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Martedì, 18 Febbraio 2020

Giovedì, 13 Febbraio 2020 - nelPaese.it

Ieri al Campus Bovisa del Politecnico di Milano la presentazione della seconda edizione di  “Cantieri ViceVersa – Network finanziari per il Terzo Settore ”, il progetto promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile per facilitare l ’incontro e il dialogo tra Enti di Terzo Settore (ETS) ed operatori finanziari ed analizzare strategie e strumenti di finanza sostenibile in g rado di rispondere alle esigenze delle organizzazioni di Terzo settore.

Cantieri ViceVersa sta contribuendo a innovare la cultura del Terzo settore e degli operatori finanziari, aprendoli a nuove opportunità di mercato. Il successo della prima edizione, l’accresciuto interesse degli operatori di finanza sostenibile per un mondo in costante crescita (l ’unico che registra valori positivi secondo i dati ISTAT, con oltre 350mila enti e più di 844mila impiegati) e la necessità degli ET S di utilizzare i nuovi strumenti anche finanziari per generare impatto e cambiamento sociale, sono gli ingredienti che hanno portato a dare vita alla seconda edizione del progetto.

“I Cantieri ViceVersa ci danno l’opportunità di realizzare un’importante esperienza di ibridazione tra i due mondi – dichiara Claudia Fiaschi, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore –. Una opportunità che porta un valore aggiunto sia agli Enti di Terzo settore, che familiarizzano con nuovi strumenti per dare maggi ore sostenibilità e efficacia ai propri progetti, sia agli operatori finanziari che grazie a questa esperienza di coprogettazione hanno modo di c ostruire una vera e propria alleanza progettuale con gli Enti di Terzo settore, un mondo in crescita, capace di creare non solo sviluppo economico ma anche coesione sociale e più felicità pubblica nelle nostre comun ità. Un progetto che punta sulle buone pratiche di collaborazione tra Terzo settore e mondo dell’economia e della finanza, e che culturalmente intende promuovere questo approccio nella riflessione anche a livello europeo rispetto al tema Sociale della Sostenibiltà posta dagli SDGs.”

“La versione 2.0 dei Cantieri ci conferma come l’interesse della finanza per il Terzo settore sia molto forte e il dialogo che si sta aprendo tra i due mondi molto interessante ”. Così Francesco Bicciato, Segretario Genera le del Forum per la Finanza Sostenibile. “La scorsa edizione – ha proseguito – ha dimostrato come attraverso la conoscenza reciproca si possa rimuovere gli ostacoli che impediscono la collaborazione tra ETS e operatori di finanza sostenibile. Siamo ormai avviati verso un percorso che porterà la finanza a essere sempre più sostenibile: iniziative come il progetto Cantieri ViceVersa ci consentono di avvicinarci a questo obiettivo.”

Nella prima edizione sono state individuate dieci esperienze esemplari di organizzazioni non profit che hanno portato alla realizzazione di 6 Cantieri di lavoro, coinvolgendo oltre venti operatori finanziari tra banche, imprese assicuratrici, fondi di investimento e fondazioni. La seconda edizione presenta due novità: oltre alle dieci esperienze dal Terzo settore ne verranno valutate anche cinque di rilevanza sociale, candidate da soggetti for profit. La sec onda novità consiste nella centralità maggiore accordata al ruolo dei tutor per facilitare ed adeguare il lessico tra i due soggetti.

Le esperienze sono state scelte seguendo criteri differenti che vanno dalla replicabilità, alla scalabilità, l’innovatività, ma anche l’ambito di interesse ed il territorio di appartenenza. Il lavoro inizierà a partire dalla narrazione delle storie; verranno poi individuate le soluzioni finanziarie disponibili; in seguito, la fase di ‘cantierizzazione’ avvicinerà progetti e soluzioni più affini; infine, il processo si concluderà con la realizzazione di un report narrativo.

 

 

 

Pubblicato in Economia sociale

Le autorità del Sudan hanno annunciato l'intenzione di consegnare al Tribunale penale internazionale l'ex presidente Omar al-Bashir e altre persone incriminate per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio commessi nella regione del Darfur.

"Omar al-Bashir è ricercato dal Tribunale penale internazionale per l'omicidio, lo sterminio, il trasferimento forzato, la tortura e lo stupro di centinaia di migliaia di persone durante il conflitto del Darfur. La sua consegna al Tribunale sarebbe un passo avanti in direzione della giustizia per le vittime e i loro familiari. Che al-Bashir, contro il quale era stato spiccato un mandato di cattura oltre 10 anni fa, sia riuscito finora a evadere la giustizia è uno scandalo di proporzioni storiche", ha dichiarato Julie Verhaar, segretaria generale ad interim di Amnesty International.

"Le autorità sudanesi devono ora tradurre le loro parole in azione e trasferire immediatamente al-Bashir e le altre persone ricercate dal Tribunale penale internazionale. Devono andare avanti, mostrando che l'impunità dell'era al-Bashir è finita e portando di fronte alla giustizia tutti gli altri presunti responsabili degli orrendi crimini commessi sotto il passato regime", ha concluso Verhaar.

 

 

 

Pubblicato in Dal mondo

La Somalia è diventata uno dei luoghi più pericolosi al mondo per fare giornalismo. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, presentando un rapporto sull'aumento degli attacchi, delle minacce, delle intimidazioni e delle uccisioni nei confronti di giornalisti e giornaliste.

Il drastico deterioramento della libertà di espressione e di stampa è conciso con l'inizio, nel febbraio 2017, della presidenza di Mohamed Abdullahi "Farmajo". Gli attacchi mirati del gruppo armato "al-Shabaab" e delle forze governative somale hanno inasprito la censura e causato un aumento degli arresti arbitrari. Da allora, sono stati uccisi almeno otto giornalisti e altrettanti, a partire dall'ottobre 2018, sono stati costretti a lasciare il paese.

"In Somalia i giornalisti sono sotto assedio. Sopravvissuti per miracolo ad attentati, assassinati, picchiati e arrestati arbitrariamente, si trovano a operare in condizioni terribili", ha dichiarato Deprose Muchena, direttore di Amnesty International per l'Africa orientale e meridionale.

"Il giro di vite nei confronti della libertà di espressione e di stampa va avanti nell'impunità: raramente le autorità aprono indagini o processano i responsabili degli attacchi contro i giornalisti", ha aggiunto Muchena.

Uccisioni

Dall'inizio della presidenza Farmajo, sono stati uccisi almeno otto giornalisti: cinque in attacchi indiscriminati di "al-Shabaab", uno da un poliziotto e due da soggetti non identificati.

Abdirirzak Qassim Iman, 17 anni, operatore di ripresa di Sbs Tv, è stato ucciso il 26 luglio 2018 da un poliziotto che gli ha sparato alla testa nel quartiere Waberi della capitale Mogadiscio. Insolitamente, il responsabile è stato condannato per omicidio, in contumacia, a cinque anni di carcere e a risarcire la famiglia della vittima con 100 cammelli.

Abdullahi Osman Moalim è morto il 13 settembre a causa di un attentato suicida in un ristorante di Beledweyne, nello stato di Hirshabelle. Ali Nur Siyad è stato una delle oltre 500 vittime di un camion bomba fatto esplodere a Mogadiscio il 14 ottobre 2017. Awi Dahir Salad è stato ucciso in un attentato a Mogadiscio nel dicembre 2018. Infine, Mohamed Sahal Omar e Hodan Nalayeh, sono risultati tra le 26 vittime dell'attentato di "al-Shabaab" contro un albergo a Kisimayo, nel luglio 2019.

Ismail Sheikh Khalifa, attivista e giornalista di Kalsan Tv, è sopravvissuto miracolosamente a una bomba piazzata nella sua automobile e fatta esplodere a distanza il 4 dicembre 2018. Si trova attualmente in Turchia, dove sta ricevendo cure mediche per le gravi ferite riportate.

Assediati da ogni lato

Zakariye Mohamud Timaade, già giornalista di Universal Tv, ha lasciato la Somalia nel giugno 2019 dopo essere stato minacciato sia da "al-Shabaab" che da ambienti governativi a causa di due diversi servizi che aveva realizzato. Il gruppo armato lo aveva minacciato di morte per aver riferito della cattura di tre miliziani da parte delle forze di sicurezza, il governo si era infuriato per aver rivelato la presenza attiva di "al-Shabaab" a Mogadiscio.

"La paura più grande era la Nisa [Agenzia nazionale per la sicurezza e l'intelligence]. So che volevano uccidermi. A Mogadiscio puoi nasconderti da 'al-Shabaab' ma non dalla Nisa. Possono venirti a prendere in ufficio in ogni momento. Per questo ho deciso di lasciare il paese.

Tentativi di corruzione

Amnesty International ha documentato casi di censura e tentativi di corruzione dei giornalisti da parte del governo somalo. Funzionari dell'ufficio del presidente pagano regolarmente tangenti mensili ad alcuni editori e direttori affinché non pubblichino articoli "sfavorevoli".

Un ex direttore ha dichiarato: "Ricevevo la telefonata dal funzionario, mi recavo in un albergo per incontrarlo e mi dava il denaro in contanti. Non ha mai accettato di versarli sul mio conto bancario".

Alcuni giornalisti hanno raccontato ad Amnesty International che i loro editori gli hanno ordinato di non scrivere articoli critici nei confronti degli uffici del presidente e del primo ministro o sui temi dell'insicurezza, della corruzione e delle violazioni dei diritti umani.

Amnesty International ha verificato che in quattro casi altrettanti giornalisti sono stati licenziati dai loro datori di lavoro.

"L'esigenza di fornire di sé un'immagine positiva ha spinto le autorità somale ad adottare tattiche repressive che violano gli standard internazionali sui diritti umani. Le autorità hanno però l'obbligo di rispettare i diritti alla libertà d'informazione, di espressione e di stampa", ha sottolineato Muchena.

Inseguimenti sui social media

Il clima di censura ha costretto molti giornalisti a spostarsi sui social media per poter esprimere le loro opinioni. La reazione delle autorità è stata di costituire unità dedicate specificamente a monitorare e a segnalare post contenenti critiche.

Giornalisti hanno riferito che ricevono frequenti e minacciose telefonate in cui vengono invitati a cancellare i loro post. Un giornalista ha perso il posto di lavoro per aver appoggiato un candidato dell'opposizione sulla sua pagina Facebook. A seguito dei suoi rifiuti di cancellare quei contenuti, dall'ufficio del presidente hanno chiamato persino un suo ex insegnante per convincerlo ad abbandonare del tutto la professione giornalistica.

Amnesty International ha documentato la disattivazione permanente di 16 pagine Facebook, 13 delle quali appartenenti a giornalisti, tra il 2018 e il 2019, sempre per aver violato "gli standard della comunità".

"Facebook deve garantire di non essere manipolata dalle autorità somale, specialmente in vista delle elezioni in programma nel corso dell'anno, e assicurare la massima diligenza quando si tratta di esaminare denunce di violazione degli standard della comunità", ha commentato Muchena.

"Il presidente Farmajo deve prendere misure immediate per assicurare indagini rapide, esaurienti, indipendenti ed efficaci sulle miriadi di denunce di violazioni dei diritti umani e della libertà di stampa e per sottoporre a processi equi i presunti responsabili", ha concluso Muchena.

 

 

Pubblicato in Nazionale

La loro idea di teatro è unanimemente riconosciuta come una tra le più influenti della scena contemporanea: questo weekend (sabato 15 e domenica 16) la compagnia Berardi Casolari sarà al Teatro Tram con lo spettacolo di nuova drammaturgia "In fondo agli occhi". In scena con la regia di César Brie ci saranno Gianfranco Berardi, che ha vinto il Premio UBU come "Miglior attore" nel 2018, e Gabriella Casolari.

"Il percorso artistico e biografico di Berardi e Casolari rappresenta bene il valore della ricerca teatrale, di quanto sia importante essere se stessi e continuare ad esserlo anche dopo aver raggiunto il successo – commenta Mirko Di Martino, direttore artistico della sala di via Port'Alba -. Il TRAM si muove in questa linea, ospitando le compagnie teatrali con l'identità artistica più coerente. Siamo felici che questo incontro con Berardi e Casolari, a cui abbiamo lavorato a lungo con pazienza e perseveranza, sia stato possibile".

Una storia autobiografica che parte dalla cecità come duplice punto di vista: uno reale, in cui la malattia fisica diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l'altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d'uscita. Chi è più cieco di chi vive, senza avere un sogno, una prospettiva davanti a sé, di chi essendone consapevole, non può far altro che cedere alla disperazione? Un paese cos'è in fondo se non le persone che al suo interno vivono e si muovono? Un paese non sono le case, non sono le chiese, né i bar o le istituzioni ma la gente che al loro interno abita e ne dà il valore. Un paese malato quindi è fatto da gente malata, come noi. Ma come raccontare tutto questo poeticamente, ironicamente, senza essere retorici o superficiali?

Qui l'incontro con César Brie: "L'autobiografico e l'universale vanno di pari passo: quando mi parli precisamente di te, mi parli del tuo paese, quando mi parli del tuo paese mi parli esattamente di te". L'illuminazione allora: la cecità, la malattia di Gianfranco, maniera autentica e necessaria, di condividere empaticamente il nostro tempo; metafora attraverso cui raccontare la crisi, in quanto fonte di dolore ma al contempo di opportunità  per rivalutare l'essenziale e mettersi in gioco in prima persona, svelando ciò che si è così come si è. Inevitabile quindi è diventato affrontare l'aspetto complementare della malattia: la cura, reale esperienza che Gabriella, in scena e nella vita, vive. Come ogni punto di forza può essere nella vita, punto di debolezza, allo stesso modo la fragilità, in scena, può divenire perno su cui esprimere tutto il proprio potere. È nata così la voglia di costruire, a partire da noi, da ciò che sta in fondo ai nostri occhi, un affresco del contemporaneo.

Sul palco una barista, Italia, donna delusa e abbandonata dal suo uomo, e Tiresia, suo socio e amante, non vedente, raccontano la propria storia, i propri sogni mancati, le proprie debolezze e le proprie speranze in un bar, metafora di un paese dove: "...non è rimasto più nessuno... perché ci vuole talento anche per essere mediocri...". Sono stati, sono e saranno sempre in "crisi" come il paese in cui vivono, logorati dalla propria esistenza oltre che dal proprio rapporto.

 

Pubblicato in Cultura
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