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Lunedì, 06 Aprile 2020

Martedì, 25 Febbraio 2020 - nelPaese.it

"A scena aperta" è il titolo della nuova mostra che sarà ospitata presso la sede del Consorzio Parsifal e della cooperativa Altri Colori. Si tratterà, per la seconda volta dopo quella su "La comunità operosa", di una mostra fotografica. L'esposizione sarà dedicata alle esperienze di teatro sociale delle cooperative consorziate Alicenova, Altri Colori, Astrolabio, Cotrad, Herasmus, Meta e Osiride. 

Saranno 32 le foto in mostra che racconteranno ciò che è avvenuto sulle scene e dietro i sipari di drammi, commedie e musical rappresentati all'interno dei centri diurni per disabili o per anziani. "A scena aperta" ha cercato infatti di raccogliere le migliori performance teatrali realizzate dalle cooperative consorziate.

La sezione più importante della mostra è dedicata, non per caso, ad Alicenova, che già dieci anni fa dedicò un libro fotografico agli spettacoli messi in scena su vari palchi e teatri. Le altre foto raccontano ciò che è avvenuto sulle scene e dietro i sipari di drammi, commedie e musical rappresentati dalle cooperative consorziate.

L'esposizione fotografica sarà inaugurata venerdì 28 febbraio alle ore 15. La mostra, a ingresso libero e gratuito, è ospitata presso la sede di Parsifal - a Frosinone, in viale Mazzini 51, 2° piano - e sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 19.

Il finissage ci sarà il 29 maggio. Curatore della mostra, promossa da Parsifal e da Altri Colori, è ancora una volta Donato Marrocco, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Pubblicato in Cultura

Nuovo furto a danno de "Le Agricole" Cooperativa della Comunità Progetto Sud. Il furto, avvenuto presumibilmente durante la notte di  domenica 22 febbraio, ha riservato un brutto inizio settimana ai lavoratori della cooperativa di Lamezia Terme che arrivando in Via dei Salentini hanno trovato le porte dei depositi scassinate e le macchine agricole mancanti.

Le conseguenze da pagare sono "un trattore e una falciatrice, i mezzi più pesanti e costosi, insieme ad altre attrezzature per lavorare la terra e a qualche sacco di concime, sono il resoconto di quanto rubato, cui abbiamo fatto immediata denuncia. E come si fa a non indignarsi, per l'ennesima volta divenendo oggetto di attenzioni criminose?”

“Ma il nostro percorso di opportunità di lavoro, che mette insieme la produzione biologica e il coinvolgimento di  soggetti fragili, ospiti dei nostri servizi e strutture , è qualcosa che a distanza di 43 anni ci crea nuovamente danni, ma non ci impedirà di ripartire dinuovo tutti insieme", dichiara Don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud.

 

Pubblicato in Calabria

Correre per la vita. Il 23 febbraio si è tenuta la #ModenaRun4Rare, un evento che ha luogo in occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare e che vede coinvolti l’Amministrazione Comunale, l’associazione di promozione sportiva CSI – Centro Sportivo Italiano e l’unità di specialty care Sanofi Genzyme di Modena, insieme al Coordinamento Podistico Modenese e Run&Fun e a tanti volontari della città di Modena. La partecipazione è aperta a tutti, sportivi e non, ed è possibile scegliere tra i percorsi di 3, 6 o 10 km, da correre o camminare in modo assolutamente non competitivo con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema delle patologie rare.

La divisione di Sanofi Italia, infatti, si impegna quotidianamente organizzando o supportando iniziative in tutto il mondo per la Comunità dei malati rari, che nella loro totalità si stima siano oltre 2 milione di persone in Italia e 30 milioni in Europa. Ad oggi le malattie rare note sono più di 6.000 e, sebbene non abbiano un’incidenza elevata, impattano fortemente sulla persona colpita e sulla sua famiglia, a causa della gravità delle patologie, della difficoltà della diagnosi - che a volte può essere tardiva o errata, dall’assenza di cure e farmaci o di ricerche scientifiche adeguate per l’applicazione di terapie innovative.

Quest’anno l’evento di Modena, giunto alla sua 6^ edizione, ha superato ogni aspettativa, registrando innanzitutto un record di presenze, circa 500 in più dello scorso anno, per un totale di 3.107 partecipanti tra atleti e non, podisti e camminatori, da soli, con amici o con famiglia e bambini, con le bacchette da nordic walking, con animali a 4 zampe al guinzaglio, classi scolastiche, squadre e gruppi sportivi di tutta la provincia.

Un altro grande risultato è stata una presenza così elevata di persone che hanno preso parte all’evento in concomitanza al clima di sempre maggiore allerta che circolava nel Nord Italia da alcuni giorni, rendendo la partecipazione in un momento così difficile particolarmente significativa dal punto di vista umano. Solo poche ore dopo, l’Ordinanza della Regione Emilia Romagna non avrebbe permesso lo svolgimento dell’iniziativa, ma nell’incertezza del momento ha certamente prevalso il senso di solidarietà e partecipazione della cittadinanza modenese a favore di un’iniziativa di natura benefica e umanitaria, che non si è tirata indietro.

Infine, il primato di quest’anno è legato anche ad uno dei momenti più emozionanti e intensi di tutte le edizioni svolte finora: l’arrivo al traguardo di Simone, nato con la rara sindrome di Xia-Gibbs, a bordo di una speciale carrozzina da corsa fornita dall’associazione G.A.S.T. Onlus di Reggio Emilia. Per 10 km un chiassoso gruppo di podisti, dotati di maschere e parrucche, fischietti e palloncini, ha spinto a turno il piccolo Simone, che ha felicemente esultato per tutto il percorso fino all’arrivo in un bagno di folla, tra partecipanti, familiari, amici e giornalisti.

In testa al gruppo i due testimonial dell’evento: Alessia Bellino, runner guarita da una malattia rara nel 2015, e Mohamed Moro, noto atleta modenese, che da 3 anni a questa parte si impegnano per promuovere, animare e diffondere il messaggio della Modena Run4Rare e a dare valore, con la loro esperienza e la loro partecipazione entusiasta, al tema dell’inclusione sportiva e sociale dell’evento.

Perché se è vero che le malattie rare esistono, è anche bello sapere che non è così raro trovare organizzazioni e persone sensibili e attente al tema, capaci di diffondere informazioni e conoscenze anche scientifiche, per creare reti di solidarietà civile basate sulla consapevolezza, sull’accettazione e sull’equità tra persone sane e persone con malattie anche particolari e sconosciute.

Alessia Bellino

 

 

 

 

 

Pubblicato in Salute

Come ampiamente noto, i l Governo per fronteggiare il rischio della diffusione del Coronavirus ha a pprovato il 22 febbraio un provvedimento che tuttavia può avere un impatto specifico su alcune condizioni che riguardano la disabilità. Su queste possibili ricadute è intervenuto, dopo un confronto con FAND e FISH, l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei Mini stri.

FAND e FISH ritengono “doveroso contribuire all’informazione e alla diffusione della consapevolezza, evidenziando testualmente i più rilevanti passaggi della nota del 24 febbraio che il Capo Ufficio Antonio Caponetto ha indirizzato al Capo del Dipartimento per la Protezione Civile e all’ Ufficio di Gabinetto del Ministro della Salute per segnalare che le present i misure straordinarie adottate dal Governo potrebbero avere un impatto sul le persone con disabilità e per minimizzare l’insorgere di ult eriori problematiche per le situazioni di fragilità”.

“Tenuto conto che le persone con disabilità grave; sono anche quelle più a rischio durante situazioni di emergenza, qual è quella presente, l’Ufficio per le politiche in favo re delle persone con disabilità, anche dietro segnalazioni pervenute dalle associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, ritiene opportuno che dei punti di seguito esposti sia tenuto conto in sede di diffusione di direttive alle Regioni e alle articolazioni de l Sistema Nazionale di Protezione Civile per le aree di focolaio di COVID-1 9”:

I punti

Il DPCM 23 febbraio 2020 all’art. 1, comma 1, prevede la sospensione di attività pubbliche e private, con l’eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, secondo le modalità grave e i limiti indicati con provvedimento del Prefetto territorialmente competente. Potrebbero rientrare, tra i servizi essenziali, i cosiddetti Centri diurni per disabili, i quali però a causa della natura delle prestazioni erogate sono caratterizzati da un alto tasso di frequentazione (operatori, familiari e sog getti terzi). Le persone con disabilità, specie intellettive e de l neurosviluppo, non sempre sono in grado di assumere comportamenti consapevoli ed idonei ad evitare o ridurre i rischi di contagio.

Trattandosi, inoltre, di persone con particolari patologie, correlate alla loro disabilità, rappresentano una popolazione maggiormente esposta al contagio. Ciò premesso, è quindi da valutare se comprendere i Centri diurni nelle aree di focolaio tra le attività soggette a sospensione. Contemporaneamente però si renderebbe necessaria un ’azione compensativa di supporto domiciliare per gli utenti dei Centri e i loro familiari, in modo da non far venire meno i servizi di assistenza essenziali.

Lo stato di emergenza comporta l’adozione di misure straordinarie, di “quarantena”, che potrebbero indebolire la rete di assistenza, supporto e protezione destinata alle persone con gravissime disabilità o con forme di non autosufficienza che vivono al proprio domicilio. Fra questi rientrano spes so soggetti con genitori molto anziani, o che vivono in assenza di una adeguata rete di protezione familiare. Tali soggetti, in caso di quarantena, potrebbero avere maggiori difficoltà ad autogestirsi e a seguire le istruzioni delle Autorità. Sarebbe quindi opportuno, nei limiti che la situazione di emergenza consente, assicurare il maggior possibile coordinamento fra le strutture del Sistema Nazionale di Protezione Civile su base locale, le Asl, le strutture di assistenza e le associazioni su base locale, al fine di garantire il censimento, il monitor aggio e il supporto per tali casistiche.

“Riteniamo necessaria l’attivazione di canali di comunicazione e di assistenza al cittadino che consentano il superamento delle barriere alla comunicazione. In particolare: i numeri verdi telefonici che sono stati istituiti a livello centrale e regionale non possono essere utilizzati da persone sorde o con ipoacusia. Pertanto andrebbe affiancata una modalità di comunicazione vi a email per questa categoria di persone. Inoltre andrebbero previste tra duzioni delle principali comunicazioni di emergenza in Lingua dei Segni Italiana per consentire l’accesso alle informazioni utili anche ai sordi segnanti.”

FAND e FISH esprimono “apprezzamento per l’attenzione e la concretezza adottate. Invitano le proprie associazioni e organizzazioni federale ad agire in coordinamento con le strutture territoriali del Sistema Nazionale di Protezione Civile che peraltro negli ultimi anni ha rafforzato e adeguato le procedure di interve nto in situazioni di emergenza in presenza di disabilità”.

 

 

Pubblicato in Nazionale

L’emergenza per il Coronavirus preoccupa tutto il Paese e sta portando a decisioni molto sensibili che impattano in maniera significativa sulla vita sociale ed economica delle persone e del Paese nel suo insieme. Questa situazione richiede l’assunzione di responsabilità di tutti perché la gestione possa svolgersi nei binari giusti dove ognuno, cittadini e istituzioni, fa la sua parte nell’interesse collettivo. Per Legacoopsociali "è necessaria una collaborazione costante e la condivisione delle decisioni istituzionali nonché delle corrette informazioni scientifiche e mediche che mettano al riparo i cittadini dalla pericolosità del virus senza creare altrettanto pericolosi allarmismi. Oggi in prima fila ci sono gli operatori socio-sanitari che lavorano a contatto con i pazienti. Nel lavoro quotidiano di questi operatori c’è la tenuta del sistema sanitario che deve garantire prevenzione, cura e allontanare paure ingiustificate e informazioni errate".

“I nostri professionisti lavorano con elevata competenza e professionalità – dichiara Domenico Arena, presidenza nazionale Legacoopsociali e responsabile gruppo Sanità- come elevato è lo standard che la cooperazione sociale garantisce nei servizi di cura e assistenza a livello nazionale. Anche in questa emergenza, seguendo le direttive del Ministero della Salute, proteggeremo i nostri lavoratori e garantiremo la massima qualità e collaborazione nei servizi in cui siamo coinvolti”

Legacoopsociali è altresì impegnata in un confronto con le istituzioni per sostenere lavoratori e cooperative nei contesti dove viene decretata la chiusura dei servizi.

 

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