di Legacoopsociali in una nuova versione on line. Oltre 140 cooperatori collegati si sono confrontati sui temi proposti da 3 panel di discussione.

“Generazioni future per lavorare nell’oggi, ma guardando avanti agli effetti sul futuro. Stiamo vivendo un momento in cui le transizioni stanno avendo un’accelerazione con la pandemia: digitale, clima, demografia, lavoro. Serve un’azione progettuale di lungo periodo. In questo contesto generazioni future vuol dire cooperazione e mutualismo per costruire spazi e opportunità per i giovani, parità di genere e conciliazione vita-lavoro, risposte adeguate all’invecchiamento della popolazione, opportunità per inclusione lavorativa di persone svantaggiate”, ha dichiarato in apertura la presidente nazionale Eleonora Vanni.

Vanni è tornata anche sui temi della salute e delle disuguaglianze: “la salute come ripresa dell’obiettivo del benessere. La salute non è sistema binario malattia-salute ma come dice Oms, attraversa in maniera diversa varie fasi della vita e mette insieme più ambiti, educazione, abitazione, qualità delle cure, lavoro. E proprio il lavoro nella cooperazione sociale, con le evoluzioni e i cambiamenti che ha avuto negli anni viene rimesso al centro dell’attenzione per essere riconosciuto e valorizzato nella sua essenza professionale ed economica”. 

E sulle disuguaglianze la presidente nazionale di Legacoopsociali non ha dubbi: “quanto possiamo essere resilienti? Serve ragionare sul futuro che viene intaccato da un disorientamento generale. Non andrà tutto bene se non ci sarà un’azione politica e normativa e interventi appropriati e coerenti per combattere le disuguaglianze con la messa a disposizione di risorse economiche mirate che portino innovazione e anche rivoluzioni organizzative laddove servono. Come cooperazione possiamo dare un importante contributo a ragionare non solo sulla modalità redistributiva ma anche produttiva”.

Gli esperti

Sul tema del benessere arriva la proposta di Filomena Maggino, presidente cabina di regia Benessere Italia: “Non pensare al benessere dei cittadini ha posto il Paese in condizioni di estrema fragilità che sono esplose con questa crisi e sono diventate emergenze. Se non si capisce questo non si può ripartire e avremo un Paese fragile. Bisogna analizzare bene ciò che è successo. Stiamo provando a chiamare tutti i soggetti per condividere nuovi modelli di assistenza socio-sanitaria con uno spettro ampio. Mi piacerebbe coinvolgervi in questo percorso”.

Sul tema salute è intervenuto Fabrizio Starace, direttore Dipartimento salute mentale Ausl Modena: “Con il Covid bisogna ripensare profondamente il nostro sistema socio-sanitario e con le conseguenze evidenziate quando si è esposto alla pandemia. Se nel welfare c’è bisogno di rivoluzione questa è quella socio-sanitaria riportando sotto una programmazione unica area sociale e area sanitaria”.

Sulle disuguaglianze Patrizia Luongo del Forum Disuguaglianze Diversità interviene su come queste erano presenti prima della crisi e come In parte cambiano le esigenze a seguito dell’emergenza Covid: “in Italia c’è una strategia per le aree interne ma non una per le aree urbane, non ci sono interventi strutturati per le periferie. È necessario che chi lavora nei territori e conosce le esigenze dei cittadini collabori alla definizione di questi piani. Con la crisi vengono fuori nuove esigenze dei cittadini. La mobilità di prima non è sostenibile né per l’ambiente né per i singoli. C’è un’esigenza di avere un’assistenza sanitaria territoriale. Chi offre i servizi può aiutare i decisori a trovare soluzioni e la cooperazione sociale può dare tutto il suo apporto”.

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