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Martedì, 24 Novembre 2020

Lunedì, 26 Ottobre 2020 - nelPaese.it

Si chiama 'Orientamento al futuro' il nuovo spazio messo a disposizione dal Centro di aggregazione giovanile MOVI, del Comune di Vimodrone gestito da Koinè cooperativa sociale. 

Lo spazio dedicaun pomeriggio alla settimana all'ascolto, all'orientamento e alle informazioni sui temi del lavoro per tutti i giovani di Vimodrone dai 16 ai 25 anni. 

La ricerca del lavoro attraverso annunci e piattaforme, la costruzione del proprio curriculum vitae, la valorizzazione delle soft skills e hard skills, la preparazione prima di un colloquio: sono tutte conoscenze fondamentali per il proprio futuro lavorativo, davanti a cui un giovane alle prime armi può ritrovarsi disorientato e privo di punti di riferimento. Proprio per questo gli educatori di Koinè hanno pensato di dare a tutti i ragazzi di Vimodrone - anche a chi non frequenta il CAG - uno spazio per affrontare insieme queste tematiche e fornire loro gli strumenti necessari a un'efficace ricerca di un'occupazione. 

I ragazzi e le ragazze possono recarsi al MOVI il mercoledì dalle 15.00 alle 19.00 in via Battisti 29 e con gli educatori potranno: scrivere da zero o migliorare il proprio Cv; imparare a consultare gli annunci di lavoro in maniera critica; scoprire altre possibilità di formazione o ri-orientamento per cambiare settore 

Lo sportello di orientamento è attivo da un mese e una decina di giovani hanno già potuto utilizzare i servizi messi gratuitamente a disposizione dal centro. In particolare è stato molto apprezzato il supporto per scrivere da zero o migliorare il proprio cv, anche per poter cercare lavoro in un settore diverso da quello indicato dagli studi o, per alcuni, per cercare opportunità in Europa.   

Per informazioni e o iscrizioni via whatsapp  cell. 3450582710, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Pubblicato in Lombardia

A ottobre 2020, la perdita di fatturato delle cooperative associate a Legacoop Produzione e Servizi, dovuta al Covid, è stata in media del 17%, con punte superiori al 30% nel trasporto persone (-36,6%) e nella ristorazione (-33,7%) e effetti più contenuti nell’area pulizie, igiene e facility management che ha registrato un calo del 4,3% nei primi dieci mesi dell’anno. L’82% delle cooperative ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali.

Sono i dati di una analisi di Legacoop Produzione e Servizi, condotta su un campione di 155 cooperative, rappresentativo del 50% del fatturato complessivo delle associate e di oltre il 60% dell’occupazione.

L’emergenza sanitaria ha interrotto il ciclo positivo registrato nel biennio 2018-2019. Le 2400 cooperative associate, che danno lavoro a 154.000 persone (+2% nel 2019) di cui circa l’80% soci lavoratori,  nel 2019 hanno sviluppato un valore della produzione di 16,53 miliardi di euro (+2,5%).

Ripresa degli investimenti interni e strategie della cooperazione per superare la crisi dovuta a pandemia e lockdown saranno i temi al centro della prima Assemblea di mandato di Legacoop Produzione e Servizi, che si terrà in modalità online, in ottemperanza alle ultime disposizioni del governo in materia di contrasto alla diffusione del coronavirus.

“La situazione delle imprese è estremamente delicata, occorre con urgenza mettere a terra gli investimenti annunciati dal governo. Bisogna passare dalle parole ai fatti, far ripartire il mercato interno, dare fiato alle imprese e sostenere il lavoro. Bisogna uscire dalla logica dei bonus, adatti alla fase più acuta della pandemia, e rimettere in moto l’economia reale del Paese – dichiara Carlo Zini, presidente di Legacoop Produzione e Servizi – La cooperazione di lavoro e dei servizi è pronta a fare la sua parte, grazie alla capacità di dare una risposta integrata ai bisogni, a cominciare da sanità e scuola, e di tutelare la qualità del lavoro di soci e dipendenti e la coesione sociale delle comunità”.

L’Assemblea di Legacoop Produzione e Servizi si terrà il 27 ottobre 2020 e sarà aperta da una tavola rotonda online che vedrà la partecipazione di: Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia; Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna; Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop; Maurizio Landini, segretario generale della Cgil; Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol; Gianmaria Balducci, presidente di Cefla e candidato alla presidenza di Legacoop Produzione e Servizi.

Nella mattinata ci saranno i videomessaggi di saluto di Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e Trasporti e di Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione.

I lavori della parte pubblica dell’assemblea, in programma la mattina del 27 ottobre, si potranno seguire in diretta streaming sul sito https://legacoop.produzione-servizi.coop/ , sul canale YouTube e sulla pagina Facebook dell’associazione.

Pubblicato in Lavoro

Duro colpo arriva dall'ordinanza regionale di riconversione dell'ospedale San Matteo degli Infermi in ospedale covid per la Residenza Sanitaria Protetta di Spoleto. Il servizio territoriale "San Paolo", pur non rientrando fra i servizi sanitari, si trova attualmente inserito presso il presidio ospedaliero e a seguito dell'ordinanza di riconversione, anche l'RSA sta per essere smantellata e i suoi ospiti inviati a casa o in altre strutture, al di fuori del loro territorio d'origine.

"Abbiamo rivolto il nostro appello alla Presidente Tesei – afferma Serenella Banconi presidente della cooperativa sociale Il Cerchio - affinché si occupi di queste posizioni lavorative la cui situazione, in caso di perdita dell'impiego, andrà ad incidere inevitabilmente sulle famiglie e sul tessuto sociale del nostro territorio. Riguardo la RSA, che ricordiamo essere un servizio territoriale, come cooperativa ci siamo già detti disponibili e pronti a collaborare a un rientro immediato di tale servizio nella sede di Terraia, accanto alla Residenza Protetta già gestita dalla Usl, dove peraltro la stessa RSA ha avuto la sua sede fino al 2013".

La RSA è un servizio a titolarità pubblica (Usl - Distretto n.2 dell'Umbria), che presenta una forte impronta sanitaria pur non essendo a tutti gli effetti un servizio sanitario. La RSA ospita, per un periodo variabile tra le poche settimane e alcuni mesi, persone non autosufficienti che non possono essere assistite in casa, e che necessitano di un'articolata assistenza sanitaria finalizzata, ove possibile, al recupero funzionale e all'inserimento sociale.

A fronte dell'ordinanza della Presidente Tesei, volta a tutelare la salute e la sicurezza di tutti gli umbri, le 12 figure professionali che operano nella RSA di Spoleto stanno per perdere il loro posto di lavoro. Insieme a loro, anche i 24 operatori ospedalieri e 12 addetti al triage, per un totale di circa 50 soci della cooperativa.

Sull'argomento è intervenuta anche Legacoop che chiede la difesa dei lavoratori e dei servizi sanitari territoriali ed offre la massima collaborazione alla Regione Umbria, al Comune di Spoleto ed alla Usl per trovare una soluzione condivisa a questa situazione emergenziale.

"La gestione dell'emergenza sanitaria provocata dalla pandemia è sicuramente difficile – afferma Andrea Bernardoni di Legacoopsociali Umbria – tuttavia crediamo che pur nell'emergenza si debba cercare di difendere i servizi sanitari presenti nel territorio di Spoleto ed i numerosi lavoratori del privato sociale coinvolti nella gestione dei servizi sanitari di Spoleto. In queste ore la cooperazione sociale si è attivata per trovare delle soluzioni in grado di liberare la struttura ospedaliera mantenendo però i servizi a Spoleto, il trasferimento della RSA nella struttura di Terraia va in questa direzione. Offriamo la massima disponibilità alle istituzioni regionali e comunali ed alla Usl siamo pronti a collaborare per trovare soluzioni in grado di difendere i servizi sanitari territoriali della città e gli oltre 50 lavoratori impegnati in queste attività".

Dal 2013 ha sede nell'ospedale, ma non è obbligatorio che sia inserita in una struttura sanitaria ed infatti sino a quel momento l'RSA era ospitata nella struttura di Terraia.

"Diversamente – conclude Serenella Banconi - ci chiediamo che fine faranno i nostri anziani e, di conseguenza, quale sarà il destino dei nostri soci-lavoratori. Un provvedimento istituzionale volto alla tutela della collettività non può gettare nel disagio sociale 50 famiglie del territorio, soprattutto quando vi sono alternative possibili".

 

Pubblicato in Umbria

Un grido di sofferenza per lo sport di base. A levarlo è la Uisp che dopo il nuovo Dpcm non ci sta alle “incongruenze delle nuove misure”.

“Lo sport, quello di base soprattutto – sottolinea la Uisp nazionale – ha una valenza trasversale nelle politiche pubbliche a partire da quelle per la salute, ma è altrettanto economia sociale, opportunità di lavoro, con pari dignità rispetto alle altre realtà produttive del paese. Gli investimenti che il nostro mondo ha fatto per garantire la sicurezza e la salute dei praticanti e dei cittadini non possono non essere presi in considerazione. Lo sport di base è davvero in ginocchio, non ce lo possiamo più permettere”.


“Chiediamo fin da subito interventi consistenti sul piano delle risorse da allocare, che possano ristorare tutto il comparto sportivo, che riconoscano gli indennizzi a tutti quei lavoratori dello sport che, al pari di tutti gli altri, sostengono le proprie famiglie, i propri figli. non accettiamo e non accetteremo di essere considerati marginali. Lo sport è parte del progetto di vita di ogni persona, deve avere pari condizioni come per tutte le altre categorie”

Pubblicato in Sport sociale
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