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Giovedì, 29 Ottobre 2020

Mercoledì, 07 Ottobre 2020 - nelPaese.it

Le modifiche del Decreto Salvini trovano una soddisfazione parziale delle associazioni che si occupano di diritti umani e accoglienza. Se il ripristino della protezione umanitaria viene salutato con favore preoccupa la riformulazione delle sanzioni. Commentando il testo ufficiale di modifica dei cosiddetti "decreti sicurezza", il direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini apprezza “sebbene con tanto ritardo, apprezziamo che si sia proceduto alla revisione di norme che in molti casi erano state smentite dalla stessa magistratura, come nel caso del divieto di iscrizione anagrafica, e che si siano voluti superare i rilievi minimi espressi a suo tempo dal presidente della Repubblica".

"Valutiamo positivamente che, sotto il nome di 'protezione speciale' sia in buona parte ripristinata la protezione umanitaria per i migranti, la cui cancellazione da parte dell'ex ministro Salvini aveva dato luogo a una vera e propria bomba sociale riducendo all'invisibilità migliaia di persone", prosegue Ruffini.

"Apprezziamo il ripristino del sistema di accoglienza Sprar da cui erano stati espulsi i richiedenti asilo. Ai richiedenti asilo viene riconosciuto il diritto di iscriversi all'anagrafe e saranno dotati di una sorta di carta di identità, riconosciuta dallo Stato italiano, valida per tre anni. Ci auguriamo che i comuni, cui ora passa la competenza in materia, riescano davvero a garantire servizi per l'inclusione sociale, come ad esempio l'insegnamento della lingua italiana. Importante è anche la garanzia, per le persone detenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio, di potersi rivolgere al Garante nazionale o regionale per le persone private della libertà personale", aggiunge il direttore di Amnesty Italia.

Al contrario, desta molta preoccupazione la riformulazione della norma relativa alle sanzioni. "Contestiamo - sottolinea Ruffini - l'idea che si debba rispettare il requisito della non violazione del codice della navigazione per non incorrere in multe e carcere: come nell'ipotesi di un intervento di una nave di soccorso in aree di competenza italiana che non rispettasse le disposizioni impartite, ad esempio forzando per necessità un blocco navale. Salvare vite umane non dovrebbe essere considerato reato in alcuna circostanza".

"Per quanto riguarda, infine, le norme di inasprimento per il reato di rissa e quelle sul Daspo urbano, elaborate anche sulla scia emotiva dei gravissimi fatti di Colleferro, crediamo che sarebbe adeguato investire sulla promozione dei valori del rispetto e della non discriminazione e sul contrasto alla cultura dell'odio sociale, più che nel solo innalzamento delle pene", conclude il direttore di Amnesty Italia.

“Superare la Bossi-Fini”

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime la propria soddisfazione per il decreto immigrazione approvato ieri in Consiglio dei ministri e chiede che si lavori subito a una nuova normativa sul fenomeno migrazioni.

“Siamo soddisfatti per i contenuti del decreto immigrazione”, dichiarano Riccardo De Facci, presidente del CNCA, e Stefano Trovato, coordinatore Area Migrazioni della federazione. “Auspichiamo che il Parlamento non peggiori, nel suo esame, quanto contenuto nel testo del provvedimento. Tuttavia, consideriamo l’approvazione del decreto solo un primo passo verso una radicale riscrittura delle politiche sulle migrazioni. Il testo adottato dal governo mette fine a un approccio punitivo verso persone migranti e ong, fortemente voluto dal precedente ministro dell’Interno, che ha purtroppo facilitato le morti di migranti nel Mediterraneo e le possibili speculazioni legate ai grandi centri di accoglienza. Ma è la legge Bossi-Fini sull’immigrazione che dobbiamo superare al più presto, una normativa lesiva dei diritti delle persone migranti e incapace di fare i conti con la realtà della globalizzazione e dei processi di migrazione a essa collegati. Se il governo vorrà aprire questo processo il CNCA, e le altre organizzazioni civiche impegnate su questi temi, saranno pronte a portare al tavolo le loro analisi e proposte.”

Pubblicato in Migrazioni

Piantare alberi per ricordare le vittime del Covid-1 in un percorso poetico itinerante in cinque luoghi della città. "Sulle ali dorate. Alberi di vita" è il titolo di ispirazione verdiana della giornata che si svolgerà sabato 10 ottobre dalle ore 10, a partire dal Teatro Europa di Parma, a cura di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, promosso da Segnali di Vita aps, in collaborazione con Verdi OFF e Associazione Sodales, con il sostegno di Ade Servizi onoranze funebri, anteprima della XIV edizione della rassegna "Il Rumore del Lutto" che avrà luogo dal 17 ottobre al 7 novembre.

L'iniziativa sarà suddivisa in cinque atti, uno per ogni luogo dove saranno eseguite letture di attori con brani che evocheranno le arie verdiane diffuse in sottofondo durante la piantumazione: Valentina Zambonini, Mario Mascitelli, Loredana Scianna, Raffaele Rinaldi, Nunzia Moisè. Il percorso inizierà alle ore 10 nel Giardino Ratafià al Teatro Europa con Valentina Zambonini e si svilupperà poi in questo modo: alle ore 11.30 con Mario Mascitelli al Centro Giovani Il Federale, alle ore 14.00 con Loredana Scianna alla Casa nel Parco, alle ore 15.30 con Raffaele Rinaldi alle Torre Medicine dell'Ospedale Maggiore, alle ore 17.00 con Nunzia Moisè presso il Parco Falcone-Borsellino.

Ad essere piantato sarà un Melograno che per il popolo egizio era un simbolo di morte ma soprattutto di rinascita. La piantumazione avveniva in seguito a tragici accadimenti, proprio per meditare su quanto perduto e quanto ancora la vita avrebbe donato. Il melograno rappresenta l'energia vitale, dato che il suo colore rosso ricorda quello del sangue, simbolo dell'invincibilità, della resilienza e della speranza. Un albero in grado di infondere speranza.

L'idea di piantare un albero per ricordare i defunti ha radici profonde nella storia dell'umanità e vanta esempi storici significativi anche nel passato recente, basti ricordare il Giardino dei Giusti di Gerusalemme. Ma già in Italia, agli inizi degli anni Venti, molti comuni intitolarono un Viale delle Rimembranze per ricordare i caduti in guerra, piantando un albero per ogni caduto contrassegnandolo con una targhetta alla memoria.

In Oriente, quando una persona muore si pianta un albero perché in qualche modo questo gesto crea un'unione tra ciò che continua e ciò che resta. Nell'antichità alle piante gli uomini chiedevano protezione, conforto e consiglio. Intorno ad esse, infatti, sono fioriti miti e leggende che univano il mistero della Vita al mistero del Divino.

L'albero è una presenza amica, benevola, costante. È un donatore e un protettore della vita: offre i propri frutti come cibo, fa da riparo e alloggio a molte specie di animali, fornisce il legno come materiale e come fonte di energia, garantisce il ricambio di ossigeno all'atmosfera. Dagli alberi dipende la vita degli esseri e del pianeta.

In ogni punto del percorso, in collaborazione con l'Associazione Sodales, sarà presente un tutore dell'albero, il quale sarà responsabile e accudirà la pianta durante l'anno. Ingresso gratuito.

Programma del percorso

1° atto ore 10.00 - con Valentina Zambonini

Teatro Europa (Via Oradour 14)

2° atto ore 11.30 - con Mario Mascitelli

Centro Giovani Il Federale (Via XXIV Maggio 15)

3° atto ore 14.00 - con Loredana Scianna

Casa nel Parco (Strada Naviglio Alto 4/1)

4° atto ore 15.30 - con Raffaele Rinaldi

Torre Medicine dell'Ospedale Maggiore (Via Gramsci 14)

5° atto ore 17.00 - con Nunzia Moisè

Parco Falcone-Borsellino (Via Mantova, Str. Elevata)

Pubblicato in Cultura

La Siria nord-occidentale sta assistendo a un forte incremento dei casi di Covid-19, più che decuplicati nell'arco di un solo mese. Sono 523 le persone attualmente positive, su un totale di 1.225 casi, quasi il 21% sono operatori sanitari. Il 29 settembre sono stati registrati 93 nuovi casi, numero più alto raggiunto in un giorno da quando è stato individuato il primo contagio a inizio luglio. Considerando il numero limitato di test effettuati, il reale tasso di trasmissione e il numero effettivo di contagi sono probabilmente sottostimati.

L'aumento dei contagi da Covid-19 aggiunge un'ulteriore sfida ad una situazione già drammatica nell'area. Più di due milioni di persone, oltre la metà della popolazione, sono sfollate a causa del conflitto. La maggior parte di loro vive in campi sovraffollati con scarso accesso all'acqua e precarie condizioni igienico-sanitarie. Le misure di controllo, come il distanziamento fisico, il lavaggio delle mani e l'isolamento, sono difficili se non impossibili per la maggior parte dei residenti dei campi. Da aprile, i team di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno distribuito più di 63.000 kit igienici, con prodotti come sapone e detergenti, a oltre 26.000 famiglie sfollate in diversi campi nel governatorato di Idlib e nella parte settentrionale di quello di Aleppo.

"Tra gli sfollati che vivono nei campi vengono registrati sempre più casi di Covid-19 e questo è preoccupante" afferma il dottor Ammar, responsabile medico di MSF in Siria nord-occidentale. "Stiamo cercando di aiutare gli abitanti dei campi a proteggersi dal virus, ma non possiamo cambiare la situazione generale e il fatto che vivono in un posto del genere. Dobbiamo adattarci costantemente per fornire soluzioni a queste persone che già vivono in condizioni incredibilmente difficili, che con l'inverno in arrivo non potranno che peggiorare".

Mentre le persone sono in coda per ricevere i kit, i promotori per la salute di MSF conducono sessioni di sensibilizzazione sul virus, in particolare su come viene trasmesso e su come possono prevenirlo. "Capire il Covid-19 e saperne di più è un grande passo avanti per evitare di contrarlo" spiega Osama, logista che supervisiona una delle campagne di distribuzione. "Durante queste distribuzioni mettiamo in atto diverse misure per evitare il formarsi di assembramenti tra le persone che vengono a ritirare i kit. A tutti viene chiesto di mantenere una distanza di sicurezza gli uni dagli altri, di lavarsi e igienizzare regolarmente le mani. Chiediamo ad ogni famiglia di inviare un solo componente al punto di distribuzione".
  
Molte strutture sanitarie in Siria nord-occidentale stavano già lottando per soddisfare i bisogni medici delle persone prima della pandemia di Covid-19. Per supportarle, le équipe di MSF stanno anche lavorando in alcune strutture per trattare pazienti affetti da Covid-19 o altre patologie. In ogni ospedale che supporta, co-gestisce o gestisce nel governatorato di Idlib, MSF ha creato un sistema di triage per garantire una rapida individuazione dei casi sospetti di Covid-19, garantendo allo stesso tempo la continuità delle cure per i pazienti nei reparti.

"Qualche giorno fa una ragazza è venuta in uno degli ospedali in cui operiamo. Era ancora all'ingresso quando è stata individuata come un potenziale caso di Covid-19 ed è stata trasferita in un'altra struttura sanitaria dove è risultata positiva al virus" dice il dottor Halim Boubaker, coordinatore medico di MSF per la Siria nord-occidentale. "Uno dei principali problemi è che la maggior parte dei pazienti positivi al test trascorrono il periodo di isolamento a casa con le famiglie invece che in centri specializzati. Questo aumenta il rischio di creare nuovi cluster e certamente ha contribuito al recente aumento dei casi. Sono stati aperti diversi siti per l'isolamento e i pazienti che mostrano i sintomi da Covid-19 possono andare lì per essere testati e presi in carico. Se più persone venissero isolate in questi centri invece che nelle comunità, aiuterebbe a rallentare la percentuale dei contagi".

In risposta alla pandemia sono stati allestiti 9 ospedali Covid-19, con 645 posti letto complessivi, e 14 centri per l'isolamento e il trattamento del virus con 550 letti, che forniscono cure di base a pazienti con sintomi lievi. "In questo momento, sono pochi i letti occupati nei centri di isolamento e negli ospedali, ma il numero di casi continua ad aumentare e questo rende la situazione particolarmente preoccupante" aggiunge il dottor Boubaker di MSF.

Per supportare ulteriormente la risposta al Covid-19 nella regione, MSF gestisce un centro di trattamento con 30 posti letto per pazienti con sintomi moderati e gravi, che può indirizzare pazienti critici all'ospedale nazionale Idlib. MSF ha recentemente costruito nella città di Salqin una struttura per l'isolamento da 31 posti letto, che sarà operativa dovesse esserci la necessità di fornire una maggiore capacità di isolamento ai pazienti con sintomi da lievi a moderati.

"Cerchiamo di lavorare su entrambi i fronti e di contribuire sia alla prevenzione sia al trattamento dei pazienti positivi al Covid-19. Continuiamo a fare del nostro meglio per mantenere anche i servizi regolari perché le persone ne hanno ancora bisogno, nonostante la pandemia. La Siria nord-occidentale era già una regione instabile e siamo abituati ad affrontare l'incertezza e le complicazioni per fornire supporto alle persone. Il Covid-19 ha aggiunto una sfida in più al nostro lavoro" conclude il dottor Boubaker, coordinatore medico di MSF.

"Il cessate il fuoco firmato nel marzo 2020 è molto fragile" dichiara Jean Pletinckx capo missione MSF in Siria. "Vediamo ogni giorno sempre più convogli militari provenienti da una parte o dall'altra, che attraversano il confine. Recentemente, molto vicino ai campi, ci sono stati anche dei bombardamenti. Presto avremo due grandi problemi da affrontare: l'arrivo dell'inverno, con condizioni molto dure in questa regione e persone che vivono da anni in tende ormai usurate, e il rischio molto alto di un'offensiva. Quindi dobbiamo prepararci per affrontare l'inverno e per fornire tutto il supporto medico possibile agli ospedali".

Pubblicato in Nazionale

La bottega Altromercato si trasferisce e si rinnova attraverso la collaborazione tra Gees (Gruppo Empolese Emisfero Sud), Consorzio CO&SO Empoli e la cooperativa Il Villaggio dei Popoli. Il nuovo spazio che racchiude le sensibilità del mondo equo e solidale e quello della cooperazione sociale sarà attivo da giovedì 8 ottobre alle 16 in Piazza del Popolo a Empoli.

Dal 2012 l'Associazione Gees insieme alla cooperativa Il Villaggio dei Popoli porta avanti la sfida di unire la sensibilità verso il mondo del lavoro, della solidarietà, del consumo critico e responsabile per un commercio equo che si basi sul rispetto della dignità della persona e della sostenibilità ambientale.

Nel corso di questi anni è cresciuta la necessità di sintetizzare il pensiero globale, che da sempre caratterizza la missione equo e solidale, con un agire locale che sappia rispondere ai bisogni del territorio e sostenere cooperative e realtà locali: è così che è nato il partenariato con il Consorzio CO&SO Empoli.

Nel nuovo spazio si concretizzeranno infatti tre azioni: la creazione di un punto di incontro cittadino dove potersi confrontare su tematiche quali sviluppo sostenibile, consumo responsabile e solidarietà sociale, l'apertura di uno sportello informativo che promuova i servizi della cooperazione sociale, oltre, ovviamente alla vendita dei prodotti del commercio eco equo solidale.

All'interno di questa rete di partenariato ampia e condivisa, la nuova bottega Altromercato vuole essere uno spazio di confronto e condivisione di idee e valori per rimettere al centro una cultura della solidarietà, del volontariato e dell’impegno sociale.

 

Pubblicato in Toscana

Assicurare un’istruzione di qualità, equa, inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. È il gol numero 4 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile. Un tema globale (750 milioni gli adulti analfabeti nel mondo, due terzi dei quali sono donne) che interessa anche il nostro paese.

In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Sud rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%. In questo contesto si insinua un fenomeno spesso invisibile.

La povertà educativa minorile interessa ancora troppi bambini e ragazzi. Si tratta di un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto economico, sanitario, familiare e abitativo, non è solo legata alle cattive condizioni economiche, ma è povertà di relazioni, isolamento, cattiva alimentazione e scarsa cura della salute, carenza di servizi, di opportunità educative e di apprendimento non formale.

Il titolo “Imparare con i bambini”, che rimanda ad un concetto di circolarità del processo di apprendimento, è anche un invito a volgere lo sguardo sull'attuale situazione sociale.

Di questo e molto altro si parlerà in occasione dell’appuntamento on line, organizzato da Con I Bambini nell’ambito del festival dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis, che si terrà il 9 ottobre dale 10 alle 11:30 su www.conibambini.org.

All’incontro parteciperanno: Enrico Giovannini, portavoce Asvis; Marco Rossi-Doria, vicepresidente Con i Bambini; Giovanna Dessì, associazione Casa Emmaus per il progetto I giardini possibili; Massimo Marino, Presidente APS Sacro Cuore per il progetto RiGenerAzioni; Maria Teresa Tancredi dirigente scolastico “I.C. Dante Alighieri” di Sapri per il progetto Movi-menti.  Concluderà i lavori Stefano Buffagni, Viceministro allo Sviluppo economico e presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Sara De Carli, giornalista di Vita modererà l’incontro

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
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