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Mercoledì, 23 Settembre 2020

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 - nelPaese.it

“Intervista con il territorio. Comunicazione sociale ed economia” è il titolo del corso per la formazione dei giornalisti organizzato dal Giornale Radio Sociale insieme all’agenzia Redattore SocialeForum del Terzo Settore e il sostegno della Fondazione con il Sud.

L’incontro si terrà a Napoli il 27 febbraio a partire dalle 9.30, presso il Centro gastronomico e culturale Chikù di Scampia – Largo della cittadinanza attiva Auditorium Fabrizio De Andrè – e rientra in un ciclo di appuntamenti formativi per giornalisti incentrati sui temi del sociale, in programma nelle regioni del Sud.

I corsi hanno l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai media e rafforzare la funzione sociale del giornalismo attraverso il racconto del “territorio”, parola chiave del progetto, declinata in tutti i seminari attraverso ciascuna delle sei redazioni del Giornale Radio Sociale (società, diritti, economia, cultura, internazionale, sport).

A Scampia si parlerà di lavoro, periferie e impresa sociale. Dall’esperienza del Chikù che impiega donne rom e napoletane in cucina alle organizzazioni di terzo settore presenti sui territori di frontiera emergono progetti di inclusione lavorativa e impresa sociale in contesti di degrado ambientale ed esclusione con elevati tassi di disoccupazione giovanile e dispersione scolastica. A questi aspetti si aggiungono le dinamiche dell’economia criminale che spesso diventa una forma di welfare e reddito per intere famiglie escluse dal sistema produttivo.

Come si raccontano queste storie di inclusione? Quali errori non bisogna commettere quando si parla di periferie, minoranze discriminate e disagio sociale? Come si racconta il territorio? Come si racconta il rapporto tra territorio e le persone che lo abitano? Come ci si difende dai racconti devianti riguardo le periferie e i percorsi di inclusione? La formula della “storia” è l’unico tipo di narrazione possibile?

Ad aprire l’evento sarà il racconto in prima persona di chi il quartiere lo abita. A seguire i saluti di Emma Ferulano di Chikù, di Carlo Verna, presidente nazionale Ordine dei giornalisti, Claudio Silvestri, segretario Sindacato unitario giornalisti Campania, Filiberto Parente, portavoce Forum Terzo settore Campania e Ivano Maiorella, direttore del Giornale Radio Sociale.

Il corso vuole rispondere a questi quesiti e porne di nuovi grazie al contributo delle realtà sociali che sul territorio realizzano concretamente e quotidianamente pratiche di condivisione, di chi vive il territorio attraverso il racconto giornalistico di chi da anni ne racconta le criticità, e di chi conosce le dinamiche e i problemi che si trovano ad affrontare gli abitanti delle periferie urbane e dei quartieri popolari a rischio. Se ne parlerà alla presenza di importanti operatori dell’informazione, della comunicazione sociale e del non profit.

La prima sessione “Donne, lavoro, periferie: incontro con gli ultimi della comunicazione” è presentata e coordinata da Giovanni Augello, giornalista di Redattore Sociale, e prevede gli interventi di Barbara Pierro, associazione Chi rom e chi no, Anna Riccardi, presidente Fondazione Famiglia di Maria, Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione Con il Sud, Franco Cioffi, economista, e le giornaliste Giada Valdannini e Elisabetta Ranieri, autrici di “Scampia femminile plurale” per Radio 3 Rai. 

La seconda sessione “Periferie ed economia criminale: come si racconta il territorio” sarà coordinata da Giuseppe Manzo, responsabile della redazione economia del Giornale Radio Sociale e prevede gli interventi di Luigi Cuomo, presidente di Sos Impresa – Rete per la legalità, Arnaldo Capezzuto, cronista, Nello Trocchia, giornalista di Piazza Pulita, Maurizio Braucci, autore e sceneggiatore, Renato Briganti, docente Economia, Management, Istituzioni, Università Federico II. 

Il corso dà diritto a 4 crediti formativi per i giornalisti ed è necessario iscriversi sulla piattaforma S.I.Ge.F nella sezione “Corsi enti terzi”. La partecipazione è gratuita ed è prevista una navetta gratuita dalla metro di Scampia a partire dalle 9 all’andata e dalle 13.30 verso la stazione a fine corso.

 

Pubblicato in Economia sociale

In Siria nord-occidentale, attacchi aerei combinati a un’offensiva di terra, condotti dalle forze del governo siriano e dai loro alleati russi, hanno provocato un'enorme ondata di sfollamenti nell'ultima area controllata dall'opposizione. Dopo gli attacchi alle città e ai campi sfollati a ovest di Aleppo nei giorni scorsi, le strade sono piene di auto e camion con persone in fuga verso aree più sicure sempre più limitate.  

“Le persone sono in una situazione disperata” dice Julien Delozanne, capomissione di MSF per la Siria. “Gli attacchi avvengono in aree che prima erano considerate sicure. Le persone in fuga verso nord sono schiacciate in un territorio sempre più stretto, tra la linea del fronte a est e il confine turco chiuso a ovest. Le condizioni di vita nei campi sfollati sono già dure. Se l'operazione militare continua, un nuovo afflusso di persone peggiorerà ancora la situazione”. 

Le forze governative siriane hanno preso il controllo dell'autostrada che collega le città di Damasco e Aleppo e ora si stanno dirigendo verso ovest, minacciando aree densamente popolate a ovest di Aleppo. 

Il 14 e 15 febbraio sono stati colpiti i campi situati intorno alla città di Sarmadah, dove erano recentemente arrivate decine di migliaia di persone in fuga dai combattimenti nell’area meridionale di Idlib. Diverse persone sono state ferite e alcune tende sono andate distrutte. La città di Takad, circa 20 km più a est, è stata colpita più volte dal 13 febbraio, e la maggior parte dei suoi abitanti è fuggita per cercare sicurezza. 

“La maggiore parte delle persone sta fuggendo da Takad per i recenti attacchi di artiglieria, missili e bombardamenti aerei” dice Mustafa Ajaj, direttore del centro sanitario supportato da MSF a Takad. “Le uniche persone che sono rimaste sono quelle che non possono permettersi il viaggio o non sanno dove andare. Stiamo trasferendo le nostre forniture mediche in un’altra località e sto cercando un posto sicuro per riprendere le nostre attività in un'area dove i bisogni medici stanno diventando sempre più urgenti. Abbiamo comunque lasciato alcune forniture mediche di base per le persone che sono ancora a Takad”. 

L'ospedale nella città di Al Atareb, che aveva ricevuto kit di emergenza da MSF, ha dovuto chiudere il 16 febbraio dopo gli attacchi contro la città. Anche l'ospedale di Darat-Izaa ha chiuso il 17 febbraio per il rischio di essere bombardato. Il risultato è che oggi non esiste un ospedale funzionante nell’area occidentale rurale della provincia di Aleppo. 

Con la situazione in costante cambiamento, le persone nell’area settentrionale della provincia di Idlib e in quella occidentale di Aleppo, molte delle quali sono state sfollate più volte, vivono nella totale incertezza. “Nessuno sa cosa accadrà domani, sappiamo solo che ci sono bombardamenti continui e che le forze governative stanno avanzando" dice un medico MSF che lavora nel campo di Deir Hassan, 30 km a ovest di Aleppo. “Viviamo nella paura”. 

Più di 875.000 persone sono state sfollate nella Siria nord-occidentale dal 1° dicembre 2019, secondo dati delle Nazioni Unite. I campi sono sovraffollati ed è impossibile trovare una stanza in affitto in città relativamente lontane dai bombardamenti. Senza alcun posto dove andare, le persone installano tende sulle colline e lungo i bordi delle strade o dormono all’aperto. 

“C'è la morte sotto le bombe e c'è un'altra morte nei campi, non immediata ma ritardata" racconta un uomo arrivato di recente con la sua famiglia in un campo dove MSF sta lavorando.  “Ogni volta che i bombardamenti si intensificano, arrivano nuove persone” racconta il medico di MSF nel campo di Deir Hassan. “Molte persone non riescono a trovare un rifugio nelle città in cui scappano e sono costrette a montare le tende dove possono. Queste aree sono ricoperte di tende e più ti avvicini al confine turco, più aumentano. Chi non può permettersi una tenda, deve condividerla con altre famiglie. Vedi anche persone sul ciglio della strada o sotto gli ulivi con le loro coperte. Alcuni sono scappati con i soli vestiti che indossavano”. 

Le province di Idlib settentrionale e Aleppo occidentale sono ora disseminate di insediamenti informali dove le persone vivono in condizioni terribili, senza adeguata protezione dal freddo invernale. La scorsa settimana le temperature sono scese sotto lo zero e forti nevicate hanno bloccato molte strade. Una famiglia di quattro persone è morta soffocata dopo aver bruciato della benzina di scarsa qualità nel tentativo di riscaldare la propria tenda.  

“La nostra condizione umanitaria è pessima” racconta un padre a un membro di MSF durante la distribuzione di aiuti nel campo. “Senza riscaldamento. Senza pane. Senza acqua. Abbiamo bruciato le foglie degli ulivi per scaldarci. Abbiamo bisogno di aiuto”.  Le équipe mediche delle cliniche mobili MSF hanno curato molto pazienti per infezioni respiratorie causate dalle condizioni di vita e dal clima invernale. Nelle ultime settimane, le nostre équipe hanno anche fornito cure mediche a numerose donne in gravidanza e bambini. 

MSF sta rispondendo ai bisogni dei nuovi sfollati distribuendo beni di prima necessità in diverse zone rurali della provincia di Idlib. Dal primo dicembre, le équipe di MSF hanno distribuito coperte, vestiti invernali, kit igienici e materiali per riscaldarsi a più di 13.000 persone in oltre 20 campi e insediamenti informali ad Harim, Salquin, Sarmadah, Killi e Maarat Misrin. Stiamo inoltre distribuendo acqua potabile a decine di migliaia di persone nei campi. Ma i bisogni delle persone sono enormi e, anche con queste nuove attività, sta diventando sempre più difficile per MSF fornire alle persone sfollate l’assistenza di cui hanno bisogno. 

Con il proseguimento dell’offensiva aerea e di terra, le persone sono in costante movimento. Nel fine settimana alcuni dei campi a ovest di Aleppo sono stati evacuati. Chi non può permettersi di pagare il trasporto, si dirige a nord verso Afrin e Azaz, vicino al confine turco, altri viaggiano per distanze più brevi. Ma ovunque vadano, nessuno è sicuro di ricevere assistenza. 

“Sono quasi nove anni che il conflitto va avanti” dice il medico di MSF “ma considerando tutte le difficoltà che stiamo affrontando, quest’anno da solo vale quanto gli ultimi nove”. 

 

Pubblicato in Nazionale

Il 23 febbraio, alle ore 10, a Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro), presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, si svolgerà Carnem levare - Semel in anno licet insanire, un’iniziativa di grande valenza didattica e educativa nonché ludica e divertente ispirata al Carnevale.

La dottoressa Elisa Nisticò, funzionario archeologo, referente del Polo museale della Calabria per questa Sede afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, così ne illustra i contenuti.  “Domenica  sarà proposta l’iniziativa Carnem levare - Semel in anno licet insanire. A Carnevale è lecito essere chi desideriamo: divinità, imperatori, eroi, guerrieri o semplici cittadini romani. E’ l’occasione per divertirsi insieme e imparare. Il museo si trasforma in un luogo che vi permetterà, grazie alla fantasia e al vostro intuito, di superare le barriere del tempo e diventare un vero romano de Scolacium. Il laboratorio è aperto a famiglie, bambini e adulti. Vi aspettano giochi a tema e tanto divertimento. Venite in maschera e stupiteci, in fondo a Carnevale tutto vale”.

Una proposta, quindi, certamente suggestiva e affascinante che darà la possibilità di dare sfogo alla creatività dei tanti visitatori che parteciperanno all’atteso evento.

 

Pubblicato in Calabria

A Cappella Maggiore germogliano nuove attività per bambini 0-6 anni e genitori grazie al progetto Caleidos, progetto selezionato da Con I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: in accordo con l’Amministrazione comunale, il punto educativo Mondo Gioco con sede in Biblioteca si apre al territorio ed entra nelle scuole d’infanzia paritarie Maria Immacolata di Anzano e San Giuseppe di Cappella Maggiore (Tv) e al nido del capoluogo, con nuove proposte tra cui il teatro educativo ed uno speciale percorso musicale.

Proseguono senza sosta le attività del progetto Caleidos, guidato in Veneto dalla Cooperativa sociale Itaca, che vede coinvolti il Comune di Cappella Maggiore e il locale Istituto comprensivo. Va avanti la ormai consolidata apertura del punto educativo il martedì pomeriggio in Biblioteca dalle 16.30 alle 17.30, rivolta alle mamme e ai bambini in fascia 0-3 anni, dove un gruppo di dieci mamme s’incontra con cadenza settimanale sotto la guida esperta dell’operatrice Elisa Tomasi, capace di giocare e far giocare mamme e bambini. Mondo Gioco, infatti, rappresenta per le mamme un momento d’incontro e condivisione delle gioie, e a volte anche delle fatiche, di essere mamme.

Ma le attività di Caleidos non si fermano qui. Nel mese di marzo si concluderà il percorso di “Teatro educativo” condotto da Simone Carnielli e rivolto ai 42 bambini che frequentano le scuole d’infanzia paritarie Maria Immacolata di Anzano e San Giuseppe di Cappella Maggiore. Un laboratorio di cinque incontri basato sul gioco, per imparare ad instaurare relazioni positive all’interno del gruppo, prendere coscienza del proprio corpo, della voce e del gesto come mezzi espressivi fondamentali a conoscere e usare il tempo, lo spazio, il ritmo, stimolando la propria inventiva e creatività.

Inoltre, il 31 marzo partirà ogni martedì e giovedì per i 9 piccini del nido di Cappella Maggiore un percorso musicale di 10 incontri, ad occuparsene sarà Giorgia Favero, esperta musicale del metodo Gordon, perché la musica, alla pari degli altri linguaggi, è uno strumento di crescita e sviluppo individuale. Entrambi i percorsi si chiuderanno con esibizioni aperte alle famiglie, per divertire e divertirsi tutti insieme.

Le attività di Mondo Gioco sono tutte gratuite e realizzate all’interno del progetto Caleidos, che nasce per superare le fragilità educative e offrire nuove opportunità ai bambini 0-6 anni, assicurando loro il diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti, promuovendo una comunità educante che sia in grado di prendersi cura dei bambini più fragili e anche delle loro famiglie.

Realizzato in Veneto dalla Cooperativa sociale Itaca, Caleidos è frutto di una partnership motivata che vede coinvolti Ulss n. 2 Marca Trevigiana – Distretto Pieve di Soligo, Fondazione di Comunità Sinistra Piave, Istituti comprensivi di Cappella Maggiore e “Grava” Conegliano 1, Nido Comunale di San Vendemiano (gestito dalla Cooperativa Stella). In un’ottica di lavoro di comunità, gli Istituti comprensivi hanno coinvolto le Amministrazioni comunali di Conegliano, San Vendemiano, Cappella Maggiore, Colle Umberto, Fregona e Sarmede con i relativi Servizi Sociali.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD

Pubblicato in Veneto

Secondo un rapporto lanciato oggi da una Commissione di oltre 40 esperti della salute dei bambini e degli adolescenti nel mondo, nessun paese sta proteggendo adeguatamente la salute dei bambini, l'ambiente in cui vivono e il loro futuro. La Commissione è stata nominata dall'Oms, dall'Unicef e dalla rivista Lancet.

Il Rapporto, A Future for the World's Children? (Un futuro per i bambini del mondo?), mostra che la salute e il futuro di ogni bambino e adolescente nel mondo sono immediatamente minacciati dal degrado ecologico, dai cambiamenti climatici e dalle pratiche abusive di marketing che spingono i bambini verso i fast food, le bevande zuccherate, l'alcol e il tabacco.

"Nonostante la salute dei bambini e degli adolescenti sia migliorata negli ultimi 20 anni, i progressi si sono fermati, e sono destinati a tornare indietro- ha dichiarato Helen Clark, ex primo ministro della Nuova Zelanda e copresidente della Commissione- Si stima che circa 250 milioni di bambini sotto i 5 anni nei paesi a medio e basso reddito rischino di non raggiungere il loro potenziale di sviluppo, secondo misurazioni indicative sulla malnutrizione cronica e la povertà. Ma è ancor più preoccupante che ogni bambino nel mondo affronti attualmente minacce per la sua vita, a causa del cambiamento climatico e delle pressioni commerciali. I paesi devono rivedere il loro approccio alla salute dei bambini e degli adolescenti, per garantire che non solo ci prenderemo cura dei nostri bambini oggi, ma che proteggeremo il mondo che erediteranno in futuro", ha aggiunto Clark.

L'intensificarsi dei cambiamenti climatici minaccia il futuro di ogni bambino

Il rapporto include un nuovo indice globale di 180 paesi, comparando i risultati sullo sviluppo dell'infanzia - che comprende le misurazioni della sopravvivenza e del benessere dei bambini, come la salute, l'istruzione e la nutrizione - con l'indice della sostenibilità, una misurazione indicativa delle emissioni di gas serra, e dell'equità, o i divari di reddito. Secondo il rapporto, mentre i paesi più poveri hanno bisogno di fare di più per supportare le possibilità dei loro bambini di vivere vite sane, le emissioni di carbonio eccessive - in misura sproporzionata dai paesi più ricchi - minacciano il futuro di tutti i bambini. Se il riscaldamento globale supererà i 4 gradi nel 2100, in linea con le proiezioni attuali, questo porterebbe a conseguenze devastanti per la salute dei bambini, a causa dell'innalzamento del livello degli oceani, delle ondate di calore, della proliferazione di malattie come la malaria e la febbre dengue e della malnutrizione.

L'indice dimostra che i bambini in Norvegia, Repubblica di Corea e Paesi Bassi hanno le migliori possibilità di sopravvivenza e benessere, mentre i bambini in Repubblica Centrafricana, Ciad, Somalia, Niger e Mali affrontano le probabilità peggiori. Tuttavia, quando gli autori hanno preso in considerazione le emissioni di CO2 pro-capite, i paesi più efficienti sono rimasti indietro: la Norvegia si è classificata al 156esimo posto, la Repubblica di Corea (Sud) al 166esimo, e i Paesi Bassi al 160esimo. Ognuno dei tre paesi emette il 210% di CO2 pro-capite in più rispetto all'obiettivo del 2030. Gli Stati Uniti d'America (Usa), l'Australia e l'Arabia Saudita sono tra i dieci paesi con le peggiori emissioni.

L'Europa offre la "migliore casa al mondo" per i primi anni di un bambino nato oggi, ma fallisce quando si tratta di dargli un futuro sostenibile. Otto tra i primi dieci paesi nell'indice che misura la sopravvivenza e il benessere sono paesi europei, con 16 paesi nella top 20. Australia, Singapore, Corea del Sud e Giappone sono gli altri quattro Paesi nei primi 20. Moldavia e Albania sono gli unici paesi in Europa sulla via giusta per raggiungere il loro obiettivo di emissioni di carbonio entro il 2030 e sono fra gli 80 migliori paesi per gli indicatori per la sopravvivenza e il benessere, continua l'Unicef.

Il Lussemburgo è il paese europeo con i risultati peggiori per quanto riguarda la protezione della salute dei bambini dalle pericolose emissioni di anidride carbonica, 171esimo su 180, poco prima del Kazakistan, degli Stati Uniti e dell'Australia. I Paesi Bassi (160esimi), l'Islanda (163esima) e la Germania (161esima) sono tra i 20 paesi con i peggiori risultati in termini di misurazioni di sostenibilità, nonostante questi paesi rientrino fra i 40 migliori per quanto riguarda le misurazioni della sopravvivenza e del benessere.

"L'Italia si colloca 26esima su 180 paesi per quanto concerne l'indice di sopravvivenza e del benessere dei bambini, mentre è solo 134esima per quanto concerne la sostenibilità, con 5,99 tonnellate di CO2 pro-capite: emette il 121% di CO2 pro-capite in più rispetto all'obiettivo del 2030- ha dichiarato il Presidente dell'Unicef Italia Francesco Samengo- I bambini di oggi affrontano un futuro incerto. I cambiamenti climatici, il degrado ecologico, gli sfollamenti, il marketing aggressivo, i conflitti e le disuguaglianze persistenti minacciano la salute e il futuro dei bambini ovunque, anche nel nostro paese".

"Oltre 2 miliardi di persone vivono in paesi in cui lo sviluppo è ostacolato da crisi umanitarie, conflitti, disastri naturali, problemi sempre più legati al cambiamento climatico- ha dichiarato il ministro Awa Coll-Seck del Senegal, Copresidente della Commissione- Mentre alcuni dei paesi più poveri hanno fra le emissioni di CO2 minori, molti sono esposti all'impatto più duro di un clima in rapido cambiamento. Promuovere oggi condizioni migliori per la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini a livello nazionale non deve avvenire a costo di erodere il futuro dei bambini a livello globale". Gli unici paesi che sono in linea per raggiungere l'obiettivo di emissioni di CO2 pro-capite entro il 2030, ottenendo anche buoni risultati (fra i 70 migliori) sulle misure per lo sviluppo dei bambini sono: Albania, Armenia, Grenada, Giordania, Moldavia, Sri Lanka, Tunisia, Uruguay e Vietnam, continua l'Unicef.

Il marketing commerciale dannoso colpisce i bambini, con l'obesità infantile che aumenta di 11 volte

Il rapporto evidenzia anche la chiara minaccia che il marketing dannoso rappresenta per i bambini. I dati suggeriscono che in alcuni paesi i bambini vedono ben 30mila annunci pubblicitari solo in televisione in un anno, mentre l'esposizione dei giovani alla pubblicità delle sigarette elettroniche è aumentata di oltre il 250% negli Stati Uniti in due anni, raggiungendo più di 24 milioni di giovani.

Il professore Anthony Costello, uno degli autori della Commissione, ha dichiarato: "L'autoregolamentazione del settore industriale ha fallito. Studi in Australia, Canada, Messico, Nuova Zelanda e Stati Uniti- fra molti altri- hanno dimostrato che l'autoregolamentazione non ha frenato la capacità delle imprese di fare pubblicità ai bambini. Per esempio, nonostante le aziende abbiano firmato un'autoregolamentazione in Australia- solo in un anno di programmi televisivi di calcio, cricket e rugby- gli spettatori bambini e adolescenti sono stati comunque esposti a 51 milioni di pubblicità di alcolici. E la realtà potrebbe essere ancora peggiore: abbiamo pochi dati sull'enorme espansione della pubblicità sui social media e degli algoritmi diretti ai nostri bambini".

L'esposizione dei bambini a marketing commerciale di cibo spazzatura e bevande zuccherate è associata all'acquisto di cibo non salutare e a sovrappeso e obesità, collegando quindi il marketing aggressivo all'allarmante crescita dell'obesità infantile. Il numero di bambini e adolescenti obesi è aumentato dagli 11 milioni del 1975 ai 124 milioni del 2016- un aumento di 11 volte, con costi individuali e per la società terribili, continua l'Unicef.

Un manifesto per un'azione immediata per la salute dei bambini e degli adolescenti

Per proteggere i bambini, gli autori della Commissione indipendente auspicano un nuovo movimento globale guidato da e per i bambini. Le raccomandazioni specifiche includono:

- Fermare le emissioni di CO2 con massima urgenza, per assicurare che i bambini abbiano un futuro su questo pianeta;
- Mettere i bambini e gli adolescenti al centro dei nostri sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile;
- Nuove politiche e investimenti in tutti i settori per lavorare per i diritti e la salute dei bambini;
- Incorporare le voci dei bambini nelle decisioni politiche;
- Inasprire la regolamentazione nazionale per il marketing commerciale dannoso, supportato da un nuovo Protocollo Opzionale alla Convenzione delle Nazioni Uniti sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il Dr. Richard Horton, Capo redattore del gruppo delle riviste Lancet ha dichiarato: "L'opportunità è grande. I dati ci sono. Abbiamo gli strumenti. Dai capi di stato ai governi locali, dai leader delle Nazioni Unite ai bambini stessi, questa Commissione chiede la nascita di una nuova era per la salute dei bambini e degli adolescenti. Ci vorranno coraggio e impegno per realizzare tutto questo. È la prova più grande per la nostra generazione".

"Dalla crisi climatica all'obesità e al marketing commerciale dannoso, i bambini nel mondo devono lottare contro minacce che erano inimmaginabili fino a poche generazioni fa- ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale Unicef- È tempo di ripensare alla salute dei bambini, per renderli prioritari nell'agenda di sviluppo di tutti i governi e per mettere il loro benessere al di sopra di ogni valutazione". "Questo rapporto mostra che i decision makers del mondo stanno deludendo, troppo spesso, i bambini e i giovani di oggi: non proteggono la loro salute, i loro diritti, il loro pianeta- ha dichiarato il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell'Oms- Questa è una sveglia per i paesi, per investire nello sviluppo e nella salute dei bambini, assicurare che le loro voci vengano ascoltate, proteggere i loro diritti e costruire un futuro adatto per i bambini".

 (Fonte: Dire/Redattore Sociale)

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Il Fondo CIVES per l’Housing Sociale è nato nella Regione Marche su iniziativa di alcu-ni promotori principalmente afferenti al movimento cooperativo, assieme a investitori istitu-zionali e privati. È gestito da Sator Immobiliare SGR ed ha come suo maggior quoti-sta Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR, per conto del FIA (Fondo Investimenti per l’Abitare).

Intesa s.r.l., società partecipata dalle cooperative CoossMarche, Labirinto e Nuovi Orizzonti della Regione Marche, è il Gestore Sociale del Fondo ed opera con l’intento di promuovere investimenti in iniziative di Servizi alla Persona e di Housing Sociale.

Nel 2015 il Fondo acquisisce 3 palazzine site in Bellocchi, un quartiere dell’hinterland di Fano – provincia di Pesaro e Urbino, Regione Marche. Dal mese di giugno dello stesso anno pren-de avvio il progetto di housing sociale Condominio 32 alloggi.

On line sul blog futuro.coop la nuova esperienza del progetto Sociabilita: continua a leggere su questo link

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