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Sabato, 28 Novembre 2020

Venerdì, 06 Novembre 2020 - nelPaese.it

Ridefinire le liste di attesa con riduzione dei tempi e regolamentazione dei flussi all’interno degli ospedali; riorganizzare il rapporto di partnership tra pubblico e privato con il coinvolgimento di tutte le strutture disponibili del territorio nazionale; aumentare gli investimenti con adozione di nuove tecnologie per alzare gli standard di assistenza.

 Questi alcuni dei temi al centro del Virtual SIOT 2020, il Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) in programma il 6 e il 7 novembre, che riunisce oltre 2000 partecipanti in tutta Italia tra specialisti, specializzandi e operatori del settore, con 110 faculty, 12 sessioni, 52 relazioni e 50 espositori. Il mondo dell’ortopedia italiana a confronto per fare il punto alla luce della situazione sanitaria nazionale che ha avuto e sta avendo conseguenze sulla gestione dell’assistenza medica ai pazienti ortopedici, alle prestazioni ambulatoriali e agli interventi chirurgici.

Nel corso del 2020, infatti, nella fase 1 della Pandemia da COVID-19 sono stati rinviati e riprogrammati in tutta Italia circa 35 mila interventi ortopedici, mentre le liste di attesa per assistenza ambulatoriale e chirurgica si sono allungate fino a sei mesi, con garanzia di intervento per i soli casi urgenti.

 “Le importanti limitazioni che tutti noi stiamo sperimentando – riferisce il prof. Francesco Falez, presidente SIOT - investono, in campo sanitario, anche l’assistenza ortopedica che non meno di altre ha risentito e risentirà delle restrizioni imposte dalla crisi sanitaria in corso. Restrizioni che tuttavia non ci impediscono di cogliere l’opportunità di ridefinire il percorso di assistenza attraverso nuove strategie di comunicazione, formazione ed aggiornamento, sviluppando percorsi di collaborazione con le aziende pubbliche e private di settore, con cui dovremo essere ancora più partner negli anni a venire. Questo significa ridisegnare il rapporto virtuoso tra pubblico e privato, sia in termini di strutture che di finanziamento, in modo di garantire al settore ortopedico l’impiego delle necessarie tecnologie e il raggiungimento di elevati standard di cura e assistenza”.   

Alla drastica riduzione dei posti letto nei reparti di ortopedia degli ospedali italiani a beneficio dei pazienti COVID, si aggiunge a tutt’oggi il rischio di disattendere la soglia delle 48 ore per trattamento dei pazienti fragili come previsto dai protocolli di intervento. Questo è dovuto alle possibili difficoltà dovute sia alla carenza di posti nelle terapie intensive, sia ad una più complicata gestione della fase post-operatoria.

“Siamo di fronte ad un nuovo scenario – afferma il dott. Alberto Momoli, Vice Presidente SIOT e Direttore della U.O.C. Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza -. L’invecchiamento della popolazione legato a una maggiore longevità rende prioritario ridefinire nuovi parametri nella definizione del paziente fratturato e definito fragile, attraverso un dialogo con le principali Società scientifiche coinvolte. Oggi una persona di ottant’anni è ancora in attività e necessita di una riabilitazione e di un recupero completo a seguito di un eventuale intervento. In questo scenario, con le terapie intensive occupate, un ritardo nell’assistenza del paziente fragile può verificarsi, e il rispetto della soglia delle 48 ore per il trattamento è uno degli aspetti più critici a cui siamo chiamati a rispondere noi ortopedici, soprattutto in una fase così complessa, migliorando il dialogo con i pazienti anziani per sottolineare quanto sia fondamentale un’attività fisica costante, da svolgere anche nelle proprie abitazioni, ma senza esagerazioni per evitare le complicanze dovute a una possibile frattura legate a una maggiore fragilità ossea”.

Altro argomento rilevante che sarà trattato durante il Virtual SIOT quello delle infezioni post operatorie: ogni anno in Italia si eseguono 200 mila interventi di protesi articolari, al 2% dei quali consegue un’infezione in caso di primo impianto, che sale all’8-10% nei casi di revisione. “Quello delle infezioni post operatorie è un dato in crescita – spiega il dott. Alberto Momoli - sia per il sempre più elevato numero di interventi che siamo in grado di realizzare, sia a causa del fenomeno della farmaco resistenza legato alla somministrazione di antibiotici. La SIOT ha emanato le proprie linee guida pubblicate sulla rivista della società, sposando quelle internazionali redatte in occasione della Consensus di Philadelphia del 2019. Nell’ambito di questo incontro virtuale, inoltre, promuoveremo un confronto tra le tutte le esperienze per una verifica dello stato di applicazione di questi protocolli”.

 

Pubblicato in Salute

“La FISH rileva con favore l’attenzione riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie nel DPCM approvato nel tentativo di arginare la recrudescenza del Covid. Non sono sfuggiti alla nostra analisi uno specifico articolo dedicato alla disabilità e il recepimento – per quanto possibile – delle istanze della nostra Federazione in materia di inclusione scolastica.”

Così si esprime Vincenzo Falabella dopo la lettura del testo ufficiale del DPCM presentato ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Solo l’ormai consolidato rapporto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i diversi Ministeri coinvolti ci consente di esprimere considerazioni e caldeggiare ulteriori interventi di maggiore efficacia per le persone con disabilità e le loro famiglie”, prosegue Vincenzo Falabella.

Il timore è che si ripetano situazioni di isolamento e di solitudine che la FISH ha rilevato durante la prima fase a marzo scorso quando molte famiglie si sono trovate ad affrontare da sole tutto il carico assistenziale derivante dalla chiusura di scuole e centri diurni: “Chiediamo senz’altro una maggiore attenzione al sostegno domiciliare a questi nuclei familiari, in particolare in quelle regioni in cui il lockdown è più stringente: attivare supporti, aumentare i sostegni in modo che le famiglie e le persone non rimangano sole. I servizi territoriali in questo svolgono un ruolo insostituibile.”

Ma la FISH richiama anche l’attenzione sull’inclusione scolastica, in particolare nelle scuole secondarie dove la frequenza in presenza è compressa e limitata a casi eccezionali. Le indicazioni espresse nel DPCM dovrebbero essere più stringenti nella direzione di garantire sempre, sentite le famiglie, la frequenza in presenza evitando la DAD per gli alunni e le alunne con disabilità. “Sul punto chiederemo un ulteriore intervento alla Ministra Azzolina con la quale è ben strutturato un rapporto di confronto e ascolto.”

Rimane aperta ed emergenziale anche la situazione dei lavoratori fragili e dei lavoratori con familiari con disabilità, per i quali il DPCM non prevede ulteriori tutele che invece FISH ritiene rilevanti in particolare nelle regioni in cui il lockdown è più severo: “Forse il DPCM non è lo strumento normativo più adeguato per questo genere di interventi, ma la necessità esiste ed è assai rilevante. Non crediamo sia sufficiente il cosiddetto Congedo Covid limitato peraltro alla eventuale quarantena scolastica e per i minori di 14 anni. Molti sono i lavoratori a rischio di marginalità e senza tutele di fronte alle rinnovate emergenze. Ci vuole più coraggio e maggiore decisione”, conclude Vincenzo Falabella.

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

Continua il viaggio intorno al mondo con i webinar che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse. “Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Dopo il successo del primo episodio della serie, mercoledì 18 novembre alle 17 ci sarà il secondo appuntamento, intitolato “Empowering communities”. Proietteremo due documentari dedicati all’associazione “Casa di Alice” di Castel Volturno in Campania e alla Kooperatywa Dobrze di Varsavia in Polonia. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverrà il ricecatore Euricse Jacopo Sforzi, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

 

 

Pubblicato in Cultura
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