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Sabato, 28 Novembre 2020

Lunedì, 02 Novembre 2020 - nelPaese.it

Amnesty International Italia ha espresso "sconcerto" per le promozioni, decise il 28 ottobre dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, di due funzionari condannati in via definitiva in relazione alle gravissime violazioni dei diritti umani verificatesi a Genova nel 2001.

Le promozioni alla carica di vicequestore hanno riguardato Pietro Troiani e Salvatore Gava, che per i fatti di Genova furono condannati in via definitiva a tre anni e otto mesi più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: Troiani per aver introdotto due bombe molotov all'interno della scuola Diaz, Gava per averne falsamente attestato il rinvenimento, affinché tale scenario potesse costituire una giustificazione per la sanguinosa irruzione nell'edificio e una ricostruzione da fornire ai mezzi d'informazione.

"Desta sconcerto il fatto che funzionari di polizia condannati per violazioni dei diritti umani restino in servizio e, anzi, vengano promossi a ulteriori incarichi", ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

"In un periodo di grande tensione, nel quale sono bersaglio di azioni violente nelle strade italiane, le forze di polizia dovrebbero impegnarsi nel gestire le operazioni di ordine pubblico nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani. I loro dirigenti dovrebbero fare di tutto perché, proprio in momenti come questi, si rafforzi il rapporto di fiducia tra cittadini e forze di polizia. Decisioni come quelle del 28 ottobre rischiano al contrario di indebolirlo", ha aggiunto Rufini.

"Alla vigilia del ventesimo anniversario dei gravissimi fatti di Genova e nella costante assenza di rimedi legislativi a una delle cause che li favorirono, ossia la mancanza di codici identificativi per le forze di polizia, provvedimento che Amnesty International Italia chiede da anni, queste promozioni suonano come un'offesa alle centinaia di persone che vennero arrestate, detenute arbitrariamente e torturate in quella pagina nera della storia italiana", ha concluso Rufini

 

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Dalla Lombardia alla Puglia, ecco le dieci cooperative che hanno vinto il bando ‘Coop 2030 – Impatto, sostenibilità, transizione’, lanciato da Coopfond per sostenere una ripresa all’insegna della sostenibilità anche all’interno del mondo cooperativo. Dalle cooperative sociali a quelle di produzione lavoro, sono realtà diverse ma tutte capaci di sviluppare progetti innovativi e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, dalla produzione di energia alla mobilità smart, dal rilancio dei centri storici all’agricoltura sostenibile.

Il bando ‘Coop 2030’ mette in campo uno stanziamento di 650mila euro ed era aperto a tutte le imprese associate a Legacoop con un valore della produzione compreso fra i 450mila e i 50 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti – commenta il direttore generale di Coopfond Simone Gamberini – della risposta che abbiamo ricevuto e che manifesta come il nostro mondo sia pronto non solo ad investire per ripartire, ma a farlo in direzione di un’economia sostenibile, capace di coniugare lavoro e mercato, impresa e ambiente”.

Le domande arrivate sono state 43. Tra queste la commissione – composta da rappresentanti di Coopfond, CFI, Genera Spa e coop Lama – ha selezionato i dieci vincitori che ora riceveranno per otto settimane affiancamento e supporto da parte di un team di mentor ed esperti costruito su misura, per un valore di 15mila euro per ogni cooperativa. Per le cooperative che ne avessero fatto domanda, questa seconda fase potrà contare anche sul finanziamento di Fon.Coop, in particolare dell’avviso n. 46 Rilancio del 14 luglio 2020, dedicato alla riconversione nel medio-lungo periodo, alla trasformazione e l’innovazione delle attività delle imprese aderenti.

Le dieci cooperative provengono da sei diverse regioni: 4 dall’Emilia-Romagna, 2 dalla Lombardia e 1 ciascuna da Veneto, Liguria, Puglia e Campania. I progetti presentati vanno dalla costruzione di una comunità per la produzione e il consumo di energia ad una piattaforma per la mobilità smart in città, dalla riconversione di un mulino alla costruzione di un villaggio per anziani con Alzheimer, dalla prevenzione dei disturbi mentali alla realizzazione di una cooperativa di comunità nel centro storico di Genova.

Tra otto settimane le cooperative selezionate avranno accesso alla fase 3. I loro progetti, dimostrata la reale sostenibilità, saranno sostenuti con co-investimento da parte del Fondo mutualistico di Legacoop fino al 70% e degli strumenti di sistema per l’avvio della sperimentazione. La fase 4 vedrà, infine, la presentazione dei risultati della sperimentazione e del piano di sviluppo a fondi di finanza di impatto e investitori istituzionali.

Di seguito, la sintesi dei dieci progetti che hanno superato la prima selezione.

San Vitale

La cooperativa si occupa di inserimento lavorativo e integrazione di persone svantaggiate. Conta 274 soci, di cui 195 donne, e 450 dipendenti. Ha acquisito un vecchio Mulino nelle campagne di Lugo (RA), inutilizzato da anni, per recuperarlo e adibirlo alla trasformazione di propri prodotti agricoli biologici, anche con l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I vecchi macchinari in legno del mulino saranno ristrutturati per creare dei percorsi di visita guidata.

Accento

La cooperativa si occupa di gestione di nidi e scuole dell'infanzia e servizi per i minori. Conta 280 soci di cui 260 donne e ben 202 under 40 e dà lavoro a 575 persone. In un immobile di proprietà della cooperativa vuole avviare servizi all’ospitalità e ristorazione, con l’inserimento di persone svantaggiate e lo sviluppo di nuove competenze e prospettive di sviluppo, per un turismo sostenibile di prossimità e la promozione delle risorse del territorio.  

La casa davanti al sole

La cooperativa realizza progetti di comunità e si occupa di accoglienza residenziale e di housing. Conta 16 soci di cui 13 donne e 8 under 40, con 24 dipendenti. Nel 2019 ha preso in gestione per 12 anni un appezzamento di 10 ettari (8 di bosco e 2 di terreno agricolo) all’interno dell’Area protetta “Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate” per sviluppare azioni di educazione ambientale. Ora vuole introdurre un’area di produzione agricola promuovendo la nascita del ramo B con assunzione di persone in situazione di fragilità e sviluppando nuove modalità di collaborazione con le scuole.

COPTIP

La cooperativa si occupa di Industrie grafiche e tipografia, conta 60 soci e 81 dipendenti. L’emergenza COVID-19 ha comportato un violento cambiamento nell’utilizzo dei prodotti cartacei. È in corso analisi del mercato del packaging alimentare per valutare ipotesi di prodotti sostenibili, compostabili, con certificazioni ambientali. Anche nella gestione caratteristica l’obiettivo è incentivare l’utilizzo di carta certificata FSC proveniente da foreste rigenerate o carta rigenerata con carta da macero.

Spazi nuovi

La cooperativa sociale conta 37 soci di cui 25 donne e 150 dipendenti. In ambito psichiatrico l’aumento dell’intervallo di tempo fra esordio dei sintomi e inizio del trattamento comporta un processo di guarigione più lento ed incompleto, maggiori compromissioni permanenti sui giovani ed il deterioramento delle relazioni famigliari e sociali. Il progetto vuole implementare interventi tempestivi ed efficaci, anche con la telepsichiatria, di promozione della salute mentale anche con incontri d’informazione e sensibilizzazione.

CO.TA.BO.

È una cooperativa di taxisti, conta 600 soci. Il progetto prevede di realizzare una piattaforma digitale cooperativa che offra servizi di pianificazione della mobilità in ambito urbano in un’ottica di intermodalità e aggregazione smart di tutti i servizi di trasporto condiviso e pubblico disponibili sul territorio.

Nuovo Cilento

È un’impresa agricola con oleificio ed agriturismo. Conta 404 soci. Obiettivo del progetto è il riposizionamento strategico di un’impresa agricola in area montana, lavorando su una nuova configurazione dei suoli, la realizzazione di strutture e l’acquisto di attrezzatture che consentiranno di assicurare processi di lavorazione compatibili con l’ambiente, rispettosi della salute e del benessere degli animali e della sicurezza dei lavoratori, favorendo l’integrazione tra l’attività agricola e quella turistica.

IL CE.STO

È una cooperativa sociale con 20 soci di cui la metà under 40 e 57 dipendenti. Il progetto prevede la transizione del Ce.Sto verso un modello di cooperativa di comunità per il centro storico di Genova dove la cooperativa gestisce già i Giardini Luzzati, spazio pubblico che dal 2012 è stato rigenerato e può fungere da modello per il rilancio del quartiere coinvolgendo e formando chi vi abita.

Genera

Genera è un’impresa sociale responsabile che sviluppa interventi socio- educativi, socio-sanitari e abitativi. Conta 121 soci di cui 119 donne e 284 dipendenti. Con il progetto vuole sviluppare un sistema di cura rivolto agli anziani con demenza, con luoghi di cura aperti e abitati non solo da persone anziane. Due mesi prima del lockdown aveva aperto il primo Villaggio Alzheimer di Milano, ora vuole avviare una seconda comunità a carattere abitativo per persone con demenza all’interno del borgo milanese di Chiaravalle.

WeForGreen Sharing

La cooperativa si occupa della creazione e gestione di comunità energetiche di produzione e consumo. I soci sono 638, non ha dipendenti. Il progetto prevede la realizzazione di una comunità di autoconsumo collettivo di energia elettrica prodotta da un impianto di produzione condiviso di circa 200 KW/p con il coinvolgimento di almeno 50 nuovi soci su tutto il territorio italiano.

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Si è tenuto lo scorso 30 Ottobre 2020 un Workshop on line, su piattaforma Teams, dal titolo L'oscillazione perpetua nel lavoro con i migranti nell'ambito del Calendario di Incontri Trame Migranti.

Il dipartimento Cospecs dell'Università di Messina con altre diciassette organizzazioni che si occupano di accoglienza dei migranti, tra cui la Cooperativa Azione Sociale di Messina, da dieci anni impegnata nel settore dei servizi di seconda accoglienza ed inclusione dei richiedenti asilo e rifugiati, ha programmato questo evento che si è rivelato un importante occasione, per gli oltre cento partecipanti, per approfondire tematiche quali seconda accoglienza tra deontologia professionale ed emergenza e inclusione possibile tra integrazione e burocrazia.

Gli oltre cento partecipanti assieme a Tiziana Tarsia, Andrea Nucita e Andrea Biagiotti del Diparimento Cospecs, Marco Calisto dell'Unhcr, l'Avv. Mimma di Santo, e l'Avv. Federico Miragliotta di Azione Sociale, hanno esplorato e analizzato alcune dinamiche dei servizi per i migranti in questo continuo oscillare tra valori guida e difficoltà operative e tra etica e diritto, che rende ancora più arduo il lavoro dell'accoglienza.Sin dal 2018 si è costituito un gruppo di lavoro, "situato e partecipato", che utilizza metodologie partecipative e collaborative per esplorare le pratiche sociali che emergono dalle relazioni di aiuto imbastite nell'accoglienza da operatori, migranti ed altri stakeholders.

Una prospettiva di formazione e ricerca fortemente voluta dal Dipartimento Cospecs dell'Università Messina, assoluto protagonista di queste iniziative che si rivelano oramai indispensabili anche per la crescita culturale e sociale del nostro territorio. In allegato il Calendario completo di Trame migranti

Pubblicato in Sicilia

Dopo la manifestazione #SOScongressiEconvegni di martedì scorso 27 ottobre in Piazza MonteCitorio le associazioni rappresentate sotto il cartello di #Italialive sono state ricevute in un tavolo interministeriale il 29 ottobre per approfondire le problematiche relative alla filiera dei congressi, delle fiere e degli eventi aziendali. Con i sottosegretari Alessia Morani (Sviluppo Economico), Francesca Puglisi (Lavoro), Lorenza Bonaccorsi (Beni e Attività Culturali), Manlio Di Stefano (Esteri), e il viceministro Antonio Misiani (MEF), sono stati affrontati argomenti di particolare importanza per la event industry anche in relazione al recente Decreto Ristori.

Le associazioni aderenti a #Italialive, presenti all’incontro insieme ad altre sigle, esprimono grande soddisfazione per la sensibilità e l’apertura dimostrate dalle istituzioni governative, dichiaratesi disponibili a valutare con grande attenzione le richieste già in larga parte contenute nel documento inoltrato ufficialmente nella giornata del 27 ottobre. Di particolare importanza la decisione di avviare, presso il Mise, un tavolo di lavoro permanente per compiere, insieme, un percorso che porti alla messa in sicurezza prima, e alla ripresa poi, di un comparto particolarmente penalizzato dalla pandemia generata dal covid-19.

Temi del confronto la problematica dei codici Ateco, descrittivi dell’attività professionale delle aziende operanti nella event industry considerate nel recente Decreto Ristori. Al vaglio la possibilità di inserire altre categorie non considerate nel Decreto pubblicato il 28/10. Sempre in tema di Decreto è stata considerata la possibilità di valutare l’ampliamento dei ristori dedicati alla event industry e, non da meno, di verificare tutte le strade possibili per sostenere le imprese del settore da un punto di vista finanziario e fiscale. Chiarito anche il punto relativo ai “congressi e convegni a distanza” che non possono essere una riposta all’emergenza poiché comportano l’abbattimento del 70% del fatturato e una perdita media dell’occupazione del 50%.

“Essere riusciti finalmente a sedersi intorno a un tavolo con gli interlocutori più qualificati – commentano le associazioni aderenti a #Italialive - è un importante punto di arrivo e, allo stesso tempo, di partenza per diffondere il valore dell’industria dei congressi e degli eventi che, ricordiamo, genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul PIL di 36,2 miliardi, e impiega 570 mila addetti. Un’industria che l’epidemia causata dal covid-19 ha bloccato con perdite pesantissime di fatturato, stimate a oltre l’80%, con una conseguente, drammatica, ricaduta sul piano occupazionale. Siamo un’industria in agonia che necessita di essere sostenuta con tutti gli strumenti possibili”.

Pubblicato in Lavoro

Nella sede del Comune di Baschi si è costituita il 30 ottobre la Cooperativa di Comunità de'Pazzi. Un passo importante e significativo nell'ottica della riqualificazione e dello sviluppo sostenibile del proprio territorio. Fortemente voluta dal Sindaco Damiano Bernardini e dall'unanimità della Giunta e del Consiglio Comunale, la Cooperativa de'Pazzi prende il suo nome dall'antica denominazione di una delle sue frazioni, Civitella del Lago.

“Questo rappresenta il culmine di un percorso – afferma Bernardini - che ha visto l'Amministrazione come promotrice e sostenitrice e al contempo rappresenta l'avvio di un percorso che dovrà tracciare le tappe dello sviluppo socio-economico della nostra comunità Le origini della vecchia denominazione sono controverse, ma il fascino del nome ha senz'altro ispirato i fondatori nella scelta, tenendo conto che si tratta di un progetto dai connotati fortemente innovativi e visionari, diremmo quasi utopici (nel senso storico-filosofico del termine, non dunque nell'accezione di irrealizzabilità che gli viene spesso attribuita).

Il Presidente della Cooperativa è Luca Trippini, fratello del celebre Paolo, Chef JRE e di recente nominato "Ambasciatore Italiano del Gusto". In loro aiuto è arrivata Legacoop Umbria che li ha seguiti nella fase di start-up e li accompagnerà nelle prime fasi di attività.

“Le cooperative di comunità – come dice Andrea Bernardoni Responsabile Coopertaive di Comunità Legacoop Umbria - sono uno strumento a disposizione dei cittadini per diventare protagonisti di una transizione green. Uno strumento partecipato, con il coinvolgimento dei cittadini, per creare un nuovo modello di siluppo”

Quattro pilastri

Il censimento, la mappatura, il recupero e la messa in produzione degli oliveti abbandonati e/o dismessi sull'intero territorio, per rivitalizzare e rivoluzionare l'intero settore oleario locale con principi saldamente legati alla sostenibilità e al biologico, ed arrivare a quello che i fondatori definiscono il "chilometro zero culturale".

Il censimento, la mappatura e la ristrutturazione del patrimonio immobiliare, pubblico e privato, dei borghi insistenti sul territorio, approfittando dell'opportunità unica costituita dal Superbonus del 110% per l'efficientamento energetico e dei vari bonus ristrutturazione a disposizione. L'operazione con aiuto di imprese locali già inserite in questo ciclo virtuoso con lo scopo di mettere a disposizione gli immobili stessi come residenza per i cittadini della comunità, come sedi per le varie attività della comunità stessa e come alloggio per soggiorni turistici di vario tipo, in una sistema di ospitalità delocalizzata ma gestita da una struttura centralizzata.

La trasformazione del Comune di Baschi in quella che viene chiamata Comunità Energetica Rinnovabile (REC, già introdotte dalla Direttiva europea RED II del 2018), grazie alla possibilità offerta dalla legge 28 febbraio, n. 8, con la quale l’Italia converte in legge il d.l. 30 dicembre 2019, n.162 (o Decreto Milleproroghe 2020); in particolare, l’articolo 42-bis del suddetto introduce la possibilità di creare comunità energetiche e di attivare progetti di autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili; autoconsumo e sostenibilità, messa in rete tra loro di diverse fonti di energia rinnovabile, dal fotovoltaico al micro-eolico al biochar.

Rimessa in funzione del vecchio Forno di Civitella del Lago. Un'eccellenza che è patrimonio di tutto il territorio, il leggendario Forno di Civitella del Lago. Il suo pane e tutti i suoi straordinari prodotti da forno. In versione aggiornata al nuovo millennio. In programma la riapertura dello spaccio, l'apertura di uno spazio degustazione, l'utilizzo dell'ex area abitativa dell'immobile come sede per attività della comunità e locanda, l'espansione dell'area di diffusione dei prodotti grazie alla vendita online.

La cooperativa mira all'inserimento di tutti coloro che desiderino concorrere al raggiungimento degli obiettivi con la propria capacità professionale, secondo i propri mezzi e le proprie capacità.

L'auspicio è quello di creare il più ampio coinvolgimento della comunità, attraverso una diffusa sottoscrizione di quote da parte dei cittadini del Comune di Baschi, anche al solo fine di sostenere il progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Umbria
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