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Giovedì, 28 Gennaio 2021

Martedì, 24 Novembre 2020 - nelPaese.it

 “In uno scenario di profonda incertezza determinata dagli andamenti della pandemia, la legge di bilancio dovrà favorire la ricostruzione e la ripresa dell’economia italiana anche alla luce delle risorse veicolate dall’UE tramite i piani Next Generation EU e dalla Recovery and Resilience Facility. La Nadef prevede lo sforamento dei parametri di deficit/Pil per quest’anno e il prossimo, ma non potremo contare sempre e oltre modo sulle risorse in deficit. Oltre ad una riforma fiscale improntata ad equità e modernizzazione del sistema tributario, sono quindi fondamentali le misure di sostegno ai settori più colpiti dalla crisi e quelle del Next Generation EU. Preoccupano i ritardi che si paventano nella approvazioni finali del pacchetto regolamentare”.

Lo ha detto il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Il Presidente dell’Alleanza si è soffermato su alcuni temi di maggiore rilievo per le cooperative, a partire dalla misure per rafforzare le imprese. Oltre all’apprezzamento per aver delineato una più moderna fiscalità sul ristorno (“strumento efficace per contrastare la bassa capitalizzazione delle cooperative”) e per le misure a favore dell’aggregazione delle imprese, Lusetti ha proposto di “rinforzare il credito di imposta per la Transizione 4.0, estendendone l’utilizzo ad almeno 5 anni” e, riferendosi alle crisi aziendali conseguenza della pandemia, di “estendere l’impiego dei workers buyout cooperativi, che consentono di salvaguardare capacità produttive ed occupazione, anche ai processi di trasmissione di imprese con problemi di successione generazionale”.

Giudizio sostanzialmente positivo anche per le misure in tema di lavoro e previdenza, specialmente per la decontribuzione mirata a favorire le assunzioni di giovani e donne e quella per le imprese del Sud, nonché per la proroga della CIG Covid. Nel capitolo ristori va assegnata grande attenzione ai settori cultura, turismo e sport duramente provati dal lockdown di primavera e colpiti dalle nuove restrizioni.

In tema tributario va costruita un’efficace fiscalità che aiuti le imprese nella transizione ecologica. “L’intervento previsto per la “plastic tax” -ha sottolineato Lusetti- non ne risolve le criticità; per questo riteniamo che vada soppressa o, almeno, che ne venga rinviata l’applicazione al 2022. Lo stesso vale per la “sugar tax”, destinata a tradursi in un inutile prelievo a danno delle imprese e dei consumatori”. Inoltre, mancano interventi specifici per l’applicazione del cosiddetto Superbonus 110%. In particolare, secondo l’Alleanza, occorre prorogare per almeno 3 anni il superbonus per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici di cui al DL Rilancio, valutandone l’estensione anche ad alcune tipologie di immobili delle imprese, agli immobili utilizzati dagli enti del Terzo settore per le loro attività e agli immobili delle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

In relazione alla fiscalità per la famiglia, l’Alleanza sollecita la necessità di politiche specifiche per il welfare, sostenendo i soggetti del privato sociale che vi operano, migliorando l’attuale riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale e garantendone una compiuta attuazione.

Infine, sul tema della tutela della salute, occorre intervenire sulle debolezze del sistema di assistenza sul territorio: non è previsto alcun investimento per l’integrazione con gli operatori accreditati, la nostra proposta è di “costruire un modello autentico ed efficace di assistenza territoriale, coinvolgendo cooperative di medici di medicina generale e specialisti, cooperative sociali, cooperative di farmacisti e imprese sociali specializzate”.

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Tre feriti da arma da fuoco e da taglio e diverse vittime di abusi e violenze sessuali: sono i pazienti, in condizioni gravi, ricoverati dopo violenti scontri nelle strutture sanitarie supportate da Medici Senza Frontiere (MSF) nella città di Salamabila, nella provincia di Maniema orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC). 

Gli scontri, avvenuti nella notte dell'11 novembre scorso, sono solo l'ultimo esempio della violenza che la popolazione dell'area subisce da anni. In quest'area della RDC si registrano scontri tra gruppi armati per l'accesso a un giacimento d'oro naturale vicino al Monte Namoya, spesso accompagnati da attacchi alla popolazione civile. Violenza, rapimenti, saccheggi e distruzione di beni sono all'ordine del giorno. MSF è particolarmente allarmata dall'elevato numero di episodi di violenza sessuale, quasi 1.000 le persone assistite dalle équipe di MSF dall'inizio dell'anno. L'85% degli attacchi sono stati compiuti da uomini armati. 

"La violenza contro la popolazione civile a Salamabila è diventata normalità e avviene anche al di fuori del conflitto attivo" dichiara Carlos Francisco, capomissione di MSF. "Tutto ciò sta avendo un grave impatto sulla salute fisica e mentale delle persone che vivono qui". MSF è attiva nell'area dal 2018, fornendo cure mediche in diversi ospedali e centri sanitari. Una delle nostre priorità è il sostegno delle persone che sono sopravvissute alla violenza sessuale, anche attraverso il supporto psicosociale.

"Gli attacchi alla popolazione devono cessare. Chiediamo a tutti i gruppi armati e a chiunque sia in possesso di un'arma di rispettare il diritto internazionale umanitario e di non nuocere se non proteggere i civili, a tutti i costi" aggiunge Francisco di MSF.

MSF invita gli altri attori umanitari nella RDC ad agire e rafforzare i servizi di protezione per la popolazione di Salamabila che soffre in silenzio da troppo tempo.

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