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Sabato, 28 Novembre 2020

Giovedì, 05 Novembre 2020 - nelPaese.it

Dieci città unite – attraverso un viaggio virtuale dal nord al sud del Paese – su tutto il territorio nazionale con un obiettivo comune: favorire e sostenere l’infanzia e le loro famiglie in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo.

È questo il senso del progetto «Ip Ip Urrà Metodi e Strategie Informali per Mettere l'Infanzia Prima», selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che vede come capofila l’associazione Chi rom e chi no,  nell’ambito del Bando Un Passo Avanti dell’Impresa sociale Con i Bambini - Fondo di contrasto alla povertà minorile, presentato sulla piattaforma zoom e, in collegamento dal centro culturale e gastronomico Chikù di Scampia (Napoli) - con una conferenza stampa moderata dal giornalista Giuseppe Manzo, a cui dopo i saluti dell'assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri e dell’assessore alle politiche sociali dell’VIII Municipalità Gerardo Avallone, sono intervenuti il vicepresidente dell’impresa sociale Con i Bambini Marco Rossi Doria, la presidente di Chi rom e chi no Barbara Pierro, la vicepresidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Claudia Mandrile, la direttrice della Fondazione Zancan Cinzia Canali, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia Paola Carnevale, la direttrice del Centro Sinapsi dell’Università Federico II di Napoli Maura Striano.

Il progetto, che avrà una durata di 40 mesi, vede coinvolte 10 regioni e 23 partner. Dalla Val Seriana a Messina, passando per Firenze, Moncalieri, Roma, Lamezia Terme e Lecce: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Val Seriana), Coop L'Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Ass. Comunità Progetto Sud (Lamezia Terme), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania-Chi rom e chi no (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali  (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale. Nel corso della presentazione sono stati illustrati gli obiettivi di progetto, le azioni e la sfida educativa di comunità che insieme i diversi partner vogliono affrontare con l'intento di costruire una Task Force Kids più che mai necessaria in questo momento di particolare precarietà che potrebbe avere un impatto molto forte sui bambini e la loro crescita sociale, oltre che al loro grado di istruzione.

«Il progetto “festeggia” la famiglia e la comunità come primi e fondamentali fattori protettivi per il benessere dei bambini, in particolare quelli più piccoli e fragili - dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione capofila Chi rom chi no - è un’esortazione all’infanzia in un momento storico particolarmente complesso in cui la distanza dall’altro viene rappresentata come elemento necessario per sentirsi in sicurezza, per questo rafforza antiteticamente  l’importanza di creare spazi in cui i bambini possano attivare e nutrire aspirazioni e desideri». Obiettivi sono «mettere al centro la persona, i bambini perché abbiano al loro fianco adulti consapevoli, con cui sviluppare processi di formazione e di riprogettazione professionale, di crescita, di partecipazione e reciproca solidarietà tra le famiglie. Ip Ip Urrà vuole inoltre coinvolgere quanti tra adulti e bambini non sono raggiunti dai servizi, dai circuiti educativi, perché chiusi nei rioni e nelle periferie delle nostre città con strumenti semplici e in qualche modo inediti come il gioco nei luoghi informali e la cultura dello stare insieme. Ancora vuole sviluppare e mettere a sistema un’azione di partecipazione mutualistica chiamata cultura del sospeso, che a Napoli è ben nota».

«La povertà educativa non è semplicemente un “problema”, è il problema base di qualunque democrazia - afferma Francesca Puglisi, sottosegretaria di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - È dalla povertà educativa che nascono e si acuiscono le ingiustizie sociali, che aumentano i flussi migratori, che si consolidano le diseguaglianze di genere, che si aggrava la disoccupazione di persone senza istruzione e senza competenze. In questo periodo di pandemia mondiale, è chiaro che il rischio di povertà educativa si allarga, in particolare nelle fasce sociali più fragili e nei territori più difficili. Ecco perché il progetto “Ip Ip Urrà” è importante e trova il mio plauso: mettere al centro la cura dei più piccoli, attraverso un incrocio di idee, collaborazione e attività di associazioni, genitori, enti pubblici, fondazioni, è fondamentale e ci insegna che se oggi dobbiamo forzatamente rinunciare o limitare mobilità e iniziative, non possiamo mai rinunciare a costruire un futuro migliore».

Per Marco Rossi Doria, vicepresidente di Con i Bambini «questo è un momento particolarmente difficile per milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo e i fondi che abbiamo voluto dedicare a questo, come ad altri progetti, sono proprio per contrastare la povertà educativa minorile. Molti vivono tra povertà relativa e povertà assoluta, è una grande questione nazionale. Lo sviluppo educativo territoriale - ha aggiunto - è la prima missione di Con i Bambini, che interviene nelle zone più deboli del Paese. L’alleanza tra donne, maestre e mamme, ha consentito in questo momento il mantenimento del rapporto educativo tra casa e scuola e noi siamo attenti alla ricaduta di questi progetti anzitutto sui bambini e sui ragazzi, poi sui loro genitori. Stiamo costruendo modelli replicabili, monitorati, operativi che ci fanno essere in una posizione di avanguardia nel dialogo con le istituzioni».

Cinzia Canali della Fondazione Zancan ha ribadito come «Ip Ip Urrà  parta dall’esperienza “sul campo” dei 10 progetti e dai risultati ottenuti nei diversi territori potenziando alcune strategie, tra cui l’informalità dell’offerta, il coinvolgimento di soggetti inediti e il concorso al risultato, la comunità educante». «Questi sono temi cari alla Fondazione Compagnia di San Paolo - ha sottolineato Claudia Mandrile - che sin dal 2014 ha lanciato tra le sue azioni quella di dare rilevanza all’azione corale per alimentare una comunità di pratiche da replicare, come sta avvenendo con Ip Ip Urrà». Mentre l’assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri ha posto l’accento «sull’importanza di rilanciare progetti come questo mettendosi in rete da nord a sud, specie in una fase delicata come questa dove la povertà educativa è materiale e psicologica e come enti locali dobbiamo assolutamente riallacciarci a queste esperienze».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Riconfermato il Cda e approvato all’unanimità il bilancio 2019 del Consorzio di cooperative sociali Sisifo. L’azienda siciliana, presente in tutto il territorio nazionale e specializzata nei servizi socio-sanitari, ha riunito nei giorni scorsi i soci e gli stakeholders per presentare, nel contempo, il bilancio Sociale 2019, giunto alla sua settima edizione.

La riunione, per la prima volta svoltasi a distanza, in modalità “smart”, ha ribadito anche quest’anno l’importanza della redazione del Bilancio Sociale, diventato ormai obbligatorio per tutte le aziende, e che ha permesso al Consorzio, negli anni scorsi, di aggiudicarsi ben tre menzioni speciali con Airces e due premi da parte di Consumer Lab e di Airces, per essersi attestata tra le 40 migliori imprese su 570 esaminate sul tutto il territorio nazionale. Sempre in tema di premi, Sisifo, è tra le aziende premiate, personalmente dal Premier Giuseppe Conte, nella quinta edizione di Welfare Index PMI per il primo posto tra le imprese del Terzo Settore su oltre quattromila partecipanti. I neo eletti sono Mimmo Arena, Santo Mancuso, Cono Galipò, Patrizia Patanè e Paola Trovato per il cda; Alessandro sciortino, Massimiliano Buffa e Antonio Ronsivalle per il collegio sindacale.

In termini numerici il Consorzio Sisifo, che occupa quasi mille lavoratori, ha registrato quest’anno un valore della produzione pari a 24.024.553 milioni di euro, con un risultato di esercizio (utile) di 427.383 mila euro, un patrimonio netto di 11.693.123 milioni di euro. Il fatturato complessivo, compreso quello delle società partecipate, ha superato i 32 milioni di euro.

 Sono proprio le cure domiciliari sanitarie, espletate dal Consorzio, che fanno registrare quest’anno un aumento di fatturato nel servizio di ADI ( assistenza domiciliare integrata) svolto per conto dell’ASP di Messina e di Agrigento, oltre all’attività del servizio di cure domiciliari palliative in favore dei pazienti dell’ASP di Messina, in accreditamento con il servizio sanitario regionale.

“Sempre su Agrigento – ha spiegato il presidente Mimmo Arena nella sua relazione - c’è da registrare un buon incremento di fatturato sulle attività del servizio di Assistenza Domiciliare ai pazienti oncologici in fase terminale che necessitano di cure palliative. Anche a Palermo si rileva una buona crescita di Sisifo nel servizio di ADI svolto per conto dell’ASP di Palermo”.

Il Consorzio Sisifo è consolidato anche a Caltanissetta, ed è proprio la gestione dei servizi di cure domiciliari che ha permesso di raggiungere alti livelli qualitativi nel campo dei servizi socio-sanitari domiciliari, creando uno staff di figure professionali qualificate con competenze ed esperienza sempre più consolidate di medici, oncologi, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali, psicologi Oss e Osa, per i quali si è puntato molto alla formazione permanente ed al relativo aggiornamento e all’implementazione delle attrezzature e delle tecnologie portatili (elettrocardiografi, emogas analisi, ecografi portatili per impianto catetari, PICC e Midline e Tablet, etc…).

“Per quanto riguarda – ha continuato il presidente - i servizi residenziali il Consorzio gestisce anche la RSA di S. Piero Patti, per conto dell’Asp di Messina. Sisifo detiene, inoltre, il 100 per cento di quote di partecipazione della Villa San Francesco srl, gestore della Casa di Cura Villa San Francesco di Catania, appena ristrutturata e accreditata con il servizio sanitario della Regione Sicilia, inclusa nell’elenco delle strutture istituzionalmente accreditate quale presidio autonomo di “Day-Surgery e chirurgia ambulatoriale.”. Tra le altre partecipazioni, Sisifo è anche proprietaria del 100 per cento delle quote della SSR spa di Messina, Società Sanitaria di Riabilitazione, fiore all’occhiello dell’azienda, che si occupa di servizi di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare su tutta la provincia messinese ed è accreditata con l’ASP di Messina, con la gestione di otto ambulatori.

“Il Consorzio – aggiunge il vice presidente Santo Mancuso - continua a mantenere la partecipazione del 10 per cento della società AICARE srl di Ancona, un market-place innovativo e avanzato di servizi socio sanitari, focalizzato su servizi non ospedalieri per la terza età e la telemedicina e l’adesione alla Fondazione Easy Care di Reggio Emilia”. Consorzio Sisifo fa parte della Rete Italiana Benessere e Salute RIBES promossa da Banca Prossima, oggi Intesa San Paolo, con l’adesione delle venti realtà più rappresentative della cooperazione italiana. Per il 2019, infine, sono state  confermate per i dipendenti iniziative di welfare aziendale attraverso il marchio “Pronto Serenità” ed il suo portale BeWelfare, oltre al fondo per la sanità integrativa e che vengono riconosciuti a tutti i lavoratori a tempo indeterminato attraverso un Piano di Sanità Integrativa.

“Nel corso del 2019 abbiamo mantenuto le convenzioni di tirocinio con le Università – ha concluso il Presidente - sono state riconosciute da Sisifo due borse di studio per giovani ricercatori laureati in psicologia, grazie all’accordo raggiunto tra l’Università degli studi di Messina e il Consorzio. I futuri impegni ci comporteranno nuove sfide da affrontare con nuove progettualità da realizzare, per il quale si sta portando avanti un piano di sviluppo coinvolgendo tutte le diciotto cooperative consorziate per ricevere un contributo di idee, ma anche di messa a disposizione di professionalità utili per migliorare la mission del Consorzio.”

I numeri

Sono state più di 828 mila le prestazioni erogate; oltre 20 mila le persone assistite; 797 le risorse umane formate e 265 le ore di formazione prestate.

Pubblicato in Sicilia

I numerosi richiami, anche istituzionali, alla “capacità d’ascolto reciproca e alla collaborazione per superare insieme questi giorni difficili” non riescono, ancora una volta, a scalfire il modello segmentato di gestione dei servizi alla persona.

Lo dice in una nota l’Alleanza delle Cooperative Sociali che riunisce Agci Solidarietà, Federsolidarietà e Legacoopsociali. “Si parla di integrazione, di co-progettazione, ma non si riescono a mettere in campo nemmeno soluzioni riparatorie per gestire in maniera integrata i servizi socio-sanitari residenziali e territoriali in questa emergenza”.

“La cooperazione sociale oltre ai valori di coesione sociale, inclusione e solidarietà investe nei servizi alla persona professionalità e capacità organizzative ma, nonostante questo e la pluriennale esperienza, non partecipa ad una gestione di sistema dell’offerta socio-sanitaria. Eppure l’obiettivo comune è quello di rispondere all’emergenza sanitaria con la massima efficienza possibile, mobilitando tutte le risorse in campo nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini”, sottolinea l’Alleanza delle Cooperative Sociali.

“I servizi gestiti dalla cooperazione sociale fanno parte, con pari dignità, del sistema integrato di offerta dei servizi socio-sanitari – continua la nota - e non possono essere il serbatoio dal quale attingere personale formato, qualificato e con esperienza, né il rifugio per le situazioni al limite e tantomeno il capro espiatorio nelle circostanze più problematiche. La salute ha la priorità in qualunque tipo di struttura venga curata e non si può far fronte al paradosso di offrire più servizi con meno personale qualificato”.

“Chiediamo – prosegue Aci Sociali - di concorrere con la nostra esperienza e competenza alla programmazione integrata perché solo così si possono trovare risposte di sistema alla carenza di figure professionali, nell’emergenza e in prospettiva, alla messa a disposizione di posti letto qualificati per la cura e l’assistenza di positivi non gravi che devono poter usufruire di luoghi adeguati e sicuri per il periodo di isolamento, alla gestione condivisa dell’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità sia a domicilio che nelle strutture di accoglienza coniugando cura, sicurezza e quegli aspetti di relazionalità necessari a non isolare completamente le persone con gravi effetti collaterali sul benessere complessivo dei cittadini utenti dei servizi e delle famiglie”.

“Abbiamo ripetutamente detto “noi ci siamo” e questa potrebbe essere un’occasione importante nell’emergenza e per costruire futuro”, conclude la nota.

 

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