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Mercoledì, 20 Gennaio 2021

Mercoledì, 02 Dicembre 2020 - nelPaese.it

Decine di volontari da tutta Italia si alterneranno in una staffetta per raccontare la propria esperienza. Uomini e donne che in questi mesi, negli ambiti più diversi, hanno donato il loro tempo per rimanere accanto alle persone più fragili e per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità. Dal loro impegno, in questa epoca di grande sofferenza, hanno anche tratto nuove idee per il “volontariato del futuro”.
 
Sono i protagonisti dell’evento on line organizzato da Forum Nazionale del Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana per sabato 5 dicembre, 35^ Giornata internazionale del volontariato. L’incontro si svolge dalle 10 alle 13 in diretta Facebook ed ha un duplice obiettivo: restituire, seppure in piccola parte, l’intensità delle emozioni vissute dai volontari in un anno del tutto particolare come il 2020 e avviare, attraverso le loro riflessioni, un nuovo percorso culturale sull’impegno sociale gratuito in Italia. Un’iniziativa che gli organizzatori intendono come “costituente”, aperta al contributo di tutti e che percorrerà l’intero anno.
 
“Volontariato, insieme possiamo” è il titolo della mattinata che riprende lo slogan “Together we can through vounteering” lanciato dall’Onu per questa edizione e dedicato al ruolo dei volontari di tutto il mondo durante la pandemia.
 
Il programma si aprirà con gli interventi di Claudia Fiaschi (portavoce del Forum), Stefano Tabò (presidente di CSVnet) e don Andrea La Regina (responsabile macro progetti di Caritas Italiana). Le testimonianze dei volontari saranno divise in tre blocchi, intervallati dagli interventi di Luca Gori (Università S. Anna di Pisa), Paolo Pezzana (Università Cattolica di Milano) e Andrea Volterrani (Università Tor Vergata di Roma). La conduzione è affidata a Elisabetta Soglio, caporedattrice di “Buone notizie, inserto settimanale del Corriere della Sera, e a Stefano Arduini, direttore di Vita.

Pubblicato in Diritti&Inclusione

All’indomani della crisi sanitaria, gli italiani si pronunciano in larghissima maggioranza a favore di un intervento diretto del pubblico nella gestione dei servizi alla persona e alle famiglie e, in caso di affidamento a soggetti privati, esprimono una chiara preferenza per le imprese che mettono al centro la persona e i suoi bisogni anziché il profitto, con un’indicazione specifica per le cooperative in determinate attività.

È quanto emerge da un sondaggio condotto nell’ambito dell’Osservatorio Legacoop, ideato e realizzato dall’Area Studi dell’associazione insieme con il partner di ricerca IPSOS per osservare l’evolvere degli andamenti e delle percezioni dell’opinione pubblica italiana su alcuni fenomeni economici e sociali di interesse per la cooperazione, e per sondare il gradimento delle misure e dei provvedimenti in fase di ideazione, realizzazione e proposta.

I settori per i quali è più forte la richiesta di una gestione dei servizi prevalentemente realizzata da aziende pubbliche sono la scuola e la sanità (indicate dall’89% degli intervistati, con punte del 94% al Centro Nord), seguite dalla distribuzione dell’acqua (85%), dalla gestione ambientale (80%), dalla cultura (77%), dalla costruzione e gestione di case popolari (74%), dai trasporti locali (70%), dall’assistenza domiciliare (70%), dalla distribuzione di gas ed energia elettrica (64%) e dalle mense scolastiche (60%, con una punta del 71% al Centro Nord).

Agli intervistati è stato poi chiesto di esprimere una indicazione sulla tipologia di imprese alle quali potrebbe essere prioritariamente affidata la gestione dei servizi pubblici. Il 45% ha detto di preferire le imprese che non mettono al centro il profitto e la divisione degli utili, ma la persona e i suoi bisogni (indicazione preponderante tra gli over 50, nel Centro Nord e nel ceto popolare), il 28% qualunque soggetto privato purché fornisca il servizio ed il 24% le imprese che investono nel welfare per i propri dipendenti (preferenza maggioritaria nel Sud e isole). Significativa la percentuale (33%, con incidenza maggioritaria nel Nord Ovest) di chi affiderebbe comunque la gestione dei servizi solo ad aziende pubbliche.

“Nei momenti di difficoltà le persone osservano con lucidità le proprie urgenze” – afferma Mauro Lusetti, presidente della Lega nazionale delle cooperative – “L’emergenza sanitaria ha mostrato drammaticamente l’importanza di alcuni beni pubblici, prima fra tutti la sanità. In questa luce occorre progettare il futuro e l’economia dopo la pandemia. Non è un caso se osserviamo montare la richiesta di un nuovo rapporto tra stato e mercato. Certo, in alcuni ambiti il pubblico continua a rassicurare i cittadini. Ma è altrettanto chiaro che nei servizi alla persona, cresce la fiducia, e anzi la richiesta, di un privato responsabile e sociale. Prepariamoci fin da ora per rispondere a queste nuove domande: dovremo ricostruire una nuova economia, per non perdere un’altra occasione, come dopo la crisi del 2008”.

Dal sondaggio è inoltre venuta un’indicazione specifica per le cooperative come imprese più adatte per la gestione dei servizi in determinate aree di attività. Agli intervistati sono stati proposti alcuni settori di attività ed è stato chiesto se la gestione dei servizi dovrebbe essere prevalentemente realizzata da aziende cooperative, spa private o multinazionali.

Le cooperative sono risultate come la tipologia preferita nelle mense scolastiche (58% delle indicazioni contro il 32% per le Spa e il 10% per le multinazionali), nell’assistenza domiciliare (57%, contro 32% e 11%), nella costruzione e gestione di case popolari (48% contro 37% e 15%), nella scuola (46% contro 38% e 16%), nella cultura (46% contro 38% e 16%), nella gestione ambientale (45% contro 35% e 20%).

 

Pubblicato in Nazionale

Sette firme prestigiose di accademici e personalità di spicco dell’economia sociale per commentare la sentenza 131/2020 della Corte costituzionale, divenuta in poco tempo il punto di riferimento imprescindibile per definire i rapporti tra enti pubblici e terzo settore. Euricse ha appena pubblicato il suo primo instant book, intitolato “Terzo settore e pubblica amministrazione. La svolta della Corte costituzionale”, che raccoglie le riflessioni presentate in occasione dell’omonimo convegno organizzato online il 26 ottobre 2020. Il volume digitale, curato dai professori Silvia Pellizzari e Carlo Borzaga, con la prefazione della giudice costituzionale Daria de Pretis, è scaricabile gratuitamente da oggi sul sito di Euricse www.euricse.eu

 La sentenza della Corte costituzionale 131 del 2020, pubblicata il 1° luglio scorso, rappresenta un punto di svolta nei rapporti tra la pubblica amministrazione e il terzo settore, in quanto dà pieno riconoscimento all’articolo 55 del Codice del terzo settore e, in particolare, agli istituti della coprogettazione e della coprogrammazione come modalità privilegiate di relazione tra sfera pubblica e sfera del privato sociale.

Proprio per valorizzare la portata rivoluzionaria della pronuncia, e alla luce del successo del primo convegno nazionale sull’argomento organizzato lo scorso 26 ottobre, Euricse ha voluto pubblicare le riflessioni dei relatori che rappresentano alcuni tra i massimi studiosi di terzo settore. Oltre al presidente di Euricse Carlo Borzaga, hanno partecipato all’iniziativa le docenti dell’università di Trento Paola Iamiceli e Silvia Pellizzari – che è anche curatrice del volume assieme a Borzaga -, Luca Gori della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, il vicedirettore di Welforum Gianfranco Marocchi, il presidente di Assifero Felice Scalvini e il presidente di Labsus Gregorio Arena.

L’instant book è aperto dalla prefazione della giudice costituzionale, nonché professoressa all’Università di Trento, Daria de Pretis, che fornisce un prezioso inquadramento della pronuncia, a partire dalla questione posta alla Consulta e relativa alla presunta illegittimità della legislazione regionale umbra sulle cooperative di comunità.

Il primo contributo ripercorre i passaggi normativi e i momenti salienti che hanno anticipato la sentenza della Corte. È firmato da Gianfranco Marocchi e riprende un saggio pubblicato anche sulla rivista “Impresa Sociale”. Il presidente di Euricse Carlo Borzaga si concentra invece sui fondamenti economici della pronuncia, mentre Paola Iamiceli evidenzia il ruolo del diritto privato nella disciplina degli enti del terzo settore. La riflessione di Luca Gori è dedicata al ruolo di primo piano che gli enti del non profit svolgono nell’attuazione dei dettati costituzionali. L’intervento successivo di Silvia Pellizzari si concentra sugli istituti di diritto amministrativo applicabili alla coprogrammazione e coprogettazione. Felice Scalvini si sofferma poi sul vero senso del “fare insieme” che sta a fondamento dell’articolo 55 del Codice del terzo settore. Le conclusioni dell’instant book sono state affidate a Gregorio Arena, autore della prima riflessione scientifica sui caratteri dell’amministrazione condivisa richiamata anche dalla Corte costituzionale, il quale ha fornito importanti spunti operativi per l’applicazione dell’articolo 55.

“Siamo davvero grati agli amici, colleghi e studiosi che hanno voluto partecipare a questa importante iniziativa”, hanno commentato i curatori Silvia Pellizzari e Carlo Borzaga. “L’instant book offre una prima chiave di lettura teorica e operativa della sentenza della Corte costituzionale che ha dato piena dignità costituzionale al ruolo del terzo settore anche attraverso un rapporto stabile e paritario con gli enti pubblici”.

“In una fase in cui il Paese avrà più che mai bisogno della collaborazione tra istituzioni e, in particolare, tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni di terzo settore - concludono i due docenti - questa sentenza mette fine a un lungo periodo di incertezza normativa e per questo è destinata a dare un significativo impulso alla responsabilizzazione della società civile, allo sviluppo dei servizi di interesse generale e all’innovazione sociale”.

 

Pubblicato in Economia sociale
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